Mini rivoluzione Catania: ufficializzati in cinque, Marotta e Llama gli ultimi acquisti

Il Catania di Sottil subito a lavoro con le idee chiare e gli uomini a disposizione per la stagione 2018-2019. Lo Monaco aveva annunciato in conferenza stampa un 7-8 cambi in rosa e già sono 5 quelli che si sono concretizzati ufficialmente. Numerosi anche i saluti, da Russotto, risoluzione del contratto per lui, a Djordjevic, in scadenza e ormai lontano dei radar per quasi tutta la scorsa stagione. Porcino è invece rientrato dal prestito e si è accasato alla corte di mister Lucarelli al Livorno. Stessa strada dovrebbe percorrere Bogdan. Marchese invece l'unico dei veterani a dire addio.

Chi ritorna invece è Cristian Ezequiel Llama, protagonista di quello zoccolo duro che fino al 2012 ha regalato alla piazza etnea grandi emozioni e risultati positivi. Llama ha collezionato in passato con il Catania 70 presenze e 3 reti in Serie A Tim, alle quali si aggiungono 6 gare disputate in Tim Cup. L'esterno mancino ha sottoscritto un contratto biennale, legandosi al club di via Magenta fino al 30 giugno 2020.

Altro acquisto di spessore è quello di Alessandro Marotta. Nelle ultime due stagioni, vissute con la formazione toscana in Serie C, l'attaccante partenopeo ha realizzato 28 reti, migliorando lo score delle due annate precedenti a Benevento, caratterizzate complessivamente da 18 gol in campionato e soprattutto dalla conquista della storica promozione dei sanniti in Serie B, nel 2016. L'atleta lombardo ha sottoscritto un contratto triennale, legandosi agli etnei fino al 30 giugno 2021.

Sottil inizia inoltre a disegnare il reparto arretrato in sinergia con la società. Due gli arrivi in questo reparto. Si tratta di Simone Ciancio, difensore esterno che ha contribuito alla promozione del Lecce nella passata stagione, sommando 23 presenze e realizzando una rete. L'atleta ligure ha sottoscritto un contratto biennale fino al 30 giugno 2020. L'altro acquisto nel pacchetto arretrato arriva dal Trapani. E' Tommaso Silvestri, classe 1991. Nella stagione 2017/18, il difensore centrale neo-rossazzurro ha sommato in granata 28 presenze, impreziosite da 6 reti. L'atleta veneto ha sottoscritto un contratto triennale, fino al 30 giugno 2021. 

Novità anche a centrocampo con l'acquisto Federico Angiulli, classe 1992, dalla Ternana. Nella stagione 2017/18, il poliedrico centrocampista ha sommato 24 presenze e realizzato tre reti, in Serie B, con la formazione umbra. Per lui un contratto fino al 30 giugno 2021.

http://www.cataniatoday.it/sport/calciomercato-catania-marotta-llama.html

 

CATANIA - Alessandro Marotta vuole prendersi subito la scena nel cuore dei tifosi del Catania. E così, dopo aver bagnato nel migliore dei modi il suo debutto ufficiale in maglia rossoazzurra con uno dei due gol decisivi per stendere il Verona in coppa Italia, il nuovo attaccante a disposizione di mister Sottil, nel corso di un'intervista per il quotidiano La Sicilia, ha parlato della querelle che per il momento tiene gli etnei lontano dalla serie B: "La B ci tocca di diritto, ma non so cosa pensare, adesso. Lavoriamo e basta. Speriamo decidano presto e soprattutto speriamo di giocare presto perché a metà settembre saranno due mesi che siamo in ritiro e non lottiamo per i tre punti". Una serie B che il Catania proverà a prendersi sul campo, magari col feeling tra Marotta e Davis Curiale: "Davis è un amico. Abbiamo condiviso la stessa camera in ritiro. Si tratta di un ragazzo molto privato, ma se ti da fiducia diventa davvero simpatico. Mi sono trovato a meraviglia con lui".

 Marotta ha anche raccontato l'inizio del suo rapporto con il calcio. Un rapporto che almeno inizialmente non era decollato, visto che in età giovane il nuovo bomber del Catania non era riuscito a sfondare, fino a pensare di smettere: "Fino a quando avevo 22 anni giocavo da esterno sinistro o destro. E non segnavo neanche a porta vuota. Mi ero scoraggiato perché non riuscivo a incidere". Poi la tanto attesa svolta, ripartendo dai dilettanti e provando a mettersi in gioco. Una scelta che ha portato i suoi frutti, visto che Marotta è riuscito ad arrivare ormai alle soglie del calcio che conta: "Decisi di giocare ad Arrone (provincia di Terni) scendendo di categoria, accettando la D. Arrivato in Umbria Marini mi disse che mi avrebbe cambiato ruolo e mi avrebbe schierato attaccante. Prima mi rifiutai, poi no. Quell’anno feci 22 gol e se in carriera ho avuto il privilegio di giocare in grandi piazze lo devo a lui".

 

 

 

 FORMAZIONE TITOLARE

   
       
       
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RENDE (3-4-3): Savelloni; Germinio, Minelli, Sabato (45′ Calvanese); Viteritti (66′ Godano), Awua, Franco, Blaze; Gigliotti (52′ Giannotti), Vivacqua, Rossini. A disp.: Borsellini, Palermo, Maddaloni, Sanzone, Cipolla, Di Giorno, Laaribi. All: Modesto. CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Scaglia (55′ Baraye); Biagianti (55′ Bucolo), Rizzo; Barisic, Lodi, Manneh (67′ Vassallo); Curiale (80′ Brodic). A disp.: Pulidori, Fabiani, Esposito, Lovric, Angiulli, A. Rizzo, Mujkic. All: Sottil. MARCATORI: 13′ Manneh, 31′ Awua (R) 82′ Silvestri - ARBITRO: Maranesi di Ciampino.  AMMONITI: Viteritti, Awua (R); Curiale (C). ESPULSI: Nessuno

 

Catania, 46 sfumature di giallo...

di Salvatore Giovanni Emanuele

Nella gara di Rende il Catania ha indossato una maglia gialla già sfoggiata in passato. Ne abbiamo parlato con Filippo Solarino

Sabato scorso, in quel di Rende, il Catania ha fatto il suo esordio in campionato. Lo ha fatto dopo una lunga e travagliata estate, fatta di sentenze, ricorsi e teatrini grotteschi, indossando una maglia gialla con chiari riporti rosso e azzurri. Gialla, come il colore che indica il primato al Tour de France. Gialla, come il sole a mezzogiorno. Gialla, come luce calda che si rivede in fondo al tunnel. Una maglia, data in dotazione insieme alla “rossazzurra” e alla “bianca”, che ritorna a vestire l’Elefante a distanza di qualche anno. Nell’ultima stagione di Serie B, la 2014/15, il Catania utilizzò la maglia gialla in undici trasferte. Bilancio assai negativo, contraddistinto da sette sconfitte, 3-0 a La Spezia e Lanciano, 4-2 a Livorno e Brescia, 3-2 a Padova contro il Cittadella, 2-0 a Bologna e 1-0 a Terni; tre pareggi, 2-2 a Trapani, e doppio 1-1 a Crotone e Bari, e una sola vittoria, il 3-0 in casa del Varese. Un vero e proprio disastro che non fece altro che diminuire il già poco appeal tra i tifosi rossazzurri, tutt’altro che entusiasti nel veder il Catania ‘46 vestito con quei colori che rievocavano un’altra realtà cittadina in auge nel cuore degli anni novanta.

Catania-Milan 1980: il giallo è 46

Per gli assidui frequentatori di Piazza Spedini e dintorni, che avevano almeno quindici o sedici anni tra il 1994 e il 2000, il giallo riporta a galla le maglie dell’Atletico Catania di Franco Proto, società che secondo i piani dell’imprenditore ennese e dell’allora sindaco Enzo Bianco doveva “sostituire” il vecchio Catania 1946 di Angelo Massimino, sprofondato nell’Eccellenza per volere del Palazzo. Associare il giallo all’Atletico è immediato, c’è poco da fare. Giallo, come quell’ananas con frutto, presa al solito chiosco, quello degli incontri casuali ma al tempo stesso sempre piacevoli, che non riesco a gustare così come vorrei…

“La scelta della maglia gialla fu una cosa positiva, perché l'Atletico abbandonò il rossazzurro”. Poche parole, ma poche parole che contano. È il ‘sommo’ Antonio Buemi, coautore de “Tutto il Catania minuto per minuto”, che appare alla mia destra in compagnia di Filippo Solarino, altro storico del pallone rossazzurro. Per chi ha qualche anno in più rispetto al sottoscritto, e una conoscenza storica molto più ampia, la storia è ben diversa: “Sono tanti ad associare la nuova terza maglia del Catania a ‘quell'altra squadra’ che a metà degli anni 90 calcò il terreno del nostro stadio – irrompe Filippo – . In realtà il Catania, ben 15 anni prima, aveva già indossato una maglia gialla nei primi mesi della Serie B 1980-81. Una maglia che venne fatta togliere a furor di popolo dopo le prime sconfitte, anche perché era gialla e non piaceva tanto ai tifosi”.

Quel maglione giallo, utilizzato in passato solo dai portieri, Beppe Vavassori (così come si evince da alcune foto dell’epoca) e Gigi Muraro sul finire degli anni settanta, il 5 ottobre 1980 vestiva il Catania nella gara casalinga contro il Milan in Serie B: “Parliamo di una partita importantissima – sottolinea Filippo – ricordo che c'era lo sciopero del tifo perché Lino De Petrillo era stato licenziato da poco. Noi eravamo appena risaliti in B, mentre loro, appena un anno e mezzo prima, avevano vinto lo ‘scudetto della stella’ prima di retrocedere per il primo grande scandalo di scommesse in Italia. Tra l’altro, in quel Milan, c’erano in campo anche due futuri campioni del mondo in squadra, Fulvio Collovati e Franco Baresi…”

Il Catania, ancora a secco di gol dopo tre giornate (0-0 con Rimini e Foggia, sconfitta per 4-0 a Roma contro la Lazio), riuscì a segnare ben due reti al Diavolo, conquistando un pareggio prezioso: “Al gol di Bonesso – continua Filippo – c’è legato un aneddoto, quello del furto della 500, auto che gli era stata rubata la sera prima, il sabato. Guarda caso, dopo il mitico gol che fece ai rossoneri, sovrastando Collovati, la ritrovò la stessa domenica sera…”.

Filippo, come al solito, è un fiume in piena. Gli aneddoti si rincorrono: “Anni dopo, nella Serie C1 del 1987-88, la maglia gialla ritornò a vestire il Catania. Ricordo una sconfitta per 1-0 al “Vestuti” di Salerno, con rete decisiva di un certo Angelo Crialesi…”.

Dopo questi racconti, dopo aver conosciuto una parte di storia non vissuta, la mia avversione alla maglia comincia a diminuire. Il giallo è 46, anche Valentino Rossi lo sa…

La “gialla”, associata a Gigi Muraro, venne indossata anche da Roberto Sorrentino. Anche se, in verità, il colore del portiere campano era un altro: “In un paio di partite, nel 1982, Sorrentino sfoggiò il giallo – prosegue Filippo Solarino – . Nei primi tre anni al Catania indossò una maglia celeste con bordi rigorosamente rossazzurri”.

I colori delle maglie, che siano seconde, terze o del portiere, variano e spaziano all’infinito. Nel calcio moderno, poi, può capitare anche di vedere un Napoli-Juventus al “San Paolo” con i piemontesi in tenuta completamente blu e i partenopei in bianco. Per non parlare del verdeazzurro sfoggiato dall’Inter nella scorsa stagione che, oltre alla maglia della Feralpisalò, ricorda anche la lattina di una famosissima bevanda gassata. Il Catania, per esempio, dagli anni duemila in poi ha indossato anche maglie arancioni (2000/01), giallo evidenziatore (2002/03) e nella stagione 2007/08, nella sola gara di Napoli, anche una particolarissima divisa blu-arancio, la maglia nerodorata esibita nella Dahlia Cup (estate 2009), per non parlare dell'odiosa camouflage di qualche anno fa. Spesso cambia il fondo, ma le rifiniture mantengono sempre fede ai colori sociali del club. Tal volta, però, viene meno l’intensità di un colore, e noi ne sappiamo qualcosa…

“Sinceramente – confido ad Antonio e Filippo – il colore che più mi piace per una terza maglia è il nero, come la pietra lavica, così come quella utilizzata nel 2001/02, anno dell’ultima promozione in B”. Il livello dell'avversione è diminuito, lo confermo, ma il giallo non mi fa impazzire, anche se, nella divisa 2018/19, c’è un dettaglio che non va trascurato: “Nella parte superiore della maglia gialla, nelle pennellate di rosso e azzurro – invito Antonio e Filippo ad osservare la foto scattata da Nino Russo a Rende –, si nota chiaramente che l’azzurro è diverso rispetto a quello utilizzato nella prima maglia. È un azzurro più intenso, che somiglia a quello utilizzato negli anni novanta, l’azzurro Catania!”

“Hai ragione – esclama Filippo – questo è il nostro vero azzurro, che poi l'azzurro che indossammo per tutta la nostra storia sino al 2005, quando venne scelta tonalità più chiara. Il nostro è l’azzurro mare, molto più caratterizzante dell’azzurro cielo, che poi è quasi celeste. Catania è una città di mare, quindi è logico che quello sia l’azzurro del nostro mare, insieme al rosso che rappresenta la lava dell’Etna. L’azzurro cielo c’è anche su Enna, ma a Enna non c’è il mare…”

 

http://calciocatania.com/articoli/articoli.php?Catania-46-sfumature-di-giallo...-6955

 

CATANIA (4-2-3-1) Pisseri 7; Calapai 7, Aya 7, T. Silvestri 6,5, Baraye 6,5; Biagianti 7 (dal 42' s.t Bucolo s.v.), G. Rizzo 6,5; Scaglia 6 (dal 22' s.t. Esposito 6), Lodi 7 (dal 42' s.t. Angiulli s.v.), Manneh 7 (dal 34' s.t. Vassallo s.v.); Marotta 6,5 (dal 34' s.t. Curiale s.v.). (Pulidori, Ciancio, Lovric, A. Rizzo, Barisic, Brodic). All. Sottil 7.

VIBONESE (3-5-2) Mengoni 5,5; L. Silvestri 6,5, Camilleri, 6 Altobello 5,5 (dal 38' s.t. De Carolis s.v.); Franchino 5 (dal 19' s.t. Cani 5), Collodel 5,5 (dal 19' s.t. Finizio 5), Obodo 7, Scaccabarozzi 5 (dal 38' s.t. Prezioso) s.v., Tito 5,5; Bubas 6, Ciotti 5,5 (dal 6' s.t. Taurino 5,5). (Viscovo, Malberti, Maciucca, Carrozza, Raso, Donnarumma, Melillo). All. Orlandi 6. ARBITRO De Santis di Lecce 6 (Mansi di Nocera Inferiore, Parrella di Battipaglia).   RETI Al 29' p.t. Biagianti, al 5' Lodi su rigore, al 37' s.t. Aya. NOTE Spettatori paganti 2.870, abbonati 6.687. Totale 9.557. Incasso 32.151. angoli 5-3 ammoniti Silvestri, Altobello, Finizio,Camilleri. Recupero 1' e 5'

 

Sofferenza e vittoria.

Il copione è quello abituale, visto nelle precedenti tre stagioni durante le quali il Catania ha cercato di farsi largo in Serie C. La Vibonese, primo avversario stagionale al Massimino, Coppa Italia esclusa, si chiude, cerca di ripartire, ma becca i gol nei momenti strategici del match.

Apre Biagianti a 15' dal riposo sfruttando l'angolo di Lodi con i movimenti sul primo palo degne di un centravanti opportunista. Raddoppia all'inizio della ripresa Lodi su rigore, deciso per atterramento su Manneh. I rossazzurri soffrono, come a Rende, a metà del primo tempo, mettono in cassaforte il successo in avvio di ripresa.

Manneh è scatenato: le sue accelerazioni mettono in ansia l'intera fase di non possesso avversaria. I rossazzurri fanno turn over in vista del momento più intenso della stagione. Rifiatano Marotta, Manneh, Scaglia, subentrano Curiale,Vassallo, Esposito. Il tris arriva nel finale con il colpo di testa di Aya, servito da Esposito: ma l'azione parte sempre da un'intuizione di Lodi. Ovazione finale tributata al 10 mila del Massimino alla squadra che continua il percorso di avvicinamento alla vetta nonostante le tre partite da recuperare.

 

 

 

CASERTANA (3-5-2):  Russo; Blondett, Lorenzini, Pinna; De Marco (dal 73′ Padovan), D’Angelo, Santoro (dal 61′ Cigliano), Vacca, Zito; Castaldo, Floro Flores. A disposizione: Zivkovic, Adamonis; Ciriello, Romano,Ferrara, Alfageme, Mancino. Allenatore G. Fontana. CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Esposito; Calapai (dal 82′ Ciancio), Biagianti, Lodi (dal 71′ Bucolo), Rizzo, Baraye; Curiale (dal 61′ Barisic), Marotta. A disposizione: Pulidori; Lovric, Angiulli, Scaglia, Brodic, Manneh, Vassallo, Rizzo. Allenatore A. Sottil. MARCATORI – Curiale (Ct) al 24′, Floro Flores (Cas) al 91′ AMMONITI – Floro Flores (Cas), Esposito (Ct), Cigliano (Cas) ESPULSI – Esposito (Ct) doppio giallo

 

Non è male. Ma è un peccato.

Va bene così. Anzi, no. E’ un Catania dallo stato d’animo combattuto, quello che esce dal Pinto mancando per la prima volta nella stagione l’appuntamento con la vittoria. Il pari a Caserta vale, ma brucia. Sentimenti contrastanti per una partita dai due volti. 

Incamerare un punto sul (pessimo) campo della tua avversaria più accreditata non può essere considerato un risultato da buttare. Farlo dopo avere tenuto in pugno la gara per un tempo, fallendo una clamorosa occasione per il raddoppio nel finale e subendo il pari nel recupero per un errore non inedito – mancata copertura su una seconda palla da calcio piazzato – non può che dare vita a forti rimpianti.

 I rossazzurri giungono a un passo dal sesto successo consecutivo in gare ufficiali approcciando bene il primo impegno del tour de force che li vedrà impegnati dodici volte in quaranta giorni. Il 3-4-1-2 varato da Sottil aggiunge Esposito alla linea arretrata, fa avanzare sulle corsie esterne Calapai e Baraye, copre le spalle a Lodi in impostazione e lancia in avanti la coppia Marotta-Curiale.

 Su un terreno di gioco inadeguato, il Catania parte col piede giusto. Gli etnei restano compatti e pressano alti la Casertana, che per l’intero primo tempo non trova una valida chiave di lettura del match e non impensierisce mai Pisseri buttando al vento l’unica buona trama offensiva con un tocco sballato di Blondett, ben liberato da Floro Flores in piena area.

 Decisamente meglio i rossazzurri: il terzetto difensivo tiene a bada senza problemi le grandi firme Castaldo-Floro Flores, la cui intesa pare ancora da affinare, Lodi detta i tempi e in avanti c’è un uomo-squadra come Marotta, attaccante a tutto campo che impegna la difesa avversaria, cerca la porta (destro contenuto da Russo) e manda tre volte al tiro Lodi (primo tentativo alto, secondo neutralizzato da Russo) e Baraye (conclusione alta da buona posizione).

 La solita combinazione da piazzato (quinto gol su palla inattiva su sei realizzati in campionato) che sblocca il risultato è il legittimo premio per 45′ di spessore: angolo di Lodi, torre di Silvestri e inzuccata sotto la traversa di Curiale.

 L’inevitabile reazione della Casertana cambia il registro della partita nella ripresa. Fontana abbassa Floro Flores mandandolo tra le linee per uscire dalla morsa dei marcatori avversari e vede incrementarsi il contributo alla manovra delle mezze ali. Il Catania, che non ha ancora il migliore ritmo partita, si abbassa, perde la spinta sugli esterni e riparte in maniera più episodica lasciando Marotta a corto di rifornimenti.

 Il fuorigioco ben applicato disinnesca un paio di situazioni scabrose, poi un pizzico di buona sorte e l’arbitro danno una mano agli etnei sull’unica vera, grande occasione creata dai padroni di casa: su angolo di Vacca, Blondett colpisce la traversa e poi ribadisce in rete in acrobazia venendo fermato dal fischio di Camplone che sanziona una caduta di Marotta, in realtà scontratosi con un compagno.

 Sottil rimpiazza Curiale con Barisic e poi Lodi con Bucolo per puntellare la mediana, Fontana passa al 4-3-1-2 con Padovan accanto a Castaldo. Il Catania potrebbe chiuderla con Marotta, che però paga la sua generosità mancando un comodo appoggio per il 2-0 su assist di Barisic.

 I tre punti sono comunque a un passo, ma nel finale ci scappa il patatrac: Esposito, già ammonito, strattona Castaldo e viene espulso per doppio giallo. Sulla punizione dal limite che ne segue, Pisseri si oppone in qualche modo al piazzato di Pinna e nessuno copre sulla respinta permettendo a Floro Flores, tutto solo, di battere a rete per il pari.

 Finisce 1-1. Non è male. Ma è un peccato.

http://sport.lasiciliaweb.it/2018/10/13/catania-che-peccato/

 

 

 

 

 CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Silvestri, Baraye (46′ Calapai); Angiulli (76′ Bucolo), G. Rizzo (32′ Biagianti); Barišič (61′ Vassallo), Lodi, Manneh;

Marotta (77′ Curiale). A disp. di Sottil: Pulidori, Fabiani, Scaglia, Lovric, A. Rizzo, Llama, Brodic.TRAPANI (4-3-3): Dini; Scrugli, Pagliarulo, Mulè, Ramos; Costa Ferreira (61′ Toscano), Taugordeau, Corapi; Golfo, Evacuo (80′ Dambros), Tulli (61′ Nzola).

 

 

Il Trapani sbaglia Lodi non perdona: il Catania sorride vincendo il big match del ‘Massimino’

Grande prestazione dei rossazzurri nella ripresa

 

 Cinico e spietato il Catania di Sottil contro la capolista Trapani. Al Massimino è 3-1 per i rossazzurri con gol tutti nella ripresa di Lodi (doppietta), Marotta e Corapi. I padroni di casa dopo aver sofferto il Trapani per tutto il primo tempo, compreso un rigore sciupato da Evacuo, si sino scatenati ad inizio ripresa con un uno-due micidiale mandando al tappeto l’avversario che è tornato in campo senza la giusta attenzione. Ma il Trapani si rammarica per le tantissime occasioni sciupate da Evacuo anche se il successo etneo è comunque meritato.

Il Catania che ha avuto un atteggiamento propositivo soprattutto nel secondo tempo sfruttando con Lodi le occasioni propizie.

Sottil nell’intervallo ha strigliato i suoi e dopo la musica è cambiata anche con la mossa forzata di Biagianti al posto di Rizzo infortunato. Il tecnico ha spostato Lodi dietro e i rossazzurri hanno cambiato il centrocampo. Catania che con questo successo si porta a 10 punti occupando la terza posizione in classifica, appena 6 in meno dal Trapani che però ha giocato tre partite in più e da stasera sente il fiato sul collo dei rossazzurri.

 

http://www.itasportpress.it/catania-news/catania-trapani-le-formazioni-ufficiali/?refresh_ce-cp

 

 

 

 

 

 

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