
A
Catania il sapore autentico dell’estate.
Granita, locali notturni, musica e balli. La
città etnea è una delle mete più richieste dai
giovani, attratti da specialità culinarie,
bellezze naturali, passeggiate nel centro
storico.
Cielo ben soleggiato e asciutto, temperature in
aumento: stando alle previsioni, il fine
settimana in arrivo sarà impareggiabile. Caldo
ventilato, fresco quanto basta al mattino e alla
sera: quello che ci vuole per giornate da
trascorrere al mare e in collina. E, come di
consueto, per andare di sagra in sagra, alla
ricerca delle specialità culinarie più gustose e
curiose della provincia, e tanta movida.
Se i divertimenti occupano un posto di rilievo
nella scelta della vostra destinazione e non
volete rischiare di dover recitare un triste
resoconto di viaggio, appuntatevi qual è la "top
ten" del divertimento in Europa, ossia quelle
città in cui è impossibile annoiarsi.
Al primo posto la capitale della Spagna, Madrid,
con i suoi quartieri vivaci e allegri in cui è
proibito rincasare prima dell’alba. Al secondo
posto la multietnica e frenetica Londra (da non
perdere East London), seguita dalla sempre più
internazionale e all’avanguardia Berlino.
Fuori dal podio, la fu regina della movida,
Barcellona. Al quinto Budapest e al sesto
Amsterdam, non solo coffeeshop. Al settimo la
romantica ma attivissima Parigi. All’ottavo la
Città Eterna, Roma, che mixa sapientemente
cultura e vita notturna, al nono un’altra
italiana, Milano, sempre presente nella scena
europea. Chiude la top ten Valencia, perfetta
per i bambini ma che sta imparando dalle sue
sorelle Madrid e Barcellona a vivere la notte.

Dopo una dolce colazione a base di granita,
tutti al mare. Gli amanti della spiaggia trovano
alla Plaia la loro meta ideale: su viale Kennedy
ecco i lidi, dove si riversa gran parte dei
fanatici della spiaggia.
Dal primo all’ultimo
lido, dal faro della storica ’rotonda della
playa’ a San Giuseppe La Rena, è tutto un
turbinio di schizzi e olio abbronzante: il
sapore più autentico dell’estate a Catania, per
giovani e meno giovani.
Per chi, invece, non ama ritrovare granelli di
sabbia nel costume, ecco che Catania propone
un’alternativa: la scogliera. A partire dal
porto di Ognina fino ad Aci Trezza, la spiaggia
etnea cambia morfologia e diventa rocciosa e
vulcanica.

Anche la zona della scogliera offre
un colorato lungomare dove è possibile veder
sfrecciare macchine e vespe dirette verso i
tuffi agognati. Senza dimenticare che, a partire
da Riposto in direzione Taormina, la costa
catanese offre anche diverse spiagge di
caratteristici ciottolini, come Fondachello,
Fiumefreddo e Marina di Cottone, fino a San
Marco.
Proprio le zone più frequentate dagli
amanti del mare sono quelle più frequentate da
chi vive la notte. Molti lidi alla Plaia e alla
scogliera si trasformano in discoteche e locali
notturni: qui, tra musica, balli, birra e
cocktail i catanesi amano passare le loro serate
estive.
Alle prime luci dell’alba scatta il rito
del cornetto, un vero e proprio rito tra i
giovani catanesi.
Così
arriva l’alba di un nuovo giorno: poche ore per
riposarsi e poi una nuova giornata.


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fino al 25 settembre
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IL
TEATRO CATANESE


Quando la
città si fermava a Cristo Re. Le lunghe passeggiate in via
Etnea, tra goliardia e seduzione
di Tony Zermo - La
Sicilia - 5 Giugno 2011 Catania
Ci sono dei
luoghi della vecchia Catania che ogni tanto mi tornano alla
memoria con nostalgia. Ad esempio le tante fontanelle
all'angolo delle stradine o le papere della Villa che non ci
sono più. Uno dei luoghi che frequentavo di più per ovvii
motivi era il convento di via Santa Maria del Rosario dove
una volta stava il nostro giornale e che si trovava proprio
di fronte all'Arcivescovado. Se ti affacciavi dalle finestre
che davano su via Vittorio Emanuele potevi vedere la cupola
del Duomo, il Liotru e il fianco del Municipio. La sera «'o
tri», quando sparavano i fuochi per Sant'Agata, quella era
una posizione di prima fila.
Quando salivi la scala del giornale trovavi a destra
l'Amministrazione guidata dall'austero ragionier Di Mattia,
e a sinistra la Redazione su un lungo corridoio con a destra
la Cronaca che aveva per «mastro» Salvatore Nicolosi, inteso
«Turi Nic», e a sinistra una serie di stanze che partiva da
quella dell'editore, Domenico Sanfilippo, proseguiva con
quella del segretario di Redazione, Salvatore Lo Presti, poi
lo Sport con Luigi Prestinenza e Candido Cannavò, il
Notiziario nella mitica stanza «numero 5» guidata da Renzo
Di Stefano, la stanza del condirettore Piero Corigliano, e
in fondo quella del direttore Antonio Prestinenza. Andando
più a destra, dopo il settore stenografi, si apriva un'ampia
terrazza dove emigravamo nei giorni di calura. Era così
forte il caldo che ci toglievamo le camicie, piazzavamo sui
tavolinetti le nostre macchine da scrivere e quando la
calura diventava insopportabile andavamo in un gabbiotto
dove usciva da una serpentina l'acqua ghiacciata.
Era un giornale agli inizi che doveva fare la concorrenza a
numerosi altri fogli locali. Ma mese dopo mese cresceva e
andava a occupare piazze lontane come Siracusa, Ragusa, Enna
e Caltanissetta. Questo ci inorgogliva e contribuiva ad
aumentare la busta paga.

Quando ero all'Università, prima di entrare al giornale a 20
anni, mi piaceva passeggiare con gli amici per via Etnea,
che allora era il salotto della città. Potevano essere 500
metri dalla statua di Garibaldi a piazza Duomo, ma lì c'era
tutto. I grandi negozi di abbigliamento di Nello Riccioli e
di Pandolfini ai Quattro Canti, il ribollente mercato di via
Gambino, ora cancellato dallo sventramento del San Berillo,
più sopra la Pasticceria Caviezel da un lato e la
rosticceria di Giardini dall'altro, la sede Rai di Catania
di cui era caporedattore Mario Giusti, poi il Central
Corona, e di fronte all'ingresso del Giardino Bellini le
pasticcerie di Savia e Spinella. C'erano anche parecchi
cinema, il Lo Pò, il Diana, la Sala Roma, l'Odeon, il Reale,
il Moncahini, il Midulla.
In via Etnea passeggiavano le più belle ragazze di Catania
con le quali c'era un intreccio di sguardi. E quando
qualcuna di loro «rispondeva», scappava un grido soffocato,
«talìa, talìa». C'erano anche le signore della buona
società, la più bella era Rosa Russo che aveva sempre a
fianco la figlia Agatella, e non sapevi chi fosse la più
attraente tra loro due. Tra le ragazze più in vista le
sorelle Patti nipoti dello scrittore Ercole Patti, Vivina
Geraci, Nuccia Vitale, Rosetta Compagnini. I giovani più
ammirati erano i pallanotisti della Jonica e del Giglio
Bianco, alti, abbronzati, dalla capigliatura fluente, ma
anche i rugbisti di Paolone facevano la loro figura.
Negli anni 50 Catania si fermava nella zona del Viale
attorno alla vecchia sede del Leonardo da Vinci. Cento metri
dopo c'era solo la chiesa di Cristo Re, solitaria in mezzo
alle lave. Ma dopo qualche anno cominciarono a sorgere i
primi palazzi di via Pola e poi tutti gli altri. Ci fu il
boom edilizio degli anni 60 e Catania divenne la «Milano del
Sud».
Al mare si andava con il tram 2/7 a Ognina dove c'erano le
Grotte d'Ulisse, mentre alla Plaia il lido più frequentato
era il Lido Azzurro. Così si formavano le comitive che
organizzavano balli in casa con il giradischi. Nascevano i
corteggiamenti e primi amori, ma se volevi andare al cinema
con una ragazza, di solito nel più discreto Odeon, spesso ti
dovevi sorbire la compagnia del fratellino, se non
addirittura della madre carabiniere.
Era tutto nuovo, c'era una grande speranza per il futuro
dopo le tragedie della guerra. In città c'erano anche delle
macchiette, come Pippo de' pirita, che faceva sonore
pernacchie a ordinazione e dietro pagamento «così domenica
porto mia sorella a Taormina», diceva. Il forzuto Jachino
Marletta si esibiv a alzando le basole di lava prima di
andare a Roma «a fare il cinema». Il maestro Tavola dalla
lunga barba sciorinava versi per strada, e un altro, il
cantastorie Tringale, era andato con la sua chitarra a
Milano dove fece fortuna.
Erano tempi divertenti, Catania era la città più teatrale
d'Italia non solo perché aveva lo Stabile e tante altre
compagnie, soprattutto filodrammatiche, ma anche perché era
teatrale la popolazione, bastava andare alla Pescheria.
Quando le riviste arrivavano al Metropolitan, oppure al
Diana e al Giardino Bellini d'estate, e prima ancora c'era
l'Arena Gangi, i giovani accorrevano a vedere le ballerine
in bikini.
Per fare il colpo di vita, non so perché si dicesse il
«colpo da liaccia», si andava a Taormina quando si trovava
un amico con la macchina, il che allora era un'impresa.
Taormina per frequenza era più catanese che messinese, anche
se faceva parte della provincia peloritana. E i locali
possibili erano solo due, la «Giara» dei fratelli Scimone
con la terrazza sul mare odorosa di gelsomini e le «Palmare»
di Fritz Metzger. Quest'ultimo night durò solo qualche
decina di anni, la «Giara» c'è ancora, anche se trasformata
in ristorante di lusso con l'aria condizionata. Erano serate
allegre, ma la caccia alla straniera non aveva molto
successo perché era faticoso allacciare un rapporto quando
non c'era l'autostrada e mancavano le auto.
C'erano altri spicchi di mondanità. Uno di questi era il
villaggio Sant'Anna di Capo Mulini con una ventina di
bungalow esclusivi solo per vip. Si ballava sulla spianata
di cemento sul mare, c'erano «arrusti e mangia» e l'ingresso
agli estranei era sbarrato dal cancello presidiato tra
l'altro dal custode. Ne avevo preso uno in affitto con Pippo
Fava e l'amico Pappalardo, poi mi sposai e chiusi la
parentesi di festicciole e lustrini.
Nel '58 furono chiuse le case di tolleranza e scomparve di
colpo il grande quartiere a luci rosse del San Berillo.
Chiusero la «Sterlina d'oro», «Nedda Grasso», «Biancaneve»,
la «Fagionetta», la «Diana Mascali», Così addio a Farida
l'egiziana, addio a Valeria, addio ad Aurora. La città
divenne più adulta, ma non più saggia.
C'ERANO QUELLI DEL
BANACHER
http://www.banacher.com/
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Ogni sera, da lunedì
a domenica, quelle stradine si riempono. Di
ragazzi, di studenti, di famiglie, di turisti.
Lungo un percorso che rende questa vita "by
night" diversa da tutte le altre. Perché
Barcellona è capitale della notte, e vabbene.
Perché altre grandi città europee si chiamano
Roma, Parigi, Berlino e vivono le loro
eccezionali notti. Ovvio. Qui la Catania che si
è svegliata da lungo sonno, si è riscoperta
nelle sue unicità. Che non vogliono essere né
migliori, né peggiori. Diverse.
E allora, qui, ci
trovi, magari, una "cantantessa" chiamata Carmen
Consoli, che prima d’esser famosa è protagonista
(è stata, soprattutto) di questa realtà. Ci
trovi un vino rosso, forte il giusto, che nasce
nei vigneti riscaldati ad hoc dalla "petra
lavica", a pochi chilometri di distanza. Ci
trovi il gusto delle cose antiche che diventano
futuro, vivendo un presente che dà consistenza
ad attività commerciali portate avanti con
tipico accanimento divertito e divertente di
questo popolo catanese. Inarrestabile, quando
vuole. Spesso.
Qui il centro
storico è un gioiello, ormai. Passeggi
distrattamente, sui marciapiedi battuti per anni
dalla cultura di Vitaliano Brancati, dalle
fresche bellezze locali che turbavano (turbano)
le visioni e i sonni di chi si bea, anche, in
forma assolutamente sdrammatizzante ma
incantata, di quest’altro spettacolo naturale.
C’è una somma di
culture, il polo commerciale ha sfidato la noia
e l’ha trasformata in energia vitale. Ha sfidato
i "luoghi comuni aberranti", e li ha resi
assolutamente frequentabili, in quanto "luoghi
comuni socializzanti". Dietro la verve
commerciale, insomma, l’inventiva, l’itinerario
di crescita che non ha eguali. Il mare a trenta
metri, a sud di piazza Duomo con il suo Liotru
(l’elefante) che troneggia. L’Etna fatto di neve
e di lava lassù, che domina. E il calore di
questa gente. E la voglia di essere, insieme.
No, non è solo Movida. C’è dell’altro. Da
scoprire in una sera d’inverno, perché no,
tiepida e quasi calda. Passeggiando, vivendo.
(Andrea Lodato)
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cliccare
sopra per i concerti a Catania

www.ctbox.it
box office - Lunedi’ e Mercoledi’ dalle
ore 10.00 alle ore 12.00
Info Biglietteria Circuito Boxoffice
Sicilia
Via Giacomo Leopardi, 95 – Tel
095.7225340 – www.ctbox.it







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Locali piccoli e anticonformisti; wine bar o pub
multietnici. book shop, come il Tertulia, o
music club di tendenza come il Nievskij. Anche
Carmen Consoli, prima di diventare famosa, si
esibiva in uno dei tanti locali della zona. Su
tutti, nelle passate stagioni, ha brillato il
"17" , in piazza Duca di Genova: minuscolo pub
dall’atmosfera intrigante, dove tra una
chiacchiera e un drink, si ascolta ottima
musica, anche dal vivo.
Tra
incontri, musica e bevute, la notte catanese
scorre anche all’insegna della tradizione: così
non muore mai l’amore per il selz con limone e
sale, da sorseggiare in piedi, davanti al
chiosco, mentre si fanno due chiacchiere a fine
serata. Il più antico è quello in ghisa del
signor Giammona, in piazza Vittorio Emanuele
III. Per finire, chiunque ami chiudere la notte
con una colazione illuminata dall’aurora, può
contare sulla pasticceria "Aiello", in viale
Vittorio Veneto, dove i nottambuli si ritrovano
per gustare cornetti e specialità siciliane a
base di ricotta.
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APERITIVI A CATANIA - LE SCELTE DI CITY MAP

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La movida
catanese
(Sara Morello)
Se
gli italiani, per divertirsi, vanno in Spagna,
accade anche che gli spagnoli ritrovino un pezzo
della loro terra, nella Sicilia orientale. Senza
la pretesa di estendere il paragone alle
infrastrutture cittadine, l’atmosfera che si
respira a Catania presenta molte affinità con
quella della più famosa e moderna Barcellona.
Piazza Europa, nel punto in cui la città
incontra il mare, è la tappa preferita dei
catanesi presenzialisti. Qui ci si incontra, a
tutte le ore del giorno, per fare due
chiacchiere, sorseggiare un aperitivo al mitico
Caffè Europa o immergersi in una granita di
caffè con panna, o di mandorle macchiata al
caffè, accompagnata da brioche. Se il rigore di
una domenica invernale lo esige, la colazione è
a base di cornetti al miele e cappuccino. Per
gustare quelli giusti bisogna raggiungere le
pendici dell’Etna, fino al paese di Santa
Venerina.
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La piazza di Aci Castello è gremita di
giovani che, dal tramonto in poi, assiepano
l’ampia area sottostante al bellissimo
castello fuso nella roccia lavica, da cui il
paese trae il proprio nome. L’istituzione
picurea più rinomata è "Viscuso": ogni ora
del giorno è buona per mangiare la migliore
granita della zona (da provare, quando la
stagione lo consente, quella di gelsi neri,
vera specialità catanese).
Il vero crocevia della movida catanese è la
scalinata Alessi, a un passo dallo splendido
barocco di via Crociferi. Da lì parte
l’itinerario del popolo della notte che si
consuma, nel bel mezzo della città
universitaria, in una staffetta tra pub,
pizzerie e locali che illuminano i vicoli
del centro storico, vicino a San Berillo,
quartiere a luci rosse.
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BELPASSO (7 e 9 ottobre). Sagra del
Ficodindia dell'Etna D.O.P. con degustazioni, musica e
spettacoli. All'interno della manifestazione sarà presentata
e promozionata l'intera filiera ficodindicola ( frutti,
piatti di ristorazione, artigianato ficodindicolo, etc.).
Sarà una tre giorni all'insegna delle degustazioni,
dell'intrattenimento, dell'arte e della cultura con
estemporanee di pittura, mostre artistiche, contest
fotografici, musica, esibizioni.





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