|
Nel
1965 era ancora un bambino. Tutto quel metallo luccicante portato a
braccia da 11 giovanotti che vedevo spesso in TV, in bianco e
nero, mi sembrava una cosa assolutamente consueta.
Credevo che l'Inter fosse come il Carosello, ogni sera presente e
pronto ad allietare le nostre case.
Invece
un giorno è finito anche il Carosello. E da allora capii che niente
è eterno, nemmeno la stella dell'Inter.
Ho
dovuto aspettare 45 anni.... per vederla risplendere.
Grazie
Massimo!
|

|

BAYERN
MONACO-INTER 0-2
RETI: 34', 70' Milito.
ARBITRO:
Webb (Inghilterra)
AMMONITI: Demichelis, Van Bommel (B), Chivu (I) |

|
| BAYERN
MONACO (4-4-2): Butt, Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badsturber,
Van Bommel, Schweinsteiger, Robben, Muller, Altintop (17' st
Klose), Olic (28' st Gomez). (Rensing, Contento, Gorlitz,
Pranic, Tymoshchuk). All.: Van Gaal. |
INTER
(4-2-3-1): Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (23' st
Stankovic), Zanetti, Cambiasso, Pandev (33' st Muntari),
Snejider, Eto'o, Milito (46' st Materazzi). (Toldo, Cordoba,
Mariga, Balotelli). All.: Mourinho. |
Zanetti:
"Ci credevo: ora l'Inter è nella storia"
Giovedì, 27 Maggio
2010 
MILANO
- Per capitan Zanetti, Massimo Moratti è "come un padre",
José Mourinho "un uomo di grande personalità e dalla idee
chiare", che ringrazia "per quanto ha dato all'Inter,
tantissimo" e al quale augura "che la nuova avventura possa
essere di successo".
Il
giocatore simbolo dell'era nerazzurra di Massimo Moratti si gode la
vittoria della tripletta che "ci ha portato nella storia" e
annuncia che giocherà "almeno altri due-tre anni": questo e
molto altro ancora ha raccontato stamane Javier Zanetti rispondendo alle
numerose domande dei tifosi, oltre 1600, che hanno potuto esaudire le
loro curiosità grazie alla video-chat, vista in tutto il mondo,
organizzata a Il Corriere della Sera, in via Solferino.
"In
15 anni di Inter ho visto passare tantissimi campioni e tanti
allenatori, forse - ripensandoci - mi sarebbe piaciuto che Simeone
potesse rimanere più a lungo con noi. Perché così tanti stranieri
all'Inter? Io l'ho detto sempre che questo non è problema, è vero che
ci sono tanti stranieri e pochi italiani, ma quello che conta è fare
bene per l'Inter, non conta di quale nazionalità sei. Qual è stato il
periodo più difficile trascorso in nerazzurro? Ci sono stati tanti
momenti difficili, ma il 1999 credo che sia stato il momento più
brutto, credo che allora si toccò il fondo. Il Cinque Maggio? Una data
difficile da digerire, perché nel 2002 - stando a vedere tutto quello
che si è saputo dopo - poteva finire diversamente, meno male che
quest'anno in quella data abbiamo vinto la Coppa Italia. Con quale
grande campione mi piacerebbe un giorno giocare in squadra, all'Inter?
Con Lionel Messi. L'avversario più difficile che ho avuto? Nedved e da
marcare Kakà, che in qualsiasi momento può fare la differenza. Se il
nuovo allenatore che arriverà deve avere più polso o più dialogo?
Entrambe le cose, come Mourinho. Il vantaggio che troverà il nuovo
allenatore è che trova un gruppo già formato. Io credo che mister
Mourinho in questi due anni abbia fatto un ottimo lavoro insieme a noi e
noi volevamo continuare con lui questo cammino di successi, ma lui ha
preferito la sfida con il calcio spagnolo e noi gli auguriamo ogni bene.
Balotelli? È giovane, ha commesso qualche errore, che speriamo non si
ripeta più, perché lui può diventare un grande campione. Se ci stiamo
godendo la vittoria della tripletta? Credo che dobbiamo stare tranquilli
e felici per quello che abbiamo fatto, anche se non ci rendiamo quasi
conto, l'ho detto ai miei compagni 'siamo entrati nella storia vera'. Io
credo che
tutti i miei compagni sappiano che qui si sta molto bene, soprattutto
adesso che abbiamo intrapreso una strada vincente. Che differenze di
emozioni ci sono state tra alzare le tre coppe conquistate quest'anno?
La cosa più bella è vincere. Vincere il primo traguardo, con la sfida
con la Roma, è stato emozionante. Vincere lo scudetto lottato fino
all'ultimo è stato ancor più emozionante. E poi abbiamo chiuso la
terna vincente a Madrid, con un trofeo che mancava da tantissimo tempo,
quindi credo che questa emozione sia stata la più forte, anche perché
siamo entrati nella storia vera. Ho sempre creduto che il momento
dell'Inter sarebbe arrivato, ho continuato a crederci e ha funzionato.
Tante volte ho pensato che non me ne sarei mai andato
dall'Inter, che non avrei mai lasciato l'Inter da sconfitto, che sarebbe
arrivato il nostro momento: eccolo. Se oltre a fare il calciatore ho
avuto un altro sogno nel cassetto? Mi piace molto la musica, magari fare
il cantante. Cosa farò dopo la carriera da calciatore? Sinceramente non
ci ho ancora pensato, ma di sicuro mi piacerebbe avere un ruolo che mi
permetta di essere utile in questa società. Se ho mai pensato di
lasciare l'Inter? Nell'anno difficile con Tardelli ho avuto l'offerta
del Real Madrid, ma dopo aver parlato con Moratti gli ho detto che la
mia intenzione era di rimanere e lui mi disse che la sua era quella di
avermi ancora nell'Inter. Moratti e Mourinho? Sono due persone diverse,
per me Moratti è come un padre, per tutto quello che mi ha dato e per
il fatto di aver creduto in me quando ero uno sconosciuto, non lo
dimentico. Il mister ha personalità forte e idee molto chiare. Quale
allenatore vorrei ora? È difficile scegliere, ci sono tanti allenatori
che possono fare bene. Si parla di Capello e Hiddink? Grandissimi
allenatori entrambi. Quando smetterò di giocare? Mi sento bene, vorrei
giocare almeno altre due-tre stagioni. Provando nel frattempo a superare
il record di Beppe Bergomi di 759 presenze in nerazzurro. Che cosa ho
preso dall'Italia? L'Italia mi ha fatto crescere tantissimo, ho preso la
vostra cultura. La maniera di vivere in Argentina è molto diversa da
quella di qui. Quanto pesa il mancato scudetto del 1998? Tantissimo,
quella partita lì per tutti noi era importante, ma sappiamo come è
andata. Il miglior allenatore che ho avuto? Simoni, Cuper e Mourinho.
Cosa ne penso di Calciopoli 2? Vergognoso quello che si sta dicendo
dell'Inter, il parlare di Facchetti, l'Inter non ha fatto niente, ha
sempre creduto nel lavoro, nella buona fede ed è stata sempre
danneggiata. Adriano alla Roma? Credo che farà bene, credo che lo stare
in Brasile per un po' gli abbia fatto bene. Cosa ho detto a Mourinho
alla fine della partita di Madrid quando l'ho abbracciato? Gli ho detto
'Sei un grande e grazie'. Se Santon è il mio erede? Davide è un
giovane che ancora deve crescere, però per quanto ha dimostrato è una
grandissima promessa che diventerà un grandissimo campione".
  
L'Inter
è campione d'Europa, Diego Milito ora è Re
L'Europa torna nerazzurra dopo 45 anni. Una fantastica doppietta del
Principe Milito fa esplodere il Santiago Bernabeu e tutta Milano.
Impazziti i 50.000 di Piazza del Duomo
di Lorenzo Nicolini - 22/05/2010
Dopo 45 anni l'Inter torna sul tetto d'Europa. Il regno nerazzuro ha
un sovrano che da Principe è diventato Re: Diego Alberto Milito.
L'argentino con una doppietta manda ko il Bayern Monaco e regala
Champions League e 'triplete'. Dopo la Coppa Italia e lo scudetto
numero 18, l'Inter corona una stagione straordinaria vincendo anche la
vecchia Coppa dei Campioni. La vittoria dell'Inter fa sorride anche il
resto d'Italia. Il trionfo nerazzuro a Madrid, regala al calcio
italiano la conferma dei quattro posti nell'Europa che conta per la
stagione 2011-12. Grazie al trionfo nerazzurro, infatti, l'Italia
supera la Germania nel ranking Uefa riprendendosi la terza posizione
con 64,338 punti dietro solo a Spagna e Inghilterra.
Una
vittoria colta con l'umiltà della grande squadra. L'Inter ha sofferto
prima e punto poi. José Mourinho ha messo in campo una squadra
perfetta sempre letale nelle ripartenze. Grande possesso palla del
Bayern pericoloso però solo con Robben che taglia il campo da destra
verso sinistra. I nerazzurri però sono troppo cinici. Nel primo tempo
il ritmo è basso. Il primo tiro pericoloso è di Sneijder su
punizione. I bavaresi fanno più del 65% di possesso palla, ma al 34'
Julio Cesar rilancia un pallone lungo che Milito spizza di testa per
Sneijder. L'argentino ridà la sfera al Principe che con una finta
beffa Butt e spara un tiro sotto la traversa. Il Bernabeu esplode! 1 -
0 Inter. Passano pochi minuti e Milito restituisce il favore a
Sneijder. L'ex Real però non ringrazia si lascia ipnotizzare da Butt.
Van
Gaal, striglia i suoi negli spogliatoi. In avvio di ripresa, Muller ha
l'occasione di cambiare l'inerzia del match ma Julio Cesar è
impeccabile nel respingere la conclusione a colpo sicuro del giovane
attaccante tedesco. Il Bayern continua a premere e sfiora in tre
occasioni il gol. La più grande è sui piedi di Robben che con un
tiro a giro prova a riaprire il match ma Julio Cesar è super e vola
anche in questa circostanza.
Nel
momento di maggior pressione dei bavaresi però arriva il colpo del
ko. In contropiede Milito punta Van Buyten ai 20 metri ubriacandolo:
finta, dribbling a rientrare e destro sul palo più lontano. Tripudio
interista e 2 - 0! Mourinho nel finale concede anche la passerella al
Re Milito. Il Bayern ci prova ancora ma non c'è più nulla da fare.
Dopo 45 anni la coppa dalle grandi orecchie torna a casa Moratti!
Josè Mourinho dopo la vittoria della Champions ha iniziato a
piangere, molto. Dopo gli abbracci con i giocatori e dopo aver alzato
la Coppa, Mou è andato a salutare i tifosi nerazzurri con una
bandiera portoghese tra le mani battendosi la mano sul cuore. Un
chiaro segno di addio? Vedremo, ora è festa interista.
Il
Re Milito, a fine gara non sta nella pelle: "Sono troppo felice,
è stata una stagione unica, mai stato così felice. E' per il
presidente e per i tifosi, lo meritavano davvero", dice il
Principe con le lacrime agli occhi, "Il calcio dà sempre la
rivincita, ho lottato sempre, dato il massimo, e anche se ho 30 anni
sono felice come mai. Lo merita il presidente, la società. Sono
felicissimo, vediamo il prossimo anno. Se resto? Speriamo, ma nel
calcio non si sa mai. Ringrazio a tutti quelli che mi hanno portato
qua, ma ho offerte importanti e vediamo".
Piazza
Duomo esplode di gioia. Migliaia di tifosi nerazzurri a Milano sotto
la Madonnina per festeggiare la conquista della Champions League e il
"triplete" della squadra di Mourinho. Quarantacinque anni
dopo, è di nuovo Grande Inter. Emozionatissimo il Presidente Moratti:
"Mou voleva farmi piangere? Io ho pianto poco, ha pianto molto
lui. Questo vuol dire che è molto affezionato, speriamo non sia un
segno di pentimento. Spero che questa Coppa resti nel cuore di tutti,
sono felicissimo io come tutti i giocatori e tutta l'Inter. E' stata
una Coppa bellissima, strameritata, una roba seria insomma. Quando
parleremo del futuro? Non so, stanotte festeggiamo poi
vediamo...".
Gioia
anche per l'ultimo arrivato, Goran Pandev: "Sono felicissimo,
devo ringraziare tutti perchè mi sono stati tutti vicini da quando
sono qui e sono contento che dopo tanti anni l'Inter ha vinto alla
Champions. Se me lo dicevano otto mesi fa? Sicuramente non ci credevo,
perchè non avevo un buon periodo alla Lazio, però poi sono arrivato
qua e sapevo che volevamo vincere tutto, e abbiamo vinto tre trofei!
Sono felice, veramente tanto tanto tanto. Mourinho? Speriamo che non
vada via, la squadra è fortissima ma speriamo resti così. Io non
sono uno che si emoziona tanto, ma ringrazio mia moglie e mio figlio
per quello che hanno fatto per me".
Commosso
anche Chivu: "La maglia? La terrò forse, o la darò a qualcuno,
vedremo! Non è facile vincere tutto. E' frutto di un lavoro fatto in
un anno intero, da parte di tutti, abbiamo messo il carattere e
abbiamo capito che avremmo vinto tutto ciò soltanto se eravamo una
squadra. Ci mancava una Coppa europea, ma finalmente abbiamo capito
cosa ci voleva e l'abbiamo vinta. Ci voleva fortuna, un po' di tutto:
la Champions si vince anche con i dettagli, ma siamo tutti contenti
per stasera e per tutto questo anno fantastico. L'infortunio? Non
sapevo se tornavo, è una gioia fantastica per me".
  
Con
un boato lo stadio di San Siro ha accolto i giocatori dell'Inter,
appena arrivati a Milano dopo essere sbarcati, poco prima delle 5,
all'aeroporto di Malpensa. Sul pullman della squadra partito dallo
scalo varesino non era salito l'allenatore Jose Mourinho: lo ' Special
One' è infatti partito da Madrid su un aereo diverso da quello
deicalciatori, volando insieme ai suoi familiari. Sugli spalti sono
presenti circa 35.000 spettatori: i primi erano arrivati intorno alle
2, diversi hanno abbandonato il Meazza non riuscendo a resistere sino
all'arrivo dei campioni d'Europa. All'ingresso sul terreno di gioco, i
nerazzurri - capeggiati da Zanetti e Angelo Mario Moratti con la Coppa
dei Campioni - sono stati accolti con applausi e cori inneggianti
all'impresa di Madrid. Tanti quelli per Milito, eroe della serata
spagnola e per il capitano alla 700esima gara in maglia interista. Lo
speaker dello stadio ha esortato il pubblico presente a dedicare un
lungo applauso alla memoria di Peppino Prisco e Giacinto Facchetti. In
un tripudio di fumogeni e fuochi d'artificio, la squadra ha mostrato
ai tifosi rimasti in Italia la Coppa dalla grandi orecchie, durante un
lungo giro di campo. Sul rettangolo di gioco assenti il presidente
Massimo Moratti - rimasto a Madrid insieme a Marco Tronchetti Provera
-, l'allenatore, Jose Mourinho, Julio Cesar e Wesley Sneijder già in
volo verso rispettivamente Brasile e Olanda. Tra i giocatori più
applauditi Milito, con indosso la magliadi Zanetti e lo stesso
capitano che, rivolgendosi ai tifosi, ha ricordato come la squadra si
sia meritata la vittoria finale, cercata con convinzione ma "non
senza difficoltà, già dopo la vittoria negli ottavi di finale contro
il Chelsea". La festa di San Siro, con il sole a fare capolino
nel cielodi Milano, è durata circa mezz'ora, prima dei saluti finali
e il 'rompete le righe' al termine di una nottata da ricordare a lungo
  
La vittoria per 2-0 contro l'FC Bayern München di sabato ha visto i detentori del titolo della Serie A completare una storica tripletta, alla loro prima finale di Coppa dei Campioni dopo 38 anni.I nerazzurri non vincevano questa competizione da quando lo avevano fatto per due stagioni consecutive tra il 1964 e il 1965, quando la mano di Angelo Moratti e il lavoro di Helenio Herrera in panchina avevano portato i frutti più desiderati. La 'Grande Inter' del passato è stata la grande ispirazione di Massimo Moratti. José Mourinho e Massimo Moratti hanno costruito un bel rapporto di stima reciproca durante il bie nnio del portoghese a San Siro, e il presidente non nasconde il suo apprezzamento per il portoghese nonostante il suo futuro sia incerto: "È un grande allenatore, Lavora duramente, è intelligente e certe volte sorprende la gente con le sue idee. È un comunicatore, un motivatore; non è facile trovare tutte queste qualità in una persona sola. Abbiamo vinto questo titolo anche perché abbiamo una persona come lui nel gruppo". Oltre a Mourinho e Moratti, una terza 'M' ha giocato un ruolo fondamentale nella stagione da incorniciare dell'Inter, prima italiana a completare la tripletta - è quella dell'autore di 30 splendidi gol stagionali Diego Milito, che ha segnato i gol decisivi in finale di Coppa Italia, nell'ultima gara di campionato contro l'AC Siena e in finale di UEFA Champions League. "Sapevo che Diego era un goleador, ma ha fatto molto meglio di quanto mi aspettassi", ha detto il 65enne petroliere Morat ti. "È un giocatore fantastico e segna molto, ma è anche un ragazzo straordinario. Da un punto di vista umano è molto positivo per la squadra. Vorrei solo dargli un abbraccio perché Diego è fantastico. Vorrei ringraziarlo davvero tanto". Tra i 'ragazzi speciali' dell'Inter c'è di diritto anche il capitano Javier Zanetti, primo giocatore ingaggiato da Moratti 15 anni fa, che merita una parola in più. "La finale è stata la sua 700esima partita con l'Inter", ha ricordato Moratti. "È stato il primo giocatore che ho preso all'Inter. È stata una mia scelta personale, l'ho visto giocare con l'Argentina Under 21 quando nessuno lo conosceva in Italia. I giornali scrivevano 'Chi è
Zanetti?', ma ora credo che potrebbe vincere il Pallone d'Oro per la carriera che ha fatto; il suo modo di giocare è fantastico". Non esistono riconoscimenti personali per i presidenti dei club di calcio, ma José Mourinho è orgoglioso di aver potuto dare a Moratti qualcosa a cui teneva tantissimo: poter mettere la sua foto con la Coppa dei Campioni accanto a quella in bianco e nero di suo padre Angelo che veste i muri del centro sportivo della Pinetina. "Per molti anni [Massimo Moratti] ha sognato di avere una foto come quella di suo padre con la Coppa dei Campioni", ha detto. "Sono molto, molto contento di avergliela potuta dare".
(Uefa.com)
  
Moratti,
nel nome del padre. Come Angelo, adesso ha vinto ovunque
di Roberto
Omini
Campioni
d'Europa come gli interisti non ce ne sono. Campioni d'Europa con tanta
gioia da spargere intorno, la gioia di nipoti, figli, papà, nonni e
anche qualche bisnonno: ne avete mai vista di così intensa, genuina,
forte, colorata, appassionata? E' come una vita nuova che sgorga,
nonostante cinque scudetti e varie Coppe(tte) dell'ultimo quinquennio,
è la vita nuova della Grande Inter: la sola squadra italiana che abbia
pieno possesso di quell'aggettivo.
E allora nel momento del trionfo va benone specchiare i due mondi
lontani quasi mezzo secolo, da papà Angelo al figlio Massimo, cos'è la
dinastia Moratti e quel filo che la lega - perenne - alla vita
interista, al non badare a spese, a spendersi fino in fondo per arrivare
al massimo. Paragonarsi? "Io non me lo sogno nemmeno, non esistono
paragoni fra me e mio papà: lui ha scritto la leggenda di un'Inter che
non si spegnerà mai". E' Massimo Moratti a spingersi in questo
non-paragone, sollevando oggi la Champions al cielo, ma senza scalfire
mai l'idea che questa sia un'Inter che possa cancellare una traccia: la
traccia degli immortali di allora.
Ecco,
appunto. L'Inter di allora con l'Inter di oggi, Herrera e poi Mourinho,
Angelo e poi Massimo. I paragoni?
Giuliano
Sarti fra i pali un po' si rivede in Julio Cesar, nella composta armonia dei
gesti, niente è lasciato allo spettacolo: ma Sarti era Sarti, e parava pure
a mani nude. Maicon a destra è il Facchetti di allora (a sinistra): quanto
sia forte il brasiliano lo sappiamo, ma il Giancintone ha aperto le porte a
un nuovo modo di essere terzini difensori e attaccanti, dopo di lui una
valanga di imitatori.
Chivu
è terzino e pure stopper e anche libero (centrocampista, quando serve),
come lo era Tarcisio Burgnich, la Roccia, insuperabile e con une ventennale
carriera vicina al mito: e come lui ce ne sono stati pochi.
In
una intervista, il figlio di Armando Picchi ha detto che "Lucio ha
negli occhi la stessa luce malinconica e severa del papà". E' un bel
confronto, Lucio è un portento, ma Picchi è una pagina inimitabile del
ruolo di difensore e insieme allenatore: dava lui i consigli al Mago.
Samuel
è il Muro. Aristide Guarneri, senza la pretesa di vestirsi da fenomeno,
sbrigava il lavoro al centro della difesa con la semplicità del galantuomo:
quasi impossibile annotare errori.
Javier
Zanetti, a centrocampo, è una storia a parte di quest'Inter campione: nel
senso che il corrispettivo di mezzo secolo fa può essere il compianto
Tagnin, oppure Bedin: la fatica loro, è la fatica di oggi, col sapore di
una storia che per Zanetti è davvero fenomenale: 700 partite.
Cambiasso
è il metronomo del centrocampo: all'epoca, era Luis Suarez a farla da
padrone. E su Luisito non c'è paragone che tenga, quando c'era lui in campo
l'Inter non perdeva mai la bussola: trascinava compagni, allenatore, tifosi.
Da
Jair, brasiliano dinoccolato, imprevedibile e imprendibile c'è forse una
ragione di somiglianza con Balotelli, assai meno con Pandev. Siamo alla
soglia dell'impossibilità di annotare somiglianze.
Per
Sneijder occorre scomodare accostamenti insoliti: Suarez un po' ci si
rivede, ma la stoffa di Luis è inimitabile; dovesse servire, occorre vedere
un certo Mario Corso, il suo divino piede sinistro. Ma come Mario Corso non
c'è mai stato (né ci sarà) nessuno.
Eto'o,
il centravanti disposto a tutto, ora. Leggero e rapido come la folgore,
com'era Mazzola: Mazzola che a 21 anni demoliva il Real Madrid, voleva la
maglia di Di Stefano, gli si avvicinò Puskas e gli disse: "Ho giocato
contro tuo papà Valentino, tu ne sei il segno erede, la mia maglia ti
appartiene".
Milito,
infine: con quello sguardo da argentino triste e implacabile, un po' il
volto che era di Peirò, o prima di lui di Aurelio Milani. Centravanti
avanti con gli anni, capaci di scoprirsi campioni.
Fra
Herrera e Mourinho si spargono mille storie leggendarie, ma la Leggenda del
Mago non è imitabile: lui ha inventato un ruolo, quello dell'allenatore,
del provocatore, dell'istrione.
Per
tutto questo, oggi l'Inter è Campione, erede di quella Grande Inter. Ma
niente paragoni, come dice Massimo Moratti guardando lassù. A papà Angelo.
22
maggio 2010
  

  
semifinali
|
28
Apr 2010
Barcellona
- Inter
1
- 0
84' Piqué.
BARCELLONA (4-3-3): Valdes, Dani Alves, Tourè, Piquè,
G.Milito (1' st Maxwell), Xavi, Busquets (18' st Jeffren),
Keita, Messi, Ibrahimovic (18' st Bojan), Pedro. Panchina:
Pinto, Marquez, Thiago, Henry. Allenatore: Pep Guardiola
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti,
Cambiasso, Thiago Motta , Eto’o (41' st Mariga), Sneijder
(22' st Muntari), Chivu, D.Milito, (36' st Cordoba). Panchina:
Toldo, Materazzi, Balotelli, Arnautovic. Allenatore: Jose
Mourinho.
ARBITRO: De Bleeckere (Belgio).
AMMONITI: Pedro, Thiago Motta, Julio Cesar, Chivu, Muntari.
|

|
20
Apr 2010
Inter
- Barcellona
3
- 1
19'
pt Pedro, 29' pt Sneijder, 3' st Maicon, 15' st Milito
INTER
(4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon (27' st Chivu), Lucio, Samuel,
Zanetti; Thiago Motta, Cambiasso; Eto'o, Sneijder, Pandev (11'
st Stankovic); Milito (30' st Balotelli).
All.: Mourinho
BARCELLONA
(4-2-3-1): Valdes; Dani Alves, Piquè, Puyol, Maxwell; Xavi,
Busquets, Keita; Pedro, Ibrahimovic (16' st Abidal), Messi.
All.: Guardiola.
ARBITRO:
Benquerença (Portogallo).
Ammoniti:
Eto'o, Busquets, Pique, Stankovic
|
quarti
di finale
|
6
Apr 2010
CSKA
Mosca - Inter
0
- 1
Cska
Mosca: 35 Akinfeev; 6 A. Berezutski, 24 V. Berezutski (14' 15
Odiah), 4 Ignashevich, 42 Schennikov; 2 Semberas, 11 Mamaev;
10 Dzagoev, 18 Honda (32' st 25 Rahimic), 13 Gonzalez; 89
Necid (26' st 20 Guilherme).
A disposizione: 1 Chepchugov, 14 Nababkin, 23 Piliev, 26
Oliseh.??
Allenatore: Leonid Slutsky.
Inter:
12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 4 Zanetti; 5
Stankovic, 19 Cambiasso; 27 Pandev (18' st 26 Chivu), 10
Sneijder (41' st 11 Muntari), 9 Eto’o; 22 Milito (29' st 45
Balotelli)
Arbitro:
Stephane Lannoy (Francia)
|

|
31
Mar 2010
Inter
- CSKA Mosca
1
- 0
65' Milito
INTER
(4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, J.Zanetti;
Stankovic, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (93' Mariga);
Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Chivu, Muntari,
Quaresma, Arnautovic. All.: Mourinho.
CSKA
MOSCA (4-2-3-1): Akinfeev; V.Berezutski, A.Berezutski,
Ignashevich, Schennikov; Aldonin (75' Rahimic), Semberas;
Krasic, Honda (62' Dzagoev), Mamaev (71' Gonzalez); Necid. A
disposizione: Chepchugov, Nababkin, Odiah, Guilherme,. All.:
Slutsky.
ARBITRO:
Howard Webb (ING)
|
ottavi
di finale
|
24
Feb 2010
Inter
- Chelsea
2
- 1
Milito (I) al 3’ p.t.; Kalou (C) al 6’, Cambiasso (I) al
10’ s.t.
INTER
(4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti;
Stankovic (dal 39’ s.t. Muntari), Cambiasso, Thiago Motta
(dal 13’ s.t. Balotelli); Sneijder; Milito, Eto’o (dal 21’
s.t. Pandev). (Toldo, Cordoba, Mariga, Quaresma). All.
Mourinho.
CHELSEA
(4-3-3): Cech (dal 15’ s.t. Hilario); Ivanovic, Carvalho,
Terry, Malouda; Ballack, Mikel, Lampard; Anelka, Drogba, Kalou
(dal 22’ s.t. Sturridge). (Alex, Belletti, Cole, Bruma,
Borini). All. Ancelotti.
ARBITRO:
Mejuto Gonzalez (Spa).
|

|
16
Mar 2010
Chelsea
- Inter
0
- 1
34'
st Eto’o (I)
Chelsea (4-3-3): Turnbull; Ivanovic, Alex, Terry, Zhirkov (dal
29' st Kalou); Ballack (18' st J. Cole), Mikel, Lampard;
Anelka, Malouda, Drogba. A disposizione: Taylor, Carvalho,
Belletti, Deco, Sturridge. All.: Ancelotti
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti;
Cambiasso, T. Motta (47' st Materazzi); Sneijder (dal 40'
Mariga); Pandev (dal 30' st Stankovic), Eto’o, Milito. A
disposizione: Toldo, Muntari, Quaresma, Cordoba. All.:
Mourinho.
Arbitro: Stark (Ger) |
girone
eliminatorio
|
4
Nov 2009
Dinamo
Kiev - Inter
1
- 2
(21'
Shevchenko, 85' Milito, 89' Sneijder)
DINAMO
KIEV (4-2-3-1) Bogush; Eremenko, Khacheridi, Almeida, Magrao;
Vukojevic, Mikhalik; Shevchenko, Ninkovic, Yarmolenko;
Milevskiy (dal 25’ s.t. Gusev) (Rybka, Betao, Ghioane,
Kravets, Mandzyuk, Zozulya). All. Gazzaev.
INTER (4-3-1-2) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (dal 34’
Muntari), Chivu (dal 1’ s.t. Balotelli; Zanetti, Cambiasso
(dal 1’ s.t. Motta), Stankovic; Sneijder; Eto’o, Milito
(Toldo, Materazzi, Vieira, Mancini) All. Mourinho.
ARBITRO Layec (Francia) NOTE ammoniti Samuel, Lucio; Magrao, Mikhalik.
|

|
20
Ott 2009
Inter-
Dinamo Kiev
2
- 2
5' Mikhalik (D), 35' Stankovic (I), 40' Aut. Lucio (D), 48'
Samuel (I)
INTER (4-3-2-1): Julio Cesar 6; Maicon 6.5, Samuel 7, Lucio 5,
Chivu 6; Zanetti 6.5, Cambiasso 6 (85' Materazzi sv), Muntari
5 (46' Suazo 5.5); Stankovic 7 (85' Vieira sv), Sneijder 7;
Eto'o 6. A disposizione: Toldo, Cordoba, Santon, Mancini. All.
Mourinho 6
DINAMO
KIEV (4-4-2): Bogush 6.5; Eremenko 6.5, Khacheridi 7, Almeida
6, Magrao 6.5 (69' Betao 6); Mikhalik 7, Ninkovic 6 (68' Gusev
6), Vukojevic 6, Yarmolenko 6.5; Milevskiy 7 (92' Kravets sv),
Shevchenko 7. A disposizione: Ribka, Aliev, Zozulya, Yussuf.
All. Gazzaev 7
ARBITRO: Atkinson (Eng) 6.5
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9
Dic 2009
Inter
- Rubin Kazan
2
- 0
30'
Eto'o, 64' Balotelli
Inter:
12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel (14' Cordoba), 4
Zanetti; 5 Stankovic (55' Cambiasso), 8 Thiago Motta; 45
Balotelli (75' Muntari), 10 Sneijder; 9 Eto'o, 22 Milito; A
disposizione: 1 Toldo, 2 Cordoba, 11 Muntari, 14 Vieira, 19
Cambiasso, 23 Materazzi;
Allenatore: José Mourinho
Rubin
Kazan: 77 Ryzhikov; 9 Salukvadze, 24 Popov, 4 Cesar Navas, 19
Kaleshin; 7 Semak, 42 Murawski, 16 Noboa (80' Bystrov); 15
Ryazantsev (85' Balyaykin), 10 Dominguez, 61 Karadeniz (75'
Kasaev); A disposizione: 29 Revishili, 3 Ansaldi, 5 Bystrov,
23 Baliaykin, 32 Gorbanets, 88 Kasaev, 6 Sibaya Allenatore: Berdiyev
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29
Set 2009
Rubin
Kazan -
Inter
1
- 1
Dominguez (R) all’11, Stankovic (I) al 27’
RUBIN KAZAN (4-4-2) Ryzhikov; Salukvadze, Sharonov, Cesar
Navas, Ansaldi; Karadeniz, Semak, Noboa, Ryazantsev; Bukharov,
Dominguez (41’ s.t. Kasaev) (Revishvili, Bystrov, Balyakin,
Popov, Gorbanets, Murawski). All. Berdyev
INTER (4-3-3) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu;
Zanetti, Cambiasso (33' s.t. Vieira), Stankovic; Mancini, Eto’o,
Balotelli (18' s.t. Quaresma) (Toldo, Orlandoni, Cordoba,
Santon, Vieira, Krhin) All. Mourinho .
ARBITRO Hauge (Norvegia) |
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16
Set 2009
Inter-
Barcellona
0
- 0
INTER
(4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Muntari
(dal 16’ s.t. Stankovic), Zanetti, Thiago Motta; Sneijder
(dal 34’ s.t. Santon); Eto’o, Milito (dal 40’ s.t
Balotelli). (Toldo, Cordoba, Santon, Vieira, Cambiasso). All.
Mourinho.
BARCELLONA
(4-3-3): Valdes; Dani Alves, Puyol, Piqué, Abidal; Xavi, Touré,
Keita; Messi, Ibrahimovic, Henry (dal 31’ s.t Iniesta). (Pinto,
Marquez, Maxwell, Busquets, Pedro, Jeffren). All. Guardiola.
ARBITRO:
Stark (Germania). Guardalinee: Salver-Pickel.
NOTE:
spettatori 80mila circa (tutto esaurito). Ammoniti: Henry per
c.n. r., Touré e Chivu per gioco scorretto. Angoli: 1-3
Recuperi: 1’ p.t., 2’ s.t.
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24
Nov 2009
Barcellona
- Inter
2
- 0
BARCELLONA
(4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Abidal (dal 44' st
Maxwell); Xavi, Busquets, Keita; Iniesta (dal 49' st Dos
Santos), Henry, Pedro (dal 40’ st. Bojan). (A disp.: Pinto,
Marquez, Ibrahimovic, Messi). All.: Guardiola.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu;
Zanetti, Cambiasso (dal 1'st Muntari), Thiago Motta; Stankovic
(dal 26' st Balotelli); Eto’o, Milito (dal 36' st Quaresma).
(A disp.: Toldo, Cordoba, Materazzi, Vieira). All. Mourinho.
ARBITRO: Busacca (Svi).
NOTE: ammoniti Motta (I), Puyol (B, Pedro (B), Chivu (I).
Spettatori: 93mila circa. |
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