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Sveglia alle 8.00. Ciao Los Angeles, chissà se un giorno ci rivedremo più?. Destinazione Deserto dell'Arizona, o meglio conosciuto come Sonora Desert, passando per Palm Springs e poi fino alla sua capitale: Phoenix. Lasciamo
la città e le sue grandi arterie a più corsie, rendendoci
conto di quanto sia importante il settore automobilistico qui in
America. Sempre per business e per far
arricchire sempre di più l'industria automobilistica americana,
i grandi investimenti statali vengono sempre di più dirottati
al trasporto su gomma anzichè su quello a rotaie (che non fa
arricchire nessuno). Quindi, si abbandonano sempre di più i
binari che farebbero viaggiare i pendolari a basso costo (come,
al contrario, si fa in Europa) per investire sempre di più in superstrade e
far correre auto, sempre più auto. Nonostante il gran numero di autovetture, paradossalmente non ci si blocca per un'ora a un incrocio perchè un imbecille ha parcheggiato in terza fila. Qui per un'infrazione del genere ritirano la patente per un anno e senza quella, vista la carenza di altri mezzi di trasporto quali i treni e le autolinee, sei fregato. Perchè la patente ti serve per lavorare e in mancanza devi pregare qualcuno che ti accompagni al lavoro o, al limite, pagare un autista che, fatti i conti, comporterebbe un passivo nel bilancio familiare. Qui il traffico è regolato esattamente dall'orario in cui ti trovi in quel determinato quartiere. Sai già esattamente quanto tempo impiegherai per uscire dalla città a quell'ora o a quell'altra ora, perchè tutto è programmato e tutto fila liscio come si deve. Quindi si dice "abito a un'ora, due ore da Los Angeles" e non "a 50 miglia, 100 miglia". L'unità di misura è il tempo e non lo spazio. A proposito, non ho sentito suonare un clacson! La
società statunitense, ancor oggi, continua ad essere menefreghista e cinica,
cioè sfrutta la bassa manodopera
(come ai tempi dello zio Tom) costituita da
disperate masse clandestine di messicani, portoricani ed
asiatici, pagandoli Questo è uno dei principali motivi per cui gli Stati Uniti vengono odiati da chi la pensa esattamente al contrario, da quelli che la condannano facendone un pacchetto "tutto compreso" da gettare nel cestino, rinnegando "in toto" tutta la sua storia, la sua cultura più pulita, la sua letteratura, la sua arte, la sua musica, a volte anche la sua eleganza, i suoi straordinari ed immensi territori che certo non sono stati donati da Nixon, ma da Madre Natura! Io sono una persona di sinistra, ma che odia certe "etichette" e non è d'accordo con chi, proprio per questo, preferisce la vacanza a Cuba o a Soci pur di non mettere piede nel grandioso Grand Canyon perchè in casa del nemico e che puzza tanto di capitalismo e di dollari americani. Capisco che la società americana è ancor oggi da cestinare e tutta da rivedere, che questa è la madre dell'embargo a Cuba, dell'invasione in Iraq e Afghanistan, del carcere di Guantanamo, del Ku Klux Klan, della malavita organizzata. Però credo che qualcosa da salvare ci sia ancora. Il disprezzo che se ne fa "a priori" mi sembra davvero esagerato, pensando il contrario non si rispetterebbero martiri come i Kennedy, Martin Luther King e tutti coloro che si sono sacrificati per le sorti di questo Paese. E poi, suvvia... alla fine anche Peppone, addirittura travestito da prete, si è convinto a salire a bordo con Don Camillo per volare in America. Perchè l'ha fatto? Perchè ha capito che Geo, per fortuna, non è colorato nè di rosso, nè di nero, nè di azzurro.
Tutttavia, le cose stanno cambiando anche qui. Un grande popolo, poi, si riconosce dai repentini cambiamenti che attua nel corso della propria storia e nella scelta dell'uomo che lo dovrà guidare. Prova ne è la vittoria di Obama: nero ed afro-americano proprio come i suoi avi che arrivarono nel '700 come schiavi, di cognome Obama come il nemico numero uno e "abbronzato" come lo ha visto qualcuno. Eppure eletto a stragrande maggioranza. Che sarà stato allora, il suo carisma? la sua intelligenza?... il suo fascino? Qualità e virtù che Obama possiede, e lo sa. Anche gli americani lo sanno, il mondo intero lo sa. Ma non sono state queste. Chissà perchè, ma come la maggior parte dei suoi compatrioti ne siamo rimasti stregati a livello planetario e siamo consapevoli che quest'uomo segnerà la storia, senza dubbio. Non sappiamo il perchè e come, ma lo sappiamo. Ne siamo tutti convinti, nemici compresi. Con i venti che tirano, certo non lo invidio. La recente crisi finanziaria ha colpito duramente la nazione soprattutto ai danni della classe media, che rappresenta circa il 70 % della popolazione. E' tanto, perchè il rimanente 30 per cento è costituito dai ricchi che problemi continuano a non averne e dai poveri che non avendo niente da perdere, sanno che lo Stato continuerà a garantire un letto e una minestra calda. La rimanente maggioranza, come agli inizi del secolo scorso, è tornata a "fare i conti sul tavolo della cucina di casa", mettendo in vendita il fuoristrada a favore di autovetture molto più economiche (i SUV li ho visti soltanto in Italia, non qui), rivedendo dove risparmiare le spese per pagare l'assicurazione sanitaria e i contributi previdenziali, tirando di quà e di là per garantire ai loro figli lo sport, la palestra, i college, le feste di compleanno, gli alimenti dopo l'ultimo divorzio e gli ultimi segni di un certo tipo di benessere ormai lontano anni luce. Oggi accade sempre più spesso che in famiglie americane, sia il padre che la madre intraprendano un secondo lavoro perchè non riescono più ad arrivare a fine mese. Sembrerà strano, ma qui in America è davvero così. Lo stereotipo americano sprecone di American Graffiti, il marine tutto chocolat e cigarettes a quintali, quello degli anni Cinquanta alla Cary Grant o alla Doris Day per intenderci, non esiste più. E' una figura che appartiene ad altri tempi, forse solo alla storia del cinema. Oggi stentano anche i pensionati, che con le loro retribuzioni sono costretti a vendere proprie case e andare a vivere nelle roulottes; oppure abitare in grandi condomini di cittadine sperdute e molto lontane, dove la vita costa meno.
Mah, dopo la scemenza luminosa qui sopra torniamo al mio finestrino. Vista la caratteristica strada percorsa, con un po' di scatti rendo omaggio alle nuvole americane. Bellissime, stupende, vaporose e camaleontiche. Saranno il vento, gli spazi enormi, la temperatura, ma qui assumono forme e colori straordinari. In galleria potete trovarne un po', che ho raccolto per voi strada facendo.
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Il sistema politico degli Stati Uniti d'America è una repubblica presidenziale federale, modellata dalla Costituzione. Le funzioni pubbliche vengono esercitate a due livelli, federale e statale, secondo una ripartizione di competenze stabilita dalla Costituzione. A livello federale, il Presidente, oltre ad essere capo dello stato, esercita anche il potere esecutivo. Il Potere legislativo incombe alle due camere del Congresso, il Senato e la Camera dei Rappresentanti. Il Potere giudiziario ha il compito di interpretare la Costituzione e le altre norme federali ed è composto dalla Corte Suprema e da "corti inferiori", distribuite sul territorio. Ogni Stato ha una sua Costituzione ed un sistema di governo simile a quello federale, con un Governatore eletto dal popolo, un organo legislativo ed un sistema di corti che esercita la giurisdizione nelle materie di ambito statale. La politica è dominata dai due partiti maggiori, i Democratici ed i Repubblicani. Altri raggruppamenti politici hanno minore importanza |
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I PRESIDENTI DEGLI STATI UNITI D'AMERICA |
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Washington | J. Adams | Jefferson | Madison | Monroe | J.Q. Adams | Jackson | Van Buren | W.H. Harrison | Tyler | Polk | Taylor | Fillmore | Pierce | Buchanan | Lincoln | A. Johnson | Grant | Hayes | Garfield | Arthur | Cleveland | B. Harrison | Cleveland | McKinley | T. Roosevelt | Taft | Woodrow Wilson | Harding | Coolidge | Hoover | F.D. Roosevelt | Truman | Eisenhower | Kennedy | L.B. Johnson | Nixon | Ford | Carter | Reagan | G.H.W. Bush | Bill Clinton | George Walker Bush |
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La
sigla che segue le città americane corrisponde allo stato di
appartenenza (CA California, NY New York, ecc.) Equivale alla
nostra sigla di provincia. |
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I CINQUANTA STATI |
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Nella zona di Greater
Phoenix lo shopping è d'obbligo: infatti si possono visitare le
numerose boutique d'alta moda, i famosi centri commerciali, i negozi di
antiquariato e gli outlet. Scottsdale,
una polverosa città di cowboy, ma soprattutto, un centro culturale di
prim'ordine. Scottsdale rilascia il suo charm intorno al deserto
Sonoran,
attirando sette milioni di turisti ogni anno. Gallerie d'arte, negozi e
campi da golf che aggiornano The West's Most Western Town agli standard
delle migliori città. Il deserto dell'Arizona. Il Deserto di Sonora, chiamato anche Deserto di Gila (in riferimento al fiume Gila) è un deserto situato nel Nord America, che attraversa parte del confine tra Stati Uniti e Messico, interessando una vasta zona che comprende gli stati dell'Arizona, della California e della regione messicana del Sonora. È uno dei deserti più estesi e più caldi del Nord America, con un'area di circa 311.000 km². Il deserto è caratterizzato da una notevole varietà di animali, principalmente rettili, gli esemplari più conosciuti dei quali sono una lucertola velenosa chiamata il mostro di Gila, la Sceloporus malachiticus o lucertola coperta di spine, il rospo cornuto (che, nonostante il nome, è appunto un rettile e non un anfibio) e diverse specie di crotali. Le piante sono, in genere, capaci di notevolissima resistenza al calore ed alla siccità, oltre che alle escursioni termiche. Alcune di queste, come il cactus saguaro, sono uniche e peculiari di quel territorio. La preoccupazione destata dall'espansione urbanistica delle città di Phoenix e di Tucson verso il deserto, ha fatto sì che il 17 gennaio 2001, una porzione di 2.008 km² di deserto venisse dichiarata Monumento Nazionale. L'area interessata comprende anche due parchi naturali protetti: il Joshua Tree National Park ed il Saguaro National Park
Il saguaro (Carnegiea gigantea) è un cactus di grandi dimensioni che cresce nel deserto di Sonora, nel sud dell'Arizona e nell'area adiacente del Messico. Viene indicato anche con i nomi di cactus a candelabro e cactus gigante. Il genere Carnegiea è monotipico, comprende cioè una sola specie. I Il tronco ha crescita molto lenta - la prima ramificazione richiede anche 75 anni - ma può raggiungere altezze imponenti. Il saguaro più alto esistente oggi supera i 13 m di altezza e i 3 m di circonferenza. Le foglie sono ridotte a piccole spine. I fiori sbocciano di notte ad aprile o maggio e vengono impollinati da pipistrelli, insetti e uccelli. I frutti maturano alla fine di giugno, sono rossi e succosi. Subito dopo le rare piogge le radici poco profonde del saguaro raccolgono tutta l'acqua possibile. Le pieghe del corpo sono fatte in modo da contenere l'acqua, il fusto quindi si gonfia in modo notevole ed arriva a contenere anche 5 tonnellate di acqua per sopravvivere fino alla prossima pioggia. Così gonfio il saguaro sembra quasi una pianta diversa da quella iniziale. I
saguari possono vivere fino a 200 anni, secondo alcuni anche 300. Per centinaia di anni gli abitanti del deserto di Sonora hanno fatto uso dei prodotti naturali del saguaro. Nell'estate il saguaro produce una messe copiosa di frutti succosi simili a fichi. Gli indiani Tohono O'Odham utilizzavano grandi pali per raccogliere questi frutti con cui preparavano marmellate, sciroppi e vino per le cerimonie religiose. Il saguaro dava inoltre ai Tohono O'Odham i semi che venivano mangiati e le costole di legno per costruire ripari e recinti. Il saguaro contiene alcaloidi psicoattivi, la carnegina e l'arizonina. Il fiore del saguaro è il fiore simbolo dell'Arizona. In Europa è possibile ammirare un saguaro di grandi dimensioni all'ingresso del giardino botanico dell'isola di Maiorca. Il suo nome deriva da un'errata pronuncia, da parte degli spagnoli, del nome che ha questa pianta nella lingua india locale.
La capitale Phoenix, situata nel sud, riceve mediamente ogni anno 90-100 mm di pioggia (la soglia per indicare il deserto è 250 mm annui) distribuiti in modo irregolare (questo perché dipendono dall'entità dei fronti perturbati che provengono da ovest) da settembre a luglio (talvolta può anche non piovere mai per tutti questi mesi). Da metà luglio a fine agosto invece può piovere anche più frequentemente e sottoforma di forti temporali anch'essi irregolari in tutta la valle (la zona pianeggiante del sud Arizona). |