

di Alessandro Russo e Mimmo Rapisarda
si ringrazia Angelo Scaltriti e Catania Magazine
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PALERMO-CATANIA
0-4 (Primo tempo: 0-3)
CATANIA:
(4-1-3-2): Bizzarri; Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano (dal 1' st
Silvestri); Carboni; Ledesma, Biagianti (dal 25’st Izco), Baiocco;
Mascara, Morimoto (dal 1' st Paolucci). (A disp.: Kosicky, Tedesco,
Spinesi, Martinez). All.: Zenga.
ARBITRO: Rosetti di Torino. ESPULSO: Bresciano (P) al 16' pt. AMMONITI: Simplicio (P), Migliaccio (P), Capuano (C).NOTE: giornata di sole, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 21.287. Angoli: 8-2 per il Palermo. Recupero: 1' pt, 5' st. |
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Tema: “ Descriva il candidato la gioia sportiva più grande di tutta la sua vita.” Svolgimento. L’orologio
a cucù indica le sei antimeridiane spaccate del primo giorno di Marzo
dell’anno del Signore 2009, prima domenica di Quaresima, quando le
piccole pesti, Oriana e Matteo, decidono di far scattare l’ora X.
Ancora una volta senza pietà alcuna, ad un ignoto segnale prestabilito,
i due marmocchi Russo, dieci mesi ancora da compiere, buttano giù dal
letto me e Laura, mia moglie. Prima che strillino ulteriormente, mi
tocca alzarmi e condurli nel campo da gioco: un letto matrimoniale
regolamentare, con tanto di porte, tribune, spogliatoi, mix-zone e
tabellone luminoso. Io e Matteo vestiamo la tradizionale casacca rossazzurra con lo stemma dell’Elefante ben in vista. Dall’altra parte del talamo, Laura e Oriana, con addosso due camicette rosa, hanno il privilegio del calcio d’inizio. Già dalle prime battute, non c’è storia: troppo forti i maschietti che sciorinano una grande lezione di football. Col passare dei minuti, l’incontro si trasforma per noi in apoteosi. Al triplice fischio del direttore di gara, il tabellone segnala il risultato di 4 a 0 in favore dei rossazzurri, mentre dagli spogliatoi si odono felicitazioni e crucci di vincitori e vinti. “Batti il cinque, Matteo: è stata una partita fantastica, infarcita di azioni spedite e tiri come saette” “C’era
vento e poi gli dei della palla tonda non sono stati benevoli con i
nostri colori, Oriana.” La
gioia per la grande prestazione mattutina, condita dal raggiungimento
dei tre punti in palio, è enorme; la successiva gigantesca euforia mi
fa dimenticare di tender l'orecchio alle previsioni zodiacali
radiofoniche. Vuole la consuetudine, infatti, che la domenica
mattina, appena sveglio, ascolti alla radio l’oroscopo settimanale per
lo Scorpione. Con l’animo
sufficientemente predisposto a gioie e dolori, mi preparo così per il
nuovo dì di festa e i successivi sei.
Fa nulla, la mia nuova
settimana non sarebbe potuta cominciare
meglio. Dopo
pranzo, alle tre in punto, mentre Laura dà la pappa a Matteo e Oriana,
sorseggio un caffè e penso
a voce alta. “Azz, sono due anni che non si vince lontano dal Massimino. Se ci
riuscissero oggi al Barbera di Palermo, nel giorno della
quattrocentesima gara in A,
gli uomini di Zenga si laurerebbero eroi del pallone con lode e bacio in
fronte.” Nello
stesso istante, a circa centonovanta chilometri di distanza, undici
giovanotti dipinti di un rossazzurro sfavillante si preparano a una
nuova sfida. “Noi siamo
il Catania ’46, -urlano a gran voce e intanto si guardano fitti
negli occhi- i campioni di Trinacria.” Mentre ripassano schemi e movimenti, trattengono
il respiro e gonfiano il petto: provano
così a stringere i nodi del proprio destino con la storia del Club
dell’Elefante. I
loro nomi ? Albano
Bizzarri, Alessandro
Potenza, Matias Silvestre, Lorenzo Stovini, Ciro Capuano, Ezequiel
Carboni, Pablo Ledesma, Davide Baiocco, Marco Biagianti, Beppe Mascara e
Takayuki Morimoto. Sull’altra
metà del rettangolo verde, l’U.S.
Città Palermo in pantaloncini neri e casacca rosa pallido con
l’aquila per distintivo guadagna il prato del terreno di gioco,
prendendo posto alla spicciolata. La
scelta tattica di mister Walter Zenga, stratega della panchina etnea,
prevede una formazione per nulla abbottonata, anzi lineare ed
equilibrata. Quattro
sono i centrocampisti in linea per formare una diga elastica che argini
le iniziative nemiche: l’ordine è ‘Contenere
e ripartire’. I primi dieci minuti sono molto tattici e servono ai
due schieramenti per studiarsi a vicenda, ma il Catania
è più pimpante e mantiene alto il baricentro. Grazie a un facile cambio
di passo, ottimo possesso palla e rapida costruzione di gioco, la supremazia
territoriale si fa presto costante.
L’
U.S. Città Palermo è un
pugile che prende botte da tutti i lati;
non ha il tempo per risvegliarsi che viene stordito e mandato al
tappeto. L’elefante rossazzurro sale in cattedra, poi
sull’astronave e raggiunge lo spazio, mentre l’aquila rosanero
affonda inesorabilmente. Il
solo Miccoli prova a tenere in piedi la baracca e cerca invano di dare
la sveglia agli imbambolati compagni. Sette minuti dopo, dalla lunetta
di centrocampo, Morimoto appoggia di testa al folletto di Caltagirone,
Beppe Mascara. Il magnifico giocoliere di casa nostra intravede
Amelia fuori dai pali e, con acuta pazzia, calcia al volo un destro
d’istinto. La sfera di cuoio con una naturalezza sfacciata supera
sette cieli, volteggia nello spazio e poi ‘uccella’
il portiere palermitano. E’ tutto marca liotru il gol più bello del
mondo, una perla da
cineteca che entra nell’epica calcistica.
Anche il pubblico rosanero non smette di applaudire la splendida
marcatura, un colpo
di genio lungo cinquanta metri che incorona Beppe re del derby. “Incredibileee,
-urlano i commentatori di radio e tivù, intontendo ulteriormente gli
spettatori palermitani in tribuna- meglio
di Maradona, Del Piero e Beckham.” “
Mamma miaaaaaaaa,
- il ruggito inconfondibile di Angelo Patanè è carico di
pathos- mamma
miaaa, da impazzire. Che gol
incredibile, un gesto
balistico assolutamente i n
c r e d i b i l e ! “ M e r a v i g l i o s o , - sulle note dei Negramaro, invece, canta a squarciagola Angelo Scaltriti- ma non ti accorgi di quanto il mondo sia ......... m e r a v i g l i o s o…” Sul
tre a zero, con i rosanero sommersi dai fischi di tutto il Barbera,
termina il primo tempo.
Trascorrono i minuti, entrano Michele Paolucci, Mariano Izco e Christian
Silvestri e i rossazzurri restano padroni del campo. Quando vogliono, ci
danno dentro, pigiano sull’acceleratore e per i cugini rosanero sono
guai. Biagianti calamita palloni in quantità industriale e
semina il panico, poi ci
prova Mascara con una conclusione al volo, fuori di un soffio. Al
sessantaseiesimo, l’elefante riparte: Mascara serve Biagianti che si
incunea in area in slalom e scodella al centro per l’accorrente
Paolucci. Il numero nove scocca
un tiro di
prima, potente e preciso:
4-0 . C’è gloria anche per uno strepitoso Bizzarri, sempre
pronto a negare la meritata rete della bandiera. L’US
Città Palermo è a pezzi, annichilito, strapazzato e umiliato; il Catania ‘46 è da
favola, brioso, sciolto e spumeggiante. Quando ero bambino, estasiato ascoltavo da mio nonno Giuseppe le storie di Orlando, di Rinaldo e della bella Angelica. Un giorno ai miei nipotini, racconterò invece dei ghiribizzi dei loro genitori, Oriana e Matteo. Ma gli dirò anche di una domenica fuori del comune, del gran balzo di Pablo, del fendente di Takayuki, del colpo di genio di Beppe e del tocco delizioso di Michele. Insomma del delirio rossazzurro, del tracollo rosanero e della gioia sportiva più grande di tutta la mia vita.
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DI TUTTO, DI PIU'
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Storia di una rivalità che profuma di primato Catania
e Palermo, due città, due realtà da sempre storicamente rivali si
ritrovano anche quest'anno ad affrontarsi nella massima competizione
calcistica italiana: La Serie A. Scontro
al vertice che fa tornare alla mente una rivalità tra due squadre. Una
rivalità che è andata a volte oltre il limite, superando la
competizione calcistica, sfociando in una contesa economica tra due
città che da sempre hanno voluto primeggiare in Sicilia. Difficile non menzionare anche accadimenti tragici a margine di una partita che dovrebbe profumare sempre di sport, ma che a volte è sfociata nelle violenza non coinvolgendo solo qualche facinoroso, come nel caso del purtroppo indimenticabile derby del 2 febbraio 2007, giornata in cui si è scritta forse la pagina più nera della storia del calcio italiano. La morte del poliziotto Filippo Raciti, a margine di un incontro divenuto scontro fuori dalle mura del Massimino, resterà il simbolo di ciò che il calcio non deve e non può essere. Non resta che augurarci che il prossimo derby tra Catania e Palermo sia solo una festa di sport e che vinca il tifo per la Sicilia. Catania
Calcio e NewsPagina Iniziale Il Catania dei nostri ricordi Il
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Catania 1961/62 Il Catania 1962/63 Accoltellamenti romanisti Il Catania
1963/64 ? Il video Catania-Reggina (2-0) Spinesi si prepara al derby ? 1961/62 Catania-Palermo 0-0 Palermo-Catania 0-0 1962/63 Palermo-Catania 1-1 (4' Fernando, 43' Prenna rig.) Catania-Palermo 0-0 2006/07 Palermo-Catania 5-3 (27’ Corona, 28’ Gio. Tedesco, 47’ Simplicio, 65’ Mascara , 69’ Corini rig., 74’ Amauri, 81’ Barzagli, 92’ Spinesi) Catania-Palermo 1-2 (50' Caracciolo, 58' Caserta, 81' Di Michele) 2007/08 Catania-Palermo 3-1 (29' Mascara, 41' Spinesi rig., 63' Caserta, 89' Martinez) Palermo-Catania 1-0 (84' Miccoli) 2008/09 Catania-Palermo 2-0 (69' Martinez, 87' Mascara rig.) |

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Palermo e Catania: un odio antico come il vino. Può
suonare paradossale ma per chiunque viva lontano dalla propria terra d’origine
l’onore e il buon nome di questa sua terra vale molto di più di
quanto vale per chi è rimasto ad abitarci. Oggi però è una di quelle
pochissime giornate della mia vita in cui essere siciliano, essere
catanese, mi dà vergogna. Un
uomo ucciso, decine di arresti e di feriti, l’intero quartiere dello
stadio gettato nel panico della guerriglia urbana, strade devastate, una
sconfitta onorevole sul campo di gioco che è diventata onta per la
coscienza di una città. Questo però non è gioco, non è sport ed è
ora di finirla. http://www.catanesiaromaenelmondo.it/News-file-article-sid-2.html |

