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Rete:
nel st 15’ Maxi Lopez.
Catania
(4-3-1-2): Andujar 6, Alvarez 6, Bellusci 6 (23' pt Terlizzi 6),
Silvestre 6.5, Marchese 6, Izco 6, Biagianti 6 (30' st Carboni
6), Ledesma 5, Mascara 6, Maxi Lopez 6.5, Antenucci 5 (18' st
Gomez 6). (30 Campagnolo, 4 Delvecchio, 15 Morimoto, 20 Martinho).
All. Giampaolo 6.
Udinese (3-5-2): Handanovic 6, Benatia 6, Coda 6 (36' st
Cuadrado sv), Domizzi 6, Isla 6, Pinzi 5.5 (23' st Floro Flores
6), Inler 6.5, Asamoah 6.5, Armero 6.5, Sanchez 6.5, Denis 5 (27’
st Corradi). (6 Belardi, 19 Badu, 26 Pasquale, 45 Angella). All.
Guidolin 6.
Arbitro: De Marco di Chiavari 5.5.
Note: angoli 6-5 per il Catania. Recupero 1' e 4'. Espulso
Ledesma (40' st per doppia) ammonizione. Allontanati dalla
panchina Pasquale e il tecnico dell'Udinese, Guidolin (38' st),
entrambi per proteste. Ammoniti Terlizzi e Armero per
comportamento non regolamentare, Pinzi e Ledesma per gioco
scorretto, Benatia per proteste. Spettatori paganti 3.135,
abbonati 9.283, incasso 41.121.

Catania,
il digiuno è finito
I rossazzurri tornano al gol dopo 367 minuti e alla vittoria
dopo sei giornate battendo l'Udinese per 1-0. Decide un colpo di
testa di Maxi Lopez. Espulso Ledesma nel finale
Il Catania spezza la serie di sei incontri senza vittorie e
di 307 minuti senza gol all'attivo. A incaricarsi di rompere il
sortilegio è Maxi Lopez, chi se non lui.
Dopo
avere battagliato a lungo con la difesa avversaria, il bomber
argentino trova il guizzo di testa che decide la partita con
l'Udinese firmando così la sua seconda rete stagionale e
interrompendo a sua volta un'astinenza personale che durava
dalla gara interna col Cesena.
Non
è stato semplice per gli etnei avere ragione dei friulani
nonostante la decisione di Giampaolo di passare a un assetto
più offensivo optando per un 4-3-1-2 con Mascara suggeritore e
Lopez affiancato da un altro attaccante, Antenucci.
Il
cambio di modulo non aggiunge particolare incisività alla
manovra etnea. Nell’intero primo tempo gli etnei non vanno
oltre una punizione dal limite di Mascara respinta da Handanovic
e due tiri dalla distanza di Biagianti fuori bersaglio.
Antenucci e Maxi Lopez cercano di non dare riferimenti
scambiandosi spesso di posizione, ma l’Udinese, corta e
compatta a centrocampo, tiene bene il campo.
Qualche
affanno in più ce l'hanno i rossazzurri quando i friulani
alzano le frequenze affidandosi alla qualità di Sanchez, non di
rado capace di mettere in apprensione il reparto arretrato
etneo, in versione d’emergenza e costretto a perdere un altro
pezzo a metà del primo tempo, quando Bellusci accusa un
problema muscolare e cede il posto a Terlizzi. Neppure i
bianconeri, comunque, impegnano Andujar più di tanto reclamando
due volte il penalty con Denis e dando vita a un paio di mischie
in area che non producono effetti.
La
partita è bloccata: pochi spazi e molto equilibrio. A imprimere
la svolta all’incontro è il gol di Maxi Lopez. E’ del
bomber argentino il colpo di testa vincente su corner di Mascara
che sblocca il Catania. Guidolin modifica subito l’assetto
inserendo una punta in più (Floro Flores per Pinzi) e buttando
poi nella mischia anche Corradi, ma l’Udinese è deficitaria
in fase di finalizzazione e non riesce mai a impegnare Andujar.
La
palla buona per gli ospiti, dopo l’espulsione per doppia
ammonizione di Ledesma e quella dalla panchina di Pasquale e
Guidolin, arriva sui piedi di Cuadrado a cinque minuti dallo
scadere, ma la deviazione sottomisura del nuovo entrato si perde
oltre la traversa.
Final..Maxi!!!
di
Max Licari (calciocatania.com)
Maxi
Lopez, finalmente...Rivoluzione "Jeanpaul""
In un colpo solo, risultato, classifica e Maxi Lopez. Giampaolo
non poteva chiedere di più al match casalingo contro i
bianconeri friulani di Guidolin (privo del suo uomo migliore, Di
Natale) e, soprattutto, non poteva approcciare in modo migliore
il difficile derby di domenica prossima a Palermo, come al
solito una delle gare più sentite dalla tifoseria rossazzurra.
Il Catania, con l'odierna vittoria di misura, si attesta a metà
classifica (14 punti), in condominio proprio con i rosanero e
l'Udinese, sfata il tabù gol (in rete dopo 3 match in
"bianco") e si pone in condizione di guardare al
futuro con maggiore serenità, senza l'assillo del risultato a
qualsiasi costo. Molti tifosi attribuiranno tali accadimenti
alla cosiddetta "rivoluzione" giampaoliana: in
pratica, dentro il tanto sospirato tandem Maxi-Antenucci, con
Mascara a sostegno (trequartista nell'ambito del 4-3-1-2
prescelto) e, addirittura, Ledesma al posto di Carboni a
centrocampo. Fuori Carboni, Ricchiuti e Gomez, fra i più
utilizzati durante l'attuale gestione. Quattro giocatori
offensivi in campo, per di più (a differenza del
"sistema" Ricchiuti-Gomez-Mascara-Maxi della partita
contro la Fiorentina) con due punte vere a dividersi i compiti
in avanti. In tanti penseranno che, seppur non sciorinando
calcio d'alta scuola, macinando poche occasioni da rete (ma
l'Udinese ha "cattigghiato" Silvestre & co,
diciamolo, compreso il pur bravo Sanchez, mal supportato dallo
scandaloso Denis, "tanke" da birreria fuori porta, in
tutti i sensi), soffrendo come sempre si soffre nel nostro
equilibratissimo campionato (chiedere stasera a Juve e
Inter...), proprio il fatto di poter mettere pressione
all'avversario con un maggior numero di elementi offensivi abbia
nuovamente condotto il Catania al successo dopo 6 lunghi turni.
Ebbene, ritengo che questa possa risultare una sorta di mezza
verità o, se preferite, mezza bugia. E' vero che, prestando
finalmente ascolto alle invocazioni mistiche della
"piazza" e di metà della sua stessa squadra,
Giampaolo ha, se non altro, inviato un segnale ai naviganti, in
special modo ai propri giocatori; in buona sostanza, il succo:
io vi aiuto, ora aiutatevi. Un segnale positivo che ha giovato a
tutto l'ambiente, in quanto ha tranquillizzato, e non poco, i
tifosi impazienti di assistere a prestazioni più
"coraggiose". Tuttavia, e il primo tempo lo dimostra,
non è che si possa mutare pelle in un "amen", due,
tre o mille punte che siano. La vera differenza l'ha fatta la
voglia più che il modulo o il numero di giocatori d'attacco in
campo. Si è visto subito, malgrado le difficoltà già citate,
un approccio diverso, più "cattivo", da parte di
Maxi, di Biagianti, di Mascara, di tutta la compagine etnea.
Voleva vincere, voleva il sospirato gol e, nell'ambito di una
ripresa di certo maggiormente propositiva, ha ottenuto tutto
ciò, per giunta facendo "bingo": rete di Lopez, prima
di testa nel campionato italiano. E non sfugga che la segnatura
sia giunta su calcio piazzato e non su azione, a testimonianza
che risiede proprio nelle "palle ferme",
magistralmente calciate da Mascara, il punto di forza della
squadra. Quelle stesse palle ferme "nemiche" contro
Bologna, Napoli e Fiorentina, per esempio. Quindi, piano con
elucubrazioni tattiche, scandagli filosofici e minchiate (cito
lo stesso Lo Monaco) similari. Un fondo di verità c'è, ma
ancora siamo agli inizi, andiamoci piano. Godiamoci la vittoria,
la seconda migliore difesa del campionato, la classifica
tranquilla e proiettiamoci verso il derby di Palermo con
passione e civiltà.
Maxi,
nuova vita
Che
le paturnie della "gallina" possano cessare appare, a
questo, punto pacifico. Ha fatto gol (il secondo in campionato),
ha giocato accanto a una punta vera per buona parte della gara,
ha disputato una parita d'impegno, volitiva, di sostanza, ha
segnato un punto a suo favore nella diatriba con l'allenatore.
Adesso, però, basta, niente più alibi. Può tornare
serenamente a essere Maxi Lopez, a segnare, a far sognare i
tifosi del Liotru. La cosa che fa più ben sperare è che, anche
dopo la sostituzione di Antenucci (sufficiente la sua
prestazione, ma ci attendiamo di più da uno del suo valore),
con Gomez (un esterno di centrocampo, quindi) in campo,
l'argentino ha continuato a lottare, a pressare, a sferragliare,
senza incupirsi in fumiganti contorcimenti mentali dovuti a
presunta assenza di adeguato accompagnamento offensivo. Un
"salto di qualità" evidente. Anche perché le
probabilità che Giampaolo schieri contemporaneamente lui e
Mirko al "Barbera" sono uguali a quelle che Ruby
"rubacuori" entri in un convento delle Orsoline.
Ledesma,
dolce e amaro
Pablo, croce e delizia del pubblico catanese. A sorpresa in
campo, ha giocato discretamente, producendosi in alcune
verticalizzazioni che nel Catania solo il suo piede vellutato
produce. E correndo, lottando... Poi, l'espulsione, giusta,
comminatagli dall'arbitro De Marco per un doppio fallo da
ammonizione. Un "rosso" evitabile che, fra l'altro, ha
fatto soffrire non poco negli ultimi 10' i suoi compagni,
pressati dall'Udinese di Guidolin (anch'egli espulso per
proteste, come il panchinaro Pasquale). Ecco, Pablo dovrebbe
evitare, per la squadra e per sé stesso. Salterà Palermo e uno
dai piedi buoni, nelle ripartenze, sarebbe servito contro i
rosanero, cui fra l'altro (se ben rimenmbro) ha già segnato...
Disdetta
Bellusci
La maledizione della difesa si abbatte ancora sul Catania. Dopo
Spolli e Capuano, ecco il giovane ex ascolano, che stava facendo
benissimo. Esce dopo pochi minuti, sostituito dal solito, solido
Terlizzi (e meno male...). Speriamo non sia niente di grave,
sebbene a Palermo si possa contare sul rientro dalla squalifica
di Potenza.
Il
derby della civiltà
Mai come questa volta il risultato sarà in secondo piano nel
derby dei derby. L'imperativo categorico sarà fare bella
figura, dimostrare al mondo che tutto è cambiato, che Catania e
Palermo sono isole di civiltà, gettando nell'oblio il passato
di violenza che, purtroppo, ancora troppo spesso continua ad
aleggiare in talune solipsistiche ricostruzioni mediatiche o
pseudotali. I tifosi del Catania saranno ospitati al
"Barbera" e, ne sono sicuro, daranno esempio di
maturità, così come faranno i supporters rosanero. Questa
"apertura" dobbiamo meritarcela fino in fondo. Certo,
se poi giungesse da Palermo, come in occasione di un famoso 1
marzo, un certo grido, poi un altro, successivamente un terzo e
infine un quarto (ma ci si accontenterebbe di qualcosina in
meno...), il tifoso catanese chiuderebbe il cerchio della
Beatitudine.
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