“Mio nonno Angelo e il suo sesto senso nei derby”
Sabato 20 Aprile 2013 - 00:29 di Francesco Ricca
Parla Alessandro Russo, nipote del presidentissimo Angelo Massimino. “Aveva una capacità sorprendente di azzeccare i pronostici dei derby di Sicilia: il gol di Cantarutti nell’83 ed il trionfo di Palermo dieci anni più tardi.”
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CATANIA. Angelo Massimino vive ancor’oggi nei ricordi di tutti i tifosi rossoazzurri. Il presidentissimo del Catania, a cui è stato intitolato lo stadio dove domenica andrà in scena il derby di Sicilia. E proprio Massimino col derby aveva un feeling particolare, come racconta col sorriso sulle labbra il nipote Alessandro, autore peraltro dell’enciclopedia rossazzurra “Tutto il Catania minuto per minuto”. “Ho dei ricordi nitidi di mio nonno sin da quando ero ragazzo – ha confessato a Live Sicilia Alessandro Russo –, specialmente delle sue premonizioni pre-derby. Aveva come delle illuminazioni che mi lasciavano stupefatto. Il primo episodio risale esattamente a 30 anni fa: avevo 17 anni nell’anno della promozione in Serie A, in occasione del derby di ritorno che si giocava a Catania mio nonno Angelo pronosticò ad Aldo Cantarutti un gol nel derby. Ciò nonostante il bomber del Catania non fosse al meglio della condizione: come volevasi dimostrare vinse il Catania 2-0 con le reti di Mosti e neanche a dirlo di Cantarutti.”
Ma le illuminazioni di Angelo Massimino non si fermarono a quel derby dell’82/83. “Dieci anni più tardi, nel 1993, Angelo Massimino sorprese tutti, compresi gli organi di stampa, dichiarando che il Catania avrebbe vinto in casa del Palermo capolista. Mi riferisco chiaramente al derby deciso dal missile di Cipriani e dal raddoppio di Palmisano. Mio nonno era certo che il Catania uscisse vittorioso dalla Favorita, tutti gli diedero poi atto di quel pronostico che pareva azzardato.”
“Proprio oggi – ha chiosato il nipote di Massimino – leggevo alcune dichiarazioni di Pippo Baudo in vista proprio del derby di domenica: tra cugini ci si aiuta sempre! Beh, questa sua uscita non sarà andata giù a mio nonno che da lassù continua a seguire il Catania. Io sono convinto piuttosto che il Catania debba riscattare la prestazione senza mordente dell’andata e farà di tutto per vincere questa partita. I tifosi si attendono una prestazione da leoni!
http://catania.livesicilia.it/2013/04/20/mio-nonno-angelo-e-il-suo-sesto-senso-nei-derby_237897/


 

 

 

CATANIA(4-3-3): Andujar, Alvarez, Bellusci, Le Grottaglie, Marchese, Delvecchio, Lodi, Almiron(Sciacca 75’s.t.), Gomez, Barrientos(Ricchiuti 80’s.t.), Lopez(Bergessio 67’s.t.). A disp.:Campagnolo, Potenza, Capuano, Izco. All. Montella

PALERMO(4-4-2): Benussi; Balzaretti, Silvestre, Migliaccio, Mantovani(Lores 65’s.t.); E. Alvarez(Budan 83’s.t.), Barreto, Della Rocca, Bertolo; Ilicic, Miccoli(Pinilla 45’s.t.). A disp.: Brichetto, Aguirregaray, Cetto, Simon. All. Mangia

Arbitro: Damato Marcatori: Lodi(C) 32’p.t., Lopez(C) 61’s.t. Ammonizioni: Della Rocca(P), Almiron(C), Barreto(P), Silvestre(P), Bertolo(P), Bellusci(C)

 

 

 

Danno e beffa, i catanesi prendono in giro. i rosanero: sul web le «foto con scherzo»
Miccoli: «Ci hanno detto di essere affetti da una malattia fatale». La replica: era una goliardata, lo denunceremo.

PALERMO – La beffa, oltre il danno. Il Palermo non ha solo perso il derby di Sicilia sul campo e imboccato il tunnel della crisi con l’ennesimo esonero di Zamparini (Mutti chiamato al posto di Mangia). Alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi si sono fatti gabbare e adesso sono vittima di uno scherzo collettivo sulle pagine Facebook e sulle «bacheche» dei tifosi catanesi. Il capitano rosanero, ma anche i difensori centrali argentini Silvestre (il grande ex fischiatissimo dallo stadio Massimino) e Cetto, al termine della partita, si sono fatti immortalare spontaneamente in compagnia di tifosi catanesi sorridenti e festanti, alcuni dei quali indicavano con le dita anche il risultato del derby, 2-0 per il Catania.
Idem con Silvestre Goliardia allo stato puro, con l’inconsapevole complicità dei rosa, che però ha scatenato il risentimento della tifoseria del Palermo, già disorientata dal cambio in panchina e da una squadra che fa fatica a decollare. Dopo migliaia di segnalazioni e centinaia di commenti piccati sulla propria pagina di Facebook, il numero 10 del Palermo è corso ai ripari, precisando la vicenda con una nota: «Cari amici – ha scritto Miccoli – mi raccontano che da due giorni circola una mia foto sul web con tifosi del Catania che alle mie spalle mostrano due dita in segno di sfottò per il risultato del derby. Ci tengo a precisare che il sottoscritto non era al corrente di quanto stava capitando e che ha scattato la foto con quei tifosi soltanto perché presentati come affetti da una malattia che da qui a breve li avrebbe portati via. Rimango dispiaciuto sia per essere stato ingannato da questa gente sia per il fatto che alcuni di voi hanno pensato che avessi scattato questa foto per gioco in una giornata, per me, molto triste a livello sportivo».
La replica di uno dei tifosi è affidata a una nota dell'avvocato Giacomo Bellavia: « Nella assoluta buona fede e con spirito goliardico, non certo per ledere il decoro e la rispettabilità del professionista, il mio assistito A.Q. ha voluto festeggiare una vittoria sportiva del Catania insieme ad altri tifosi ed a un personaggio noto del mondo del calcio, mostrando nella foto le due dita in gesto di vittoria. Intendiamo contestare l’atteggiamento del signor Miccoli, il quale anziché ammettere candidamente di essere stato oggetto di una “burla”, tra l’altro gioviale e per nulla offensiva, si è giustificato asserendo testualmente di aver scattato la foto con quei tifosi “soltanto perché presentati come affetti da una malattia che da qui a breve li avrebbe portati via”. Detta affermazione risulta assolutamente falsa e mai proferita dal mio assistito o da altri, come possono testimoniare le decine di persone presenti sui luoghi, tanto che stiamo valutando se esistono gli estremi per adire le vie legali per far accertare la configurabilità del reato di diffamazione a mezzo stampa da parte del giocatore».

«Infatti - aggiunge il legale - l’aver attribuito falsamente un comportamento raggiratorio e truffaldino al tifoso in questione ha leso fortemente la sua immagine e onorabilità, e lo ha esposto a critiche ed attacchi proprio a causa della detta dichiarazione, senza la quale un mero gesto goliardico sarebbe stato valutato dall’opinione pubblica per quello che è. Si ritiene infine la condotta del signor Miccoli ulteriormente lesiva perché per giustificare l’accaduto agli occhi dei propri tifosi ha attribuito falsamente delle dichiarazioni al mio assistito attinenti la sfera personalissima della salute, ambito con vari strumenti tutelato dall’ordinamento sia civilistico che penalistico, motivo per il quale ci riserviamo di adire le vie legali nei suoi confronti per tutelare le sue ragioni«.

Salvatore Lo Iacono

Il primo derby di Sicilia in campionato si disputò l'1 novembre 1936, a Palermo in Serie B, e si concluse col risultato di 1-1. Risale alla stagione precedente il primo incontro ufficiale: finì 1-0 per il Catania in Coppa Italia. Probabilmente il primo incontro in assoluto, quando ancora il Catania si chiamava Unione Sportiva Catanese e il Palermo Palermo Foot Ball and Cricket Club, risale agli anni dieci, in occasione della Coppa Lipton.

Sono 11 quelli disputati in Serie A: il bilancio è in perfetta parità: tre vittorie per il Palermo, tre per il Catania e cinque pareggi. Le reti segnate negli incontri in massima serie portano la firma di: Fernando, Tedesco, Simplício, Corini, Amauri, Barzagli, Caracciolo, Di Michele, Caserta, Miccoli e Migliaccio per il Palermo; Prenna, Corona, Mascara (4 reti), Spinesi (2), Caserta, Martínez (3), P. Ledesma, Morimoto e Paolucci per il Catania. Pur non essendo mai stati infrequenti i passaggi di un giocatore da una delle due squadre all'altra, Fabio Caserta è l'unico ad aver segnato nel derby indossando entrambe le casacche.

Data la forte rivalità fra le due squadre, le partite tra i rossoazzurri e i rosanero hanno portato a volte a scontri tra le tifoserie ed episodi di violenza. Particolarmente gravi quelli accaduti il 2 febbraio 2007, quando durante dei violentissimi scontri tra tifosi catanesi e forze dell'ordine, si è arrivati all'uccisione del poliziotto 38enne Filippo Raciti. A partire da quell'episodio il commissario della FIGC Luca Pancalli ha preso misure eccezionali quali la sospensione dei campionati di calcio italiani di tutte le categorie, appoggiato dal governo che ha varato l'inasprimento delle norme di sicurezza degli stadi. Nelle tre stagioni successive è stato vietato alle due tifoserie di seguire in trasferta la squadra in occasione dei derby.

 

Totale TOTALE

 

Gare disputate

Vittorie
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Palermo

Pareggi

Vittorie
600px Azzurro e Rosso (Strisce).svg Catania

Reti Palermo

Reti Catania

Serie A

17

5

6

6

18

26

Serie B

34

8

19

7

35

32

Serie C o C1

14

3

8

3

15

13

Tot. Campionati

65

16

33

16

68

71

Coppa Italia

8

6

1

1

16

6

Coppa Italia di C

10

3

4

3

12

11

Totale

83

25

38

20

96

88

Giocati a Catania

Stagione

Competizione

Data

Partita

Risultato

Marcatori

2012-2013

Serie A

21 aprile 2013

Catania-Palermo

   

2011-2012

Serie A

18 dicembre 2011

Catania-Palermo

2-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Lodi, Maxi López (rig.)

2010-2011

Serie A

3 aprile 2011

Catania-Palermo

4-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Balzaretti (aut.), Bergessio, Ledesma, Pesce

2009-2010

Serie A

3 aprile 2010

Catania-Palermo

2-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Maxi López (2)

2008-2009

Serie A

19 ottobre 2008

Catania-Palermo

2-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Martinez, Mascara (rig.)

2007-2008

Serie A

2 dicembre 2007

Catania-Palermo

3-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Mascara, Spinesi (rig.), Martinez
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Caserta

2006-2007

Serie A

2 febbraio 2007

Catania-Palermo

1-2

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Caserta
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Caracciolo, Di Michele

2003-2004

Serie B

9 novembre 2003

Catania-Palermo

0-2

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Corini (rig.), Zauli

2002-2003

Serie B

18 novembre 2002

Catania-Palermo

2-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Cordone, Oliveira

2000-2001

Serie C1/B

4 marzo 2001

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Apa
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Bombardini

2000-2001

Coppa Italia di C

10 gennaio 2001

Catania-Palermo

2-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Capparella, Turchi
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png La Grottería (rig.)

1999-2000

Serie C1/B

16 aprile 2000

Catania-Palermo

0-0

 

1999-2000

Coppa Italia di C

27 ottobre 1999

Catania-Palermo

0-0

 

1998-1999

Coppa Italia di C

30 agosto 1998

Catania-Palermo

2-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Lugnan, Passiatore

1992-1993

Coppa Italia di C

13 gennaio 1993

Catania-Palermo

1-2

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Pelosi
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Cecconi, Battaglia

1992-1993

Serie C1/B

27 settembre 1992

Catania-Palermo

0-0

 

1990-1991

Coppa Italia di C

24 gennaio 1991

Catania-Palermo

1-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Esposito

1990-1991

Serie C1/B

9 dicembre 1990

Catania-Palermo

1-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Cipriani

1989-1990

Coppa Italia di C

15 marzo 1990

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Marini
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Manieri (aut.)

1989-1990

Serie C1/B

11 marzo 1990

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Cipriani
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png De Sensi

1988-1989

Serie C1/B

28 maggio 1989

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Marini
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Manicone

1985-1986

Serie B

1 dicembre 1985

Catania-Palermo

1-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Pellegrini

1982-1983

Serie B

20 marzo 1983

Catania-Palermo

2-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Mastalli, Mosti

1981-1982

Serie B

3 gennaio 1982

Catania-Palermo

3-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Gamberini, Cantarutti (2)
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png De Rosa (rig.)

1980-1981

Serie B

21 dicembre 1980

Catania-Palermo

3-3

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Ciampoli (2), Barlassina
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Calloni (2, 1 rig.), Bencina

1980-1981

Coppa Italia

7 settembre 1980

Catania-Palermo

2-3

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Casale, Piga
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Calloni, Croci (aut.), Conte

1976-1977

Serie B

20 marzo 1977

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Cantone
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Osellame

1975-1976

Serie B

14 dicembre 1975

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Biondi
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Magherini

1973-1974

Serie B

6 gennaio 1974

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Piccinetti
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Arcoleo

1971-1972

Serie B

5 marzo 1972

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Baisi
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Ferrari

1968-1969

Coppa Italia

15 settembre 1968

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Grossetti
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Nova (rig.)

1967-1968

Serie B

26 novembre 1967

Catania-Palermo

1-2

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Trombini
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Nova, Perrucconi

1966-1967

Serie B

11 dicembre 1966

Catania-Palermo

1-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png De Bellis (aut.)

1962-1963

Serie A

17 febbraio 1963

Catania-Palermo

0-0

 

1961-1962

Serie A

17 settembre 1961

Catania-Palermo

0-0

 

1958-1959

Serie B

9 novembre 1958

Catania-Palermo[10]

0-0

 

1957-1958

Serie B

16 marzo 1958

Catania-Palermo

0-0

 

1955-1956

Serie B

22 gennaio 1956

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Spikofski
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Luosi

1941-1942

Serie C

1 gennaio 1942

Catania-Palermo Juventina

4-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Matteoni, Koenig, Schillani, Nebbia
600px Bianco e Azzurro.svg Di Falco

1939-1940

Serie B

29 ottobre 1939

Catania-Palermo

1-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Pinto
600px Giallo e Rosso (Strisce).png De Rosalia

1936-1937

Serie B

28 febbraio 1937

Catania-Palermo

0-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Icardi

1935-1936

Coppa Italia

26 dicembre 1935

Catania-Palermo

1-0

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Franzoni

 

Gare disputate

Vittorie
600px Azzurro e Rosso (Strisce).svg Catania

Pareggi

Vittorie
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Palermo

Reti Catania

Reti Palermo

Serie A

8

5

2

1

14

3

Serie B

17

5

9

3

19

15

Serie C o C1

7

2

5

0

8

4

Tot. Campionati

32

12

16

4

41

22

Coppa Italia

3

1

1

1

4

4

Coppa Italia di C

6

3

2

1

7

4

Totale

41

16

19

6

52

30

Giocati a Palermo

Stagione

Competizione

Data

Partita

Risultato

Marcatori

2012-2013

Serie A

24 novembre 2012

Palermo-Catania

3-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Miccoli, Iličič (2)
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Lodi

2011-2012

Serie A

28 aprile 2012

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Miccoli
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Legrottaglie

2010-2011

Serie A

14 novembre 2010

Palermo-Catania

3-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Pastore (3)
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Terlizzi

2009-2010

Serie A

22 novembre 2009

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Migliaccio
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Martinez

2008-2009

Serie A

1 marzo 2009

Palermo-Catania

0-4

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Ledesma, Morimoto, Mascara, Paolucci

2007-2008

Serie A

12 aprile 2008

Palermo-Catania

1-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Miccoli

2006-2007

Serie A

20 settembre 2006

Palermo-Catania

5-3

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Tedesco, Simplicio, Corini (rig.), Amauri, Barzagli
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Corona, Mascara, Spinesi

2003-2004

Serie B

4 aprile 2004

Palermo-Catania

5-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png A.Filippini, Biava, Toni (2), E.Filippini

2002-2003

Serie B

19 aprile 2003

Palermo-Catania

3-3

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Asta, Zauli, Maniero
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Martusciello (2), Oliveira

2000-2001

Coppa Italia di C

29 novembre 2000

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Maggiolini
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Karasavvidis

2000-2001

Serie C1/B

23 ottobre 2000

Palermo-Catania

5-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Cappioli (2, 1 rig.), La Grottería, Elia (2)
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Cicconi

1999-2000

Serie C1/B

5 dicembre 1999

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Lugnan
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Manca

1999-2000

Coppa Italia di C

13 ottobre 1999

Palermo-Catania

2-2

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Lugnan, Furiani
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Manca (2)

1992-1993

Serie C1/B

21 febbraio 1993

Palermo-Catania

0-2

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Cipriani, Palmisano

1990-1991

Serie C1/B

5 maggio 1991

Palermo-Catania

3-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Lunerti (2), Cangini

1990-1991

Coppa Italia di C

20 dicembre 1990

Palermo-Catania

2-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Paolucci, Favo

1989-1990

Coppa Italia di C

22 febbraio 1990

Palermo-Catania[11]

3-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Accardi (2, 1 rig.), Musella
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png D'Ottavio

1989-1990

Serie C1/B

22 ottobre 1989

Palermo-Catania[11]

1-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Musella

1988-1989

Serie C1/B

31 dicembre 1988

Palermo-Catania

0-0

 

1985-1986

Serie B

4 maggio 1986

Palermo-Catania

0-0

 

1982-1983

Serie B

24 ottobre 1982

Palermo-Catania

0-0

 

1981-1982

Serie B

23 maggio 1982

Palermo-Catania

0-2[12]

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Montesano

1981-1982

Coppa Italia

6 settembre 1981

Palermo-Catania

1-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Vailati

1980-1981

Serie B

24 maggio 1981

Palermo-Catania

2-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Ammoniaci, De Stefanis

1976-1977

Serie B

31 ottobre 1976

Palermo-Catania

0-0

 

1975-1976

Serie B

2 maggio 1976

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Piras
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Malaman

1973-1974

Serie B

19 maggio 1974

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Magistrelli
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Malaman

1971-1972

Serie B

17 ottobre 1971

Palermo-Catania

1-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Lancini

1969-1970

Coppa Italia

31 agosto 1969

Palermo-Catania

4-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Troja, Ferrari (2), Causio
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Bonfanti

1967-1968

Serie B

21 aprile 1968

Palermo-Catania

0-0

 

1966-1967

Serie B

7 maggio 1967

Palermo-Catania

0-1

600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Fara

1964-1965

Coppa Italia

6 gennaio 1965

Palermo-Catania

1-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Fogar

1962-1963

Serie A

14 ottobre 1962

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Fernando
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Prenna

1961-1962

Serie A

21 gennaio 1962

Palermo-Catania

0-0

 

1959-1960

Coppa Italia

6 settembre 1959

Palermo-Catania

2-0[13]

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Perli

1958-1959

Serie B

22 marzo 1959

Palermo-Catania

1-0

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Perli

1957-1958

Serie B

3 novembre 1957

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Biagini
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Meroi

1955-1956

Serie B

3 giugno 1956

Palermo-Catania

3-3

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Sandri, Bergamo, Ballico
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Spikofski, Fontana, Quoiani

1941-1942

Serie C

8 marzo 1942

Palermo Juventina-Catania

1-1

600px Bianco e Azzurro.svg Bazan
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Tesi

1939-1940

Serie B

24 marzo 1940

Palermo-Catania

1-0

600px Giallo e Rosso (Strisce).png Di Falco

1937-1938

Coppa Italia

4 novembre 1937

Palermo-Catania

4-1

600px Giallo e Rosso (Strisce).png Lombardi (2), Di Falco, Moncada
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Pinto

1936-1937

Serie B

1 novembre 1936

Palermo-Catania

1-1

600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Bonesini
600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Corallo

 

Gare disputate

Vittorie
600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Palermo

Pareggi

Vittorie
600px Azzurro e Rosso (Strisce).svg Catania

Reti Palermo

Reti Catania

Serie A

9

4

4

1

15

12

Serie B

17

5

10

2

20

13

Serie C o C1

7

3

3

1

11

5

Tot. Campionati

33

12

17

4

46

30

Coppa Italia

5

5

0

0

12

2

Coppa Italia di C

4

2

2

0

8

4

Totale

42

19

19

4

66

36

 

Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Silvestre, Terlizzi (44' st Spolli), Capuano; Izco, Biagianti, Ricchiuti (27' st Sciacca); Martinez (dal 35' pt Ledesma), Maxi Lopez, Mascara. A disposizione: Campagnolo, Potenza, Bellusci, Morimoto. All.: Mihajlovic (squalificato)


Palermo (4-3-1-2): Sirigu; Cassani, Goian, Kjaer, Balzaretti; Migliaccio, Liverani (17' st Bertolo), Nocerino; Pastore (44' st Budan); Miccoli (25' st Hernandez), Cavani.

 

A disposizione: Benussi, Blasi, Celustka, Calderoni. All.: Rossi

Arbitro: Tagliavento Note. 

 

Ammoniti: Balzaretti (P), Silvestre (C), Liverani (P)

 

 

 

"A levapilu" (di Max Licari - calciocatania.com)

Lo avevamo invocato alla vigilia, Topolinik e compagni hanno eseguito. "A levapilu", senza pietà, hanno bastonato sportivamente i rosanero come tutti i tifosi si attendevano, ripagandoli e rinfrancandoli delle sofferenze patite all'epoca del "Miccoli cacciatore", quando due stagioni fa nel capoluogo siciliano, con la consueta dose di provincialismo tipica del trinacride di non eccezionale cultura, si gridava "Serie B, Serie B", come se la retrocessione (a quel punto assai probabile) dei rossazzurri potesse redimere secoli e secoli di insuccessi calcistici della nostra martoriata isola. Non solo. Il sogno è divenuto realtà: apoteosi nel derby e salvezza quasi matematica raggiunta. Il massimo della goduria. Una Pasqua da ricordare. Tuttavia, "a levapilu" come stasera, mai. Mai. Nemmeno in occasione del mitico 0-4 targato Mascara "dalla Via Etnea". Una vittoria netta, meritata, inequivocabile, ottenuta da una compagine impeccabile in tutti i reparti, corta e compatta fin dal primo minuto, subito arrembante in pressing e molto più "cattiva" e convinta di un Palermo svagato, molle e presuntuoso. Eppure le due squadre si presentavano sostanzialmente con gli schieramenti titolari; solo il Palermo doveva soffrire l'assenza del centrale difensivo Bovo (non un fuoriclasse, se ci è consentita la licenza), sostituito dal romeno Goian (a dire il vero, una sciagura peggiore del fratello di Kakà, di cui non ricordo il nome...). Eppure, i 16 punti di distacco non si sono visti. Anzi, è parsa quella catanese la squadra maggiormente dotata tecnicamente, in virtù di una interpretazione del match inappuntabile dal primo all'ultimo istante. Reattivi in difesa; stratosferici a centrocampo con Biagianti, Izco e soprattutto Ricchiuti, abile a pressare e ripartire con velocità e tecnica; addirittura mostruosi in avanti con Martinez, Mascara e Maxi tragicamente mortali per gli avversari nelle ripartenze sulle corsie laterali e nelle percussioni centrali, un mix di quantità e qualità che, al momento, trova pochi riscontri in Serie A. Basti guardare i due gol che, nel giro di mezzora, chiudono la pratica. Al 14' Maxi ruba palla allo sconcertante centrale difensivo romeno, si invola in solitudine e batte in diagonale Sirigu. Al 32' Martinez dribbla anche sé stesso sulla corsia destra e fornisce un assist al bacio per la stessa "galina de oro", la quale festeggia il proprio ventiseiesimo compleanno con una doppietta da urlo, da centravanti di valore mondiale. Peccato che il Malaka nell'occasione si infortuni. La speranza è che non si tratti di nulla di serio. In mezzo e dopo, altre due grandi occasioni di Maxi, assolutamente inprendibile per i centrali rosanero (malissimo anche il reclamizzato Kjaer, che contro il Catania sfodera sempre pessime prestazioni) e tre o quattro ripartenze letali non finalizzate da Ricchiuti e soci in una ripresa in cui gli ospiti sì tentano di reagire chiudendo i rossazzurri nella propria metà campo, tuttavia quasi mai impensierendoli seriamente, se non quando tardivamente entra in campo l'uruguagio "giusto", quell'Hernandez che, a mio avviso, diverrà in futuro un autentico fuoriclasse del calcio mondiale. 

Da solo, in un quarto d'ora, il giovane rosanero si procura le uniche due occasioni serie della sua squadra, peraltro sventate dalla reattiva difesa etnea, imperniata su un Alvarez sontuoso, un Terlizzi da Nazionale e un Andujar sempre più leader. Gli ultimi due, fra l'altro, ex di turno... Una riflessione sul difensore centrale romano la vorrei fare. Mi fa rabbia vederlo "maramaldeggiare" così. Rabbia perché, se fosse riuscito a mantenere questo tipo di concentrazione in maniera più prolungata durante la sua carriera, adesso giocherebbe in un top team europeo e sarebbe un punto fermo del team azzurro di Marcello Lippi. Non un intervento sbagliato, addirittura irriverente nelle uscite palla al piede e negli appoggi, figli di tecnica ed eleganza. Uno "spreco" incredibile per il nostro calcio. Ma ancora non tutto è perduto. Se riuscisse a continuare così, magari qualche ulteriore soddisfazione ad alti livelli potrebbe essere in grado di prenderla. Alla fin dei conti, sintetizzando sommariamente, un coniglietto pasquale assai irriverente per i rosanero, un uovo di cioccolato più che indigesto. Una considerazione, inoltre, mette fine a qualunque possibile (e immotivata) recriminazione: le tre sostituzioni di Rossi si chiamano Miccoli, Liverani e Pastore, alla vigilia segnalati come i "fuori categoria" in maglia rosanero. Il loro flop è il flop del Palermo, una squadra in grado ancora di centrare il quarto posto, ma rivelatasi psicologicamente e atleticamente troppo fragile, proprio nella "partita delle partite", nel match che pure a livello mentale avrebbe potuto e dovuto rappresentare il clou del campionato. Un gap, questo, che la società di Zamparini si porta dietro da almeno un paio di anni, come dimostrano inequivocabilmente, inesorabilmente i numeri degli ultimi 4 derby: punti Catania 10, Palermo 1; gol realizzati Catania 10, Palermo 2; reti subite Catania 2, Palermo 10. Qualunque altro commento sarebbe inutile.

La vittoria di Miha
Innanzitutto, un appunto scaramantico: con il bravo Marcolin in panca, sono giunti 7 punti. Le squalifiche di Mihajlovic non è che portino male... Cionondimeno, rivolgiamoci ai numeri, ai santi numeri. Il Catania, con la netta vittoria odierna, si attesta con 23 punti al secondo posto assoluto della classifica relativa al girone di ritorno, un'impressionante andatura da Champions che incrementa i rimpianti di tutto il popolo rossazzurro. Se, come invocato ripetutamente, il serbo e il "centravanti serio" (al secolo Maxi Lopez) si fossero fatti beatametne il ritiro estivo ad Assisi, adesso il Catania dove sarebbe? Forse già da ora tutti noi daremmo ragione al presidente Pulvirenti e all'AD Lo Monaco, pronti in agosto a proclamare di aver costruito il Catania "più forte di tutti i tempi". Ma la storia è un'altra. E la storia, in ogni caso, dice che il Catania disputerà il suo quinto campionato di fila in A. La salvezza non è ancora matematica, ma è come se lo fosse. Miha ha fatto 29 punti in 17 gare, con 8 vittorie complessive (diventano 9 con il solitario successo sul Cagliari ottenuto da Atzori), 6 in casa (il "Massimino" è tornato a essere fortino inespugnabile) e 2 fuori (Juve e Lazio). Qualcosa di mostruoso, impensabile nemmeno dal più sfrenatamente ottimista dei tifosi rossazzurri. In pratica, dopo la sconfitta interna con il Livorno, solo soddisfazioni, e che soddisfazioni (Juve, Lazio, Inter, Fiorentina, Palermo...) per il popolo del Liotru. Miha sta facendo benissimo, si sta imponendo come un ottimo trainer di Serie A, alla sua seconda esperienza da primo allenatore (la prima fu breve e amara, a Bologna). E già si parla di Fiorentina, Lazio e chi più ne ha più ne metta. Mi permetto di sottolineare alcuni punti: a Catania è benvoluto, addirittura osannato dai tifosi; ha a disposizione una buona squadra perfezionabile in sede di campagna acquisti; gode della fiducia della società; ha tutto il tempo che vuole (basti pensare quanto ne hanno avuto, anche a torto, Baldini e Atzori) per crescere e consolidarsi come tecnico vincente. Mi auguro che non faccia l'errore di Walter Zenga...

Rossi, un rospo duro da in...Goia(n)re
Goian, uno di noi! Così cantano i tifosi rossazzurri. Certo, dare la croce addosso al lentissimo romeno significherebbe sminuire la prova eccezionale del team allenato da Mihajlovic, ma obiettivamente in Serie A non si può scendere in campo -in specie in occasione di match così decisivi- condizionati da una "palla al piede" così ingombrante, per non dire imbarazzante. Meno che mai può permetterselo una squadra in lotta meritatamente (e, sottolineo, meritatamente) per la Champions League. Una considerazione basti a fotografare il paradosso: in panchina il Catania, fino a oggi in lotta per evitare la retrocessione (adesso non più...), si permette di tenere uno dei centrali a più alto gradimento in questa stagione caratterizzata da un rendimento difensivo assai buono (quella etnea è la sesta miglior difesa del campionato), alias l'argentino Nicolas Spolli. Il Palermo, dietro Bovo (peraltro protagonista di diversi errori fin qui), propone Goian. Non ci siamo, assolutamente. Comunque, ribadisco che Delio Rossi, grande tecnico il cui valore una partita andata male non può in alcun modo "sminuire", il match non lo perde per gli errori di Goian, ma perché la sua compagine viene letteralmente sommersa a centrocampo. Il lento Liverani annullato da una gabbia composta da Ricchiuti e Izco; Pastore francobollato da Biagianti; Mascara e Martinez a rinculare in fase di non possesso palla e a ripartire in "uno contro uno" sulle fasce. Tutto qui. E non possono, naturalmente, essere i pur lodevoli "faticatori" Nocerino e Migliaccio, giocatori normali di massima serie, né più né meno validi degli stessi Izco e Biagianti, ad "accendere la luce". Il solo Balzaretti, poi, non può bastare. Il laterale sinistro ex juventino, per come sta giocando (anche oggi il migliore dei suoi), non può trovarsi davanti in ottica Nazionale gente come Grosso (glorioso ma inguardabile in questa stagione) o Criscito. Inoltre, non mi pare che possa essere considerata una mossa vincente l'aver lasciato in panchina un giocatore che nella partita precedente aveva giocato da 10, il già ricordato Hernandez. Le risultanze del campo successive all'ingresso del ragazzo sudamericano "condannano" la scelta del tecnico ex laziale, seppure Cavani abbia avuto forse le uniche occasioni decenti della nefasta serata in tinte rosanero.

Maxidecisivo
Facciamo un rapido conto. Il bomber della Pampa ha siglato 6 reti in 11 gare, media da più di mezza rete a partita. Ma, cosa più importante, le 6 prodezze hanno fruttato 11 punti. "Undici punti". Cioè, trequarti di salvezza. Una mostruosità in fatto di efficacia. Il suo rendimento spazza via ogni dubbio sulla bontà dell'acquisto invernale della società di Via Ferrante Aporti. Trattasi di grande giocatore, centravanti vero, in grado di fare la differenza sia in fatto di realizzazioni, sia di gioco, grazie al gran movimento, al pressing continuo (vedasi il primo gol odierno) e a un coefficiente tecnico tutt'altro che disprezzabile (a un certo punto, è riuscito a dribblare mezza difesa rosanero e a sparare da posizione impossibile, trovando un grande Sirigu, aiutato oltre tutto dal palo). Il problema, adesso, sarà trattenerlo. Come di consueto in frangenti simili, si comincia a vociferare dell'interessamento di grandi squadre nei suoi confronti. Ma se il Catania, come dichiarato dallo stesso presidente Pulvirenti, è intenzionato a fare il salto di qualità a partire fin dal prosimo campionato, non potrà in alcun modo far partire la "galina de oro", cui a fine gara sono stati dedicati cori "ad personam", una rarità al "Massimino".

A Milano pe la vendetta
La ciliegina sulla torta di un girone di ritorno pieno di incredibili soddisfazioni, addirittura storico (vittorie dopo millenni su Inter, Juve e Fiorentina), potrebbe essere costituita dalla dolce vendetta sul Milan di Huntelaar. In occasione della partita d'andata, al culmine di un match di bruttezza epica, lo sfiorito "tulipano" olandese mise dentro una doppietta in "zona Cesarini" capace di mettere in ginocchio moralmente squadra e ambiente etneo. Rompere le uova nel paniere-scudetto rossonero (il Milan si trova a -3 dall'Inter capolista) e, contestualmente, conquistare gli ultimi punticini buoni a conseguire la matematica salvezza, sarebbe il massimo dell'orgasmo. Questa squadra, giocando concentrata come oggi, potrebbe farcela. Ma, per stasera, godiamoci "questo" orgasmo. Felici polluzioni notturne. Let's go, Liotru, let's go!!! E... Buona Pasqua!!!

 

 

 

 

di Alessandro Russo e Mimmo Rapisarda

si ringrazia Angelo Scaltriti e Catania Magazine

 

PALERMO-CATANIA 0-4 (Primo tempo: 0-3)
Ledesma al 14' pt, Morimoto al 37' pt, Mascara al 45' pt, Paolucci al 21' st


PALERMO (4-3-1-2): Amelia; Cassani (dal 1’st Succi), Kjaer (dal 25’st Carrozzieri), Bovo, Balzaretti; Migliaccio (dal 20’st Tedesco), Liverani, Bresciano; Simplicio; Miccoli, Cavani. (A disp.: Ujkani, Guana, Savini, Nocerino). All.: Ballardini.

 

CATANIA: (4-1-3-2): Bizzarri; Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano (dal 1' st Silvestri); Carboni; Ledesma, Biagianti (dal 25’st Izco), Baiocco; Mascara, Morimoto (dal 1' st Paolucci). (A disp.: Kosicky, Tedesco, Spinesi, Martinez). All.: Zenga.

 

ARBITRO: Rosetti di Torino.

ESPULSO: Bresciano (P) al 16' pt. AMMONITI: Simplicio (P), Migliaccio (P), Capuano (C).NOTE: giornata di sole, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 21.287. Angoli: 8-2 per il Palermo. Recupero: 1' pt, 5' st.

Tema: “ Descriva il candidato la gioia sportiva più grande di tutta la sua vita.”

Svolgimento.

L’orologio a cucù indica le sei antimeridiane spaccate del primo giorno di Marzo dell’anno del Signore 2009, prima domenica di Quaresima, quando le piccole pesti, Oriana e Matteo, decidono di far scattare l’ora X. Ancora una volta senza pietà alcuna, ad un ignoto segnale prestabilito, i due marmocchi Russo, dieci mesi ancora da compiere, buttano giù dal letto me e Laura, mia moglie. Prima che strillino ulteriormente, mi tocca alzarmi e condurli nel campo da gioco: un letto matrimoniale regolamentare, con tanto di porte, tribune, spogliatoi, mix-zone e tabellone luminoso.

Io e Matteo vestiamo la tradizionale casacca rossazzurra con lo stemma dell’Elefante ben in vista. Dall’altra parte del talamo, Laura e Oriana, con addosso due camicette rosa, hanno il privilegio del calcio d’inizio. Già dalle prime battute, non c’è storia: troppo forti i maschietti che sciorinano una grande lezione di football. Col passare dei minuti, l’incontro si trasforma per noi in apoteosi. Al triplice fischio del direttore di gara, il tabellone segnala il risultato di 4 a 0 in favore dei rossazzurri, mentre dagli spogliatoi si odono felicitazioni  e crucci di vincitori e vinti.  

“Batti il cinque, Matteo: è stata una partita fantastica, infarcita di azioni spedite e tiri come saette”

“C’era vento e poi gli dei della palla tonda non sono stati benevoli con i nostri colori, Oriana.”

La gioia per la grande prestazione mattutina, condita dal raggiungimento dei tre punti in palio, è enorme; la successiva gigantesca euforia mi fa dimenticare di tender l'orecchio alle previsioni zodiacali radiofoniche. Vuole la consuetudine, infatti, che la domenica mattina, appena sveglio, ascolti alla radio l’oroscopo settimanale per lo Scorpione. Con l’animo sufficientemente predisposto a gioie e dolori, mi preparo così per il nuovo dì di festa e i successivi sei. Fa nulla,  la mia nuova settimana non sarebbe potuta cominciare  meglio.

Dopo pranzo, alle tre in punto, mentre Laura dà la pappa a Matteo e Oriana, sorseggio un caffè  e penso a voce alta. “Azz, sono due anni che non si vince lontano dal Massimino. Se ci riuscissero oggi al Barbera di Palermo, nel giorno della quattrocentesima gara  in A, gli uomini di Zenga si laurerebbero eroi del pallone con lode e bacio in fronte.”

Nello stesso istante, a circa centonovanta chilometri di distanza, undici giovanotti dipinti di un rossazzurro sfavillante si preparano a una  nuova sfida. “Noi siamo il Catania ’46, -urlano a gran voce e intanto si guardano fitti negli occhi- i campioni di Trinacria.” Mentre ripassano schemi e movimenti, trattengono il respiro e gonfiano il petto: provano così a stringere i nodi del proprio destino con la storia del Club dell’Elefante.

I  loro nomi ?  Albano Bizzarri,  Alessandro Potenza, Matias Silvestre, Lorenzo Stovini, Ciro Capuano, Ezequiel Carboni, Pablo Ledesma, Davide Baiocco, Marco Biagianti, Beppe Mascara e Takayuki Morimoto.

Sull’altra metà del rettangolo verde, l’U.S. Città Palermo in pantaloncini neri e casacca rosa pallido con l’aquila per distintivo guadagna il prato del terreno di gioco, prendendo posto alla spicciolata.

La scelta tattica di mister Walter Zenga, stratega della panchina etnea, prevede una formazione per nulla abbottonata, anzi lineare ed equilibrata. Quattro sono i centrocampisti in linea per formare una diga elastica che argini le iniziative nemiche: l’ordine è ‘Contenere e ripartire’. I primi dieci minuti sono molto tattici e servono ai due schieramenti per studiarsi a vicenda, ma il Catania è più pimpante e mantiene alto il baricentro. Grazie a un facile cambio di passo, ottimo possesso palla e rapida costruzione di gioco, la supremazia territoriale si fa presto costante.

Davide, capitano di mille battaglie, spegne subito la lampadina avversaria Liverani mentre Ezequiel imbriglia immediatamente Simplicio e lo annulla. Sulla linea mediana del campo, la spavalda sicurezza della loro superiorità tecnico-tattica non tarda a farsi sentire. I ‘fantastici 4’ si esaltano e macinano un gioco brillante e votato all’offesa,  proponendosi  rapidamente a supporto dei due attaccanti. Al minuto quattordicesimo, Takayuki Morimoto  riceve in area, si gira, supera Kjaer  e mette in mezzo un pallone morbido morbido. Arriva Pablo Ledesma che si tuffa e inzucca in rete mentre un intero stadio ammutolisce. Due minuti più tardi, Bresciano entra in modo sconnesso su Morimoto e l’arbitro Rosetti lo caccia fuori. E’ il trentasettesimo quando Baiocco riceve palla e taglia il campo con un lancio di quaranta metri; lesto a ricevere c’è ancora il piccolo samurai che fredda Amelia con un gran diagonale: 2-0.

L’ U.S. Città Palermo è  un pugile che prende botte da tutti i lati;  non ha il tempo per risvegliarsi che viene stordito e mandato al tappeto. L’elefante rossazzurro sale in cattedra, poi sull’astronave e raggiunge lo spazio, mentre l’aquila rosanero affonda inesorabilmente. Il solo Miccoli prova a tenere in piedi la baracca e cerca invano di dare la sveglia agli imbambolati compagni. Sette minuti dopo, dalla lunetta di centrocampo, Morimoto appoggia di testa al folletto di Caltagirone, Beppe Mascara. Il magnifico giocoliere di casa nostra intravede Amelia fuori dai pali e, con acuta pazzia, calcia al volo un destro d’istinto. La sfera di cuoio con una naturalezza sfacciata supera sette cieli, volteggia nello spazio e poi  ‘uccella’ il portiere palermitano. E’ tutto marca liotru il gol più bello del mondo, una perla da cineteca che entra nell’epica calcistica. Anche il pubblico rosanero non smette di applaudire la splendida marcatura,  un colpo di genio lungo cinquanta metri che incorona Beppe re del derby.

Incredibileee, -urlano i commentatori di radio e tivù, intontendo ulteriormente gli spettatori palermitani in tribuna- meglio di Maradona, Del Piero e Beckham.”

Mamma miaaaaaaaa, - il ruggito inconfondibile di Angelo Patanè è carico di pathos- mamma miaaa, da impazzire.  Che gol incredibile, un  gesto balistico assolutamente  i n c r e d i b i l e  !

“ M e r a v i g l i o s o , - sulle note dei Negramaro, invece, canta a squarciagola Angelo Scaltriti- ma non ti accorgi di quanto il mondo sia .........

m e r a v i g l i o s o…”

Sul tre a zero, con i rosanero sommersi dai fischi di tutto il Barbera,  termina il primo tempo. Trascorrono i minuti, entrano Michele Paolucci, Mariano Izco e Christian Silvestri e i rossazzurri restano padroni del campo. Quando vogliono, ci danno dentro, pigiano sull’acceleratore e per i cugini rosanero sono guai. Biagianti calamita palloni in quantità industriale e semina il panico, poi ci prova Mascara con una conclusione al volo, fuori di un soffio. Al sessantaseiesimo, l’elefante riparte: Mascara serve Biagianti che si incunea in area in slalom e scodella al centro per l’accorrente Paolucci. Il numero nove  scocca un tiro di prima, potente e preciso: 4-0 . C’è gloria anche per uno strepitoso Bizzarri, sempre pronto a negare la meritata rete della bandiera. L’US Città Palermo è a pezzi, annichilito, strapazzato e umiliato; il Catania ‘46 è da favola, brioso, sciolto e spumeggiante.

Quando ero bambino, estasiato ascoltavo da mio nonno Giuseppe le storie di Orlando, di Rinaldo e della bella Angelica. Un giorno ai miei nipotini, racconterò invece dei ghiribizzi dei loro genitori, Oriana e Matteo. Ma gli dirò anche di una domenica fuori del comune, del gran balzo di Pablo, del fendente di Takayuki, del colpo di genio di Beppe e del tocco delizioso di Michele. Insomma del delirio rossazzurro, del tracollo rosanero e della gioia sportiva più grande di tutta la mia vita.

                                                                                                                                                                                          Alessandro Russo

 

 

GADGETS, DI TUTTO, DI PIU'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quasi due anni che il Catania non vinceva in trasferta; più se ne parlava e più questa maledizione diventava pericolosa e iettatoria. Oggi è finita, finalmente. 

Scrivetevelo nei diari della vostra domenica sera, perchè oggi è successo un fatto sensazionale, fantastico, straordinario: dopo una settimana di messaggi palermitani su come si dovrebbe gestire (o sperperare?) il patrimonio di una società di serie A, il Catania ha risposto con quattro scoppole da antologia calcistica spedite proprio a quei mittenti che in questi giorni si sono dichiarati appartenenti ad un altro pianeta ovvero ad una squadra di categoria superiore a noi, costruita con 30 milioni di euro.

Oggi il Catania ha fatto capire che con la metà di quei soldi si può costruire un centro sportivo per tutta la città (mattoni, non coppe di latta) e che con il resto di mancia si riesce pure a stravincere il derby siciliano in trasferta, rimanendo

 a -3 con il fiato sul collo dei cugini miliardari.

Una giornata memorabile, indimenticabile. Forse non abbiamo mai vinto 4-0. Per di più questo risultato lo abbiamo ottenuto fuori casa, addirittura a Palermo in un derby, in serie A ...e.....  con quattro perle da cineteca una delle quali, quella di Mascara, da conservare nel manuale del calcio mondiale. Il suo gesto atletico sta già facendo il giro del mondo! Nemmeno Maradona è riuscito a far meglio. Sì, lo fece tempo fa con la Lazio, col portiere fuori dall'area. Ma Diego era sulla trequarti, oggi Beppe era a centrocampo! Fortuna? No, perchè Topolinik le prove le aveva già fatte a San Siro due anni fa, con l'Inter!

Questo è un giorno che sarà ricordato a Catania come i centenari della nascita di Bellini, la Festa di Sant'Agata, la nascita di Verga, l'Ottava, i Morti e la Madonna del Carmine.

Catanesi, ricordatevi ogni anno l'1 marzo: festeggiatelo sempre per onorare San Giuseppe Mascara da Cibali! 

1.3.2009 (Mimmo Rapisarda)

 

 

 

 

 

 

Storia di una rivalità che profuma di primato

 

Catania e Palermo, due città, due realtà da sempre storicamente rivali si ritrovano anche quest'anno ad affrontarsi nella massima competizione calcistica italiana: La Serie A.
Ormai stabilmente presenti nella massima serie le due squadre si incontrano in un momento di splendida forma, ad un punto dalla vetta il Palermo, seguito dal Catania.

Scontro al vertice che fa tornare alla mente una rivalità tra due squadre. Una rivalità che è andata a volte oltre il limite, superando la competizione calcistica, sfociando in una contesa economica tra due città che da sempre hanno voluto primeggiare in Sicilia.
Una partita quindi dal fascino folkloristico tra l'Aquila rosanero e "U' liotru" rossazzurro, il simpatico elefante ormai simbolo della città catanese. Gli sfottò della gente, le dichiarazioni a distanza dei tifosi nei vari blog sparsi nella rete, le discussioni nei bar, le trasmissioni televisive, creano ogni anno un'attesa che come detto va oltre l'evento calcistico, un'attesa che dà luce all'aspetto ludico-folkloristico della gara.
Da quando le due squadre sono ritornate in Serie A, dopo decenni di scontri nelle serie minori, gli ultimi incontri risalivano agli anni sessanta, si sono affrontate 3 volte allo stadio Massimino di Catania (guarda le statistiche ) e i risultati dicono che c'è una perfetta parità tra partite vinte, pareggiate e perse.

Difficile non menzionare anche accadimenti tragici a margine di una partita che dovrebbe profumare sempre di sport, ma che a volte è sfociata nelle violenza non coinvolgendo solo qualche facinoroso, come nel caso del purtroppo indimenticabile derby del 2 febbraio 2007, giornata in cui si è scritta forse la pagina più nera della storia del calcio italiano. La morte del poliziotto Filippo Raciti, a margine di un incontro divenuto scontro fuori dalle mura del Massimino, resterà il simbolo di ciò che il calcio non deve e non può essere.

Non resta che augurarci che il prossimo derby tra Catania e Palermo sia solo una festa di sport e che vinca il tifo per la Sicilia.

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Tutti i precedenti in serie A

1961/62 Catania-Palermo 0-0 Palermo-Catania 0-0

1962/63 Palermo-Catania 1-1 (4' Fernando, 43' Prenna rig.) Catania-Palermo 0-0

2006/07 Palermo-Catania 5-3 (27’ Corona, 28’ Gio. Tedesco, 47’ Simplicio, 65’ Mascara , 69’ Corini rig., 74’ Amauri, 81’ Barzagli, 92’ Spinesi)

Catania-Palermo 1-2 (50' Caracciolo, 58' Caserta, 81' Di Michele)

2007/08 Catania-Palermo 3-1 (29' Mascara, 41' Spinesi rig., 63' Caserta, 89' Martinez) Palermo-Catania 1-0 (84' Miccoli)

2008/09 Catania-Palermo 2-0 (69' Martinez, 87' Mascara rig.)

Palermo e Catania: un odio antico come il vino.

 

Può suonare paradossale ma per chiunque viva lontano dalla propria terra d’origine l’onore e il buon nome di questa sua terra vale molto di più di quanto vale per chi è rimasto ad abitarci. Oggi però è una di quelle pochissime giornate della mia vita in cui essere siciliano, essere catanese, mi dà vergogna. Ieri sera centinaia di catanesi hanno fatto vedere al mondo il peggio della bestialità umana, hanno macchiato di infamia la città, l’isola; hanno macchiato d’infamia i catanesi, i siciliani, i tifosi di calcio di tutt’Italia; sono riusciti a fare vergognare di essere di Catania persino a chi la ama così svisceratamente e profondamente come gli emigrati.

Un uomo ucciso, decine di arresti e di feriti, l’intero quartiere dello stadio gettato nel panico della guerriglia urbana, strade devastate, una sconfitta onorevole sul campo di gioco che è diventata onta per la coscienza di una città. Questo però non è gioco, non è sport ed è ora di finirla.
Noi catanesi abbiamo rotto definitivamente il giocattolo. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo a voce forte, consapevole, e non cadere nel tranello del “non facciamo di tutta l’erba un fascio”. I derby siciliani da troppi anni sono sinonimo di guerra tra tifoserie, vera guerra, e purtroppo quella del Catania è quella più violenta. Guardiamoci dentro, tutti abbiamo in noi il germe della colpa, che nasce da quel campanilismo che ci porta a odiare senza un perché il Palermo e i palermitani, il Messina e i messinesi e così via. Chi almeno per una volta non ha ragionato, nella propria vita di tifoso di calcio e tifoso del Catania, in termini di odio calcistico per le altre squadre siciliane? La morte dell’ispettore Filippo Raciti è figlia di questo odio sottile che i siciliani provano per altri siciliani, per quello strisciante senso di superiorità, per quella malcelata invidia. C’è chi se la tiene e la cova come la maggioranza di noi, c’è chi la sente come ragione di vita e cerca costantemente la rissa allo stadio, insulta chi non la pensa come lui. Sembrano cose diverse ma sono due facce della stessa medaglia.
Oggi noi catanesi dobbiamo avere il coraggio di dire che abbiamo rotto il giocattolo. Dobbiamo chiedere che i campionati professionistici di questa stagione si fermino qui, che il Catania Calcio venga punito con la massima severità per responsabilità oggettiva, affinché tutti i suoi tifosi e tutta la città si ricordi per sempre che è stato ammazzato un uomo per colpa di un gioco.
Amare Catania non è difendere il nome della sua squadra di calcio con spranghe e bombe carta, non è supportare la squadra con logiche ultras, non è uccidere col volto coperto da sciarpe rossoblu. Amare Catania, oggi, è scusarsi con tutta l’Italia, chiedere la giusta dura punizione e inginocchiarsi dinnanzi alla memoria di chi ha perso la vita, di chi ha perso un marito, di chi ha perso un padre. Tutto ciò per una partita di calcio.

http://www.catanesiaromaenelmondo.it/News-file-article-sid-2.html

 

 

La felice atmosfera al Cibali la sera di quel maledetto febbraio 2007. Poi fu l'inferno.

 

Reti: 48' Balzaretti (autogol), 61' Bergessio, 67' Ledesma, 76' Pesce

CATANIA (4-2-3-1): Andujar; Alvarez, Silvestre, Spolli, Marchese; Carboni, Lodi (70' Pesce); Schelotto, Ricchiuti (68 Lopez)', Bergessio (65' Ledesma); Maxi Lopez. A disp.: 30 Campagnolo, 23 Terlizzi, 18 Augustyn, 15 Morimoto. All. Simeone.

PALERMO (3-5-2): Sirigu; Bovo, Goian, Munoz; Cassani, Nocerino, Migliaccio, Bacinovic 51' Pastore), Balzaretti; Hernandez, Pinilla. A disp.: 99 Benussi, 66 Andelkovic, 36 Darmian, 94 Acquah, 77 Kurtic, 10 Miccoli. All. Cosmi.

ARBITRO: Morganti di Ascoli (Giachero-Comito/Celi).

AMMONITI: Silvestre, Munoz, Pastore, Hernandez, Migliaccio.

 

Stadio “Angelo Massimino” di Catania, 31ma giornata di campionato: va in scena il derby di Sicilia. All'andata a Palermo finì 3-1 per i rosa e sulle panchine c'erano Delio Rossi e Marco Giampaolo, oggi le due squadre si presentano all'appuntamento con Diego Simeone e Serse Cosmi dopo gli esoneri dei loro predecessori. Spettacolo già a partire dalle formazioni ufficiali, con Ricchiuti, Bergessio e Maxi Lopez a guidare il Catania italo-argentino e con Pinilla ed Hernandez titolari per un Palermo che rinuncia dal primo minuto sia a capitan Miccoli che alla stella Pastore.

Match subito vivo, dopo appena un minuto l'arbitro Morganti estrae il primo giallo nei confronti di Silvestre per un duro fallo su Pinilla. Grinta e velocità per le due squadre: sugli sviluppi di una punizione etnea conquistata da Schelotto, al 4' il rosa Nocerino si inventa un gran contropiede chiuso da Hernandez con un bel tiro che però non centra lo specchio della porta. Problemi per Balzaretti, il Catania quindi insiste su quella fascia con continui lanci a cercare Schelotto. Ritmo alto nel primo quarto d'ora, coi rossazzurri che collezionano calci d'angolo; buon avvio di Lodi e Ricchiuti da una parte, di Nocerino ed Hernandez dall'altra.

Ottima azione al 18' per Maxi Lopez sulla corsia di destra: l'argentino si beve tutti e poi crossa in mezzo senza però trovare Bergessio; poco dopo tiro da lontano di Bacinovic che non inquadra la porta e tre minuti dopo colpo di testa di Hernandez leggermente alto. Il Catania vuole sfruttare i lanci di Lodi per Schelotto, il Palermo preferisce la manovra e gli appoggi su Pinilla: questi i temi ricorrenti della prima frazione di gioco. Scatenati Schelotto e Nocerino, il numero sette rossazzurro al 25' fa ammonire Munoz; match piacevole, anche se privo di vere occasioni da gol. Sulle panchine i due tecnici caricano le squadre, il Catania di Simeone cerca sempre di più Ricchiuti tra le linee.

Al 36' primo tiro nello specchio della porta per Bacinovic, dopo tre tentativi: palla controllata da Andujar con tranquillità. Il Catania costruisce un buon numero di azioni, ma non riesce ad impensierire seriamente Sirigu, il Palermo gioca con minore frenesia e attacca con pochi uomini; maggior possesso di palla per i padroni di casa, ma le migliori occasioni sono degli ospiti. Al 42' grande azione di Pinilla che fa un bel numero in area, ma il suo passaggio al centro è facile preda del portiere. Al 44' Andujar para in due tempi una punizione di Bovo, ultima azione da segnalare per il primo tempo: zero a zero giusto al termine della prima parte del match.

Nessun cambio ad inizio secondo tempo, torna in campo anche Balzaretti con qualche problema ad una caviglia. Dopo 3' minuti passa in vantaggio il Catania: contropiede guidato da Maxi Lopez, cross al centro dell'area e pasticcio di Balzaretti che di petto cerca Sirigu ma insacca nella propria porta con l'estremo difensore sardo beffato anche dal tentativo di Lodi che non riesce ad intervenire sul pallone. Si tratta di autogol del terzino della Nazionale azzurra. Prende coraggio la formazione di casa e appena due minuti dopo ci prova Bergessio, conquistando l'ennesimo corner della partita. Risponde al 7' Pinilla con un tiro da fuori, Andujar mette in angolo. Entra in campo Pastore al posto di un deludente Bacinovic.

Ancora ottimo Maxi Lopez, che al 10' tira da lontano mettendo di poco a lato. L'argentino poi subisce un fallo di Pastore, prontamente ammonito dall'arbitro Morganti: il 'flaco' era diffidato. Al 12' combinazione Hernandez-Pinilla, col primo che sfiora il pareggio con un bel tiro che esce di pochissimo. Il Palermo è vivo, brivido per il Catania. Al quarto d'ora, però, arriva il due a zero con Bergessio, abile a battere Sirigu dopo un ottimo lancio di Lodi che inventa una gran giocata a centrocampo. Prova a reagire il Palermo: gran destro di Balzaretti al 18' e calcio d'angolo dopo la buona risposta di Andujar. Entra Ledesma al 20', Simeone chiama fuori e abbraccia Bergessio.

Scatenato il Catania: al 22' subito Ledesma! Il nuovo entrato si inserisce in area con i tempi giusti e insacca sulla ribattuta di Sirigu che aveva negato il gol a Maxi Lopez. Tre a zero e partita chiusa. Applausi al “Massimino”, al 24' esce l'ottimo Ricchiuti ed entra il 'papu' Gomez. Subito dopo fuori Lodi, dentro Pesce. Niente da fare per il Palermo: al 28' Munoz di testa su punizione di Bovo, palla innocua per il portiere. Si scalda Miccoli, intanto in campo lotta Pinilla. Alla mezz'ora bel contropiede del Catania, bene Gomez ma il suo tiro-cross basso non va. Un minuto dopo c'è il poker rossazzurro con il pallonetto di Pesce, altro giocatore appena entrato. Cambi perfetti per Simeone.

Volano i cartellini per il Palermo: giallo anche per Hernandez e Migliaccio, anche lui già diffidato e quindi assente domenica prossima contro il Cesena. Nel frattempo il pubblico chiede il pokerissimo e Gomez al 36' ci prova da fuori area: la deviazione procura ancora una volta un calcio d'angolo per la formazione etnea. Letteralmente uscito dal campo il Palermo nel finale di gara, al 39' Hernandez prova un'azione personale ma viene chiuso dai difensori rossazzurri. Il Catania gestisce la palla per non infierire. Pessima partita per Pastore, entrato in campo senza la giusta mentalità e con un atteggiamento di sufficienza che mal si adatta ad un match così importante.

Il match si chiude con il trionfo del Catania di Simeone, per il Palermo sesta sconfitta nelle ultime sette partite: tre ko per Delio Rossi, tre per Serse Cosmi. La squadra rossazzurra ha vinto il derby giocando con grande intensità e ripartendo molto bene in contropiede: successo fondametale in chiave salvezza. Il centrocampista Ezequiel Carboni a fine gara ha dichiarato: “Abbiamo fatto capire dal primo minuto che volevamo i tre punti. La città teneva al derby, il gruppo ci ha sempre creduto. Con questi tre punti siamo lì ad un passo dalla salvezza. Siamo tutti uniti sin dal primo minuto della stagione, la vittoria la dedichiamo a tutta la gente che lavora per questa squadra”.
(calciocatania.com)