Telefono 095/7239111     Call center 800 605656    Info voli 095/340505
Assistenza bagagli 095/7233180    Lost & Found 095/7239333   Biglietteria 095/7239320
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C.A.P. 95100 - Prefisso: 095 - Altitudine: m. 19/31 - Superficie della città: kmq. 180,88 - Superficie della provincia: kmq.3.552 - Abitanti della città: 342.275 - Abitanti della provincia: 1.097.859 - Sigla auto: CT - numero comuni: 58 

Come arrivare a Catania:

Aeroporto civile Fontanarossa: 95121 Catania, tel. 095. 340937 - collegamenti nazionali e internazionali / aeroporto militare "Sigonella", 95100 Catania - Sigonella, tel. 095. 341317

Stazione Ferrovie dello Stato: Piazza Giovanni XXIII, 95129 Catania, tel. 095. 535432/7468474 - collegamenti con le principali città italiane.

Stazione marittima: Via C. Dusmet, 95121 Catania, tel. 095.531134/ 531667 - collegamenti con le isole

Autostrada: A 19

Taxi: Piazza Cavour tel. 095.439580; piazza Duomo tel. 095.7150515; piazza Verga tel. 095/447970

Trasporti urbani: AMT via dott. Consoli n. 27 tel. 095/7360111

Densità per Kmq: 1.622,4   Superficie: 180,88 Kmq  -  Codici: CAP da 95121 a 95131 (cerca) ex CAP (non valido) 95100  - Prefisso Telefonico 095 Codice Istat 087015 Codice Catastale C351. Catania è gemellata con Phoenix (Arizona, USA), dal 2001.

I dieci cognomi maggiormente diffusi:ffusi sono:

33.035 Grasso, 32.816 Giuffrida, 28.635 Caruso, 28.347 Messina, 26.326 Di Mauro, 22.434 Rapisarda, 22.146 Lombardo, 21.714 Di Stefano, 21.377 Maugeri, 21. 281 Musumeci

Catania è una delle 15 città metropolitane italiane. 

L'agglomerato urbano conta una popolazione di 572.302 residenti, ma supera ampiamente i confini comunali espandendosi in un'area metropolitana comprendente 765.623 residenti, determinandola quale città più densamente popolata della Sicilia. Inoltre è il decimo comune italiano per popolazione, nonchè  il comune non capoluogo di regione più popoloso d'Italia.

 

 

 

Va bè, lasciamo queste le cose tecniche e passiamo...... a cose più  "di sustanza"!

Il suo clima è mite, punto. Scrivono così, senza aggiungere la parola "perennemente" per non rosicare. La verità è che il nostro clima è invidiato da tutti, sia per la posizione geografica sia per il meraviglioso parallelo sul quale ci poggiamo. Grazie al complesso vulcanico dell'Etna, Catania è riparata dagli spifferi di Tramontana mandando puntualmente in bambola tutte le previsioni meteo annunciate. Quindi, prima di arrivare qui è consigliabile telefonare a parenti ed amici per verificare le reali condizioni meteo, onde evitare la figura di Totò e Peppino alla stazione di Milano. 

Convincetevi che quando è nuvoloso, la causa non è dovuta a perturbazioni ma a nuvole di gas che sprigiona l'Etna e che si spingono fino in città. Qui non esiste la Primavera: dalle isteriche pioggerelline di marzo e aprile, l'estate arriva violenta e senza preavvisi nei primi giorni di maggio, prolungandosi fino alla fine di ottobre e lasciando il suo posto a mesi di novembre e dicembre così miti da indurre gli aficionados a fare un tuffo a Licuti (quello famoso che si vede sempre in TV) o a passeggiare in via Etnea in t-shirt a Natale e Santo Stefano. Insomma, non è una città per andare in giro in montone!

La corrente elettrica è da 200 w.  con prese di tipo L. Quindi, sia gli inglesi che gli americani devono premunirsi di adattatori, acquistandoli nel loro Paese o appena arrivati in città.

 

Ma la corrente non è solo elettrica, perchè quella del nostro Golfo alimenta una brezza che, se penetra a fondo nei polmoni, attiva scariche che possono provocare gravi danni da dipendenza. Se già fulminati e il malessere dovesse persistere, consultare un medico che nulla potrà rimediare di fronte a cotanto paradisiaco stato di appartenenza. E' consigliabile tenere tali effluvi al di fuori della portata dei bambini se si vuole evitare che crescano sotto il marchio Liotru. Sono stati accertati casi di adolescenti che, crescendo e diventando più adulti, sono ritornati sul posto dell'incidente convivendo, felicemente, con questa sindrome mediterranea.

Sarete accolti con calorosità della gente che vi ospita, perchè orgogliosa di farvi vedere in quale posto vivono. Abituate le vostre orecchie a percepire sillabe in cui tutte le "gl" diventano "ggh" (es: coniglio = cunigghiu); a vocaboli con una consonante che a noi sembra fin troppo superflua e che quindi tronchiamo raddoppiando tutto quel che ha davanti (es.:cettamente, possibbimente, ecc. ecc.); poi le doppie "elle" le facciamo diventare doppie "di" (es: bella  = bedda) ma spinte con la lingua in un modo che è impossibile descrivere, davvero. Tutto ciò è affogato in mezzo a un'infinità di verbi al passato remoto (turnai, u pigghiasti, mangiai, guidai, ecc.) e in un mare di defini.."zioni" pronunciate con una O molto, ma molto, ma molto larga!

In caso di imbottigliamento stradale non vi preoccupate. Non si tratta del "traffico" come recitava un noto film di Benigni, ma della caratteristica curiosità dei catanesi che anche davanti a un banale tamponamento, paralizzano il mondo attorno a loro perchè vogliono scrutare, accertarsi, vedere, capire il perchè, intuire se per caso il motivo è un altro, se si è venuti alle mani (spettacolo ambitissimo), se è questione di "spittizza" o se, addirittura, è stato un problema di ... "conna, sdisonorati!"

Insomma, un cortile alla Martoglio. In ogni caso, anche, soprattutto. Vivendoci per un po', capirete perchè.

Non meravigliarsi nel vedere le stesse facce, nelle stesse bancarelle e negli stessi posti: sono sempre loro, che per campare cambiano solo la merce e i cartelli per vendere olivette e torrone a Sant'Agata , zeppole a San Giuseppe, castagne e vino a San martino, palme a Pasqua, giocattoli alla festa dei Defunti, panettoni a Natale, botti a Capodanno, rose rosa alla Festa della Mamma e rose rosse a San Valentino.

Il tasso di disoccupazione qui è elevatissimo, ma i catanesi sono stati sempre dei maestri nell'arrangiarsi. La volontà ce la mettono tutta, ci hanno creduto e ci credono ancora ed oggi. Rispetto ai tempi delle valigie di cartone, preferiscono mangiare pane e cipolla pur di non partire.

Purtroppo sono stati governati, attraverso i secoli e fino al recente passato, da una scellerata classe politica. Anche se la vivono come una spugna per l'intero giorno, il 70 % dei catanesi dorme nei comuni limitrofi e quindi tocca a quei pochi residenti entro i confini municipali di decidere, col proprio voto, le sorti di Catania. Certi sciacalli, purtroppo, di questo ne sono a conoscenza e si ricordano di "quei pochi" solo ogni cinque anni, cioè al momento della campagna elettorale. Infatti, puntualmente, li prendono in giro in cambio di promesse che non verranno mai mantenute per farsi obliterare  il biglietto d'ingresso nei Palazzi che contano.  

Tuttavia, Catania è fatta d'acciaio perchè abitata da un popolo che attingendo da inesauribili depositi di estro e genialità, si adatta e si plasma a qualsiasi catastrofe perchè capace di inventarsi sul momento le più brillanti soluzioni. Non per niente è sopravvissuto a tante catastrofi naturali ricostruendo la città ancor più bella di prima. In sostanza, i Catanesi ne sanno una ... e molte di più del diavolo!

Pertanto, non date retta a quelli che ci dipingono con la coppola, perchè si tratta di gente ignorante che non è mai stata qui e non ha mai letto i libri di storia. I simboli coi quali ci etichettano appartengono ad una cultura ignorante e bigotta e sono sicuro che anche loro, rendendosi conto e respirando l'aria della culla di antiche civiltà, partiranno poi con opinioni diverse e tante emozioni nel cuore. Parecchie volte ho sentito queste parole galleggiare fra le lacrime, alla partenza: "ma non credevo.... ma era questa Catania, la Sicilia?".

La verità è che, rispetto ad altre città più organizzate, Catania (soprattutto per la sua "ruspante" inefficienza) ha dalla sua il potere di affascinare con un profumo che spruzza addosso a chiunque la stia per lasciare.

 

 

 

 

foto di Sabrina Lara

 

Volete sapere com'è fatto per constatarne la fragranza? Basta passeggiare per il suo lungomare nelle mattine primaverili o autunnali (ma sì... anche invernali) ed annusare gli spruzzi che salgono sul "passeggio" dalla risacca che si infrange sulla scogliera . E' così forte, aspro, salmastro, che diventa più indimenticabile del n. 5 di Chanel. Rimane addosso a vita, ed è proprio lì che Katane ti frega. Chiedete a chi ha vissuto qui, per qualsiasi motivo. Anche il più banale, il più breve.

Ovviamente, per altri "piccoli problemi" di convivenza, l'importante è attenersi, come in ogni parte d'Italia (e ogni mondo è paese) a certe regole. Quindi non arrivate a sventolare la borsa fuori dal finestrino, non esibite gioielli come se foste alla cassa di Bulgari ed evitate di percorrere zone pericolose quali quelle oltre Porto, il Faro Biscari e zone limitrofe.

 

 

Ma, dopo tutto, anche questo è folklore. Basta farci l'abitudine e capirete anche questo aspetto, con ironia, per rendervi conto quanto Catania sia la città più napoletana della Sicilia e, come i napoletani, sappia fregare il prossimo.... con classe, fino a fargli dire Grazie! Li amerete, vedrete, li amerete. Per farvi amare voi, invece, basta non toccare ai catanesi queste tre cose sacre: Sant'Aituzza, i Masculini e....  u Catania. 

Vuoi sapere ancor di più come sia fatti? Allora clicca qui. 

Le avvertenze sono tutte qui. Che vi credevate, di trovarci ad attendervi con la lupara? Non sappiamo nemmeno com'è fatta; di canne mozze conosciamo solo quelle da dove fuoriesce l'insostituibile ricotta dei nostri cannoli. 

 

Buona permanenza a Catania e... buon divertimento!

Dimenticavo: il biglietto è gratuito!

 

(mimmorapisarda.it per la sua città)

 

Autobus che percorre la città e la sua provincia offrendo al visitatore, ad ogni fermata o uscita inventata dal sottoscritto, itinerari, informazioni e consigli su come muoversi, mangiare, dormire, nonchè belle cartoline per fargli capire dove sta per poggiare i piedi.

Un doveroso ringraziamento per le loro fotografie va a Stefano La Malfa, Michela Becciu, Giuseppe Anfuso, Rosa Castrogiovanni, Andrea Mirabella , Catania Facebook di Davide e Luca D'Amico. Uno particolare al Maestro Nino Gemmellaro  per le stupende immagini che mi ha regalato, ma uno speciale lo rivolgo al mio amico Francesco Raciti, geniale fotografo Catanese che qui è ormai di casa e che anche in questa occasione, in qualità di protagonista grazie alle splendide istantanee che ha scattato ad ogni fermata, mi ha permesso di far vedere Catania come mai avrebbe potuto fare il sottoscritto.

Nelle altre cose rimaste è citata la fonte di provenienza, nonchè il riferimento all'autore con relativo link al suo spazio web. Se qualcosa mi è involontariamente sfuggita (in buona fede), prego volermela segnalare che provvederò a rimuoverla.  

 

 

CHE BEDDA CATANIA, CATANIA DI NOTTI...

 

 

 


Created with flickr slideshow. si consiglia  lo schermo intero

 

 

sei rimasto abbastanza colpito, ma vuoi continuare a piedi? Dai, usa il Bus!

clicca sui numeri delle linee.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto di Marcella D'Amico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Antonio (Zappalà) Zeta ea

Che bedda Catania, Catania di notti  iu sentu ca u cori m'abbatti chiù forti,

 ndè strati, ndè chiazzi e intra i cuttigghi Catania fà a matri e annaca i so figghi
Che bella Catania di notte, sento che il cuore mi batte più forte.  

Nelle strade, nelle piazze nei cortili Catania fa da madre cullando i suoi figli.
poi l'alba d'argentu s'ammisca cò mari Catania è a genti ca si usca u pani, 

ma quannu s'arrobba e si isunu i manu Catania s'incazza e diventa vulcanu.
poi l'alba d'argento si mischia col mare, Catania è la gente che lavora, 

ma quando si ruba e si viene alle mani, s'arrabbia e diventa vulcano

Catania è 'na pupa, capiddi castani, labbra carnusi e l'occhi ruffiani   

e quannu mi sapi luntanu du iorna ca so vuci d'angilu mi rici "Torna"

Catania è una bambola, capelli castani, labbra carnose ed occhi ruffiani 

e quando mi sa lontano due giorni con la sua voce d'angelo mi dice "torna".
Catania umiliata, trattata cche peri s'attrucca e si pettina pe' furasteri 

e quannu c'ancontra du ziti filici Catania romantica li binidici

Catania umiliata, trattata coi piedi, si trucca e si pettina per i forestieri  

e quando incontra due amanti felici Catania romantica li benedice.

Musica, c'è musica, Catania abballa restu ca vucca apetta a taliarla  

chi bellu pettu chi formi, Catania ca non dormi
Musica, c'è musica, Catania balla, resto a bocca aperta a guardarla  

che bel petto, che forme, Catania che non dorme.

Musica, chi musica! Catania sona e si ndò menzu qualchedunu stona  

fa 'na battuta schirzusa, Catania è spiritusa.

Musica, che musica! Catania suona e se in mezzo al coro qualcuno stona  

fa una battuta di scherzo, Catania è spiritosa.

Che bedda Catania, Catania di notti, cu attracca, cu vivi e cu fa cosi storti,  

Catania è pueti, finomeni e geni gilusa picchì pi nuautri ci teni

Che bedda Catania di notte, chi rimorchia, chi beve e chi fa cose illecite.  

Catania è poeti, fenomeni e geni, gelosa perchè tiene tanto a noi.
Catania cò Suli macari ndo nvernu Catania figghiozza do Patri Eternu,  

si porta a braccettu l'amicu liotru fra uduri di chiummu, di zagari e citru

Catania col sole anche in inverno. Catania figlioccia del Padreterno,

si porta a braccetto il suo amico Liotru fra odori di piombo, di zagara e cedro.

Musica, c'è musica, Catania canta, tutti cò saccu sta passannu a Santa,  

varda Catania che lesta, cu l'abitu da festa.
Musica, c'è musica, Catania canta, "Tutti col Sacco, sta passando la Santa!"  

Guarda Catania com'è pronta quando si veste per la festa!

Musica, chi musica, Catania ardita o stadiu soffri e vinci a so partita.  

Stanca ci abbruciunu l'occhi, s'appinnica nde scogghi.

Che musica, Catania coraggiosa, allo stadio soffre e vince la sua partita. 

E' stanca, le bruciano gli occhi e si arrampica sugli scogli.

Catania da guerra, Catania urricata, distrutta e pì setti voti rinata. 

Non c'entrunu i sordi, non c'entra a furtuna Catania ndo Munnu ci nnè sulu una.
Catania della guerra, Catania sepolta, distrutta e rinata per sette volte.  

Non c'entrano i soldi, e nemmeno la sorte: Catania nel mondo ce n'è solo una.

 

 

 

Qualsiasi materiale presente è riportato solo a scopo di divulgazione culturale e passione per la propria terra. Tuttavia, in ognuno di essi è citata la fonte di provenienza nonchè il riferimento all'autore con relativo link al suo spazio web. I sottofondi sonori non sono scaricabili da queste pagine e comunque non si vuole, in ogni caso, infrangere le leggi vigenti. Se qualcosa mi è involontariamente sfuggita, prego volermelo segnalare (senza ca v'incazzati).

Mimmo Rapisarda

 

 

 

"Catania figghiozza do patri eternu"   di Antonio Zappalà (Zeta)                                      interpretata da Giuseppe Castiglia