Il Mediterraneo ha un cuore. Questo cuore è un'isola di nome Sicilia. Qui ogni esercito venuto a invadere dai quattro punti dell'orizzonte ha lasciato - negli umori, nel costume, nella lingua - una traccia del suo passaggio: il Nord normanno, il Sud saraceno, l'Occidente aragonese, l'Oriente greco. Basterebbero i nomi dei miei tre compagni di briscola, ieri sera: Catalano, di chiara origine iberica; Sciarabba, che in arabo vuol dire forte bevitore di vino; Guzzardi, che è, mutato di poco, il francese Goussard e fa pensare a Roberto il Guiscardo....

         (Gesualdo Bufalino)

 

 

 

 

 

 

 

 

Catania, prima di essere chiamata così definitivamente, ebbe altri nomi: KATANE; ETNA CATÀNA (o CÀTINA); BALAD-EL-FIL o MEDINA-EL-FIL (dall’arabo: Città dell’elefante).

L’origine del nome di Catania è incerta. Varie le supposizioni: KATNA (minuta, piccola); KATINON (recipiente, bacino); KATA-ANA (sconvolgimento causato da terremoti); KATANE (terreno aspro, non levigato); KATÀ-AITNEN (in fondo, in basso, dell’Etna), o dalla voce araba QATANIYAH che si riferisce ad un prodotto agricolo cui era ricca la zona della Plaja. Teorie rispettabili ma la verità, probabilmente, non si saprà mai.

Nel 476 a.C. la conquista da parte del tiranno siracusano Gerone sconvolse la vita della città: egli ne espulse gli abitanti calcidesi, la ripopolò con un cospicuo numero di Dori di origine siracusana e peloponnesiaca, la rinominò AITNA (Etna); nel 461 a.C., comunque, dopo la caduta della tirannide siracusana, i Calcidesi ritornarono nella loro città ridandole l'antico nome. 

Sebbene Catania giaccia ai piedi dell'Etna e nel corso dei secoli sia stata più volte lambita da colate laviche, le vestigia della città antica continuano ad emergere dal sottosuolo, dimostrando falsa l'opinione che il vulcano l'avesse in gran parte cancellata. I numerosi resti, del passato greco e romano di Catania anzi, se analizzati sulla base di modelli interpretativi non obsoleti, consentirebbero di offrire per questo periodo un quadro ampio ed articolato delle vicende storiche, urbanistiche ed artistiche della città.

Secondo quanto scrive Tucidide Catania venne fondata nel 729 a.C. da coloni greci provenienti da Calcide nell'Eubea : dopo aver dato vita a Naxos nel 734 a.C. costoro, spingendosi verso sud, con la forza delle armi scacciarono dalle loro sedi i Siculi e crearono le città di Leontini e di Catania appunto. In piena consonanza con la notizia dello storico ateniese sono principalmente i risultati di un recentissimo scavo (condotto dalla locale Sovrintendenza ai beni culturali) all'interno del Castello Ursino: qui, in un'area che nell'antichità era più vicina al mare di quanto non lo sia attualmente, sono stati rinvenuti strutture e materiali greci che risalgono al periodo tra la fine dell'VIII e gli inizi del VII secolo, attribuibili cioè alla fase originaria della colonia di Catania.

Anche sulla sommità della collina dell'acropoli - oggi occupata dalla piazza Dante e dal grandioso monastero benedettino di San Nicolò l'Arena - in una serie di campagne di scavo iniziatesi nel 1978, sono stati scoperti strutture e materiali greci di VII secolo, che messi in relazione con quelli di Castello Ursino, suggeriscono l'idea che l'insediamento di Catania, al pari di quello di altre colonie siciliane, avesse occupato fin dagli inizi un ampio spazio senza procedere però alla sua capillare urbanizzazione. E' da ricordare ancora che sempre nel corso delle stesse indagini sulla collina dell'acropoli sono state rinvenute significative tracce di frequentazione del sito nel periodo preistorico, relative in specie al neolitico ed all'età del rame.

Per i secoli VII e VI le fonti letterarie sono avare di notizie su Katane (questo il nome della città in epoca greca): ci fanno comunque sapere che, nei decenni iniziali del VI secolo, vi fu attivo Caronda che le avrebbe dato un corpo di leggi scritte. L'indagine archeologica invece permette di seguire durante questo periodo la progressiva - e non pacifica - espansione della colonia calcidese nel suo retroterra; una stipe votiva di eccezionale interesse (rinvenuta in città nel 1959 nell'area di piazza S. Francesco, ancora inedita), attraverso i suoi materiali ceramici di VI secolo provenienti non solo dalle officine di Atene e Corinto, ma anche di Sparta, Chio e altri centri greci, lascia poi intravedere una Katane che risulta a pieno titolo inserita nel mondo ellenico.

Nella seconda metà del v secolo, nel corso della grande spedizione ateniese in Sicilia (415-13 a.C.), gli abitanti di Catania si schierarono dalla parte della città attica cercando di contrastare tra l'altro le mire della vicina Siracusa sul proprio territorio. Una decina d'anni dopo la sconfitta ateniese, nel 403 a.C., Catania venne conquistata dal tiranno siracusano Dionigi il Grande: egli ne vendette in parte come schiavi gli abitanti, e introdusse nella cittadinanza gruppi di suoi mercenari campani. Dopo questi avvenimenti, nel IV secolo e nei primi decenni del III, Catania restò inserita nell'orbita della potenza siracusana. Indicativo in tal senso è anche il fatto che tra le statuette della stipe di piazza S. Francesco per il V e il IV secolo il tipo più diffuso sia quello di Kore con la fiaccola, introdotto con ogni verosimiglianza da Gerone, sacerdote appunto di Demetra e Kore, al momento della prima conquista siracusana di Catania.

 

 

 

 

 

 

 

 

La conquista romana del 263 a.C., agli inizi della prima guerra punica, aprì per Catania un periodo di circa sette secoli durante il quale essa accrebbe notevolmente la sua importanza e il suo prestigio, fino al punto che nel IV secolo d.C. il poeta gallico Ausonio associandola a Siracusa la collocò tra i primi centri dell'impero romano. Catania rimase città decumana, cioè soggetta al versamento di una quota di un decimo dei prodotti del suo territorio, per quasi due secoli dopo la sistemazione della provincia di Sicilia da parte del proconsole M.Valerio Levino intorno al 210 a.C..

Un deciso miglioramento nella sua condizione si registrò quando, un quindicennio dopo aver sconfitto nell'isola Sesto Pompeo, nel 21 a.C. Augusto la innalzò al rango di colonia romana, forse per suggerimento del suo principale collaboratore M. Vipsanio Agrippa, grande proprietario terriero nella zona. La decisione imperiale comportò un incremento nel numero degli abitanti di Catania determinato dall'immissione nel corpo cittadino di nuclei di veterani, e comportò ancora un notevole ampliamento del territorio della città grazie all'acquisizione della fertile piana a sud del Simeto, precedentemente controllata da Leontini. Tutto ciò, sommato ai vari privilegi connessi con lo status coloniale, favorì la crescita economica di Catania durante l'epoca imperiale.

Subito agli anni dell'istituzione della colonia, quand'era necessario dare un'impronta romana alla città, è da ricondurre la sistemazione dell'area forense intorno all'attuale cortile S. Pantaleone; allo stesso periodo inoltre sembra risalire una decisa azione di riordinamento del tessuto viario della città. Sulla base di recenti scavi condotti in via Crociferi e di una carta manoscritta del Cinquecento, la rete stradale della colonia risulta in qualche modo rintracciabile in quella odierna della zona che ruota intorno alla via Vittorio Emanuele nel tratto compreso tra la piazza Duomo e la via Plebiscito; nei secoli dell'impero comunque il tracciato augusteo fornì le direttrici per l'espansione dell'area urbana in particolare verso sud, dove verrà anche edificato il circo per le corse dei carri. Il limite nord della città imperiale fu invece rappresentato dall'anfiteatro: costruito nel II secolo d.C. l'edificio nella sua grandiosità può ritenersi il coronamento del processo di accumulazione di ricchezze iniziatosi a Catania con l'elevazione al rango di colonia. Esso, inoltre, considerato insieme agli altri luoghi di spettacolo della città come il teatro e l'Odeon, ai numerosi complessi termali o all'efficientissimo sistema di approvvigionamento idrico, è significativo dell'alto livello della qualità della vita che dovette caratterizzare Catania durante l'età imperiale.

Non è possibile al momento definire esattamente i tempi e i modi dell'introduzione e dell'affermazione del Cristianesimo a Catania, anche se si può pensare che qui non pochi fossero i fedeli della nuova religione alla metà del III secolo d.C. quando, durante la persecuzione dell'imperatore Decio, la tradizione data il martirio di Agata, la patrona della città. Notizie più sicure sulla Catania cristiana si hanno invece a partire dal IV secolo d.C. grazie ad un consistente nucleo di iscrizioni ed agli scavi condotti in aree sacre o cemeteriali.

Nei decenni centrali del V secolo d.C., le incursioni dei Vandali interessarono la città arrecandole certamente notevoli danni: i grandi monumenti romani, d'altronde, non vennero tenuti in gran conto neppure durante il dominio gotico in Sicilia se Teodorico, signore dell'isola tra il 491 e il 526 d.C., concesse agli abitanti di Catania di servirsi degli squadrati blocchi di pietra lavica dell'anfiteatro per le loro costruzioni. Presa da Belisario nel 535 d.C. nel corso della guerra greco-gotica, la città fece parte dell'impero bizantino per tre secoli: a questo periodo, di cui siamo principalmente informati attraverso le fonti scritte, risalgono alcuni edifici di culto localizzati sia nella città sia nel circondario.

Dopo che gli Arabi misero piede in Sicilia nell’827 d.C., conquistarono rapidamente anche Catania, ma in città non sono sopravvissute tracce significative del loro passaggio.

Alla caduta dell’Impero Romano, Catania fu esposta alla costante minaccia dei conquistatori che giungevano sulle coste siciliane per terra e per mare. Dalle coste dell’Africa vennero predaci i Vandali e Catania sperimentò. la loro violenza piratesca. Fu poi la volta dein Goti, dei Bizantini, degli Arabi.

La dominazione araba fu tuttavia benefica ai catanesi, come a tutta la Sicilia. Gli Arabi, ottimi coltivatori e abilissimi mercanti, riattivarono l’economia dell’Isola che subiva gli effetti di un lungo periodo di decadenza; diedero nuovo impulso alle colture indigene della vite e dell’ulivo e altre ne introdussero, come quella degli agrumi, che ancor oggi costituisce una delle maggiori fonti di benessere dei Catanesi.

 Alla metà del XII secolo, comunque, quando Catania era da poco meno di un secolo normanna, il geografo Al-Idrisi non poté fare a meno di ricordarne le non poche moschee ancora attive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 Nel 1071, guidati dal Gran Conte Ruggero, i Normanni occuparono Catania, non senza patteggiare, sembra, con l'emiro di Siracusa, Ibn al-Werd. Era l'inizio di una nuova vita. Ma, partito Ruggero, i Catanesi richiamarono l'emiro, e i Normanni dovettero riconquistare la città nel 1081. I nuovi signori dubitavano della fedeltà di queste popolazioni, che per lingua e cultura oscillavano tra la greco-bizantina e la saracena; per non parlare della consistente comunità ebraica esistente a Catania. Né maggiore fiducia ispirava la gerarchia della Chiesa, nella misura in cui questa poteva essere sopravvissuta alla dominazione araba. Come per altre parti della Sicilia, Ruggero preferì dunque creare una struttura civile ed ecclesiastica integralmente nuova, affidando ai monaci benedettini la direzione dell'evangelizzazione religiosa e della riorganizzazione civile. Catania perse così la sua libertà e venne infeudata al fidato Ansgerio, già abate di S. Eufemia. Questi venne anche nominato abate dell'Abazia benedettina di S. Agata, e vescovo di una diocesi molto larga (da Mascali a Enna e Piazza Armerina). Questa configurazione del potere, con la riunione delle tre cariche - tutte sostenute da pingui rendite - sarà a lungo un elemento determinante nella storia della città. Contemporaneamente, dopo il 1078, si iniziò a costruire la Cattedrale, nello stile di una Chiesa-fortezza, dotata di muraglioni possenti e di torri, vicina alla costa in modo da controllare il porto. Città feudale, Catania lo rimarrà per quasi centocinquanta anni: il tempo di sviluppare un ceto urbano - mercantile e produttivo - relativamente autonomo. Di questo processo non sappiamo molto; nondovette essere facile, anche perché la città fu distrutta dal terribile terremoto del l169 che infuriò su gran parte della Sicilia orientale; per questa occasione si fa la cifra, esagerata, di diecimila morti, tra i quali lo stesso vescovo Giovanni Aiello, perito con gran moltitudine di persone tra le rovine della Cattedrale ove si officiava la festa della patrona. Catania doveva aver raggiunto comunque un buon grado di vitalità, perché appena trent'anni dopo il terremoto, in pieno fervore di ricostruzione, la troviamo parteggiare per gli ultimi eredi degli Altavilla e ribelle contro Enrico VI, il figlio del Barbarossa. La punizione ad opera del furor theutonicus imperiale fu terribile e le cronache parlano di "distruzione" della città; la Cattedrale venne data alle fiamme, con la probabile perdita dell'archivio capitolare e di parte del tesoro. Anche contro Federico II Catania insorse nel 1232, subendo un secondo devastante saccheggio. A guardia di essa, Federico fece iniziare la costruzione del Castello Ursino, potente pedina in un sistema di fortificazioni che da Messina a Enna a Siracusa serviva a tenere la Sicilia orientale. Sotto Federico II, però, la città si liberò dalla giurisdizione feudale del vescovo-abate, divenendo città regia (demaniale); e nel 1240, insieme con Castrogiovanni e Piazza Armerina, altri centri importanti della diocesi vescovile, viene riconosciuta come Comune e invitata ad eleggere rappresentanti al Parlamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

Della Catania tardo medievale e rinascimentale il visitatore, come l'abitante, può solo farsi l'ombra di un'idea. Il doppio evento naturale che distrusse la città alla fine del XVII secolo (l'eruzione del 1669 e il terremoto nel 1693) ne ha lasciato ben poche tracce, leggibili per gli studiosi, ma sparse in modo tale che il turista deve accontentarsi di indovinarle mentre percorre altri itinerari. A questi danni, gli storici aggiungono la perdita dell'Archivio comunale, distrutto nel dicembre 1944 nell'incendio del palazzo degli Elefanti durante i moti separatisti.

Eppure è in questi quattro secoli che si registra una crescita e un’espansione della città tale da giustificare, dopo il terremoto, la decisione di ricostruirla sullo stesso luogo. Si calcola che Catania contasse circa 20.000 abitanti nel 1580 e che nel 1693 si fosse mantenuta sulla stessa cifra nonostante diverse carestie e pestilenze.

La terza sorella delle città del Regno (così si definisce in una supplica a Carlo V nel 1520) poteva trovare un proprio spazio politico solo nella lunga rivalità che oppose Palermo a Messina. La sua struttura politica fu tuttavia sempre determinata dall'immenso potere, anche economico, della Curia vescovile: un equilibrio teso fra il polo del potere ecclesiastico e quello delle autorità laiche; queste ultime, a loro volta, non chiaramente equilibrate tra forze popolari (o meglio borghesi), un patriziato in ascesa, e famiglie feudali.

Decisivo fu per Catania il rapporto con la casa di Aragona. Qui nel 1295 si svolse il colloquium generale dei nobili e delle città demaniali che proclamò re di Sicilia Federico III d'Aragona. Qui soggiornarono spesso la Corte e i suoi uffici.

L'Università (Siciliae Studium Generale) venne fondata nel 1434 sotto Alfonso il Magnanimo e godette a lungo il privilegio di essere la prima e l'unica della Sicilia. La sua istituzione fu insieme il segno del favore regio, delle ambizioni del ceto dirigente cittadino e, all'interno di questo, della competizione fra la curia vescovile, gli ordini religiosi e i nobili. Il vescovo tenne il controllo dello Studio in quanto suo cancelliere.

Centro commerciale importante per lo smistamento di merci e vettovaglie, l'area catanese conserva anche tracce della presenza di mercanti genovesi, pisani, catalani (sia nobili e funzionari che mercanti e marinai). Questa spiega l'esistenza di una chiesa dedicata alla Madonna di Monserrato (Montserrat): distrutta dalla lava del 1669 venne riedificata nel sito attuale dove diede poi nome ad uno dei quartieri moderni.

Nel corso del Quattrocento, la città conosce un'espansione che è anche quella di una élite che va progressivamente occupando tutte le funzioni pubbliche e le prebende sia ecclesiastiche che civili. La più importante famiglia di tale patriziato è quella dei Paternò, e ad essa si affiancano le famiglie feudali.

Le più importanti cariche comunali erano il Capitano di giustizia, il Patrizio, e i sei membri del consiglio chiamati senatori. Nel 1412 i cittadini avevano ottenuto lo scrutinio cioè il diritto di eleggere i senatori, sia pure scegliendo entro liste molto controllate. Osteggiato, sospeso e ripreso più volte, il sistema dello scrutinio rappresentava tuttavia il luogo della decisione e della legittimazione collettiva del governo municipale. Nel 1435 Alfonso il Magnanimo concesse alle maestranze che i loro consoli potessero intervenire in Consiglio, concessione ritirata qualche anno dopo.

Tuttavia, nel corso del Quattrocento, poco più di una dozzina di famiglie riuscì a raccogliere al proprio interno il più gran numero di designazioni. Sono nomi che ritroveremo a lungo nella storia anche urbanistica e culturale della città: oltre ai Paternò, Riccioli, Rizzari, Monsone, Platamone, Ansalone, Castello, Traversa, Gioeni, Asmari, Pesce, Asmundo, La Valle ... Infine, anche gli organi periferici del governo viceregio, piuttosto che fungere da contrappeso centralistico, finirono col cadere nelle mani di questa élite, che si avvantaggia anche dell'Università. La sconfitta della parte popolare segna l'adeguarsi di Catania al sistema politico spagnolo: ma la città mantiene un carattere più borghese, rispetto a Palermo, e produce pensatori politici originali come i giuristi Blasco Lanza (c. 1466-1535) e Mario Cutelli(1584-1654).

Si diceva che a Catania li gentilhomini per la maiuri parti su mercanti e massari. Di questo genere è la carriera di Battista Platamone, proveniente da una famiglia che al commercio aveva affiancato la gestione di cariche pubbliche. Battista si laureò in diritto a Padova; dal 1420 occupò diverse cariche di natura fiscale e amministrativa, accumulò titoli di nobiltà e feudi, giungendo ad essere viceré per qualche mese nel 1440-41. Era in grado di prestare danaro alla Corona; fu tra i promotori dell'Università.

Il rapporto di Catania col suo patriziato e con la sua feudalità è anche il rapporto con la sua campagna, vasto entroterra agricolo ricco di risorse.

 

 

 

 

 

Nel Cinquecento, Catania risente, come il resto dell'isola, della complessiva riorganizzazione dello spazio mediterraneo. Ferdinando il Cattolico, insieme con Isabella di Castiglia, riunificando la Spagna, aveva posto le premesse che faranno del suo erede Carlo V l'imperatore sulle cui terre non tramonta mai il sole. Poiché, dopo la caduta di Costantinopoli (1454) un analogo processo di sviluppo e centralizzazione si è svolto ad oriente con l'impero turco, la Sicilia si trova ora ad essere frontiera tra un Islam e una Cristianità in stato di guerra. Il commercio mediterraneo, di cui Catania era uno dei centri, patisce insieme la chiusura del mercato africano, e il ruolo egemonico della Spagna (la produzione di zucchero siciliano, per esempio, viene condannata a morte dall'impianto delle piantagioni prima nelle Canarie e poi in America).

Per Catania, il segno tangibile della mutata situazione sta nel rafforzamento e nella definitiva chiusura della cinta delle mura (nei decenni 1540-1560). Questa determinerà lo svolgimento urbano, fin oltre il terremoto del 1693. La città non poteva restare immune dal travaglio religioso del secolo. Nel 1494, come in tutto il regno di Ferdinando il Cattolico, si ebbe l'espulsione o la conversione forzata degli ebrei anche a Catania; la comunità ebraica vi era particolarmente forte e numerosa. Sono forse ebrei convertiti i portatori di opinioni luterane, non meglio definibili, come lo sfortunato Giovan Battista Rizzo, linciato dalla folla nel 1513 perché, sembra, aveva compiuto un gesto sacrilego in Cattedrale contro l'Ostia consacrata. In rapporto col mutato clima religioso, si definisce meglio il culto della patrona, Sant'Agata, con importanti conseguenze sul patrimonio artistico. Nel Quattrocento si riedifica la chiesa del Santo Carcere (dove nel 1588 verrà posta la splendida Tavola del martirio dipinta dal greco Bernardinus Niger). Nel 1563 venne rifatto il fercolo o vara per la processione del reliquario artistico in argento e pietre preziose che contiene il corpo della Santa. Si consolidò il rito del portare in processione il velo di Sant'Agata - popolarmente chiamato Grimpia - come strumento estremo per fermare la lava. Altre manifestazioni di religiosità popolare, fervente e fastosa, si ebbero però anche in omaggio al Sacro Chiodo della Croce, posseduto dai Benedettini: questo negli anni 1540 venne prestato ai Siracusani come protezione contro i terremoti, e pressantemente richiesto indietro sotto lo stimolo della paura per i movimenti dell'Etna.

Alle soglie del Seicento, la contesa fra Catania e Palermo in merito alla reale patria di Sant'Agata scatenò un'ondata di municipalismo. La contesa coinvolse i dotti, il clero e il popolo, ed è stata ripresa più volte, anche in giorni a noi vicini. Al sostegno della fede popolare si deve anche la costruzione di chiese e istituzioni religiose, prima fra tutte il convento di S.M. dell'Indirizzo.

Non riuscì però a pieno la riforma religiosa imposta dal Concilio di Trento. Il suo protagonista catanese, Nicola Maria Caracciolo (vescovo dal 1537 al 1567) sciolse il legame tra la funzione del vescovo e la carica di abate di S. Agata, e migliorò l'educazione del clero. Non gli riuscì però di dividere in parrocchie il territorio ecclesiastico catanese secondo i dettami del Concilio.

Fino quasi ai nostri giorni a Catania il vescovo fu anche l'unico parroco titolare dell'intera città, delegando in varie forme l’amministrazione dei sacramenti. In quei tempi, era una maniera di mantenere indivise le pingui rendite istituite dai Normanni, che attraverso i membri del Capitolo della Cattedrale erano appannaggio delle famiglie patrizie.

Nel Cinquecento Catania conobbe comunque una fervida attività edilizia e contatti con la cultura italiana, testimoniati da quanto ci è rimasto di pitture e sculture sopravvissute in vari edifici.

Un evento rilevante fu il trasferimento in città del monastero benedettino di San Nicolò l'Arena la cui fondazione originaria era nell'area di Nicolosi. Divenuto uno dei più importanti proprietari fondiari della zona, il monastero abbandonò l'antico luogo eremitico per le difficoltà create dal clima e dalle eruzioni dell'Etna. Il trasferimento (1578) ne moltiplicò e ne sottolineò la potenza e il prestigio.

 

 

 

 

 

Nel secolo successivo, invece, la città sembra non trovare più un'immagine dinamica di se stessa. Di fronte a Palermo, divenuta ormai capitale amministrativa e sede privilegiata della grande nobiltà, poco conta la parificazione (1622) del Senato catanese a quelli di Palermo e di Messina. Carestie e pestilenze segnano la crescente impotenza amministrativa del regime spagnolo. Politicamente, anche Catania è lacerata dai tumulti popolari che corrispondono a crisi più generali come la rivoluzione del 1647, e la rivolta di Messina del 1674-78.

La cultura della città sembra adeguarsi al livello più basso della devozione popolare, col suo frequentissimo ricorso alla speranza del miracolo: il velo di Sant'Agata verrà portato in processione contro la peste nel 1592 e ancora nel 1624; fermerà la lava dell'Etna nel 1536, nel 1579, nel 1636 verso Pedara, ancora a Bronte nel 1654. L'eruzione del 1669 inferse però a Catania un colpo gravissimo. Distrutti migliaia di ettari di terreno coltivato, la lava investì l'abitato da nord e da ovest, cancellando il sistema difensivo delle mura, circondò il Castello Ursino allontanandolo dal mare e seppellendone fossato e bastioni. Presto si diede mano ai lavori di ricostruzione.

Sulle lave venne tracciata la nuova via della Vittoria, o del Gallazzo (oggi via Plebiscito) per collegare le porte a sud e a nord, e per permettere il circuito della processione di Sant'Agata. Si assegnarono le aree della Consolazione e del Borgo ai profughi dei casali che avevano invaso Catania. Una nuova catena di fortini venne approntata dal principe di Ligne. Gli anni che seguirono furono però funestati dalla guerra, che il conflitto militare con i francesi, innescato dalla rivolta di Messina, aveva portato anche sul territorio catanese.

La sciagura peggiore doveva ancora venire: la notte dell'11 gennaio del 1693, gran parte della Sicilia sud-orientale veniva distrutta da un potente terremoto. Molti centri abitati furono rasi al suolo, molti perdettero tra il 30 e il 70 per cento della popolazione. Di Catania non rimasero in piedi che poche cose: il Castello, le absidi della Cattedrale, qualche porzione delle mura, la cappella dei Paternò. Il numero delle vittime si contò tra 12 e 16 mila, su una popolazione di 18 o 20 mila anime.

Se per la Sicilia l'epoca del dominio spagnolo si chiudeva con un bilancio di stanchezza e di crisi, per Catania era la tragica alternativa fra scomparire per sempre o ricominciare tutto da capo.

 

Dal punto dì vista urbanistico e architettonico, il 1693 è il suo anno di nascita. Le strade larghe e dritte, dalla maglia ad angoli retti; i palazzi e le chiese uniformi per stile, decorazioni e materiali; l'impiego coerente della lava nera e della pietra calcarea chiara; l'impianto scenografico di luoghi come la piazza del Duomo: tutto fa pensare ad un progetto organico, e dà un senso preciso alla definizione di barocco catanese. Eppure, non solo la ricostruzione prese lo spazio di diverse decine d'anni, ma moltissimi edifici vennero rimaneggiati, sopraelevati, completati, ancora ai primi dell'Ottocento.

Il fatto cruciale fu la decisione di intervenire subito con un progetto complessivo. Il viceré Giovan Francesco Paceco duca di Uzeda, uomo di cultura e di interessi scientifici, si trovò di fronte al compito di ricostruire ben 77 città, alcune delle quali di importanza militare preminente, come il porto di Augusta. Affidò quindi l'incarico di vicario generale per il Val di Noto a Giuseppe Lanza duca di Camastra.

Catania appariva totalmente distrutta. A far pendere la bilancia verso la decisione di ricostruire sullo stesso luogo fu l'esigenza di non abbandonare le fortificazioni. Il duca di Camastra si servì di tecnici e ingegneri militari per sgomberare le macerie, prendere iniziative contro i predoni e nutrire la popolazione. Nel giugno del 1694, col concorso d rappresentanze di tutti gli ordini di cittadini, egli approntò il piano generale.

Una linea ideale divideva la città in due parti, assegnando ai terreni due diversi prezzi convenzionali: quella ad ovest, in cui il prezzo dei terreni veniva scontato di circa un terzo, fu destinata ad accogliere, come già prima, i quartieri popolari; verso est si concentravano invece gli edifici della nobiltà laica ed ecclesiastica. Le strade larghe, interrotte da piazze frequenti e regolari, costituivano una precauzione antisismica. Furono definiti gli assi viari principali, sovrapponendo delle linee rette all'antico corso tortuoso delle vie e sottolineando, nella parte ovest del Corso, l'antico impianto della città romana.

"Facevano a gara i cittadini per ricostruire case e palazzi" scrive lo storico benedettino Vito Amico. Egli riporta così un dato importante:la dimensione autonoma, in parte popolare, degli sforzi compiuti per riempire di realtà edificate il tracciato che le autorità avevano predisposto. Ne resta memoria nella tradizione che assegna la decisione di ricostruire Catania all'energico attivismo di un canonico della cattedrale, Giuseppe Cilestri, e di suo nipote Martino.

Il fervore della ricostruzione dà il tono alla vita di Catania settecentesca; per decenni essa è tutto un cantiere, che attrae popolazione e maestranze, che mette in moto l'economia, che apprende nuove tecniche e le dissemina a sua volta. Una esperienza preziosa per gli architetti, come i catanesi Alonzo di Benedetto e Francesco Battaglia, Girolamo Palazzotto da Messina, il palermitano Giovan Battista Vaccarini, e poi il toscano Stefano Ittar e tanti altri. Tra tutti il Vaccarini è forse quello che ha lasciato il segno più netto, sia per il gran numero di edifici da lui curati che per il lungo periodo del suo operare a Catania.

Certamente l'immane sforzo di ricostruzione si dovette ai cospicuiinvestimenti edilizi resi possibili dalle rendite feudali accumulate dalle grandi famiglie, dalla Chiesa, dagli ordini religiosi (particolarmente impressionante l'impegno dei Benedettini nel riedificare il monastero di San Nicolò l'Arena col tono di una vera e propria reggia). Ma fu così che la città poté superare la crisi dei primi decenni del Settecento, che vide la Sicilia passare dal dominio spagnolo ai Savoia (1713-1720), poi agli Austriaci (1720-1734) e infine alla nuova dinastia borbonica, e ciò non senza l'inizio di grandi cambiamenti e grandi speranze, e conflitti anche nell'ordine religioso, tra Stato e Chiesa.

Il segno più certo di tale vitalità, oltre all'espansione stessa del tessuto urbano, è la vicenda della cultura. Vi è innanzitutto l'accresciuta importanza dello "Studio" - l'Università -, che sotto il prevalente impulso di medici e giuristi già fin da prima del terremoto aveva posto le basi per una nuova sede e una espansione; il suo palazzo è ora tra i primi a dare nuovo prestigio alla riorientata via Uzeda (oggi via Etnea), collocandosi a mezzo tra il palazzo comunale e la chiesa della élite dirigente, quella di S. Maria dell'Elemosina (Collegiata), ricostruita sullo stesso luogo ma riorientata in modo da affacciarsi sulla nuova strada principale. L'Università è terreno di conflitto tra la direzione ecclesiastica e quella laica, in un'epoca in cui i governi cominciano ad avocare a sé il controllo della cultura. Proliferano perciò i centri privati di studio, le biblioteche private, le associazioni, le accademie. La terribile esperienza del terremoto e l'incombere del vulcano indirizzano il dibattito culturale verso un progresso concreto delle scienze geologiche, mineralogiche, vulcanologiche; si supera così la strettoia della disputa tra scienza e fede, e con l'opera del canonico Giuseppe Recupero (1720-l778) si pongono i fondamenti di un ricco patrimonio nelle scienze naturali che sarà continuato nell'Ottocento.

Personalità dominante è quella del principe di Biscari, Ignazio II Paternò Castello (1719-1786). Figura di livello europeo, archeologo, antiquario, predispose una biblioteca e soprattutto un Museo che riscossero l'ammirazione di tutti i visitatori e divennero centro di studio e di ricerca. Gareggiava con questa gran collezione privata la biblioteca e il museo dei Benedettini, anch'essi centro di discussione e di studi classici, filosofici, storici, naturalistici. Lo storico Vito Maria Amico (1677-1762) e più tardi il naturalista Emiliano Guttadauro(1759-1836) ne sono tra i nomi più rappresentativi.

Né è da sottovalutare l'attività del vescovo Salvatore Ventimiglia, fondatore di una ricca biblioteca poi lasciata allo Studio; così come meritano un ricordo figure quali Nicola Spedalieri (1740-1795), l'ingegnere Giuseppe Zahra Buda (1730-1817), proveniente da Malta,che riuscì a risolvere il problema della costruzione di un molo nel porto; o il naturalista Giuseppe Gioeni d'Angiò (1747-1822), cui si intitolò una celebre Accademia. Giuseppe Geremia (1732-1814), musicista amico di Paisiello rappresenta la continuità di una cultura musicale che avrebbe dato i suoi frutti nel secolo successivo.

Si viene formando così un ambiente culturale vivace, che soprattutto verso la fine del secolo sarà percorso dai fermenti innovatori, laici e democratici sintetizzati dal periodo catanese del grande riformatore Giovan Agostino De Cosmi. Grazie a questi ambienti, Catania viene definendosi come la città giacobina, borghese e democratica che si manifesterà nel secolo successivo.

La significativa espansione demografica (nel 1798 essa conta già 45 mila abitanti), la concentrazione di importanti attività economiche soprattutto nel settore tessile (seta), e il controllo della campagna circostante fanno del Settecento il periodo in cui Catania supera definitivamente altri centri rilevanti del suo hinterland: Acireale, Paternò, Lentini, Caltagirone.

Dopo il 1770, tuttavia, l'attività edilizia rallenta di molto; incompiuto resta il monumentale edificio dei Benedettini. In parte ciò è dovuto al concludersi delle fabbriche intraprese; ma incidono anche la crisi agraria e le difficoltà del commercio internazionale. Il 1764 ha visto la città devastata, col resto dell'isola, da una terribile carestia. I privilegi che consentono alla nobiltà di controllare produzione ed esportazione di grano tendono a rafforzare le posizioni dell'aristocrazia, e a stabilizzare l'economia del latifondo. Questo, per Catania, significa soprattutto il maggiorato potere di chi, come i principi di Biscari, domina la Piana. Si apre, come per il resto della Sicilia, una questione feudale, che esplode per le riforme tentate sotto il viceregno di Tanucci e, dal 1781, di Caracciolo.

Gli anni delle guerre napoleoniche nel Mediterraneo sono per la Sicilia gli anni della occupazione inglese e della trasformazione costituzionale con la fine giuridica del feudalesimo.

La città di Catania non sembra riuscire ad agganciare la congiuntura commerciale positiva che nel suo stesso territorio permette invece all'area del vigneto, tra Mascali ed Acireale, di accumulare ingenti ricchezze trafficando i vini etnei con l'esercito britannico. Nonostante gli sforzi compiuti già da prima del terremoto non è riuscita a superare gli ostacoli tecnici per la costruzione di un porto.

Nel 1798 e 1799 Catania è scossa da rivolte popolari per il pane. Si profila la crescita di uno strato popolare ribelle, anche se ciò non dà luogo ad alcun movimento rivoluzionario sul modello francese; ché anzi nel 1799, a Caltagirone, ha luogo un massacro dei giacobini, esemplare anche se di non chiara interpretazione. La cultura cittadina percepisce questo disagio e se ne fa interprete, in figure come l'irregolare poeta-filosofo Domenico Tempio (1750-1821)o nella fitta schiera di filogiacobini cresciuti alla scuola del De Cosmi: Giovanni Nepomuceno Gambino (o Gambini; 1761-1848) che dovette fuggire in Svizzera dove fu vicino a Filippo Buonarroti; Francesco ed Emanuele Rossi, Vincenzo e Carlo Gagliani, Giuseppe Rizzari. Da questi gruppi escono i deputati catanesi al Parlamento siciliano, i quali, tra il 1810 e il 1815, si schierano con l'ala più radicale.

 

 

 

 

 

 

La riforma amministrativa borbonica del 1817 istituì in Sicilia sette province sostanzialmente paritarie tra loro. La gerarchia tra le città siciliane fu ridefinita, e alterati i termini dell'antica rivalità tra Palermo e Messina. Catania si ritrovò capoluogo di un vasto territorio, sede di tribunali, dell'intendenza provinciale, di vari uffici amministrativi.

La popolazione, che in quel momento era scesa a 40 mila abitanti, risalì a 52 mila nel 1834, iniziando una straordinaria galoppata secolare: 68.810 abitanti nel 1861, 90 mila nel 1880, 150 mila nel 1900, 230 mila nel 1931, fino agli attuali 363 mila. Ragione primaria di questa crescita continua, che non ha riscontri nell'Isola, è lo scambio tra la campagna (e i centri minori) e il centro urbano. Questo si pone sempre più come polo d'attrazione per i commerci, le industrie, i consumi, e infine - specialmente nel nostro secolo - per il terziario. Nella prima metà del secolo, la principale attività industriale catanese è il settore tessile. Tessitori e artigiani - insieme ai pescatori e alla gente che vive del porto - formano il nerbo del proletariato; c'è però, accanto a questi, anche una plebe di lavoratori marginali, di diseredati, di servitori o manovali generici, caratterizzata dalla mancanza di cultura e di interessi tecnici, che si affolla nel vecchio quartiere della Civita e dell'Idria; ma meno tumultuosa e conscia della propria forza che non in città come Palermo.Sono invece gli artigiani da un lato, e dall'altro i borghesi dagli interessi prevalentemente mercantili, a dare il tono agli strati popolari.

Lo si vedrà più avanti nel secolo, con la formazione delle società operaie, e poi del Fascio dei lavoratori.

E' ancora l'agricoltura che forma la ricchezza di Catania, sia nel senso di famiglie provinciali agiate o nobili che si trasferiscono in città, sia per la partecipazione di cittadini ad investimenti terrieri. La città si costruisce così il ruolo di mercato, di centro di distribuzione, e di polo culturale: teatri, gabinetti di lettura, l'Università e le accademie come quella Gioenia, periodici culturali e politici, come Lo Stesicoro del 1835-36. Ma per tutto ciò essa deve ancora competere con altri centri, con Acireale in primo luogo. Prima dell'Unità, la città è pur sempre relativamente povera di alberghi, di strade lastricate, di locali pubblici. La rottura tra la città e il regime borbonico si consuma nel 1837: sono i moti del colera, con centro nel siracusano, che accusano la monarchia di aver sparso il veleno in odio al popolo. In realtà la difficile alleanza tra nobili costituzionalisti moderati e capipopolo viene rinsaldata dalla cecità della repressione borbonica che mira a colpire indiscriminatamente. Dopo di allora, nel 1848, nel 1860 con i Mille di Garibaldi, e ancora nel 1862 con la fallita impresa garibaldina di Aspromonte, Catania fornirà al Risorgimento cospiratori massonici e carbonari, mazziniani e moderati, conssolidando un'immagine di città democratica. Ma lo schema politico del 1837 si ripeterà più volte, e ancora in occasione della repressione di Bixio a Bronte: lo si può definire come una timidezza da parte dei liberali moderati ad assumersi responsabilità di potere, per il timore di rimanere schiacciati tra la repressione dall'alto e le rivolte popolari dal basso.

Nei primi anni dell'Unità d'Italia, Catania non viene meno a tale tradizione. Nel 1865 è fondata la società I figli del lavoro, con Mazzini come presidente onorario; sciolta di lì a poco, verrà ricostituita nel 1876 dal radicale Edoardo Pantano. Dopo l'assassinio del presidente americano Abramo Lincoln, viene intitolata a lui la via Lanza (oggi Di Sangiuliano); si va formando uno strato di intellettuali radicali, presso i quali il democratismo si sposa alla totale fiducia nel potere rinnovatore della scienza. Vate di questi ambienti è Mario Rapisardi (1844-1912), poeta che sull'anticlericalismo e sul rifiuto del presente fonda la visione palingenetica di una umanità rinnovata.

Con le leggi di eversione dell'asse ecclesiastico, dopo il 1866, la città acquista gran parte di quei conventi, monasteri, ed altri beni immobili di cui la ricostruzione settecentesca aveva riempito il centro urbano.

Diventeranno scuole, caserme, uffici pubblici: concentrazione eccessiva di funzioni entro un breve perimetro, che oggi, a distanza di più di un secolo, è divenuta insopportabile. Ma è anche una grande occasione per acquistare, speculare, investire. Ed è su queste opere che la città inizia la sua crescita: si sistema la via Stesicorea (Etnea) abbassandone il livello; si imbrigliano le acque dell'Amenano (la fontana di piazza Duomo è del 1867); si tracciano e aprono nuove strade; nel 1866 si installa l'illuminazione a gas. E purtuttavia, l'epidemia di colera colpisce nel 1866-67 e ancora nel 1887.

Con la seconda metà del secolo arriva anche la ferrovia, e con essa il collegamento con le due merci che staranno a fondamento di una grande espansione: lo zolfo dell'interno della Sicilia e gli agrumi. Per l'uno e per gli altri Catania diventa il polo dove il prodotto viene lavorato, imballato, commerciato e spedito. Ciò apre nuovi rami di attività industriale e inizia a differenziare le classi proletarie: crescono le raffinerie di zolfo, che insieme con la ferrovia, dai caratteristici archi su via Dusmet, rappresenta una cintura di ferro che taglia la città fuori dal mare. Nell'ultimo decennio del secolo, la ferrovia circumetnea collega Catania con Riposto girando attorno all'Etna e rappresenta un'arteria vitale per il trasporto di merci e di lavoratori agricoli.

Gli anni dopo il 1880 inaugurano la stagione di una Catania espansiva, portatrice di un modello commerciale e industriale che addirittura sarà possibile proporre all'intera Sicilia. Attivissimo, il giovane sindaco e futuro ministro degli esteri Antonino Paternò Castello marchese Di Sangiuliano (1852-1914) inaugura una stagione di spese e di imprese. Non senza contraddizioni: di fronte alla trasformazione sociale rapida e tumultuosa maturano anche le amare considerazioni sui vinti che Giovanni Verga (1840-1922) espresse ne I Malavoglia (1881) e in Mastro-Don Gesualdo (1888 ). Più tardi, Federico De Roberto (1861-1927) ne I Viceré (1894) ritrarrà il marchese Di Sangiuliano come emblema del trasformismo di un'aristocrazia che non intende cedere le leve del comando. Questi scrittori, che con Luigi Capuana (1839-1915) costituiscono il grande contributo nazionale al verismo europeo, non a caso si interessano della questione sociale: con essa si misura tutta la cultura catanese, con punte alte quali l'opera di studioso e di politico di Angelo Majorana (1865-1910), ministro delle finanze con Giolitti, dalla carriera stroncata da una precoce morte. La questione sociale diviene perno della vita politica catanese: ad essa si ispira il lungo apostolato del cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet(1818-1894), vescovo di Catania dal 1866, che profonde ogni energia in mezzo ai quartieri più poveri per costruire un movimento di cattolicesimo sociale. Ma ne nasce anche, con la crisi agraria, e con la lacerazione violenta dei Fasci dei Lavoratori (1891 -1894) l'esperienza socialista riassunta nel nome di Giuseppe De Felice Giuffrida (1859-l920), il tribuno che trascinò le masse alla costituzione di magazzini cooperativi, di forni municipali per calmierare il prezzo del pane.

Liberali, cattolici, socialisti: diverse visioni che rispondono però all'immagine di un centro urbano vivo e attivo. Dal 1890, dopo un trentennio di sforzi, Catania ha anche il suo Teatro Massimo; qualche tempo prima, trasportando in patria la salma di Vincenzo Bellini, morto in Francia nel 1835, ha iniziato a riconoscere se stessa nei propri eroi. La città si popola di commercianti stranieri: sono esportatori di agrumi, imprenditori, negozianti, che si chiamano Brodbeck, Caflisch, Caviezel, Ritter, Wrzy; svizzeri cui si deve la fondazione della chiesa valdese e di quella evangelica, e che ben presto si guadagnano un posto nei ranghi della élite locale. Divenuto sindaco nel 1902 De Felice inaugurò una politica di municipalizzazioni e di lavori pubblici (tra l'altro si deve alla sua sindacatura la messa in luce dell'anfiteatro romano), per cui Catania poté in quei giorni trovare una propria immagine ben definita: la Milano del Sud.

Progresso economico e progresso democratico identificavano la città e la proponevano come modello. Ne furono segni la grande Esposizione commerciale del 1907, le cerimonie di inaugurazione, alla presenza della famiglia reale, del monumento a Umberto I nel 1911.

Una immagine diversa, ma pur sempre forte, era quella popolareggiante, che faceva perno sul dialetto, e sulle caratteristiche, vere o presunte, del mondo dei cortili: sono le satire e i versi di Nino Martoglio(1870-1921), l’arte teatrale istintiva, che incantò Mejerch'old e D'Annunzio, di Giovanni Grasso (1873-1930) e della sua compagnia, l'esordio di Angelo Musco (1871-1937).

La base economica e sociale di questa grande stagione non era solidissima. Nel primo decennio del secolo ventesimo, l'alleanza popolare garantita da De Felice, convince sempre meno; astro nascente della grande borghesia catanese è Gabriello Carnazza (1871-1931), di grande famiglia risorgimentale, legato ad interessi finanziari dei nuovi gruppi elettrici, interessato a grandi progetti di bonifica agraria. E' il principale nemico del defelicianesimo, mentre si prospettano, a destra, aggregazioni nazionalistiche e agrarie. La città, che ha esitato a lungo tra la vocazione industriale e quella commerciale, ha finito col far prevalere quest'ultima. Con la grande guerra, e con la successiva crisi del fascismo, si spezzano i circuiti commerciali; perde d'importanza lo zolfo siciliano; la città entra in una crisi profonda, non solo economica.

 

 

 

 

 

 

 

Nei primi anni Venti del Novecento, però, la città è ancora carica di energia: Pirandello scrive testi dialettali per Angelo Musco, Gabriello Carnazza è ministro di Mussolini. Ma un gruppo di giovani vivaci, fortemente sedotti dal futurismo, dall'interventismo, perfino dal fascismo, finisce col disperdersi emigrando fisicamente o intellettualmente. La Catania degli anni Trenta è quella che Vitaliano Brancati (1907-l954) percepirà come carica di noia e di incapacità di vivere, tutta risolta nell'impotenza dello sguardo e della smania erotica nei romanzi Gli anni perduti e Don Giovanni in Sicilia, pubblicati nel 1941.

Non mancano in questo periodo grandi progetti. Si pensa ad opere pubbliche di potere e di prestigio: un nuovo carcere, un nuovo palazzo di giustizia, il risanamento tramite sventramento del vecchio quartiere San Berillo; alcuni di questi progetti, interrotti dalla guerra, saranno conclusi solo negli anni Cinquanta, trascinando la loro magniloquenza autoritaria nell'età repubblicana. Lo stile razionalista dell'epoca imprime ad alcuni edifici un segno di modernità che oggi siamo in grado di capire e di recuperare. Durante la seconda guerra mondiale, Catania conobbe la fame, lo sfollamento, i bombardamenti, la crisi politica del regime; queste cose, e specialmente i pesanti bombardamenti del luglio 1943, lasciarono il segno: da un secolo e mezzo lo spettro della guerra non si era più manifestato in Sicilia. Con la Liberazione da parte degli angloamericani non venne lo stimolo a riconoscere se stessi e a ricostruire una personalità collettiva: venne invece il contrabbando, il brigantaggio, l'affarismo, l'accettazione passiva del caos. Nel dicembre del 1944, la folla che diede fuoco al Municipio non militava nemmeno sotto le insegne del separatismo; era solo una massa stanca della guerra e della fame. Lo stesso episodio di Antonio Canepa, fondatore dell'EVIS e animatore della guerriglia separatista, ucciso nel 1945, rimase senza seguito di massa.

Gli anni della ricostruzione mostrarono che non si era del tutto spento il senso della coscienza civica: è significativo, per esempio, che il settecentesco palazzo Massa di San Demetrio, ai Quattro Canti, distrutto dalle bombe, venisse rifatto esattamente come prima. Ma ben presto l'edilizia stessa diventò motore e insieme traino dello sviluppo economico.

A cavallo degli anni '50 e 60 si manifesta ancora una volta lo spirito di ricostruzione e d'intrapresa dei catanesi. Nasce a sud la zona industriale Pantano d'Arci, si formano e sviluppano grandi imprese edili, fiorisce il commercio. E ritorna il mito della Milano del Sud.

L'espansione urbanistica si svolge in modo contraddittorio. Mentre la speculazione edilizia porta a compimento il cosiddetto sacco di San Berillo (lo sventramento di una parte significativa del centro storico), viene chiamato alla redazione del piano regolatore l'architetto giapponese Kenzo Tange, che disegna uno sviluppo urbanistico equilibrato, mirato a valorizzare i quartieri periferici e dell'area sud della città, superando il monocentrismo.

Catania, comunque, dimostra di essere una città dimanica, ricca di imprenditorialità autonoma, al contrario di altre città meridionali e siciliane, che subiscono un'industrializzazione di tipo coloniale, che spesso devasta il territorio e crea lacerazioni sociali.

Nel '68 i giovani catanesi partecipano da protagonisti ai moti studenteschi, evidenziando i fermenti culturali che animano la città.

Il rilancio economico e culturale cozza, però, negli anni '70, con la nuova mafia e con i processi degenerativi del potere politico. La trasformazione, nella Sicilia occidentale, della mafia rurale in mafia urbana prima e in mafia finanziaria poi, estende l'area di influenza e di intervento delle cosche mafiose in tutta la Sicilia. Anche a Catania si forma e si organizza un potere mafioso, che condiziona la vita civile, le attività economiche e la politica.

Nonostante ciò, la città mantiene un'identità moderna e laica, come è dimostrato dall'alta percentuale di voti, superiore alla media nazionale, a favore del divorzio e dell'aborto, nei più significativi referendum che si svolsero in quel periodo.

Negli anni '80 si manifesta una forte reazione democratica contro la mafia e contro i processi degenerativi della politica, che rompe vecchi e consolidati equilibri di potere. La crisi politica, tuttavia, si protrae fin verso la fine del decennio, lasciando la città sostanzialmente senza una guida. L'effetto dell'assenza di governo è il blocco delle opere pubbliche e dell'edilizia abitativa, che erano state un volano dello sviluppo, la crisi profonda dell'apparato industriale, il deperimento delle attività commerciali e terziarie in genere, l'impoverimento del dibattito culturale.

Solo all'inizio del decennio in corso cominciano a manifestarsi i primi sintomi di inversione di tendenza, perchè una nuova classe dirigente comincia a ridisegnare un progetto per la città. Ma i progressi sono lenti e contraddittori, perchè i guasti degli anni '80 hanno lasciato segni profondi e perchè la negativa congiuntura economica nazionale penalizza maggiormente il Mezzogiorno.

Il merito principale della nuova classe dirigente è quello di garantire un rigore politico ed amministrativo, mantenendo un clima civile nel confronto politico, all'altezza della migliore tradizione laica della città. Mentre altrove la crisi degli anni '80 ha prodotto spaccature sociali e politiche profonde ed odi insanabili, frutto anche del manicheismo politico e culturale delle classi dirigenti, a Catania è prevalso uno spirito di tolleranza, che ha consentito un'amministrazione fondata sul confronto costruttivo e sul consenso.

Il centro storico è stato trasformato in un salotto, ove è possibile circolare e divertirsi fino alle ore piccole; vanno fiorendo nuove attività culturali ed artistiche; i quartieri popolari dispongono di nuovi servizi e strutture.

E' vero, tuttavia, che il tasso di disoccupazione rimane altissimo e che i giovani vivono nell'ansia del futuro. La questione del lavoro è, come in tutta la realtà meridionale del Paese, la principale questione catanese di oggi. Per affrontarla e risolverla occorre realizzare il progetto della Catania del 2000, al quale si sta già lavorando: infrastrutture moderne, interporto, reti telematiche, alta tecnologia, ricerca scientifica, sostegno alle imprese, valorizzazione, anche a fini turistici, del patrimonio ambientale e storico.

 

(fonti: Giovanni Salmeri, Santi Correnti, Nino Recupero, Aldo Motta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi ha veramente partecipato alla spedizione dei Mille? Ecco l'elenco alfabetico completo (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878) di tutti i componenti la spedizione dei Mille di Marsala, compilato sulla scorta dell'Elenco pubblicato nel 1864 dal Ministero della Guerra, del prospetto dei pensionati fra i Mille di Marsala e delle notizie fornite dalla varie autorità del Regno.

AVVERTENZA. - Un primo Ruolo nominativo (in data 19 aprile 1862) di coloro che sbarcano a marsala l'11 maggio 1860, fu compilato da una Commissione istituita nel dicembre 1861 e composta de signori Orsini Vincenzo e Stocco Francesco, maggiori generali; Acerbi Giovanni, intendente generale; Dezza Giuseppe, Cenni Guglielmo e Cairoli Benedetto, colonnelli; Manin Giorgio, tenente colonnello; Miceli Luigi e Della Palù Antonio, maggiori; Curzio Francesco e Uziel Davide, capitani; Calvino Salvatore e Argentino Achille, deputati al Parlamento, e De Cretsckmann Giulio Emanuele, maggiore. In seguito per rilascio delle autorizzazioni a fregiarsi della medaglia decretata dal Consiglio civico di Palermo il 21 giugno 1860 per gli sbarcati a Marsala, un Giurì d'onore riesaminò i titoli dei componenti la spedizione, e il Ministero della Guerra pubblicò un nuovo Elenco dei Mille di Marsala, nel bollettino n.21 (Anno 1864) delle nomine e promozioni, in base al quale furono concedute le pensioni. Riconosciuta, in appresso, la necessità di completare quell'Elenco, con ruolo definitivo, fu proceduto ad una generale inchiesta informativa durante l'anno 1877 e il corrente, e tale lavoro, portato al maggior possibile compimento, viene ora pubblicato nel seguente Elenco alfabetico.

N.B. Gli individui aventi pensione ai sensi della legge 22 gennaio 1865, n.2119, sono segnati con asterisco.

 

ELENCO DEL 1862

  • 1 *ABBA Giuseppe Cesare di Giuseppe, nato a Cairo Montenotte il 6 ottobre 1838, ivi residente, possidente, letterato.

  • 2 ABBAGNALE Giuseppe fu Melchiorre, nato a Casola il 25 novembre 1816, morto in Aversa il 13 febbraio 1869.

  • 3 *ABBONDANZA Domenico di Giuseppe, nato a Genova il 18 luglio 1824, ivi residente, negoziante.

  • 4 ACERBI Giovanni fu Giovanni, nato a Castelgoffredo il 14 novembre 1825, già deputato al parlamento, morto a Firenze il 4 settembre 1869.

  • 5 *ADAMOLI Carlo di Francesco, nato a Milano il 22 marzo 1842, residente a Melegano, fittabile.

  • 6 *AGAZZI Isaia Luigi fu Alessandro, nato a Bergamo il 10 dicembre 1838, ivi residente, uffiziale in riforma del R. esercito.

  • 7. AGRI Vincenzo, nato a Firenze il 15 aprile 1833; affatto sconosciuto in patria. Non fu trovato iscritto, come alcuno pretendeva, sui registri del già Istituto, ora Ospizio Garibaldi, di Palermo.

  • 8. AJELLO Giuseppe di Giusto, nato a Palermo nell'anno 1828, morto nel manicomio di Palermo l'1 dicembre 1869.

  • 9. AIRENTA Gerolamo di Giovanni Battista, nato a Rossiglione nel 1842, (già) proprietario, morto nel dicembre 1875 nel manicomio di Milano.

  • 10. *ALBERTI Clemente di Arcangelo, nato a Carugate il 23 novembre 1835, residente a Monza, caffettiere, sottotenente dei volontari in ritiro.

  • 11 ALESSIO Giuseppe. Compreso nel Bollettino del 1864, ma non si hanno notizie ufficiali che lo confermino dei Mille. Alcuno o dice appartenuto alla 6^ compagnia della spedizione di Talamone.

  • 12 *ALFIERI Benigno di Luigi, nato a Bergamo il 7 marzo 1841, ivi residente, ramaio.

  • 13 *ALPRON Abramo Isacco di Jacob, nato a Padova il 22 giugno 1834, ivi residente, negoziante.

  • 14 AMATI Fermo di Giovanni, nato a Bergamo il 17 febbraio 1841, morto a Palermo nel 1860.

  • 15 *AMISTANI Giovanni di Angelo, nato a Brescia il 7 aprile 1831, residente a Verona, scrivano.

  • 16 *ANDRETTA Domenico fu Benedetto, nato a Portobuffolè il 6 febbraio 1838, ivi residente, possidente.

  • 17. ANDREOTTI Luigi di Francesco, nato a S. Terenzo (Sarzana-Lerici) il 20 febbraio 1829, morto in Lerici il 26 aprile 1871

  • 18. ANFOSSI Francesco fu Giuseppe, nato a Nizza (mare) nel 1819, escluso dall'onore della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 19. ANTOGNOLI Federico di Decio, nato a Bergamo il 17 agosto 1839, (già) sarto, morto a Calatafimi nel 1860.

  • 20. *ANTONELLI Giovanni fu Arcangelo, nato a Pedona (Camajore) il 13 dicembre 1820, residente a Lucca.

  • 21 ANTONELLI Stefano di Francesco, nato a Sajano il 20 agosto 1841, morto il 24 aprile 1867.

  • 22 ANTONGINI Alessandro fu Gaetano, nato a Milano nel 1842, morto il 14 aprile 1870 a Milano.

  • 23 ANTONGINI Carlo fu Gaetano, nato a Milano il 19 settembre 1836, ivi residente negoziante.

  • 24 *ANTONINI Marco di Pietro, nato a S. Daniele l'8 dicembre 1834, residente a Udine, negoziante.

  • 25 *ARCANGELI Febo di Angelo, nato a Sarnico il 3 gennaio 1839, residente a Vaprio, agente di negozio.

  • 26 ARCANGELI Isacco di Bartolo, nato a Sarnico il 9 settembre 1838, ivi residente, farmacista.

  • 27. ARCARI Sante Luigi di Angelo, nato a Cremona il 17 luglio 1826, morto in Milano il 19 aprile 1871

  • 28. *ARCHETTI Gio. Maria di Giacomo, nato a Iseo il 13 gennaio 1840, ivi residente, notaio.

  • 29 *ARCONATI Rinaldo di Enrico, nato a Milano il 27 luglio 1845, residente a Varese, avvocato.

  • 30. ARETOCA Ulisse, compreso nel Bollettino del 1864, ma non si hanno notizie ufficiali che lo confermino dei Mille. (Si noti che fra varie istanze testé pervenute al Ministero dell'Interno, ve n'ha una di certo Rebua Ulisse, di Livorno, che dice di aver fatto parte della spedizione di Talamone, ed essere stato erroneamente compreso fra i Mille di Marsala sotto il nome di Aretoca Ulisse che non gli spetta). Notizie private assegnerebbero l'Aretoca alla 2^ compagnia della spedizione di Talamone.

  • 31 *ARGENTINO Achille fu Raffaele, nato a S. Angelo de' Lombardi l'1 dicembre 1821, residente a Salerno, ingegnere e direttore della Succursale del Banco di Napoli.

  • 32 ARMANINO Giovanni di Girolamo, nato a Genova il 13 marzo 1839, ivi residente, calzolaio.

  • 33 *ARMANI Antonio di Francesco, nato a Riva di Trento il 6 febbraio 1837, residente a Limone S. Giovanni.

  • 34 ARMELLINI Bartolomeo fu Antonio, nato a Montepulciano il 24 maggio 1843, ivi residente, fruttivendolo.

  • 35 ARTIFFONI Pietro di Antonio, nato a Bergamo il 6 dicembre 1818, residente a Pedrengo.

  • 36 *ASCANI Zelindo di Girolamo, nato Montepulciano il 24 maggio 1843, ivi residente, falegname.

  • 37 *ASPERTI Pietro Gio. Battista fu Giovanni, nato a Bergamo 19 gennaio 1839, ivi residente, possidente.

  • 38 *ASPERTI Vito Luigi fu Giovanni, nato a Bergamo il 1845, ivi residente, possidente.

  • 39 *ASTENGO Angelo di Giovanni battista, nato ad Albissola il 20 settembre 1835, residente a Savona, negoziante.

  • 40 *ASTORI Felice di Giovanni, nato a S. Pellegrino il 2 novembre 1827, residente a Bergamo, panettiere.

  • 41 AZZI Adolfo di Agostino, nato a Trecenta il 25 agosto 1837, morto a Palermo il 4 luglio 1860 per ferita alla coscia.

  • 42 AZZOLINI Carlo, compreso nel Bollettino del 1864, ma non si hanno notizie ufficiali che lo confermino dei Mille di Marsala. Informazioni private lo ascrivono alla spedizione di Talamone, nella seconda compagnia.

  • 43 *BACCHI Luigi Giuseppe di Angelo, nato a Parma l'11 settembre 1843, residente a Genova, giornaliere.

  • 44 *BADERNA Carlo Luigi fu Ferdinando, nato a Piacenza il 17 agosto 1834, residente a Castel S. Giovanni, merciaio.

  • 45 *BADARACCHI Alessandro di Giuseppe, nato a Marciano il 20 ottobre 1836, tenente nell'esercito.

  • 46 BAIGNERA Crescenzio di Francesco, nato a Gardone il 6 settembre 1822, morto combattendo in Sicilia nel 1860.

  • 47 BAICE Giuseppe fu Sebastiano, nato a Magrè il 7 settembre 1837, morto in Magrè il 30 giugno 1867.

  • 48 BAJOCCHI Pietro fu Andrea, nato ad Atri il 17 maggio 1834, morto a Palermo nel giugno 1860 per colpo d'arma da fuoco.

  • 49 *BALBONI Antonio Davide di Giovanni nato a Cremona il 21 febbraio 1831, ivi residente, barbiere.

  • 50 BALDASSARRI Angelo di Felice, nato a Sale Marasino il 9 marzo 1832, (già) panattiere, morto il 25 marzo 1864 nell'ospedale civile di Brescia.

  • 51 *BALDI Francesco di Francesco, nato a Pavia il 21 febbraio 1840, ivi residente, calzolaio.

  • 52 BALICCO Enrico di Carlo, nato a Bergamo il 15 settembre 1838, (già) stalliere, morto a Bergamo il 22 settembre 1861

  • 53 BANCHERO Carlo di Tommaso, nato a Genova il 6 marzo 1838, morto il 6 marzo 1868.

  • 54 *BANCHERO Emanuele di Luigi, nato a Savona il 14 ottobre 1840, residente a Patasso (Perù).

  • 55 *BANDI Giuseppe di Agostino, nato a Gavorrano il 15 luglio 1834, residente a Livorno, giornalista.

  • 56 *BARABINO Tomaso di Carlo, nato a Genova il 20 dicembre 1834, ivi residente, portiere.

  • 57 BARACCHI Gerolamo di Antonio, nato a Brescia il 20 aprile 1831, morto nel 1860 a Palermo per ferite.

  • 58 *BARACCHINO Luigi Andrea di Domenico, nato a Livorno il 29 settembre 1835, residente a Sarzana.

  • 59 *BARACCO Giuseppe di Vincenzo, nato Finalmarina l'8 ottobre 1843, ivi residente, capitano marittimo.

  • 60. BARATIERI Oreste di Domenico, nato a Condino (Trento) il 12 novembre 1841, residente a Roma, maggiore nell'esercito, e deputato al Parlamento.

  • 61 *BARBERI Giovanni fu Luigi, nato a Castelletto Ticino il 18 gennaio 1840, residente a Torino, negoziante.

  • 62 *BARBERIS Enrico fu Melchiorre, nato a Castelletto Ticino il 15 ottobre 1843, ivi residente, negoziante e possidente.

  • 63 *BARBESI Alessandro di Gaetano, nato a Verona il 27 luglio 1825, ivi residente, albergatore.

  • 64 *BARBETTI Fortunato Bernardo di Giuseppe, nato a Brescia il 20 gennaio 1827, ivi residente.

  • 65 *BARBIERI Gerolamo di Gio. Battista, nato a Bussolengo il 7 giugno 1839, ivi residente, veterinario.

  • 66 *BARBIERI Innocente di Giuseppe, nato a Brescia il 21 dicembre 1840, ivi residente, orefice.

  • 67 *BARBOGLIO Giuseppe di Pietro, nato a Brescia il 3 settembre 1838, ivi residente, possidente.

  • 68 *BARONI Giuseppe di Giuseppe, nato a Bergamo il 29 agosto 1825, ivi residente.

  • 69 *BARUFFI Stefano di Santino, nato a Vignate il 24 dicembre 1834, residente a Milano, commerciante.

  • 70 *BARUFFALDI Tranquillino di Alfonso, nato a Barzio il 12 luglio 1839, residente a Milano.

  • 71 *BASSANI Enrico Napoleone fu Giuseppe, nato a Ponte S. Pietro l'8 maggio 1836, ivi residente, ufficiale in riforma del R. esercito.

  • 72 *BASSANI Giuseppe Antonio di Paolo, nato a Chiari il 26 giugno 1838, ivi residente, domestico.

  • 73 BASSINI Angelo fu Giacomo, nato a Pavia il 29 luglio 1815, ivi residente, tenente colonnello pensionato.

  • 74 *BASSO Gio.Battista fu Onorato, nato a Nizza l'11 dicembre 1824, residente a Caprera, proprietario.

  • 75 *BAY Luigi di Gaetano, nato a Lodi il 31 maggio 1845, residente a Piacenza.

  • 76 *BAZZANO Domenico fu Salvatore, nato a Palermo il 13 settembre 1827, residente a Catania, portiere.

  • 77 BECCARELLI Pietro di Emanuele, nato a Porta al Borgo nel 1822, morto il 14 agosto 1871

  • 78 BECCARIO Domenico Lorenzo di Giuseppe, nato a Genova, morto a Palermo nel 1860.

  • 79 *BEFFAGNA Alessandro di Giacomo, nato a Padova il 5 novembre 1835, residente a Genova, negoziante.

  • 80 BELLAGAMBA Angelo di Francesco, nato a Genova il 3 febbraio 1843, (già) marinaio, morto il 12 marzo 1870.

  • 81 *BELLANDI Giuseppe di Giuseppe, nato a Brescia il 16 dicembre 1833, ivi residente, scrivano.

  • 82 *BELLANTONIO Francesco fu Giuseppe, nato a Reggio di Calabria il 15 giugno 1822, residente a Napoli, già commesso di P.S.

  • 83 BELLENO Giuseppe Nicolò di Paolo, nato a Genova morto a Calatafimi nel 1860.

  • 84 *BELLINI Antonio fu Giovanni Vincenzo, nato a Verona il 7 luglio 1835, residente a Bovolone, commerciante.

  • 85 BELLISIO Luigi di Pietro, nato a Genova nel 1837, ivi residente, R. impiegato.

  • 86 *BELLISOMI Marchese Aurelio di Pio, nato a Milano il 25 aprile 1836, residente a Messina, direttore della sede della Banca Nazionale.

  • 87 BELLONI Ernesto fu Gio.Battista, nato a Treviso il 24 marzo 1841, morto combattendo a Reggio Calabria il 21 Agosto 1860, ferito all'inguine.

  • 88 BENEDINI Gaetano di Luigi, nato in Asola il 28 dicembre 1830, (già) medico chirurgo, morto a Firenze il 31 maggio 1868.

  • 89 BENESCH Ernesto di Francesco, nato a Balschoru (Boemia) nel 1842, residente a Torino (nel 1868). Era sottotenente della legione ausiliaria ungherese, e nel marzo del 1865 fu dispensato dal servizio, per affari di famiglia, dietro sua domanda. Per questa causa fu giudicato non competergli pensione.

  • 90 *BENSAIA Giov.Battista fu Salvatore, nato a Messina il 9 agosto 1825, ivi residente, spedizioniere.

  • 91 BENSAIA Nicolò fu Salvatore, nato a Messina nel 1833, morto il 14 ottobre 1874 nel manicomio di Palermo.

  • 92 *BENVENUTI Raimondo di Ernesto, nato ad Orbetello il 15 dicembre 1842, ivi residente.

  • 93 *BENVENUTO Bartolomeo fu Antonio, nato a Genova il 21 marzo 1842, ivi residente, parrucchiere.

  • 94 *BERARDI Giovanni Maria di Francesco, nato a Brescia il 17 dicembre 1840, residente a Bologna, armaiuolo.

  • 95 BERETTA Edoardo fu Felice Camillo, nato a Pavia nel 1838 (già) possidente, morto in Pavia nel 1870.

  • 96 *BERETTA Giacomo fu Giovanni, nato a Barzanò il 13 giugno 1838, residente a Milano impiegato privato.

  • 97 *BERGONCINI Germano fu Carlo, nato a Livorno Vercellese il 9 aprile 1833, ivi residente, possidente.

  • 98 *BERINO Michele fu Michele, nato a Barge di Saluzzo il 6 settembre 1840, ivi residente, panattiere.

  • 99 BERIO Emanuele, detto il moro, nato ad Angola (Africa) nel 1840, morto a Napoli il 2 marzo 1861, nello spedale dei Santi Apostoli.

  • 100 BERNA Gio.Cristiano di Cristiano, nato a Treviso il 30 marzo 1833, ivi residente, già segretario della società del Tiro provinciale, ora ricevitore del lotto.

  • 101 *BERTACCHI Lucio Marco fu Luigi, nato a Bergamo il 14 gennaio 1837, ivi residente, scrivano.

  • 102 *BERTHE' Ernesto di Giuseppe, nato a Lecco il dì 8 luglio 1832, residente a Modena.

  • 103 BERTI Enrico di Giuseppe, nato a Vicenza il 29 febbraio 1826, morto a Cagliari, nello spedale, il 5 aprile 1861

  • 104 BERTINI Giuseppe di Francesco, morto a Livorno nel 1861

  • 105 BERTOLOTTO Gio.Battista Giuseppe di Francesco, nato a Genova il 2 dicembre 1840, morto in Genova il 16 aprile 1871

  • 106 BERTOZZI Giovanni Battista fu Antonio, nato a Pordenone il 9 marzo 1840, (già) ingegnere, morto a Varazze nel 1861

  • 107 BETTINELLI Giacomo di Pasquale, nato a Bergamo il 12 luglio 1836, tenente nel 71° fanteria.

  • 108 *BETTONI Faustino fu Gio.Maria, nato a Mologno il 24 luglio 1831, residente ai Molini di Colognola, farmacista.

  • 109 *BEVILACQUA Alessandro fu Francesco, nato ad Ancona il 10 settembre 1824, ivi residente, calzolaio.

  • 110 *BEZZI Egisto fu Gio.Battista, nato a Cusiano (Trento) il 16 gennaio 1835, residente a Milano, commerciante.

  • 111 BIANCHI Achille Maria di Giovanni, nato a Bergamo il 12 novembre 1841, tenente del 43° fanteria.

  • 112 *BIANCHI Angelo di Gaetano, nato a Milano il 7 maggio 1837, residente a Milano, commerciante.

  • 113 BIANCHI Ferdinando fu Costantino, nato a Bianchi il 3 marzo 1797, (già) scrivano, morto nel gennaio 1866 a Napoli.

  • 114 *BIANCHI Ferdinando Martino fu Carlo, nato a Bergamo il 4 febbraio 1838, residente a Salaparuta, impiegato al Montefrumentario.

  • 115 BIANCHI Gerolamo fu Felice, nato a Caronno (Como) il 5 giugno 1841, morto alla presa di Palermo sulla piazza di Ferravecchia ( 30 maggio 1860).

  • 116 *BIANCHI Luigi di Francesco, nato a Cermenate il 20 aprile 1837, residente a Milano, sarto.

  • 117 BIANCHI Luigi Pietro di Francesco, nato a Pavia il 12 settembre 1841, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 118 *BIANCHINI Massimo di Giovanni, nato a Livorno il 16 gennaio 1844, residente a Carrara, fornaio.

  • 119 BIANCO (LO) Francesco fu Santo, nato a Catania il 25 gennaio 1830, già brigadiere di P.S., morto il 12 febbraio 1863 di colpo di fucile fortuito.

  • 120 *BIDISCHINI Francesco di Giuseppe, nato a Burnova il 28 settembre 1835, residente a Roma.

  • 121 BIFFI Luigi Adolfo di Ermenegildo, nato a Caprino, il 24 maggio 1846, morto a Calatafimi nel 1860.

  • 122 *BIGNAMI Claudio di Carlo Antonio, nato a Pizzighettone il 3 marzo 1835, ivi residente.

  • 123 BISI Gio.Battista fu Domenico, nato a Legnago il 6 maggio 1832, residente a Rovigo, tenente nelle RR. dogane.

  • 124 BIXIO Nino fu Tommaso, nato a Genova il 2 ottobre 1821, già ivi residente, deputato al parlamento, tenente generale e capitano marittimo, morto in navigazione ad Achim (Sumatra).

  • 125 *BOARETTO Lorenzo, detto Bigoli, fu Giovanni Battista, nato a Bovolenta, il 16 marzo 1836, ivi residente, negoziante.

  • 126 *BOASI Stefano di Enrico, nato a Genova il 4 marzo 1841, ivi residente, commerciante.

  • 127 BODINI Dario di Pietro, nato a Parma il 20 marzo 1830, ivi morto il 9 marzo 1867.

  • 128 BOGGIANO Ambrogio di Giacomo, nato a Genova il 31 agosto 1837, morto il 15 maggio 1860 a Calatafimi.

  • 129 BOLDRINI Cesare fu Pietro Antonio, nato a Castel d'Ario il 29 giugno 1816, (già) medico- chirurgo, morto in dicembre a Napoli per ferite riportate in battaglia a Maddaloni l'1 ottobre 1860.

  • 130 *BOLGIA Giovanni di Nicola, nato a Orbetello il 7 settembre 1840, ivi residente.

  • 131 *BOLIS Luigi di Carlo, nato a Bergamo il 4 giugno 1841, residente a Firenze, chincagliere.

  • 132 *BOLLANI Francesco di Gio.Battista, nato a Cazzago il 20 settembre 1840, ivi residente.

  • 133 BONACINA Luigi di Angelo, nato a Bergamo il 19 giugno 1841, morto a Milano il 20 ottobre 1864, nello spedale Fate Bene Fratelli.

  • 134 *BONAFEDE Giuseppe di Domenico, nato a Gratteri il 19 marzo 1831, residente a Palermo, direttore del giardino di acclimatazione.

  • 135 BONAFINI Francesco di Francesco, nato a Mantova l'11 ottobre 1830, residente a Brescia, impiegato di finanza.

  • 136 *BONANOMI Giacomo fu Pietro nato a Como il 2 febbraio 1842, ivi residente, notaio.

  • 137 BONAN Ranieri Tertulliano fu Fioravante, nato a Livorno il 28 aprile 1815, (già) macchinista, morto il 19 novembre 1871

  • 138 BONARDI Carlo di Gio.Maria, nato ad Iseo il 7 novembre 1837, morto combattendo a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 139 *BONDUAN Pasquale di Valentino, nato a Mestre il 7 maggio 1840, residente a Cuneo, scrivano privato.

  • 140 BONETTI Francesco di Giovanni, nato a Zogno l'11 giugno 1841, tenente nel 45° reggimento fanteria.

  • 141 *BONI Fedele di Giovanni, nato a Modena il 24 aprile 1833, residente a Parma, bracciante.

  • 142 *BONI Francesco Alessandro di Credindio, nato a Brescia il 3 ottobre 1841, residente a Provezze, segretario comunale.

  • 143 BONINO Giacomo di Michele, nato a Genova il 16 ottobre 1834, (già) commesso, morto l'1 dicembre 1871

  • 144 BONSIGNORI Eugenio Paolo di Francesco, nato a Montirone il 30 agosto 1826, morto il 21 aprile 1871 a Milano.

  • 145 *BONTEMPELLI Carlo di Pietro, nato a Bergamo il 18 marzo 1832, ivi residente, cappellaio.

  • 146 BUONTEMPO Giuseppe Rinaldo di Nicola, nato a Orzinuovi il 10 agosto 1830, morto combattendo in Palermo nel 1860.

  • 147. BUONVECCHI Luigi fu Pacifico, nato a Treja l'8 novembre 1825, morto in Treja il 26 settembre 1861

  • 148 *BORCHETTA Giuseppe fu Tommaso, nato a Mantova il 26 febbraio 1827, ivi residente, ingegnere.

  • 149 BORDINI Giovanni fu Pietro, nato a Padova il 2 novembre 1828, residente a Bologna, tenente a riposo del Regio esercito.

  • 150 BORETTI Ercole fu Siro, nato a Pavia il 28 novembre 1836, ivi residente, impiegato municipale.

  • 151 *BORGOGNINI Ferdinando di Francesco, nato a Firenze nel 1838, residente a Viareggio, calzolaio.

  • 152 BORGOMAINERI Carlo Pietro di Pietro, nato a Milano nel 1833, (già) scrivano straordinario alla Cassa Depositi e Prestiti, morto il 14 ottobre 1875 a Rio Janeiro.

  • 153 *BORRI Antonio di Lorenzo, nato a Roccastrada il 16 gennaio 1833, ivi residente, agricoltore.

  • 154 BORSO Antonio fu Antonio, nato a Padova il 13 giugno 1818, (già) cameriere, morto a Torino il 2 aprile 1863, nello Spedale S.Giovanni.

  • 155 *BOSCHETTI Gio.Battista fu Pietro, nato a Covo il 6 agosto 1841, ivi residente, farmacista.

  • 156 *BOSSI Carlo di Filippo, nato a Santambrogio Olona il 10 novembre 1840, ivi residente.

  • 157 *BOTTACCI Salvatore di Antonio, nato in Orbetello il 4 gennaio 1843, ivi residente, liquorista.

  • 158 BOTTAGISI Cesare di Carlo, nato a Bergamo il 18 aprile 1831, morto a Calatafimi nel 1860.

  • 159 *BOTTAGISI Luigi Enrico di Carlo, nato a Bergamo il 25 gennaio 1830, ivi residente, calzolaio.

  • 160 *BOTTAGISI Martiniano fu Gaspare, nato a Bergamo il 2 gennaio 1817, ivi residente, cameriere.

  • 161 *BOTTERO Giuseppe Ernesto di Luigi, nato a Genova il 3 dicembre 1832, ivi residente, commerciante.

  • 162 BOTTICELLI Giovanni di Bartolo, nato a Salò il 13 gennaio 1834, morto nel 1860 a Palermo per ferite.

  • 163 *BOTTINELLI Giuseppe Girolamo fu Gaetano, nato a Viggiù il 18 agosto 1831, ivi residente marmista.

  • 164 BOTTONE Vincenzo di Melchiorre, nato a Palermo il 24 dicembre 1838, ivi residente fino al 1868, già sottotenente di vascello. Partì nel 1868 per ignota destinazione, né si sa dove ora sia, né se viva.

  • 165 BOVI Paolo fu Antonio, nato a Bologna nel 1814, già luogotenente generale, morto in Bologna il 28 settembre 1871

  • 166 *BOZZANI Eligio di Pietro, nato a Fontanellato l'11 febbraio 1839, residente a Parma, proprietario.

  • 167 BOZZETTI Romeo di Francesco nato a S.Martino in Veliseto il 25 febbraio 1835, residente ad Alessandria ufficiale superiore dell'esercito.

  • 168 *BOZZO Gio.Battista di Francesco, nato a Genova il 9 marzo 1841, ivi residente, commerciante.

  • 169 *BOZZOLA Candido di Andrea, nato a Legnago il 16 luglio 1835, residente a Padova, negoziante panettiere.

  • 170 *BRACA Ferdinando di Giovanni, nato a Montanara, ora Cadestefani, il 26 febbraio 1835, residente a Siena.

  • 171 *BRACCINI Gustavo Giuseppe ( e non Gaetano) di Giovanni, nato a Livorno il 21 marzo 1836, ivi residente, muratore.

  • 172 *BRACCO Amari Giuseppe di Francesco, nato a Palermo il 29 marzo 1829, ivi residente, agente di cambio.

  • 173 BRAICO Cesare fu Bartolomeo, nato a Brindisi il 18 marzo 1823, residente a Roma, impiegato all'archivio di Stato.

  • 174 *BRAMBILLA Prospero di Prospero, nato a Bagnatica il 4 maggio 1839, residente a Bergamo, demente nel manicomio di Ostino (Bergamo).

  • 175 *BRESCIANI Pietro Giuseppe di Silvio, nato ad Adrara S.Martino il 23 dicembre 1836, ivi residente, notaio.

  • 176 *BRIASCO Vincenzo fu Giuseppe, nato a Genova il 22 settembre 1842, ivi residente, tipografo.

  • 177 *BRIZZOLARO Gio.Edoardo fu Giovanni, nato a Bergamo il 7 marzo 1841, ivi residente, agente di studio.

  • 178 *BRUNIALDI Gio.Battista fu Antonio, nato a Poiana il 3 maggio 1839, residente a Torino, sellaio.

  • 179 BRUNTINI Pietro di Pietro, nato a Bergamo il 14 marzo 1833, (già) filatore, ferito a Calatafimi ed a Palermo, morto a Catanzaro il 6 ottobre 1860.

  • 180 *BRUZZESI Filippo fu Lelio, nato a Torrita nel 1834, residente a Roma, negoziante.

  • 181 *BRUZZESI Giacinto fu Lelio, nato a Cervetri il 15 dicembre 1823, residente a Milano, commerciante.

  • 182 *BRUZZESI Pietro fu Raffaele, nato a Civitavecchia il 15 ottobre 1832, residente a New York.

  • 183 BUFFA Emilio fu Paolo, nato ad Ovada il 18 novembre 1833, (già) residente a Torino, (già) barbiere, morto il 23 dicembre 1871

  • 184 *BULGHERESI Jacopo Augusto di Giuseppe, nato a Livorno il 20 giugno 1844, ivi residente, barbiere.

  • 185 BULLO Luigi fu Giuseppe, nato a Chioggia il 14 agosto 1829, morto a Venezia il 17 dicembre 1871

  • 186 *BUONVICINI Federico fu Gaetano, nato a Terranegra di Legnago il 3 ottobre 1839, ivi residente commissionario e mediatore.

  • 187. BURATTINI Carlo fu Domenico, nato ad Ancona il 4 marzo 1827, (già) capitano marittimo, morto in Camerano il 23 luglio 1870.

  • 188 *BURLANDO Antonio di Andrea, nato a Genova il 2 dicembre 1823, ivi residente, proprietario.

  • 189 *BUSCEMI Vincenzo di Antonio, nato a Palermo il 21 maggio 1816, ivi residente.

  • 190 BUTTI Alessandro fu Giacomo, nato a Bergamo il 23 febbraio 1844, (già) calzolaio, morto in Bergamo l'8 giugno 1877.

  • 191 *BUTTINONI Francesco fu Francesco, nato a Treviglio il 16 giugno 1828, residente ad Isso, fittabile.

  • 192 *BUTTIRONI Emilio di Vincenzo, nato a Suzzara il 17 marzo 1844, residente a Pavia, fotografo.

  • 193 *BUTTURINI Antonio fu Pietro, nato a Pescantina il 23 novembre 1826, residente a Verona, agente di farmacia.

  • 194 *BUZZACCHI Giovanni di Benedetto, nato a Medole il 15 ottobre 1836, residente a Mantova, medico.

  • 195 *CACCIA Carlo fu Giuseppe, nato a Monticelli d'Oglio il 15 dicembre 1838, residente a Verolanova (Brescia), ufficiale riformato del R. esercito.

  • 196 CACCIA Ercole di Giuseppe, nato a Bergamo il 12 agosto 1840, (già) scrivano, morto a Bergamo il 20 aprile 1861

  • 197 CADEI Ferdinando di Giacomo, nato a Caleppio il 23 marzo 1838, (già) farmacista, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 198 *CAFFERRATA Francesco di Francesco, nato a Genova il 10 marzo 1839, ivi residente, imbiancatore.

  • 199 *CAGNETTA Domenico fu Antonio, nato a Pavia il 21 luglio 1841, ivi residente, possidente e negoziante di legnami.

  • 200 *CAIROLI Benedetto Angelo fu Carlo, nato a Pavia il 28 gennaio 1825, domiciliato a Groppello, possidente, deputato al Parlamento.

  • 201 CAIROLI Carlo Benedetto Enrico fu Carlo, nato a Pavia nel 21 febbraio 1840, morto combattendo a Villa Glori il 23 ottobre 1867.

  • 202 *CALABRESI Pietro di Martino, nato a Carteno Breno il 4 agosto 1837, ivi residente.

  • 203 CALAFIORE Michelangelo fu Francesco, nato a Fiumara il 21 gennaio 1809, morto in Fiumara il 13 luglio 1861, era ricevitore del lotto.

  • 204 *CALCINARDI Giovanni di Andrea, nato in Brescia il 20 marzo 1833, residente in America, medico.

  • 205 CALDERINI Ercole Enrico di Antonio, nato a Bergamo il 23 settembre 1833, residente a Firenze, impiegato di finanza.

  • 206 CALONA Ignazio di Gio.Battista, nato a Palermo il 16 settembre 1795, (già) colonnello nell'esercito, morto il 3 settembre 1864 a Moncalieri.

  • 207. CALVINO Salvatore fu Giuseppe, nato a Trapani il 25 dicembre 1820, residente a Roma, segretario generale del Consiglio di Stato, già deputato al Parlamento.

  • 208 *CALZONI Secondo Giovanni di Andrea, nato a Bione il 17 giugno 1840, residente a Livorno, già sottotenente dei volontari.

  • 209 *CAMBIAGHI Gio.Battista di Felice, nato a Monza l'11 giugno 1838, residente a Genova, commesso.

  • 210 *CAMBIAGIO (o Cambiaso) Biagio di Andrea, nato a Genova il 19 dicembre 1838, residente a Rivarolo Polcevera.

  • 211 *CAMBIASO Gaetano di Antonio, nato a Campomerone (Genova) il 19 agosto 1840, residente a Verona, mediatore.

  • 212 *CAMELLINI Giuseppe di Natale, nato a Reggio Emilia il 3 aprile 1834, residente a Genova, sarto.

  • 213 *CAMICI Venanzio di Giuseppe, nato a Colle di Val d'Elsa il 22 dicembre 1835, residente a Poggibonsi, caffettiere.

  • 214 *CAMPAGNUOLI Giuseppe Carlo fu Antonio, nato a Pavia il 6 novembre 1835, residente a Milano, impiegato al Monte di Pietà.

  • 215 CAMPANELLA Antonio fu Gaspare, nato a Palermo il 28 febbraio 1823, morto (per suicidio) all'Arma di Taggia (S. Remo), il 6 dicembre 1868.

  • 216 *CAMPI Giovanni di Giuseppe, nato a Monticelli d'Ongina l'8 settembre 1820, residente a Torino, musicante.

  • 217 CAMPO Achille fu Antonio, nato a Palermo il 12 giugno 1818, residente a Bari, maggiore del distretto militare.

  • 218 *CAMPO Giuseppe Baldassarre fu Antonino, nato a Palermo il 23 settembre 1830, ivi residente, possidente.

  • 219 *CANDIANI Carlo Antonio fu Gio.Battista , nato a Milano il 23 luglio 1828, ivi residente.

  • 220 CANEPA Giuseppe di Angelo, nato a Genova il 12 gennaio 1834, già sottotenente di fanteria, morto il 22 gennaio 1876 in Genova.

  • 221 *CANETTA Francesco Serafino di Domenico, nato ad Oggebbio il 13 dicembre 1836, ivi residente, possidente.

  • 222 *CANEZZA Bartolomeo di Benedetto, nato a Rapallo il 14 marzo 1839, residente a Genova, macchinista.

  • 223 CANFER (recte CANFORI) Pietro di Gio.Battista, nato a Bergamo il 9 giugno 1839, (già) suonatore, morto il 30 gennaio 1865 in Brescia.

  • 224 *CANINI Cesare fu Giuseppe, nato a Sarzana il 30 marzo 1841, residente a Fosdinovo.

  • 225 *CANNONI Gerolamo fu Giovanni, nato a Grosseto il 27 febbraio 1842, residente a Roccalbegna, messo del collettore.

  • 226 CANTONI Angelo Maria di Ferdinando, nato a Mezzani Rondani il 15 ottobre 1829, (già) imbiancatore, morto il 23 dicembre 1867.

  • 227 *CANTONI Lorenzo di Geremia, nato a Parma il 10 agosto 1830, ivi residente, bracciante.

  • 228 *CANZIO Stefano di Michele, nato a Genova il 3 gennaio 1837, ivi residente direttore della Società enologica.

  • 229. CAPPELLETTO Giuseppe Maria fu Pietro, nato a Venezia il 10 luglio 1810, morto in Brescia il 29 settembre 1861

  • 230 CAPITANIO Giuseppe fu Luigi, nato in Bergamo il 18 giugno 1841, (già) scrivano, ivi morto il 23 febbraio 1871

  • 231 *CAPURRO Giovanni di Agostino, nato a Genova il 28 dicembre 1840, ivi residente, ora proprietario di locanda.

  • 232 CAPURRO Gio.Battista di Gio.Battista, nato a Genova il 12 aprile 1841, capitano nel 69° fanteria.

  • 233 *CAPUZZI Giuseppe di Stefano, nato a Bedizzole il 25 novembre 1825, residente a Brescia, segretario della Biblioteca.

  • 234 *CARABELLI Daniele fu Domenico, nato a Gallarate il 1° aprile 1839, residente a Milano, argentiere.

  • 235 CARAVAGGI Michele fu Carlo, nato a Chiari l'11 luglio 1843, già lavorante panattiere, morto in Brescia nel 1861

  • 236 *CARBONARI Lorenzo fu Sante, nato ad Ancona il 4 giugno 1823, residente a Grottammare, inabile al lavoro per ferite riportate in guerra.

  • 237 CARBONARI Raffaele di Domenico, nato a Catanzaro il 21 novembre 1812, ivi residente, colonnello del R. esercito a riposo.

  • 238 CARBONE Francesco di Giovanni, nato a Genova il 16 agosto 1840, capitano nel 17° fanteria.

  • 239 *CARBONE Luigi di Girolamo, nato Sestri Ponente il 20 giugno 1837, residente a Lavagna, costruttore navale.

  • 240 *CARBONELLI Vincenzo fu Pietro, nato a Secondigliano il 20 aprile 1822, residente a Genova, medico e deputato al Parlamento.

  • 241 *CARDINALE Natale Francesco di Girolamo, nato a Genova il 25 dicembre 1840, ivi residente, commesso.

  • 242 CARETTI Antonio di Angelo, nato a Milano, nel 1836, morto nel 1867 combattendo a Mentana.

  • 243 CARINI Gaetano fu Francesco, nato a Corteolona il 7 agosto 1832, già capitano nell'esercito, morto in Bovino il 27 luglio 1861

  • 244 CARINI Giacinto fu Giovanni, nato a Palermo nel 1827, generale nell'esercito in disponibilità e deputato al Parlamento.

  • 245 CARINI Fedele Giuseppe di Luigi, nato a Pavia il 24 febbraio 1842, tenente nel 27° fanteria.

  • 246 CARIOLATO Domenico fu Nicola, nato a Vicenza il 7 luglio 1836, ivi residente, possidente, capitano in pensione.

  • 247. CARLUTTI Francesco fu Francesco, nato a Palmanova nel 1817, (già) orefice, morto in Alba il 24 gennaio 1861

  • 248 *CARMINATI Agostino Giovanni Bernardo di Giovanni, nato a Bergamo il 20 novembre 1837, già ufficiale di stato maggiore delle piazze in aspettativa, per ferite riportate in servizio, residente a Savona.

  • 249 *CARPANETO Francesco di Andrea, nato a Genova il 30 agosto 1837, ivi residente, commesso.

  • 250 *CARRARA Antonio Pietro Giulio fu Bellobuono, nato a Bergamo il 25 gennaio 1842, residente a Roma, agente d'affari.

  • 251 CARRARA Cesare fu Pietro, nato Treviso l'11 novembre 1835, (già) scritturale, morto il 20 febbraio 1877 in Firenze.

  • 252 *CARRARA Giuseppe Antonio Luigi fu Giuseppe, nato a Bergamo il 1° gennaio 1838, ivi residente, calzolaio.

  • 253 *CARRARA Giuseppe Sante di Natale, nato a Bergamo il 28 marzo 1834, ivi residente, mediatore.

  • 254 CARTAGENOVA Filippo di Giovanni Battista, nato a Genova nel giugno 1826, morto a Varazze l'11 febbraio 1871

  • 255 *CASABONA Antonio di Giacomo, nato a Genova il 21 giugno 1838, ivi residente.

  • 256 CASACCIA Enrico Raffaele di Gerolamo, nato a Genova, morto a Calatafimi nel 15 maggio 1860.

  • 257 *CASACCIA Bartolomeo Emanuele di Andrea, nato a Genova il 23 novembre 1829, residente a Napoli, commissionario.

  • 258. CASALI Alessandro fu Vincenzo, nato a Pavia il 27 settembre 1837, ivi residente, fittabile, morto il 4 settembre 1877.

  • 259 *CASALI Enrico fu Vincenzo, nato a Pavia il 29 luglio 1839, ivi residente, agente d'affari.

  • 260 *CASASSA (od anche CASAZZA o CASACCIA) Nicolò di Filippo, nato nell'Isola del cantone l'11 marzo 1839, residente a Buenos-Ayres, droghiere.

  • 261 *CASIRAGHI Alessandro di Vincenzo, nato a Milano il 25 settembre 1841, residente a Varese.

  • 262 *CASSANELLO Francesco Tomaso di Pietro, nato a Genova il 19 agosto 1842, ivi residente.

  • 263 *CASTAGNA Pietro di Agostino, nato a Verona il 15 novembre 1838, ivi residente, possidente.

  • 264 *CASTAGNOLA Domenico di Giuseppe, nato a Genova il 7 marzo 1839, ivi residente, tappezziere.

  • 265 *CASTAGNOLI Pasquale Natale di Antonio, nato a Livorno il 5 maggio 1842, ivi residente, falegname.

  • 266 *CASTALDELLI Guido fu Giacomo, nato a Massa Superiore il 30 maggio 1827, ivi residente.

  • 267 *CASTELLANI Egisto fu Carlo, nato a Milano il 7 dicembre 1843, ivi residente, telegrafista al servizio delle ferrovie dell'A. I.

  • 268 CASTELLAZZI Antonio di Osvaldo, nato a Gosaldo il 28 novembre 1840, già residente a Venezia, già regio pensionato, morto il 24 settembre 1878 allo spedale civile di Venezia.

  • 269 *CASTELLINI Francesco Maria di Angelo, nato alla Spezia l'11 novembre 1843, residente a Genova, oste.

  • 270. CASTIGLIA Salvatore fu Francesco, nato a Palermo il 10 marzo 1819, residente ad Odessa, console generale di Italia.

  • 271 *CASTIGLIONI Cesare fu Luca, nato a Tradate il 2 giugno 1841, residente a Milano, possidente.

  • 272 *CASTION Gaetano fu Antonio, nato a Portogruaro il 24 settembre 1820, ivi residente, (già) brigadiere

  • 273 CATTANEO Angelo Alessandro di Pietro, nato a Bergamo il 25 ottobre 1839, (già) sottotenente di fanteria, morto a Nizza il 5 marzo 1870.

  • 274 CATTANEO Angelo Giuseppe di Davide, nato ad Antegnate il 3 aprile 1842, morto a Tagliuno il 7 agosto 1867.

  • 275 *CATTANEO Bartolomeo fu Francesco, nato a Gravedona il 19 ottobre 1847, residente a Milano, orefice.

  • 276 *CATTANEO Francesco di Tommaso, nato a Novi Ligure il 17 ottobre 1835, ivi residente, negoziante.

  • 277 CATTONI Telesforo di Federico, nato a Tabellano il 1° luglio 1841, (già) dottore in legge, morto a Gazzoldo il 14 ottobre 1861

  • 278 *CAVALLERI Gervaso Giuseppe fu Antonio, nato a Milano il 19 giugno 1839, ivi residente, inverniciatore.

  • 279 *CAVALLI Luigi di Francesco, nato a S. Nazario li 7 aprile 1839, residente a Vicenza, dottore in legge, possidente.

  • 280 *CECCARELLI Vincenzo di Luigi, nato a Roma il 27 maggio 1842, residente ad Asti, commesso viaggiatore.

  • 281 *CECCHI Silvestro di Giovanni, nato a Livorno l'8 gennaio 1844, ivi residente, corallaio.

  • 282 CEI Giovanni di Angelo, nato a Livorno nel 1833, (già) facchino, morto nello spedale di Livorno nel 1868.

  • 283 *CELLA Gio.Battista fu Giorgio, nato ad Udine il 5 settembre 1837, ivi residente, avvocato.

  • 284 *CENGIAROTTI Sante fu Michele, nato a Caldiero di San Bonifacio l'11 ottobre 1834, ivi residente.

  • 285 CENNI Guglielmo fu Lorenzo, nato a Comacchio li 26 febbraio 1817, residente a Roma, colonnello a riposo.

  • 286 CEPOLLINI Achille. È ufficialmente escluso che uno di tal nome trovisi ora nell'esercito. Alcuno lo dice (già) maggiore nelle piazze, morto a Torino nel 1867 o 1868. Altri lo afferma nato a Napoli verso il 1820, tra i difensori di Venezia nel 1848-49, alla campagna di Lombardia nel 1859 come cacciatore delle Alpi; imbarcatosi a Lonato e sceso a Talamone, ma poi, raggiunto Garibaldi in Sicilia, capitano, ferito a Calatafimi; infine professore di lettere a Napoli. Nessuna notizia ufficiale; a Napoli è sconosciuto.

  • 287 *CEREA Celestino di Francesco, nato a Bergamo il 5 aprile 1840, ivi residente, vetturale.

  • 288 CERESETTO Angelo di Gio.Battista, nato a Genova, morto combattendo al Volturno il 1° ottobre 1860, colpito nel ventre.

  • 289 *CERIBELLI Carlo fu Gaetano, nato a Bergamo lì' 11 febbraio 1838, ivi residente, ufficiale in riforma del R. esercito.

  • 290 CERVETTO Maria Stefano fu Domenico, nato a Genova il 17 maggio 1839, tenente nel 51° fanteria.

  • 291 *CEVASCO Bartolomeo di Giuseppe, nato a Genova l'11 giugno 1817, ivi residente, già fuochista sui vapori.

  • 292 CHERUBINI Pasquale detto Luigi di Giovanni, nato a S. Stefano di Piovene (Vicenza) l'11 aprile 1827, morto in Vicenza il 13 ottobre 1870.

  • 293 CHIESA Giuseppe fu Camillo, nato a Borgoticino il 30 gennaio 1839. Appartenne alla leva del 1859 e fu inscritto nella 9^ compagnia, 4° reggimento, brigata Piemonte. Nel luglio 1861 denunciato disertore, condannato in contumacia, ed amnistiato nel 1872, cessò di essere iscritto nei ruoli dell'esercito. Ora di ignota esistenza.

  • 294 CHIESA Liberio di Daniele, nato a Milano il 22 dicembre 1838, ivi residente; amputato di una gamba in seguito a ferita riportata a P^alermo nel 1860; già maggiore dell'esercito in ritiro; rimosso dal grado nel 1870, ed escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 295 CHIOSSONE Vincenzo di Paolo, nato a Messina il 2 maggio 1827, già tenente nell'esercito, morto il 10 febbraio 1871

  • 296 *CHIZZOLINI Camillo fu Carlo, nato a Campitello il 6 giugno 1836, residente a Campitello, frazione del comune di Marcaria, possidente e medico.

  • 297 *CIACCIO Alessandro di Giuseppe, nato a Palermo il 29 ottobre 1818, ivi residente, possidente.

  • 298. CICALA Ernesto di Giovanni, nato a Genova il 19 settembre 1834, capitano nel 9° bersaglieri.

  • 299 *CIOTTI Marziano di Valentino, nato a Gradisca (Austria) il 13 agosto 1839, residente a Montereale Cellina, commerciante.

  • 300 *CIPRIANI Bonaventura di Michele, nato a Godega il 26 dicembre 1826, residente a Caserta.

  • 301 *CIPRIANI Cesare Augusto di Giovanni, nato a Firenze il 6 novembre 1839, ivi residente scritturale.

  • 302 *COCCHELLA Stefano di Antonio, nato a Genova il 26 maggio 1839, ivi residente.

  • 303 COCOLO Giuseppe fu Giovanni Battista, nato a Conegliano il 23 settembre 1840, morto a Milano nel 1861

  • 304 *COELLI Carlo di Giovanni, nato a Castellone il 13 settembre 1838, ivi residente, medico.

  • 305 *COGITO Guido Lorenzo Giovanni Battista di Giuseppe, nato in Acqui il 22 novembre 1841, residente a Milano, parrucchiere.

  • 306 *COLI (od anche COLLI) Gaetano fu Agostino, nato a Budrio l'8 agosto 1835, residente a Bologna, già esercente liquorista.

  • 307. COLLI Antonio. Da taluno fu creduto faciente parte del reggimento Guide, nel 1860 in formazione a Pinerolo sotto il comando del colonnello Vasco, poi disertore per raggiungere la spedizione, e morto a Calatafimi od a Palermo. " invece risultato ufficialmente che al detto reggimento è appartenuto un Colli Luigi, fu Paolo, nato a Montecchio (Reggio Emilia) il 13 marzo 1833 e disertato il 13 maggio 1860; - che un Colli Antonio, allo sbarco di Marsala, apparteneva alla intendenza, e il decreto e la medaglia spettantigli trovansi presso il Ministero della Guerra; che nessun Colli figura negli elenchi dei morti e feriti dell'esercito meridionale; e infine che il Colli Antonio è affatto sconosciuto alle provincie di Bologna, Modena e Padova (Montagnana).

  • 308 *COLLINI Angelo di Giovanni Antonio, nato a Mantova il 1° settembre 1839, ivi residente, notaio.

  • 309 COLOMBI Luigi Alberto di Arcangelo, nato a Misano di Gera d'Adda il 29 agosto 1839, (già) medico, morto a Crema nel 1870.

  • 310 COLOMBO Donato fu Abramo, nato a Ceva di Mondovì nel 1838, residente a Trapani, professore nelle Regie scuole tecniche.

  • 311 *COLOMBO Gerolamo fu Natale, nato a Bergamo il 24 novembre 1840, ivi residente, parrucchiere.

  • 312 *COLPI Giovanni Battista fu Giovanni, nato a Padova il 20 giugno 1838, residente a Saletto, medico e possidente.

  • 313 COMI Cesare di Giovanni, nato a Trescorre l'11 marzo 1844, tenente nel 30° reggimento fanteria.

  • 314 *COMPIANO Bartolomeo di Lorenzo, nato a Genova il 7 novembre 1841, ivi residente.

  • 315 *CONTI Carlo fu Bartolo, nato a Carvico il 14 marzo 1836, residente a Bergamo, scrivano.

  • 316 CONTI Demetrio di Zeffirino, nato a Loreto il 23 dicembre 1837, residente ad Ancona, regio impiegato nel Bagno penale.

  • 317 *CONTI Lino fu Defendente, nato a Brescia il 23 settembre 1825, residente a Milano, commerciante.

  • 318 *CONTI Luigi Antonio fu Fermo, nato a Sondrio il 21 ottobre 1839, ivi residente, commesso di studio.

  • 319 *CONTRO Silvio di Luigi, nato a Cologna Veneta il 22 aprile 1841, già capitano di fanteria, inscritto nella Tesoreria di Novara.

  • 320 *COPELLO Enrico di Carlo, nato a Genova il 22 gennaio 1844, ivi residente, commerciante.

  • 321 *COPLER Giuseppe di Angelo, nato a Tagliuno il 14 settembre 1829, residente a Brescia, burattinaio e suonatore.

  • 322 *CORBELLINI Antonio Giuseppe fu Angelo, nato a Borgarello il 25 luglio 1843, residente a S. Cristina, fittabile e veterinario non esercente.

  • 323 CORONA-MARCHI Marco fu Giacomo, nato a Forno di Zoldo il 20 agosto 1827, già residente a Torre di Bajro (Ivrea), (già) sarto e cocchiere, morto il 20 marzo 1861

  • 324 *CORTESI Francesco di Giovanni , nato a Sala Baganza il 18 agosto 1833, ivi residente.

  • 325 *CORTI Francesco fu Giacomo, nato a Bergamo l'8 febbraio 1841, ivi residente, filatojere.

  • 326 *COSSIO Valentino fu Nicola, nato a Talmassons il 13 aprile 1843, residente a Seghebbia.

  • 327 *COSSOVICH Marco di Giuseppe, nato a Venezia il 28 gennaio 1824, ivi residente, regio pensionato.

  • 328 *COSTA Giacomo di Domenico, nato a Roveredo (Tirolo) il 23 luglio 1834, residente ad Aosta, mugnaio.

  • 329 *COSTA Giuseppe di Giovanni, nato a Genova il 14 marzo 1840, ivi residente, cuojajo.

  • 330 COSTA Giuseppe di Pietro, nato a Genova il 20 novembre 1827, (già) ivi residente, (già) macchinista, morto a Genova il 17 agosto 1871

  • 331 *COSTETTI Massimiliano di Gabriele, nato a Reggio Emilia il 15 settembre 1840, ivi residente, sarto.

  • 332 *COVA Gio.Paolo di Innocente, nato a Milano il 18 marzo 1840, ivi residente.

  • 333 *COVINI Paolo fu Luigi, nato a Pavia il 26 maggio 1837, residente a Stradella, possidente e medico.

  • 334 *COVIOLI Giuseppe Romeo di Marco, nato a Bergamo il 13 maggio 1839, ivi residente, stampatore.

  • 335 CREMA Angelo Enrico di Luigi, nato a Cremona il 17 marzo 1836, ivi morto il 9 febbraio 1867.

  • 336 *CRESCINI Gio.Battista di Paolo, nato a Ludriano il 24 gennaio 1839, residente a Brescia, scrivano.

  • 337 *CRESCINI Rizzardo Paolo fu Giuseppe, nato a Bergamo il 2 luglio 1841, residente a Grignano, tipografo.

  • 338 CRESCIONINI Giuseppe di Alberto, nato a Bergamo il 22 luglio 1815; ex-comandante il Corpo degli adolescenti in Palermo; poi (nel 1863) escluso dall'onere di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 339 *CRISPI Francesco di Tomaso, nato a Ribera il 16 ottobre 1818, residente a Roma, avvocato e deputato al Parlamento.

  • 340 *CRISTIANI Cesare di Ferdinando, nato a Livorno il 17 dicembre 1841, ivi residente, tipografo.

  • 341 *CRISTOFOLI Giacomo di Cesare, nato a Clusone il 25 febbraio 1842, residente a Bergamo, ragioniere e possidente.

  • 342 *CRISTOFOLI Pietro Angelo di Luigi Filippo, nato a S.Vito al Tagliamento il 16 luglio 1841, residente a Genova, medico-chirurgo.

  • 343 *CRUCIANI (e non CROCIANI) Gio.Battista di Antonio, nato a Foligno il 4 gennaio 1842, ivi residente, fabbricante di paste.

  • 344 *CUCCHI Francesco Luigi fu Antonio, nato a Bergamo il 17 dicembre 1834, ivi residente, possidente e deputato al Parlamento.

  • 345 *CURTOLO Giovanni di Domenico, nato a Feltre l'11 luglio 1839, ivi residente, scrivano privato.

  • 346 *CURZIO Francesco Raffaele di Francesco, nato a Turi il 23 dicembre 1822, residente a Firenze, avvocato.

  • 347 *DACCO' Luigi fu Pietro, nato a Marcignago il 15 febbraio 1838, residente a Buenos-Ayres, ingegnere e benestante, inscritto nella Tesoreria di Pavia.

  • 348 *DAGNA Pietro di Giuseppe, nato a Pavia il 16 marzo 1842, ivi residente, subeconomo dei Benefizi vacanti.

  • 349 *DALL'ARA Carlo di Giuseppe, nato a Rovigo, il 18 febbraio 1835, residente a Venezia, uffiziale provinciale.

  • 350 DALLA SANTA Vincenzo di Giuseppe, nato a Padova l'1 agosto 1827, (già) agente privato, morto combattendo a Bezzecca il 21 luglio 1861

  • 351 DALLA PALU' Antonio fu Nicola, nato a Vicenza il 24 novembre 1824, ivi residente, ex-maggiore pensionato.

  • 352 DALL'OVO Luigi Enrico di Ermenegildo, nato a Bergamo l'8 gennaio 1821, colonnello comandante il 12° fanteria.

  • 353 DAMASO Lipidio (e non DALMAZIO Antonio), di genitori ignoti, nato a Verona il 10 dicembre 1826, (già) residente a Monza, morto il 23 ottobre 1861

  • 354 *DAMELE Pietro Lorenzo fu Gio. Battista, nato a Diano Castello il 13 aprile 1837, residente a Milano, commissionario.

  • 355 *DAMIANI Gio.Maria di Carlo, nato a Piacenza il 15 ottobre 1832, residente a Bologna, rappresentante l'Agenzia Stefani.

  • 356 DAMIS Domenico fu Antonio, nato a Lungro il 14 febbraio 1824, colonnello nell'esercito.

  • 357 DANCONA Giuseppe di Isacco Gerolamo, nato a Venezia il 29 dicembre 1838, morto nel 1861 a Villa S. Giovanni (Reggio Calabria) , schiacciato sotto un carro.

  • 358 *DAPINO Stefano Rocco di Carlo, nato a Genova il 21 febbraio 1841, già luogotenente nel 23° fanteria, ivi residente, negoziante.

  • 359 *DE AMEZZAGA Luigi di Giacomo, nato a Genova il 30 novembre 1833, ivi residente, già capitano infant.Marina.

  • 360 *DEBIASI Giuseppe di Angelo, nato a Pugliolo frazione del comune di Lerici, il 23 novembre 1828, residente a Genova, marinaio.

  • 361 DEBONI Giacomo fu Polidoro, nato a Feltre, morto a Pastrengo il 20 giugno 1871

  • 362 *DE COL Giuseppe Francesco di Felice, nato a Bellano lì 11 agosto 1819, residente a Como, giornaliere.

  • 363 *DE COL Luigi di Giacomo, nato a Venezia il 12 dicembre 1838, ivi residente, regio pensionato.

  • 364 *DEFENDI Giovanni fu Alessandro, nato a Lurano il 3 ottobre 1834, residente a Caravaggio, portinaio.

  • 365 *DE FERRARI Carlo fu Nicola, nato a Sestri Levante il 1° ottobre 1833, residente a Torino, albergatore.

  • 366 *DEL CAMPO Lorenzo di Marco, nato a Genova l'1 dicembre 1835, ivi residente, pescivendolo.

  • 367 *DEL CHICCA Giuseppe di Lorenzo, nato a Bagni S. Giuliano il 9 maggio 1842, residente a Livorno, funaiuolo.

  • 368 *DEL FÀ Alessandro fu Giuseppe, nato a Livorno il 22 dicembre 1838, ivi residente.

  • 369 DELFINO Luca Gio.Battista di Pasquale, nato a Genova nel 1807, morto il 20 febbraio 1865 in Genova.

  • 370 *DELLA CASA (detto anche DELLA CASAGRANDE) Andrea di Giuseppe, nato a Genova il 26 luglio 1836, ivi residente, commerciante.

  • 371 *DELLA CASA (detto anche DELLA CASAGRANDE) Giovanni di Giorgio, nato in Genova lì 11 gennaio 1842, ivi residente, già sottotenente nel 59° fanteria.

  • 372 DELLA CELLA Ignazio di Candido, nato a Genova il 30 luglio 1835, morto il 25 ottobre 1870.

  • 373 *DELLA TORRE Carlo Pompeo fu Antonio, nato a Milano il 13 agosto 1831, ivi residente, cameriere.

  • 374 *DELLA TORRE Ernesto di Andrea, nato ad Adro il 26 marzo 1844, già sottotenente nell'11° fanteria, residente a Portici, commissionario.

  • 375 *DELLA VIDA Natale Cesare di Vincenzo, nato a Livorno il 25 dicembre 1831, ivi residente, calzolaio.

  • 376 *DELLE PIANE Gio.Battista di Andrea, nato in Genova il 25 giugno 1839, ivi residente.

  • 377 DEL MASTRO Michele fu Carmine, nato ad Ortodonico il 6 marzo 1827, morì combattendo alle barricate di Palermo l'1 giugno 1860.

  • 378 *DEL MASTRO Raffaele Francesco Paolo fu Carmine, nato ad Ortodonico il 9 maggio 1825, ivi residente, proprietario.

  • 379 *DELUCCHI Giulio Giuseppe di Gaetano, nato a San Pier d'Arena il 7 novembre 1841, residente a Genova, scrittore.

  • 380 *DELUCCHI Luigi di Giuseppe, nato a Montoggio il 1° luglio 1836, residente a Genova.

  • 381 DE MAESTRI Francesco di Peregrino, nato a Spotorno il 18 ottobre 1826, già capitano dei veterani, morto nel marzo 1876 nello spedale di Savona.

  • 382 DE MARCHI Bonaventura Domenico fu Francesco, nato a Malo il 21 febbraio 1831, residente a Torino, farmacista.

  • 383 DE MARTINI Germano (e non Gennaro). Di ignota origine ed esistenza. Di Novara lo dice l'elenco del 1862 e parecchi lo confermano, ma ufficialmente consta non essere egli nato in Novara, né esservi da alcuno conosciuto.

  • 384 DE MICHELI Tito di Pietro, nato a Genova il 7 febbraio 1842, capitano nel 42° fanteria.

  • 385 *DE NEGRI Gio.Battista di Antonio, nato a Genova il 3 febbraio 1842, ivi residente.

  • 386 DE NOBILI barone Alberto fu Cesare, nato a Corfù il 12 maggio 1837, morto a Catanzaro il 5 novembre 1861

  • 387 DE PALMA Nicola fu Raffaele, nato a Milazzo nel 1812, morto a Torre del Greco nel 6 luglio 1861

  • 388 *DE PAOLI Cesare di Francesco, nato a Pozzoleone il 24 gennaio 1830, ivi residente, docente privato.

  • 389 *DE PASQUALI Luigi di Carlo, nato a Genova il 17 settembre 1823, ivi residente marinaio.

  • 390 DESIDERATI Basilio Emilio di Luigi, nato a Mantova nel 1840, residente a Brescia, panattiere, morto l'8 gennaio 1861

  • 391 DE STEFANIS Giovanni Antonio di Modesto, nato a Castellammare il 18 luglio 1832, residente a Vicenza, maggiore nell'esercito.

  • 392 *DE VECCHI Carlo fu Francesco, nato a Copiano il 3 novembre 1842, residente a Sant'Angelo Lodigiano.

  • 393 *DE WITT Rodolfo di Nicola, nato ad Orbetello il 13 aprile 1841, ivi residente, scritturale.

  • 394 *DE ZORZI Ippolito di Giuseppe, nato a Vittorio (Caneda) il 18 aprile 1839, ivi residente, possidente.

  • 395 DEZZA Giuseppe di Baldassarre, nato a Melegrano il 23 febbraio 1830, tenente generale, comandante la divisione di Milano, aiutante di campo onorario di S.M., e deputato al Parlamento.

  • 396 DI CRISTINA Giuseppe di Rocco, nato a Palermo il 14 febbraio 1821, morto in Altarello di Baida il 18 agosto 1867.

  • 397 DI FRANCO Vincenzo di Placido, nato a Palermo il 4 febbraio 1819, ivi residente, impiegato al Genio militare.

  • 398 DI GIUSEPPE Gio.Battista fu Giuseppe, nato a S. Margherita Belice il 17 gennaio 1816, residente a Palermo, maggiore pensionato.

  • 399 DILANI Giuseppe di Felice, nato a Bergamo il 14 ottobre 1839, già macellaio, morto a Monte Suello il 4 luglio 1861

  • 400 *DIONESE Eugenio di Giovanni, nato a Vicenza il 15 ottobre 1837, residente a Palermo, già luogotenente.

  • 401 *DODOLI Corrado di Costantino, nato a Livorno il 14 aprile 1838, ivi residente, navicellaio.

  • 402 *DOLCINI Angelo di Francesco, nato a Bergamo il 28 agosto 1838, residente a Genova, falegname.

  • 403 *DONADONI Angelo Enrico di Giovanni, nato a Bergamo il 12 giugno 1840, ivi residente, negoziante.

  • 404 *DONATI Angelo di Giacomo, nato a Padova il 2 ottobre 1843, ivi residente, industriante.

  • 405 DONATI Carlo di Giuseppe, nato a Treviglio nel 1835, morto nel 4 gennaio 1865 nello Spedale Fate Bene Fratelli di Milano.

  • 406 *DONEGANI Pietro di Giuseppe, nato a Brescia il 13 dicembre 1831, ivi residente, armaiuolo.

  • 407 DONELLI Andrea fu Melchiorre, nato a Castel Ponzone il 26 settembre 1829, già residente a Milano, ivi morto il 15 maggio 1868 allo Spedale Maggiore per tubercolosi.

  • 408 *DONIZZETTI Angelo Paolo fu Andrea, nato ad Ossanesga l'8 aprile 1843, residente a Bergamo, fabbricante di organi.

  • 409 ELIA Augusto fu Antonio, nato ad Ancona il 4 settembre 1829, ivi residente, tenente colonnello pensionato e deputato al Parlamento.

  • 410 *ELLERO Enea di Mario, nato a Pordenone il 9 settembre 1840, ivi residente, avvocato.

  • 411 *ERBA Filippo fu Luigi, nato a Milano il 3 febbraio 1834, ivi residente, possidente.

  • 412 EREDE Gaetano Angebrico di Michele, nato a Genova, morto il 20 giugno 1860 a Milazzo.

  • 413 ESCOFFI (e non ESCUFI ) Francesco Luigi fu Luigi, nato a Torino il 26 aprile 1837, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 414 *ESPOSITO MERLI DELUVIANI Gio.Antonio, di genitori ignoti, nato a Treviglio il 9 luglio 1839, residente a Bergamo, scrivano.

  • 415 *EVANGELISTI Paolo Emilio di Filippo, nato a Genova il 17 gennaio 1840, ivi residente, commerciante.

  • 416 *FABIO Luigi di Giovanni, nato a Pavia il 26 gennaio 1836, già luogotenente di fanteria, ivi residente, impiegato al civico Spedale.

  • 417 *FABRIS Placido fu Bernaudo, nato a Povegliano il 3 gennaio 1839, ivi residente, possidente.

  • 418 *FACCINI Onesto di Domenico, nato a Lerici il 10 luglio 1828, residente a S.Pier da Ponti (Firenze), calzolaio.

  • 419 FACCIOLI Baldassarre fu Gerolamo, nato a Montagnana il 5 agosto 1841, già dott. in matematica, già luogotenente d'artiglieria, morto il 17 settembre 1866 in Fiesso Umbertiano.

  • 420 FACHETTI Alessandro Antonio fu Giovanni, nato a Bergamo il 12 aprile 1812, residente a Montafia, possidente, già sottotenente dei veterani d'Asti in pensione.

  • 421 *FACHETTI Gio.Battista di Antonio, nato a Brescia il 4 giugno 1841, residente a Torino, domestico.

  • 422 FANELLI Giuseppe fu Lelio, nato a Montecalvario il 15 ottobre 1827, già residente in Napoli, morto in Napoli nella casa di salute Fleurent il 3 gennaio 1877.

  • 423 *FANTONI Gio.Battista fu Francesco, nato a Legnago il 4 giugno 1840, già sottotenente nel 35° fanteria, residente a Piombino, cassiere della Banca agricola.

  • 424 FANTUZZI Antonio di Vincenzo, nato a Pordenone il 5 maggio 1833, (già) barbiere, morto a Torino l'11 aprile 1865 nello Spedale detto Cottolengo.

  • 425 FANUCCHI Alfredo di Filippo, nato a Salviano (Livorno), morto combattendo a Capua nel 1860.

  • 426 FASCE Paolo Federico di Emanuele, nato a Genova, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 427 FASCIOLO Andrea di Antonio, nato a Genova il 31 maggio 1839, residente a Mantova (fortezza ), tenente di fanteria.

  • 428 FASOLA Alessandro fu Gaudenzio, nato a Novara il 28 febbraio 1799, ivi residente, capitano nel 1° reggimento del treno a riposo.

  • 429 *FATTORI BIOTTON Antonio fu Antonio, nato a Castello Ticino (Tirolo) il 18 marzo 1826, residente a Zubiena.

  • 430 *FATTORI Giuseppe fu Gio.Battista, nato ad Ostiano il 2 luglio 1839, ivi residente.

  • 431 FERITI Gio.Marsilio di Pietro, nato a Brescia il 3 ottobre 1841, morto il 28 gennaio 1861

  • 432 *FERRARI Filippo di Bartolomeo, nato a Varese Ligure il 15 agosto 1836, residente a Genova, filogranista.

  • 433 FERRARI Pietro Giacomo di Giuseppe, nato a Brescia il 20 marzo 1836; prima escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione, per patita condanna criminale; poi ammesso, e morto il 27 settembre 1863 per ferite in Brescia.

  • 434 FERRARI Gio.Domenico fu Luigi, nato a Napoli il 3 gennaio 1805, ivi residente, già luogotenente di vascello di stato maggiore.

  • 435 FERRARI Paolo di Pietro, nato a Brescia il 2 luglio 1820, ivi residente, tenente pensionato.

  • 436 FERRI Pietro di Giacinto, nato a Bergamo il 5 agosto 1843, morto a Bergamo il 287 agosto 1867.

  • 437 FERRIGHI Felice fu Giovanni, nato a S.Clemente di Valdagno il 5 gennaio 1831, morto a Cremona il 20 ottobre 1861

  • 438 *FILIPPINI Ettore di Antonio, nato a Venezia il 30 gennaio 1841, residente a Milano , impiegato ferroviario.

  • 439 *FINCATO Gio.Battista fu Antonio, nato a Treviso il 19 giugno 1828, residente a Padova, parrucchiere.

  • 440 FINOCCHIETTI Domenico di Luigi, nato a Genova il 16 maggio 1830, ivi residente, ex-tenente nel 54° fanteria, ora negoziante.

  • 441 FIORENTINI Pietro fu Giuseppe, nato a Verona il 28 giugno 1825, morto a Milano il 28 dicembre 1861

  • 442 *FIORINI Edoardo fu Giuseppe, nato a Cremona il 10 dicembre 1835, ivi residente.

  • 443 *FIRPO Pietro di Bernardo, nato a Genova l'8 gennaio 1838, ivi residente, commerciante.

  • 444 FLESSATI Giuseppe fu Domenico, nato a Cerea il 9 maggio 1830, morto a Legnago il 14 marzo 1861

  • 445 FOGLIATI Luigi di Bartolo, nato a Molvena nel maggio 1820, (già) orefice, morto combattendo a Maddaloni il 1° ottobre 1860.

  • 446 FOLIN Marco fu Simone, nato a Venezia il 12 marzo 1831, muratore, sospeso il pagamento della pensione il 22 luglio 1876 per condanna; attualmente nelle carceri giudiziarie di Genova per altra condanna. Escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 447 *FONTANA Giuseppe fu Giuseppe, nato a Trento il 12 novembre 1824, residente a Milano, commerciante.

  • 448 *FORESTI Giovanni di Cristoforo, nato a Pralboino il 18 aprile 1842, residente a Milano, impiegato ferroviario.

  • 449 *FORMIGA Luigi fu Giovanni, nato a Mantova il 25 novembre 1840, residente a Milano, operaio.

  • 450 FORNI Antonio di Carmelo, nato a Palermo il 7 gennaio 1806, ivi residente, possidente, maggiore delle piazze in riposo.

  • 451 FORNI Luigi di Stefano, nato a Pavia nel 1837, morto in Pavia nell'8 aprile 1861

  • 452 *FOSSA Giovanni di Domenico, nato a Genova il 28 ottobre 1838, ivi residente. - FRANCISCO Antonio, recte MERIGONE Francesco Antonio. Vedi N° 628.

  • 453 *FRANZONI Guglielmo di Natale, nato a Parma il 26 gennaio 1842, ivi residente, bracciante.

  • 454 *FRASCADA BELFIORE Paolo, di genitori ignoti, nato a Vigevano il 22 maggio 1840, residente a Garlasco.

  • 455 *FREDIANI Francesco fu Carlo, nato a Massa il 14 maggio 1829, già sottotenente nei bersaglieri, residente a Cairo, impiegato postale egiziano, inscritto nella tesoreria di Lecce.

  • 456 *FRIGO Antonio Bartolomeo fu Bartolomeo, nato a Montebello il 7 aprile 1832, ivi residente. ex-albergatore.

  • 457 *FROSCIANTI Giovanni fu Fabio, nato a Collescipoli il 20 novembre 1811, residente a Piediluco, possidente.

  • 458 *FUMAGALLI Angelo Luigi fu Francesco, nato a Bergamo il 20 giugno 1838, residente a Milano, meccanico.

  • 459 FUMAGALLI Antonio di Pietro, nato a Bergamo il 15 gennaio 1842, già sottotenente nel 19° fanteria, morto a Napoli il 24 maggio 1861

  • 460 FUMAGALLI Angelo Enrico di Gaetano, nato a Senago il 13 settembre 1826, morto il 21 novembre 1869.

  • 461 *FUSI Giuseppe di Carlo, nato a Pavia l'11 novembre 1840, residente a Milano, commesso di studio.

  • 462 *FUXA Vincenzo di Gabriele, nato a Palermo il 28 gennaio 1820, già maggiore di fanteria in aspettativa, ivi residente, impiegato allo Stabilimento agricolo.

  • 463 *GABRIELI Raffaele di Giuseppe, nato a Roma il 30 gennaio 1835, residente a Palermo.

  • 464 *GADIOLI Francesco di Antonio, nato a Libiola il 16 febbraio 1839, iscritto sulla Tesoreria di Roma, cameriere.

  • 465 *GAFFINI Antonio di Carlo, nato a Milano il 27 novembre 1832, residente a Firenze, domestico.

  • 466 GAFURI Eugenio fu Fortunato, nato a Brivio il 21 ottobre 1830, morto a Bergamo nel 1871

  • 467 *GAGNI Federico di Giuseppe, nato a Bergamo l'11 dicembre 1837, ivi residente, fruttivendolo.

  • 468 *GALETTO Antonio Alessandro di Francesco, nato a Genova il 30 ottobre 1838, ivi residente.

  • 469. GALIGARSIA Sebastiano fu Michele, nato a Favignana il 28 ottobre 1820, morto combattendo a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 470 GALIMBERTI Giacinto fu Napoleone, nato a Milano il 5 luglio 1832, (già) impiegato alla cassa di risparmio, morto a Cantù il 17 novembre 1869.

  • 471 *GALIMBERTI Giuseppe Carlo fu Napoleone, nato a Milano il 10 gennaio 1834, ivi residente, agente commerciale.

  • 472 *GALLI Carlo di Pietro, nato a Pavia il 16 novembre 1837, ivi residente, cambia valute.

  • 473 *GALLEANI Gio.Battista di Filippo, nato a Genova il 1° febbraio 1843, ivi residente, commerciante.

  • 474 GALLEANI (e non GALEANO) Luigi Francesco di Filippo, nato a Genova il 15 agosto 1840, (già) luogotenente di stato maggiore (divisione Sirtori), morto allo spedale di Napoli il 3 ottobre 1860.

  • 475 *GALLOPPINI Pietro di Francesco, nato a Borgo Sesia il 25 marzo 1839, residente a Gonova, cameriere d'albergo.

  • 476 GAMBA Barnaba di Giacomo, nato a Zogno il 15 maggio 1824, morto a Bergamo il 5 giugno 1861

  • 477 GAMBINO Giuseppe di Francesco, nato a Voltri nel 1838, morto a Genova nel 1861

  • 478 *GANDOLFO Emanuele di Adamo, nato a Genova il 12 febbraio 1841, ivi residente, commerciante.

  • 479 *GARBINATI Guido di Domenico, nato a Vicenza nel 1837, (già) agente privato, morto a Vicenza nel 1871

  • 480 *GARIBALDI Gaetano di Gio.Battista, nato a Genova il 21 maggio 1840, ivi residente.

  • 481 GARIBALDI Giovanni Stefano Agostino di Domenico, nato a Genova, morto a Palermo il 27 maggio 1860, sotto il ponte dell'Ammiraglio per ferite di arma da fuoco e di bajonetta.

  • 482 *GARIBALDI generale, Giuseppe fu Domenico, nato a Nizza il 4 luglio 1807 residente a Caprera, agricoltore, deputato al Parlamento.

  • 483 *GARIBALDI Menotti di Giuseppe, nato a Rio Grande (Brasile) il 22 settembre 1840, residente a Roma, agricoltore, deputato al Parlamento.

  • 484 GARIBALDO Giovanni di Giovanni, nato a Genova il 24 ottobre 1838, ivi residente, morto il 6 maggio 1871

  • 485 *GARIBOTTO Giuseppe Marino di Giacomo, nato a Genova il 4 agosto 1840, ivi residente.

  • 486 *GASPARINI Giovanni Andrea fu Bernardo, nato a Carrè l'8 marzo 1831, ivi residente, medico-chirurgo non esercente.

  • 487 *GASPARINI Gio.Battista fu Antonio, nato a Sandrigo il 17 marzo 1836, residente a Montecchio Precalcino, (già) tenente nell'esercito.

  • 488 *GASTALDI Cesare di Giovanni, nato a Neviano degli Arduini, il 15 marzo 1838, residente a Parma, bracciante.

  • 489 *GASTALDI Giuseppe Giovanni Battista fu Domenico, nato a porto Maurizio il 24 maggio 1833, ivi residente, capitano marittimo.

  • 490 GATTAI Cesare di Alessandro, da Livorno (?), morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 491 GATTI Stefano di Angelo, nato a Mantova il 24 settembre 1840, capitano nell'esercito.

  • 492 GATTINONI Gio.Costanzo Zaccheo di Girolamo, nato a Bergamo il 10 luglio 1837, morto a Palermo il 29 maggio 1860.

  • 493 GAZZO Daniele di Antonio, nato a Padova il 5 novembre 1821, morto nel tragitto da Messina a Napoli il 1° ottobre 1860.

  • 494 GERA Domenico di Bernardo, nato a Longare nel 1844, (già) residente ai Corpi Santi (Milano), morto il 20 settembre 1870 a Milano.

  • 495 GERARD (e non GIRARD) Omero del fu Luigi, nato (a Livorno?) nel 1835, morto a Livorno il 23 novembre 1861 allo Spedale.

  • 496 GERVASIO Giuseppe di Antonio, nato a Genova il 3 marzo 1837, (già) ivi residente, (già) macchinista, morto il 14 gennaio 1871

  • 497 GHIDINI Luigi di Francesco, nato a Bergamo il 15 settembre 1839, morto a Bergamo il 20 agosto 1867.

  • 498 GHIGLIONE Gio.Battista di Gaetano, nato a Genova il 14 settembre 1838, ivi residente, sottotenente nel 3° granatieri a riposo.

  • 499 *GHIGLIOTTI Francesco Antonio di Gio.Battista, nato a Genova il 7 novembre 1829, ivi residente, parrucchiere.

  • 500 *GHIRARDINI Goffredo di Alessandro, nato ad Asola il 27 febbraio 1841, residente a Mantova, notaio.

  • 501 *GHISLOTTI Giuseppe di Luigi, nato a Comun Nuovo il 29 aprile 1841, residente a Bergamo, avvocato.

  • 502 *GIACOMELLI Pietro fu Antonio, nato a Noventa Vicentina il 4 agosto 1836, residente a Monselice, medico.

  • 503 *GIAMBRUNO Nicola di Cesare, nato a Genova l'8 agosto 1839, ivi residente.

  • 504 GIANFRANCHI Raffaele Felice di Giovanni, nato a Genova il 13 gennaio 1841, già vi residente. Nel marzo 1874 espatriò, prima recandosi in Francia, poi in America. Dal 1° ottobre 1873 non percepì pensione: e la famiglia è priva di sue notizie da molto tempo. Riuscirono inutili le ricerche fatte sul suo conto nel distretto del R. Consolato di Buenos Ayres, dove credevasi che ei dimorasse.

  • 505 GILARDELLI Angelo Giuseppe di Antonio, nato a Pavia nel 1837, morto combattendo a Palermo nel 1860.

  • 506 GILIERI Girolamo fu Antonio, nato a Porto Legnago l'11 luglio 1825, morto a Palermo nel 1860.

  • 507 *GIOLA Giovannni fu Domenico, nato ad Alessandria il 13 novembre 1814, residente a Torino, giornaliere.

  • 508 GIUDICE Gio.Girolamo fu Domenico, nato a Codevilla il 14 marzo 1829, già sottotenente di fanteria, morto il 2 novembre 1862 annegatosi nel fiume Po.

  • 509 *GIULINI Luigi Giovanni fu Benigno, nato a Cremona il 31 maggio 1835, residente a Bergamo, ingegnere nelle ferrovie.

  • 510 *GIUNTI Egisto Edoardo di Giovanni, nato a Livorno il 13 luglio 1832, ivi residente, legatore di libri.

  • 511 *GIUPPONI Giuseppe Ambrogio fu Giuseppe, nato a Bergamo il 26 marzo 1838, ivi residente, possidente.

  • 512 *GIURIOLO Giovanni di Pietro, nato in Arzignano il 2 aprile 1839, ivi residente, avvocato.

  • 513 *GIUSTA Giuseppe di Antonio, nato in Asti il 25 dicembre 1832, residente a Mondovì, già tenente nel 69° fanteria.

  • 514 GNECCO Giuseppe di Tommaso, nato a Genova nel 1824, morto in Francia il 29 gennaio 1871

  • 515 *GNESUTTA Coriolano di Raimondo, nato a Latisana il 9 maggio 1839, ivi residente, fornaio.

  • 516 GNOCCHI Ermogene fu Silvestro, nato ad Ostiglia il 18 gennaio 1819, residente a Mantova, pensionato, già luogotenente nel treno.

  • 517 GOGLIA Domenico fu Francesco, nato a Pozzuoli il 25 marzo 1830, residente a Roma, capitano commissario nell'esercito.

  • 518. GOLDBERG Antonio. Mancano notizie ufficiali. Taluno afferma essere egli nato a Pest (Ungheria) nel 1826; tenente nei cacciatori delle Alpi nel 1859; sergente nella 6^ compagnia a Talamone. Alla presa di Palermo avrebbe riportato due ferite; appartenuto di poi al corpo invalidi, sarebbe morto nel 1862 a Sorrento (o Salerno?).

  • 519 *GORGOGLIONE Giuseppe di Cesare, nato a Genova il 29 novembre 1840, residente in Alessandria, ebanista.

  • 520 *GOTTI Pietro fu Antonio, nato a Bergamo il 10 ottobre 1841, residente a Milano , vetturale.

  • 521 *GRAFIGNA Giuseppe di Giovanni, nato a Genova il 22 aprile 1826, ivi residente, oste.

  • 522 *GRAMACCINI Leonardo di Bartolomeo, nato a Sinigaglia il 4 gennaio 1827, residente a Pesaro, calzolaio.

  • 523 GRAMIGNOLA Innocente di Ambrogio, nato a Robecco d'Oglio l'11 aprile 1834, (già) capitano nel 31° fanteria, morto a Peschiera nel 1868.

  • 524 *GRANDI Francesco di Luigi, nato a Tempio l'5 luglio 1842, residente a Napoli, intarsiatore.

  • 525 *GRANUCCI Giovanni fu Paolo, nato a Calci il 13 dicembre 1838, residente a Verona, capitano nella milizia mobile.

  • 526 GROSSO Carlo di Carlo, nato a Cuorguè nel 1842, morto in settembre 1860 a S^ Maria di Capua in un'ambulanza, per febbre tifoidea.

  • 527 GRIGGI Gio.Battista Giuseppe di Stefano, nato a Pavia il 17 gennaio 1834, residente a Brescia, segretario nell'Intendenza di Finanza.

  • 528 *GRIGNOLO BASSO Edoardo di felice, nato a Chioggia il 27 novembre 1840, residente a Milano.

  • 529 GRITTI Emilio di Carlo, nato a Cologna al Serio il 2 dicembre 1843, tenente nel regio esercito.

  • 530 GRIZIOTTI Giacomo fu Antonio, nato a Corte Olona l'11 maggio 1823, (già) colonnello nell'esercito, morto in Arena Po il 20 novembre 1871

  • 531 *GRUMIGNANO Stefano Efisio fu Fedele, nato a Cagliari il 4 maggio 1833, ivi residente, macchinista.

  • 532 *GRUPPI Giuseppe fu Pietro, nato a Pavia il 20 aprile 1840, ivi residente, impiegato privato.

  • 533 *GUALANDRIS Giuseppe Enrico di Agostino, nato ad Almenno S. Bartolommeo l'8 ottobre 1822, residente a Milano, disegnatore.

  • 534 *GUARNACCIA Francesco di Emanuele, nato a Venezia il 21 luglio 1832, residente a Treviso.

  • 535 *GUAZZONI Carlo di Cesare, nato a Brescia il 7 aprile 1841, ivi residente, rigattiere.

  • 536 *GUIDA Carlo di Pietro, nato a Soresina il 3 ottobre 1840, ivi residente, ingegnere.

  • 537 *GUIDOLIN Antonio di Pasquale, nato a Castelfranco Veneto il 9 novembre 1833, ivi residente.

  • 538 GUSMAROLI Luigi di Giuseppe, nato a Mantova il 28 maggio 1811, (già) residente all'Isola della Maddalena, ex-sacerdote, morto il 27 febbraio 1871

  • 539 *GUZZAGO Giuseppe di Francesco, nato a S.Alessandro il 31 maggio 1842, residente a Brescia, macellaio.

  • 540 HERTER Edoardo fu Carlo, nato a Treviso il 2 febbraio 1834, residente in Tapalquen (Patagonia), medico. Riscosse la pensione fino a quando emigrò.

  • 541 IMBALDI Francesco di Pietro, nato a Milano il 10 marzo 1835, morto a Palermo il 25 giugno 1860.

  • 542 IMPERATORI Natale fu Agostino, nato a Lugano il 13 maggio 1830, ivi residente, cartolaio; per condanna politica pronunziata contro di lui in Francia nel febbraio 1864, egli venne escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.543 *INCAO Alessandro Angelo fu Domenico, nato a Costa di Rovigo il 9 giugno 1837, ivi residente, albergatore.

  • 544 *INVERNIZZI Carlo Luigi fu Pietro, nato a Bergamo il 9 febbraio 1827, residente a Messina, scrivano.

  • 545 *INVERNIZZI Pietro Gerolamo fu Pietro, nato a Bergamo il 29 giugno 1833, residente a Genova, libraio.

  • 546 *ISNENGHI Enrico di Francesco, nato a Roveredo (Trento) il 7 luglio 1831, residente a Bergamo, orologiaro.

  • 547 LA MASA Giuseppe fu Andrea, nato a Trabia nel dicembre 1819, residente a Bevilacqua (Verona), generale in riposo.

  • 548 LAMENSA Stanislao fu Vincenzo, nato a Saracena il 3 gennaio 1812, morto combattendo a Palermo il 27 maggio 1860 vicino al Ponte dell'Ammiraglio.

  • 549 LAMPUGNANI Giulio Cesare fu Paolo, nato a Nerviano il 3 marzo 1827, morto in Palermo nell'ottobre 1860.

  • 550 *LAMPUGNANI Giuseppe fu Giacinto, nato a Milano il 26 febbraio 1836, ivi residente, cameriere.

  • 551 LAVEZZI Angelo Domenico di Gio.Maria, nato a Belgiojoso il 20 febbraio 1827, morto ad Arena Po il 10 ottobre 1871

  • 552 *LAZZARINI Giorgio (e non Giulio) fu Luigi, nato a Livorno il 13 dicembre 1840, ivi residente, fornaio.

  • 553 *LAZZARONI Gio.Battista di Giovanni, nato a Bergamo il 31 dicembre 1836, residente ad Endenna, falegname.

  • 554 *LEONARDI Giuseppe di Antonio, nato a Riva di Trento il 6 giugno 1840, residente a Brescia, scrivano presso uno studio di notaio.

  • 555 LERTORA Tommaso Sante di Andrea, nato a Genova il 1° novembre 1836, (già) ivi residente, (già) oste, morto in Genova il 10 luglio 1877.

  • 556 LIGHEZZOLO Giovanni fu Francesco, nato a Posina il 25 giugno 1833, morto nello Spedale di Palermo il dì 11 giugno 1861

  • 557 *LIPPI Giuseppe fu Giovanni, nato a Motta di Livenza il 24 agosto 1837, ivi residente.

  • 558 LORENZI Venceslao fu Lorenzo, nato a Bergamo il 18 novembre 1824, (già) ivi residente, (già) paratore di chiese, morto il 12 novembre 1871

  • 559 *LUCCHINI Alessandro fu Saverio, nato a Bergamo il 5 aprile 1841, residente a Tagliuno, agente di negozio.

  • 560 *LUCCHINI Giuseppe G.B. di Giuseppe, nato a Bergamo il 20 settembre 1841, residente a Milano, impiegato notarile.

  • 561 *LURÀ Agostino fu Carlo Vincenzo, nato a Bergamo il 2 gennaio 1842, ivi residente, capomastro.

  • 562 LUSIARDI Gio.Battista fu Francesco, nato ad Acquanegra il 22 luglio 1831, morto il 3 agosto 1871

  • 563 *LUZZATO Riccardo di Marco, nato ad Udine il 4 febbraio 1842, residente a Milano, avvocato.

  • 564 *MACARRO Guglielmo di Gio.Antonio, nato a Sassello il 24 aprile 1841, residente a Genova, negoziante.

  • 565 *MAESTRONI Ferdinando fu Angelo, nato a Soresina il 19 settembre 1838, ivi residente, ingegnere, possidente.

  • 566 MAFFIOLI Luigi Jacopo di Francesco, nato a Livorno nel 1830, (già) facchino, morto il 22 aprile 1870.

  • 567 *MAGGI Giovanni di Martino, nato a Bergamo il 2 novembre 1841, residente a Palazzolo d'Oglio, meccanico.

  • 568 MAGISTRETTI Carlo Giuseppe di Ambrogio, nato a Milano nel 1833, (già) residente a Genova; morì il 31 luglio 1860 a Genova per ferite riportate a Palermo.

  • 569 MAGISTRIS Giuseppe fu Antonio, nato a Budrio l'11 aprile 1819, (già) barbiere, morto a Budrio il 3 maggio 1868.

  • 570 *MAGLIACANI Francesco fu Pietro, nato a Castel del Piano il 12 giugno 1842, residente a Piegaro, cuoco.

  • 571 MAGNI Luigi di Giovanni, nato a Parma l'8 febbraio 1840; il padre di lui cessò di vivere prima del 1850; la madre, Rosi Luigia, nell'aprile 1851 Di Luigi e del fratel suo Giovanni le autorità di Parma non hanno notizie di sorta, perché da molti anni essi di là partirono, né se ne seppe più nulla: vuolsi però sieno morti in altri paesi prima del 1870.

  • 572 *MAGNONI Michele fu Luigi Maria, nato a Rutino (Vallo Lucano) il 2 dicembre 1829, ivi residente, proprietario.

  • 573 MAIRONI Alessio di Gustavo Federico, nato a Bergamo il 28 dicembre 1841, morto a Calatafimi nel 1860, cinque o sei giorni dopo la battaglia.

  • 574 *MAIRONI Eugenio fu Luigi, nato a Bergamo l'11 settembre 1830, ivi residente, (già) sottotenente nel 61° fanteria, possidente.

  • 575 MAJOCCHI Achille di Giovanni, nato a Milano il 3 novembre 1821, residente a Roma, tenente colonnello nelle piazze pensionato, amputato del braccio sinistro; deputato al Parlamento.

  • 576 *MALATESTA Luigi di Emanuele, nato a Genova il 9 febbraio 1832, ivi residente.

  • 577 MALATESTA Pietro di Giovanni, nato a Genova il 4 gennaio 1837, ivi residente, morto in Alessandria (Egitto) il 18 febbraio 1877.

  • 578 MALDACEA Moisè fu Vincenzo, nato a Foggia nel 1822, residente a Bari, tenente colonnello pensionato.

  • 579 *MALINVERNO Carlo fu Giuliano, nato a Calvatone il 4 marzo 1816, ivi residente, panattiere.

  • 580 *MAMOLI Gio.Enrico di Pietro Paolo, nato a Lodi Vecchio il 25 giugno 1839, residente a S. Zenone al Lambro, fittabile.

  • 581 MANCI Filippo di Vincenzo nato a Povo (Trento) nel 1839, (già) possidente, morto l'8 luglio 1869 a Milano.

  • 582 *MANNELLI Pasquale Giovanni di Antonio, nato a Livorno il 26 agosto 1835, ivi residente, muratore.

  • 583 *MANENTI Gio.Battista di Angelo, nato a Chiari il 26 novembre 1840, residente a Brescia.

  • 584 *MANENTI Pietro Leopoldo di Antonio, nato a Vidigulfo il 12 febbraio 1839, ivi residente, negoziante.

  • 585 MANIN Giorgio fu Daniele, nato a Venezia il 5 maggio 1831, ivi residente, colonnello di stato maggiore pensionato.

  • 586 MANNESCHI Augusto fu Giuseppe, nato a Siena nel 1826, risiedeva a Bologna nel 1865; attualmente di incerta esistenza. Già cancellato dai ruoli dello Esercito meridionale, ed escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 587 MANTOVANI Antonio di Virgilio, nato a San Martino il 13 novembre 1828, residente a Milano, capitano pensionato.

  • 588 *MAPELLI Achille di Defendente, nato a Monza il 6 dicembre 1840, ivi residente, avvocato.

  • 589 *MAPELLI Clemente fu Giuseppe, nato a Bergamo il 17 ottobre 1843, residente a Roma.

  • 590 MARABELLO Luigi di Antonio, nato a Vicenza l'11 maggio 1821 Fino al 1872 era in Messina, ove riscosse la pensione a tutto dicembre e poi non si è più presentato a riscuoterla. I suoi commilitoni, interrogati, ignorano qual direzione prendesse, partendo da Messina: credono però che sia morto in altra città.

  • 591 *MARABOTTI Angelo di Giovanni, nato a Pisa il 9 febbraio 1839, residente a Scansano, carraio.

  • 592 *MARAGLIANO Giacomo (e non Gaetano) di Andrea, nato a Genova il 23 luglio 1834, ivi residente, commerciante.

  • 593 *MARANESI Giuseppe fu Alessandro, nato a Bergamo il 30 ottobre 1830, residente a Rimini, impiegato ferroviario.

  • 594 *MARCHELLI Bartolomeo di Giacomo, nato ad Ovada il 24 agosto 1834, residente a Napoli, prestigiatore girovago.

  • 595 *MARCHESI Giovanni di Francesco nato a Genova l'8 agosto 1834, residente a Livorno, garzone droghiere.

  • 596 *MARCHESI Giovanni Battista fu Antonio, nato a Torre de' Roveri il 15 giugno 1841, residente a Bergamo, calzolaio.

  • 597 MARCHESI Pietro Samuele di Carlo, nato a Covo il 5 luglio 1836, morto a Golasecca il 22 luglio 1871

  • 598 MARCHESINI Luciano, nato a Vicenza, donde emigrò prima ancora del 1848; (già) barbiere, morto a Calatafimi nel 1860.

  • 599 MARCHETTI Stefano Elia di Vincenzo, nato a Bergamo il 10 settembre 1839, ferito ad Olkusz (Polonia) con Nullo, il 5 maggio 1863; trasportato al confine della Polonia austriaca, morì in casa di un capitano austriaco sei giorni dopo.

  • 600 MARCHETTI Giuseppe nato a Chioggia, il 24 agosto 1849, residente a Napoli, morto il 16 maggio 1877 allo Spedale di Napoli.

  • 601 MARCHETTI Luigi Giuseppe fu Giuseppe, nato a Vittorio (Ceneda), il 29 marzo 1816, morto a Campofreddo nel 1861

  • 602 MARCONE Gerolamo di Giovanni, nato a Genova nel 1822, (già) luogotenente nei veterani a riposo, morto a Genova.

  • 603 *MARCONZINI Giuseppe fu Girolamo, nato a Ronco sull'Adige il 27 aprile 1837, residente a Illasi,, agente di campagna.

  • 604 *MARGARITA Giuseppe Francesco di Felice, nato a Cuggiono il 25 gennaio 1841, ivi residente, medico.

  • 605 MARGHERI Gerolamo fu Guglielmo, nato a Sarteano il 29 gennaio 1841, morto nel 1865 a Massa Marittima.

  • 606 *MARIN Gio.Battista di Giuseppe, nato a Conegliano il 27 luglio 1833, ivi residente, calzolaio.

  • 607 *MARIO Desiderio Lorenzo di Cesare (Carlo), nato a Marsiglia il 12 marzo 1838, residente a Milazzo, maestro di scuola privata.

  • 608 MARTIGNONI Luigi di Giuseppe, nato a Lodi il 7 maggio 1827, morto a Calatafimi il 31 maggio 1860.

  • 609 MARTINELLI Clemente di Natale, nato a Milano l'8 aprile 1837, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 610 *MARTINELLI Ulisse di Giacomo, nato a Viadana il 31 ottobre 1839, residente a Vignale, domestico.

  • 611 MASCOLO Gaetano di Francesco, nato a Casola di Napoli il 12 febbraio 1828, (già) bottaio, morto in Casola il 21 marzo 1871

  • 612 MASNADA Giuseppe fu Domenico, nato a Ponte S.Pietro il 26 febbraio 1816, morto in Ponte S.Pietro il 19 novembre 1861

  • 613 MASPERO Gio.Battista fu Pietro, nato a Como il 12 maggio 1835, (già) R. impiegato, morto a Milano il 17 gennaio 1861

  • 614 *MATTIOLI Angelo di Evangelista, nato a Parma il 12 agosto 1837, ivi residente, bracciante.

  • 615 MAURO Domenico fu Angelo, nato a S. Demetrio Corone il 17 dicembre 1812, morto in Firenze il 14 gennaio 1871

  • 616 *MAURO Raffaele Michele fu Angelo, nato a Cosenza il 23 ottobre 1814, residente a S. Demetrio Corone, possidente.

  • 617 *MAYER Antonio di Silvestro, nato a Orbetello il 28 luglio 1837, ivi residente, caffettiere.

  • 618 *MAZZOLA Giuseppe fu Gaetano, nato a Bergamo il 20 dicembre 1840, ivi residente, orefice.

  • 619 *MAZZOLI Ferdinando di Gioacchino, nato a Venezia il 19 maggio 1837, residente a Roma, R. pensionato.

  • 620 *MAZZUCCHELLI Luigi di Giuseppe, nato a Cantù il 15 gennaio 1834, residente a Como, avvocato, (già) capitano nel 44° fanteria.

  • 621 MEDICI Alessandro Natale di Giuseppe, nato a Bergamo il 24 dicembre 1840, ivi residente, commerciante; (già) sottotenente di fanteria, rimosso dal grado e dall'impiego il 19 agosto 1869, e però escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 622 MEDICINA Antonio di Michele, nato a Genova il 30 marzo 1814, (già) ivi residente, morto il 26 settembre 1860 nello Spedale di Pammatone in Genova.

  • 623 *MELCHIORAZZO Marco di Francesco, nato a Bassano il 24 marzo 1840, ivi residente, scrivano privato.

  • 624 MENEGHETTI Gustavo fu Luigi, nato a Treviso il 30 novembre 1841, morto a Treviso il 13 novembre 1861

  • 625 *MENIN Domenico di Giovanni, nato a Camponogara l'8 ottobre 1843, residente a Roma, ingegnere.

  • 626 MENOTTI Cesare. Di incerta origine ed esistenza. Alcuni lo dicono del Modenese, e nel 1861 luogotenente al deposito della divisione Bixio a Vercelli. Secondo altri fu caporale a Talamone nella 2^ compagnia e caporale a Palermo. Notizie ufficiali lo affermano sconosciuto affatto nella provincia di Modena.

  • 627 MERELLO Domenico fu Agostino, nato a Genova il 24 marzo 1828 (già) residente ad Albissola marina, morto in marzo 1877.

  • 628 *MERIGONE Francesco Antonio (e non FRANCISCO Antonio) fu Francesco, nato a Gibilterra il 18 aprile 1836, residente a Palermo, operaio di fonderia.

  • 629 *MERIGHI Augusto fu Luigi, nato a Mirandola il 17 ottobre 1836, residente a Modena, negoziante.

  • 630 *MERLINO Alfio fu Silvestro, nato a Reggio Calabria il 24 maggio 1818, residente a Napoli, caffettiere.

  • 631 *MESCHINI Leopoldo fu Angelo, nato a Sarteano il 14 febbraio 1828, residente ad Acquapendente, già fornaciaio, ora venditore di mignatte.

  • 632 MESSAGGI Stefano Giuliano fu Giovanni, nato a Milano il 21 maggio 1840, (già) luogotenente nei granatieri, morto il 22 giugno 1866 a Custoza.

  • 633 *MEZZERA Giulio Pietro fu Emanuele, nato a Bergamo il 7 aprile 1842, ivi residente, calzolaio.

  • 634 *MICELI Luigi di Francesco, nato a Longobardi il 30 giugno 1824, residente a Roma, deputato al Parlamento.

  • 635 *MICHELLI Cesare di Tommaso, nato a Campolongo il 7 settembre 1838, ivi residente, ingegnere.

  • 636 *MIGLIACCI Giuseppe di Pietro, nato a Montepulciano il 22 gennaio 1835, ivi residente, bachicultore.

  • 637 MIGNOGNA Nicola fu Cataldo, nato a Taranto il 28 dicembre 1808, morto in Giuliano il 31 gennaio 1870.

  • 638 *MILANI Angelo fu Antonio, nato ad Anguillara il 5 novembre 1834, residente a Bologna, (già) tenente di fanteria.

  • 639 *MILANI Giovanni di Domenico, nato a Padova il 25 luglio 1841, residente a Torino, falegname.

  • 640 *MILESI Girolamo di Pietro, nato a Bergamo il 19 giugno 1836, ivi residente legatore di libri.

  • 641 *MINA Alessandro fu Luigi, nato a Gussola il 12 marzo 1835, residente a Città di Castello, possidente.

  • 642 *MINARDI Mansueto di Carlo, nato a Ferrara l'8 gennaio 1836, residente a Genova.

  • 643 *MINNICELLI Luigi fu Gennaro, nato a Rossano il 13 agosto 1827, ivi residente.

  • 644 *MINOTTI Martino Natale fu Giuseppe, nato a Milano il 25 dicembre 1832, ivi residente, impiegato al Monte di Pietà.

  • 645 MINUTILLI Filippo fu Nicolò, nato a Grumo Appula il 12 maggio 1813, (già) colonnello nell'esercito, morto in Messina il 1° agosto 1861

  • 646 *MIOTTI Giacomo di Francesco, nato a Feltre il 4 agosto 1830, residente a Palermo, pensionato.

  • 647 *MISSORI Giuseppe fu Gregorio, nato a Bologna il 20 novembre 1829, residente a Milano, possidente.

  • 648 *MISURI Mansueto fu Roberto, nato Livorno nel 1840, residente a Firenze, meccanico.

  • 649 MOJOLA Quirino di Giuseppe, nato a Roveredo nel 1818, residente a S. Casciano, morto il 15 aprile 1871

  • 650 *MOLENA Giuseppe fu Giuseppe Luigi, nato a Venezia il 18 aprile 1827, residente a Milano, commesso di studio.

  • 651 *MOLINARI Giosuè di Costantino, nato a Calvisano il 21 novembre 1838, residente a Brescia, mediatore.

  • 652 *MOLINARI Giuseppe di Andrea, nato a Venezia il 5 giugno 1837, residente a Foggia, impiegato di ferrovia.

  • 653 MONA Francesco Antonio di Giovanni, nato a Milano il 13 giugno 1836, morto il 29 aprile 1870.

  • 654 *MONETA Enrico fu Carlo, nato a Milano il 23 giugno 1841, ivi residente, commerciante, (già) sottotenente nel 20° fanteria.

  • 655 MONGARDINI Paolo Giovanni di Giovanni Battista, nato a Bergamo il 24 febbraio 1838, morto a Bergamo il 6 luglio 1871

  • 656 MONTALDO Andrea di Emanuele, nato a Genova, morto a Calatafimi il 21 maggio 1860.

  • 657 *MONTANARA Achille Giacomo fu Eliseo, nato a Milano il 17 novembre 1842, ivi residente, lavorante in oggetti di cuojo.

  • 658 MONTANARI Francesco fu Luigi, nato a Mirandola il 22 marzo 1822, (già) ingegnere, morto il 9 giugno 1860, amputato alla gamba destra, dopo la battaglia di Calatafimi.

  • 659 MONTARSOLO Pietro Giovanni Battista di Marco, nato a Genova il 5 luglio 1842, morto il 16 settembre 1871

  • 660 MONTEGRIFO Francesco fu Francesco, nato a Genova nel 1835, morto a Genova il 26 settembre 1861

  • 661 *MONTEVERDE Giovanni Battista di Giovanni Battista, nato a S.Terenzo il 9 gennaio 1831, residente a Genova.

  • 662 *MONTMASSON Rosalia fu Gaspare, nata a S.Joriez (Annècy) il 12 giugno 1825, residente a Roma.

  • 663 MORASSO Giovanni Battista di Paolo, nato a Genova nel 1840, morto in marzo 1867.

  • 664 MORATTI Luigi fu Paolo, nato a Castiglione delle Stiviere il 26 dicembre 1818, (già) residente a Ceresara. (già) maggiore di fanteria e possidente, morto in Ceresara il 14 gennaio 1877.

  • 665 *MORELLI (recte MARELLI) Giacomo Giovanni di Domenico, nato a Bagnolo Mella il 19 giugno 1833, residente a Quinzano d'Oglio, tintore.

  • 666 *MORETTI Alcibiade Goffredo fu Giovanni, nato a Roncaro il 31 dicembre 1830, residente a Milano.

  • 667 *MORETTI Virginio Cesare di Paolo, nato a Brescia l'11 agosto 1843, residente a Brescia.,

  • 668 *MORGANTE Alfonso Luigi di Girolamo, nato a Tarcento l'8 agosto 1835, residente a Tarcento, avvocato.

  • 669 MORGANTE Rocco fu Vincenzo, nato a Fiumara il 5 ottobre 1805, ivi residente, maggiore di piazza in aspettativa, ora farmacista.

  • 670 *MORI Giuseppe Giovanni fu Benedetto, nato a Bergamo il 13 maggio 1840, ivi residente, commerciante.

  • 671 *MORI Romolo di Pietro, nato a Civitavecchia il 25 ottobre 1835, residente a Roma, impiegato commerciale.

  • 672 *MORO Marco Antonio di Giuseppe, nato a Brescia il 26 ottobre 1832, ivi residente, mediatore di seta.

  • 673 MORONI Vittorio di Modesto, nato a Zogno il 2 febbraio 1828, morto a Zogno il 2 ottobre 1867.

  • 674 *MORTEDO Giovanni Alessandro di Michele, nato a Livorno il 24 aprile 1836, residente ad Orciano Pisano.

  • 675 *MOSCHENI Pompeo Giuseppe di Francesco, nato a Bergamo il 28 febbraio 1836, residente a Nembro, pizzicagnolo.

  • 676 *MOSTO Antonio fu Paolo, nato a Genova il 12 luglio 1834, ivi residente, negoziante.

  • 677. MOSTO Carlo fu Paolo, nato a Genova il 17 aprile 1836, morto in Sicilia il 25 maggio 1860, nel fatto d'armi del Parco.

  • 678 *MOTTINELLI Bartolo di Giacomo, nato a Brescia il 10 giugno 1833, ivi residente, mediatore.

  • 679. MURO Giuseppe di Pietro, nato a Milano il 18 agosto 1837, (già) luogotenente nel 33° fanteria, (già) residente in S. Nazaro, presso Colorno, morto ivi in settembre 1878.

  • 680 *MUSTICA Giuseppe fu Luigi, nato a Palermo il 15 febbraio 1818, ivi residente, possidente.

  • 681 NACCARI Giuseppe di Antonio, nato a Palermo, morto a Palermo nel 1860, in seguito a ferita riportata combattendo nel convento dei Benedettini.

  • 682 NARDI Ermenegildo fu Pellegrino, nato a Parma il 29 dicembre 1824, morto il 7 aprile 1867.

  • 683 NATALI Mauro di Francesco, nato a Bergamo il 15 gennaio 1836, morto a Bergamo l'11 1861

  • 684 *NAVONE Lorenzo di Domenico, nato a Genova il 4 maggio 1837, residente a Nervi, marittimo.

  • 685 *NEGRI Enrico Giulio fu Giuseppe, nato a Bergamo il 24 luglio 1843, ivi residente, impiegato alla Banca Nazionale.

  • 686 *NELLI Stefano fu Domenico, nato a Carrara il 31 maggio 1837, residente a Lucca.

  • 687 NICOLAZZO Gregorio Emanuele di Teodoro, nato a Platania il 18 aprile 1828, morto a Platania il 12 dicembre 1861

  • 688 NICOLI Fermo di Giovanni Battista, nato a Bergamo il 9 agosto 1826, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 689 NICOLI Pietro di Giovanni Battista, nato a Bergamo il 29 marzo 1822, morto a Bergamo il 15 gennaio 1861

  • 690 NIEVO Ippolito di Antonio, nato a Padova nel 1830, morto nel marzo 1861 per naufragio del piroscafo l'Ercole.

  • 691 *NODARI Giuseppe fu Luigi, nato a Castiglione delle Stiviere il 25 gennaio 1841, ivi residente, medico-chirurgo.

  • 692 NOVARIA Enrico fu Domenico, nato a Pavia nel 1832, (già) possidente, morto combattendo a Bezzecca nel 1861

  • 693 NOVARIA Luigi fu Domenico, nato a Pavia nel 1827, (già) possidente, morto a Pavia nel luglio 1861

  • 694 *NOVELLI Feliciano fu Francesco, nato a Castel d'Emilia l'1 giugno 1833, residente ad Agugliano, marinaio.

  • 695 NULLO Francesco di Arcangelo, nato a Bergamo il 1° marzo 1826, morto in Olkusz, Polonia, il 5 maggio 1861

  • 696 *NUVOLARI Giuseppe fu Gaspare, nato a Roncoferraro il 26 febbraio 1820, residente a Genova, proprietario.

  • 697 OBERTI Andrea di Pietro, nato a Bergamo il 16 ottobre 1830, morto a Bergamo il 22 settembre 1861

  • 698 OBERTI Giovanni fu Luigi, nato a Bergamo nel 1836, (già) volontario, morto a Vasto il 16 febbraio 1861

  • 699 *OCCHIPINTI Ignazio di Santo, nato a Palermo il 12 gennaio 1823, residente a Napoli, medico (?).

  • 700 *ODDO Angelo fu Michelangelo, nato a Reggio di Calabria il 24 ottobre 1826, residente a Messina, dentista.

  • 701 ODDO Giuseppe fu Salvatore, nato a Palermo nel 1806, ivi residente, colonnello pensionato.

  • 702 *ODDO TEDESCHI Stefano fu Rosario, nato ad Alimena il 29 maggio 1836, ivi residente, colonnello in ritiro.

  • 703 OGNIBENE Antonio di Biagio, nato a Orbetello il 12 luglio 1834, morto in Orbetello il 13 febbraio 1871

  • 704 *OLIVARI Stefano di Angelo, nato a Genova il 10 ottobre 1840, ivi residente, macellaio.

  • 705 OLIVIERI Pietro di Domenico, nato in Alessandria il 25 giugno 1835, residente a Salerno, capitano di fanteria del distretto militare di Salerno.

  • 706 ORLANDI Bernardo fu Giuseppe, nato a Carrara il 31 marzo 1836, ivi residente, ricevitore del lotto.

  • 707 *ORLANDO Giuseppe fu Giuseppe, nato a Palermo il 29 novembre 1822, residente a Livorno, costruttore navale.

  • 708 ORSINI Vincenzo di Gaetano, nato a Palermo nel 1815, residente a Napoli, maggiore generale in riposo.

  • 709 OTTAVI Antonio fu Ottavio, nato a Reggio Emilia il 15 agosto 1831, (già) capitano nel 36° fanteria, morto a Custoza il 24 giugno 1861

  • 710 OTTONE Nicolò di Stefano, nato a Genova il 6 giugno 1818, ivi residente, già maggiore di piazza in aspettativa; ora capitano marittimo.

  • 711 PACCANARO Marco fu Nicolò, nato a Este nel 1842, morto per ferite il 14 ottobre 1864 nello Spedale di Livorno.

  • 712 PACINI Andrea fu Teofilo, nato a Bientina il 1° ottobre 1822, (già) residente a Livorno, (già) panattiere, morto in Livorno il 5 luglio 1871

  • 713 PADULA Vincenzo fu Maurizio, nato a padula il 16 ottobre 1831, morto a Barcellona di Sicilia, in seguito a ferite riportate nella battaglia di Milazzo, ed amputazione della coscia operata dal dottore Zen in agosto 1860.

  • 714 PAFFETTI Tito di Felice, nato ad Orbetello il 25 aprile 1842, morto in Arcidosso il 15 novembre 1870.

  • 715 PAGANI Antonio fu Giuseppe, nato a Como il 5 ottobre 1833, (già) sottotenente nel 7° fanteria, poi tessitore, morto a Como il 26 ottobre 1871

  • 716 PAGANI Costantino di Gio.Battista, nato a Borgomanero il 15 gennaio 1837, morto combattendo a Calatafimi il 15 maggio 1860. Ex-luogotenente di fanteria: si faceva chiamare De Amicis perché disertore.

  • 717 *PAGANI Giovanni di Lelio, nato a Tagliuno il 4 gennaio 1845, ivi residente, garzone farmacista.

  • 718 *PAGANO Lazzaro Martino di Giovanni Battista, nato a Genova l'11 novembre 1828, residente a S. Martino d'Albaro, proprietario.

  • 719 PAGANO Tommaso si Giovanni Battista, nato a Genova il 22 gennaio 1838, morto il 4 marzo 1868.

  • 720 PALENI Carlo di Giuseppe, nato a Bergamo l'11 luglio 1833, morto a Bergamo il 4 luglio 1870.

  • 721 PALIZZOLO Mario fu Vincenzo, nato a Trapani, il 14 gennaio 1823, residente a Palermo, colonnello di fanteria in riposo.

  • 722 PALMIERI Palmiro di Fortunato, nato a Montalcino il 2 marzo 1841, morto in Orbetello il 3 aprile 1871

  • 723 *PANCIERA Antonio di Carlo, nato a Castelgomberto il 1° gennaio 1840, ivi residente, possidente.

  • 724 *PANSERI Alessandro di Giosuè, nato a Bergamo il 13 febbraio 1838, ivi residente, agente di studio.

  • 725 *PANSERI Aristide di Saverio, nato a Bergamo il 3 settembre 1842, ivi residente, fabbricante di mobili.

  • 726 PANSERI Eligio fu Francesco, nato a Bulciago il 27 maggio 1833, morto per ferite a Palermo il 27 maggio 1860.

  • 727 *PANSERI Giuseppe di Andrea, nato a Bergamo il 24 febbraio 1843, ivi residente, falegname.

  • 728. PARINI (recte PARRINO) Antonino fu Nicolò, nato a Palermo il 15 agosto 1838, residente a Castellammare del Golfo, ufficiale di porto di 1^ classe.

  • 729 *PARIS Andrea Cesare fu Ignazio, nato a Pinerolo l'11 aprile 1820, residente a Roma.

  • 730 *PARODI Giuseppe di Giovanni Battista, nato a Genova il 4 agosto 1842, ivi residente.

  • 731 *PARODI Tommaso di Antonio, nato a Genova l'8 novembre 1791, (già) maggiore di piazza, ivi residente.

  • 732 *PARPANI Giuseppe Giacobbe di Giuseppe, nato a Bergamo il 3 marzo 1836, residente a Villa d'Almè, possidente.

  • 733 PASINI Giovanni fu Francesco, nato a Scandolara Ravara il 27 dicembre 1835, capitano nel 64° reggimento fanteria.

  • 734 *PASQUALE Pietro di Carlo Antonio, nato a Sagliano Micca il 10 luglio 1832, residente a Biella, negoziante.

  • 735 *PASQUINELLI Agostino di Giacomo, nato a Zogno il 1° maggio 1840, residente a Roma, giornalista.

  • 736 PASQUINELLI Giacinto di Pietro, nato a Livorno nel 1840, (già) macellaio; morto a Livorno il 4 luglio 1867.

  • 737 *PASSANO Giuseppe di Francesco, nato a Genova il 29 settembre 1842, ivi residente, commerciante.

  • 738 PATELLA Filippo fu Giuseppe, nato ad Agropoli il 25 marzo 1817, residente a Napoli, preside di Liceo.

  • 739 PATRESI Roberto (non Gilberto) fu Antonio, nato a Legnago il 25 gennaio 1804, residente a Milano, (già) maggiore generale pensionato, morto il 3 aprile 1877.

  • 740 *PAULLON STELLA Giuseppe di Osvaldo, nato a Barcis (Udine) il 3 febbraio 1842, ivi residente, venditore di vino.

  • 741 *PAVANINI Ippolito di Mariano, nato a Rovigo il 22 marzo 1839, residente a Verona, possidente.

  • 742 PAVESI Giuseppe fu Carlo, nato a Milano il 29 luglio 1840, morto a Calatafimi, combattendo, il 15 maggio 1860.

  • 743 *PAVESI Leonardo Ercole di Giovanni, nato a Linarolo il 15 marzo 1835, residente a Pavia, garzone tabaccaio.

  • 744 *PAVESI Urbano fu Domenico, nato ad Albuzzano il 27 agosto 1842, residente a Pavia, possidente ingegnere.

  • 745 PAVOLERI Augusto di Giovanni, nato a Treviso il 23 aprile 1838, morto il 123 marzo 1870.

  • 746 PAVONI Lorenzo. Creduto di Bergamo, ma non è conosciuto né dalle autorità locali, né dai commilitoni. Nessun'altra notizia ufficiale.

  • 747 PEDOTTI Annibale Ulisse fu Paolo, nato a Laveno il 13 maggio 1831, morto combattendo al Volturno il 1° ottobre 1860.

  • 748 *PEDRAZZA Giacomo fu Andrea, nato a Zanè il 9 dicembre 1833, residente a Padova, possidente.

  • 749 *PEDROLI Costantino di Giuseppe, nato a Bergamo il 17 marzo 1842, ivi residente, calzolaio.

  • 750 *PELLEGRINO Antonio di Giuseppe, nato a Palermo il 17 gennaio 1828, ivi residente, procuratore di Case commerciali.

  • 751 *PELLERANO Lorenzo fu Giuseppe, nato a Rapallo il 4 luglio 1811, residente a Livorno facchino.

  • 752 *PENDOLA Giovanni di Nicola, nato a Genova il 7 marzo 1836, ivi residente, falegname.

  • 753 PETASUGLIA Giovanni Battista fu Giuseppe, nato a Matera il 3 novembre 1821, ivi residente, ispettore generale dei telegrafi.

  • 754 PERDUCA Biagio fu Annibale, nato a Pavia nel 1835, morto nel manicomio di Milano il 13 febbraio 1871

  • 755 PEREGRINI Paolo Carlo di Lodovico, nato a Milano nel 1842, (già) residente a Como, ed ivi morto il 15 gennaio 1871 Fu luogotenente nel 50° fanteria.

  • 756 *PERELLI Valeriano fu Girolamo, nato a Milano il 10 ottobre 1821, residente a Roma, (già) luogotenente nel 34° fanteria.

  • 757 *PERICO Samuele di Luigi, nato a Scano al Brembo il 15 gennaio 1839, residente a Bergamo, giornaliere.

  • 758 PERLA Luigi di Francesco, nato a Bergamo il 20 settembre 1839, (già) sottotenente nel 61° fanteria, morto a Dijon (Francia) nel 1870.

  • 759 *PERNIGOTTI Giovanni di Vittorio, nato a Bosco Marengo il 15 novembre 1842, residente ad Alessandria,.

  • 760 *PERONI Giuseppe fu Biagio, nato a Soresina il 1° novembre 1840, ivi residente, ingegnere.

  • 761 *PEROTTI Luigi di Vincenzo, nato a Torino il 22 luglio 1829, ivi residente, (già) luogotenente nei reali carabinieri, ora impiegato all'Ospizio di Carità.

  • 762 PERSELLI Emilio di Lorenzo, nato a S. Daniele di Friuli il 26 aprile 1832, (già) indoratore, morto in S. Daniele il 21 agosto 1870.

  • 763 *PESCINA Eugenio di Luigi, nato a Borgo S. Donnino il 15 maggio 1843, residente a Parma, scritturale.

  • 764 *PESENTI Francesco fu Giovanni, nato a Piazzo-Basso il 18 ottobre 1828, residente a Milano, lavorante in lingerie.

  • 765 *PESENTI Giovanni fu Giovanni, nato a Bergamo il 10 luglio 1825, ivi residente, lavandaio.

  • 766 PESSOLANI Maria Giuseppe fu Saverio Arcangelo, nato ad Atena, il 27 febbraio 1807, (già) maggiore a riposo, morto in Atena il 23 novembre 1871

  • 767 *PETRUCCI Giuseppe di Paolo, nato a Livorno il 6 luglio 1842, residente a Rosignano, meccanico.

  • 768 PEZZA Gio.Battista fu Luigi, nato ad Alleghe il 1° gennaio 1838, residente a Palermo, capitano alla Direzione del Genio militare.

  • 769 *PEZZUTI Pietro di Francesco, nato a Polcenigo il 20 novembre 1837, residente a Pordenone, calzolaio.

  • 770 *PIAI Pietro di Matteo, nato a Treviso il 23 aprile 1842, residente a Livorno, bracciante.

  • 771 PIANERI Pietro di Angelo, nato a Lograto il 10 ottobre 1828, morto a Palermo nel 1860.

  • 772 *PIANTANIDA Bruce di Carlo, nato a Bergamo il 3 settembre 1840, ivi residente, agente spedizioniere.

  • 773 *PIANTONI Giovanni di Antonio, nato a Milano il 15 giugno 1839, residente a Chieri, sarto.

  • 774 PICASSO Gio.Battista di Francesco, nato a Genova l'11 settembre 1839, morto a Custoza il 24 giugno 1861

  • 775 *PICCININI Daniele fu Vincenzo, nato a Pradalunga il 3 giugno 1830, ivi residente, negoziante di terre cotte.

  • 776 *PICCININI Enrico fu Cristoforo, nato ad Albino il 16 maggio 1831, ivi residente.

  • 777 PICCOLI Raffaele di Bernardo, nato a Castagna il 10 ottobre 1819, residente a Catanzaro, escluso nel 1870 dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 778 *PIENOVI Raffaele di Andrea, nato a Genova il 21 luglio 1822, ivi residente, mediatore.

  • 779 *PIEROTTI Augusto di Pasquale, nato a Livorno il 14 giugno 1839, ivi residente, tintore.

  • 780 PIEROTTI Giovanni Palmiro di Pietro, nato a Livorno nel 1831, ivi residente, (già) navicellaio, morto da diversi anni.

  • 781 PIETRI Desiderato di Giuseppe, da Bastia (?), morto a Calatafimi il 15 maggio 1860. Nessuna notizia ufficiale sul luogo , né sulla data di sua nascita.

  • 782 PIETROBONI Lorenzo fu Pietro, nato a Treviso il 9 agosto 1826, di esistenza incerta. Risulta ufficialmente che egli trovavasi a Napoli nel 1868, data delle ultime notizie da lui fornite alla famiglia domiciliata in Treviso. Ma alle autorità di Napoli è affatto sconosciuto.

  • 783 *PIEVANI Antonio fu Gio.Battista, nato a Tirano il 19 settembre 1837, ivi residente, possidente e dottore in matematica.

  • 784 *PIGAZZI Gian Domenico fu Giuseppe, nato a Padova il 30 marzo 1836, residente a Milano, mediatore.

  • 785 *PILLA Giuseppe di Angelo, nato a Conegliano il 2 dicembre 1822, ivi residente, calzolaio non più esercente.

  • 786 PINI Antonio fu Raniero, nato a Grosseto il 27 febbraio 1835, morto in Grosseto il 3 settembre 1870.

  • 787 *PINI Pacifico fu Sebastiano, nato ad Isola del Ciglio il 23 giugno 1826, ivi residente, marinaio.

  • 788 PIROLLI Pietro fu Bartolomeo, nato a Verona il 21 luglio 1821, residente a Milano, maggiore pensionato.

  • 789 *PISTOJA Luigi fu Giuseppe, nato a Subiaco il 27 febbraio 1831, residente a Roma, muratore.

  • 790 *PISTOJA Marco fu Stefano, nato a Palermo il 23 marzo 1827, ivi residente, bettoliere.

  • 791 PIVA Domenico fu Giovanni, nato a Rovigo il 3 dicembre 1825, colonnello nell'esercito.

  • 792 PIVA Remigio di Gio.Battista, nato a Rovigo il 28 febbraio 1840, ivi residente, ingegnere, ora ricevitore del R. Lotto.

  • 793 *PIZZAGALLI Lodovico di Pietro, nato a Bergamo il 6 aprile 1840, ivi residente, scrivano.

  • 794 *PLONA Carlo fu Dionisio, nato a Venezia il 9 febbraio 1834, residente a Padova, ufficiale in ritiro.

  • 795 PLONA Gio.Battista di Bortolo, nato a Brescia il 2 maggio 1818, morto il 31 agosto 1863 nello Spedale di Brescia.

  • 796 PLUTINO Antonio fu Fabrizio, nato a Reggio Calabria il 10 dicembre 1811, (già) luogotenente colonnello di fanteria in aspettativa, morto in Reggio Calabria il 5 aprile 1871

  • 797 POGGI Giuseppe di Giovanni, nato a Genova nel 1824, morto il 30 luglio 1860 a Barcellona (Sicilia) per ferita alla spina dorsale riportata alla battaglia di Milazzo.

  • 798 *POLETTI Giovanni Battista di Giovanni Battista, nato ad Albino il 22 novembre 1840, residente ad Aragona, impiegato all'impresa ferroviaria, e (già) ufficiale dell'esercito.

  • 799 POLIDORI Giuseppe fu Giovanni Battista, nato a Montone l'1 aprile 1836, morto in Città di Castello il 5 giugno 1861

  • 800 *POMA Giacomo di Lorenzo, nato a Trescore il 1° novembre 1838, residente a Milano, docente.

  • 801 *PONVIANI Francesco Attilio di Domenico, nato a Bergamo il 20 gennaio 1838, ivi residente, possidente.

  • 802 *PORTA Ilario di felice, nato ad Orbetello il 27 giugno 1838, ivi residente, cocchiere.

  • 803 *PORTIOLI Antonio di Antonio, nato a Scorzarolo il 17 gennaio 1840, residente a Mantova, avvocato.

  • 804 *POZZI Gaetano Giovanni di Pietro, nato a Pavia il 15 ottobre 1846, ivi residente, impiegato privato.

  • 805 *PREDA Paolo fu Pietro, nato a Milano il 6 maggio 1844, ivi residente, commesso di studio.

  • 806 *PREIS Ireneo (recte PREX) di Giovanni, nato a Firenze il 17 dicembre 1835, residente a Livorno, impiegato al cantiere.

  • 807 PREMI Luigi fu Antonio, nato a Casalmoro l'8 gennaio 1838, capitano nell'esercito.

  • 808 PRESBITERO Enrico fu Giuseppe, nato a Orta Novarese il 4 ottobre 1839, morto in Milano il 29 novembre 1871

  • 809 PRIGNACCHI Luigi di Vincenzo, nato a Fiesse il 26 maggio 1840, sottotenente, disertò nel 1862 da Ivrea e si crede morto in Francia.

  • 810 PRINA Luigi di Giuseppe, nato a Villafranca il 20 dicembre 1830, (già) ivi residente, (già) mediatore, morto nello spedale di Villafranca il 25 marzo 1877.

  • 811 PROFUMO Angelo di Antonio, nato a S. Francesco d'Albaro, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860 colpito da una palla al petto.

  • 812 PROFUMO Giuseppe di Francesco, nato a Genova, morto a Reggio Calabria nel 1860.

  • 813 *PULLIDO Giovanni di Vincenzo, nato a Polesella il 26 luglio 1832, residente a Firenze, trafficante.

  • 814 PUNTA Paolo Giuseppe di Alberto, nato a Novi Ligure nel 1841, morto il 15 novembre 1864 in Novi.

  • 815 *QUARENGHI Antonio di Antonio, nato a Villa d'Almè il 5 settembre 1843, residente a Bergamo, possidente.

  • 816 QUEZEL Carlo Emanuele di Ambrogio, nato a Genova il 18 aprile 1837, (già) ivi residente, morto in Sorrento il 5 marzo 1871

  • 817 *RACCUGLIA Antonio di Francesco, nato a Palermo il 31 dicembre 1815, ivi residente, possidente.

  • 818 *RADOVICH Antonio di Giuseppe, nato a Spresiano il 1° maggio 1837, residente a Dolo, ex-sottotenente nel 65° fanteria.

  • 819 RAGUSIN Francesco di Giovanni, nato a Venezia il 20 giugno 1821, residente a Milano, capitano del 53° fanteria in ritiro.

  • 820 *RAIMONDI Luigi fu Giovanni, nato a Castellanza l'8 settembre 1824, residente a Milano, portinaio.

  • 821 *RAIMONDO Alessandro fu Giuseppe, nato ad Alba il 15 febbraio 1832, ivi residente, possidente.

  • 822 *RAJ Felice di felice, nato a Soresina il 15 ottobre 1830, residente a Salerano, medico.

  • 823 RAMPONI Mansueto di Ferdinando, nato a Canonica il 22 dicembre 1838, operaio, escluso fino dal 1864 dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione. Di attuale ignota residenza.

  • 824 RASIA Matteo Riccardo fu Domenico, nato a Cornedo il 27 gennaio 1842, morto in Cornedo il 17 gennaio 1864 di tisi.

  • 825 *RASO Paolo Luigi di Domenico, nato a Sarzana il 3 dicembre 1832, ivi residente, panattiere.

  • 826 *RATTI Antonio Davide fu Luigi, nato a Vignate il 19 marzo 1830, residente a Milano, mediatore.

  • 827 RAVÀ Eugenio fu Leone, nato a Reggio Emilia il 1° maggio 1840, residente a Milano.

  • 828 *RAVEGGI Luciano di Luigi, nato ad Orbetello il 12 dicembre 1837, residente a Siena.

  • 829 *RAVETTA Carlo fu Antonio, nato a Milano il 5 aprile 1841, ivi residente, oste.

  • 830 *RAVINI Luigi di Giovanni, nato a Caviaga, ora Cavenago d'Adda, il 25 marzo 1839, residente a Roma, avvocato.

  • 831 *RAZETTO Enrico di Fortunato, nato a S. Francesco di Albaro ora Genova, il 2 gennaio 1840, ivi residente, proprietario.

  • 832 *REBUSCHINI Giuseppe fu Girolamo, nato a Dongo il 1° gennaio 1839, residente a Besozzo, ingegnere.

  • 833 REBESCHINI Angelo Giovanni di Luigi, nato a Venezia il 15 agosto 1836, morto a Milano il 24 novembre 1868 per ferita riportata a Maddaloni.

  • 834 *REBUZZONE Andrea di Giuseppe, nato a Genova il 9 ottobre 1836, ivi residente.

  • 835 REPETTO Domenico fu Giuseppe, nato a Tagliolo il 1° agosto 1829, ivi residente, morto il 18 novembre 1871

  • 836 *RETAGGI Innocente Eugenio fu Giuseppe, nato a Milano il 16 novembre 1831, ivi residente, sarto.

  • 837 RICCARDI Gio.Battista fu Giovanni Andrea, nato a Bergamo il 7 ottobre 1838, (già) scrivano, morto il 22 dicembre 1871

  • 838 RICCI Carlo fu Vincenzo, nato a Pavia il 9 febbraio 1841, morto a Pavia il 29 novembre 1871

  • 839 *RICCI Enrico di Giovanni, nato a Livorno il 7 marzo 1835, ivi residente.

  • 840 *RICCI Gustavo Giuseppe di Giacomo, nato a Livorno il 17 febbraio 1839, ivi residente, fornaio.

  • 841 *RICCI Pietro Armentario di Carlo, nato a Pavia il 31 luglio 1841, residente a Malo, notaio.

  • 842 *RICCIONI Filippo fu Luigi, nato a Ligonchio il 26 maggio 1836, ivi residente, giornaliere.

  • 843 RICHIEDEI Enrico Eugenio di Luigi, nato a Salò il 4 settembre 1833, morto in conflitto a Palermo il 28 maggio 1860, per ferita alla testa da palla da cannone.

  • 844 *RICOTTI Daniele fu Pietro, nato a Landriano il 27 marzo 1837, residente a Dazio, medico.

  • 845 *RIENTI Edoardo fu Carlo, nato a Como il 30 novembre 1834, residente a Milano, agente di commercio.

  • 846 *RIGAMONTI Gio. Battista di Francesco, nato a Pavia il 23 giugno 1838, ivi residente, calzolaio.

  • 847 *RIGHETTO Raffaele fu Marco, nato a Chiampo il 10 febbraio 1838, ivi residente, ingegnere, possidente.

  • 848 *RIGONI Luigi di Lorenzo, nato a Vicenza il 29 novembre 1823, residente a Treviso, cameriere.

  • 849 RIGOTTI Raffaele di Francesco, nato a Malo il 2 settembre 1839, (già) possidente, morto di tisi a Pavia il 21 agosto 1861

  • 850 RINO (e non STRINA) Giuseppe di Antonio, nato a Messina il 4 marzo 1839, ivi residente, escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 851 *RIPARI Pietro fu Lodovico, nato a Solarolo Rainerio il 20 luglio 1802, residente a Genova, medico.

  • 852 *RISSOTTO Giuseppe Luigi di Vincenzo, nato a Genova il 9 febbraio 1836, ivi residente, negoziante, e già ufficiale del regio esercito.

  • 853 *RIVA Celestino fu Gerolamo, nato a Pontida il 23 settembre 1839, residente a Bergamo, calzolaio.

  • 854 *RIVA Giuseppe fu Francesco, nato a Milano l'11 aprile 1828, ivi residente, cameriere.

  • 855 *RIVA Luigi (1°) di Domenico, nato a Palazzolo della Stella il 26 luglio 1837, residente a Udine, agente commerciale.

  • 856 *RIVA Luigi (2°) Isidoro fu Osvaldo, nato ad Agordo l'11 ottobre 1842, residente a Belluno, fattorino della Banca Nazionale.

  • 857 *RIVALTA Francesco fu Antonio, nato a Palmario Prà il 3 novembre 1833, residente a Genova, (già) scrivano di prima classe d'intendenza militare.

  • 858 RIVOSECCHI, detto ARIGOSETTI, Raffaele fu Nicola, nato a Cupra Marittima il 7 maggio 1829, (già) marinaio, morto a Cupra Marittima il 16 luglio 1861

  • 859 *RIZZARDI Luigi di Vincenzo, nato a Brescia il 16 aprile 1835, ivi residente, possidente.

  • 860 RIZZOTTI Tommaso Attilio fu Giacomo, nato a Roncoferraro l'8 aprile 1837, ivi residente, possidente; dimissionario nel 1867 dal grado di uffiziale nei cavalleggieri di Lodi, ai quali apparteneva fino dal 1861

  • 861 *RIZZI Caterino Felice di Giovanni, nato ad Isola Porcari il 28 agosto 1842, residente a Montagnana.

  • 862 *RIZZI Marco Pompeo fu Antonio, nato a Milano il 29 settembre 1833, residente a Reggio di Calabria, direttore di quella sede della Banca Nazionale.

  • 863 RIZZO Antonino di Leopoldo, nato a Trapani il 20 febbraio 1824, morto combattendo al Pioppo, vicino a Palermo, il 21 maggio 1860.

  • 864 ROCCATAGLIATA Gaetano di Ampeglio, nato a Genova, morto a Palermo.

  • 865 RODI Carlo fu Vincenzo, nato a Bosco Marengo nel 1801, morto a Fresonara il 22 febbraio 1861

  • 866 ROGGIERONE Giovanni Battista di Lorenzo, nato a Genova, morto combattendo a Villa Gualtieri in Maddaloni il 1° ottobre 1860.

  • 867. ROMANELLO Giuseppe di Giovanni Battista, nato ad Arquata Scrivia il 18 marzo 1839, morto a Calatafimi nello spedale il 24 maggio 1860.

  • 868 *ROMANI Tommaso fu Romano, nato a Pisa il 13 marzo 1828, ivi residente, sarto.

  • 869 *RONCALLO Tommaso di Domenico, nato a Genova l'11 novembre 1838, ivi residente, commerciante.

  • 870 *RONDINA Vincenzo di Pietro, nato a Livorno il 28 marzo 1837, residente a Barga, messo esattoriale.

  • 871 RONZONI Filippo di Giovanni, nato a Brescia il 13 novembre 1837, morto il 24 dicembre 1861

  • 872 ROSANI Pietro Giuseppe di Vincenzo, nato a Napoli il 16 maggio 1838, ivi residente, scrivano privato. Già soldato nel 19° reggimento nel 1859, prese parte alla spedizione di Sicilia col pseudonimo di Rossi Giulio; escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e da diritto a pensione.

  • 873 *ROSSETTI Giovanni fu Giuseppe, nato a Trebaseleghe il 14 aprile 1836, residente a Cittadella, avvocato.

  • 874 ROSSI Andrea fu Gio.Battista, nato a Diano Marina il 14 agosto 1814, ivi residente, pensionato civile.

  • 875 ROSSI Antonio fu Anselmo, nato a Governolo il 30 settembre 1835, (già) commesso di prima classe alle sussistenze militari in Casale, morto a Siracusa l'11 giugno 1871

  • 876 *ROSSI Luigi di Giovanni, nato a Pavia l'8 febbraio 1839, ivi residente, cappellaio.

  • 877 ROSSI Pietro fu Giovanni, nato a Viterbo, morto a Castelgiorgio il 24 giugno 1871

  • 878 *ROSSIGNOLI Francesco di Antonio, nato a Bergamo l'1 aprile 1840, residente a Firenze, impiegato privato.

  • 879 *ROSSOTTI Carlo fu Giuseppe, nato a Chieri il 25 marzo 1834, residente a Torino.

  • 880 ROTA Carlo fu Francesco, nato ad Alzani Maggiore il 9 ottobre 1842, (già) residente a Bergamo, (già) scrivano, morto a Bergamo il 14 novembre 1871

  • 881 *ROTA Luigi di Giuseppe, nato a Bosisio il 29 aprile 1838, residente a Cassano d'Adda.

  • 882 ROTTA (e non ROTA) Giuseppe di Giovanni, nato a Caprino Veronese il 6 maggio 1833, (già) capitano nel 35° fanteria, morto nel Napoletano nel 1863, combattendo contro il brigantaggio.

  • 883 ROTTA-ROSSI Carlo fu Girolamo, nato ad Alzano Maggiore il 12 luglio 1841, (già) luogotenente nel 18° fanteria, morto a Salerno il 20 settembre 1861

  • 884 *ROVATI Carlo di Felice, nato a Pavia il 17 settembre 1836, residente, sellaio.

  • 885 ROVATI Giuseppe fu Romualdo, nato a Mirandola il 15 gennaio 1826, (già) calzolaio, (già) escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione in seguito a condanna per furto; morto il 5 febbraio 1871

  • 886 *ROVEDA Giuseppe fu Ambrogio Giovanni, nato a Milano il 2 dicembre 1839, ivi residente, commesso di studio.

  • 887 ROVIGHI Giulio fu Abramo, nato a Carpi nel gennaio 1830, residente a Sesto Fiorentino, commesso escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 888 *RUGGERI Francesco Sperandio fu Lorenzo, nato a Bergamo il 23 luglio 1833, ivi residente, fruttivendolo.

  • 889 *RUSPINI Egidio di Carlo Antonio, nato a Milano il 12 giugno 1839, residente a Roma.

  • 890 *RUTTA Camillo di Carlo, nato a Broni il 9 febbraio 1834, residente a Stradella.

  • 891 *SACCHI Achille di Antonio, nato a Gravedona il 15 agosto 1835, ricoverato alm manicomio di Aversa, (già) farmacista, fratello dell'altro al n.893

  • 892 SACCHI Achille Leopoldo di Giuseppe, nato a Pavia nel 1840, morto combattendo a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 893 SACCHI Eugenio Ajace di Antonio, nato ad Appiano il 14 novembre 1839, (già) ivi residente, escluso nel 1866 dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione: poi riammesso morto il 9 novembre 1869 a Ligametto (Canton Ticino).

  • 894 SACCHY Lodovico di Ferdinando, nato ad Edimburgo (Ungheria) il 13 settembre 1826, di attuale sconosciuta residenza; era a Lodi nel 1861 Già emigrato, nell'aprile 1860 disertò dal 5° reggimento ussari austriaci; escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 895 *SALA Antonio fu Lodovico, nato a Milano il 18 agosto 1822, residente a Bergamo, fabbroferraio.

  • 896 SALTERIO Lazzaro fu Francesco, nato ad Annone di Brianza l'8 luglio 1824, tenente colonnello nell'esercito.

  • 897 SALTERIO Lodovico di Stefano, nato a Milano il 22 agosto 1840, morto in crema il 23 marzo 1861

  • 898 *SALVADORI Giuseppe di Gaetano, nato a Venezia il 27 marzo 1833, ivi residente, regio pensionato.

  • 899 SAMPIERI Domenico di Carlo, nato ad Adria il 28 aprile 1828, residente a Nocera, colonnello nel 20° fanteria.

  • 900 SANDA Giovanni Battista fu Andrea, nato a Bergamo il 6 settembre 1828, ivi residente, calzolaio, morto in Bergamo il 5 settembre 1877.

  • 901 *SANNAZZARO Ambrogio di Giulio, nato a Milano il 27 gennaio 1842, ivi residente, pulitore di mobili.

  • 902 *SANT'ELMO Antonio fu Michele, nato a Padula il 25 dicembre 1815, ivi residente, proprietario.

  • 903 SARTINI Giovanni fu Giuseppe, nato a Siena l'11 luglio 1837, residente a Grosseto, calzolaio.

  • 904 SARTORI Eugenio fu Antonio, nato a Sacile il 15 giugno 1830, (già) possidente, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860 colpito nel petto.

  • 905 *SARTORI Giovanni di Bartolomeo, nato a Costena (Genova) il 27 febbraio 1836, residente a Genova, falegname.

  • 906 SARTORI Pietro Giovanni Battista di Giovanni Battista, nato a Levico (Tirolo) il 28 dicembre 1831, morto in Como il 7 agosto 1870.

  • 907 SARTORIO Giuseppe Luigi di Agostino, nato a Genova, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860, colpito nel petto.

  • 908 SAVI Francesco Bartolomeo di Francesco, nato a Genova, morto nel 1861

  • 909 SAVI Stefano Giovanni di Francesco, nato a Livorno nel 1840, (già) navicellaio, morto il 3 luglio 1861

  • 910 *SCACAGLIA Ferdinando fu Antonio, nato a Beneceto il 5 dicembre 1823, residente a Bologna, muratore.

  • 911 SCAGLIONI Angelo fu Luigi, nato a Corpi Santi di Pavia nel 1842, già escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione per condanna subita nel febbraio 1864 in seguito all'attentato contro la vita di Napoleone III, imperatore dei francesi; morto a Chambéry nel 1870.

  • 912 SCALUGGIA Cesare di Lodovico, nato a Villa Gardona il 6 dicembre 1837, morto il 6 gennaio 1861

  • 913 *SCARATTI Pietro fu Giovanni, nato a Medole il 24 dicembre 1840, ivi residente, ex-tenente pensionato.

  • 914 *SCARPA Paolo di Agostino, nato a Latisana il 9 luglio 1839, ivi residente, ingegnere.

  • 915 SCARPARI Gaetano Vincenzo fu Giovanni; nato a Brescia il 7 settembre 1817, morto il 3 settembre 1867.

  • 916 SCARPARI Michelangelo fu Santo, nato a Botticino Sera il 13 aprile 1818, (già) sottotenente nel 7° fanteria, morto il 4 dicembre 1875 in Mompiano.

  • 917 *SCARPIS Pietro fu Carlo, nato a Conegliano il 15 novembre 1832, ivi residente; notaio.

  • 918 SCHEGGI Cesare fu Gaetano, nato a Firenze il 20 settembre 1833, (già) barbiere, morto il 2 maggio 1876 in Lucca.

  • 919 SCHIAFFINO Simone di Deodato, nato a Camogli, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 920 SCHIAVONI Sante fu Giuseppe, nato a S.Maria di Sala nel 1827, (già) residente a Cagliari (nel 1864), morto allo Spedale Maggiore di Milano.

  • 921 SCHIRA Gio.Raffaele di Giuseppe, nato a Pieve Porto Morone il 1° settembre 1838, capitano nell'esercito.

  • 922 *SCIPIOTTI Ildebrando di Celso, nato a Mantova il 16 novembre 1832, già uffiziale nel regio esercito, residente a Sora.

  • 923 SCOGNAMILLO Andrea di Anello, nato a Palermo, morto a Genova nel 1861

  • 924 *SCOLARI Luigi fu Giacomo, nato ad Este nel giugno 1837, residente a Caltanissetta, impiegato straordinario all'Intendenza di Finanza.

  • 925 SCOPINI Ambrogio fu Pietro, nato a Milano nel 1824, già residente a Pusiano, morto a Pavia il 26 giugno 1870.

  • 926 SCORDILLI Antonio di Francesco, nato a Venezia il 28 luglio 1820, di attuale sconosciuta residenza. Fino dai primi di giugno 1865 abbandonò, con la moglie, Ancona, dove aveva risieduto come emigrato né da allora fu più possibile rintracciarlo; vaghe voci lo farebbero trasferito in America. Prima del volontario esiglio, non era stato ancora autorizzato legalmente a fregiarsi della medaglia, e conseguentemente a riscuotere la pensione.

  • 927 *SCOTTI Carlo fu Alessandro, nato a Verdello il 30 giugno 1837, ivi residente, notaio.

  • 928 *SCOTTI Cesare di Pietro, nato a Medolago il 3 giugno 1834, residente a Bottanuco.

  • 929 *SCOTTO Lorenzo Gio.Battista Achille di Giuseppe nato a Roma il 12 luglio 1836, ivi residente, pittore.

  • 930 *SCOTTO Pietro di Domenico, nato a Genova il 26 aprile 1841, ivi residente, fonditore di caratteri.

  • 931 SCURI Enrico di Angelo, nato a Bergamo il 4 giugno 1839, morto a Bergamo il 7 aprile 1861

  • 932 *SECONDI Ferdinando di Carlo, nato a Dresano il 29 agosto 1836, residente a Turano, possidente.

  • 933 SEMENZA Gio.Antonio di Francesco, nato a Monza il 5 febbraio 1836, già residente a S; Angelo Milanese, ed avvocato, morto in Milano in novembre 1877.

  • 934 SERINO Ovidio di Francesco, nato a Corifi Mercato (Salerno) il 5 aprile 1813, ivi residente, sacerdote; ha chiesto la pensione, ma non ha potuto conseguirla perché non curossi di ottenere dal Ministero della guerra l'autorizzazione di fregiarsi della medaglia, come è prescritto.

  • 935 *SGARALLINO Giovanni Jacopo di Demetrio, nato a Livorno il 9 marzo 1826, ivi residente, commerciante.

  • 936 *SILIOTTO Antonio di Gervasio, nato a Porto Legnago il 6 agosto 1838, residente a Legnago, avvocato.

  • 937 *SILVA Carlo Guido fu Luigi, nato a Bergamo il 17 settembre 1844, residente a Milano, commissionario e già uffiziale nel regio esercito.

  • 938 SIMONETTA Antonio di Cesare, nato a Milano, morto a Palermo il 28 maggio 1860, al convento dei Benedettini.

  • 939 SIMONI Ignazio fu Tommaso, nato a Medicina il 15 agosto 1826, (già) maggiore nell'esercito, morto a Novara il 7 aprile 1862, per caduta da cavallo.

  • 940 SIRTOLI Carlo di Pietro, nato a Bergamo il 24 dicembre 1838, (già) luogotenente nel 62° fanteria, morto il 15 aprile 1876 a Nola.

  • 941 *SIRTOLI Melchiorre di Antonio, nato a Bergamo il 10 febbraio 1819, ivi residente, pittore, e già uffiziale nel regio esercito.

  • 942 SIRTORI Giuseppe di Giuseppe, nato a Casate Vecchio il 17 aprile 1813, già tenente generale, morto a Roma il 18 settembre 1871

  • 943 SISTI Carlo Giuseppe di Giuseppe, nato a Pasturago il 16 giugno 1841, morto a Pasturago il 6 dicembre 1870.

  • 944 *SIVELLI Gio. Battista Egisto di Antonio, nato a Genova il 22 novembre 1843, ivi residente, negoziante.

  • 945 SOCAL Domenico fu Gerardo, nato a Venezia il 24 marzo 1838, ivi residente, filarmonico, escluso dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 946 *SOLARI Camillo Vincenzo fu Giovanni Battista, nato a Genova il 3 giugno 1835, ivi residente.

  • 947 SOLARI Francesco di Lorenzo, di incerto luogo d'origine, e di ignorata esistenza. Fu creduto di Genova, ma è affatto sconosciuto a quelle autorità. Secondo private informazioni, avrebbe appartenuto come sottotenente al 42° reggimento fanteria, e avrebbe lasciato il servizio per emigrare in America, come fecero molti.

  • 948 *SOLARI Luigi di Gio. Battista, nato a Genova il 26 gennaio 1840, Ìvi residente, commerciante.

  • 949 SOLIGO Giuseppe di Giuseppe, nato a Treviso il 12 luglio 1826, residente a Radicofani, già sottotenente nel 53° fanteria, morto in Radicofani il 14 settembre 1861

  • 950 *SORA Ignazio fu Santo, nato a Bergamo il 25 febbraio 1840, ivi residente, negoziante.

  • 951 *SORANGA Giovanni fu Antonio, nato a Calcio il 17 agosto 1837, residente ad Antegnate, fittabile.

  • 952 SORBELLI Giuseppe di Salvatore, nato a Castel del Piano il 15 luglio 1815, morto il 4 luglio 1871

  • 953 SPANGARO Pietro fu Gio. Battista, nato a Venezia nel 1813, residente a. Milano, colonnello di fanteria in ritiro.

  • 954 *SPERANZINI Francesco, di genitori ignoti, nato a Mantova il 5 aprile 1840, residente a Piubega, agricoltore.

  • 955 *SPERTI Pietro Sante di Andrea, nato a Livorno il 6 luglio 1837, residente a Fauglia, bracciante.

  • 956 SPROVIERI Francesco fu Michele, nato ad Acri il 2 maggio 1826, residente a Roma, colonnello nell'esercito, e deputato al Parlamento.

  • 957 *SPROVIERI Vincenzo fu Michele, nato ad Acri il 20 febbraio 1823, ivi residente, possidente, avvocato, e senatore del Regno.

  • 958 *STAGNETTI Pietro di Luigi, nato ad Orvieto il 30 aprile 1827, residente a Roma.

  • 959 *STEFANINI Giuseppe di Francesco, nato ad Arcola 11 gennaio 1846, residente in Asti.

  • 960 STELLA Innocente fu Gio. Battista, nato ad Arsiero il 14 luglio 1837, (già) benestante, morto combattendo a Villa Gualtieri, in Maddaloni, il 1° ottobre 1860.

  • 961 *STERCHELE Antonio di Pietro, nato a Trento il 29 settembre 1883, residente a Torino.

  • 962 *STRAZZA Achille di, Giacomo, nato a Milano nel 1842, residente alla Porretta; capostazione ferroviario.

  • 963 STRILLO Giuseppe: nessuna notizia ufficiale sul conto di lui. Secondo private informazioni sarebbe nato a Venezia nel 1832, fu marinajo, sergente a Talamone, nella 4^ compagnia, 15^ divisione, 2° battaglione, e congedato da Napoli il 5 dicembre 1860; ma lasciasi in dubbio che possa essere SFRISO o STRISO, non Strillo. Alle autorità di Venezia è affatto sconosciuto.

  • 964 STOCCO Francesco di Antonio, nato a Decollatura nel 1806, residente a Nicastro, possidente e generale a riposo.

  • 965 *TABACCHI Giovanni fu Enrico, nato alla Mirandola il 26 settembre 1828, ivi residente, possidente, ingegnere.

  • 966 TADDEI Rainero fu Giacomo, nato a. Reggio Emilia il 4 aprile 1823, (già) tenente colonnello nel 23° fanteria, morto nella battaglia di Custoza il 24 giugno 1861

  • 967 *TAGLIABUE Baldassarre fu Battista, nato a Como il 22 marzo 1822, residente a Milano, sarto.

  • 968 TAGLIAPIETRA Pilade di Giuseppe, nato a Motta di Livenza l'11 novembre 1836, morto combattendo Reggio di Calabria il 21 agosto 1860.

  • 969 *TAGLIAVINI Pietro di Giacomo, nato a Parma il 13 maggio 1833, ivi residente, bracciante.

  • 970 *TAMAGNI Giuseppe fu Giuseppe, nato a Bergamo il 20 luglio 1840, residente a Milano, impiegato ferroviario.

  • 971 *TAMBELLI Natale Giulio di Lazzaro, nato a Revere il 10 ottobre 1841, ìvi residente, possidente.

  • 972 *TAMBURRINI Antonio fu Biagio, nato a Belgiojoso il 29 marzo 1842, residente a Milano, droghiere.

  • 973 *TAMISARI Gio. Battista di Antonio, nato a Lonigo il 24 gennaio 1831, residente a Napoli.

  • 974 TANARA Faustino di Giacomo, nato a Langhirano il 16 febbraio 1833, (già) affittuario, morto il 5 ottobre 1871

  • 975 *TARANTINI Angelo fu Giuseppe, nato alla Maddalena il 13 dicembre 1836, residente a Tiesi (Alghero), negoziante.

  • 976 *TASCA Vittore fu Faustino, nato a Bergamo il 7 settembre 1821, ivi residente, possidente.

  • 977 TASCHINI Giuseppe di Pietro, nato, a Brescia il 12 maggio 1829, già, ivi residente, morto il 17 maggio 1861

  • 978 TASSANI Giacomo di Agostino, nato ad Ostiano l'8 marzo 1819, già residente a Brescia, morto il 4 giugno 1878.

  • 979 *TASSARA Gio. Battista di Paolo, nato a Genova il 24 giugno 1827, residente a Firenze, professore di scultura.

  • 980 *TATTI Edoardo di Francesco, nato a Milano il 13 luglio 1838, residente a Comacchio.

  • 981 *TAVELLA Luigi di Pietro, nato a Brescia il 27 novembre 1843, ivi residente, possidente.

  • 982 *TARONI Felice di Giacomo, nato a Urio l'11 aprile 1840, residente a Milano, appaltatore.

  • 983 TERMANINI Arturo di Feliciano, nato a Casorate Primo il 24 ottobre 1839, capitano nell'esercito.

  • 984 *TERUGGIA Giovanni Lorenzo di Giovanni, nato a Laveno il 16 maggio 1837, residente a Napoli, commerciante.

  • 985 TERZI Giacomo di Gherardo, nato a Capriolo il 7 luglio 1847, morto il 14 maggio 1864 in Brescia.

  • 986 TERZI Luigi di Francesco, nato a Bergamo il 2 febbraio 1829, morto a Palermo nel giugno 1860, amputato di una gamba.

  • 987 *TERZI Oreste di Biagio, nato a Parma il 20 maggio 1843, residente a Sarzana, libraio.

  • 988 *TESSERA Federico fu Girolamo, nato a Meltone il 24 agosto 1840, residente ad Albairate, medico.

  • 989 *TESTA Giovanni Battista fu Luigi, nato a Genova il 1° luglio 1840, Ìvi residente, scrittore.

  • 990 TESTA Gian Pietro di Giacomo, nato a Bergamo il 12 novembre 1841, (già) possidente, morto a Stazzano il 29 gennaio 1867.

  • 991 TESTA Luigi fu Angelo, nato a Seriate 2 aprile 1814, residente a Bergamo.

  • 992 *TESTA Paolo Luigi di Pietro, nato a Bergamo il settembre 1842, ivi residente, fabbricante di bilancio.

  • 993 TIBALDI Rodobaldo di Napoleone, nato a Belgiojoso nel 1839, morto in Milano 1l 17 luglio 1871

  • 994 TIBELLI Gaspare di Gaspare, nato a Bergamo il 15 maggio 1842, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 995 *TIGRE Giovanni. di Antonio, nato a Venezia il 9 maggio 1825, residente a Salerno.

  • 996 TIRELLI Gio. Battista fu Francesco, nato a Maleo il 28 aprile 1820, già cap. delle Guide pensionato, e cavallerizzo residente a Milano, ivi morto il 10 gennaio 1878.

  • 997 *TIRONI Gio. Battista di Gio. Battista, nato a Bergamo il 19 luglio 1834, residente a Gerosa, sarto.

  • 998 *TIRONI Giuseppe di Gio. Battista, nato a Chiuduno il 12 dicembre 1831, residente a Napoli, tenente nella milizia mobile.

  • 999 *TOFANI Oreste di Gaetano (Adamo), nato a Livorno il 26 agosto 1844, ivi residente, facchino.

  • 1000 TOJA Alessandro di Raffaele, nato a Gizzeria il 23 settembre 1822, morto a Gizzeria il 20 settembre 1861

  • 1001 TOLOMEI (recte LATTANZI) Domenico (e non Antonio) del fu Felice, nato a Collepardo l'11 luglio 1833, residente, a Roma, possidente. escluso nel febbraio 1874 dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 1002 *TOMMASI Angelo di Gio. Battista, nato a Siviano il 29 settembre 1839, residente a Bergamo, sarto.

  • 1003 *TOMMASI Bortolo fu Gio. Battista, nato a Siviano il 3 maggio 1830, residente a Bergamo, fabbricante di reti.

  • 1004 *TOMMASINI Gaetano di Ferdinando, nato a Vigatto il 15 aprile 1842, residente a Parma, bracciante.

  • 1005 TONATTO Gio. Battista fu Lorenzo, nato a Montagnana il 4 ottobre 1828, girovago, escluso nel febbrajo 1870 dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 1006 TONI-BAZZA Achille di Antonio, nato a Volciano il 17 luglio 1837, morto l'8 agosto 1863 a Presceglie.

  • 1007 *T0NISSI Raniero Egidio di Alessandro, nato a Grosseto il 30 giugno 1842, ivi residente, garzone di caffè.

  • 1008 *TOPI Giovanni, di genitori ignoti, nato a Firenze nel 1831, residente a Fitto di Cecina, facchino.

  • 1009 TORCHIANA Pompeo di Massimiliano, nato a Cremona il 17 ottobre 1822, ivi residente, ingegnere; luogotenente del Genio fino all'agosto 1870 e poi dimissionario.

  • 1010 *TORRESINI Rainerio fu Giuseppe, nato a Padova il 12 agosto 1838, ivi residente,. diurnista all'Intendenza di Finanza.

  • 1011 TORRI Giacomo Giovanni Francesco, di Basilio, nato a Brembate di sotto l'11 aprile 1844, morto a Napoli il 9 dicembre 1860.

  • 1012 *TORRI-TARELLI Carlo fu Carlo, nato ad Onno il 26 giugno 1832, residente a Buenos-Ayres, scrivano.

  • 1013 TORRI-TARELLI Giuseppe fu Carlo, nato ad Onno il 16 giugno 1839, morto per ferite riportate a Catanzaro il 27 settembre 1860.

  • 1014 TOZZI Giuseppe di Domenico, nato a Pavia nel 1842, (già) sottotenente nel 70° fanteria, morto a Bologna il 25 luglio 1861

  • 1015 *TRANQUILLINI Filippo fu Carlo, nato a Morì (Roveredo) il 1837, residente a Milano, avvocato.

  • 1016 TRAVERSO ANDREA fu Angelo, nato a Genova, già residente all'isola della Maddalena, morto 1° novembre 1871

  • 1017 *TRAVERSO Francesco di Francesco, nato a Genova il 19 aprile 1841, ivi residente, commerciante.

  • 1018 TRAVERSO Pietro di Carlo, nato a Prà il 6 maggio 1833, già avvocato, morto a Villa Gualtieri, in Maddaloni, il 1° ottobre 1860.

  • 1019 TRAVERSO Quirico di Tommaso, nato a S. Quirico Polcevera l'11 marzo 1831, morto a Villa Gualtieri, a Maddaloni, il 1° ottobre 1860.

  • 1020 *TRAVI Salvatore di Domenico, nato a Genova il 3 luglio 1842, ivi residente, falegname.

  • 1021 TREZZINI Carlo di Pietro, nato a Bergamo il 15 novembre 1844; ferito a Palermo nel 1860, amputato della gamba sinistra, e morto a Bergamo il 10 giugno 1863 in seguito alla ferita.

  • 1022 *TRISOLINI Tito fu Giosuè, nato a Napoli il, 20 dicembre 1824, ivi residente, medico.

  • 1023 *TRONCONI Pietro di Giovanni, nato a Genzone il 26 aprile 1841, residente a Pavia, scrivano.

  • 1024 TÜCKÖRY Luigi, nato a Koros-Hadany, morto a Palermo in seguito a ferita riportata il 27 maggio 1860 sul ponte dell'Ammiraglio.

  • 1025 *TURATTI Giulio Emilio fu Francesco, nato a Pavia il 19 aprile 1843, ivi residente, scrivano.

  • 1026 TUROLA Romeo di Felice, nato a Badia Polesine il 27 novembre 1832, morto il 25 ottobre 1871

  • 1027 TUROLLA (recte TUROLA) Pasquale fu Pietro, nato a Badia Polesine il 3 aprile 1825, morto in Acqui nel novembre 1871

  • 1028 TÐRR Stefano di Giacomo, nato a BaÎs (Ungheria) il 10 agosto 1825, residente a Wedempst; nel 1864 dimissionario dal grado di tenente generale nel regio esercito.

  • 1029 *UNGAR-CURTI Luigi di Giuseppe, nato a Lonigo nel 1837, residente a Castellammare di Stabia, macchinista.

  • 1030 *UZIEL Davide Cesare di Angelo, nato a Venezia il 25 gennaio 1835, residente a Genova, già capitano nel 17° fanteria, ora commerciante.

  • 1031 UZIEL Enrico di Aronne, nato a Venezia il 13 ottobre 1842, già sensale, morto a Palermo nel 28 maggio 1860, accanto al commilitone Richiedei, per ferita pure alla testa da palla di cannone.

  • 1032 *VACCARO Giuseppe di Francesco, nato a S. Maria Boretta il 30 marzo 1832, residente a Genova, cavista.

  • 1033 *VAGO Carlo Giuseppe Pietro di Antonio, nato a Milano il 14 febbraio 1840, residente a Stresa.

  • 1034 VAGNER Carlo di Filippo, nato a Meilen (Zurigo) il 15 agosto 1837, riportò varie ferite nella campagna dei Mille; ora residente a Pittsburg (Pensilvania), contadino non domandò la pensione.

  • 1035 VAJ Angelo Romeo di Giuseppe, nato a Casorate Primo il 15 giugno 1844, già residente a Milano, già fornaio, morto a Calatafimi il 15 maggio 1860.

  • 1036 *VAJANI Giovanni fu Ermenegildo, nato a Soresina il 22 novembre 1843, residente a S. Bassano, commerciante.

  • 1037 VALCARENGHI Carlo di Tullo, nato a Bozzolo, (o Piadena?), ferito a Palermo, amputato, e morto il 7 giugno 1860.

  • 1038 VALDER Giuseppe Vincenzo fu Antonio, nato a Varese il 13 dicembre 1840, morto combattendo a Custoza nel 1861

  • 1039 *VALENTI Carlo Angelo di Luigi, nato a Casalmaggiore il 18 febbraio 1839, residente a Milano, viaggiatore di commercio.

  • 1040 VALENTI Carlo Giuseppe di Antonio, nato a Bergamo il 15 settembre 1840, morto a Palermo il 28 maggio 1860.

  • 1041 VALENTI Lorenzo di Luigi, nato a Livorno nel 1831, morto il 2 luglio 1872 nel manicomio di Siena.

  • 1042 VALENTINI Pietro di Giovanni, nato a Brescia il 14 luglio 1830, ivi residente, fotografo, morto il 16 gennaio 1871

  • 1043 *VALONCINI Alessandro di Angelo, nato a Bergamo il 19 dicembre 1836, ivi residente, falegname.

  • 1044 VALTOLINA Ferdinando fu Lodovico, nato a Caponago nel 1819, morto a Milano il 4 agosto 1871

  • 1045 VALUGANI Giuseppe di Giuseppe, nato a Tirano il 6 giugno 1825, morto il 5 giugno 1866 a Milano.

  • 1046 *VANNUCCI Angelo di Giovanni, nato a Livorno il 24 agosto 1839, residente a Marsiglia, bracciante.

  • 1047 *VECCHIO Giuseppe Secondo di Carlo, nato a Trebecco il 1° settembre 1835, residente a Torino, bracciante.

  • 1048 VECCHIO Pietro Achille di Luigi, nato a Pavia il 29 novembre 1842, (già) residente a Pavia, (già) calzolaio, morto in carcere il 21 settembre 1877.

  • 1049 VELASCO Nicolò Maria di Emanuele, nato a Trapani il 2 novembre 1810, residente a Firenze, escluso nel 1863 dall'onore di fregiarsi della medaglia e dal diritto a pensione.

  • 1050 VENTURA Eugenio Giovanni Battista di Angelo, nato a Rovigo il 16 gennaio 1835, residente a Treviso, (già) sensale, dal'1 maggio 1873 impiegato postale governativo.

  • 1051 *VENTURA Pietro di Ambrogio, nato a Genova l'11 settembre 1837, residente a Viareggio, ebanista.

  • 1052 *VENTURINI Ernesto di Tommaso, nato a Chioggia il 23 aprile 1839, residente a Firenze, impiegato ferroviario.

  • 1053 *VENZO Venanzio di Domenico, nato a Lugo Vicentino il 20 ottobre 1839, già uffiziale di fanteria, residente a Milano.

  • 1054 *VIAN Antonio di Cristoforo, nato a Palermo il 5 marzo 1836, già luogotenente di piazza in aspettativa, ivi residente.

  • 1055 VICINI Francesco Luigi Domenico fu Antonio, nato a Livorno. Interpellato, dichiarò che egli non fece la campagna dei Mille, e che il suo nome è compreso nello Elenco per ciò solo che un marinajo maremmano, da lui sconosciuto, si valse delle sue proprie fedi di nascita all'oggetto di fare la campagna sotto il suo nome ed occultarsi così alle ricerche temute, per aver mancato agli impegni prima contratti con una barca corallina.

  • 1056 VIGANONI Giuseppe di Giovanni, nato a Bergamo il 28 settembre 1828, morto a Bergamo il 7 marzo 1861

  • 1057 VIGO-PELIZZARI Francesco di Antonio, nato a Vimercate nel 1836, morto nel fatto d'arme di Mentana nel 1867.

  • 1058 VINCIPROVA Leonino di Pietro, nato a Salerno, già maggiore di fanteria in aspettativa, morto nel 1874, dicesi, in Torre Annunziata.

  • 1059 VIOLA Lorenzo di Giovanni, nato a Brescia il 4 febbraio 1836, morto il 9 settembre 1871

  • 1060 *VITALE Bartolomeo di Giuseppe, nato a Palermo il 7 luglio 1840, ivi residente, capitano marittimo.

  • 1061 VITTORI Giacomo fu Andrea, nato a Montefiore dell'Aso nel 1808, morto il 2 dicembre 1871

  • 1062 VOLPI Giuseppe di Eugenio, nato a Lovere il 4 ottobre 1843, morto a Monte Suello nel 1861.

  • 1063 *VOLPI Pietro di Giovanni, nato a Zogno il 18 marzo 1843, ivi residente, possidente.

  • 1064 ZAGO-CROVATO Ferdinando di Luigi, nato a Rovigo il 10 gennaio 1825, morto a Cagliari il 1° febbraio 1861

  • 1065 *ZAMARIOLI Antonio di Gio. Battista, nato a Lendinara il 6 dicembre 1820, residente in Asti, contadino.

  • 1066 *ZAMBECCARI Angelo di Antonio, nato a Padova nel 1834, residente in Roma.

  • 1067 ZAMBELLI Cesare Annibale di Luigi, nato a Bergamo li 6 febbraio 1828, morto nello spedale di Palermo nel 1860.

  • 1068 *ZAMPARO Francesco fu Francesco, nato a Tolmezzo li 17 settembre 1844, residente a Chiari, impiegato al Dazio Consumo.

  • 1069 ZANARDI Giacinto di Giuseppe, nato a Pavia nel 1833, già regio impiegato (commissario di leva), morto a Foligno il 28 aprile 1871

  • 1070 *ZANCANI Camillo fu Giuseppe, nato ad Egna (Bolzano) il 23 agosto 1820, residente in Milano, commesso di studio.

  • 1071 ZANCHI Carlo di Giuseppe, nato ad Alzano Maggiore il 10 maggio 1839, morto ad Alzano Maggiore li 13 novembre 1861

  • 1072 *ZANETTI Luigi Pietro fu Luigi, nato a Venezia nel 1843, residente ad Itala, sorvegliante ai lavori stradali.

  • 1073 *ZANETTI Napoleone fu Napoleone, nato a Padova li 14 febbraio 1837, ivi residente, industriante.

  • 1074 *ZANINI Luigi fu Giovanni, nato a Villafranca il 28 settembre 1823, residente a Milano

  • 1075 *ZANNI Riccardo fu Antonio, nato ad Ancona li 6 dicembre 1835, ivi residente, fornaciaio.

  • 1076 *ZANOLLI Attilio di Giovanni, nato a Verzano (Tirolo) li 22 agosto 1827, residente a Prepotto, possidente.

  • 1077 ZASIO Emilio di Gio. Battista, nato a Pralboino il 27 marzo 1831, (già) capitano nel 6° granatieri, morto il 23 dicembre 1869.

  • 1078 ZEN Gaetano di Antonio, nato ad Adria li 23 febbraio 1822, (già) dottore in medicina, morto il 28 maggio 1867.

  • 1079 ZENNARO Vincenzo fu Giuseppe, nato a Chioggia li 7 giugno 1837, (già) calafato, morto per ferite a Palermo nel 1860.

  • 1080 ZENNER Pietro fu Gerolamo, nato a Vittorio l'8 marzo 1838, morto combattendo a Reggio Calabria nel 1860.

  • 1080 *ZIGIOTTO Giuseppe Giovanni fu Decio, nato a Sossano il 17 ottobre 1841, residente in Roma, macchinista nella ferrovie.

  • 1082 *ZIGNEGO Gio. Battista di Antonio, nato a Porto Venere li 5 aprile 1824, residente a Genova, marinaio.

  • 1083 *ZILIANI Francesco di Tommaso, nato a Travagliato l'11 febbraio 1832, ivi residente, medico-chirurgo.

  • 1084 *ZINETTI (recte ZANETTI) Carlo di Antonio, nato a Sedrina li 24 novembre 1840, residente a Zogno, possidente.

  • 1085 *ZOCCHI Achille di Angelo, nato a Pavia li 10 giugno 1840, residente a Milano.

  • 1086 ZOLLI Giuseppe di Giuseppe, nato a Venezia li 27 luglio 1838, residente a Macerata, regio professore.

  • 1087 *ZOPPI Cesare di Francesco Antonio, nato a Verona l'1 agosto 1844, ivi residente, diurnista all'ufficio comunale.

  • 1088 ZULIANI Gaetano fu Giacomo, nato a Venezia nel 1826, (già) barcaiolo, morto il 6 luglio 1868.

  • 1089 *ZUZZI Enrico Matteo di Enrico, nato a Codroipo il 19 febbraio 1838, ivi residente, medico.

 

 

I fatti di Bronte

Il Comune di Bronte ed i suoi abitanti, legati da sempre al lavoro della terra, hanno vissuto per secoli all'ombra di una strana, fraudolenta usurpazione del loro territorio: trasferito nel 1494, con bolla pontificia, a favore dell'Ospedale Maggior di Palermo e nel 1799, con spregiudicata donazione borbonica, a favore di Nelson.

Un’incredibile causa legale volta a riavere il territorio, durata senza interruzione di fronte ai tribunali per oltre quattro secoli, era stata vana ed inutile: i contendenti (l’Ospedale, i Nelson ed il comune) agivano su piani diversi di possibilità di manovra e la comunità di Bronte priva di sostegni e protezioni risultava sempre perdente.

In questo perenne stato di vassallaggio e di gravi crisi, era cresciuto nel corso degli anni, alimentato in tutti, di generazione in generazione un acuto desiderio di rivincita e di speranza di poter assistere tutti, prima o dopo, al rientro dei beni perduti.

Il malcontento popolare, per nulla latente, ebbe le prime manifestazioni con i moti rivoluzionari del 1820 e del 1848, ma raggiunse il culmine dell'esasperazione con la rivolta del 1860 (meglio nota come "i fatti di Bronte").

La rivolta faceva seguito ai decreti emanati da Garibaldi che prometteva lo smantellamento dei latifondi e la spartizione delle terre.

Anche perché qualche mese prima, subito dopo lo sbarco, lo stesso il Dittatore aveva annullato un'altra donazione borbonica restituendo agli antichi legittimi proprietari siciliani il feudo di "Bisaquino", sito nella zona di Palermo, anche questo regalato dal re di Napoli ad un suo favorito (il famigerato ministro di polizia Maniscalco).

 

Lamento di un popolano al Cristo crocifisso

di Lionardo Vigo

Un servu, tempu fa di chista chiazza,

ccussì priava a Cristu e cci dicia:

"Signuri! U me patruni mi strapazza!

Mi tratta commu ‘n cani ‘nta la via;

tuttu si pigghia ccu la so manazza

macari a vita e dici chi nun è a mia.

Si ppò mi lagnu cchiù peggiu mi minazza,

a bbastunati mi lliscia u pilu e m’impriggiunia.

Quindi, ti pregu, chista mala razza,

distruggila tu, Cristu, ppi mia!

(una tantum), Risposta del Cristo:

"E ttu, forsi, hai ciunchi li brazza?

Oppuri l’hai ‘nchiuvati commu a mia?

Cu voli a giustizzia si la fazza

Né speri c’autru la faria ppi tia.

Si ttu si omu e nun si na testa pazza,

metti a fruttu sta sintenza mia:

iu nun saria supra ‘sta cruciazza

S’avissi fattu quantu dissi a ttia".

 

La Grande lite

Nell’incredibile gigantesca causa legale volta a riavere il territorio - intrapresa dai brontesi contro l'Ospedale e i Nelson - e durata senza interruzione di fronte ai tribunali per oltre quattro secoli, sono stati molti i difensori che ha avuto Bronte. Fra questi un cenno particolare merita l’umile giureconsulto Antonino Cairone che, come ci ricorda lo storico brontese Benedetto Radice "patì carcere, esilio e povertà" per la difesa degli interessi del suo Comune.

Nell’illusione di un ritorno in mano loro oltre che dei demani anche delle terre due volte usurpate nel 1494 e nel 1799, le speranze dei contadini quasi tutti poveri e viventi di semplice ed aleatorio bracciantato si erano quindi improvvisamente riaccese.

Inutile dire che, assetati di giustizia dopo secoli di stato servile, presero troppo alla lettera le parole del neo dittatore dell'Isola e pensarono che fosse giunto il momento tanto atteso della divisione del feudo Nelson.

Tutto questo non avvenne, come tutti si aspettavano. La gente di Bronte, ancora una volta, non aveva fatto i conti con la storia, con gli intrighi internazionali, con gli interessi particolari e di classe. La loro aspirazione di giustizia sociale sfociò in un orrendo massacro cui seguì un altrettanto orrendo giudizio sommario, favorito dall'intollerante atteggiamento tenuto da Nino Bixio che, suo malgrado, era stato inviato da Garibaldi a sedare la rivolta onde evitare di compromettere i rapporti con il governo inglese in loco rappresentato dagli eredi di Nelson.

Gli antefatti

L’11 Maggio 1860, sbarco dei Mille, nello stesso storico porto chiamato dagli Arabi, 1033 anni prima, Marsa-Ali. Gli uomini (1089 o 1092) erano già sbarcati quando sopraggiunsero la pirocorvetta Stromboli e i due piroscafi Capri e Partenone comandati da Guglielmo Acton, inglese al servizio del Borbone.

Nella rada di Marsala c’erano anche le cannoniere inglesi Argus e Intrepid, inviate da Malta per coprire lo sbarco.

L’Acton, attraverso il binocolo, vedeva movimento di uomini in camicie rosse e avendoli scambiati per i Red Coast delle truppe inglesi, con i loro comandanti, si astenne dall’aprire il fuoco.

La Storia è anche fatta di piccole cose: se Acton avesse fatto in fondo il suo dovere di soldato i Mille avrebbero fatto la stessa fine della spedizione di Pisacane e la storia della Sicilia, forse, sarebbe stata da scrivere in tutt’altro modo.

Allo sbarco seguirono i vari proclami di Garibaldi, l’entrata a Palermo, la battaglia di Milazzo, la capitolazione di Messina.

Con la conquista di Palermo, secondo una prassi consolidata (diritto dei vincitori), gli atti compiuti dai vecchi dominatori venivano considerati nulli e i beni si riconsegnavano ai vecchi padroni.

Identica cosa sarebbe dovuta avvenire a Bronte con la Ducea Nelson.

Garibaldi, invece, di annullare "illic et immediate" la donazione fatta al Nelson ai danni dei brontesi, preferì adottare il metodo dei due pesi e due misure.

Almeno così credevano i brontesi che ignoravano i contenuti dei dispacci segreti inviati dall’Amministrazione della Ducea ai viceconsoli inglesi di Catania (Jeans) e di Messina (Richard) e che questi inoltravano al console Generale di Palermo Goodwin.

Quest’ultimo informava il Ministero degli Esteri Russel che di rimando sommergeva di dispacci sia il Dittatore Garibaldi che il governatore di Catania.

Da ricordare anche che, la notte del 5/6 Maggio, navi inglesi e sabaude avevano coperto la partenza di Garibaldi da Quarto e che ancora gli inglesi avevano finanziato l’impresa con pubblica sottoscrizione.

A Catania c’era stata un’agitazione il 15 Maggio; il Gen. Clari, in un suo rapporto del 25/5, segnalava l’appartenenza al comitato rivoluzionario del viceconsole Jeans, assieme al Poulet, al Casalotto, al Marletta ed altri.

Il 31 Maggio insorgeva Catania e le squadre al comando del Poulet, scendendo da Mascalucia, avevano la meglio sui regi di Clari ma l’improvviso arrivo delle truppe di Gaetano Afan de Rivera avevano ribaltato nuovamente la situazione.

Ciò malgrado il 3 Giugno arrivò alla guarnigione di Catania l’ordine di ripiegare su Messina.

I decreti di Garibaldi

Per inquadrare meglio i "fatti di Bronte" è necessario ricordare che il successo dei Mille dipese anche dal concorso dei contadini insorti che si univano a loro.

Perciò, al fine di soddisfare le masse rurali, Garibaldi prese rapidamente delle misure sociali importanti: abolì la tassa sulla molitura del grano, particolarmente odiata, ordinò la ripartizione, a favore dei contadini poveri e dei combattenti, delle terre del demanio comunale.

E' opportuno anche riportare i seguenti decreti dittatoriali:

19 Maggio 1860: da Passo di Renna Garibaldi sanciva che i reati avvenuti durante la guerra, di qualsiasi natura, commessi da soldati o civili, venivano giudicati da un Consiglio di Guerra(etc.).

28 Maggio 1860: da Palermo, Garibaldi emanava un decreto avente per oggetto: Sanzione di morte per i reati di furto, omicidio, saccheggio e devastazione.

Pertanto detti reati venivano puniti con la pena di morte mediante fucilazione alla schiena; pertanto nessuno era autorizzato a fare da sé vendetta ma reclamare giustizia dal Governo.

Si vietavano, così, nel modo più categorico, tutti quegli atti che potevano causare scene di furore popolare, linciaggio verso i fautori del passato regime borbonico.

Il decreto sanciva anche che chiunque con parole o scritti eccitava il popolo contro tali cittadini veniva arrestato come reo di "omicidio mancato".

Se il perseguitato veniva gravemente ferito, percorso o ucciso, il o i responsabili venivano condannati alla pena di morte.

28 Giugno 1860: Decreto avente titolo "Legge elettorale …" (etc.) che regolamentava per ogni Comune la composizione della Commissione elettorale, la scelta dei locali per le sedute, la compilazione degli avvisi da bandizzare o affiggere, la trascrizione nel registro su quanto deliberato.

Le liste dovevano contenere pure nome, cognome, paternità, età, professione e domicilio dell’elettore che riceveva un biglietto, firmato e numerato progressivamente, da presentare all’atto della votazione.

Era infine vietata l’iscrizione degli aventi diritto fuori parrocchia o in più quartieri.

 

La situazione locale

Bronte, in quell’anno aveva una popolazione di poco superiore ai 10.000 abitanti molti dei quali esercitanti attività agricolo-pastorale (i dati ci provengono dai "riveli", cioè autodichiarazioni fatte sotto giuramento).

Nel panorama siciliano, Bronte allora rappresentava un caso limite: la piccola proprietà terriera, che le diverse leggi emanate dopo l'abolizione della feudalità dovevano favorire, era rimasta un sogno: l'81% del territorio comunale (quello più fertile) era in mano a pochissimi: la Ducea Nelson, il Comune, 7 nobili e 11 benestanti.

Gli altri (tutta la popolazione brontese) vivevano e lavoravano nella speranza di possedere un pezzetto di terra.

I nuovi padroni inglesi, sul territorio già dal 1799, avevano peraltro stravolto anche i precedenti, precari, equilibri sociali acuitisi ulteriormente con l’abolizione degli "usi civici", quest’ultimi voluti dal Governo Borbone.

Gli amministratori ducali, da perfetti padroni, soggiogavano le masse dei lavoratori chiudendo le vecchie trazzere che facilitavano l’accesso ai campi e imponendo, con guardiani armati, i diritti di pedaggio.

Davano inizio al taglio dei boschi per farne carbone da vendere ai brontesi e nel contempo proibivano l’ingresso negli stessi boschi e negli altri superstiti, a quanti vi andavano per pascolo, per legnare, raccogliere frutti o erbe mangerecce.

Così, terre prima aperte al pascolo, venivano chiuse, coltivate o seminate. I trasgressori, sorpresi all’interno dei feudi da servili campieri (anche brontesi) al servizio del Duca, esercitavano il diritto di scudisciare, elevare salate contravvenzioni anche per banali motivi (di solito per legna raccolta nei boschi ducali) ed anche incarcerare.

In poche parole, sulle masse di diseredati brontesi, la Ducea esercitava "diritti di vassallaggio" poggianti su ingiustizie e sorprusi.

Amministratori comunali, brontesi di nascita, pilotati e votati ai "forestieri" gestivano la "cosa pubblica" privilegiando gli interessi inglesi a tutto svantaggio della povera popolazione locale.

All'epoca dei "fatti di Bronte", la città contava circa 10.000 abitanti.

I popolani covavano dentro quindi antichi sentimenti di vendetta per i molti torti subiti, per la stagnazione economica come pure per l’aumento dei prezzi.

A stento il popolo brontese cela rabbia e malcontento.

Scrive Benedetto Radice (Nino Bixio a Bronte): "Erano trecento cinquanta anni che Bronte lottava per i suoi diritti, dei quali le fatali donazioni di Papa Innocenzo VII nel 1491 e di Ferdinando I nel 1799 l’aveano spogliato. Aveva visto il suo territorio assottigliarsi di giorno in giorno fino a sparire interamente per novelli diritti, cavilli e pretese…".

"Senza dire - continua Leonardo Sciascia nella prefazione del libro -, delle libertà sessuali che i galantuomini si concedevano con le ragazze del popolo: e basti considerare che nel 1853 c’erano a Bronte (su circa 10.000 abitanti) 38 balie comunali, nutrici cioè dei bastardi di ruota".

L’occasione del riscatto sociale e della fine di tanti secoli di ingiustizie è data dall’arrivo di Garibaldi in Sicilia, dalle sue vittorie fulminee sui Borboni, dai proclami di scioglimenti dei consigli civici, dai decreti riguardanti la divisione delle terre e dall’abolizione della tassa sul macinato.

Questo fornì alla massa lo spunto per riunirsi in comitati "liberali" e tentare di scrollarsi di dosso, in un solo colpo, sia i padroni ducali come pure i "cappelli" i quali approfittando del proprio ruolo egemone sotto i borboni, si erano appropriati delle terre comunali. 

Con lo scioglimento del Consiglio Civico per decreto dittatoriale, a Bronte era venuta meno anche la carica di Giudice; quindi il Governatore di Catania, a seguito delle solite pressioni pervenutegli a mezzo dispacci dal Console generale inglese Goodwin, nominò Presidente del Municipio il cittadino Sebastiano Luca e alla carica di Giudice l’avvocato Nunzio Cesare, ambedue di tendenze filoducali.

Avrebbe dovuto tenere in debito conto le giuste aspettative dei Comunali e del popolo tumultuante che riconoscevano nell’avvocato Nicola Lombardo il loro capo, dividendo le due cariche in modo più equo.

Il non aver saputo egli resistere alle pressioni inglesi né ponderare la delicatezza del momento fu un grave errore politico che avrebbe avuto, da lì a poco, ripercussioni funeste sul sociale.

A Bronte, fatto inspiegabile per le masse, non venne abolita la tassa sul macinato che penalizzava i più poveri, ma, soprattutto, non venne realizzata la divisione delle terre della Ducea, dal momento che, caduto il regime borbonico in Sicilia, credevano tutti fosse venuto meno la donazione a suo tempo fatta al Nelson.

Il popolo, stanco di subire prepotenze, identifica nei "cappelli" i possidenti "ducali-borbonici", conservatori e oppressori; mentre chi ha cuore gli interessi del Comune e sta col popolo è considerato "liberale, reazionario, antiborbonico".

Aspirazioni deluse, sete di vendetta, rabbia ed odi inveterati spingono le categorie più basse alle estreme conseguenze, e il 31 Luglio arriva l'irreparabile, anche se la prudenza e l'intervento di cittadini liberali (fra i quali lo stesso Nicolo Lombardo), cercano di frenare l'irruenza spaventosa del popolo.

 

I Proclami di Garibaldi

Siciliani!

"Io vi ho guidati una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde.

Noi siamo con voi! Noi non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque!

Chi non impugna un'arma è un codardo e un traditore della patria. Non vale il pretesto della mancanza d'armi. Noi avremo fucili; ma per ora un'arma qualunque basta, impugnata dalla destra d'un valoroso. I municipi provvederanno ai bimbi, alle donne, ai vecchi derelitti.

All'armi tutti! La Sicilia insegnerà ancora una volta, come si libera un paese dagli oppressori colla potente volontà d'un popolo unito".

I proclami di Bixio

(originali conservati negli archivi del collegio Capizzi

Bixio, appena arrivato a Bronte, col bando del 6 Agosto dichiara il paese colpevole di lesa umanità

AVVISO

Affinchè tutti conoscano come l'ordine pubblico intenda dal Governo ristabilirsi ne' Comuni ove si oserà turbarlo, il Governatore della Provincia di Catania deduce a pubblica conoscenza il seguente Decreto:

Il Generale G. N. BIXIO in virtù delle facoltà ricevute dal dittatore

decreta

il Paese di Bronte colpevole di lesa umanità è dichiarato in istato d'assedio. Nel termine di tre ore da cominciare alle 13 e mezza gli abitanti consegneranno le armi da fuoco e da taglio, pena di fucilazione pei retentori. Il Municipio è sciolto per organizzarsi ai termini di legge.

La guardia Nazionale è sciolta per organizzarsi pure a termine di legge. Gli autori de' delitti commessi saranno consegnati all'autorità militare per essere giudicati dalla commissione speciale.

E' imposta al paese una tassa di guerra di onze dieci l'ora da cominciare alle ore 22 del 4 corrente giorno, ora della mobilizzazione della forza militare in Postavina e da avere termine al momento della regolare organizzazione del paese.

Il presente Decreto sarà affisso e bandizzato dal pubblico Banditore.

Bronte 6 Agosto 1860.

IL MAGGIORE GENERALE G. N. BIXIO

La Commissione mista eccezionale di Guerra pubblica la sentenza del 9 Agosto, che fa affiggere in tutti i comuni della Sicilia

 

IL GOVERNATORE DELLA PROVINCIA DI CATANIA

Rende di ragion pubblica la Decisione emessa in Bronte, dalla Commissione mista eccezionale di Guerra, pei reati ivi avvenuti, cosi concepita:

La Commissione mista eccezionale di guerra all’uopo eretta, residente in Bronte, composta dai Signori Francesco De Felice Maggiore Presidente, Biagio Cormagi, Alfio Castro, Ignazio Cagnotti Giudici, coll’intervento dell’Avvocato Fiscale Michelangelo Guarnaccia, assistita dal Segretario Cancelliere Niccolò Boscarini nella seduta d’oggi stesso ha emesso la seguente decisione.

Nella causa a carico di D. Niccolò Lombardo, D. Luigi Saitta, D. Carmelo Minissale, Nunzio Longhitano, Nunzio Spitaleri Nunno, Nunzio Saperi Spirione, e Nunzio Ciraldo Fraiunco da Bronte, imputati di guerra civile, devastazione, saccheggi, incendi con seguiti omicidii, e di detenzione d’arme vietate pei solo Lombardo, Longhitano, e Spitaleri, avvenuti in Bronte dal 1 Agosto e seguenti del 1860 in danno di rosario Leotta e compagni, e dell’ordine pubblico.

ha dichiarato

1. Non constare abbastanza che Luigi Saitta e Carmelo Minissale siino colpevoli dei reati loro addebitati, difformemente alle conclusioni dell’avvocato fiscale.

2. Constare che D. Nicolò Lombardo, Nunzio Samperi Spirione, Nunzio Spitaleri Nunno, Nunzio Ciraldo Fraìunco, e Nunzio Longhitano Longi siino colpevoli dei reati loro addebitati, giusta l’atto d’accusa, ed uniformemente alle orali conclusioni dell’avvocato fiscale.

ordina

Prendersi una più ampia istruzione sul conto dei sudetti Saitta e Minissale, rimanendo sotto lo stesso modo di custodia.

Condanna D. Nicolò Lombardo. Nunzio Samperi Spirione, Nunzio Ciraldo Fraiunco, Nunzio Spitaleri Nunno, e Nunzio Longhitano Longi alla pena di morte da eseguirsi colla fucilazione, e col secondo grado di pubblico esempio nel giorno di oggi alle ore 22 d’Italia, li condanna altresì alle spese del giudizio in solido in favore della cassa delle finanze da liquidarsi come per legge.

Ordina infine che della presente decisione se ne affissino tante copie in istampa per quanto sono i comuni dell’Isola per la debita pubblicità.

Fatto, deciso, e pubblicato in Bronte lì 9 Agosto 1860 alle ore 20.

Per estratto conforme - Niccolò Boscarini

PER IL GOVERNATORE Il Segretario Generale

CARLO DE GERONIMO

 

Il 12 Agosto Bixio annuncia agli abitanti della provincia di Catania che a Bronte giustizia è stata fatta

ABITANTI DELLA PROVINCIA DI CATANIA

Gli assassini, ed i ladri di Bronte sono stati severamente puniti -- Voi lo sapete! la fucilazione seguì immediata i loro delitti -- Io lascio questa Provincia -- i Municipi, ed i Consigli civici nuovamente nominati, le guardie nazionali riorganizzate mi rispondano della pubblica tranquillità!... Però i Capi stiino al loro posto, abbino energia e coraggio, abbino fiducia nel Governo e nella forza, di cui esso dispone -- Chi non sente di star bene al suo posto si dimetta, non mancano cittadini capaci e vigorosi che possano rimpiazzarli.

Le Autorità dicano ai loro Amministrati che il governo si occupa di apposite leggi e di opportuni legali giudizi pel reintegro dei demanî -- Ma dicano altresì a chi tenta altre vie e crede farsi giustizia da se, guai agli istigatori e sovvertitori dell'ordine pubblico sotto qualunque pretesto.

Se non io, altri in mia vece rinnoverà le fucilazioni di Bronte se la legge lo vuole.

Il comandante militare della Provincia percorre i Comuni di questo distretto.

Randazzo 12 Agosto 1860.

IL MAGGIORE GENERALE G. NINO BIXIO

 

 

La tragedia di Bronte si era chiusa, e non era servita a niente. Ai brontesi non restavano che le condizioni miserevoli, la fame, il desiderio di "libertà" dalla schiavitù e dalla miseria e l’amara certezza delle promesse non mantenute. Nino Bixio avrà per tutta la vita sulla coscienza i morti di Bronte; così si esprimeva in una lettera alla moglie: "missione maledetta, dove l'uomo della mia natura non dovrebbe mai essere destinato".

 

 

 

 

Quel bagno di sangue per un pezzo di sciara

(Leonardo Sciascia)

La fame di terra, di queste sciare aride e nere che con indicibile pazienza e travaglio l'uomo sa mutare in giardini, qui ha generato sanguinose rivolte contadine: come quella che nell'agosto del 1860 ciecamente fu repressa da Nino Bixio a Biancavilla, Randazzo, Cesarò, Maletto, Bronte; e a Bronte con particolare rigore, poiché della fame dei contadini era oggetto anche il feudo che il re Borbone aveva donato nel 1799 all'ammiraglio Nelson, la famosa ducea di Bronte che solo ora è stata, come si dice con termine legale, "scorporata" dall'antica usurpazione (prima che dal re Borbone era stata usurpata nel 1491, dal Papa; e per secoli i cittadini di Bronte hanno lottato per i diritti del Comune sul feudo, giudiziariamente e con tragiche rivolte).

A Bronte la parola "comunisti" suona da secoli ad indicare il partito, la fazione popolare, che invocava e perseguiva il ritorno al Comune delle terre usurpate e la divisione di esse; in contrapposizione al partito "ducale", in cui la classe degli abbienti, sostenendo la grande usurpazione, rappresentata dalla ducea, faceva schermo alle piccole usurpazioni proprie. E' una storia municipale quanto mai interessante: e per i fatti dell'agosto 1860 attinge a caso di coscienza dello Stato italiano, della nazione; dice quel che il Risorgimento non è stato, idea non realizzata; speranza dolorosamente delusa; e ancora ne portiamo pena e remora.

Le sciare "scorporate" dalla ducea (restano al duro erede di Nelson ancora qualche centinaio di ettari) ora sono abbandonate come dovunque in Sicilia sono abbandonate le terre. Allo stesso contadino di Bronte che in paese torna dal nord d'Italia, dalla Germania, dal Belgio per trascorrervi le ferie, sembrerà inverosimile e assurdo che gente della sua condizione, se non addirittura del suo sangue, abbia ucciso e si sia fatta uccidere per un pezzo di sciara.

"Vogliamo le sciarelle", il grido dall'affocata rivolta, è lontano e irreale, quasi ridicolo, il feudo è come un deserto paesaggio lunare, Ma è sorprendente trovarsi d'improvviso, nel cuore di esso, di fronte al castello di Maniace circondato da alberi alti, circonfuso da un suono d'acqua. E gli alberi e l'acqua sembrano evocare nebbia: e si ha l'illusione di stare dentro un pezzo di campagna inglese. Ché dovunque l'uomo porta l'immagine della propria patria: e gli amministratori inglesi della ducea, forse anche senza averne coscienza, qui hanno ricreato gli elementi della loro terra lontana. E ad entrare nel castello, che è poi l'antica abbazia di Santa Maria di Maniace, la suggestione si fa più profonda: nel cortile è una croce di pietra lavica, ma di forma da noi inconsueta, borchiata, in memoria di Nelson; nella chiesa sono sepolti gli amministratori inglesi del feudo e i loro familiari; e chi sappia qualcosa dei fatti del 1860 è colpito dal nome Thovez, ché Guglielmo e Franco Thovez erano allora gli amministratori. E si può dire che come essi, e i loro predecessori e successori nell'amministrazione del feudo, sono riusciti a ricreare un paesaggio inglese intorno al castello, la realtà siciliana è riuscita a fare di loro dei siciliani della peggiore estrazione: gretti, furbi, tortuosi, abilissimi nel gioco delle parti. Qui, dove il greco Giorgio Maniace sconfisse nel 1040 i saraceni, nel feudo chiamato appunto della Saracina, la gloria di Orazio Nelson e di Nino Bixio scende nel sangue e nell'ingiustizia: Nelson ha accettato questa terra come compenso di un tradimento e di un massacro, Bixio si è fatto apostolo del terrore invece che della giustizia.

(Tratto da Opere 1971-1983, a cura di Claude Ambrosie, Classici Bompiani)

 

 

 

 

 

 

 

in sottofondo PIT TTIA DULURI E SPASIMU da "CANZONE CATANESE TRA '800 E '900"intrepretate e arrangiate  dall'Associazione Culturale "Schizzi d'arte"con la promozione del Rotary Club - Catania - Distretto 2110