Scendendo in Pescheria a Catania, quante volte avreste voluto conoscere il nome del pescivendolo, quello che vende pesce freschissimo, da consigliare a qualche amico? Magari te l'hanno pure detto, ma, oltre al nome, hai dimenticato anche la postazione.

Munito della mia insaziabile fame di scoprire sempre di più la mia città e dell'antica passione per i soprannomi che la contraddistingue, soprattutto quelli "marca Liotru", ho voluto creare qualcosa che forse nessun ha mai pensato di fare, vale a dire uno spazio web dedicato a coloro che rendono famoso in tutto il mondo questo luogo sacro per i catanesi: i pescivendoli (in dialetto "pisciari", ancora di più "pisciara" o "marinara", alla catanese). Quindi, con la più che competente collaborazione di un caro amico, si è resa possibile la nascita de L'ALBUM PANINI DELLA PESCHERIA DI CATANIA.

Ciascun pescivendolo è raffigurato con la propria immagine, GIA' PRESENTE DA TEMPO SU INTERNET (e per forza di cose non recente), la zona del mercato in cui opera e lo straordinario ed esilarante "peccu" o “peccuru” (il soprannome) che, in alcuni casi, nella forma catanese trasforma addirittura il vero nome e cognome: vedasi Battaglia che diventa “Battagghia” oppure Orazio che diventa "Arazziu". Naturalmente, i nomi e cognomi di ognuno sono stati omessi per ovvie ragioni di protezione dei dati personali.

Tutte le figurine sono state realizzate grazie alle preziose ed "autorizzate" indicazioni dettatemi da Pippo Costanzo “Cancilleri", memoria storica della Piscarìa di Catania.

Ecco a voi le figurine della Piscarìa, per il sottoscritto più preziose di quelle di Pizzaballa & Co.

Mimmo Rapisarda

 

Tutte le figurine sono state realizzate grazie alle preziose ed "autorizzate" indicazioni

dettatemi da PIPPO COSTANZO “Cancilleri", memoria storica della Piscarìa di Catania.

 

Video di Ciuridda

Poco si conosce sulla vita dell’architetto Alonzo Di Benedetto che, assieme a molti altri fra i quali si ricorda Francesco Battaglia, partecipò alla ricostruzione di Catania dopo il catastrofico terremoto del 1693. Fra le opere a lui attribuite si ricordano Palazzo Biscari, Palazzo Tezzano e Palazzo del Seminario dei Chierici. A lui è intitolato il luogo dove regna la Pescheria, scavato sotto il palazzo del Seminario dei Chierici nel Cinquecento

 

 

 

 

 

Video di Ciuridda

La Galleria collega la porta della Pescheria in Via Dusmet a Piazza Alonzo Di Benedetto.

Al suo interno, sotto la porta di Carlo V,  lo sbocco su piazza Pardo.

 

   

 

FRA LA GALLERIA E LA PIAZZA PARDO C'E' LA PORTA DI CARLO V, QUELLA VERA.

 

Nota in passato come Porta delli Canali, prendeva il nome dall'omonima fontana sulla quale si affacciava, è l'unica porta superstite. La grande apertura, realizzata con largo uso di blocchi lavici ben squadrati provenienti probabilmente da un non ben identificato monumento antico, fa verso all'arte classica di cui sono evidenti citazioni le lesene a capitello tuscanico e il registro metopale che esse reggono. Su tutto una lapide marmorea incisa in caratteri e lingua latina che esprime il desiderio di Carlo V di dotare di mura la città di Catania, donde l'attuale nome. Un tempo aperta e ben visibile, a seguito della ricostruzione settecentesca venne inglobata da una fabbrica del sovrastante Seminario dei Chierici.

La posizione e la presenza della lapide commemorativa, nonché l'interesse del Lanario di abbellire questo tratto di mura fanno pensare che la Porta fu destinata per essere la principale apertura a sud, in sostituzione della Porta del Porticciolo e della Porta della Decima. La monumentale Fontana dei 36 Canali da cui prese in passato il nome venne realizzata nel 1621, dietro un preciso piano di abbellimento e decoro voluto da don Francesco Lanario Duca di Carpignano, sulle mura di fronte alla Porta e sopra di essa stava una sorta di tribuna adornata con pitture che raffiguravano la storia del dio fluviale Amenano, ma venne distrutta poi dall'eruzione del 1669. Oggi una fontana ben più ridotta, la Fontana dei Sette Canali rimane a ricordo di quella maggiore in piazza Alonzo di Benedetto, non distante dalla Porta di Carlo V.

fonte: Wikipedia

 

Video di Ciuridda

Il nome della Piazza è dedicato al palazzotto attiguo alla Fontana dell'Amenano. Il Palazzo, dei San Martino di Ramondetta, fu edificato l’anno seguente il sisma del 1693 che rase al suolo Catania. Il progetto architettonico è opera di uno dei pochi architetti rimasti vivi dopo il sisma, Alonzo di Benedetto, che si occupò anche della riorganizzazione di Piazza Duomo. La nobile famiglia arrivò a Catania nel XVI secolo, divenendo una delle più influenti casate cittadine, tanto da voler prendere casa ad un passo dall’Arcivescovado e dal Palazzo dei Chierici.

 

 

 
   

....continua

 

 

 

 

 

ALTRE FOTO ANTICHE DELLA PESCHERIA

(si ringraziano le famiglie che le hanno concesse)

la storia della Pescheria

 

 

 

 

 

 

 

LA BERSAGLIERA

la candelora dei Pisciari (pescivendoli).

 

In stile rococò, detta anche “a Bersagliera”, si distingue per una corona floreale, pendente dagli altorilievi del secondo ordine, che conferisce una sensazione di movimento durante le evoluzioni dell’annacata. Al centro l'enorme cerone offerto dalla categoria alla Patrona.

E' stata restaurata nel 1986 mentre era rettore Salvatore Romeo. Ogni rettore cura annualmente lo stato della candelora, si interessa assieme ai collaboratori per la scelta dei portatori detti " a chiumma" per il complesso bandistico e per tutto ciò che è necessario alla festa.

Caratteristico il mazzetto di fiori freschi, oggi sostituito da fiori artificiali, che un tempo completava la candelora, che, al tempo dell’Arcivescovo Bentivoglio, veniva benedetto durante una manifestazione nel cuore della pescheria, la mattina del 3 febbraio.

In essa si ammirano i palcoscenici inneggianti al Martirio di Sant'Agata. Gli altarini sono cinti da una ghirlanda che dondola al procedere, rendendola così inconfondibile rispetto alle altre. La parte apicale, con corona a cimosa floreale artificiale, è cinta da tripudio di bandiere e gagliardetti ex-voto.

Sempre alla base  il nome del presidente della casa del pesce. Assieme ai festoni, segno dell'eternità, troviamo scolpiti dei pesci. Alla base vengono inserite due resistenti stanghe con al centro due trasversali per sollevarla da terra. Le stanghe vengono poste sulle robuste spalle dei portatori, lateramente a destra e a sinistra sono poste le " currie " delle grosse cinghie per bilanciare il peso e dare alle candelore quella grottesca e caratteristica andatura detta " annacata ".

Il centro della candelora è costituito da una sorta di piccoli palcoscenici che riproducono scene della " Passio Agathae" , cioè del martirio della Santa, come ad esempio l'interrogatorio dinanzi a Quinziano , lo stranno delle mammelle, la visita di San Pietro in Carcere, il martirio del fuoco.

Ai quattro angoli di questo ordine quattro preziosi angioletti che sorreggono nelle loro mani simboli agatini. Sotto la corona troviamo le statue di S Sebastiano, S. Giovanni Battista, S. Francesco di Paola preotettore della gente di mare, S. Pietro, S. Giuseppe, S. Paolo, S.Giorgio e S. Placido.

Caratteristico è il mazzetto di fiori freschi realizzato all'epoca dal fioraio Giovanni Milici che completa la candelora (oggi purtroppo di fiori artificiali). Questo mazzetto veniva benedetto durante una suggestiva manifestazione nel cuore della pescheria, la mattina del 3 febbraio dall' Arcivescovo Bentivoglio. la Bandiera tricolore fu dono del re Vittorio Emanuele III , in visita a Catania alla categoria. Caratteristica di questa candelora è la ghirlanda di fiori posta al di sopra della scenografia che oscilla al movimento del passo rendendola inconfondibile rispetto alla altre. Nel restauro l'antico cerone interno venne sostituito con uno in legno più leggero, quello antico si trova ora nella cappella della Madonna in Cattedrale. Si conserva all'interno del mercato ittico.

 

 

 

 

Clicca qui per vedere il video per intero e a grande risoluzione su youtube, by "Cereo Pescivendoli Official"

 

 

FOTO ANTICHE DELLA "BERSAGLIERA".

 

AL MERCATO ITTICO "U SGABBELLU"

 

QUESTA PAGINA WEB E' ACCESSIBILE DA

www.mimmorapisarda.it/pescivendoli.htm

la pagina facebook "Conoscere Catania" (di Pippo Costanzo)

 

si ringraziano per le fotografie Francesco Raciti, Andrea Mirabella, Francesco Pappalardo, Elena Erikson, Nerd Meister, Bob Marcacci,

(tutti i diritti riservati)

 

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in sottofondo il Coro della Pescheria di Catania