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IL
SOLE
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Si
trova nella costellazione dei Gemelli fino al giorno 20, quando fa il
suo ingresso nel Cancro.
1
luglio sorge alle
5.39 transita alle 13.14 tramonta alle 20.49
15 luglio sorge
alle 5.48 transita alle 13.16 tramonta alle 20.44
31 luglio sorge
alle 6.03 transita alle 13.17 tramonta alle 20.30
Dopo il solstizio d’estate raggiunto il mese scorso, la durata del
giorno diminuisce di 43 minuti dall’inizio del mese.
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LA
LUNA
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1
luglio sorge alle
23:24 transita alle 04:40 tramonta alle 10:25
15 luglio sorge
alle 10:14 transita alle 16:36 tramonta alle 22:47
31 luglio sorge
alle 22:35 transita alle 04:39 tramonta alle 11:15
fasi
lunari del mese: Ultimo
Quarto il 4 (ore 14:37) Luna Nuova il 11 (ore 19:42) Primo Quarto il
18 (ore 10:12) Luna piena il 26 (ore 01:38)
Il giorno 1 alle ore 10:01 la Luna raggiunge l’apogeo (405.036 km di
distanza), mentre il 13 alle ore 11:29 si troverà nel punto più
vicino alla Terra nel corso della sua orbita, il perigeo (361.116 km).
Il giorno 28 alle 23:20 torna di nuovo all’apogeo (405.953 km)
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POSIZIONI DEI PIANETI
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Mercurio:
dopo la congiunzione con il Sole, avvenuta quasi al termine del
mese scorso, il pianeta ricompare nei cieli serali. Possiamo
quindi tentare di scorgerlo ad occidente, dopo il tramonto del
Sole, anche se Mercurio rimane sempre molto basso sull’orizzonte
e non sarà facile individuarlo. Il giorno di migliore
visibilità è il 24, quando il pianeta tramonta un’ora e 10
minuti dopo la nostra stella.
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Venere:
il luminosissimo pianeta continua a dominare le serate estive,
anche se l’intervallo di osservabilità si riduce
ulteriormente, fino a diventare inferiore alle due ore dopo il
tramonto del Sole. Venere nel corso del mese attraversa per
intero la costellazione del Leone. Alla fine del mese arriva in
prossimità del limite con la costellazione della Vergine. Da
notare le sere del 9 e del 10 luglio, quando il pianeta di
troverà alla minima distanza da Regolo, la stella alfa del
Leone.
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Marte: il tempo a
disposizione per osservare il pianeta rosso si riduce
ulteriormente. Ormai da molte settimane è possibile percepire
giorno dopo giorno l’avvicinamento tra i tre pianeti
protagonisti del cielo verso occidente: Marte è sempre più “stretto”
tra Venere e Saturno: il corteo di pianeti è il preludio all’incontro
ravvicinato tra i tre corpi celesti, che avrà luogo ad agosto.
Nel corso del mese Marte completa l’attraversamento della
costellazione del Leone e il giorno 19 fa il suo ingresso nella
costellazione della Vergine.
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Giove:
il pianeta gigante anticipa sempre più l’istante del suo
sorgere, fino a diventare osservabile praticamente per tutta la
seconda parte della notte. Nella seconda parte del mese, già
intorno alla mezzanotte, possiamo scorgerlo sull’orizzonte
orientale. Il pianeta si eleva sempre più, fino a culminare a
Sud nel chiarore della luce dell’alba. Sempre
degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e
Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che
danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore
creando configurazioni spettacolari. Nel corso del mese Giove
percorre un tratto della costellazione dei Pesci, inizialmente
con moto diretto, poi, dal giorno 24, con moto retrogrado.
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Saturno:
lo possiamo ancora individuare ad Ovest - Sud – Ovest dopo il
tramonto del Sole. Saturno infatti, come nei mesi precedenti,
chiude il terzetto di pianeti comprendente Venere e Marte. La
distanza angolare da quest’ultimo si riduce sempre più, fino
alla congiunzione tra i due pianeti che avviene proprio all’inizio
di agosto: dato però che i due pianeti tramontano poco dopo il
Sole, potremo osservarli la sera del 31, mentre scompaiono
insieme sull’orizzonte occidentale. Saturno si trova ancora
nella costellazione della Vergine.
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Urano:
il pianeta è osservabile nella seconda parte della notte. Anche
in questo mese le condizioni di osservabilità sono
assolutamente identiche a quelle di Giove: la distanza angolare
tra i due pianeti (dopo la congiunzione del 6 giugno) varia in
modo quasi impercettibile.In condizioni favorevoli all’osservazione,
usando uno strumento ottico (anche un buon binocolo) appare come
un oggetto di colore blu/verde, di magnitudine 5.7. Urano si
trova nella costellazione dei Pesci, dove rimane tutto l’anno,
non lontano dal limite con l’Acquario.
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Nettuno:il
pianeta è osservabile per gran parte della notte, un po’ più
alto sull’orizzonte rispetto a Urano e Giove. Come
sempre, per individuarlo è necessario utilizzare una
strumentazione adeguata, un telescopio o un binocolo. Nettuno si
trova nella costellazione dell’Acquario, nei pressi del limite
con il Capricorno.
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Plutone:
Dopo l’opposizione al Sole dello scorso 25 giugno, Plutone è
ancora osservabile per quasi tutta la notte. Plutone si trova
nella costellazione del Sagittario, dove rimarrà fino al 2023.
Con la sua magnitudine 14 sono
necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un
telescopio da 8? di apertura (200mm).
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CONGIUNZIONI |
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Luna-Giove: Domenica 4,
alle ore 4 del mattino, osserviamo in direzione Sud-Est una luna all’ultimo
quarto al di sotto della quale, poco più a destra, brilla il gigante
gassoso Giove. Da notare l’immediata vicinanza di Urano, di cui è
possibile tentare l’osservazione con un piccolo binocolo. L’evento
si svolge nella costellazione dei Pesci
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Luna-Venere: mercoledì 14, osservando in direzione Ovest subito dopo
il calare del crepuscolo, troviamo una sottile falce di Luna
crescente, poco al di sopra della quale splende Venere.
Inconfondibile! Questo primo evento da il via ad una piccola sequenza
di tramonti abbelliti dalla presenza di congiunzioni tra i pianeti e
il nostro satellite naturale
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Luna-Marte: il giorno 15, sempre in prima serata a partire dalle 21:30
circa, è la volta di Marte. Il pianeta rosso si trova poco al di
sopra della falce di Luna crescente, in direzione Ovest. La
costellazione del Leone, di cui possiamo facilmente individuare la
stella Regolo, fa da sfondo all’evento.
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Luna-Saturno: giovedì 16 tocca al pianeta con gli anelli, che viene
raggiunto dalla Luna crescente e si trova in direzione Ovest subito
dopo il tramonto del Sole. Ci troviamo nella costellazione della
Vergine, di cui possiamo facilmente riconoscere la stella più
brillante: Spica
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Luna-Giove: Sabato 31, in seconda serata, si ripete l’appuntamento
tra Luna e Giove, che si incontrano di nuovo nella costellazione dei
Pesci. Da notare che rispetto al 4 luglio, Giove è leggermente più
distante da Urano per via del moto orbitale, più veloce rispetto al
lontanissimo Urano.
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L’estate
è iniziata ufficialmente lo scorso 21 Giugno e procede a pieno ritmo.
Una bella passeggiata serale in cerca di refrigerio potrebbe essere
accompagnata da uno sguardo alla volta celeste: quale migliore
accoppiata?
Alla
metà del mese il cielo della sera è completamente buio solo dopo le
ore 22:00. Verso occidente, nella prima parte della notte, calano le
costellazioni primaverili, ogni giorno più basse fino a tramontare
immerse nella luce del crepuscolo. Tra queste spiccano il Leone e la
Vergine.
Osservando
verso il basso Sud troviamo le stelle che compongono lo Scorpione,
molto facili da individuare: sono di seconda e terza magnitudine e fra
esse spicca Antares, stella di prima magnitudine, posizionata in
corrispondenza del cuore dello Scorpione. Antares significa “rivale
di Marte” perché con il suo colore arancione, questa gigante rossa
sembra proprio voler gareggiare con il pianeta rosso.
Poco
più a sinistra rispetto allo Scorpione, ma più in basso, possiamo
riconoscere il Sagittario, la cui posizione ci indica la direzione del
centro della Via Lattea, la nostra galassia. Ricordiamo l’Ofiuco, la
13ma costellazione zodiacale, molto estesa ma priva di stelle
particolarmente luminose. Allontanandoci dall’eclittica, alta nel
cielo notiamo la stella che rivaleggia in luminosità con Vega: si
tratta di Arturo, nella costellazione del Bootes.
Volgendo
lo sguardo a Sud-Est, e alzandolo verso lo zenit, non potremo fare a
meno di notare 3 stelle particolarmente brillanti. Abbiamo trovato il
cosiddetto “Triangolo Estivo“, le cui stelle che ne formano i
vertici appartengono a 3 distinte costellazioni: Altair nell’Aquila,
Vega nella Lira e Deneb nel Cigno. Deneb, con i suoi 1600 anni luce di
distanza, è la stella più lontana osservabile ad occhio nudo. La
luce che raggiunge ora i nostri occhi è partita dalla stella ben 16
secoli fa, prima del crollo dell’Impero romano! Per confronto,
Altair dista solo 16 anni luce (100 volte meno di Deneb) e Vega circa
27 anni luce. Questi ultimi due astri sono quindi luminosi
principalmente per effetto della loro distanza relativamente piccola.
Deneb
è invece una cosiddetta “supergigante azzurra”, con un diametro
pari a oltre 150 volte quello del Sole ed una luminosità di decine di
migliaia di volte superiore.
Chiudiamo
la panoramica del cielo dirigendo lo sguardo verso Nord, dove come
sempre troviamo le due Orse e le altre costellazioni circumpolari. Se
in tarda ora, in questo mese o nei mesi successivi, volessimo
individuare la stella polare con il metodo classico, potrebbe
risultare ostico riconoscere il Grande Carro, sempre più basso sull’orizzonte
e spesso celato tra le luci urbane. In questo caso, ora che Cassiopea
è sempre più alta, possiamo usarla come riferimento. Vediamo come:
Per
prima cosa troviamo Cassiopea e individuiamo la stella luminosa che si
trova all’estremità della “V” più stretta, si tratta della
stella Beta.
Sopra Cassiopea (in questo periodo dell’anno), è facile osservare
il pentagono irregolare del Cefeo, dalla forma simile ad una casetta
stilizzata. Il vertice del pentagono è occupato dalla stella Gamma.
Uniamo ora la Beta di Cassiopea e la Gamma del Cefeo con una linea
immaginaria, prolungandola di una quantità “quasi” pari alla
distanza tra queste due stelle. Siamo arrivati in prossimità della
Polare, senza possibilità di errore.
GRAZIE
A:

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