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Il
Carnevale è sempre stato e sempre sarà il sinonimo della
licenziosità, del divertimento estremo, dello sfarzo nel gioco, nel
travestimento e nella tavola.
Anticamente i festeggiamenti legati a questa manifestazione profana e
folcloristica duravano più di un mese, a partire dal giorno seguente
l'Epifania e fino al giungere della più triste ed austera Quaresima, ma
dopo il terremoto dell'undici gennaio 1693 la durata della festività
incominciò ad esser ridotta ed attualmente essa dura una settimana da
anteporre alla Quaresima che essa anticipa.
Da sempre la festa ha rappresentato lo specchio delle condizioni
sociali, politiche e civili dei tempi, nonché tempio e massima
rappresentazione della trasgressività.
Il termine utilizzato per designare la festa si ricollega a quello
latino "Carnem Levare", cioè al divieto ecclesiastico di
consumare carne durante il periodo quaresimale.
Le origini della festa pagana per eccellenza sono antichissime: il
periodo in cui si svolge fa pensare alla festa ateniese a sfondo
dionisiaco delle Antesterie (fine di febbraio), quella ellenistica che
si basa sulla processione del carronave di Iside che anticamente si
svolgeva agli inizi di marzo e soprattutto ai Saturnali latini.

Le prime notizie storiche certe sul Carnevale siciliano risalgono al
1600 e riguardano la città di Palermo e, col passare degli anni, la
ricorrenza assunse sempre più sfarzo nella preparazione degli addobbi,
dei costumi e delle maschere e potere sul desiderio collettivo di
evadere dalla routine e dal quotidiano.
Anticamente in Sicilia si poteva assistere a delle danze particolari,
come quella "degli schiavi" durante la quale i partecipanti,
travestiti appunto da schiavi, ballavano per le strade pubbliche al
suono di antichi strumenti turchi come i tamburi, o la così chiamata
"Balla-Virticchi" per la quale i partecipanti si travestivano
da pigmei e trattenevano il popolo.
Tra le maschere siciliane più caratteristiche del passato occorre
decisamente ricordare quelle dei "Jardinara" (giardinieri) e
dei "Varca" note soprattutto nella provincia di Palermo e
quelle dei "briganti" e quella del "cavallacciu"
note soprattutto nel catanese.
Tra le altre maschere tradizionali del passato si possono ricordare
quelle che servono da parodia ai maggiori esponenti delle classi sociali
cittadine: si hanno così le innumerevoli rappresentazioni dei
"Dutturi", dei "Baruni" e degli "Abbati".
Si può citare, ancora, la vecchia maschera della "Vecchia di li
fusa" presente anticamente nella Contea di Modica. Si tratta di un
travestimento per diventare, attraverso l'uso di una gonna sgualcita, un
mantello che si annoda al collo ed un velo che parte dal capo, il
simbolo della prossima morte del Carnevale.
Anche il fasto culinario legato al Carnevale è un degno segnale
dell'abbondanza della ricorrenza: durante questa settimana si fa largo
uso di sughi di carne e di pietanze elaborate, come i "maccheroni
al ragù" (pasta in casa preparata con 500 grammi di farina e
qualche uovo e condita, appunto, con il ragù preparato con cotenna di
maiale e spezie) e l'antico "Minestrone del giovedì grasso"
preparato nella Contea di Modica (prevede di unire non solo le classiche
verdure come le patate, le fave secche sgusciate, una cipolla,
prezzemolo, sale e pepe, ma anche il lardo di maiale privato di cotenna
e tagliato a cubetti), di dolci ricchi come le "Teste di
Turco" (delle frittelle dolci ripiene di crema ed uva passa
prodotti a Modica - Rg -) e dolci meno elaborati come la
"Pignoccata" (dolce preparato impastando farina, tuorli,
zucchero ed un pizzico di sale; l'impasto così preparato è tagliato in
tocchetti successivamente fritti in sugna bollente, sgocciolati e
decorati con miele allentato con acqua d'arance e spolverati di cannella
spellata; il dolce prende questo nome perché assume la forma di pigna).
Ultimo aspetto legato alla festa in questione riguarda alcune antiche
tradizioni che, purtroppo, oggi non hanno più la stessa forza e lo
stesso fascino del passato.
Si sta parlando, ad esempio, dell'antica abitudine di raccontare
indovinelli in dialetto, spesso apparentemente lascivi e ricchi di doppi
sensi ma che spesso avevano una soluzione più ingenua di quello che
poteva sembrare.
Attualmente l'abitudine di festeggiare il Carnevale è ancora molto
sentito in tutta l'isola. Molte sono le feste organizzate dai privati,
ma ancora più numerose sono quelle organizzate in forma pubblica e che
possono vantare una secolare tradizione.
Iniziando
una carrellata delle varie manifestazioni presenti in tutta l'isola, si
può parlare dei festeggiamenti attuati a Palazzolo Acreide - Sr
-. Qui il Carnevale si festeggia per sei giorni di seguito attraverso le
sfilate di carri allegorici, la partecipazione delle tipiche maschere
siracusane come i "cuturri", vari veglioni e grandi abbuffate
a base di "Cavatieddi" (un tipo di pasta condita con il sugo
di maiale), la salsiccia ed il crostino di trota. Qui il carnevale è
all'insegna della spontaneità e del coinvolgimento totale di tutta la
cittadinanza che degnamente contribuisce alla riuscita dell'unica
rappresentazione, nel suo genere, in tutta la provincia siracusana.
Sempre in prossimità della città di Modica - Rg -, si trovano le
città di Monterosso e Giarratana. Qui le maschere di Carnevale
del passato più rappresentative erano quelle dei " 'Nzunzieddu", cioè insudiciati, maschera così chiamata perché
chi la impersona ha il viso sporco di fumo e terra rossa. Conoscere le
origini di questa ricorrenza cittadina è un'impresa ardua, come del
resto per molte altre città isolane, ma sicuramente l'evento va
ricordato perché il coinvolgimento del pubblico è totale e perché si
possono ammirare numerosissime maschere.
Un'altra festa di Carnevale si attua nella città di Termini Imerese
- Pa -. Anche qui si attua la sfilata dei carri allegorici che
rappresentano una satira dei vari personaggi del mondo della politica e
dello spettacolo, balli vari ed il rogo dei due fantocci del
"nannu" e della "nanna", evento che sancisce la fine
dei festeggiamenti e dell'allegria.
Successiva interessante manifestazione siciliana del Carnevale è
"Il Mastro di Campo", una pantomima che si svolge nella
pubblica piazza e che coinvolge tutta la città di Mezzojuso - Pa -.
L'evento ha delle origini antiche visto che la sua esistenza è
attestata sin dal XVII secolo e prevede che un figurante abbia il volto
coperto da una maschera rossa e che cerchi di conquistare la sua amata
regina arroccata nel suo castello. Per alcuni l'evento ricorda Bernardo
Cabrera che, nel 1412, scalò il Palazzo Steri a Palermo per conquistare
Bianca di Navarra, la regina che egli amava. In realtà il paragone
presenta delle incongruenze storiche perché nella realtà la regina non
ricambiava tali sentimenti. Tale pantomima tragicomica prevede, inoltre,
l'intervento di circa sessanta figuranti vestiti con costumi risalenti
al XV secolo. Nel corso dei secoli, vista l'età della manifestazione,
l'evento ha subito delle modifiche, come l'intervento di
"Garibaldi" e di alcuni suoi uomini che si ha a partire dagli
inizi del 1900. La partecipazione dell'eroe dei due mondi e dei suoi
uomini è molto attiva: i garibaldini ingaggiano una bella battaglia con
le guardie saracene del castello. Altri caratteristici personaggi di
tale pantomima sono gli alleati del Mastro di Campo, i briganti ed i
guerriglieri rappresentati dal gruppo del Forforio che vogliono
sovvertire l'ordine rappresentato dalla Corte del Re ed il "Diavolo
Pecoraio", un figurante rivestito di pelli di pecora che
rappresenta il reale avversario dell'eroe della pantomima. Alla fine
della pantomima, così come vuole la tradizione delle favole più belle,
Mastro di Campo riesce a conquistare la sua amata.
Il Carnevale ad Agira negl'anni 80 era diventato un avvenimento
che tutti gli agirini aspettavano, per potersi sbizzarrire nella
creazione di maschere e carri allegorici. All'inizio sono state le
scuole materne a sfilare in gruppi per le vie di Agira, ma con l'andar
del tempo anche gli adulti sono stati coinvolti, formando diversi gruppi
che annualmente si davano battaglia per ben figurare, diventando cosi
una vera e propria tradizione, un momento sentito pieno di svaghi,
giochi e lazzi e che richiamava anche curiosi dei paesi vicini.
La tradizione viene mantenuta ancora oggi, ma la manifestazione si
svolge in tono minore rispetto al passato.
Il Carnevale di Sciacca - Ag - probabilmente è una delle
manifestazioni più note di tutta la Sicilia. In questa città alle
falde del Monte San Calogero il Carnevale, dopo qualche anno di declino,
è diventato un vero e proprio richiamo per i turisti, nonché occasione
di divertimento e coinvolgimento per tutta la cittadinanza. Il
travestimento e la sfarzosità dei carri ha fatto di questo evento in
questa città una delle manifestazioni più importanti, tanto da
diventare uno dei carnevali più famosi d'Italia. L'evento ha delle
origini antiche visto che risale al 1800, quando la festa era
l'occasione non solo per preparare ed abbellire carri allegorici e dar
libero sfogo all'allegria, ma anche per dedicarsi ai "peccati di
gola" abbuffandosi con vino, salsiccia, maccheroni al sugo e
cannoli di ricotta. I carri allegorici qui preparati hanno subito delle
positive innovazioni tecnologiche, prevedono il coinvolgimento di
architetti, artigiani della ceramica e scultori per diventare così
delle imponenti strutture per le rappresentazioni satiriche dei vari
personaggi del nostro tempo. Le varie manifestazioni iniziano in città
il giovedì grasso con la consegna delle chiavi della città alla
maschera "Peppe Nnappa". I momenti centrali della
manifestazione si hanno con la sfilata dei carri allegorici, evento che
inizia il sabato per terminare il martedì. La sera del martedì, dopo
giorni dedicati al canto ed al ballo, si concludono tutti i
festeggiamenti con il rogo del carro di "Peppe Nnappa" che
brucia insieme ai fischietti ed ai martelletti.

Anche la cittadina di Bronte - Ct -, molto nota per l'ingente
produzione dei pistacchi ai quali è dedicata una oramai famosa sagra,
festeggia il Carnevale. Mentre in passato tale manifestazione prevedeva
l'intervento, nelle pubbliche strade cittadine, dei
"Laddatori" - delle maschere locali che rappresentano le
classi più povere della città -, attualmente il Carnevale brontese
prevede, sempre per le vie cittadine, la sfilata dei carri e dei gruppi
mascherati.
Il Carnevale di Misterbianco - Ct - si è notevolmente modificato
nel corso degli anni, ma è sempre rimasto un punto fermo nella città
per offrire una reale occasione di divertimento e di rottura dalla
quotidianità. Mentre in passato c'era l'abitudine di allestire un palco
da dove una banda musicale allietava i partecipanti alla festa con
allegre e ballabili musiche, di effettuare dei giochi e di vedere le
donne, ben mascherate, invitare amici a ballare e per farsi offrire
delle leccornie, attualmente i festeggiamenti prevedono la sfilata di
oltre settecento maschere. Quest'ultima manifestazione si effettua la
domenica antecedente quella di Carnevale, la domenica di Carnevale ed il
martedì grasso. La preparazione dei costumi, tra l'altro di pregevole
fattura, richiede una lunga lavorazione che dura numerosi mesi e
l'abbondante utilizzo di materiali pregiati e ciò contribuisce a fare
della manifestazione un vero fiore all'occhiello della città. La
sfilata delle maschere coinvolge vari comitati che ogni anno
rappresentano un tema diverso da quello precedentemente realizzato e da
quello simboleggiato da altri gruppi.
Il Carnevale di Paternò - Ct - ha perso parte del suo antico
smalto e fasto, ma resta comunque sempre una piacevole ricorrenza
cittadina. Anche in questo caso si può assistere alla sfilata di carri
allegorici e gruppi in maschera e di ascoltare la musica per le vie
cittadine come avveniva nel passato, ma si è persa l'antica abitudine
di vedere le donne vestite con mantelli neri e maschere per poter
invitare, senza farsi riconoscere, a ballare gli uomini.
Il Carnevale di Acireale - Ct - ha delle origini molto antiche
che, si presume, risalgono alla festa del compatrono San Sebastiano
inaugurata nel XVII secolo, in pieno dominio aragonese, e che diventò
ben presto un'occasione di festa pubblica con giochi, mascherate e
spettacoli vari. Nel 1800, inoltre, c'erano sfilate di carri nobiliari
dai quali i nobili del posto, appunto, lanciavano leccornie al popolo.
Soltanto nel 1929 la festa assume una forma organizzata e, col passare
degli anni, diventa sempre più sfarzosa ed imponente tanto da diventare
una tappa quasi obbligata per chi vuol trascorrere qualche giorno di
euforia prima dello avvento della Quaresima. Ogni anno si ha la sfilata
di carri allegorici infiorati costruiti in cartapesta, di gruppi
folcloristici e mascherati, l'esibizione di cantanti e di majorettes,
l'esecuzione di giochi popolari nonché l'attiva partecipazione degli
abitanti della città e di numerosi turisti.

Il Carnevale e' il lungo periodo festivo che precede il digiuno
quaresimale nei paesi a tradizione cattolica. Si e' creduto per molto
tempo che l'origine del termine "carnevale" fosse derivato da
"carne levare". L'opinione piu' diffusa e' invece che il
carnevale rappresenti un adattamento cristiano di antiche cerimonie
purificatrici pagane.
La ricostruzione storica del carnevale, in una citta' come Acireale, e'
alquanto complessa. Da alcuni documenti, quali mandati di pagamento, si
ha certezza che tale ricorrenza venisse già festeggiata alla fine del
XVI secolo. E' del 1594 il documento piu' antico sul carnevale acese
(mandati di pagamento, vol. II, 1586-1595, libro 6 foglio 72v).
Un documento risalente al 1612 prova addirittura che durante il
carnevale acese vi era l'abitudine di giocare tirando arance e limoni.
Infatti in tale documento è bandita questa possibilità, ma la
popolazione acese continuo' in tale pratica ancora per molti anni, così
come risulta da altri documentii. Questa abitudine e' ancora presente ad
Ivrea, dove durante il carnevale si svolge la conosciutissima
"battaglia delle arance".
Nel XVII secolo in Sicilia si ha la comparsa di una maschera con
caratteristiche ben definite: l'Abbatazzu, chiamato anche Pueta
Minutizzu. La persona mimava nobili o ecclesiastici, portando un grosso
libro, da cui facendo finta di leggere, sentenziava battute satiriche e
sfottenti.
Nel 1693 a seguito del terremoto venne proibita ogni pratica
carnascialesca e cio' segna la linea di frattura fra il carnevale acese
del '600 e quello che sorgera' nel '700 (Cherubino Aliotta, Le tre
corone, Catania 1693).
Nel XVIII secolo la tradizione venne ripresa. Spuntano altre maschere,
ed all'Abbatazzu si affiancano i Baruni con l'intento di prendere
in giro l'aristocrazia: difatti la maschera era costruita da un costume
rassomigliante ad un abito nobiliare ma chiaramente irridente. Altra
maschera erano i Manti, costume con molti fronzoli che aveva il
solo scopo di far mantenere l'anonimato a chi l'indossava.
Il XXI secolo e' il secolo della cassariata, cioe' la sfilata delle
carrozze (landaus) dei nobili che lanciavano alla gente dei confetti
multicolori. Successivamente tali landaus con i nobili proprietari
vennero "scalzati" dalla cartapesta.
Nel 1880 ad Acireale si costruiscono i primi carri di cartapesta. Da
allora fino ai nostri giorni Acireale ha mantenuto questa tradizione
avvalendosi di vari cantieri portati avanti da volenterosi artigiani che
hanno realizzato carri sempre piu' curati.
Nel 1929 il carattere di spontaneita' e di iniziativa privata lascia il
posto all'organizzazione istituzionalizzata: infatti l'onere di
organizzare il carnevale e' sostenuto dall'Azienda autonoma della
Stazione di cura di Acireale.
Nel 1930 per la prima volta si vedono delle vetture adornate da fiori.
Questo e' il primo passo verso la realizzazione dei "carri
infiorati" che acquisiscono una fisionomia ben definita nel
dopoguerra.
Negli anni '50 - '60 ai carri allegorici ed alle macchine infiorate, si
affiancano dei mini-carri, detti "lilliput", a bordo dei quali
trova posto un bambino. In questi anni fanno storia a se' alcuni
personaggi che con il loro spirito e con stupefacenti mascherate hanno
lasciato un segno indelebile nella storia del carnevale acese, cioe': Cola
Taddazza e Quadaredda, dei quali il successore piu' degno, in epoca
posteriore, fu Ciccitto.
Dal 1970 al 1995 "il piu' bel Carnevale di Sicilia", si
perfeziona e si assesta, diventando sempre piu' imponente e soprattutto
affinandosi nella costruzione di Carri allegorici (sempre piu'
sofisticati e colorati) e Carri infiorati (sempre piu' mastodontici),
che raggiungono un livello d'importanza pari ai primi.
Nel 1996 Acireale, per la prima volta, ha la lotteria nazionale assieme
a Viareggio e Putignano. Questa e' l'occasione affinche' "Il piu'
bel Carnevale di Sicilia" acquisti una dimensione nazionale.
Il Carnevale celebrato a Belpasso -Ct - prevede, oltre alla
consueta rottura della quotidianità ed istituire un momento gioioso di
svago e di divertimento puro, vari e distinti momenti celebrativi. Si
comincia con il recital dei poeti dialettali locali, si continua con la
tradizionale ma sempre affascinante sfilata dei gruppi in maschera
costituiti, in buona parte, dalle associazioni culturali cittadine e si
conclude con l'intero coinvolgimento delle maschere nella pubblica
piazza per ascoltare della buona musica dal vivo e per lasciarsi
trascinare nelle danze. Naturalmente anche il capoluogo siciliano ha il
suo carnevale.

Come gli altri, anche il Carnevale di Palermo ha un passato
glorioso alle spalle costituito da cortei che prevedono la presenza di
costumi barocchi, palii allegorici, dalle commedie rappresentate in
piazza. Il momento magico di questa manifestazione si è visto
soprattutto nel 1700 quando la festa coinvolgeva proprio tutti, dai
nobili al popolino. Tutte le vie cittadine, soprattutto quelle
principali come il "Cassaro" e la "Strada
Nuova", erano teatro dei festeggiamenti e delle così chiamate
"Carrozzate", cioè le sfilate delle carrozze patronali
che ospitavano i nobili del luogo che amavano mescolarsi col popolo per
vivere in prima persona la festa. Per non parlare poi dei teatri
cittadini, il regno incontrastato dei giochi e dei balli in maschera.
Attualmente, la festa palermitana del Carnevale può esser intesa come
recupero della memoria e delle antiche ma sempre valide tradizioni che
hanno reso famosa la ricorrenza, ed anche come valorizzazione delle
bellezze architettoniche cittadine visto che l'evento si svolge lungo le
vie cittadine principali.
Il Carnevale di Corleone - Pa - ha come simbolo la maschera di
"Riavulicchio", simbolo della rinascita della
festività corleonese un tempo sepolta per ragioni di ordine pubblico e
da qualche anno ripresa per l'esigenza popolare di divertimento e di
rottura con la triste e monotona quotidianità. Nel passato cittadino la
festa aveva un sapore più popolare e vedeva la presenza di numerosi
"Riavulicchi" che scorrazzavano incontrastati in branco per le
vie cittadine accompagnati dallo scampanio di numerosi sonagli e
facendosi precedere dal suono dei corni. Nei giorni propri della festa
si poteva assistere alle cavalcate che irrompevano lungo le vie
cittadine. Attualmente la festa prevede la partecipazione della banda,
il trofeo dei quartieri assegnato al gruppo che meglio di ogni altro
realizza un carro allegorico, le sfilate dei carri che si attuano il
sabato, la domenica ed il martedì che prevedono, come momento
conclusivo, il ballo nella pubblica piazza in prossimità del Palazzo
Municipale. Momento conclusivo della manifestazione corleonese prevede
il rogo del "Nannu", il fantoccio che rappresenta il Carnevale
la cui "morte" rappresenta la fine di un'epoca ed il nascere
di una successiva. Prima del rogo, il Fantoccio legge il suo testamento
dal balcone del Palazzo Municipale, sotto gli occhi dei partecipanti
alla festa, poi riceve una collana di salsiccia e successivamente è
accompagnato al rogo.
Francavilla
di Sicilia - Me -, sviluppata nei pressi delle famose e suggestive
Gole dell'Alcantara e circondata dal fiume San Paolo e dal fiume
Zaviani, organizza ogni anno, così come altre città isolane, un
Carnevale che dura un'intera settimana. La festa vede il sorgere di
canti e balli che coinvolgono l'intera cittadinanza, le sfilate dei
carri allegorici, la personificazione del Carnevale nella maschera di
"Sua Maestà", inizialmente onorata grazie alla sfilata delle
corti e poi accompagnata dal "Gran Corteo Funebre" che serve
per seppellire la maschera stessa insieme al periodo di divertimenti
sfrenati e licenziosi. Vero simbolo del Carnevale di Francavilla è il
ballo collettivo.
Anche il rinomato centro turistico isolano di Taormina - ME - prevede
vari festeggiamenti per il Carnevale. Anche in questo caso la
competitività nella realizzazione dei carri e lo sfarzo ostentato da
questi ultimi è davvero notevole visto che tutti i cittadini si
prestano alla realizzazione di questi simboli che poi sfileranno nel
classico quanto allegro corteo la domenica ed il martedì grasso. I
premi in palio sono notevoli ed offerti non solo dall'autorità
comunale, ma anche dalle varie associazioni dei commercianti e sono un
ottimo stimolo per dare il meglio di sé nella realizzazione dei carri.
Il coinvolgimento cittadino non si ferma solo a questo aspetto, ma
prevede anche la presenza di massa alle varie feste serali che si
realizzeranno nella pubblica piazza durante i giorni canonici della
festa e che prevedono gare canore, giochi vari come l'albero della
cuccagna e balli coinvolgenti. Si evince che anche il carnevale
taorminese può esser considerato un'ottima tappa per festeggiare il
Carnevale in Sicilia in allegria ed in compagnia e può esser
considerato uno splendido esempio del divertimento e dell'allegria.
Il Carnevale a Novara di Sicilia - Me - prevede, oltre ai
tradizionali festeggiamenti, anche il torneo della corsa delle locali
forme del formaggio maiorchino - pecorino puro ricavato attraverso
particolari processi di lavorazione e stagionatura e che assume una
forma simile a quella del parmigiano -. E' un evento che può vantare
quattro secoli di storia alle spalle e prevede la partecipazione di
varie squadre composte da tre elementi, squadre che gareggiano facendo
rotolare le forme del formaggio che pesano circa dodici chili per le vie
cittadine. L'evento ha come naturale conclusione una Sagra durante la
quale si può consumare non solo il formaggio in questione, ma anche la
ricotta e la tuma.
Chiaramonte Gulfi - Rg - festeggia il Carnevale coinvolgendo non
solo gli occhi ma anche la gola. Infatti, i due momenti distinti del
Carnevale chiaramontano consistono nella sfilata dei carri allegorici
che si effettua la domenica ed il martedì di Carnevale e che si
concludono con la premiazione e la sagra della salsiccia che si effettua
il lunedì sera. Naturalmente anche in questa città, così come per le
altre rappresentanti isolane, il coinvolgimento della cittadinanza è
assicurato attraverso i balli in piazza. www.festedisicilia.it
| Carnevale
- Carnevale a Gioiosa Marea 2009 - 60’ edizione
dall' 1 al 24 Febbraio. |
01
feb |
24
feb |
Gioiosa
Marea |
ME |
| Festa
della ''Candelora'' - Nel mese di Febbraio a Cefalù
(Pa) si svolge la Festa della "Candelora" o della
Purificazione di Maria. |
02
feb |
|
Cefalu' |
PA |
| Carnevale
di Acireale 2009 - Carnevale 2009 - Dal 7 al 24
Febbraio ad Acireale in provincia di Catania,
si festeggia in allegria il più bel Carnevale di Sicilia
fatto di carri allegorici all'insegna del divertimento. |
07
feb |
24
feb |
Acireale |
CT |
| Carnevale
di Balestrate - Il carnevale Balestrate (PA), un
evento fuori dal comune, con il tradizionale “Ballo dei
Pastori” e "1° Festa du maccarruni e sagra delle
leccorie". |
15
feb |
24
feb |
Balestrate |
PA |
| Carnevale
di Termini Imerese - Dal 15 al 24 Febbraio a
Termini Imerese (Pa) festeggiamenti del carnevale. Sflilata
dei carri allegorici e spettacoli in vari punti della città. |
15
feb |
24
feb |
Termini
Imerese |
PA |
| Carnevale
di Misterbianco - Dal 15 al 24 Febbraio a Misterbianco
(CT), si festeggia il Carnevale con sfilata di costumi,
delle maschere e dei carri allegorici più belli di Sicilia, e
inoltre spettacoli musicali e degustazioni di specialità. |
15
feb |
24
feb |
Misterbianco |
CT |
| Carnevale
acquedolcese 2009 - Sfilata di carri e Concorso per
gruppi mascherati "Premio Luigi D'Angelo" dal 15 al
24 febbraio, nel comune di Acquedolci (ME). |
15
feb |
24
feb |
Acquedolci |
ME |
| Carnevale
di Gangi - Festaggiamenti del Carnevale a Gangi (PA).
Tradizionale manifestazione della "Cravaccata" |
19
feb |
24
feb |
Gangi |
PA |
| Carnevale
Valderice - Carnevale 2009 a Valderice (TP). Sfilata
di carri allegorici, "Cuscusiata" e
degustazione di prodotti tipici. |
19
feb |
24
feb |
Valderice |
TP |
| Carnevale
Francavillese 2009 - Tra le manifestazioni di Sicilia
dall’effettivo richiamo turistico si annovera il
caratteristico Carnevale di Francavilla, un “rituale” che
si ripropone puntualmente ogni anno da tempo immemorabile. |
19
feb |
24
feb |
Francavilla
di Sicilia |
ME |
| Carnevale
di Avola - Carnevale di Avola (SR) - dal 19 al 24
Febbraio 2009. Sfilate econcorsi a premi per le Maschere più
belle. |
19
feb |
24
feb |
Avola |
SR |
| Carnevale
di Caltagirone - Festa di Carnevale 2009 a Caltagirone
dal 19 al 22 Febbraio. Sfilate, animazione, musica e balli di
gruppo. |
19
feb |
22
feb |
Caltagirone |
CT |
| Carnevale
di Palazzolo Acreide - A Palazzolo Acreide (SR) filate
di carri allegrorici, cortei mascherati per uno dei
carnevali più antichi della Sicilia. Sagre di salsiccia,
trota, cavatieddi e del dolce. |
19
feb |
24
feb |
Palazzolo
Acreide |
SR |
| Carnevale
di Saponara - Sfilata dell'Orso e della Corte
Principesca al Carnevale di Saponara (ME). |
19
feb |
24
feb |
Saponara |
ME |
| Carnevale
di Sciacca - Da 19 al 24 Febbraio festeggiamenti
di Carnevale a Sciacca (AG). |
19
feb |
24
feb |
Sciacca |
AG |
| Carnevale
di Palermo - Carnevale Barocco di Palermo, Corteo di
figuranti, musicanti, Sfilata carri allegorici con Gruppi
Mascherati, Banda Musicale con Majorettes, Tamburi,
Sbandieratori. |
19
feb |
24
feb |
Palermo |
PA |
| Carnevale
di Corleone - A Corleone (Pa) dal 19 al 24 Febbraio
si svolgeranno i festeggiamenti del Carnevale con il Palio dei
Quartieri. |
19
feb |
24
feb |
Corleone |
PA |
| Carnevale
di Belpasso - Dal 19 al 24 Febbraio a Belpasso (CT)
avranno luogo i festeggiamenti del Carnevale. |
19
feb |
24
feb |
Belpasso |
CT |
| Carnevale
di Piraino - Carnevale dell’Orso 2009 di Piraino
(ME), durante la manifestazione degustazione di salsiccia,
chiacchiere e "Sagra d’a fedda rassa”. |
19
feb |
24
feb |
Piraino |
ME |
| Carnevale
di Adrano - Il Carnevale Siciliano di Adrano (CT), carri, gruppi
in maschera e spettacoli musicali. |
19
feb |
24
feb |
Adrano |

| Sagra
di carnevale - A Larderia Inferiore (ME),
Festa di Carnevale dal 20 al 24 Febbraio. V^edizione sagra di
carnevale il 21 febbraio. |
20
feb |
24
feb |
Larderia |
ME |
| "Ibla
Mask" - La notte del carnevale Ibleo - Ibla Mask -
La notte del carnevale Ibleo, a Ragusa il 21 Febbraio. |
21
feb |
|
Ragusa |
RG |
| Carnevale
di Antillo - La maschera tradizionale antillese "U
Picuraru" protagonista della kermesse carnevalesca.
Degustazioni di prodotti tipici antillesi. |
21
feb |
|
Antillo |
ME |
| Carnevale
di Rodì Milici - Nel mese di Febbraio , in occasione
del Carnevale, a Rodì Milici (ME), si svolge la
rappresentazione in dialetto agro-pastorale dei "Mesi
dell'Anno". |
22
feb |
24
feb |
Rodi'
Milici |
ME |
| Sagra
del ''Maiorchino'' - A Novara di Sicilia (ME) dal 22 al
24 Febbraio, XXI^ edizione Sagra e Torneo del
"Maiorchino", tipico formaggio pecorino del luogo.
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22
feb |
24
feb |
Novara
di Sicilia |
ME |
| Sagra
della salsiccia - A Chiaromonte Gulfi (RG), durante i
festeggiamenti del Carnevale, si svolge la XXVII^ edizione
della sagra della Salsiccia. |
22
feb |
24
feb |
Chiaramonte
Gulfi |
RG |
| Festa
delle Quarantore - A Febbraio tra la domenica di
carnevale e il martedì successivo si svolge, a Castel di
Lucio (ME), la Festa delle Quarantore, durante
la quale la chiesa di S. Carlo aviene addobbata con quintali di
arance. |
Tra
la domenica di carnevale e il martedì successivo |
Castel
di Lucio |
ME |
| Carnevale
Mastro di Campo - Carnevale di Mezzojuso. L'ultima
domenica di carnevale durante la manifestazione Il Mastro di
Campo, il paese si trasforma in scena teatrale per dare vita ad
un'antica pantomima popolare tragicomica mimata da circa 90
personaggi in costume
del XV. |
Ultima
domenica di carnevale |
Mezzojuso |
PA |
| Carnevale
Estivo - Alla fine di Luglio a Francavilla di
Sicilia, a due passi dalle gole dell'Alcantara, in provincia di Messina,
si festeggia il carnevale estivo. |
lug |
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Francavilla
di Sicilia |
ME |
| Carnevale
estivo di Acireale - Arte e Folklore "Il più bel
carnevale di Sicilia d'estate", nel mese di Agosto ad
Acireale (CT). Spettacoli, moste e degustazioni. |
ago |
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Acireale |
CT |
La
coda del diavolo.
A
Catania la quaresima vien senza Carnevale; ma in compenso c'è la festa
di Sant'Agata, gran veglione di cui tutta la città è il teatro nel
quale le signore, ed anche le pedine, hanno il diritto di mascherarsi,
sotto il pretesto di intrigare amici e conoscenti, e d'andar attorno,
dove vogliono, come vogliono, con chi vogliono, senza che il marito
abbia il diritto di metterci la punta del naso. Questo si chiama il
diritto di "ntuppatedda", diritto il quale, checché ne dicano
i cronisti, dovette esserci lasciato dal Saraceni, a giudicare dal gran
valore che ha per la donna dell'harem. Il costume componesi di un
vestito elegante e severo, possibilmente nero, chiuso quasi per intero
nel manto, il quale poi copre tutta la persona e lascia scoperto
soltanto un occhio per vederci e per far perdere la tramontana, o per
far dare al diavolo. La sola civetteria che il costume permette è una
punta di guanto, una punta di stivalino, una punta di sottana o di un
fazzoletto ricamato, una punta di qualche cosa da far valere insomma,
tanto da lasciare indovinare il rimanente. Dalle quattro alle otto o
alle nove di sera la n'tuppatedda è padrona'dí sé (cosa che da non ha
un certo valore), delle strade, dei ritrovi, di voi, se avete la fortuna
di essere conosciuta da lei, della vostra borsa e della vostra testa' se
ne avete; è padrona di staccarvi dal braccio di un amico, di farvi
piantare in asso la moglie o l'amante, di farvi scendere di carrozza, di
farvi interrompere gli affari, di prendervi dal caffè, di chiamarvi se
siete alla finestra, di menarvi pel naso da un capo all'altro della
città, fra il mogio e il fatuo, ma in fondo con cera parlante d'uomo
che, ha una paura maledetta di sembrar ridicolo; di far vi pestare i
piedi dalla folla, di farvi comperare, per amore di quel solo occhio che
potete scorgere, sotto il pretesto che ne ha il capriccio, tutto ciò
che lascereste volentieri dal mercante, di rompervi la testa e le gambe
le ntuppatedde più delicate, più fragili, sono instancabili di render
vi geloso, di rendervi innamorato, di rendervi imbecille, e allorché
siete rifinito, intontito, balordo, di piantarvi li, sul marciapiede
della via, o alla porta del caffè, con un sorriso stentato di cuor
contento che fa pietà, e con un punto interrogativo negli occhi, un
punto interrogativo fra il curioso e l'indispettito. Per dir tutta la
verità, c'è sempre qualcuno che non è lasciato così, né con quel
viso; ma sono pochi gli eletti, mentre voi ve ne restate con la vostra
curiosità in corpo, nove volte su dieci, foste anche il marito della
donna che vi ha rimorchiato al suo braccio per quattro o cinque ore il
segreto della 'ntuppatedda è sacro. Singolare usanza in un paese che ha
la riputazione di possedere i mariti più suscettibili di cristianità!
E' vero, che è un'usanza che se ne va.
(Giovanni
Verga - da Primavera e altri racconti)
DUE
FAMOSE TRASGRESSIONI A TAVOLA
Maccaruna
cchi cincu purtusa (Maccheroni ai cinque buchi - anche sette - al
ragù di maiale)
Dosi per 4 persone: 500 grammi di maccheroni a 5 buchi fresca 300 grammi
di manzo 250 grammi di cotenna 300 grammi di polpa di maiale 25 grammi
di estratto di pomodoro 1 e 1/2 kg di pomodori 2 spicchi d'aglio Mezza
cipolla 1/2 bicchiere di vino rosso 1 bicchiere di olio d'oliva
extravergine 2 foglie di alloro Basilico Prezzemolo Sale e pepe
Soffriggete, in un tegame, la cipolla con l'olio per cinque minuti ed
aggiungete poi l'aglio schiacciato, la carne di maiale, di manzo e la
cotenna tagliata a strisce larghe tre centimetri. Fate cuocere dieci
minuti ed aggiungete l'estratto di pomodoro ed il vino che lascerete
evaporare. Unite, in ultimo, i pomodori spellati e tagliuzzati, le
foglie di alloro, il sale, il pepe, il prezzemolo e fate cuocere per due
ore a fuoco basso, allungando se necessario con mezzo bicchiere d'acqua.
Bollite la pasta fresca in acqua salata, scolatela, conditela con il
ragù e le foglie di basilico e servite in tavola con una spolverata di
Grana.
Chiacchiere
Ingredienti: 450 g di farina, 100 g di zucchero, 50 g di burro, 50 g di
latte, mezzo bicchierino di limoncello o di liquore strega, un uovo,olio
di semi di arachide, una bustina di vanillina, 1 busta di zucchero
vanigliato, sale. Preparazione: mettete 100 gr. di zucchero in una
terrina, unitevi l'uovo intero e, aiutandovi con una frusta (meglio se
elettrica) battete gli ingredienti fino ad ottenere un composto spumoso.
Unite al composto il burro fuso intiepidito e, poco alla volta e sempre
mescolando il latte freddo, un pizzico di sale, la vanillina e il
limoncello, poco per volta, aggiungete poi 400 gr. di farina.
Lavorate l'impasto fino a renderlo perfettamente liscio ed elastico.
Mettete la pasta sul piano di lavoro leggermente infarinato e continuate
a lavorarla e a batterla fino a che non formera' delle bollicine. Con un
mattarello tirate la pasta in una sfoglia molto sottile e, aiutandovi
con la rotella tagliapasta, tagliatela a strisce e poi a losanghe della
grandezza desiderata.
Friggete le "chiacchiere" poco alla volta in abbondante olio
bollente. Scolatele non appena saranno dorate e mettetele su carta
assorbente da cucina. Spolverate le "chiacchiere" con zucchero
vanigliato.
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