Mascalucia si sviluppa a 420 metri sul livello del mare e raccoglie 15.148 abitanti.

La citta' ha saputo risorgere con orgoglio e caparbieta' dopo l'eruzione dei Monti Rossi avvenuta nel 1669 e dopo il terremoto del 1818.

La Chiesa Madre cittadina e' intitolata a Santa Maria della Consolazione. Essa era gia' esistente nel XII secolo ed ha subito dei lavori di ristrutturazione. La struttura esterna della Chiesa presenta una triplice suddivisione realizzata grazie a lesene di pietra lavica. Al suo interno si puo' ammirare, tra l'altro, un cinquecentesco dipinto raffigurante la Madonna delle Grazie.

Tra le Chiese minori cittadine occorre citare quella intitolata a San Vito che preserva, tra l'altro, una pregevole tela raffigurante San Vito e S. Artemia realizzata da Giuseppe Rapisardi, e quella intitolata a Sant'Antonio Abate.

Da citare, infine, i vari palazzi signorili presenti in citta', a partire dal settecentesco Palazzo Rapisardi e dal Palazzo Cirelli, esempio dello stile liberty.

 

Pedara si trova a ridosso del versante meridionale dell'Etna, nella zona dei coni avventizi dei Monti Rossi, dai quali fuoriuscì la grande colata del 1669, ad un'altitudine di 610 metri s.l.m. e ha una popolazione di 10.061 abitanti.

L'economia di Pedara fino ad alcuni decenni fa era si basava esclusivamente sull'agricoltura: vigneto e frutteto con varietà di prodotti tipici dell'Etna. Oggi è basata sul terziario, l'artigianato e il turismo (nei giorni festivi e nei mesi estivi tocca le 25/30 mila unità).

La Basilica di Santa Caterina - Ad est di Piazza Don Diego, si erge imponente la facciata della Basilica "S. Caterina", di forma rettangolare con smembrature di pietra lavica scura, aperta da tre eleganti portali e affiancata da un campanile a torre cuspidata. Sulla facciata laterale, su un riquadro di marmo di cm 159x156, è disegnato un orologio solare, uno dei più interessanti della Sicilia. Nell'interno, oltre alle bellezze artistiche con cui sono affrescati i pilastri, le volte e le absidi, si conserva un importante dipinto "Il martirio di S. Caterina", attribuito a Mattia Preti.

Il Palazzo Baronale Pappalardo - Sulla Piazza Don Diego si incontra inoltre il Palazzo Baronale, residenza in origine di Don Diego Pappalardo, la cui costruzione risale alla fine del 1600.

Il Palazzo Baronale Di Giovanni - Sul Corso Ara di Giove si trova il Palazzo Baronale residenza dei Principi Di Giovanni.

Monumenti minori e dintorni - Altri monumenti da ricordare sono la Chiesa di Sant'Antonio, di San Biagio, di San Vito, della Madonna della Stella, Madonna delle Grazie e posta su una collinetta a nord del paese, la chiesa dell'Annunziata. Inoltre, nell'ottocentesco palazzo di Corso Ara di giove 126, ha sede la biblioteca comunale, la quale conta un patrimonio librario di circa 18.000 volumi con dotazione di opere enciclopediche, filosofiche, letterarie, scientifiche, storiche, specialistiche, per ragazzini e bambini. La biblioteca possiede un laboratorio linguistico e di recente è dotata di un'opera multimediale in CD-ROM.

L'ipotesi principale è che il nome di Pedara derivi de "Epidauro", città greca con le stesse caratteristiche ambientali, ma esistono altre ipotesi, una delle quali lo farebbe risalire alla posizione geografica "ad Pedes arae" o "Apud aram" (ai piedi dell'ara). L'ara sarebbe un altare dedicato a Giove sulle pendici del Vulcano, forse la torre del Filosofo o l'Etna stesso.

Dai reperti archeologici rinvenuti in parecchie contrade, si deduce che le origini del centro risalgono al periodo greco.

Dal tempo della conquista normanna (sec. XII) fino al secolo XVI il nucleo abitato venne amministrato dalla Curia Arcivescovile di Catania. Nel 1641 Domenico Di Giovanni, Principe di Trecastagni, ottenne dagli spagnoli il titolo di Barone di Pedara, che affidò la gestione del territorio e dei possedimenti alla famiglia Pappalardo. Si deve a Don Diego Pappalardo (1636 - 1710), membro dell'Ordine di Malta, lo sviluppo economico ed artistico del paese ed, in particolare, il completamento dell'attuale basilica che dedicò a Santa Caterina d'Alessandria. Fino alla soppressione del feudalesimo, Pedara rimase feudo dei Di Giovanni e dei loro eredi, gli Alliata di Villafranca. Nel 1818 venne eretto a Comune del Regno delle Due Sicilie.

 

Nicolosi si sviluppa a 702 metri sul livello del mare e raccoglie quasi 5.000 abitanti. Da sempre e' stata legata Vulcano Etna tanto da esser considerata "La porta dell'Etna". In effetti, la citta' ha subito varie fasi di ricostruzione dovute alle frequenti eruzioni dell'Etna tra le quali si ricorda quella del 1669 che porto' alla quasi totale distruzione cittadina. Nonostante questi frequenti eventi nefasti ed il terremoto del 1693, la citta' ha sempre saputo risorgere con caparbieta' ed orgoglio e la popolazione ha rifiutato piu' volte di trasferirsi altrove.

Lo stretto legame col vulcano e' evidenziato ulteriormente dalla presenza in citta' di un Museo Vulcanologico che raccoglie materiale dedicato ai vulcani in generale ed all'Etna in particolare.

La storia cittadina inizia con il Monastero benedettino intitolato a San Nicolo' l'Arena fondato su di una presistente Cappella nel XII secolo trasferito a Catania qualche secolo dopo. Fu proprio la presenza di tale monastero a permettere la formazione di un primo nucleo abitativo e di ricavare il nome cittadino. La citta' conobbe il dominio dei Moncada di Paterno'.

Dal punto di vista artistico la citta' di Nicolosi si ricorda soprattutto per la Chiesa Madre intitolata al Santo Spirito. Essa ha subito una fase di ricostruzione dopo la gia' citata eruzione del 1669. L'edificio sacro offre la possibilita' d'ammirare, tra l'altro, un bel Crocifisso ligneo ed un ottimo organo.

Il gia' citato Monastero Benedettino di San Nicolo' l'Arena si trova a poca distanza dal centro cittadino. Esso fu edificato per volere di Federico II d'Aragona. L'edificio sacro in questione e' attualmente la degna sede dell'Ente Parco dell'Etna.

Tra le Chiese minori cittadine occorre citare la settecentesca Chiesa intitolata a San Giuseppe e la Chiesetta delle Anime del Purgatorio.

A Nicolosi hanno sede le guide Alpine Etna Sud (tel. 095/7914755) e da qui si snoda la bella strada che conduce fino al Rifugio Sapienza, luogo di partenza per le escursioni al cratere.

Verso la cima dell'Etna - Il percorso permette di scoprire un volto inusuale e proietta il visitatore in unta dimensione quasi fantastica, ove le note dominanti sono il nero della lava e l'azzurro del cielo con, qua e la, qualche spruzzo bianco di neve.

Prima di giungere al rifugio, un'indicazione segnala i Crateri Silvestri, una brevissima passeggiata a quota 1886 m. ma che ci catapulta sulla luna, con i suoi crateri.

Ascesa al versante sud - L'escursione si svolge parte in funivia (dal Rifugio Sapienza) fino a 1923 m, parte in fuoristrada (fino a 2608 m). l'ultimo tratto a piedi. Per ragioni di sicurezza non è più possibile avvicinarsi alla bocca centrale. Si giunge però, dopo un breve cammino, ad una zona "calda", in cui la terra fuma. La gita prevede anche una sosta in fuoristrada nei pressi della Valle del Bove, vasta zona depressa (da qui l'appellativo valle) delineata da muraglie di lava alte fino a 1000 m in cui si aprono crepacci e voragini. La zona è stata spesso teatro di eruzioni di cui alcune particolarmente pericolose, in cui la lava è riuscita a raggiungere i centri abitati (1852, 1950, 1979 e 1991).

 
 
 

Trecastagni si sviluppa a 586 metri sul livello del mare e ospita 7.200 abitanti.

Dal punto di vista artistico e culturale la citta' si ricorda per la Chiesa Madre che si fa notare soprattutto per il particolare gioco delle colonne realizzate utilizzando la pietra nera che contrasta con il bianco delle pareti e per le interessanti incorniciature degli archi e delle finestre.

Il Santuario dedicato ai tre fratelli martiri S. Alfio, S. Filadelfio e San Cirino che, secondo la tradizione, hanno sostato in citta' nel 253 D.C. durante il loro viaggio verso Lentini si ricorda principalmente per il ricco arredo che comprende anche un seicentesco calice argenteo.

Tra le Chiese minori cittadine occorre citare quella dedicata alle Anime del Purgatorio.

Trecastagni vanta una coinvilgente festa patronale dedicata ai tre fratelli martiri gia' citati, evento religioso che ricorre ogni anno il nove e dieci maggio e che richiamo numerosi fedeli. Durante la festa si ha la gara dei cavalli che trascinano dei carri decorati e la "Svilata", cioe' l'apertura della cappella che ospita i simulacri dei tre Santi.

 

 DA CATANIA AL RIFUGIO SAPIENZA, PER NICOLOSI

"I signori turisti sono pregati di allacciare bene le scarpe da trekking, di mettere in spalla una sacca con macchina fotografica, binocolo, cinepresa, bussola e di seguire la rotta da noi tracciata per compiere uno splendido viaggio alla scoperta del vulcano attivo più stupefacente del vecchio continente e dei paesi che, coraggiosi e orgogliosi, giacciono ai suoi piedi. Vi attendono paesaggi lussureggiati, scenari incredibili, notti illuminate dai bagliori infuocati dell'Etna, albe in cui l'azzurro del cielo è screziato dai fiumi e dalla cenere del vulcano. Ed alle falde di questa straordinaria montagna, una corolla bellissima di rocche arabe, castelli normanni, vie ed archi medievali, chiese barocche. Il tutto sapientemente condito con folclore, feste religiose, appuntamenti culturali e sportivi, sagre, gastronomia, artigianato. Vi garantiamo un viaggio da fantascienza e da fiaba e, senza tema di poter sbagliare, vaticiniamo che vorrete tornare ancora in questa magica terra siciliana."

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Uscite da Catania per Via Etnea e Piazza Gioeni, svoltate a sinistra, per arrivare a Barriera del Bosco, dove girerete di nuovo a sinistra, passando tra due obelischi. Km. 8: Gravina di Catania. Km. 10: Mascalucia, paesetto di 3.000 abitanti rinomato per il suo vino. Km. 11: sulla sinistra, convento di S. Maria delle Grazie. Km. 13: Massannunziata (547 m. di altezza); la strada attraversa una zona di antica attività vulcanica. Km. 16: Nicolosi (698 m. di altitudine), grosso paese e centro di escursioni. Da Nicolosi, potrete effettuare un'escursione ai Monti Rossi, a 948 m., in un'ora e mezzo circa, andata e ritorno. Vi vedrete uno dei più grandi crateri secondari dell'Etna, con un perimetro di 3 km. Uscendo da Nicolosi, la strada passa ai piedi dei Monti Rossi, poi fra i Monti 5. Leo (1.021 m.), a sinistra, e i MontiAlbano (1.241 m.), a destra. Essa fiancheggia il bosco della Fernandina e arriva in prossimità del cratere del Monte Manfrè (1.460 m.). Al km. 32,4, deviazione a sinistra per Serra La nave (1.715 m.); piste di sci, pinete. Hotel Grande Albergo Etna (39 c.; tf. 911500). Km. 34: Casa Cantoniera (1.882 m.) da dove si gode di una splendida veduta su tutta la costa. Ristorante Corsaro. Un po' più in alto, a sinistra, Rifugio Sapienza. Parcheggio. Stazione di partenza della funivia a 1.915 m.

È una delle escursioni più antiche del mondo, già rinomata nell'antichità poiché "l'imperatore Adriano salì sulla vetta dell'Etna per vedere da li' il sole levarsi con i diversi colori dell'arcobaleno" (Storia Augustea, Vita di Adriano). L'ascensione non presenta difficoltà e può essere praticamente effettuata da tutti da Luglio a ottobre. Durante l'inverno è talvolta faticosa. Ma quale che sia la stagione, sono necessarie sempre alcune precauzioni. In vetta soffiano spesso venti violenti, che vengono principalmente da Qvest. La temperatura scende talvolta sotto lo zero durante le notti estive. È dunque necessario provvedere ad un equipaggiamento adatto: abiti caldi, buone scarpe da marcia in mancanza delle scarpe da montagna, occhiali per proteggersi dal sole e dalle ceneri vulcaniche. Tra Catania e la vetta, si registra generalmente una differenza di temperatura di 20 C. La neve comincia a cadere in novembre e continua fino in primavera. Comunque, una guida è indispensabile. Rivolgetevi al CAI (in Via Musumeci, 122 a Catania o direttamente al Rifugio Sapienza.. Una guida non può accompagnare più di quattro persone per volta, durante l'estate, e tre durante l'inverno. Escursioni notturne in jeep sono organizzate dal Rifugio Sapienza (partenza verso le due del mattino). Sono le più interessanti poiché permettono di assistere allo spettacolo del "sorgere del sole". Partendo dal Rifugio Sapienza (1.881 m.) salite con la teleferica (partenza ogni 10 mn. circa) al Piccolo Rifugio (2.507). Da lì, veicoli cingolati possono portarvi fino al Rifugio Torre del Filosofo (attualmente in ricostruzione), così chiamato perché la tradizione vuole che Empedocle abbia abitato nei pressi per osservare da vicino i fenomeni vulcanici. D'altronde egli si sarebbe ucciso gettandosi nel cratere. 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in sottofondo CARE COMPAGNE, by Vincenzo Bellini (da Norma)