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domenica - ore 15.00 |
27 GENNAIO 2008 |
1° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Non sempre si può vincere, bisogna saper...Pareggiare.
di Marco Di Mauro (mondocatania.com)
Le ragioni del cuore, appagate da un goal strepitoso annullato per incompetenza, o sudditanza. Un nome, Celi, e la garanzia che almeno per questa settimana in nessuna trasmissione nazionale dovremo sopportare il volto paonazzo di Ghirardi che grida al complotto massonico. O quello di Di Carlo che sfonda cartongesso qua e là, Mezzo gaudio. Le
ragioni del Campionato. Un avversario diretto, in gran forma, col quale
s’è rischiato di vincere più volte, perdere una sola, tenuto a
debita distanza, in una giornata dove prevale trasversalmente il segno
X. Non si è smesso di credere nel colpaccio, ma il rischio ha fatto
spazio al sazio appagamento da pareggio. Un punto d’ufficio, che leva poco almeno quanto poco dà a meriti e classifica. Parma ordinato, fresco, gasato più che afflitto dal ratto interista, Morrone argine, Gasbarroni jolly imprendibile ma anche graziato da un sacrosanto doppio giallo, così è stato deciso quaggiù nei “Cieli”, e non parliamone più. Risultato assodato, tattica ducale, cuore etneo. Sintesi di una gara che poco assomiglia alle classiche “pugne” etnee. Accontentarsi, ambo le parti, e godere per quanto permette un salomonico pareggio. Facile non è gestire una panchina corta, spremuta a metà, tra coppa e Campionato, e con in previsione altri impegni, duri forse anche più degli scorsi, pieni di attese, ma anche di inconvenienti, ieri Martinez, che si blocca in rifinitura, domani Edusei e Vargas, squalificati entrambi per Genoa, il ghanese anche per il ritorno di Coppa.
Giro di boa, meno spregiudicatezza, solo chi mira in alto non s’accontenta, per scudetto o salvezza, in medio stat “pareggio”, senza strafare, gestire il vantaggio, capire i momenti, approfittare di quelli giusti. Strategie e tattiche, ora più che mai basilari, decisive, da maneggiare con cura. Tutto attorno, il supporto del pubblico plaudente, qualunque risultato porti con sé il triplice fischio arbitrale. Fiducia. Ciò che non paga il cuore, trovi pace nella ragione. Forza Catania.
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CATANIA:
Polito, Silvestri, Stovini, Terlizzi, Vargas, Baiocco (dal 82' Izco),
Edusei, Tedesco (dal 67' Pia'), Colucci, Spinesi (dal 77' Morimoto),
Mascara. A disposizione: Bizzarri, Gazzola, Biagianti, Sottil. All.
Baldini.
Risultati Sampdoria
- Siena 1-0
Classifica * partite in meno |
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domenica - ore 15.00 |
3 FEBBRAIO 2008 |
2° giornata girone di ritorno |
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Stadio Ferraris - Genova
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Stendiamo un Velotto pietoso di Max Licari (calciocatania.com)
Premettiamo:
non ci sembra che ciò che stiamo per dire possa essere tacciato di
vittimismo, dato che il dato numerico parla chiaro: 5 sconfitte esterne
consecutive, 2 punti nelle ultime 5 gare. Uno score negativo che esula
dai presunti torti arbitrali e che deve far riflettere
approfonditamente. Infatti, non vorremmo che
rivestivano
importanza fondamentale. I rossazzurri, inutile negarlo, ne sono venuti
fuori in maniera assai negativa dal punto di vista del risultato
numerico. La classifica, del resto, si è accorciata molto e alcune
squadre dietro stanno cominciando a correre. Attenzione, quindi. Il
calendario riserva Inter e Milan in casa, Fiorentina ed Empoli fuori. In
pratica, tre “big” del calcio italiano e uno scontro diretto in
trasferta, dove il Catania va malissimo. Inutile dire che, a questo
punto, è necessario portare a casa qualche punticino “inaspettato”
fra le milanesi e i viola, per non rendere la classifica troppo
deficitaria. In casa gli etnei sono tosti, pertanto ci si può provare,
tanto più che Baldini avrà a disposizione tutta la rosa a partire
dalla gara con la corazzata nerazzurra avviata trionfalmente alla
vittoria del campionato. Rientreranno Vargas, Edusei e Martinez. Saranno
disponibili Alvarez e Silvestre. Bisogna ricominciare a fare punti.
Let's go, Liotru, let's go!!! Questi
i numeri su "La Gazzetta dello Sport", peccato che, matematica
permettendo, 53-45 uguale 8 punti regalati all'Inter, che Anche la società, in serata, si è sentita in dovere di replicare alle parole del quotidiano in rosa: All'attenzione del diretto della Gazzetta dello Sport Carlo Verdelli Egr.
direttore, |
GENOA:
Scarpi; Konko, Bovo, Santos Criscito; M.Rossi (34' st Lucarelli), Paro,
Juric, Danilo; Borriello (39' st Sculli), Figueroa (29' st Di Vaio). In
panchina: Lanza, Ghinassi, Danilo, Vanden Borre. Allenatore: Gasperini
Risultati Palermo
- Livorno 1-0
Classifica
*
partite in meno
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domenica - ore 20.30 |
10 FEBBRAIO 2008 |
3° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Il pubblico di Catania, con corale ed unanime ironia, sbeffeggia e distrugge moralmente il vero protagonista della partita: lo showman Farina.
Andiamo avanti di Marco Di Mauro (mondocatania.com) Di quelle partite che, qualunque cosa accada, bisogna guardare avanti, sempre avanti, mai fermarsi, ma distrarsi. Quando poi la distrazione c’è, fa rabbia che non sia di un giocatore, ma di un guardalinee. Episodi con l’Inter, fa specie parlarne, ma così è.
Il Catania non è la squadra più favorita dagli arbitri. Ed è chiaro. Assodato ciò: I nerazzurri passano, alla prima sortita offensiva, con due uomini in fuorigioco, limpido. Passano così, la passano liscia, sottoporta ed in mezzo al campo quando Ibrahimovic ne fa a iosa di falli, e si permette anche di dire al guardalinee: <v>“Dì a Farina che è un pezzo di merda”. Niente omissis, lui, niente omissis noi. Se non è sudditanza è incompetenza, se non è incompetenza cos’é? Prepensionamento obbligatorio, multona assicurata, perché l’ironia non è permessa, a Catania, l’insulto è permesso, ai baldanzosi campioni d’Italia, che bene suppliscono all’assenza della Juventus. Chi ha orecchie per capire, capisca. Ma basta parlare di loro, intesi come 11+3, 3 come il Terzo tempo che non c’è. Catania, perfetto, cosa si può rimproverare ad una squadra che per tutto un tempo imbriglia l’Inter per stessa ammissione del suo tecnico, per altro restio a certe chapeau? Eventi
casuali, episodi. Commentarli si può, perderci poi troppo tempo non ha
ragione. Il miglior Catania della stagione poteva bastare, a fermare l’Inter,
l’Inter di sempre, che nulla lascia di intentato, nulla regala, in
qualsiasi regione del campo. Così non è stato. Lode a chi in campo ha bagnato la maglia con sudore e speranza, chi nonostante la bolgia infernale non ha perso la testa, non è andato fuori di matto ma s’è messo in campo, guardando avanti, credendoci sempre, rinnegando l’impossibile. Ma se il fato premia gli audaci, non altrettanto meritocratica è la legge degli uomini di Malebolge. Tre tiri in porta, Abra cadIbra... Puff, scomparso, “El Jardinero” ad andar per campi. Alzi la mano non chi ci credeva, ma chi c’è riuscito, in tutto un campionato. Promosso, Catania promosso, ed anche quando il giusto premio viene negato, brutalmente, chiudiamo il passato con l’ironia, guardiamo al futuro con la giusta carica agonistica, che non manchi mai, quella: qualunque cosa accada, andare avanti, disperare mai, nulla è impossibile, solo quello che non si vuol raggiungere, tutti insieme, tutti uniti, tutti al tuo fianco. La vittoria del pubblico di
Fabio Alibrio (mondocatania.com) Cosa Scrivere? Boh! Mancano le idee. Anzi no, ci sono, forse son troppe, ma confuse. Come il pubblico, prima ironico, poi aggressivo, poi ancora ironico, dando fastidio. Strategia perfetta, da far saltare i nervi a chiunque, figuriamoci ad un arbitro, ancor più se il suo nome è Stefano Farina, l’uomo che gara dopo gara entra nella storia del Catania: il 28 Maggio 2006 fu promozione, Catania – Albinoleffe 2-1; il 2 Febbraio 2007 la strage, la pagina più nera che il calcio rossazzurro, e non solo, conserva, era Catania – Palermo, morì Filippo Raciti; oggi, 10 Febbraio 2008, un anno e qualche giorno dopo, si scrive ancora storia, di tutt’altro tipo, ma importante. I tifosi vincono, la fragilità dei direttori di gara è finalmente emersa a tutti, alla nazione intera, tanto da abbandonare il “terzo tempo” ancor prima di iniziarlo. Un esempio negativo per i colleghi più giovani, non solo a livello di CAN, andando a scovare il campo regionale, non tralasciando quello provinciale, lì sì che nervi e salute solo a rischio, seriamente. Un goal convalidato all’Inter in fuorigioco, cartellini dati a senso unico, quasi vi fosse una predisposizione dettata da un qualcosa, come fosse antipatia, speriamo sia solo questo. Eppure, a fine gara, si sente dire in tv ma anche allo stadio: “Ma perché favori all’Inter? Non ne avrebbe bisogno…” Sicuro?
Per le sorti del campionato pura verità, non ci piove, ma oggi a
decidere sembra essere stato proprio quell’episodio, singolo, di una
disattenzione del primo assistente. Perché il Catania fino a quel
momento aveva domato gli avversari, rendendo innocui i giocatori più
rappresentativi, da Ibrahimovic a Cruz passando per Suazo, senza farli
tirare né concedendogli alcuno spazio. Ne è dimostrazione il primo
tiro in assoluto dell’Inter, al 58’, niente di pericoloso. Prima era
stato il Catania a crederci, con Izco di un soffio alto, poi Colucci su
punizione, anch’egli fuori misura. Rete, quella di Cambiasso, che la gara l’ha cambiata, dando la possibilità all’Inter di raddoppiare con Suazo, a tu per tu con Polito. Baldini resta sereno in proiezione futura, l’avvicinarsi nei bassi fondi è sempre più realtà, inutile negarlo. Guardare però solo la classifica sarebbe un errore, meglio pensare ad una prestazione eccellente, di quelle che capitano raramente. In attesa di conoscere i commenti della “Gazzetta” di domani, aspettando con ansia quella che con pochi dubbi verrà definita una “mancanza di rispetto verso chi fa il proprio lavoro”. Peccato che l’arbitraggio significhi passione e giustizia. Così non è, né giustizia per quanto visto oggi, né passione in virtù di ricompense che per i direttori di gara sono diventate enormi, e c’è, ancora, chi non è contento e si lamenta. Pensando a Farina come rappresentante degli arbitri in attività (carica realmente ricoperta), Restando ottimisti per il proseguo della stagione, “Non per Fama ma per Fede”
"Davanti alle immagini non si può negare l'evidenza, è chiaro che c'è stato un errore e vorrei sottolineare che non è solo responsabilità dell'assistente. Siamo una squadra e lo sbaglio è anche mio". Non sono permaloso, ho saltato il terzo tempo con il solo obiettivo di mantenere sereno l'ambiente. Col senno di poi forse potevo scegliere di fare diversamente, di andare in mezzo al campo, ma ripeto che in quel momento avevo due scelte e ho preferito farne una finalizzata a rendere l'ambiente più tranquillo". A CATANIA SI DICE "I MACCARUNI SU CHIDDI CA INCHIUNU A PANZA!"
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CATANIA (4-3-3): 16 Polito; 2 Sardo, 21 Silvestri, 6 Stovini, 7 Vargas; 13 Izco, 8 Edusei, 17 Baiocco; 9 Colucci (22' st 25 Martinez), 24 Spinesi, 10 Mascara (37' st 11 Pià). In panchina: 18 Rossi, 5 Silvestre, 19 Tedesco, 22 Alvarez, 27 Biangianti. Allenatore: Baldini. INTER (4-4-2): 12 Julio Cesar; 16 Burdisso, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 6 Maxwell; 11 Jimenez (26'pt 30 Pelè), 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 26 Chivu (10' st 29 Suazo); 8 Ibrahimovc (26' st 28 Maniche), 9 Cruz. In panchina: 1 Toldo, 24 Rivas, 21 Solari, 18 Crespo. Allenatore: Mancini. ARBITRO: Farina di Novi Ligure. MARCATORI: 19' st Cambiasso; 22' st Suazo. AMMONITI: Cordoba (I), Vargas (C), Spinesi (C), Pelè (I), Silvestri (C). NOTE - Terreno in buone condizioni. Recupero: 2' (pt), 3' (st).
Risultati Atalanta
- Fiorentina 2-2
Classifica
* partite in meno |
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domenica - ore 15.00 |
17 FEBBRAIO 2008 |
4° giornata girone di ritorno |
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Stadio Franchi - Firenze
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Belli e perdenti di Fabio Alibrio (calciocatania.com) Ancora una volta a restare saranno i complimenti. Solo
quelli, perché di punti il Catania a Firenze non ne vede, neanche uno.
Sarebbe stato meritato il pari, perché no anche la vittoria, e invece
la realtà è un’altra, purtroppo diventata abitudine, che sa di
sconfitta, in trasferta, l’ennesima. L’handicap con cui partono i rossazzurri non è indifferenze: c’è Pià, Spinesi non è convocato, Martinez e Colucci chiudono le porte ad un Mascara ancora non al meglio della condizione, anche se, a vederlo nella ripresa, sembrerebbe l’asso vincente e nascosto della squadra. Nonostante
tutto il Catania non soffre, doma e domina la Fiorentina di Mutu e
Pazzini, sterile in avanti e confusa a centrocampo dove gli ospiti
affermano, con un ritrovato Baiocco, la propria supremazia, non coronata
con un vantaggio meritato ma mai arrivato per la poca concretezza delle
azioni create. Poco impegnato Frey, per nulla Polito, eppure a passare
sono i padroni di casa, al 40’ del primo tempo, con Kuzmanovic servito
da uno splendido cross di Pazzini. Disattenzione difensiva unica ma
grave, imperdonabile lasciar staccare un centrocampista solo davanti al
portiere assolutamente indisturbato: centrali assenti, Baiocco
anticipato. Si va al riposo con l’amaro in bocca, si rientra in campo consapevoli di poter fare di più e portare a casa qualche punto. Per sbloccarsi c’è bisogno di una prodezza che sa di passato, seppur recente: si torna con la mente al Milan, coppa italia, gara di ritorno al Massimino, Vargas tira al volo su schema da calcio d’angolo, gol e bocche aperte, spettacolo. Quello di oggi appare come un replay, sviluppi leggermente diversi, la sostanza non cambia: rete, 1-1 e palla al centro. Passa poco, il Catania continua a fare la partita, un’altra disattenzione, Mutu ne approfitta, tiro straordinario dal limite dell’area, potente più che preciso: Polito, colpevole o meno, non ci arriva, Firenze esulta, scoppia il Franchi. La gara resta aperta fino al 90’, fino al triplice fischio dell’ottimo Banti, finalmente non determinante l’arbitro nel match, indipendentemente dal risultato che, in ogni caso, resta beffardo e bugiardo, quasi la dea bendata l’avesse col Catania, anche quando Vargas da posizione impossibile sfiora pari e doppietta colpendo in pieno il portiere avversario.
Baiocco
accusa Mutu: "Ci ha scherniti."
Le avversarie del Catania Fondamentale vittoria dell’Empoli a Napoli, 1-3 inaspettato, che fa fare ai toscani in bel balzo in avanti in classifica, doppietta di Pozzi che poi esce dal campo in barella infortunato (ginocchio) e gol di Budel nel finale, per il Napoli gol del neoacquisto Mannini. Pareggio a reti bianche tra Siena e Torino, i bianconeri perdono una buona occasione per ottenere i 3 punti; la Lazio vince finalmente all’Olimpico con un netto 3-0, due gol di Rocchi su rigore e gol di Pandev non danno scampo all’Atalanta di Del Neri. Il derby della “Lanterna” se lo aggiudica la Sampdoria
con un super Cassano autore di giocate meravigliose ed ispiratore di
tutte le azioni dei blucerchiati, il gol decisivo di Maggio dopo che lo
stesso centrocampista aveva fallito almeno altre 3 nettissime palle gol.
Il Palemo allontana la crisi battendo con fatica il Cagliari per 2-1,
gol di Jankovic e Cavani, lo stesso attaccante rosanero firma però
anche l’autorete che ha permesso ai rossoblù di accorciare le
distanze. di Orazio Cutrona
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Fiorentina 4-3-3: Frey, Potenza Gamberini, Dainelli, Pasqual, Kuzamanovic, Donadel, Montolivo(19’st Jorgensen), Santana(31’st Semioli), Mutu, Pazzini. All. Prandelli Catania 4-3-3: Polito, Alvarez, Silvestri, Stovini, Vargas, Baiocco, Izco, Biagianti(1’st Mascara), Colucci, Martinez, Pià. All. Baldini. Arbitro: Banti di Livorno. Reti: Kuzmanovic 40’pt; Vargas 14’st; Mutu 25’st. Ammoniti: Pazzini, Mutu, Donadel, Silvestri. Baiocco. Recupero: 3’ – 4’
Risultati Classifica
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domenica - ore 15.00 |
24 FEBBRAIO 2008 |
5° giornata girone di ritorno |
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Stadio Catellani - Empoli
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Salvati, salviamoci! di Marco Di Mauro (mondocatania.com) A terra, con i piedi e con la testa. Ma adesso è davvero troppo, non è il giorno di parlare di fortuna o di sfortuna, il Catania non c’è per l’ennesima volta. In nessun reparto. Senza cuore e senz’anima. Altro che Iene (ma auguriamoci che dopo Genoa, Firenze ed Empoli Collina non sia anche a Livorno), non potrebbe nulla nemmeno la magia nera quando manca la concentrazione, la voglia di vincere unita al convinzione di poterlo farne, perché se ne hanno i mezzi. Così non pare, sul campo, tutti disponibili, stavolta i problemi sono in casa, col capofamiglia Baldini costretto a confrontarsi davanti l’evidenza dei fatti, d’una gestione da risollevare, a partire dall’atteggiamento in trasferta, inaccettabile. Stiamo
quasi facendo il callo a che una squadra di serie A possa non combinare
nulla, ma proprio nulla fuori dalle proprie mura. Un atteggiamento già
vissuto, pericolosissimo, con sentori allarmanti. Da scongiurare. Tutto sarebbe potuto cambiare: quando Martinez prende un rigore in tuffo, Spinesi quasi per giustizia divina, sbaglia il primo rigore dopo un anno passato a fare il cecchino. Le regole non scritte del calcio impongono poi l’ennesimo svarione difensivo, l’ennesima incertezza di Polito, il secondo goal dell’Empoli, e partita finita. Sintomo di come quando il Catania ci si mette riesce anche a far risuscitare l’attacco più asfittico di tutta la serie A, privo anche del bomber Pozzi. Errori, senza dubbio. Classifica orribile, ma sincera, col Catania che dovrà finalmente mettersi nella testa come ogni partita, da oggi in avanti, sia una sfida salvezza, ogni partita, in casa o in trasferta. Prendendola con la giusta filosofia, quando l’anno scorso entrammo in crisi mancavano solo 5 giornate alla fine del Campionato, dopo la gara contro l’Empoli ne mancano parecchie di più, il che potrà permettere una rapida ma non brusca presa di coscienza del vero obiettivo di questo campionato, a Genoa le avvisaglie, ad Empoli l’occasione mancata che vuol dire consapevolezza del proprio futuro. Ci sarà da combattere, niente spazio per distrazioni, riposini fuori orario, leziosismi assurdi in zona goal, c’è da segnare, e da chiudere la saracinesca. Ripartire, rimettere tutti in discussione per ridare stimoli a chi sembra non averne ed opportunità a chi può, senza dubbio, fare meglio d’un giocatore in campo solo per riempire la maglia. Inizia un nuovo campionato per il Catania, dovrà esserne all’altezza, e qui si parla anche di tifoseria, ed opinione pubblica, se si vuol bene a questo Catania, se non si hanno parole di conforto e sostegno da dire, si taccia. Non servono altri macigni da portare in groppa fino al termine del campionato. Ricominciamo di Fabio Alibrio (mondocatania.com) Non si può dire, almeno questa volta, che il Catania le occasione non le abbia avute. Una traversa e un rigore sbagliato, prima Mascara e poi Spinesi, i rossazzurri sono però tutto qui, a discapito di un Empoli volitivo di far bene, e che, a contare le occasioni, le dita delle mani non bastano. Nessuna sfortuna, non è discorso di assenze, è solo mancanza di testa e concentrazione, quasi a volersi accontentare dei complimenti ricevuti dopo Fiorentina – Catania, senza punti, così come oggi, sempre più giù in classifica. Una gara, quella degli etnei, da dividere in due, come i tempi, il primo da dimenticare, l’altro, almeno nella prima fase, che richiama il match di Firenze, contro i viola di Prandelli. Si
diceva di un primo tempo brutto, Empoli più cinico e impegnato dei
rossazzurri, stanchi, quasi svogliati. E’ Polito a salvare il
risultato su Giovinco nei primi minuti con una parata d’istinto che sa
di prodezza, di giornata sì, almeno per lui. E invece sul goal
realizzato al 37’ proprio da Giovinco il portiere rossazzurro non c’è,
poteva arrivarci, concorso di colpa con Terlizzi, anche oggi davvero
negativo, copia di quello visto a Genova qualche settimana fa: un’altra
partita per il centrale difensivo da mettere in un cassetto del quale
bisogna gettare via la chiave, per cambiare rotta, necessariamente. Quel che resta della prima frazione sono i cinque tiri in porta contro gli zero del Catania, con Baiocco a creare l’unica conclusione pericolosa su tiro dal limite finito di poco sul fondo alle spalle di Bassi, lontano dal poter raggiungere il pallone. Ancora sacrificato Mascara, tanti i suoi recuperi, e un po’ spaesato, almeno in fase difensiva, Alvarez, neo acquisto rossazzurro, bravo per impegno e capacità ma poco aiutato dai compagni di reparto e di centrocampo. Seconda frazione diversa, con un Catania che di occasioni ne crea, per volontà sua e dell’arbitro, il signor Brighi, bravo nei primi quarantacinque minuti, un po’ meno nei restanti, con un goal annullato per un fuorigioco che non c’è all’Empoli e con un rigore concesso più per un tuffo di Martinez che per altro, mal assistito, in entrambi i casi, dai due collaboratori. La sostanza non cambia, il risultato sì, nel finale, ancora in favore dell’Empoli: è una perla quella di Buscè, la conclusione più che l’azione, quest’ultima possibile solo grazie ad uno spazio lasciato che sa di spaesamento di difesa e centrocampo, reparti assenti oggi, così come l’attacco, statico e confusionario, con Mascara sacrificato spesso in difesa e costretto a far decine e decine di volte il campo, Martinez troppo innamorato del pallone e Spinesi nuovamente poco mobile, a deludere quelle aspettative nate in settimana dopo i sei goal realizzati in amichevole. Peccato si trattasse, con tutto rispetto, del Pozzallo Ragusa. Una sconfitta da digerire e dimenticare subito, già da mercoledì quando, al Massimino, arriverà il Milan. Non c’è gap tecnico da considerare, servono i tre punti, come obbligo, non ci si può più accontentare. Perdere come oggi o come domenica scorsa non cambia, almeno in termini di classifica. Giocando bene o male, con o senza complimenti, bisogna vincere.
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Tabellino Empoli:
Bassi, Antonini, Marzoratti, Pratali, Tosto (25'st Raggi), Vannucchi
(15'st Moro), Buscè, Budel, Marchisio (40'st Marianini), Giovinco,
Saudati Catania:
Polito, Alvarez, Terlizzi, Stovini, Vargas, Edusei, Izco (25' st Colucci),
Baiocco, Mascara, Martinez, Spinesi. Arbitro: Brighi di Cesena Risultato:
2-0
Risultati Torino
- Parma 4-4
Classifica
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a
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mercoledì - ore 20.30 |
27 FEBBRAIO 2008 |
6° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Il Catania è in zona retrocessione
24.000 baci - di Marco Di Mauro (mondocatania.com) I veri amici, si vedono nel momento del bisogno. Quando sembra di rimaner solo, contro tutto, e tutti. I
veri uomini, si vedo nei momenti bui. Quando la strada non è mai stata così in salita, ed è più affanno che forza, intorno. Capita così, capita a Catania, che vive oggi, e farà bene a ricordare: qualora domani. Il
momento peggiore, per la squadra, sotto di una rete, Un cross, gira il corpo, gira la testa, gira il pallone, gira la fortuna, cambia il vento: Esplode in “Goool”, Rimbomba in “Spinesi, Spinesi”. “Catania è mobile, qual piuma al vento”. Memento. Alzare la testa. Una prova di carattere, infinito, dopo la batosta, ennesima, quando mollare sarebbe stato un lecito delitto psicologico. Spalle al muro, reagire, è solo una postilla il nome dell’avversario, che recita: Milan. Prima di tutto, in campo, è di nuovo Catania. È di nuovo Spinesi. Meno critiche, più cross. Una campagna, non elettorale, che faremmo bene a sottoscrivere. Tutti. Giusto il modulo, negli intenti quello del primo tempo (voglia di cambiare), nei fini quello del secondo (voglia di segnare). Vargas sacrificato, con Atzori spedito ambasciatore sull’out dirimpetto la panchina a richiamarlo nella giusta posizione. L’elastico difesa-attacco non funziona, Mascara e Martinez, nessuno al centro. Impossibilità tattica di segnare.
Poi la svolta. Ritrovare a distanza di mesi quel “rombo” che nel derby fece impazzire il Palermo, la squadra è quella, proprio quella, dalla cintola in su, con un Silvestre in più, in difesa, elementare ma efficace: di sostanza, e va benissimo così. Colucci rifinisce, Mascara e Martinez folleggiano, Vargas sfonda a destra, Alvarez infila a sinistra, Spinesi la butta dentro. A pallonate, termina col Milan in assedio, e due reti annullate. Tre giorni, di distanza, dal vuoto di Empoli. Riflessione: la squadra della rimonta: 9/11 quella vista al Castellani. A cambiare cosa è stato? Riflessione... (a voi) Ricompattato il gruppo, testa, gambe e cuore, riannodate le fila di quella squadra indomita, che imponeva il proprio gioco ovunque e comunque. Tutto s’inceppò contro la Juventus, segnò Spinesi. Ultima rete in casa. Aprì, quella volta, chiude questa. Un pareggio che è “punto” di partenza, solido appoggio, su una parete scoscesa e ripida, fare perno e ricominciare la scalata. Lo merita un Bacio? 24..mila baci. Così si fa. Catania, adesso lo sai. Niente relax, ma che il Milan sia stimolo per la vera gara importante, quattro giorni e si va a Livorno.
A
Livorno vietato sbagliare (calciocatania.com)
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Tabellino CATANIA (3-5-2) -Polito; Silvestre, Silvestri, Stovini; Sardo (dal 59' Spinesi), Baiocco, Edusei, Colucci, Vargas; Martinez (dall'84' Alvarez), Mascara. Allenatore: Silvio Baldini. MILAN (4-3-2-1) - Kalac; Cafu (dal 67' Oddo), Bonera, Maldini, Favalli; Brocchi (dal 79' Gattuso), Emerson, Ambrosini; Seedorf; Pato, Inzaghi dal 77' Gilardino). Allenatore: Carlo Ancelotti. Arbitro: Andrea De Marco di Chiavari. Marcature: 55' Pato/M, 63' Spinesi/C. Ammonizioni:
19' Stovini/C, 34' Favalli/L, 50' Colucci/C, 65' Cafu/M, 66' Baiocco/C,
68' Bonera/M, 88' Silvestri/C, 93' Gattuso/M.
Risultati Juventus
- Torino 0-0
Classifica Classifica
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domenica - ore 15.00 |
2 MARZO 2008 |
7° giornata girone di ritorno |
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Stadio Franchi - Livorno
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Livorno,
tre punti d'oro. Il Catania ora è terzultimo Il Livorno conquista tre punti preziosissimi per la lotta alla salvezza contro una diretta concorrente: il Catania esce a testa alta dal confronto.
In avanti recuperato Tavano al fianco di Tristan. Baldini con Polito in porta; in difesa Silvestri, Terlizzi, Silvestre e Stovini; a centrocampo Izco, Vargas e Biagianti. In avanti il tridente composto da Martinez, Spinesi e Mascara. Al 3' Catania subito pericoloso con Spinesi ma la conclusione dell'attaccante etnei trovava pronta la deviazione di Amelia. Un minuto dopo Martinez cadeva in area toscana ma l'arbitro Bergonzi fischiava la simulazione e ammoniva il calciatore del Catania. Al
10' gran tiro dalla distanza di Mascara ma la sfera terminava
abbondantemente fuori dallo specchio della porta toscana. Al 22' bravo
Martinez nel mettere in difficolta' la difesa del Livorno ma il
calciatore uruguaiano si faceva ribattere la conclusione a rete dalla
retroguardia dei toscani. Al 31' preciso Nella seconda frazione di gioco, Camolese inseriva dal primo minuto una pedina offensiva in più, Diamanti, al posto di De Vezze, nel tentativo di vivacizzare la manovra d'attacco dei suoi. Al 17' si spezzava l'equilibrio in campo: lo stesso Diamanti da fuori area lasciava partire un velenoso sinistro a spiovere che si infilava alle spalle di Polito. Due minuti dopo ancora un forte sinistro di Diamanti ma questa volta la sfera terminava di poco fuori. Ancora Livorno pericoloso ed alla ricerca del raddoppio: al 21' forte rasoterra di Tristan e palla che spegneva la sua corsa contro il palo con Amelia battuto. Baldini
dava una scossa ai suoi con un cambio: fuori Silvestri, al suo posto
dentro l'esperienza di Un minuto dopo il Catania reagiva con una gran conclusione in porta di Spinesi ma il pallone sorvolava la traversa. Al 42' Livorno vicino al raddoppio: colpo di testa di Vidigal con palla deviata con molta difficoltà da Polito, sulla respinta Pavan a porta vuota spediva alto.
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Tabellino LIVORNO: Amelia, Balleri, Grandoni, Galante, Knezevic (69' Pavan), A.Filippini , Pulzetti, De Vezze (Diamanti), Pasquale, Tavano, Tristan (76' Vidigal). In panchina: De Lucia, E.Filppini, Vailatti, Loviso, Bogdani. CATANIA: Polito; Terlizzi, Stovini, Silvestre, Silvestri (66' Tedesco), Vargas, Izco (88' Alvarez), Biagianti, Mascara, Spinesi, Martinez. In panchina: Bizzarri, Sardo, Sabato,Gazzola, Sottil. Arbitro:
Bergonzi - Marcatori: 63' Diamanti. Ammonito: Martinez, Terlizzi, Izco,
Mascara, Diamanti, Balleri.
Risultati Roma
- Parma 4-0
Classifica Classifica
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domenica - ore 15.00 |
9 MARZO 2008 |
8° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Mentre le altre piangono, il Catania finalmente sorride! Catania,
vittoria in rimonta. Con il Cagliari finisce 2-1 Per dare una sferzata al ruolino di marcia dei suoi Baldini si affida al tandem d'attacco Spinensi-Mascara. Dietro schiera Colucci. Modulo ad albero di Natale, invece, per Ballardini: unica punta Acquafresca, supportato dalla velocità di Jeda e Cossu. Subito Storari è costretto a un doppio miracolo per salvare la sua porta: prima su Mascara e poi su Baiocco. Dopo l'iniziale sbandamento il Cagliari prende le misure, soprattutto a Vargas. Il terzino è continuamente raddoppiato dai difensori sardi. Il pallino del gioco è in mano al Catania ma al 21' sono gli uomini di Ballardini ad andare in vantaggio: dopo un calcio di punizione il pallone rimpalla in area catanese e Conti da due passi non sbaglia. Il vantaggio mette le ali al Cagliari che due minuti dopo ci prova con Cossu, ma il pallone scheggia la traversa. A sinistra Vargas ci mette buona volontà ma non riesce a sfondare, mentre al 27' Bizzarri compie un doppio miracolo su Jeda che brucia letteralmente Stovini. Gli
uomini di Baldini attraversano venti minuti di totale confusione:
reparti scollegati, poche idee e automatismi che non funzionano. Dagli
spalti del Massimino iniziano a piovere i primi fischi che di certo non
aiutano Colucci e compagni. Proprio nel momento di maggiore difficoltà,
però, il Catania pesca il jolly che in questo caso assume le sembianze
di Silvestri: ancora un rimpallo in area e il terzino esce dal cilindro
una rovesciata che beffa Storari. Nel secondo tempo arriva come un lampo il 2-1 del Catania: le lancette dell'orologio sono al loro terzo giro quando su uno spiovente in area cagliaritana Canini tocca il pallone con il ginocchio e infila la propria porta. Gli etnei adesso giocano con maggiore tranquillità e si aprono spazi più ampi per Spinesi. Al 23' l'attaccante catanese in contropiede va vicinissimo al gol, negatogli però da un grande Storari che devia in angolo. Il portiere del Cagliari è provvidenziale per i suoi anche al 32', quando devia sopra la traversa una bomba da lontano del neoentrato Izco. L'ultima parte di gara è un vero e proprio assalto dei padroni di casa alla porta cagliaritana, con calci d'angolo a raffica e continue situazioni di pericolo per Conti e compagni: al 34' ci prova Vargas con un gran tiro al volo dai venti metri, ma un immenso Storari salva ancora. Nei minuti finali, però, qualche brivido per gli spettatori del Massimino ma prima Acquafresca e poi Cossu mancano il 2-2. Bentornata vittoria! Ci mancavi, ci mancavi davvero! di Dario Damico (mondocatania.com) A noi e ai nostri cuori assetati di emozioni; ai ragazzi, tormentati da quella sfortuna che ogni settimana serpeggiava in tutti i suoi aspetti crudeli; alla classifica, che aveva bisogno di una scossa, di una boccata salutare e “ascensionale”. Sei tornata, o vittoria, in un pomeriggio di sole, in un Massimino vibrante, incandescente, dove la tensione si respirava, e trapelava ansia, l’ansia da vittoria. Match al cardiopalmo sin dalle prime battute: un, due, tre, quattro minuti e Colucci va via sulla sinistra, palla rasoterra per Mascara, che evita un difensore e batte di sinistro; Storari neutralizza con bravura, e si ripete miracolosamente su tap-in a bota di sicura dell’accorrente Baiocco. Sembra il preludio di un pomeriggio sul velluto per i rossazzurri, Mascara manda alto di testa uno spiovente di Vargas, conclude a lato da fuori area. Il Catania è vivo, voglioso. Ma la doccia fredda non si fa attendere, e il Cagliari passa incredibilmente in vantaggio tra lo stupore e il silenzio del Massimino: punizione dalla destra, sfera che carambola sulla coscia di Colucci e finisce sul piede di Conti, che fulmina Bizzarri da due passi.
Incredibile.
Eccoli di nuovo gli spettri, quelli di Livorno, Empoli e tanti altri
pomeriggi grigi. Spettri, che incombono sul prato dell’ex-Cibali e si
ficcano nelle maglie rossazzurre: il Catania, appunto, scompare. “Noi
vogliamo gente che lotta!” urla la Nord. Un richiamo, importante, perché al 44esimo arriva il tanto auspicato
pareggio: è Cristian Silvestri a metterla dentro, una delle vecchia
guardia, uno che ha sempre lottato, dalla panchina, al campo, allo
spogliatoio. Senza
eccedere nel gioco, il Catania controlla fino alla fine con qualche
affanno. Tre
punti, e bel saltino in graduatoria: 27 punti, e tanta tanto ancora da
lavorare e da guadagnare. Ci mancavi, cara, benedetta Vittoria!
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Tabellino
CATANIA
(4-3-1-2): Bizzarri; Silvestri, Silvestre, Stovini, Vargas; Baiocco,
Biagianti (dal 20' st Izco), Tedesco; Colucci (dal 40' st Alvarez);
Spinesi (dal 24' st), Mascara. (A disp.: Polito, Sottil, Sabato, Pià).
Allenatore: Baldini.
Risultati Inter
- Reggina 2-0
Classifica
Classifica
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domenica - ore 15.00 |
16 MARZO 2008 |
9° giornata girone di ritorno |
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Stadio Ferraris - Genova
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Anticalcio
per 70' Prima
di analizzare la nona sconfitta esterna consecutiva subita dagli etnei,
vorremmo che qualcuno ci rivelasse la soluzione di un
"busillis" che non riusciamo assolutamente a sciogliere. In
pratica, che senso ha giocare in 10 in difesa superando sì e no 5 o 6
volte la metà campo per poi, una volta subita l'inevitabile rete,
riversarsi nell'area avversaria negli ultimi 15 minuti con la forza
della disperazione? Non riusciamo proprio a capirlo, credeteci. Non
sarebbe più equilibrato giocarsi la partita per tutti i 90', forti
dell'inoppugnabile considerazione che peggio di come si è fatto in
trasferta quest'anno non si potrebbe fare? Non si potrebbe prendere atto
del fallimento totale di questo tipo di atteggiamento tattico e tentare
di modificarlo? A noi sembra di trovarci di fronte a un'autentica
vocazione al "kamikazismo". Cioè: perdo e continuo a fare le
stesse cose che mi hanno portato alla sconfitta! Mah... Francamente,
ciò cui abbiamo assistito
oggi è il culmine del "tafazzismo" tattico stagionale e il
punto più basso toccato dal Catania targato Pulvirenti. Anticalcio puro
per 72' minuti, con Mascara e Pià a fare i terzini puri e la squadra
schiacciata tutta negli ultimi 30 metri difensivi al cospetto di una
Samp spuntata e priva di idee sulla trequarti; una Samp, tuttavia,
libera da "impegni" difensivi e volenterosamente proiettata in
avanti. Dagli e dagli, il golletto lo prendi (ennesimo tiro da lontano,
ennesima "papera" del portiere, questa volta Bizzarri), ci
sembra lapalissiano!!! Incredibile e ulteriore aggravante il fatto che
dopo la squadra si sia riversata in avanti cogliendo la traversa su
colpo di testa di Izco, pareggiando con Stovini (splendido il cross di
Vargas) e, passata nuovamente in svantaggio per una dormita difensiva su
azione da corner (inzuccata di Accardi), abbia prodotto due clamorose
occasioni da rete con il Gabbiano Spinesi (paratissima di Castellazzi),
e Topolinik Mascara (sempre su imbeccata del tardivamente inserito Izco),
incredibilmente impreciso a due passi dall'ex estremo difensore
rossazzurro. Un'aggravante per il semplice fatto che, allora, non è
vero che questa squadra non sappia produrre un minimo di gioco offensivo
fuori dalle mura amiche, ma che sia proprio un problema di atteggiamento
tattico complessivo, riassumibile nel "catenaccio" proposto
dalle "provinciali" degli anni 60'. Oltre che di poca
brillantezza atletica, dato che la Samp è parsa giungere prima sul
pallone in quasi tutte le fasi della gara.
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Tabellino
SAMPDORIA
(3-5-1-1): Castellazzi; Lucchini, Gastaldello, Accardi; Maggio, Sammarco
(37'st Ziegler), Palombo, Franceschini (15'st Bellucci), Pieri;
Delvecchio; Bonazzoli (26'st Volpi). In panchina: Mirante, Kalu, Sala,
Zenoni. Allenatore: Mazzarri Risultati Udinese
- Lazio 2-2 Classifica
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mercoledì - ore 20.30 |
19 MARZO 2008 |
10° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Catania, pari tra i fischi
I
rossazzurri vengono bloccati sullo 0-0 dal Siena, che colpisce una
traversa con Maccarone. Il pubblico contesta: cori contro Baldini, Lo
Monaco e la squadra (Lasicilia.it) "Baldini, vattene a casa". Il Catania fallisce l'appuntamento con la vittoria e al Massimino è contestazione. Reduci dalla sconfitta di Genova con la Sampdoria, la nona di fila in trasferta, gli etnei segnano il passo pure in casa facendosi bloccare dal Siena sullo 0-0 in una partita molto delicata in chiave salvezza. Il risultato insoddisfacente e la prova opaca dei rossazzurri, imbrigliati dall'ordine e dalla compattezza dei toscani, sancisce la fine della tregua con i tifosi. A un quarto d'ora dalla fine, si levano i primi cori dalla curva nord: destinatari i giocatori, il direttore generale Lo Monaco e il tecnico, la cui posizione è adesso tutta da verificare. Un
destro teso dalla distanza di Colucci, respinto di pugno da Manninger,
apre la gara al 3'. Bisogna attendere altri ventidue minuti, però, per
registrare un'altra nota di cronaca. Stavolta sono gli ospiti ad
affacciarsi in avanti con un colpo di testa di Ficagna su corner di
Jarolim: Polito blocca facilmente. Tocca al Catania fare la partita, ma il Siena occupa bene gli spazi grazie al rombo di centrocampo studiato da Beretta con Coppola basso a protezione della difesa, Jarolim e Galloppa sui lati e Kharja vertice alto alle spalle di Locatelli e Maccarone. Al 28', su un cross basso di Vargas, Spinesi cerca la deviazione ravvicinata, ma Manninger chiude lo specchio della porta. Sei minuti dopo la replica toscana arriva con Maccarone, autore di un rasoterra dal limite controllato da Polito. I rossazzurri, come consuetudine, provano a spingere sulla sinistra, dove Vargas può garantire profondità, ma non vanno oltre un'inzuccata alta di Mascara sugli sviluppi di un corner e una punizione fuori misura dello stesso Mascara da venti metri. La prima frazione si chiude con una punizione di Galoppa dal limite troppo centrale per impensierire Polito.
Anche
il Siena ha la palla buona per sbloccare il risultato, quando, al 10',
Maccarone si destreggia bene al limite e colpisce la traversa con un
destro calibrato. Ma è il Catania a insistere. Sull'ennesimo traversone
di Vargas, Mascara manca per un soffio la deviazione sotto misura. La
riposta toscana è ancora di Maccarone, il cui sinistro di prima
intenzione finisce a lato. Mancherebbe ancora un quarto d'ora alla
conclusione, ma i padroni si arenano finendo negli spogliatoi sotto i
fischi di
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Tabellino CATANIA
(4-3-3): Polito; Silvestre, Silvestri, Stovini , Vargas; Baiocco, Edusei,
Tedesco (28' st Izco); Colucci (1' st Pia'), Spinesi, Mascara. In
panchina: Rossi, Sardo, Sabato, Biagianti, Sottil. Allenatore: Baldini.
Risultati Cagliari
- Atalanta 1-0
Classifica Inter
68 |
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domenica - ore 15.00 |
22 MARZO 2008 |
11° giornata girone di ritorno |
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Stadio Azzurri d'Italia-Bergamo
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Un punto. D'orgoglio. di
Angelo Scaltriti Il
Catania interrompe la serie negativa in trasferta con un buon pareggio a
reti bianche, ottenuto con merito ed intelligenza in casa dell'Atalanta,
laddove in questo campionato, cifre alla mano, non è semplice per
nessuna formazione. Il risultato positivo permette di acquisire un punto
di margine sul Livorno ed agganciare il Parma a quota 29, mentre le
lunghezze sull'Empoli diventano tre ed il vantaggio su Reggina e
Cagliari rimane inalterato. Tutto questo ad otto partite dalla fine,
cinque delle quali da disputare al
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Tabellino ATALANTA
(4-4-1-1): 30 Coppola; 3 Belleri, 16 Rivalta, 2 Talamonti, 5 Manfredini;
79 Ferreira Pinto (32'st 22 Padoin), 21 Tissone, 17 Guarente (20'st 15
De Ascentis), 23 Langella (16'st 9 Paolucci); 72 Doni; 33 Floccari. A
disposizione: 1 Forsyth, 27 Capelli, 32 Fissore, 22 Padoin, 10 Inzaghi.
Allenatore: Delneri.
Classifica Inter
68 |
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domenica - ore 15.00 |
30 MARZO 2008 |
12° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Serve un pronto riscatto
Dalla
destra arrivano infatti tanti cross, confezionati dalla coppia Colucci
Sardo, al 35' Mascara da pochissimi passi mette incredibilmente alto di
testa, stessa sorte per Tedesco imbeccato ancora sul secondo palo che
non riesce a schiacciare il pallone verso la porta. Il primo tempo si
chiude col Catania tutto proteso in avanti, prima dell'intervallo un
pizzico di nervosismo fa rimediare una ammonizione a Baiocco per
proteste. Silvio
Baldini non è più l'allenatore del Catania. La notizia era
nell'aria ormai da diverse ore e, all'indomani della sconfitta degli
etnei contro il Torino, il club ha accettato le dimissioni del tecnico
toscano. "Il Calcio Catania - si legge nella nota del club
rossazzurro - preso atto della volonta' manifestata dal tecnico
responsabile della prima squadra, Silvio Baldini, dopo fitti colloqui
con il medesimo dai quali e' emerso il reiterarsi delle intenzioni
dell'allenatore, ringraziandolo per il proficuo lavoro fin qui svolto ed
augurandogli le migliori fortune umane e professionali, decide di
accoglierne la richiesta e di risolvere consensualmente il rapporto di
lavoro tra le parti". Il Catania occupa attualmente il terz'ultimo
posto in classifica, a quota 29 punti, in compagnia di Parma, Livorno e
Cagliari.
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Tabellino CATANIA:
Polito; Sardo, Silvestri, Silvestre, Vargas; Baiocco (42' st Izco),
Edusei (19' st Martinez), Tedesco; Mascara, Spinesi, Colucci (33' st
Pia' 6). In panchina: Rossi, Sottil, Alvarez, Sabato. Allenatore:
Baldini.
Risultati Cagliari
- Roma 1-1
Classifica Inter
69 * una partita in meno
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domenica - ore 15.00 |
6 APRILE 2008 |
13° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Il Catania rinasce
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Tabellino CATANIA: Polito; Sardo,
Stovini, Terlizzi (25'st Silvestre), Sabato; Izco, Edusei, Tedesco, Vargas
(30'st Martinez); Colucci (36'pt Baiocco),
Spinesi NAPOLI: Gianello; Santacroce
(24'st Grava), Cannavaro, Domizzi;
Mannini (11'st Calaiò), Pazienza, Gargano, Hamsik (36'st Bogliacino),
Savini; Sosa, Lavezzi. ARBITRO: Orsato di Schio. RETI: 4'pt Colucci, 16'pt Spinesi; 3'st Vargas. NOTE: pomeriggio soleggiato e ventoso, terreno di gioco in buone
condizioni, spettatori 18mila circa. Ammoniti: Sardo, Vargas, Sabato,
Santacroce, Savini. Angoli:6-4 per il Catania. Recupero: 2'; 3'. Risultati Roma - Genoa 3-2 Classifica Inter 72
Risultati Roma
- Genoa
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sabato - ore 18.00 |
12 APRILE 2008 |
14° giornata girone di ritorno |
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Stadio Barbera - Palermo
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Reagire,
subito! di
Fabio Alibrio (mondocatania.com)
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Tabellino
PALERMO(4-2-3-1);
Agliardi; Zaccardo, Rinaudo, Barzagli, Balzaretti; Tedesco (8' st
Miccoli), Migliaccio; Jankovic (41' st Guana), Bresciano (20' st Cavani),
Caserta; Amauri. In panchina: Ujkani, Cossentino, Biava, Di Matteo.
Allenatore: Colantuono.
Palermo
- Catania 1-0
Classifica
Inter
75
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domenica - ore 15.00 |
20 APRILE 2008 |
15° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Catania,
tre punti d'oro contro una Lazio in nove
Al
12' Vargas si beve mezza difesa laziale e mette al centro un pallone per
Mascara che in solitudine spreca tirando alto da buona posizione. La
prima vera occasione di marca laziale arriva al 18', con un piattone di
Meghni che finisce di poco a lato. Calano i ritmi ma le occasioni per il
Catania continuano a Nell'occasione Celi opta per l'espulsione diretta del capitano laziale per aver ostacolato una chiara occasione da gol. I più si aspetterebbero a questo punto una reazione della Lazio, ma gli uomini di Delio Rossi restano nel loro torpore fino all'intervallo. Al ritorno in campo Delio Rossi inserisce De Silvestri e Pandev per gli evanescenti Meghni e Bianchi, ma il canovaccio della gara è sempre il solito: Catania in avanti e Lazio ripiegata in difesa. Al 13' la situazione gia' difficile per la Lazio si fa drammatica: Dabo viene ammonito per un fallo a centrocampo e forse una parola in piu' nei confronti di Celi gli costa il secondo giallo. Gli uomini di Zenga sono praticamente padroni del rettangolo di gioco ma non riescono a piazzare il colpo del ko. Gli uomini di Zenga continuano a sprecare, come con Spinesi al 33' che sceglie la soluzione personale anzi servire i liberissimi Vargas e Colucci. Al 35' Pandev avrebbe l'occasione buona, ma il macedone dopo aver fatto tutto bene spreca tirando debolmente a lato. Il film resta uguale fino allo scadere: Catania che spreca in tutti i modi possibili e immaginabili, Lazio inerme e che forse non è mai scesa al "Massimino". |
Tabellino CATANIA: Polito, Sardo, Silvestre, Stovini, Sabato, Izco, Biagianti, Tedesco (26' st Baiocco), Vargas, Mascara (31' st Colucci), Spinesi (39' st Martinez). In panchina: Rossi, Silvestri, Colucci, Edusei, Morimoto. Allenatore: Zenga. LAZIO: Ballotta, Zauri, Rozenhal, Cribari, Kolarov, Dabo, Ledesma, Mutarelli, Meghni (1' st De Silvestri), Bianchi (7' st Pandev), Rocchi (33' st Tare). In panchina: Muslera, Radu, Mudingayi, Mauri. Allenatore: Rossi. ARBITRO: Celi di Campobasso. RETE: 34' pt Spinesi (rig). NOTE: espulsi Zauri al 33' pt per fallo da ultimo uomo e Dabo al 13' st per doppia ammonizione. Ammoniti: Sardo, Zauri, Ledesma e Kolarov. Angoli: 5-4. Recuperi: pt 0'; st 3'.
Risultati Roma
- Livorno 1-1
Classifica Inter
78
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domenica - ore 15.00 |
27 APRILE 2008 |
16° giornata girone di ritorno |
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Stadio Friuli - Udine
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Il Catania meritava di più contro un'inferiore Udinese ma con la fortuna di avere due assi in attacco.
UDINE
- La differenza l'ha fatta un grande, grandissimo Fabio Quagliarella.
L'attaccante di Castellamare
Vargas si fa minaccioso anche al 22' su punizione, ma Handanovic dice
ancora di no. E' il miglior momento del Catania con l'Udinese che soffre
soprattutto sulle corsie dato anche Dossena appare in giornata no e al
34' giunge meritato il pari degli etnei su un'azione di contropiede con
splendido cross lungo di Izco per Vargas (lasciato libero da Mesto) che
al volo di sinistra trova l'angolino basso sorprendendo nettamente
Handanovic.
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Tabellino UDINESE:
Handanovic, Zapata, Coda, Lukovic; Mesto, D'Agostino (16'st Isla), Inler,
Dossena; ARBITRO:
Bergonzi di Genova
Risultati Fiorentina
- Sampdoria 2-2
Classifica Inter
81
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domenica - ore 15.00 |
4 MAGGIO 2008 |
17° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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Il
Catania ripiomba nell'incubo CATANIA, 4 maggio 2008 - Alla Reggina è bastato un lampo di Amoruso sul finire del primo tempo per realizzare i sogni di capitan Cozza: "A Catania per vincere", era il motto della vigilia e così è stato. Il Catania, però, ha di che recriminare: una partita giocata in costante proiezione offensiva, con diverse occasioni da rete sprecate e, alla prima distrazione difensiva, la rete che gela il Massimino.
La reazione
c'è, ma l'attacco è sterile e il finale funambolico non cambia l'amaro
verdetto in casa siciliana. Dolcissimi 3 punti, invece, per la Reggina,
che supera i rivali di giornata in classifica e intravede una salvezza
davvero insperata fino a qualche giornata fa. Per i calabresi prima
vittoria in trasferta della stagione, forse nell'occasione più
importante.
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Tabellino CATANIA (4-4-2) - Polito; Sardo, Terlizzi, Stovini, Sabato; Baiocco (dal 66' Morimoto), Biagianti, Tedesco (dal 55' Martinez), Vargas; Mascara, Colucci. Allenatore: Walter Zenga. REGGINA (4-4-2) - Campagnolo; Costa, Aronica, Cirillo, Lanzaro; Barreto, Tognozzi, Modesto, Cozza (dal 70' Vigiani); Brienza (dal 58' Cascione), Amoruso (dal 91' Stuani). Allenatore: Nevio Orlandi. Arbitro: Gianluca Rocchi di Firenze. Marcatori: 41' e 90' rig. Amoruso/R, 93' Martinez/C. Ammoniti: 23' Cozza/R, 45' Lanzaro/R, 57' Stovini/C, 85' Cirillo/R, 85' Terlizzi/C, 91' Aronica/R.
Risultati Atalanta
- Livorno 3-2
Classifica Inter
81 |
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domenica - ore 15.00 |
11 MAGGIO 2008 |
18° giornata girone di ritorno |
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Stadio Olimpico - Torino
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Come far scoppiare le coronarie dei tifosi rossazzuri! Torino, 11 mag. - Il Catania pareggia all'Olimpico contro la Juve e fa un deciso passo avanti verso la salvezza che si giochera domenica in casa con la Roma. Per i siciliani a inizio ripresa segna Martinez, nel finale pareggia Del Piero. Al fischio d'inizio bianconeri in campo con Tiago e Palladino, rispettivamente al posto di Zanetti e Nedved, Catania con Bizzarri in porta e Martinez in avanti accanto a Mascara. Nel primo quarto Juve pericolosa in due occasioni con Del Piero, al 27' bianconeri ancora insidiosi con una bella sventola dalla distanza di Sissoko finita di poco alta sopra la traversa.
Non c’erano dubbi, nessun regalo, fino alla fine. (mondocatania.com) Come destino vuole, come da copione non scritto, anno dopo anno, 90’ decisivi, gli ultimi, nei quali giocarsi tutto.
E’ la resa dei conti; dove si decide che fare delle nostre aspettative, di quello in cui abbiamo sempre sperato, e con tanto sacrificio conquistato, passo dopo passo. Momenti nei quali restare compatti, dove credere, fortissimamente credere, risulta indispensabile. Di tutti, c’è bisogno del meglio di tutti, di ognuno di noi, tifosi, di ognuno di loro, giocatori, senza esclusione alcuna. Cuore, non solo, Voce, non solo, Anima, anche. Sempre lui, maledetto 90°, minuto e marcatore. Come all’andata la Juventus agguanta il Catania allo scadere dopo una partita combattuta, di quelle che a vincerle restano nella storia. Beh, pensare ad un 1-1 nel pre-match sarebbe stato sicuramente positivo. Vederlo al termine, soprattutto per com’è maturato, non lo è. Una gara che i rossazzurri hanno combattuto minuto per minuto, secondo per secondo, attaccando quando bisognava attaccare, soffrendo quando era necessario difendere. A far male è che si dovrà lottare ancora, per altri 90’, quando invece fino all’ottantottesimo sembrava essere fatta con una giornata di anticipo, a dispetto di Parma, Empoli e Livorno che, almeno le prime due, potranno ancora dire la loro. Ma che Del Piero tenesse a segnare lo si era visto fin dai primi minuti, dalle conclusioni finite sul fondo per un non niente, il che faceva presagire ad una giornata diversa e fortunata, elemento quest’ultimo che è mancato per gran parte del campionato, soprattutto in trasferta.
Bene Trefoloni, due righe di commento le merita anche lui: è facile criticare l’arbitro, difficile elogiarlo; questa volta è giusto farlo, ha diretto in maniera impeccabile, o quasi. Un 1-1 che deve dare fiducia, che ha espresso le vere potenzialità di questo Catania. Già, perché la Juventus non si è proprio risparmiata: tiri in porta, aggressività e cartellini sono la prova di ciò che questo match ha voluto lasciare, di una partita vera, di un calcio che non si fa di calcoli ma di volontà, di attaccamento alla maglia. Speriamo ne segua l’esempio il Livorno domenica prossima. Quel che importa ai tifosi rossazzurri è concentrarsi sul Massimino, non badare, se non al 90’, ai risultati provenienti dagli altri campi.
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Tabellino JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Grygera; Camoranesi, Sissoko, Tiago (65' Nocerino), Palladino (71' Nedved); Del Piero, Trezeguet. CATANIA (4-3-3): Bizzarri; Silvestri, Stovini, Terlizzi, Sabato; Biagianti; Baiocco, Tedesco (68' Edusei), Mascara, Vargas (59' Izco); Martinez. ARBITRO: Trefoloni RETI: 47' Martinez, 89' Del Piero. AMMONITI: Tiago, Grygera, Camoranesi, Chiellini, Nocerino, Izco.
Risultati Fiorentina
- Parma 3-1
Inter
82
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UN CAMPIONATO INCREDIBILE
Inter-Roma: tutto in 90' - Salvezza: in 3 per un posto Il
passo falso dei nerazzurri con il Siena tiene in corsa i giallorossi,
che ora sognano il tricolore. Catania, Parma ed Empoli inseguono Incredibili
emozioni a Milano: i nerazzurri vanno in vantaggio due volte con Vieira
e Balotelli ma sono raggiunti e ora la Roma è a -1. Materazzi sbaglia
un rigore al 33' della ripresa. La squadra di Mancini si gioca lo
scudetto domenica in casa del Parma di Hector Cuper a caccia della
salvezza Materazzi:
"Cruz, scusami Il pareggio è colpa mia" Febbre
scudetto, esplode già la festa , per domenica maxischermi in città PARMA,
12 maggio 2008 - Dalla gara del 16 marzo 2008 a quella del 12 maggio. Da
Livorno-Parma 1-1 a Fiorentina-Parma 3-1: il ducato di Hector Cuper a
Parma è durato poco meno di due mesi. Questa sera l'esonero, con un
comunicato della società di Viale Partigiani d'Italia che ha incaricato
l'allenatore della formazione Primavera, Andrea Manzo, di guidare la
prima squadra nella "Tutta
la città sarà con noi" ROMA - "Noi abbiamo motivazioni incredibili e in 90' contro la Roma può succedere di tutto. Ci sarà un clima importante qui al Massimino e tutta la città spingerà la squadra". Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti, intervenuto a Radio Anch'io Lo Sport su Radiouno, scuote i rossazzurri dopo la mancata salvezza. "Noi abbiamo anche la possibilità di pareggiare e salvarci, ma c'e una partita da giocare e lo faremo. Speravamo di salvarci ieri a Torino, ma il gol di Del Piero ha rimesso tutto in discussione. Comunque sapevamo di doverci giocare il campionato fino alla fine. Noi abbiamo fatto un buon girone di andata e un ritorno meno brillante. C'è grande equilibrio in tutte le zone della classifica e questo ci può stare. Tutto questo ci deve servire per crescere e programmare meglio in futuro. Non credo che la nostra stagione sia stata da buttare, ma tutto sarà visto alla luce di quello che accadrà domenica perchè la salvezza significherebbe aver centrato il nostro programma". Stagione
particolare per il Catania guidato per gran parte della stagione da
Silvio Baldini. "La decisione di andare via l'ha presa il tecnico,
non si sentiva di continuare per motivi suoi e noi non avevamo
assolutamente pensato alla sostituzione. Non ci pentiamo della scelta di
Zenga". Qualcuno malignamente aveva ipotizzato un tacito accordo con la Roma tra Coppa Italia e campionato. "Non c'è stato alcun accordo sotterraneo. La partita di Coppa è andata come doveva andare e adesso ci giocheremo questa. La Juve ieri ha onorato la sport fino all'ultimo, da altre parti è successa la stessa cosa, è un campionato molto corretto". Un nodo importante da sciogliere sarà anche quello della trasferta in Sicilia dei tifosi della Roma. "Il settore ospiti può contenere al massimo 1500 spettatori. Non so nulla di decisioni dell'Osservatorio, vorrei solo ricordare che le ultime due trasferte a Roma sono state vietate ai tifosi del Catania. Premio salvezza? Già giocarci qui la salvezza e con le motivazioni che ci sono costituisce un premio". Pulvirenti non ha particolari recriminazioni per le decisioni arbitrali nel corso della stagione. "Gli arbitri hanno fatto un lavoro eccezionale. Ci sono stati tanti errori, ma tutti commessi in buona fede. Si deve cercare di migliorare ma ciò accade solo con l'esperienza. Noi abbiamo subito qualche torto, ma tutti sono nelle stesse condizioni. Abbiamo i punti in classifica che abbiamo meritato". 12/05/2008
NO AI ROMANISTI AL CIBALI
Il nostro "grande amico" Matarrese ci aveva tentato ancora una volta: spinto da forze politiche, ha cercato di rendere il Cibali come il Colosseo alimentando un'altra giornata simile a quella del 2 febbraio. La
sua proposta evidenzia come certe decisioni del vertice
del calcio risultino ancor oggi (dopo tutto quel che è successo) di
parte, scriteriate, irresponsabili ed estremamente scellerate! PARMA - Si è conclusa la riunione del Comitato per l'ordine
pubblico di Parma e la decisione per la partita Parma-Inter di domenica
è quella di vietare l'accesso allo stadio per i tifosi nerazzurri. Lo
ha comunicato il sindaco di Parma, Pietro Vignali.
Prova
a gettare acqua sul fuoco per stemperare gli animi il presidente
Antonino Pulvirenti: "Mi rendo perfettamente conto che questa è
una settimana difficile per noi - osserva - siamo concentrati, i ragazzi
stanno bene e quindi la affrontiamo con grande decisione, convinti che
possiamo fare il risultato perchè la partita si gioca sul campo".
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domenica - ore 15.00 |
18 MAGGIO 2008 |
19° giornata girone di ritorno |
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Stadio Massimino - Catania
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IMPRESA STORICA (mondocatania.com)
di Marco Di Mauro L’edicolante
di Viale Andrea Doria mi accoglie con un largo sorriso. “La Sicilia ed
il Corriere”; “Bravo risponde lui, è l’unico leggibile”.
Saggezza. Corriere, appunto, l’inviato è Luigi Ferrajolo: “Per
poco più ci un’ora la Roma ha visto lo scudetto, il Catania l’inferno
di una B ormai sotto i piedi. Al raddoppio di Ibrahomovic, si è
ribaltata di colpo la situazione [...] ed il Catania ha intuito che
forse non era ancora arrivato il momento di andare all’inferno. Ha
buttato dentro tutte le energie che gli erano rimaste [...] solo un
cinismo esasperato avrebbe potuto spingere la Roma a ripartire, a
riprovarci. Non lo ha fatto [...] Più che una partita è stato un
drammone collettivo con la gente divisa tra quello che vedeva e quello
che accadeva a Parma [...] Il Catania non avrebbe mai trovato il pari e
sarebbe davvero finito all’inferno. Ma nella ripresa due sono state le
mosse decisive: ...il gol di Ibra a Parma, l’inserimento di Morimoto
come seconda punta accanto a Martinez [....] Tra svenimenti e
maledizioni [...]al 40’ è arrivato il pari dei siciliani [...] tenuto
conto della traversa e delle occasioni buttate via sino a quel momento,
il pari è parso più che meritato, oltre che liberatorio per tutto lo
stadio [...] Saccani, dando prova di intelligenza, ha evitato il
recupero [...] mentre il Catania teneva palla e la Roma gliela lasciava,
senza infastidirlo. E’ giusto che il Catania festeggia questa
salvezza, messa in dubbio la settimana scorsa [...] ma nel complesso
meritata e strappata con partite vigorose, piene di slanci. Zenga è
stato bravo nel motivare il gruppo sino alla fine [...] è quasi uno
scudetto per lo Zenga allenatore. Sempre all’interno del Corriere evidenziamo lo scambio di battute tra il presidente Pulvirenti e quello dell’Empoli, Corsi che attacca: “Il gol dell’1-1 a Catania è stata una comica”, risponde il presidente etneo: “Corsi parla di comiche ma lui se ne intende benissimo: l’altro anno a Empoli ci fu un 3-3 che dire ridicolo è poco”; toccato sul vivo non manca la replica piccata dello stesso Corsi: “A Empoli abbiamo una cultura sportiva ben radicata. Non so se convenga più questo atteggiamento o i sassi lanciati contro il pullman degli avversari come a Catania. A giudicare dalla salvezza dei siciliani forse hanno ragione loro”. Ricordiamo che Corsi fu quello che, in Empoli – Catania del campionato scorso, venne colto in flagrante dalle telecamere mentre rivolgeva ai giocatori etnei un simpatico nomignolo “Mafiosi e Pezzi di m...”. Questo è il tipo. Chiudiamo con la massima di Zenga: “Forse, se fossi arrivato prima ci saremmo salvati in anticipo”. Passiamo a “La Sicilia”, la parola torna ad Andrea Lodato, titolo: “Grazie Roma? E perché? Piuttosto Grazie al Catania”: “Ieri si giocavano, per terribili incroci del destino a tratti beffardi, una serie di partite incrociate [...] la Roma [...] ha lasciato [...] non potendo più farci nulla [...] e al Massimimo ha smesso di dannarsi quando il pensiero si è spostato dallo scudetto alla Coppa Italia. Ma il Catania, la seconda salvezza consecutiva che permette dalla città di restare trionfalmente in serie A, l’aveva costruita lungo tutto quest’anno difficile, bello, tormentato [...] Onore a questa squadra e a chi l’ha costruita [...] il pubblico non ha mai abbandonato la squadra [...] se non si soffre non si strappa nulla al destino, è vero [...] soffrire così è davvero dura e non sappiamo quanto si posa resistere [...] La serie A del Calcio Catania è un miracolo oggi per questa Catania [...] Domani sarà futuro, sarà il tempo di valutare chi resterà e chi se ne andrà. La certezza è che per il secondo anno consecutivo ci saranno fondamenta solide su cui poter costruire, non improvvisazioni, non spese folli ed inutili, ma un parco giocatori di tutto valore [...] Così anche il Catania Calcio può diventare grande.
“Cala
il sipario sul campionato di Serie A e il Catania concede il bis
meritando una standing ovation per una salvezza che non è esagerato
definire eroica, per come i rossazzurri si sono battuti [...] è caduto
il gelo sul vecchio Cibali al gol di Vucinic, ma lo smarrimento è
durato poco. Il Catania ha messo sul piatto agonismo, cuore,
determinazione per controbilanciare la superiore qualità di gioco della
Roma [...] Il Catania ha schiacciato la Roma nella sua area, un vero
assedio, con tanta rabbia in corpo, ma anche con razionalità e buona
gestione di palla. Tutta Catania ha spinto con il cuore il pallone alle
spalle di Doni [...] Adesso è il tempo dei festeggiamenti ma anche di
bilanci e riflessioni. Al grande girone d’andata [...] è seguito un
girone di ritorno sofferto, in cui la squadra ha dimostrato limiti
tecnici sul piano offensivo e caratteriali in trasferta. Sono mancati i
gol di Spinesi [...] ma anche un altro attaccante con le stesse
caratteristiche per integrarsi con i pesi piuma [...] Fuori casa il
rendimento negativo è stata una costante per l’incapacità di imporre
il proprio gioco con autorità e spregiudicatezza, a prescindere dal
modulo [...] L’ex portierone dell’Inter avrà le idee molto chiare
su quel che manca al Catania per soffrire di meno nella prossima
stagione, magari un attaccante di peso e giocatori di spessore nella
zona centrale; guai però a smembrare un gruppo che pur con limiti
oggettivi, ha dato ampie garanzie sul piano della compattezza e dello
spirito di sacrificio. di Fabio Alibrio Giornata
di Verdetti. Strano a dirsi, è l’ultima. Partiamo da casa nostra, da quella rossazzurra: al Massimino va di scena uno dei due incontri fondamentali per le sorti del torneo. Ad affrontarsi sono Roma e Catania. I giallorossi passano subito in vantaggio con Vucinic, al 9’. Ne viene un assalto senza sosta dei rossazzurri che ha il suo epilogo, dopo due traverse ed un goal annullato, soltanto a 5’ dalla fine della partita con il goal di Jorge Martinez. Catania salvo, la Roma deve accontentarsi del secondo posto. La
squadra di Spalletti è infatti bloccata, oltre che dal pari ottenuto al
Massimino, anche dalla vittoria che l’Inter rifila al Parma. Avviene
tutto nel secondo tempo grazie all’ingresso di Ibrahimovic che
realizza una doppietta, un goal ogni 17’ giocati. Spiacevole l’episodio
accaduto nella città dell’Emilia Romagna, con due poliziotti feriti
ma, per fortuna, non in pericolo di vita: per uno soltanto lievi
lesioni, l’altro ne avrà per una ventina di giorni. I “tifosi”
nerazzurri che si trovavano a Parma nonostante vigesse l’obbligo del
divieto della trasferta, hanno a fine gara distrutto anche una scuola
materna. Sempre in chiave salvezza è inutile la vittoria dell’Empoli sul Livorno per 2-1. Furioso il presidente dei padroni di casa che ha dichiarato: “Il goal del Catania è una comica”. Pronta la risposta di Nino Pulvirenti, massimo dirigente rossazzurro: "Corsi parla di comiche, ma lui se ne intende benissimo: l'anno scorso a Empoli ci fu un 3-3 che dire ridicolo è poco". Accede alla prossima Champions League la Fiorentina che, pur soffrendo e tra le polemiche, supera per 1-0 il Torino con Osvaldo, in extremis. Non serve dunque a nulla l’ampia vittoria (4-1) del Milan sull’Udinese di Marino: entrambe le squadre, insieme alla Sampdoria, approdano in Coppa Uefa. Con i due goal di ieri proprio contro i blucerchiati, Alex Del Piero fa suo il titolo di capocannoniere della Serie A mentre è dell’Inter la miglior difesa (appena 26 reti subite). Chiudono il quadro dell’ultima giornata di Serie A Atalanta – Genoa 2-0, Cagliari – Reggina 2-2, Lazio – Napoli 2-1 e Siena – Palermo 2-2.
Sbem, traversa. Come prenderla in faccia. Mentre attorno non si capisce più cosa importi davvero, che l’Internazionale ne faccio 10, o che il Catania ne butti dentro una sola. Il guardalinee fischia, fuorigioco. Sbem, traversa. Il cuore da uno strattone, avesse più anni resterebbe fermo, a quell’istante, senza voler sapere più nulla, di tutto quello che sarebbe stato, poi, comunque. Morimoto in volo d’angelo, non è ancora paradiso, si rimbalza all’inferno, senza purgatorio. E’ gol.... E’ gol, no. Uno sguardo intorno, tra chi guarda il cielo, ed esulta, e chi guarda il campo, ed impreca ad una sola voce. Dice fuorigioco di Mascara, lui. Mentre A restarne incredulo è lo stesso Doni: “Non l’ha capito ancora, ‘sto guardalinee?”. Perché gli occhi non bisogna chiuderli, anche quando vedi buio, ma intorno sai essere luce. Interminabili, minuti, secondi, che non saprei descrivere, assisi in uno spazio ed in un tempo a sé, dove non è scorrere, ma soffrire, non attimi ma desideri, non grida, ma lacrime, quando tutto si compie, quando va, come doveva andare, com’era nell’ordine delle cose; quel che si spera, fortissimamente spera, ma non si ha il coraggio di proferire. Più che una parola, oltre, E’ gol, E’ gol, e stavolta la bandierina punta al centrocampo. Vedo, attorno a me, nulla e tutto, colori ed occhi, gli uni negli altri, so di nomi, e di nomi che non so, li so stretti a me, in quell’abbraccio che non so a chi, ma come ad un fratello, ritrovato. Sento singhiozzi, vedo lacrime, da sotto quel cappello che servirebbe per ripararsi dal sole. Mani davanti al viso, parole ripetute tra sé e sé, tra sé ed il mondo. E’ anche questo, è così Si riparte senza ben capire quel che sia accaduto, prima, durante; so solo che quella palla, a centrocampo, quando non sia né inizio di primo o di secondo tempo, significa pareggio. Ed un pareggio, significa vittoria, a Catania mille volte uno scudetto. L’attesa,
è come non ci fosse, e sordi sono i tre fischi, vengano dalle tribune o
dal campo, non saprei dire. Tutti in campo, è questo il nostro terzo
tempo, capire che è ancora tempo per noi di giocare in serie A, è
ancora un appello passato, con 37, che sarà il minimo, ma significa il
massimo, della gioia, di tutto quello che si poteva ottenere, in questa
sfida, che il Catania ha meritato di vincere, e che la Roma ha ben
capito come l’epilogo finale fosse giusto, così come i tifosi l’avevano
immaginato, così come i tifosi avevano meritato. Era
giusto, così. di Fabio Alibrio La mia partita Qualunque giornalista o sportivo, anche il più bravo, non riuscirebbe a raccontare le emozioni, quelle da tifoso, vissute al Massimino. Opinione personale, nessuno si senta offeso. Eppure il desiderio di provarci è tanto, irrefrenabile, quasi a voler sfogare in poche righe la gioia incontenibile di una partita. Allora voglio farlo, desidero raccontavi la mia di partita. Forse la narrazione che farò assomiglierà alla vostra, a voi la scelta se cambiare pagina o ascoltare. Anzi leggere. Prima di arrivare al fischio di inizio, bisogna partire dallo stato d’animo mattutino, che riassume quello vissuto durante la settimana: tensione, attesa ma anche gioia e angoscia allo stesso tempo, fiducia e scoramento. Un mix imbarazzante che svanisce tutto di un tratto all’ingresso al Massimino: via i conti, via le radioline, gli altri non importano, anche perché la convinzione di farcela aumenta, a pensarlo non sono più io ma è il collettivo, sono, anzi siamo, i 25.000 dell’ex Cibali. Ci si avvicina ai 90’ più importanti della stagione, quelli decisivi: il pubblico si prepara, incita a più non posso. I giocatori sembrano consapevoli di ciò che andranno a giocarsi e di quello che la salvezza vale per noi tifosi rossazzurri.
Mi
è facile dirlo ora, prima sarebbe stato un po’ più difficile
ammettere che si tratta di un capolavoro, di una di quelle reti mai
apprezzate in tv ma di difficile fattura. Inutile tra l’altro far finta che negli altri campi non succeda niente: l’Empoli è in vantaggio a Livorno. Prevedibile, ma immaginare al termine del primo tempo il Catania in B fa male a tutti, anche alla mitica speaker del Massimino che non accenna minimamente ai parziali degli altri match, preferendo lanciare immediatamente gli spot pubblicitari. E come non condividere questa saggia scelta. Il rientro nel campo è atteso da tutti, me per primo, ma vorrebbe anche essere rimandato. La sensazione di volersi in ogni caso godere quanto più possibile la Serie A si scorge, è netta. Si
ricomincia. Il tempo passa, il Catania cresce. Arriviamo
al goal dell’Inter: è un boato al quale ne succederà un altro dopo
pochi minuti. Ma è una sofferenza, la palla non vuole entrare, la Roma
sembra non voler affondare ma neanche strafare. Quel
goal che ci riporta ad oggi, al Massimino, che ci costringe a soffrire
fino in fondo, fino a quando Martinez non spinge noi tutti ad esultare,
ad abbracciarsi e a far uscire quel sorriso spontaneo di cui parlavamo
prima. Cinque… Quattro… Tre… Due… Uno… Via! Tutti sull’erba del Massimino: capriole, sventolio di bandiere e baci al prato sono i gesti più comuni. Eccoci, svegliamoci dal sogno, rendiamoci conto che il Catania è ancora in Serie A. La mia speranza personale è quella di avervi fatto rivivere dei momenti fantastici, tra quello che per un tifoso sono tra i più belli della sua “carriera”. Già, vorrei chiudere proprio con un appunto sulla nostra tifoseria, su ognuno di noi che è riuscito a dire “c……e” al tale che ha lanciato nel secondo tempo quel fumogeno in campo: bravi voi, noi, io. Nessuno forse ne parlerà di questo comportamento, a me andava di sottolinearlo. A chi è arrivato fin qui dico un grazie per avermi “sopportato”, per aver letto questa “Cronaca Speciale” forse, e spero, più interessante di quella che narra semplicemente le azioni di una partita. Perché
questa non è stata una partita, è stata la partita.
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Tabellino CATANIA (4-1-4-1): Bizzarri; Sabato (1'st Morimoto),Silvestri, Stovini, Terlizzi; Vargas, Baiocco, Tedesco, Biagianti, Colucci (14'st Mascara), Martinez. ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Mexes,Cassetti,Pizzarro, Tonetto, De Rossi, Mancini (10'st Giuly); Perrotta, Aquilani (30'st Brighi), Vucinic. Arbitro:Saccani di Mantova Marcatori: Vucinic 8' pt, MArtinez 40' st Ammoniti: Vucinic e Terlizzi 15'pt, Panucci 28'pt, Baiocco 43'pt Recupero: 1' e 0'
Risultati Sampdoria
- Juventus 3-3 Classifica Classifica
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