Nel 1965 era ancora un bambino. Tutto quel metallo luccicante portato a braccia da 11 giovanotti che vedevo spesso in TV, in bianco e nero,  mi sembrava una cosa assolutamente consueta. Credevo che l'Inter fosse come il Carosello, ogni sera presente e pronto ad allietare le nostre case.

 Invece un giorno è finito anche il Carosello. E da allora capii che niente è eterno, nemmeno la stella dell'Inter.  

Ho dovuto aspettare 45 anni.... per vederla risplendere.

Grazie Massimo!

 

 

 

 

BAYERN MONACO-INTER 0-2
RETI: 34', 70' Milito.

 

 

ARBITRO: Webb (Inghilterra)
AMMONITI: Demichelis, Van Bommel (B), Chivu (I)

BAYERN MONACO (4-4-2): Butt, Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badsturber, Van Bommel, Schweinsteiger, Robben, Muller, Altintop (17' st Klose), Olic (28' st Gomez). (Rensing, Contento, Gorlitz, Pranic, Tymoshchuk). All.: Van Gaal. INTER (4-2-3-1): Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (23' st Stankovic), Zanetti, Cambiasso, Pandev (33' st Muntari), Snejider, Eto'o, Milito (46' st Materazzi). (Toldo, Cordoba, Mariga, Balotelli). All.: Mourinho.

 

Zanetti: "Ci credevo: ora l'Inter è nella storia" 

Giovedì, 27 Maggio 2010

 

MILANO - Per capitan Zanetti, Massimo Moratti è "come un padre", José Mourinho "un uomo di grande personalità e dalla idee chiare", che ringrazia "per quanto ha dato all'Inter, tantissimo" e al quale augura "che la nuova avventura possa essere di successo".

Il giocatore simbolo dell'era nerazzurra di Massimo Moratti si gode la vittoria della tripletta che "ci ha portato nella storia" e annuncia che giocherà "almeno altri due-tre anni": questo e molto altro ancora ha raccontato stamane Javier Zanetti rispondendo alle numerose domande dei tifosi, oltre 1600, che hanno potuto esaudire le loro curiosità grazie alla video-chat, vista in tutto il mondo, organizzata a Il Corriere della Sera, in via Solferino.

"In 15 anni di Inter ho visto passare tantissimi campioni e tanti allenatori, forse - ripensandoci - mi sarebbe piaciuto che Simeone potesse rimanere più a lungo con noi. Perché così tanti stranieri all'Inter? Io l'ho detto sempre che questo non è problema, è vero che ci sono tanti stranieri e pochi italiani, ma quello che conta è fare bene per l'Inter, non conta di quale nazionalità sei. Qual è stato il periodo più difficile trascorso in nerazzurro? Ci sono stati tanti momenti difficili, ma il 1999 credo che sia stato il momento più brutto, credo che allora si toccò il fondo. Il Cinque Maggio? Una data difficile da digerire, perché nel 2002 - stando a vedere tutto quello che si è saputo dopo - poteva finire diversamente, meno male che quest'anno in quella data abbiamo vinto la Coppa Italia. Con quale grande campione mi piacerebbe un giorno giocare in squadra, all'Inter? Con Lionel Messi. L'avversario più difficile che ho avuto? Nedved e da marcare Kakà, che in qualsiasi momento può fare la differenza. Se il nuovo allenatore che arriverà deve avere più polso o più dialogo? Entrambe le cose, come Mourinho. Il vantaggio che troverà il nuovo allenatore è che trova un gruppo già formato. Io credo che mister Mourinho in questi due anni abbia fatto un ottimo lavoro insieme a noi e noi volevamo continuare con lui questo cammino di successi, ma lui ha preferito la sfida con il calcio spagnolo e noi gli auguriamo ogni bene. Balotelli? È giovane, ha commesso qualche errore, che speriamo non si ripeta più, perché lui può diventare un grande campione. Se ci stiamo godendo la vittoria della tripletta? Credo che dobbiamo stare tranquilli e felici per quello che abbiamo fatto, anche se non ci rendiamo quasi conto, l'ho detto ai miei compagni 'siamo entrati nella storia vera'. Io credo che tutti i miei compagni sappiano che qui si sta molto bene, soprattutto adesso che abbiamo intrapreso una strada vincente. Che differenze di emozioni ci sono state tra alzare le tre coppe conquistate quest'anno? La cosa più bella è vincere. Vincere il primo traguardo, con la sfida con la Roma, è stato emozionante. Vincere lo scudetto lottato fino all'ultimo è stato ancor più emozionante. E poi abbiamo chiuso la terna vincente a Madrid, con un trofeo che mancava da tantissimo tempo, quindi credo che questa emozione sia stata la più forte, anche perché siamo entrati nella storia vera. Ho sempre creduto che il momento dell'Inter sarebbe arrivato, ho continuato a crederci e ha funzionato. Tante volte ho pensato che non me ne sarei mai andato dall'Inter, che non avrei mai lasciato l'Inter da sconfitto, che sarebbe arrivato il nostro momento: eccolo. Se oltre a fare il calciatore ho avuto un altro sogno nel cassetto? Mi piace molto la musica, magari fare il cantante. Cosa farò dopo la carriera da calciatore? Sinceramente non ci ho ancora pensato, ma di sicuro mi piacerebbe avere un ruolo che mi permetta di essere utile in questa società. Se ho mai pensato di lasciare l'Inter? Nell'anno difficile con Tardelli ho avuto l'offerta del Real Madrid, ma dopo aver parlato con Moratti gli ho detto che la mia intenzione era di rimanere e lui mi disse che la sua era quella di avermi ancora nell'Inter. Moratti e Mourinho? Sono due persone diverse, per me Moratti è come un padre, per tutto quello che mi ha dato e per il fatto di aver creduto in me quando ero uno sconosciuto, non lo dimentico. Il mister ha personalità forte e idee molto chiare. Quale allenatore vorrei ora? È difficile scegliere, ci sono tanti allenatori che possono fare bene. Si parla di Capello e Hiddink? Grandissimi allenatori entrambi. Quando smetterò di giocare? Mi sento bene, vorrei giocare almeno altre due-tre stagioni. Provando nel frattempo a superare il record di Beppe Bergomi di 759 presenze in nerazzurro. Che cosa ho preso dall'Italia? L'Italia mi ha fatto crescere tantissimo, ho preso la vostra cultura. La maniera di vivere in Argentina è molto diversa da quella di qui. Quanto pesa il mancato scudetto del 1998? Tantissimo, quella partita lì per tutti noi era importante, ma sappiamo come è andata. Il miglior allenatore che ho avuto? Simoni, Cuper e Mourinho. Cosa ne penso di Calciopoli 2? Vergognoso quello che si sta dicendo dell'Inter, il parlare di Facchetti, l'Inter non ha fatto niente, ha sempre creduto nel lavoro, nella buona fede ed è stata sempre danneggiata. Adriano alla Roma? Credo che farà bene, credo che lo stare in Brasile per un po' gli abbia fatto bene. Cosa ho detto a Mourinho alla fine della partita di Madrid quando l'ho abbracciato? Gli ho detto 'Sei un grande e grazie'. Se Santon è il mio erede? Davide è un giovane che ancora deve crescere, però per quanto ha dimostrato è una grandissima promessa che diventerà un grandissimo campione".

 

 

 

L'Inter è campione d'Europa, Diego Milito ora è Re
L'Europa torna nerazzurra dopo 45 anni. Una fantastica doppietta del Principe Milito fa esplodere il Santiago Bernabeu e tutta Milano. Impazziti i 50.000 di Piazza del Duomo
di Lorenzo Nicolini - 22/05/2010


Dopo 45 anni l'Inter torna sul tetto d'Europa. Il regno nerazzuro ha un sovrano che da Principe è diventato Re: Diego Alberto Milito. L'argentino con una doppietta manda ko il Bayern Monaco e regala Champions League e 'triplete'. Dopo la Coppa Italia e lo scudetto numero 18, l'Inter corona una stagione straordinaria vincendo anche la vecchia Coppa dei Campioni. La vittoria dell'Inter fa sorride anche il resto d'Italia. Il trionfo nerazzuro a Madrid, regala al calcio italiano la conferma dei quattro posti nell'Europa che conta per la stagione 2011-12. Grazie al trionfo nerazzurro, infatti, l'Italia supera la Germania nel ranking Uefa riprendendosi la terza posizione con 64,338 punti dietro solo a Spagna e Inghilterra.

Una vittoria colta con l'umiltà della grande squadra. L'Inter ha sofferto prima e punto poi. José Mourinho ha messo in campo una squadra perfetta sempre letale nelle ripartenze. Grande possesso palla del Bayern pericoloso però solo con Robben che taglia il campo da destra verso sinistra. I nerazzurri però sono troppo cinici. Nel primo tempo il ritmo è basso. Il primo tiro pericoloso è di Sneijder su punizione. I bavaresi fanno più del 65% di possesso palla, ma al 34' Julio Cesar rilancia un pallone lungo che Milito spizza di testa per Sneijder. L'argentino ridà la sfera al Principe che con una finta beffa Butt e spara un tiro sotto la traversa. Il Bernabeu esplode! 1 - 0 Inter. Passano pochi minuti e Milito restituisce il favore a Sneijder. L'ex Real però non ringrazia si lascia ipnotizzare da Butt.

Van Gaal, striglia i suoi negli spogliatoi. In avvio di ripresa, Muller ha l'occasione di cambiare l'inerzia del match ma Julio Cesar è impeccabile nel respingere la conclusione a colpo sicuro del giovane attaccante tedesco. Il Bayern continua a premere e sfiora in tre occasioni il gol. La più grande è sui piedi di Robben che con un tiro a giro prova a riaprire il match ma Julio Cesar è super e vola anche in questa circostanza.

Nel momento di maggior pressione dei bavaresi però arriva il colpo del ko. In contropiede Milito punta Van Buyten ai 20 metri ubriacandolo: finta, dribbling a rientrare e destro sul palo più lontano. Tripudio interista e 2 - 0! Mourinho nel finale concede anche la passerella al Re Milito. Il Bayern ci prova ancora ma non c'è più nulla da fare. Dopo 45 anni la coppa dalle grandi orecchie torna a casa Moratti! Josè Mourinho dopo la vittoria della Champions ha iniziato a piangere, molto. Dopo gli abbracci con i giocatori e dopo aver alzato la Coppa, Mou è andato a salutare i tifosi nerazzurri con una bandiera portoghese tra le mani battendosi la mano sul cuore. Un chiaro segno di addio? Vedremo, ora è festa interista.

Il Re Milito, a fine gara non sta nella pelle: "Sono troppo felice, è stata una stagione unica, mai stato così felice. E' per il presidente e per i tifosi, lo meritavano davvero", dice il Principe con le lacrime agli occhi, "Il calcio dà sempre la rivincita, ho lottato sempre, dato il massimo, e anche se ho 30 anni sono felice come mai. Lo merita il presidente, la società. Sono felicissimo, vediamo il prossimo anno. Se resto? Speriamo, ma nel calcio non si sa mai. Ringrazio a tutti quelli che mi hanno portato qua, ma ho offerte importanti e vediamo".

Piazza Duomo esplode di gioia. Migliaia di tifosi nerazzurri a Milano sotto la Madonnina per festeggiare la conquista della Champions League e il "triplete" della squadra di Mourinho. Quarantacinque anni dopo, è di nuovo Grande Inter. Emozionatissimo il Presidente Moratti: "Mou voleva farmi piangere? Io ho pianto poco, ha pianto molto lui. Questo vuol dire che è molto affezionato, speriamo non sia un segno di pentimento. Spero che questa Coppa resti nel cuore di tutti, sono felicissimo io come tutti i giocatori e tutta l'Inter. E' stata una Coppa bellissima, strameritata, una roba seria insomma. Quando parleremo del futuro? Non so, stanotte festeggiamo poi vediamo...".

Gioia anche per l'ultimo arrivato, Goran Pandev: "Sono felicissimo, devo ringraziare tutti perchè mi sono stati tutti vicini da quando sono qui e sono contento che dopo tanti anni l'Inter ha vinto alla Champions. Se me lo dicevano otto mesi fa? Sicuramente non ci credevo, perchè non avevo un buon periodo alla Lazio, però poi sono arrivato qua e sapevo che volevamo vincere tutto, e abbiamo vinto tre trofei! Sono felice, veramente tanto tanto tanto. Mourinho? Speriamo che non vada via, la squadra è fortissima ma speriamo resti così. Io non sono uno che si emoziona tanto, ma ringrazio mia moglie e mio figlio per quello che hanno fatto per me".

Commosso anche Chivu: "La maglia? La terrò forse, o la darò a qualcuno, vedremo! Non è facile vincere tutto. E' frutto di un lavoro fatto in un anno intero, da parte di tutti, abbiamo messo il carattere e abbiamo capito che avremmo vinto tutto ciò soltanto se eravamo una squadra. Ci mancava una Coppa europea, ma finalmente abbiamo capito cosa ci voleva e l'abbiamo vinta. Ci voleva fortuna, un po' di tutto: la Champions si vince anche con i dettagli, ma siamo tutti contenti per stasera e per tutto questo anno fantastico. L'infortunio? Non sapevo se tornavo, è una gioia fantastica per me".

 

 

Con un boato lo stadio di San Siro ha accolto i giocatori dell'Inter, appena arrivati a Milano dopo essere sbarcati, poco prima delle 5, all'aeroporto di Malpensa. Sul pullman della squadra partito dallo scalo varesino non era salito l'allenatore Jose Mourinho: lo 'Special One' è infatti partito da Madrid su un aereo diverso da quello deicalciatori, volando insieme ai suoi familiari. Sugli spalti sono presenti circa 35.000 spettatori: i primi erano arrivati intorno alle 2, diversi hanno abbandonato il Meazza non riuscendo a resistere sino all'arrivo dei campioni d'Europa. All'ingresso sul terreno di gioco, i nerazzurri - capeggiati da Zanetti e Angelo Mario Moratti con la Coppa dei Campioni - sono stati accolti con applausi e cori inneggianti all'impresa di Madrid. Tanti quelli per Milito, eroe della serata spagnola e per il capitano alla 700esima gara in maglia interista. Lo speaker dello stadio ha esortato il pubblico presente a dedicare un lungo applauso alla memoria di Peppino Prisco e Giacinto Facchetti. In un tripudio di fumogeni e fuochi d'artificio, la squadra ha mostrato ai tifosi rimasti in Italia la Coppa dalla grandi orecchie, durante un lungo giro di campo. Sul rettangolo di gioco assenti il presidente Massimo Moratti - rimasto a Madrid insieme a Marco Tronchetti Provera -, l'allenatore, Jose Mourinho, Julio Cesar e Wesley Sneijder già in volo verso rispettivamente Brasile e Olanda. Tra i giocatori più applauditi Milito, con indosso la magliadi Zanetti e lo stesso capitano che, rivolgendosi ai tifosi, ha ricordato come la squadra si sia meritata la vittoria finale, cercata con convinzione ma "non senza difficoltà, già dopo la vittoria negli ottavi di finale contro il Chelsea". La festa di San Siro, con il sole a fare capolino nel cielodi Milano, è durata circa mezz'ora, prima dei saluti finali e il 'rompete le righe' al termine di una nottata da ricordare a lungo

 

 

La vittoria per 2-0 contro l'FC Bayern München di sabato ha visto i detentori del titolo della Serie A completare una storica tripletta, alla loro prima finale di Coppa dei Campioni dopo 38 anni.I nerazzurri non vincevano questa competizione da quando lo avevano fatto per due stagioni consecutive tra il 1964 e il 1965, quando la mano di Angelo Moratti e il lavoro di Helenio Herrera in panchina avevano portato i frutti più desiderati. La 'Grande Inter' del passato è stata la grande ispirazione di Massimo Moratti. José Mourinho e Massimo Moratti hanno costruito un bel rapporto di stima reciproca durante il bie nnio del portoghese a San Siro, e il presidente non nasconde il suo apprezzamento per il portoghese nonostante il suo futuro sia incerto: "È un grande allenatore, Lavora duramente, è intelligente e certe volte sorprende la gente con le sue idee. È un comunicatore, un motivatore; non è facile trovare tutte queste qualità in una persona sola. Abbiamo vinto questo titolo anche perché abbiamo una persona come lui nel gruppo". Oltre a Mourinho e Moratti, una terza 'M' ha giocato un ruolo fondamentale nella stagione da incorniciare dell'Inter, prima italiana a completare la tripletta - è quella dell'autore di 30 splendidi gol stagionali Diego Milito, che ha segnato i gol decisivi in finale di Coppa Italia, nell'ultima gara di campionato contro l'AC Siena e in finale di UEFA Champions League. "Sapevo che Diego era un goleador, ma ha fatto molto meglio di quanto mi aspettassi", ha detto il 65enne petroliere Morat ti. "È un giocatore fantastico e segna molto, ma è anche un ragazzo straordinario. Da un punto di vista umano è molto positivo per la squadra. Vorrei solo dargli un abbraccio perché Diego è fantastico. Vorrei ringraziarlo davvero tanto". Tra i 'ragazzi speciali' dell'Inter c'è di diritto anche il capitano Javier Zanetti, primo giocatore ingaggiato da Moratti 15 anni fa, che merita una parola in più. "La finale è stata la sua 700esima partita con l'Inter", ha ricordato Moratti. "È stato il primo giocatore che ho preso all'Inter. È stata una mia scelta personale, l'ho visto giocare con l'Argentina Under 21 quando nessuno lo conosceva in Italia. I giornali scrivevano 'Chi è Zanetti?', ma ora credo che potrebbe vincere il Pallone d'Oro per la carriera che ha fatto; il suo modo di giocare è fantastico". Non esistono riconoscimenti personali per i presidenti dei club di calcio, ma José Mourinho è orgoglioso di aver potuto dare a Moratti qualcosa a cui teneva tantissimo: poter mettere la sua foto con la Coppa dei Campioni accanto a quella in bianco e nero di suo padre Angelo che veste i muri del centro sportivo della Pinetina. "Per molti anni [Massimo Moratti] ha sognato di avere una foto come quella di suo padre con la Coppa dei Campioni", ha detto. "Sono molto, molto contento di avergliela potuta dare". (Uefa.com)

 

Moratti, nel nome del padre. Come Angelo, adesso ha vinto ovunque
di Roberto Omini

 

Campioni d'Europa come gli interisti non ce ne sono. Campioni d'Europa con tanta gioia da spargere intorno, la gioia di nipoti, figli, papà, nonni e anche qualche bisnonno: ne avete mai vista di così intensa, genuina, forte, colorata, appassionata? E' come una vita nuova che sgorga, nonostante cinque scudetti e varie Coppe(tte) dell'ultimo quinquennio, è la vita nuova della Grande Inter: la sola squadra italiana che abbia pieno possesso di quell'aggettivo.
E allora nel momento del trionfo va benone specchiare i due mondi lontani quasi mezzo secolo, da papà Angelo al figlio Massimo, cos'è la dinastia Moratti e quel filo che la lega - perenne - alla vita interista, al non badare a spese, a spendersi fino in fondo per arrivare al massimo. Paragonarsi? "Io non me lo sogno nemmeno, non esistono paragoni fra me e mio papà: lui ha scritto la leggenda di un'Inter che non si spegnerà mai". E' Massimo Moratti a spingersi in questo non-paragone, sollevando oggi la Champions al cielo, ma senza scalfire mai l'idea che questa sia un'Inter che possa cancellare una traccia: la traccia degli immortali di allora.

Ecco, appunto. L'Inter di allora con l'Inter di oggi, Herrera e poi Mourinho, Angelo e poi Massimo. I paragoni?

Giuliano Sarti fra i pali un po' si rivede in Julio Cesar, nella composta armonia dei gesti, niente è lasciato allo spettacolo: ma Sarti era Sarti, e parava pure a mani nude. Maicon a destra è il Facchetti di allora (a sinistra): quanto sia forte il brasiliano lo sappiamo, ma il Giancintone ha aperto le porte a un nuovo modo di essere terzini difensori e attaccanti, dopo di lui una valanga di imitatori.

Chivu è terzino e pure stopper e anche libero (centrocampista, quando serve), come lo era Tarcisio Burgnich, la Roccia, insuperabile e con une ventennale carriera vicina al mito: e come lui ce ne sono stati pochi.

In una intervista, il figlio di Armando Picchi ha detto che "Lucio ha negli occhi la stessa luce malinconica e severa del papà". E' un bel confronto, Lucio è un portento, ma Picchi è una pagina inimitabile del ruolo di difensore e insieme allenatore: dava lui i consigli al Mago.

Samuel è il Muro. Aristide Guarneri, senza la pretesa di vestirsi da fenomeno, sbrigava il lavoro al centro della difesa con la semplicità del galantuomo: quasi impossibile annotare errori.

Javier Zanetti, a centrocampo, è una storia a parte di quest'Inter campione: nel senso che il corrispettivo di mezzo secolo fa può essere il compianto Tagnin, oppure Bedin: la fatica loro, è la fatica di oggi, col sapore di una storia che per Zanetti è davvero fenomenale: 700 partite.

Cambiasso è il metronomo del centrocampo: all'epoca, era Luis Suarez a farla da padrone. E su Luisito non c'è paragone che tenga, quando c'era lui in campo l'Inter non perdeva mai la bussola: trascinava compagni, allenatore, tifosi.

Da Jair, brasiliano dinoccolato, imprevedibile e imprendibile c'è forse una ragione di somiglianza con Balotelli, assai meno con Pandev. Siamo alla soglia dell'impossibilità di annotare somiglianze.

Per Sneijder occorre scomodare accostamenti insoliti: Suarez un po' ci si rivede, ma la stoffa di Luis è inimitabile; dovesse servire, occorre vedere un certo Mario Corso, il suo divino piede sinistro. Ma come Mario Corso non c'è mai stato (né ci sarà) nessuno.

Eto'o, il centravanti disposto a tutto, ora. Leggero e rapido come la folgore, com'era Mazzola: Mazzola che a 21 anni demoliva il Real Madrid, voleva la maglia di Di Stefano, gli si avvicinò Puskas e gli disse: "Ho giocato contro tuo papà Valentino, tu ne sei il segno erede, la mia maglia ti appartiene".

Milito, infine: con quello sguardo da argentino triste e implacabile, un po' il volto che era di Peirò, o prima di lui di Aurelio Milani. Centravanti avanti con gli anni, capaci di scoprirsi campioni.

Fra Herrera e Mourinho si spargono mille storie leggendarie, ma la Leggenda del Mago non è imitabile: lui ha inventato un ruolo, quello dell'allenatore, del provocatore, dell'istrione.

Per tutto questo, oggi l'Inter è Campione, erede di quella Grande Inter. Ma niente paragoni, come dice Massimo Moratti guardando lassù. A papà Angelo.
22 maggio 2010

 

 

 

 

 

semifinali

28 Apr 2010

 

Barcellona - Inter

 

1 - 0

 

84' Piqué.
BARCELLONA (4-3-3): Valdes, Dani Alves, Tourè, Piquè, G.Milito (1' st Maxwell), Xavi, Busquets (18' st Jeffren), Keita, Messi, Ibrahimovic (18' st Bojan), Pedro. Panchina: Pinto, Marquez, Thiago, Henry. Allenatore: Pep Guardiola
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta , Eto’o (41' st Mariga), Sneijder (22' st Muntari), Chivu, D.Milito, (36' st Cordoba). Panchina: Toldo, Materazzi, Balotelli, Arnautovic. Allenatore: Jose Mourinho.
ARBITRO: De Bleeckere (Belgio).
AMMONITI: Pedro, Thiago Motta, Julio Cesar, Chivu, Muntari.

20 Apr 2010

 

Inter - Barcellona

 

3 - 1

 

19' pt Pedro, 29' pt Sneijder, 3' st Maicon, 15' st Milito

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon (27' st Chivu), Lucio, Samuel, Zanetti; Thiago Motta, Cambiasso; Eto'o, Sneijder, Pandev (11' st Stankovic); Milito (30' st Balotelli).
All.: Mourinho

BARCELLONA (4-2-3-1): Valdes; Dani Alves, Piquè, Puyol, Maxwell; Xavi, Busquets, Keita; Pedro, Ibrahimovic (16' st Abidal), Messi.
All.: Guardiola.

ARBITRO: Benquerença (Portogallo).

Ammoniti: Eto'o, Busquets, Pique, Stankovic

 

 

quarti di finale

6 Apr 2010

 

CSKA Mosca - Inter

 

0 - 1

 

Cska Mosca: 35 Akinfeev; 6 A. Berezutski, 24 V. Berezutski (14' 15 Odiah), 4 Ignashevich, 42 Schennikov; 2 Semberas, 11 Mamaev; 10 Dzagoev, 18 Honda (32' st 25 Rahimic), 13 Gonzalez; 89 Necid (26' st 20 Guilherme).
A disposizione: 1 Chepchugov, 14 Nababkin, 23 Piliev, 26 Oliseh.??
Allenatore: Leonid Slutsky.

Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 4 Zanetti; 5 Stankovic, 19 Cambiasso; 27 Pandev (18' st 26 Chivu), 10 Sneijder (41' st 11 Muntari), 9 Eto’o; 22 Milito (29' st 45 Balotelli)
Arbitro: Stephane Lannoy (Francia)

 

31 Mar 2010

 

Inter - CSKA Mosca

 

1 - 0

 

 65' Milito

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, J.Zanetti; Stankovic, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (93' Mariga); Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Chivu, Muntari, Quaresma, Arnautovic. All.: Mourinho.

CSKA MOSCA (4-2-3-1): Akinfeev; V.Berezutski, A.Berezutski, Ignashevich, Schennikov; Aldonin (75' Rahimic), Semberas; Krasic, Honda (62' Dzagoev), Mamaev (71' Gonzalez); Necid. A disposizione: Chepchugov, Nababkin, Odiah, Guilherme,. All.: Slutsky.

ARBITRO: Howard Webb (ING)

 

ottavi di finale

24 Feb 2010

 

Inter - Chelsea

 

2 - 1

 

Milito (I) al 3’ p.t.; Kalou (C) al 6’, Cambiasso (I) al 10’ s.t.

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti; Stankovic (dal 39’ s.t. Muntari), Cambiasso, Thiago Motta (dal 13’ s.t. Balotelli); Sneijder; Milito, Eto’o (dal 21’ s.t. Pandev). (Toldo, Cordoba, Mariga, Quaresma). All. Mourinho.

CHELSEA (4-3-3): Cech (dal 15’ s.t. Hilario); Ivanovic, Carvalho, Terry, Malouda; Ballack, Mikel, Lampard; Anelka, Drogba, Kalou (dal 22’ s.t. Sturridge). (Alex, Belletti, Cole, Bruma, Borini). All. Ancelotti.

ARBITRO: Mejuto Gonzalez (Spa).

16 Mar 2010

 

Chelsea - Inter

 

0 - 1

 

34' st Eto’o (I)
Chelsea (4-3-3): Turnbull; Ivanovic, Alex, Terry, Zhirkov (dal 29' st Kalou); Ballack (18' st J. Cole), Mikel, Lampard; Anelka, Malouda, Drogba. A disposizione: Taylor, Carvalho, Belletti, Deco, Sturridge. All.: Ancelotti
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti; Cambiasso, T. Motta (47' st Materazzi); Sneijder (dal 40' Mariga); Pandev (dal 30' st Stankovic), Eto’o, Milito. A disposizione: Toldo, Muntari, Quaresma, Cordoba. All.: Mourinho.
Arbitro: Stark (Ger)

 

girone eliminatorio

4 Nov 2009

 

Dinamo Kiev - Inter

 

1 - 2

 

(21' Shevchenko, 85' Milito, 89' Sneijder)

DINAMO KIEV (4-2-3-1) Bogush; Eremenko, Khacheridi, Almeida, Magrao; Vukojevic, Mikhalik; Shevchenko, Ninkovic, Yarmolenko; Milevskiy (dal 25’ s.t. Gusev) (Rybka, Betao, Ghioane, Kravets, Mandzyuk, Zozulya). All. Gazzaev.
INTER (4-3-1-2) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (dal 34’ Muntari), Chivu (dal 1’ s.t. Balotelli; Zanetti, Cambiasso (dal 1’ s.t. Motta), Stankovic; Sneijder; Eto’o, Milito (Toldo, Materazzi, Vieira, Mancini) All. Mourinho.
ARBITRO Layec (Francia) NOTE ammoniti Samuel, Lucio; Magrao, Mikhalik. 

20 Ott 2009

 

Inter- Dinamo Kiev

 

2 - 2

 

5' Mikhalik (D), 35' Stankovic (I), 40' Aut. Lucio (D), 48' Samuel (I)
INTER (4-3-2-1): Julio Cesar 6; Maicon 6.5, Samuel 7, Lucio 5, Chivu 6; Zanetti 6.5, Cambiasso 6 (85' Materazzi sv), Muntari 5 (46' Suazo 5.5); Stankovic 7 (85' Vieira sv), Sneijder 7; Eto'o 6. A disposizione: Toldo, Cordoba, Santon, Mancini. All. Mourinho 6

DINAMO KIEV (4-4-2): Bogush 6.5; Eremenko 6.5, Khacheridi 7, Almeida 6, Magrao 6.5 (69' Betao 6); Mikhalik 7, Ninkovic 6 (68' Gusev 6), Vukojevic 6, Yarmolenko 6.5; Milevskiy 7 (92' Kravets sv), Shevchenko 7. A disposizione: Ribka, Aliev, Zozulya, Yussuf. All. Gazzaev 7
ARBITRO: Atkinson (Eng) 6.5

 

 

9 Dic 2009

 

Inter - Rubin Kazan

 

2 - 0

 

30' Eto'o, 64' Balotelli

Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel (14' Cordoba), 4 Zanetti; 5 Stankovic (55' Cambiasso), 8 Thiago Motta; 45 Balotelli (75' Muntari), 10 Sneijder; 9 Eto'o, 22 Milito; A disposizione: 1 Toldo, 2 Cordoba, 11 Muntari, 14 Vieira, 19 Cambiasso, 23 Materazzi;
Allenatore: José Mourinho

Rubin Kazan: 77 Ryzhikov; 9 Salukvadze, 24 Popov, 4 Cesar Navas, 19 Kaleshin; 7 Semak, 42 Murawski, 16 Noboa (80' Bystrov); 15 Ryazantsev (85' Balyaykin), 10 Dominguez, 61 Karadeniz (75' Kasaev); A disposizione: 29 Revishili, 3 Ansaldi, 5 Bystrov, 23 Baliaykin, 32 Gorbanets, 88 Kasaev, 6 Sibaya Allenatore: Berdiyev

29 Set 2009

 

Rubin Kazan - Inter

 

1 - 1

 

Dominguez (R) all’11, Stankovic (I) al 27’

RUBIN KAZAN (4-4-2) Ryzhikov; Salukvadze, Sharonov, Cesar Navas, Ansaldi; Karadeniz, Semak, Noboa, Ryazantsev; Bukharov, Dominguez (41’ s.t. Kasaev) (Revishvili, Bystrov, Balyakin, Popov, Gorbanets, Murawski). All. Berdyev
INTER (4-3-3) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Cambiasso (33' s.t. Vieira), Stankovic; Mancini, Eto’o, Balotelli (18' s.t. Quaresma) (Toldo, Orlandoni, Cordoba, Santon, Vieira, Krhin) All. Mourinho .
ARBITRO Hauge (Norvegia)

 

 

16 Set 2009

 

Inter- Barcellona

 

0 - 0

 

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Muntari (dal 16’ s.t. Stankovic), Zanetti, Thiago Motta; Sneijder (dal 34’ s.t. Santon); Eto’o, Milito (dal 40’ s.t Balotelli). (Toldo, Cordoba, Santon, Vieira, Cambiasso). All. Mourinho.

BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Puyol, Piqué, Abidal; Xavi, Touré, Keita; Messi, Ibrahimovic, Henry (dal 31’ s.t Iniesta). (Pinto, Marquez, Maxwell, Busquets, Pedro, Jeffren). All. Guardiola.

ARBITRO: Stark (Germania). Guardalinee: Salver-Pickel.

NOTE: spettatori 80mila circa (tutto esaurito). Ammoniti: Henry per c.n. r., Touré e Chivu per gioco scorretto. Angoli: 1-3 Recuperi: 1’ p.t., 2’ s.t.

 

24 Nov 2009

 

Barcellona - Inter

 

2 - 0

 

BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Abidal (dal 44' st Maxwell); Xavi, Busquets, Keita; Iniesta (dal 49' st Dos Santos), Henry, Pedro (dal 40’ st. Bojan). (A disp.: Pinto, Marquez, Ibrahimovic, Messi). All.: Guardiola.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Cambiasso (dal 1'st Muntari), Thiago Motta; Stankovic (dal 26' st Balotelli); Eto’o, Milito (dal 36' st Quaresma). (A disp.: Toldo, Cordoba, Materazzi, Vieira). All. Mourinho.
ARBITRO: Busacca (Svi).
NOTE: ammoniti Motta (I), Puyol (B, Pedro (B), Chivu (I). Spettatori: 93mila circa. 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITE   RETI RIGORI
Squadre  
Pt
C F T C F T RF RC
G V N P G V N P G V N P M.I. R S R S R S T R T
inter 82 19 15 4 0 19 9 6 4 38 24 10 4 6 42 15 33 19 75 34 6 6 7

CAMPIONE D'ITALIA

roma 80 19 15 1 3 19 9 7 3 38 24 8 6 4 36 17 32 24 68 41 11 9 6

CHAMPIONS L

milan 70 19 12 5 2 19 8 5 6 38 20 10 8 -6 37 20 23 19 60 39 10 7 3

CHAMPIONS L

sampdoria 67 19 13 6 0 19 6 4 9 38 19 10 9 -9 31 10 18 31 49 41 5 4 5

CHAMPIONS L

palermo 65 19 13 6 0 19 5 5 9 38 18 11 9 -11 34 14 25 33 59 47 9 8 6

EUROPE LEAGUE

napoli 59 19 9 8 2 19 6 6 7 38 15 14 9 -17 26 16 24 27 50 43 5 2 8

EUROPE LEAGUE

juventus 55 19 9 4 6 19 7 3 9 38 16 7 15 -21 32 26 23 30 55 56 4 3 5

parma 52 19 10 4 5 19 4 6 9 38 14 10 14 -24 24 17 22 34 46 51 4 2 4

genoa 51 19 11 5 3 19 3 4 12 38 14 9 15 -25 42 28 15 33 57 61 10 9 10

bari 50 19 11 4 4 19 2 7 10 38 13 11 14 -26 30 15 19 34 49 49 10 4 6

fiorentina 47 19 9 3 7 19 4 5 10 38 13 8 17 -29 28 20 20 27 48 47 3 2 5

lazio 46 19 5 6 8 19 6 7 6 38 11 13 14 -30 19 21 20 22 39 43 5 3 5

catania 45 19 8 7 4 19 2 8 9 38 10 15 13 -31 25 15 19 30 44 45 9 7 5

cagliari 44 19 7 7 5 19 4 4 11 38 11 11 16 -32 37 29 19 29 56 58 7 6 6

udinese 44 19 10 5 4 19 1 6 12 38 11 11 16 -32 38 25 16 34 54 59 7 6 8

chievo 44 19 6 5 8 19 6 3 10 38 12 8 18 -32 20 21 17 21 37 42 2 1 10

bologna 42 19 7 5 7 19 3 7 9 38 10 12 16 -34 25 27 17 28 42 55 3 3 4

atalanta 35 19 7 5 7 19 2 3 14 38 9 8 21 -41 24 20 13 33 37 53 4 3 7 SERIE B
siena 31 19 4 7 8 19 3 3 13 38 7 10 21 -45 17 25 23 42 40 67 4 2 8 SERIE B
livorno 29 19 5 5 9 19 2 3 14 38 7 8 23 -47 19 25 8 36 27 61 4 3 4 SERIE B

 

 

 

finale

5 Mag 2010

 

Roma - Inter

 

0 - 1

 

ARBITRO: Rizzoli
RETI: 40' Milito (I)
AMMONITI: Burdisso, Perrotta, Mexes, Totti, Materazzi, Samuel, Balotelli
ESPULSI: 88' Totti (R) per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (calcio da dietro a Balotelli)

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba (39' Samuel), Materazzi, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta; Sneijder (5' Balotelli, 93' Muntari); Eto’o, Milito

ROMA (4-2-3-1): Julio Sergio; Burdisso (46' Motta), Mexes, Juan, Riise; De Rossi, Pizarro (46' Totti); Taddei, Perrotta , Vucinic; Toni (63' Menez)

semifinali

13 Apr 2010

Fiorentina - Inter 

0 - 1

semifinali

3 Feb 2010

Inter- Fiorentina

1 - 0

 

quarti di finale

28 Gen 2010

Inter - Juventus

2 - 1

ottavi di finale

16 Dic 2009

Inter- Livorno

1 - 0