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Caserta si allontana, De Giorgio lo supera,
ritorno di fiamma per Caserta ma Longo è
sempre più vicino, no si allontana, eccolo
riagganciato… Nemmeno Tito Stagno avrebbe
fatto di meglio durante l’allunaggio del
1969. È una tortura che da quattro anni noi
tifosi dobbiamo sopportare ad ogni inizio
estate, amareggiandoci l’esistenza con la
fatidica domanda “chi sta fannu u Catania?
Chiddu arriva o no?” dettata dalla lentezza
da bradipo della dirigenza rossazzurra.
Sperando che arrivi finalmente questo
principe azzurro corteggiato come se fosse
Guardiola, ricominciamo sperando di ottenere
quel podio che meritiamo. Nemmeno quest’anno
la fortuna ci ha aiutato, seppur in debito
col Catania fin da quei dieci centimetri
sopra la t raversa del Siena su punizione di
Lodi. Speriamo bene.
Non è che poi siamo stati lì a guardare dopo
la minchiata di Pulvirenti.
Fra fallimenti, rivoluzioni, debiti e
ripartenze, in 11 anni abbiamo preso i
migliori cannonieri della categoria, anche
se tutte meteore agli sgoccioli atterrate da
noi come bomber acclamati e poi (fatto salvo
Luca Moro) sgonfiatesi sul campo come neve
al sole: vedasi i vari Calil, Pozzebon,
Curiale, Marotta, Barisic, Ripa, Paolucci,
Russotto, Di Carmine,
Montalto (specialista
della categoria), De Luca, Inglese, Rolfini,
Caturano. Inoltre, ogni anno abbiamo dovuto
subire le “blasonate” (elette dalla stampa)
che “dovevano” andare in B; quindi quello
era l’anno del Bari, poi quello del Lecce,
del Catanzaro, Palermo, Ternana, Juve Stabia,
Avellino. Ma quando arriverà mai quello del
Catania?
Per l'anno passato, va un pensiero “cu tuttu
u cori” al Sig. Porro in quel di Latina:
cunnutu ca si!
Per l'anno prossimo sarà ancora più dura
perché nel girone C ci sarà nuovamente la
Salernitana e si aggiungerà il superprotetto
Bari di De Laurentiis. Ci negheranno tutto,
a partire dalle trasferte dei tifosi perché
ci stanno facendo ancora pagare il caso
Raciti, i Treni del gol e la diatriba Lo
Monaco-Lotito quando ottenemmo la B e poi ci
fu negata con un colpo di mafia romana.
Però non sanno che nonostante i divieti, un
catanese a sventolare la bandiera
rossazzurra sugli spalti ci sarà sempre e
dovunque, in cielo, in terra, in ogni luogo,
con la neve o in mezzo ai lupi.
Lo so, siamo passionali e "malu sangu", ma
abbiamo dato. Adesso basta!
So anche che alle mie parole qualcuno mi
dirà “ma ancora ci credi?”. Ancora una volta
ci voglio credere, e alla ripartenza della
squadra dedico il mio ultimo corto (ovviamete
liscio) dal titolo “Qualcuno volò sul nido
del Cibali”, ispirandomi a un famoso film
premio Oscar del 1975. Dura solo pochi
minuti.
PROVACI ANCORA, CALCIO CATANIA!
(Mimmo Rapisarda)
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