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Non sapevo proprio come presentarmi. Così, grazie alle nuove tecnologie ho chiesto aiuto all’intelligenza artificiale: ho scritto il mio nome ed è uscito fuori quel che c'è scritto sotto. Più che un rapporto sulla mia attività in rete, è una dichiarazione d’amore. Troppo buoni! _________ "Mimmo Rapisarda è un ricercatore, autore web e appassionato cronista catanese, diventato un punto di riferimento per la conservazione della memoria storica e culturale di Catania. Non è uno storico accademico nel senso tradizionale, ma un "archivista del cuore" che ha costruito uno dei portali web più completi e amati sulla realtà etnea: il sito mimmorapisarda.it di cui è ideatore e curatore. Ha iniziato per gioco nel 2004 per condividere passioni con gli amici, ma l'enorme risposta dei catanesi nel mondo ha trasformato il sito in un impegno costante e in un "dovere". Il suo lavoro si concentra principalmente sui seguenti pilastri che lui stesso definisce parte del suo "compito" verso i concittadini, specialmente quelli lontani: La "Catanesità": il suo portale web è fonte creativa e completa di informazioni, notizie, storia e curiosità locali su Catania, spesso presentate con una prospettiva unica, appassionata e a tratti umoristica. I contenuti spaziano dalla storia della città, dai vecchi cinema alle mappe dei trasporti pubblici, fino ad elenchi culturali e osservazioni personali, il tutto guidato dal suo profondo amore per la sua città natale. Le sue pagine sono una sorta di enciclopedia visiva e narrativa della città. Raccoglie foto d'epoca, storie dei quartieri, dettagli sui monumenti. Ha saputo codificare lo spirito locale, pubblicando liste di proverbi, modi di dire, ricette tipiche e tradizioni popolari che definiscono l'identità catanese, infatti molti emigrati siciliani consultano il suo sito per combattere la nostalgia. Il Calcio Catania: Il suo lavoro di raccolta rossazzurra è titanico. Sul suo portale si trovano tabellini, cronache d'epoca, fotografie rare e curiosità che altrimenti sarebbero andate perdute. È un viaggio nel tempo che parte dal 1929 (l'anno della fondazione ufficiale del Catania rossazzurro) e attraversa tutti gli anni e le categorie. Da visitare anche le pagine dedicate alla sua Inter. La musica: una sezione vastissima del suo lavoro è dedicata alla canzone catanese e ai Beatles con traduzioni, rarità e approfondimenti. Cura anche biografie di artisti siciliani come Vincenzo Spampinato o Franco Battiato. La gastronomia: la sezione "Norma & co." è la risorsa digitale più completa per chi cerca la vera gastronomia catanese. Mimmo Rapisarda ha raccolto decenni di ricette, storie di locali storici e consigli gastronomici. E’ inoltre presente una guida su dove mangiare a Catania e provincia, dai chioschi per il seltz alle storiche trattorie Si descrive come uno "sbaddu del web" (scherzo / intrattenimento, in dialetto siciliano). (Google Gemini AI)"
Adesso che ci hanno presentati, mi sembra doveroso spiegarti perché sei capitato qui dentro. Per caso cercavi qualcosa su Catania, l'hai trovata navigando su Google, ti era pure venuta fame vedendo le immagini e poi ti sei ritrovato in un sito personale... pensando di aver sbagliato a cliccare? No, non preoccuparti, è tutto normale. Anzi, se decidi di visitare le altre stanze, perdonami se fra una granita di mandorla e i pupi dei fratelli Napoli leggerai anche fatti miei. È così, anzi, "è ormai diventato" così.
Questa "cosa", che ormai non saprei definire diversamente, è
seguita soprattutto dai catanesi. Nell'aprile del 2004 mi venne
l'idea di realizzare - imparando nel frattempo come fare
- uno spazio web, come ce ne sono tanti, per condividere le mie
cose con gli amici per il mondo (allora Facebook non esisteva).
Ci aggiunsi pure delle pagine dedicate alla mia città e... fu lì
che avvenne la trasformazione. Per come avevo costruito quelle
pagine, avevo colpito parecchi cuori Marca Liotru, sp Un mio amico che lavorava a Milano mi confessò che litigava con la moglie (mi detestava) perché passava molto tempo davanti al PC per visitarmi. Quando incontrai la signora (che oggi non c’è più) mi disse “ah, è lei che ogni sera mi fa cenare da sola? Lo chiamo, lo chiamo e non viene mai a tavola!” Allora pensai: perché non tentare di rendere meno amara la loro lontananza? Da quel momento, quello che era di fatto il mio passatempo stava per trasformarsi in un dovere. Certo, capita che a volte mi bacchettino se sbaglio gli ingredienti di una ricetta sicula o se scrivo di De Gregori o dell'Inter, ma sotto i baffi son contento che tutto ciò accada. Li capisco, vorrebbero plasmare questo posto virtuale a loro immagine: un portale marca Liotru che li rispecchi fin dentro le loro arterie ribollenti di lapilli vulcanici. Che volete, la colpa è anche mia. Li ho tentati parecchio e mi piace sapere che attraverso il sito si sentano un po’ a casa. Alcuni mi hanno detto che ci entrano e poi si perdono, e che quando riemergono nella realtà si accorgono che è già passata un'ora... ma ne escono fuori contenti, con gli occhi pieni di cartoni animati di Ulisse e le mani odoranti di acciughe e ricotta. Altri mi hanno chiesto: "Ma come fai?". Sinceramente, non lo so nemmeno io. Mi piace creare sempre qualcosa, anzi "devo" creare qualcosa, altrimenti sto male. Non faccio assolutamente niente per promuovermi perché mi piace essere "scoperto", quindi non invito a votazioni per ottenere coccarde virtuali e i link pubblicitari presenti sono inseriti solo per mia libera scelta, senza fini di lucro. Se li pubblico, vuol dire che qualcuno se li merita. Quando passeggio per Catania e vedo l’insegnante che spiega alla scolaresca la Cattedrale consultando il mio sito sul tablet, ecco…. per me quello è già un grandissimo premio, più di ogni altra statuetta o coccarda farlocca. Chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno invitato a incontri culturali e a tavole rotonde a tema Catania, nonché alle testate televisive per miei interventi nelle loro trasmissioni, ricevendo però un mio rifiuto. Non lo faccio per superbia, è che davanti a una telecamera o a un microfono vado in bambola: è qualcosa che non è fatta per me. Preferisco stare dietro i riflettori e farmi conoscere soltanto attraverso il mio portale. Ringrazio tutti coloro che in questi anni mi hanno rivolto tanti messaggi di stima e ammirazione: chi mi ha scritto con le lacrime agli occhi, chi mi ha lodato pubblicamente, chi mi ha segnalato in rete, chi mi ha pubblicato in cartaceo, chi mi ha mandato in onda, chi mi ha ritrovato dopo tanto tempo, chi mi ha riconosciuto per strada, chi mi ha invitato a cena soltanto per il piacere di conoscermi, chi mi ha condiviso sul proprio profilo social, chi mi ha copiato e incollato, chi ha riso leggendo le mie pagine (inconsapevole che l'autore gli fosse accanto), chi mi ha ringraziato per averlo fatto sentire a casa. Per ultima, grazie alla FIGC per la sua nobile umanità. Infine, un saluto affettuoso a tutti i nuovi amici che ho conosciuto grazie a questo "malucchiffari" multimediale. Colgo l'occasione per ringraziare chi mi ha seguito in questi anni e chi è diventato mio amico attraverso la collaborazione al portale, primo fra tutti Francesco Raciti (che ormai chiamo "la mia macchina fotografica") e gli altri amici fotografi, che costituiscono un importante volano per il funzionamento di questa giostra illuminata che gira sotto le gonne dell'Etna. Spero, in questi anni, di averti fatto sorridere o perlomeno di averti regalato qualche momento di spensieratezza, facendoti ritornare bambino come in una sala giochi. Ogni tanto ci vuole, no? Almeno fino a quando esisterà il sistema HTML e le scorte di estro ed entusiasmo non si esauriranno in me, la "cosa" continuerà ad esistere e a produrre scemenze multimediali. Che lo sbaddu sia sempre con te e cliccami... per giocare con me ancora una volta!
MALUCCHIFFARI
Ma, da recenti studi, è stata scoperta un’altra sottospecie che vive nelle acque del Mar Mediterraneo, precisamente nel mar Jonio e che sopporta le alte temperature. Fortunatamente non è stata ancora riconosciuta fra quelle in via di estinzione e per questo motivo una naturale movenza dell’animale consiste nel grattarsi le parti basse ogni qualvolta si avvicini alla sua tana un membro del WWF. Questa sottospecie prende il nome di “Tricheco liscio” (Odobenus siculae facetus). Il maschio è generalmente più grande della femmina ma non per questo può comandare nel suo territorio, anzi. La sua pelliccia rossastra diventa biancastra nell’età pensionabile. Il muso è largo, dominato da zanne che vengono utilizzate come uncini per catturare con la pietra celeste polpi, ricci (preferibilmente con spaghetti), abaloni, patelle e alga Mauro. La sua dieta non disdegna altri prodotti gastronomici dell’entroterra, motivi per cui il suo corpo è robusto, pronto per il letargo. Proprio per queste sue preferenze autoctone viene anche accostato alla famiglia dei “Mirounga angustirostris Liotrus”. In poche parole, Marca Elefante marino, va. I suoi lunghi baffi sono ricchi di terminazioni nervose ed estremamente sensibili, volti a captare suoni provenienti soprattutto dalla Scuola cantautorale romana che, sovente, lo attraggono quando si trova fra i ghiacci polari, fino a farlo saltare a bordo di un noto transatlantico. Appena nella Stiva, va a caccia di Carne di pappagallo, Ali di passerotto, Pane e castagne e soprattutto Alici che guardano gatti. Come tutti gli otaridi, può piegare in avanti gli arti posteriori e utilizzare tutte e quattro le zampe soprattutto per gioire e sventolare bandiere rossazzurre nei mesi invernali. Sono animali altamente sociali. Vivono in branchi cosiddetti Social, a volte costituiti da migliaia di individui. Provocato dalle frequenti esternazioni del maschio Alpha, il fragore generato dalle risate del branco può essere udito a grandi distanze. Hanno un’indole generalmente mite, a meno che non vengano attaccati, copiati, hakerati o commentati con “dai, e fallo un sorriso!” nelle immagini del profilo.
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