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Il giorno che diventai nerazzurro per sempre. In quel Catania-Inter del 28.3.1971, io c'ero. Tipico dei ragazzini, la notte prima non riuscii nemmeno a dormire pensando di veder giocare la squadra del mio cuore: l’Inter! Era l’Inter zeppa di vice Campioni del mondo ai Mondiali di Messico ‘70: Mazzola, Facchetti, Burgnich, Bertini, Boninsegna e prossimi a conquistare lo scudetto. Ero seduto nella tribuna laterale ma quando vidi sbucare le squadre fuori dagli spogliatoi, cominciò a battermi il cuore. In quella partita, stranamente, l'Inter giocò con la divisa ufficiale con quell'azzurro bellissimo sulle maglie che oggi non si usa più. Non potevo rimanere là, dovevo vederli da vicino e scesi in curva fin dietro alle porte, proprio vicino alla bandierina del calcio d'angolo per vedere meglio le azioni, fino a vedere che marca di scarpini usava Bordon! Quel giorno il Cibali era un pantano, ma c’era abbastanza verde da far spiccare quei colori indossati dalla pantera Jair, da Mariolino Corso, dallo stantuffo Bertini e dal CENTRAVANTI Boninsegna. Il vedere le mie figurine Panini lì davanti, in carne ed ossa, mi faceva venire i brividi. Quando smise di piovere, seppur inzuppato dalla testa ai piedi, ero ancora lì e al settimo cielo. L’erba bagnata emanava un fresco odore e potevo sentire Bordon mentre incitava Bellugi a lanciare il pallone verso l’ennesima cavalcata di Facchetti. Mi sembrava di stare in mezzo ai miei campioni e non al Cibali, ma a San Siro. Cosa potevo desiderare di più a 13 anni? Oggi tutto questo sarebbe stato normale, ma negli anni Settanta no, era diverso e irraggiungibile. Clamoroso al Cibali, in quel pomeriggio si realizzò un sogno! Per essere lì presente, abbracciato a Bonimba, sarei stato disposto anche a patteggiare con la famiglia per un corso di ripetizione e recupero di matematica (per me il massimo della pena, quindi figuratevi). Clamoroso al Cibali! In quel pomeriggio si realizzò un sogno! M.R.
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