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Aida
Satta flores nasce a Palermo il 21/09/1960. Cugina
dell'indimenticato attore Stefano Satta Flores, inizia a cantare e
suonare la chitarra in svariati gruppi.
1981 : Vince il concorso "Teen-agers canto e teatro", che la
induce a perfezionarsi. 1985 : La prima occasione importante le arriva
nel 1985 al Festival di Castrocaro che vince cantando il brano "Alkaid".
Di diritto viene ammessa al Festival di Sanremo 1986. 1986 : Presenta al
Festival di Sanremo un interessante brano da lei composto con Roberto
Colombo ed Elio Aldrighetti dal titolo "Croce del sud". Attira
l'attenzione della critica che inizia ad interessarsi alle sue attivita'.
Si apre un'intensa attivita' live. 1989 : Torna in gara al Festival di
Sanremo con il brano "Certi uomini" prodotto da Pino
Longobardi e Gino Paoli. In questo brano da lei composto Aida da' tutta
se' stessa cantandolo con eleganza ed accompagnandosi con la chitarra
tanto che le viene assegnato il "premio della critica". Il
periodo post- festivaliero, la vede impegnata in tour teatrale con Gino
Paoli. Nello stesso anno partecipa alla seconda edizione del concerto
d'autore al femminile organizzato dal premio Tenco insieme ad artiste
del calibro di Ornella Vanoni, Mia Martini, Rossana Casale, Paola Turci
e Mariella Nava. Inoltre, vince il premio Rino Gaetano come miglior
autrice di testi e musiche. 1990 : Partecipa alla maratona di
beneficenza "Telethon". 1992 : Partecipa ancora una volta al
Festival di Sanremo con il brano "Io scappo via", ma le giurie
bocciano la sua canzone. 1993 : Viene pubblicato il suo primo cd
"Il profumo dei limoni" prodotto dai Nomadi. In questo album
Aida duetta con Augusto Daolio dei Nomadi nel brano "Un bersaglio
al centro" che diviene anche sigla televisiva del programma
"Bella d'estate" trasmesso da Rai 1. Nell'estate dello stesso
anno Aida fa la spalla nel tour dei Nomadi. Dal 1994 al 1999, la Satta
Flores si concede una pausa discografica, nonostante continui a proporre
i suoi concerti in Italia ed all'estero.2000 : Recita e canta in
"Annata ricca", una commedia musicale tratta da un lavoro di
Nino Martoglio con la compagnia del teatro Biondo Stabile di Palermo
accanto a Tuccio Musumeci e Giustino Durano. 2001 :
E' presente nel programma
"Tutti in piazza a capodanno" in diretta su Rai 1 da Palermo
con Lucio Dalla, Max Gazze' ed Alexia. Inoltre propone il suo spettacolo
"Sogno l'Africa ma mi esprimo in italiano", un recital di
canzoni d'autore da lei stessa scritte, contaminate
musicalmente dalle atmosfere africane. 2003 : Esce il suo cd
"Voglio portarti musica", un interessante lavoro co-prodotto
da Francesco Panacci. 2004 : Aida propone il suo spettacolo "Sogno
l'Africa ma mi esprimo in italiano" coadiuvata da Eugenio Bennato.
Inoltre, porta la sua musica anche in diversi istituti penitenziari,
partendo proprio dall'ucciardone. Verso la fine dell'anno Aida e'
autrice del brano "La voce dell'amore" dei Nomadi contenuta
nell'album "Corpo estraneo". 2005 : L'assessorato Beni
culturali della Regione Sicilia crede fortemente nel progetto coniugare
la musica di Aida con le sonorità bandistiche e promuove il tour
"Aida Banda Flores" che riscuote un grande successo di
pubblico e critica 2006 : Esce l'album "Aida Banda Flores".La
copertina dell'album è disegnata da Sergio Staino".Partecipa alla
rassegna "o'scia" organizzato da Claudio baglioni a
Lampedusa,dove l'artista ha modo di duettare con il cantautore in un
medley che emoziona il pubblico presente.
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Arte
senza fine, davvero.
Di
Aida avevo già scritto in un'altra pagina di questo portale, ma mi sento
di ribadirlo qui, in quest'altra che le ho dedicato e che è soltanto
sua.
"Cercando De Gregori in rete, ho scovato una sua versione de L'abbigliamento del fuochista
davvero originale, suonata con la
banda nel suo CD "Aida Banda Flores". Si sa, l'appetito vien mangiando e, curioso di sapere cosa cantava questa mia conterranea oltre
alle cover, ho scoperto il suo mondo. Quando vince Castrocaro nell'85, molti
quotidiani nazionali le intitolavano gli articoli come "De Gregori in
gonnella", al punto che qualche giornale sprovvisto delle sue foto
metteva quella di Francesco! Potevo ignorarla?
Ho ascoltato il suo CD
Voglio
portarti musica e mi è capitata una cosa che da tempo non accadeva: l'ho
ascoltato in auto frequentemente, (unico luogo in cui oggi si riesce davvero ad assaporare la
musica , visto il poco tempo che ci è rimasto e considerato che
siamo costretti a viverci dentro per almeno un'ora al giorno) lasciandolo nel
lettore come "disco fisso". Ascoltandola ho capito che non è vero,
come ha detto qualcuno, che i giri armonici si sono esauriti, che non c'è
più niente da raschiare in fondo al barile. Qualcosa in fondo al barile c'era
ancora, e l'ho raccolta. A volte tenera e pacata fino a farci tuffare in soavi
fiabe musicali, all'occasione sa uscire fuori gli
artigli per arrivare a ritmi e sonorità tipicamente mediterranee, quasi
nordafricane. Gli arpeggi della sua chitarra danzano da una canzone all'altra
rendendo i brani ovattati di suoni, arrangiamenti e melodie che oggi, forse,
è difficile
trovare.".
Aida
è amica mia, ed io ne sono orgoglioso.
Come
per De Gregori, ormai non mi autodefinisco un suo fan ... ma un
amico. Ci
siamo incontrati un po' per caso, cercandoci e trovandoci a
vicenda, io attratto dalla sua
musica e lei dal mio sito.
II
17 dicembre del 2007 ci siamo potuti finalmente abbracciare al
Teatro Ambasciatori a Catania. Un appuntamento che non potevo
assolutamente disertare: sia per conoscerla di persona, sia per le sue belle canzoni (Voglio
portarti musica, I ragazzi no, Io scappo via, Sesso in frac, e tante altre)
che potevo finalmente
ascoltare dal vivo con la mia cantautrice preferita che me le
cantava su un palco pieno di luci, con la sua band e.... la sua banda.
Al
momento delle cover (fra le quali "Don Raffè" e "Sulla rotta
di Cristoforo Colombo"), Aida, da grande donna qual è, ha fatto
una cosa meravigliosa. Annunciando
"L'abbigliamento di un fuochista" e conoscendo la mia
passione per De Gregori,
mi ha salutato pubblicamente in teatro
dedicandomi anche la canzone. Avrei voluto alzarmi dalla
poltrona per ringraziarla, ma il suo omaggio mi ha
talmente
spiazzato da farmi rimanere impietrito. Un nobile gesto che non
dimenticherò (Aida, lo faccio qui).
E
poi un suo spettacolo non si può perdere. Aida è una belva da
palcoscenico, un vulcano che erutta magma sulle note musicali,
è l'unica esplosione che vorresti detonasse volentieri davanti
agli occhi e alle orecchie, tanto è benevola! Quando finisci di
ascoltare una sua canzone ti viene subito voglia di pigiare
il tasto rewind per riassaporare di che pasta è fatto il
Mediterraneo sotto forma di musica.
E
poi Aida è una gran bella persona, esuberante, spontanea, una di cui
ti puoi fidare
e che non delude mai.
In
privato com'è? Sembra che continui la sua esibizione musicale
dimenticando di essere scesa dal palco; non si nasconde
niente, è esattamente come le canzoni che scrive: limpida
e solare. E stavolta non lo dico perchè potrei essere di parte ma
perchè, sinceramente, è una straordinaria artista anche nella vita.
Grazie
Signora, per aver attraversato la mia strada.

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Aida
Satta Flores "Aida Banda Flores"
di Ugo Ficini
Che
Aida Satta Flores sia una delle migliori cantautrici è storia
nota, ma per chi ancora non avesse avuto l'opportunità di
avvicinarsi alla sua musica, suggerisco l'acquisto del suo
ultimo lavoro "Aida Banda Flores" un album dove la
musica incontra la poesia, mixata con equilibrio ai suoni tipici
delle bande. In queste canzoni emerge tutto l'essere donna che
c'è in Aida e tutta la Sua sicilianità, tutti i sapori e gli
odori della sua terra!
La
trasparenza delle acque del mar di Sicilia, ed il sole giallo
oro che ti riscalda con naturalezza, sono presenti in
"Canzone semplice" un orecchiabile brano ispirato ai
tempi in cui l'artista era bambina, e sin da allora venne rapita
dal mondo della musica. "Il Ballo della vita" è una
canzone di denuncia contro tutte le guerre, pungente e spinosa
come i fichi d'india tipici della sua terra, che cerca di
evidenziare il buono che c'è anche in coloro che commettono
questi crimini e che "il ballo della vita" nonostante
questo "Non si esaurisce, non si scandalizza, non si
definisce mai". Abbiamo poi la sensazione di essere
sfiorati dall'olio di bergamotto nella sua delicata
"Goccia", mentre la già nota e bella "Io scappo
via" che l'artista aveva porposto al Festival di Sanremo
nel 1992, qui viene reinterpretata con un nuovo arrangiamento
che la rende "bella e buona" come la frutta martorana.
In "Sesso in frac" si legge la passionalità,
l'intensità del succo di arancia rossa e nella struggente
"Ninna nanna d'amore" c'è tutto il dolce e l'amaro
delle mandorle. "La canzone che non sai" è invece una
dolcissima dedica da parte di una madre ad un figlio per
insegnargli che "la canzone che non sai, è la vita che
scriverai" e nessuno potrà mai insegnarti a scrivere
questa canzone se non vivrai intensamente tutta la tua vita.
Questo brano è anche un grido di speranza alla vita e dato che
generalmente il colore verde si associa alla speranza, vorrei
associare questo brano al colore ed al sapore dei pistacchi
siciliani.
Chiudono
l'ottimo album alcuni omaggi che Aida vuole fare alla canzone
d'autore reinterpretando "Sulla rotta di Cristoforo
Colombo" di Lucio Dalla ed Edoardo De Angelis,
"L'abbigliamento di un fuochista" di Francesco De
Gregori e la celebre "Don Raffaè" di Fabrizio De
Andrè, dimostrando ancora una volta la sua duttilità vocale e
regalandoci quelle che sono "le sue emozioni".
L'album
è arrangiato da Ruggiero Mascellino per il novanta per cento,
con la partecipazione del complesso bandistico "Giuseppe
Verdi" diretto dal maestro Salvatore Di Grigoli ad
eccezione delle canzoni "Il ballo della vita"
arrangiata dallo stesso maestro Di grigoli e "Ninna nanna
d'amore" arrangiata da Leonardo Bruno.
Completano
il tutto un libretto ricco di foto, di appunti che rivelano la
vera essenza e poesia di Aida Satta Flores e la grande poesia di
Alda Merini. E la Sua voce e la Sua musica diventano sempre di
più la "mia cocaina"!
E
già vorrei ascoltarLa in qualcosa di nuovo...
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Ciao
Luigi,
le cose qui non sono cambiate, anzi il mondo fuori dalle canzoni
sta pure peggiorando!
Tu,
però, hai smosso davvero tante coscienze, purtroppo solo nelle
menti degli autori di canzoni o rari pensatori, che magari
spesso non riescono o non vogliono gettarsi nella mischia
mediatica che ci sta fagocitando tutti.
Ah
sapessi che esibizionismi, che progressi, che telefonini senza
fili, che immagini nelle case, nelle scuole, nel privato...
l'era dell'apparire a tutti i costi ha preso il sopravvento, e
non proprio in un tempo Lontano lontano dalla tua esistenza. Per
sentire un po' di realtà, ormai, non ci resta che il
telegiornale: ma che brutte notizie!
Personalmente
non sono e non voglio allenarmi per stare al passo coi tempi, e
se ci provo... mi viene il fiatone!
Dalla
tua morte tanto si è detto e scritto su di te. Risuonano ancora
attuali, e implacabili, le parole di Quasimodo: "Luigi
Tenco ha voluto colpire a sangue il sonno mentale dell'italiano
medio. La sua ribellione, che coincideva con una situazione
personale di uomo arrivato alla resa dei conti con la carriera,
ha però ancora una volta urtato contro il muro dell'ottusità.
Chi non è in grado di domandare un minimo di intelligenza ad
una canzone non può certo capire una morte".
Lo
sai? Io che in Canzone Semplice ho scritto "io mi
sconfortavo se non producevo, e negli occhi mi viaggiava un velo
di noiezza" e ancora "alzo il volume della vita,
perché la Vita è un'altra cosa e una canzone non lo
sa"... anche ricordandomi di te... non voglio più
sconfortarmi e, nel tentativo di capire la tua morte,
continuerò per la mia strada, chiedendo sempre un minimo di
intelligenza... almeno alla canzone. Ciao
Luigi.
Aida |

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