Mini rivoluzione Catania: ufficializzati in cinque, Marotta e Llama gli ultimi acquistiRisultati immagini per catania sottil

Il Catania di Sottil subito a lavoro con le idee chiare e gli uomini a disposizione per la stagione 2018-2019. Lo Monaco aveva annunciato in conferenza stampa un 7-8 cambi in rosa e già sono 5 quelli che si sono concretizzati ufficialmente. Numerosi anche i saluti, da Russotto, risoluzione del contratto per lui, a Djordjevic, in scadenza e ormai lontano dei radar per quasi tutta la scorsa stagione. Porcino è invece rientrato dal prestito e si è accasato alla corte di mister Lucarelli al Livorno. Stessa strada dovrebbe percorrere Bogdan. Marchese invece l'unico dei veterani a dire addio.

Chi ritorna invece è Cristian Ezequiel Llama, protagonista di quello zoccolo duro che fino al 2012 ha regalato alla piazza etnea grandi emozioni e risultati positivi. Llama ha collezionato in passato con il Catania 70 presenze e 3 reti in Serie A Tim, alle quali si aggiungono 6 gare disputate in Tim Cup. L'esterno mancino ha sottoscritto un contratto biennale, legandosi al club di via Magenta fino al 30 giugno 2020.

Altro acquisto di spessore è quello di Alessandro Marotta. Nelle ultime due stagioni, vissute con la formazione toscana in Serie C, l'attaccante partenopeo ha realizzato 28 reti, migliorando lo score delle due annate precedenti a Benevento, caratterizzate complessivamente da 18 gol in campionato e soprattutto dalla conquista della storica promozione dei sanniti in Serie B, nel 2016. L'atleta lombardo ha sottoscritto un contratto triennale, legandosi agli etnei fino al 30 giugno 2021.

Sottil inizia inoltre a disegnare il reparto arretrato in sinergia con la società. Due gli arrivi in questo reparto. Si tratta di Simone Ciancio, difensore esterno che ha contribuito alla promozione del Lecce nella passata stagione, sommando 23 presenze e realizzando una rete. L'atleta ligure ha sottoscritto un contratto biennale fino al 30 giugno 2020. L'altro acquisto nel pacchetto arretrato arriva dal Trapani. E' Tommaso Silvestri, classe 1991. Nella stagione 2017/18, il difensore centrale neo-rossazzurro ha sommato in granata 28 presenze, impreziosite da 6 reti. L'atleta veneto ha sottoscritto un contratto triennale, fino al 30 giugno 2021. 

Novità anche a centrocampo con l'acquisto Federico Angiulli, classe 1992, dalla Ternana. Nella stagione 2017/18, il poliedrico centrocampista ha sommato 24 presenze e realizzato tre reti, in Serie B, con la formazione umbra. Per lui un contratto fino al 30 giugno 2021.

http://www.cataniatoday.it/sport/calciomercato-catania-marotta-llama.html

 

CATANIA - Alessandro Marotta vuole prendersi subito la scena nel cuore dei tifosi del Catania. E così, dopo aver bagnato nel migliore dei modi il suo debutto ufficiale in maglia rossoazzurra con uno dei due gol decisivi per stendere il Verona in coppa Italia, il nuovo attaccante a disposizione di mister Sottil, nel corso di un'intervista per il quotidiano La Sicilia, ha parlato della querelle che per il momento tiene gli etnei lontano dalla serie B: "La B ci tocca di diritto, ma non so cosa pensare, adesso. Lavoriamo e basta. Speriamo decidano presto e soprattutto speriamo di giocare presto perché a metà settembre saranno due mesi che siamo in ritiro e non lottiamo per i tre punti". Una serie B che il Catania proverà a prendersi sul campo, magari col feeling tra Marotta e Davis Curiale: "Davis è un amico. Abbiamo condiviso la stessa camera in ritiro. Si tratta di un ragazzo molto privato, ma se ti da fiducia diventa davvero simpatico. Mi sono trovato a meraviglia con lui".

 Marotta ha anche raccontato l'inizio del suo rapporto con il calcio. Un rapporto che almeno inizialmente non era decollato, visto che in età giovane il nuovo bomber del Catania non era riuscito a sfondare, fino a pensare di smettere: "Fino a quando avevo 22 anni giocavo da esterno sinistro o destro. E non segnavo neanche a porta vuota. Mi ero scoraggiato perché non riuscivo a incidere". Poi la tanto attesa svolta, ripartendo dai dilettanti e provando a mettersi in gioco. Una scelta che ha portato i suoi frutti, visto che Marotta è riuscito ad arrivare ormai alle soglie del calcio che conta: "Decisi di giocare ad Arrone (provincia di Terni) scendendo di categoria, accettando la D. Arrivato in Umbria Marini mi disse che mi avrebbe cambiato ruolo e mi avrebbe schierato attaccante. Prima mi rifiutai, poi no. Quell’anno feci 22 gol e se in carriera ho avuto il privilegio di giocare in grandi piazze lo devo a lui".

 

 

 

 FORMAZIONE TITOLARE

   
 

 

 

IN USCITA A GENNAIO

 

Bologna Carrarese Padova

 

 

AD INIZIO CAMPIONATO

 

l'allenatore, Andrea Sottil

 

 

 

 

 

 

 

RENDE (3-4-3): Savelloni; Germinio, Minelli, Sabato (45′ Calvanese); Viteritti (66′ Godano), Awua, Franco, Blaze; Gigliotti (52′ Giannotti), Vivacqua, Rossini. A disp.: Borsellini, Palermo, Maddaloni, Sanzone, Cipolla, Di Giorno, Laaribi. All: Modesto.

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Scaglia (55′ Baraye); Biagianti (55′ Bucolo), Rizzo; Barisic, Lodi, Manneh (67′ Vassallo); Curiale (80′ Brodic). A disp.: Pulidori, Fabiani, Esposito, Lovric, Angiulli, A. Rizzo, Mujkic. All: Sottil.

MARCATORI: 13′ Manneh, 31′ Awua (R) 82′ Silvestri ARBITRO: Maranesi di Ciampino.

AMMONITI: Viteritti, Awua (R); Curiale (C). ESPULSI: Nessuno

 

 

 

Catania, 46 sfumature di giallo...

di Salvatore Giovanni Emanuele

Nella gara di Rende il Catania ha indossato una maglia gialla già sfoggiata in passato. Ne abbiamo parlato con Filippo Solarino

Sabato scorso, in quel di Rende, il Catania ha fatto il suo esordio in campionato. Lo ha fatto dopo una lunga e travagliata estate, fatta di sentenze, ricorsi e teatrini grotteschi, indossando una maglia gialla con chiari riporti rosso e azzurri. Gialla, come il colore che indica il primato al Tour de France. Gialla, come il sole a mezzogiorno. Gialla, come luce calda che si rivede in fondo al tunnel. Una maglia, data in dotazione insieme alla “rossazzurra” e alla “bianca”, che ritorna a vestire l’Elefante a distanza di qualche anno. Nell’ultima stagione di Serie B, la 2014/15, il Catania utilizzò la maglia gialla in undici trasferte. Bilancio assai negativo, contraddistinto da sette sconfitte, 3-0 a La Spezia e Lanciano, 4-2 a Livorno e Brescia, 3-2 a Padova contro il Cittadella, 2-0 a Bologna e 1-0 a Terni; tre pareggi, 2-2 a Trapani, e doppio 1-1 a Crotone e Bari, e una sola vittoria, il 3-0 in casa del Varese. Un vero e proprio disastro che non fece altro che diminuire il già poco appeal tra i tifosi rossazzurri, tutt’altro che entusiasti nel veder il Catania ‘46 vestito con quei colori che rievocavano un’altra realtà cittadina in auge nel cuore degli anni novanta.

Catania-Milan 1980: il giallo è 46

Per gli assidui frequentatori di Piazza Spedini e dintorni, che avevano almeno quindici o sedici anni tra il 1994 e il 2000, il giallo riporta a galla le maglie dell’Atletico Catania di Franco Proto, società che secondo i piani dell’imprenditore ennese e dell’allora sindaco Enzo Bianco doveva “sostituire” il vecchio Catania 1946 di Angelo Massimino, sprofondato nell’Eccellenza per volere del Palazzo. Associare il giallo all’Atletico è immediato, c’è poco da fare. Giallo, come quell’ananas con frutto, presa al solito chiosco, quello degli incontri casuali ma al tempo stesso sempre piacevoli, che non riesco a gustare così come vorrei…

“La scelta della maglia gialla fu una cosa positiva, perché l'Atletico abbandonò il rossazzurro”. Poche parole, ma poche parole che contano. È il ‘sommo’ Antonio Buemi, coautore de “Tutto il Catania minuto per minuto”, che appare alla mia destra in compagnia di Filippo Solarino, altro storico del pallone rossazzurro. Per chi ha qualche anno in più rispetto al sottoscritto, e una conoscenza storica molto più ampia, la storia è ben diversa: “Sono tanti ad associare la nuova terza maglia del Catania a ‘quell'altra squadra’ che a metà degli anni 90 calcò il terreno del nostro stadio – irrompe Filippo – . In realtà il Catania, ben 15 anni prima, aveva già indossato una maglia gialla nei primi mesi della Serie B 1980-81. Una maglia che venne fatta togliere a furor di popolo dopo le prime sconfitte, anche perché era gialla e non piaceva tanto ai tifosi”.

Quel maglione giallo, utilizzato in passato solo dai portieri, Beppe Vavassori (così come si evince da alcune foto dell’epoca) e Gigi Muraro sul finire degli anni settanta, il 5 ottobre 1980 vestiva il Catania nella gara casalinga contro il Milan in Serie B: “Parliamo di una partita importantissima – sottolinea Filippo – ricordo che c'era lo sciopero del tifo perché Lino De Petrillo era stato licenziato da poco. Noi eravamo appena risaliti in B, mentre loro, appena un anno e mezzo prima, avevano vinto lo ‘scudetto della stella’ prima di retrocedere per il primo grande scandalo di scommesse in Italia. Tra l’altro, in quel Milan, c’erano in campo anche due futuri campioni del mondo in squadra, Fulvio Collovati e Franco Baresi…”

Il Catania, ancora a secco di gol dopo tre giornate (0-0 con Rimini e Foggia, sconfitta per 4-0 a Roma contro la Lazio), riuscì a segnare ben due reti al Diavolo, conquistando un pareggio prezioso: “Al gol di Bonesso – continua Filippo – c’è legato un aneddoto, quello del furto della 500, auto che gli era stata rubata la sera prima, il sabato. Guarda caso, dopo il mitico gol che fece ai rossoneri, sovrastando Collovati, la ritrovò la stessa domenica sera…”.

Filippo, come al solito, è un fiume in piena. Gli aneddoti si rincorrono: “Anni dopo, nella Serie C1 del 1987-88, la maglia gialla ritornò a vestire il Catania. Ricordo una sconfitta per 1-0 al “Vestuti” di Salerno, con rete decisiva di un certo Angelo Crialesi…”.

Dopo questi racconti, dopo aver conosciuto una parte di storia non vissuta, la mia avversione alla maglia comincia a diminuire. Il giallo è 46, anche Valentino Rossi lo sa…

La “gialla”, associata a Gigi Muraro, venne indossata anche da Roberto Sorrentino. Anche se, in verità, il colore del portiere campano era un altro: “In un paio di partite, nel 1982, Sorrentino sfoggiò il giallo – prosegue Filippo Solarino – . Nei primi tre anni al Catania indossò una maglia celeste con bordi rigorosamente rossazzurri”.

I colori delle maglie, che siano seconde, terze o del portiere, variano e spaziano all’infinito. Nel calcio moderno, poi, può capitare anche di vedere un Napoli-Juventus al “San Paolo” con i piemontesi in tenuta completamente blu e i partenopei in bianco. Per non parlare del verdeazzurro sfoggiato dall’Inter nella scorsa stagione che, oltre alla maglia della Feralpisalò, ricorda anche la lattina di una famosissima bevanda gassata. Il Catania, per esempio, dagli anni duemila in poi ha indossato anche maglie arancioni (2000/01), giallo evidenziatore (2002/03) e nella stagione 2007/08, nella sola gara di Napoli, anche una particolarissima divisa blu-arancio, la maglia nerodorata esibita nella Dahlia Cup (estate 2009), per non parlare dell'odiosa camouflage di qualche anno fa. Spesso cambia il fondo, ma le rifiniture mantengono sempre fede ai colori sociali del club. Tal volta, però, viene meno l’intensità di un colore, e noi ne sappiamo qualcosa…

“Sinceramente – confido ad Antonio e Filippo – il colore che più mi piace per una terza maglia è il nero, come la pietra lavica, così come quella utilizzata nel 2001/02, anno dell’ultima promozione in B”. Il livello dell'avversione è diminuito, lo confermo, ma il giallo non mi fa impazzire, anche se, nella divisa 2018/19, c’è un dettaglio che non va trascurato: “Nella parte superiore della maglia gialla, nelle pennellate di rosso e azzurro – invito Antonio e Filippo ad osservare la foto scattata da Nino Russo a Rende –, si nota chiaramente che l’azzurro è diverso rispetto a quello utilizzato nella prima maglia. È un azzurro più intenso, che somiglia a quello utilizzato negli anni novanta, l’azzurro Catania!”

“Hai ragione – esclama Filippo – questo è il nostro vero azzurro, che poi l'azzurro che indossammo per tutta la nostra storia sino al 2005, quando venne scelta tonalità più chiara. Il nostro è l’azzurro mare, molto più caratterizzante dell’azzurro cielo, che poi è quasi celeste. Catania è una città di mare, quindi è logico che quello sia l’azzurro del nostro mare, insieme al rosso che rappresenta la lava dell’Etna. L’azzurro cielo c’è anche su Enna, ma a Enna non c’è il mare…”

 

http://calciocatania.com/articoli/articoli.php?Catania-46-sfumature-di-giallo...-6955

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Baraye; Biagianti (88′ Bucolo), Rizzo; Scaglia (66′ Esposito), Lodi (88′ Angiulli), Manneh (79′ Vassallo); Marotta (80′ Curiale). A disp. di Sottil: Pulidori, Fabiani, Ciancio, Lovric, A. Rizzo, Barisic, Brodic.

VIBONESE (3-5-2): Mengoni; Silvestri, Camilleri, Altobello (83′ De Carolis); Franchino (64′ Cani), Collodel (51′ Finizio), Obodo, Scaccabarozzi (83′ Donnarumma), Tito; Bubas, Ciotti (51′ Taurino). A disp. di Orlandi: Viscovo, Malberti, Maciucca, Carrozza, Raso, Prezioso, Melillo.

MARCATORI: 29′ Biagianti, 51′ Lodi rig., 82′ Aya NOTE: 5′ di recupero secondo tempo; 1′ di recupero primo tempo AMMONITI: Silvestri (C), Altobello, Finizio, Camilleri (V)

 

 

Sofferenza e vittoria.

Il copione è quello abituale, visto nelle precedenti tre stagioni durante le quali il Catania ha cercato di farsi largo in Serie C. La Vibonese, primo avversario stagionale al Massimino, Coppa Italia esclusa, si chiude, cerca di ripartire, ma becca i gol nei momenti strategici del match.

Apre Biagianti a 15' dal riposo sfruttando l'angolo di Lodi con i movimenti sul primo palo degne di un centravanti opportunista. Raddoppia all'inizio della ripresa Lodi su rigore, deciso per atterramento su Manneh. I rossazzurri soffrono, come a Rende, a metà del primo tempo, mettono in cassaforte il successo in avvio di ripresa.

Manneh è scatenato: le sue accelerazioni mettono in ansia l'intera fase di non possesso avversaria. I rossazzurri fanno turn over in vista del momento più intenso della stagione. Rifiatano Marotta, Manneh, Scaglia, subentrano Curiale,Vassallo, Esposito. Il tris arriva nel finale con il colpo di testa di Aya, servito da Esposito: ma l'azione parte sempre da un'intuizione di Lodi. Ovazione finale tributata al 10 mila del Massimino alla squadra che continua il percorso di avvicinamento alla vetta nonostante le tre partite da recuperare.

 

 

 

CASERTANA (4-3-1-2): Russo; De Marco (73′ Padovan), Lorenzini, Blondett, Pinna; D’Angelo, Vacca, Santoro (60′ Cigliano); Zito; Castaldo, Floro Flores. A disp. Adamonis, Zivkovic, Cigliano, Ciriello, Ferrara, Mancino, Romano, Alfageme, Padovan.

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Esposito, Silvestri; Calapai (83′ Ciancio), Biagianti, Lodi (71′ Bucolo), G. Rizzo, Baraye; Marotta, Curiale (61′ Barisic). A disp. Pulidori, Lovric, Angiulli, Barisic, Scaglia, Brodic, Manneh, Vassallo, Bucolo, Ciancio, A. Rizzo.

Reti: 24′ Curiale (CAT) 90’+1′ Floro Flores (CAS) Ammonizioni: Floro Flores, Cigliano (CAS); Esposito (CAT) Espulsioni: Esposito (CAT)

 

 

Non è male. Ma è un peccato.

Va bene così. Anzi, no. E’ un Catania dallo stato d’animo combattuto, quello che esce dal Pinto mancando per la prima volta nella stagione l’appuntamento con la vittoria. Il pari a Caserta vale, ma brucia. Sentimenti contrastanti per una partita dai due volti. 

Incamerare un punto sul (pessimo) campo della tua avversaria più accreditata non può essere considerato un risultato da buttare. Farlo dopo avere tenuto in pugno la gara per un tempo, fallendo una clamorosa occasione per il raddoppio nel finale e subendo il pari nel recupero per un errore non inedito – mancata copertura su una seconda palla da calcio piazzato – non può che dare vita a forti rimpianti.

 I rossazzurri giungono a un passo dal sesto successo consecutivo in gare ufficiali approcciando bene il primo impegno del tour de force che li vedrà impegnati dodici volte in quaranta giorni. Il 3-4-1-2 varato da Sottil aggiunge Esposito alla linea arretrata, fa avanzare sulle corsie esterne Calapai e Baraye, copre le spalle a Lodi in impostazione e lancia in avanti la coppia Marotta-Curiale.

 Su un terreno di gioco inadeguato, il Catania parte col piede giusto. Gli etnei restano compatti e pressano alti la Casertana, che per l’intero primo tempo non trova una valida chiave di lettura del match e non impensierisce mai Pisseri buttando al vento l’unica buona trama offensiva con un tocco sballato di Blondett, ben liberato da Floro Flores in piena area.

 Decisamente meglio i rossazzurri: il terzetto difensivo tiene a bada senza problemi le grandi firme Castaldo-Floro Flores, la cui intesa pare ancora da affinare, Lodi detta i tempi e in avanti c’è un uomo-squadra come Marotta, attaccante a tutto campo che impegna la difesa avversaria, cerca la porta (destro contenuto da Russo) e manda tre volte al tiro Lodi (primo tentativo alto, secondo neutralizzato da Russo) e Baraye (conclusione alta da buona posizione).

 La solita combinazione da piazzato (quinto gol su palla inattiva su sei realizzati in campionato) che sblocca il risultato è il legittimo premio per 45′ di spessore: angolo di Lodi, torre di Silvestri e inzuccata sotto la traversa di Curiale.

 L’inevitabile reazione della Casertana cambia il registro della partita nella ripresa. Fontana abbassa Floro Flores mandandolo tra le linee per uscire dalla morsa dei marcatori avversari e vede incrementarsi il contributo alla manovra delle mezze ali. Il Catania, che non ha ancora il migliore ritmo partita, si abbassa, perde la spinta sugli esterni e riparte in maniera più episodica lasciando Marotta a corto di rifornimenti.

 Il fuorigioco ben applicato disinnesca un paio di situazioni scabrose, poi un pizzico di buona sorte e l’arbitro danno una mano agli etnei sull’unica vera, grande occasione creata dai padroni di casa: su angolo di Vacca, Blondett colpisce la traversa e poi ribadisce in rete in acrobazia venendo fermato dal fischio di Camplone che sanziona una caduta di Marotta, in realtà scontratosi con un compagno.

 Sottil rimpiazza Curiale con Barisic e poi Lodi con Bucolo per puntellare la mediana, Fontana passa al 4-3-1-2 con Padovan accanto a Castaldo. Il Catania potrebbe chiuderla con Marotta, che però paga la sua generosità mancando un comodo appoggio per il 2-0 su assist di Barisic.

 I tre punti sono comunque a un passo, ma nel finale ci scappa il patatrac: Esposito, già ammonito, strattona Castaldo e viene espulso per doppio giallo. Sulla punizione dal limite che ne segue, Pisseri si oppone in qualche modo al piazzato di Pinna e nessuno copre sulla respinta permettendo a Floro Flores, tutto solo, di battere a rete per il pari.

 Finisce 1-1. Non è male. Ma è un peccato.

http://sport.lasiciliaweb.it/2018/10/13/catania-che-peccato/

 

Catania (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Silvestri, Baraye (dal 46′ Calapai); Rizzo (dal 32′ Biagianti), Angiulli (dal 77′ Bucolo); Barisic (dal 63′ Vassallo), Lodi, Manneh; Marotta (dal 77′ Curiale). A disposizione: Pulidori, Fabiani; Lovric, Scaglia, Rizzo, Llama, Brodic. Allenatore: A. Sottil.

Trapani (4-3-3): Dini; Scrugli, Mulè, Pagliarulo, Ramos; Corapi, Taugourdeau, Costa Ferreira (dal 63′ Toscano); Evacuo (dall’81’ Dambros), Golfo, Tulli (dal 63′ Nzola). A disposizione: Ingrassia, Kucich, Da Silva, Ferretti, Aloi, D’Angelo, Canino, Garufo, Girasole. Allenatore: V. Italiano.

Marcatori: Lodi al 48′, Marotta al 50′, Lodi al 61′, Golfo al 70′ Ammoniti: Silvestri (C), Vassallo (C) Espulsi: Vassallo (C) Arbitro: Daniel Amabile di Vicenza

 

 

Il Trapani sbaglia Lodi non perdona: il Catania sorride vincendo il big match del ‘Massimino’

Grande prestazione dei rossazzurri nella ripresa

 

 Cinico e spietato il Catania di Sottil contro la capolista Trapani. Al Massimino è 3-1 per i rossazzurri con gol tutti nella ripresa di Lodi (doppietta), Marotta e Corapi. I padroni di casa dopo aver sofferto il Trapani per tutto il primo tempo, compreso un rigore sciupato da Evacuo, si sino scatenati ad inizio ripresa con un uno-due micidiale mandando al tappeto l’avversario che è tornato in campo senza la giusta attenzione. Ma il Trapani si rammarica per le tantissime occasioni sciupate da Evacuo anche se il successo etneo è comunque meritato.

Il Catania che ha avuto un atteggiamento propositivo soprattutto nel secondo tempo sfruttando con Lodi le occasioni propizie.

Sottil nell’intervallo ha strigliato i suoi e dopo la musica è cambiata anche con la mossa forzata di Biagianti al posto di Rizzo infortunato. Il tecnico ha spostato Lodi dietro e i rossazzurri hanno cambiato il centrocampo. Catania che con questo successo si porta a 10 punti occupando la terza posizione in classifica, appena 6 in meno dal Trapani che però ha giocato tre partite in più e da stasera sente il fiato sul collo dei rossazzurri.

 

http://www.itasportpress.it/catania-news/catania-trapani-le-formazioni-ufficiali/?refresh_ce-cp

 

 

 

Paganese (3-5-2): Galli: Diop, Acampora (dal 46′ Carotenuto), Gargiulo (dal 60′ Garofalo); Tazza, Nacci, Sapone, Gaeta (dal 61′ Gori), Della Corte; Scarpa, Parigi. A disposizione: Cappa, Santopadre; Cappiello, Buonocore, Della Morte, Amadio, Alberti, Verdicchio, Longo. Allenatore: L. Fusco.

Catania (3-5-2): Pisseri; Aya, Esposito, Silvestri; Ciancio, Lodi (dal 63′ Llama), Biagianti, Bucolo, Scaglia (dal 71′ Angiulli); Marotta (dal 72′ Calapai), Curiale. A disposizione: Pulidori, Fabiani; Lovric, Brodic, Baraye, Manneh, Mujkic, Rizzo. Allenatore: A. Sottil.

MARCATORI – Marotta al 1′ e 14′, Curiale al 4 e all’81’, Parigi al 36′, Scarpa al 53′ AMMONITI – Tazza (P), Esposito (C), Bucolo (C), Garofalo (C). ESPULSI – nessuno

 

 

 

 

MONOPOLI (3-4-1-2): Pissardo; Rota, De Franco, Mercadante; Ferrara, Scoppa, Zampa, Donnarumma; Berardi (74' Maimone); Mendicino (63' Gerardi), Mangni. A disp.: Saloni, Pierfederico, Bei, Mangione, Mavretic, Paolucci, Gatti. All. Scienza.

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Esposito; Calapai, Angiulli (70' Bucolo), Lodi, Biagianti, Baraye (70' Ciancio); Marotta (78' Llama), Curiale. A disp.: Pulidori, Fabiani, Lovric, Scaglia, A. Rizzo, Brodic, Manneh, Vassallo, Mujkic. All. Sottil.

ARBITRO: Nicoletti di Catanzaro (Cantafio-Ciancaglini). MARCATORI: NOTE:  ammoniti Rota, Curiale, Zampa, Calapai

 

 

la Lega Italiana Calcio Professionistico rende noto che: preso atto delle ordinanze emesse in data 23.10.2018 dal TAR LAZIO Sezione Prima ter, in accoglimento delle istanze di misure cautelari avanzate nei ricorsi promossi dalle società F.C. PRO VERCELLI 1892 S.R.L., TERNANA CALCIO S.P.A., NOVARA CALCIO S.P.A e ROBUR SIENA S.P.A., nonché della convocazione del Consiglio Federale per il giorno 30 ottobre 2018 nell’ambito del quale, tra gli altri punti posti all’ordine del giorno, verranno trattate le tematiche oggetto delle predette ordinanze, la Lega Pro dispone di sospendere, fino a data da determinarsi, le gare delle società CATANIA, NOVARA, PRO VERCELLI, ROBUR SIENA, TERNANA, VIRTUS ENTELLA e VITERBESE CASTRENSE.

 

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"Alla luce di quello che deciderà il consiglio di stato il 15 qualsiasi decisione sarebbe stata bypassata. C'è stato l'invito a ricominciare i campionati per dare normalità a tutti. La B continuerà così e la C riprenderà.  L'Entella? La stessa cosa. Inizierà con il campionato di Serie C e la Viterbese dovrà cominciare a giocare, nel Girone C".

 L'AD catanese prosegue poi, andando giù duro sul sistema: "C'è stato un chiaro disattendere le regole. Ci sono state fiumi di discussioni: è stato minato il calcio nelle sue fondamenta, è stata messa in modo una macchina c'è ha avuto come unico effetto il ricoprirci di ridicolo. La B ha puntato nella dilazione dei tempi e oggi pensare di recuperare 11 partite è impossibile e assurdo. Ci dobbiamo riappropriare del calcio giocato. Poi le procedure nei tribunali continueranno".

 E chiude: "Sento dire che gli unici danneggiati sono i club di B, mentre lo sono quelli di C. E' un campionato che ha perso interesse, ledendo gli interessi di tutti. Sono danni ingenti. Molto rumore per nulla? No. Le procedure varie andranno avanti. Ci sono danni seri che le società hanno ricevuto e ci tuteleremo nelle sedi opportune".

Pietro Lo Monaco.

“È assurdo, giocheremo 6 gare ogni tre giorni. I nostri piani rischiano di saltare”

Partita chiusa con un risultato scontato che più della beffa ha il sapore del ridicolo. Il primo consiglio Federale della Figc targato Gabriele Gravina dunque non ha riservato sorprese o colpi di scena, ma è servito semplicemente a ribadire che il format della serie B non verrà modificato e quindi resterà a 19 come voluto e imposto lo scorso agosto dal duo Fabbricini-Balata […] l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco rilasciate ieri all’uscita dal Consiglio: «Alla luce di quello che deciderà il Consiglio di Stato il prossimo 15 novembre, qualsiasi decisione sarebbe stata bypassata. C’è stato l’invito a cominciare i campionati per dare normalità a tutti. La serie B continuerà cos’ come la C che riprenderà il suo corso normale […]È evidente che c’è un chiaro volere di disattendere le regole. In questi mesi sono state molte le discussioni che hanno minato il calcio nelle sue fondamenta […] per quanto mi riguarda, invece, per procedure nei tribunali continueremo e lo faremo visto anche che si dice che gli unici a essere danneggiati da questa situazione sono i club di B. In realtà lo sono e anche tanto, anche quelli di serie C […] il campionato spezzatino non fa bene a nessuno, soprattutto a noi. I nostri piani potrebbero saltare visto che non è per nulla normale dove attendere mesi prima di capire quando e contro chi giocare e poi all’improvviso essere costretti a dover disputare venti partite in un paio di mesi. Avete visto il calendario del Catania da 3 al 24 novembre? Sei partite, cioè una ogni tre giorni. Assurdo. In questo modo le qualità di una squadra forte e competitiva come la nostra rischiano di non poter emergere e tutti i sacrifici economici sostenuti dalla proprietà del club, potrebbero essere vanificati. Tutto questo non certo per una nostra responsabilità ma per la gestione incauta di altri che ci ha impedito anche di poter programmare giorno per giorno il lavoro tattico e tecnico».

 

 

 

POTENZA (4-3-3): Ioime; Coccia, Di Somma, Emerson, Giron; Matera, Guaita, Dettori; Strambelli (73' Panico), Franca, Genchi. A disp.: Mazzoleni, Breza, Caiazza, Sales, Fanelli, Piccinni, Coppola, Leveque, Matino. All.  Raffaele.

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Lovric (46' Calapai); Ciancio, Angiulli (59' Llama), Lodi, Biagianti, Manneh (66' Vassallo); Marotta (66' Brodic), Curiale. A disp.: Pulidori, Esposito, Scaglia, A. Rizzo, Bucolo, Baraye, Mujkic. All. Sottil.

ARBITRO: Marchetti di Ostia (Assante-Notarangelo). MARCATORI: 12' Franca, 25' Strambelli, 38' Biagianti, 57' Guaita NOTE: ammoniti Ciancio, Matera

 

 

 

 

CATANIA (4-3-1-2): Pisseri; Calapai (81' Vassallo), Aya, Silvestri, Ciancio; Bucolo (69' Angiulli), Biagianti, Scaglia (77' Manneh); Lodi; Curiale, Marotta. A disp.: Pulidori, Fabiani, Esposito, Lovric Baraye,, A. Rizzo, G. Rizzo, Brodic, Mujkic. All. Sottil.

SIRACUSA (4-4-1-1): Messina; Daffara (54' Di Sabatino), Turati, Bertolo, Orlando (81' Gia. Fricano); Palermo, Tuninetti, Mustacciolo (69' Diop), Del Col; Catania (81' Gio. Fricano); Vazquez. A disp.: Genovese, Boncaldo, Bruno, Mattei, Da Silva, Ott Vale, Fruci, Rizzo, Celeste. All. Pazienza.

ARBITRO: Meraviglia di Pistoia. MARCATORI: 46' Marotta, 71' Catania, 87' Biagianti NOTE: ammoniti Ciancio, Catania.  Al 71' Messina para un rigore a Lodi.

 

 

 

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Esposito (46' Barisic); Calapai (30' Baraye), Angiulli (46' G. Rizzo), Lodi, Biagianti (80' Vassallo), Ciancio; Manneh (46' Curiale), Marotta. A disp.: Pulidori, Ciancio, Lovric, Bucolo, A. Rizzo, Scaglia, Brodic, Mujkic. All. Sottil.

CATANZARO (3-4-3): Furlan; Celiento, Riggio, Figliomeni; Statella (80' Nicoletti), De Risio (20' Iuliano), Maita, Favalli; Kanoutè (80' Eklu), Ciccone (80' Infantino), Fischnaller (72' Giannone). A disp.: Elezaj, Mittica, Lame, Signorini, Posocco, D’Ursi, Repossi. All. Auteri.

ARBITRO: De Angelis di Abbiategrasso (Dibenedetto-Pappagallo). MARCATORI: 14' Kanoutè, 75' Giannone NOTE: ammoniti Celiento, Silvestri, Marotta, Iuliano, Furlan

 

 

 

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani; Vitiello, Marzorati (46' Aktou), Troest, Allievi; Viola, (55' Elia) Calò, Mastalli (73' Vicente); Carlini, Paponi, Di Roberto (79' Mezavilla). A disp.: Venditti, Dumancic, Ferrazzo, Schiavi, Castellano, Lionetti, Sinani, El Ouazni.  All. Caserta.

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Silvestri, Scaglia (68' Baraye); Biagianti, G. Rizzo; Barisic (62' Manneh), Lodi (83' Angiulli), Vassallo; Marotta (83' Curiale).  A disp.: Pulidori, Lovric, Esposito, Bucolo, A. Rizzo, Brodic, Llama.  All. Sottil.

ARBITRO: Simone Sozza di Seregno (Lenarduzzi-Sartori) MARCATORI: NOTE: ammoniti Scaglia, Carlini, Ciancio, Biagianti, Elia

 

 

 

FRANCO: “Ad un certo punto non ci fermerà più nessuno. Pulvirenti non ha mai mollato, Lo Monaco provvidenziale. Siamo usciti dal tunnel oscuro”

Attraverso le pagine de La Sicilia, voce al Presidente del Catania Davide Franco, ottimista circa il proseguo della stagione rossoazzurra:

“Questa squadra tra qualche giornata esploderà, offrendo il meglio di se. A Castellammare di Stabia abbiamo visto segnali confortanti. Sono sicuro che il Catania, ad un certo punto del campionato, non lo fermerà più nessuno. Abbiamo una squadra forte, di notevole caratura tecnica che ha bisogno di perfezionare l’intesa. Adesso battiamo la Reggina. Mancato ripescaggio? Abbiamo reagito di fronte a quest’ingiustizia, ma vedo che ora qualcuno in alto loco ne sta pagando le conseguenze”.

“Giusto che sia intervenuto lo Stato. Il presidente del Coni doveva affrontare seriamente il problema, invece c’è stato uno scaricabarile, ma meglio ottenere la promozione sul campo. Sono stati anni difficili, ma siamo praticamente usciti dal tunnel oscuro e adesso si può pensare al ritorno in Serie B. Pietro Lo Monaco è stato provvidenziale, ha una missione da portare a termine e ci sono tanti altri che hanno contribuito alla rinascita del club con in testa Nino Pulvirenti, che pur restando nell’oscurità non ha mai mollato”.

 

 

CATANIA (4-2-3-1) - Pisseri, Ciancio, Aya, Silvestri, Scaglia (79' Baraye); Rizzo G., Biagianti (62' Curiale); Barisic (74' Manneh), Lodi, Vassallo (62' Llama); Marotta. a disposizione: Pulidori, Bonaccorsi, Esposito, Lovric, Baraye, Bucolo, Angiulli, Manneh, Rizzo A., Brodic. Allenatore: Sottil

REGGINA (4-3-3) - Confente; Kirwan, Conson, Solini, Mastrippolito (45' Zivkov); Marino (84' Navas), Zibert, Petermann (64' Franchini), Tulissi, Tassi (64' Emmausso), Sandomenico (75' Redolfi). a disposizione: Licastro, Vidovsek, Ciavattini, Pogliano, Bonetto, Viola, Ungaro. Allenatore: Cevoli

 

 

 

Matera (4-4-2): Farroni; Risaliti, Stendardo, Auriletto, Sepe; Triarico (Galdean 58′), Corso (Scaringella 58′), Bangu (Dammacco 77′), Ricci; Orlando (Garufi 58′), Corado. A disp: Guarnone, Milizia, Genovese, Sgambiati, Casiello, El Hilali,, Grieco,, Lorefice. All: Imbimbo E.

Catania (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Esposito, Scaglia (Baraye 78′); Rizzo, Bucolo (Biagianti 78′); Barisic (Manneh 64′), Lodi, Vassallo (Calapai 91′); Curiale (Marotta 64′). A disp: Pulidori, Lovric, Angiulli, Brodic, Llama, Baraye, Biagianti. All: Sottil A.

Arbitro: Bitonti Paolo della sezione di Bologna (Palermo – Falco). marcatori: 40′ Vassallo; 95′ Calapai. Ammoniti: Barisic, Bangu, Sepe. Espulsi: Sepe per doppia ammonizione.

 

 

 

 

2 DIC 2018 - RIPOSA IL CATANIA

 

 

 

BISCEGLIE (3-5-2): Crispino; Calandra, Markic, Maestrelli; Bottalico (84' Toskic), Onescu, Risolo, Giacomarro, Jakimovski (85' Raucci); Scalzone (72' De Sena), Starita. A disp.: Addario, Camporeale, Beghdadi, Antonicelli, Messina, Sisto. All. Bruno.

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Silvestri, Scaglia (73' Calapai); Biagianti, G. Rizzo (66' Angiulli); Barisic (60' Manneh), Lodi (65' Curiale), Vassallo (46' Brodic); Marotta. A disp.: Pulidori, Esposito, Baraye, Bucolo. All. Sottil.

ARBITRO: Robilotta di Sala Consilina (Avalos-Catamo). MARCATORI: 26' Starita NOTE: Ammoniti: Ciancio (C)

 

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Ritrovata stamattina al centro del campo dello Stadio Angelo Massimino. Ignoti gli autori del gesto intimidatorio. Pogliese: “Un fatto di violenza molto grave”. L’Ad etneo: “Questi soggetti non sono e non saranno mai tifosi” rossazzurri.

 Nella mattinata di oggi è stata ritrovata al centro del campo dello stadio Angelo massimino una testa mozzata di maiale travisata con una parrucca bionda e un paio di occhiali. In essa un biglietto con frasi d’insulto diretti all’Amministratore delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco. La scoperta è stata fatta dai giardinieri che si dovevano occupare della manutenzione del manto erboso. Sul luogo è intervenuta la Digos di Catania, che ha provveduto a sequestrare la testa di maiale ed ha avviato le indagini. Nello stadio non è attivo il sistema di video sorveglianza, che viene tenuto  acceso soltanto prima, durante e dopo le gare. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta.

 Il sindaco Salvo Pogliese ha espresso piena solidarietà all’amministratore delegato del Catania calcio Pietro Lo Monaco per il vile gesto di cui è stato oggetto e ha condannato fermamente l’episodio del macabro ritrovamento nello stadio Massimino. ”Un fatto di violenza molto grave -ha commentato il sindaco Pogliese- che nulla centra con lo sport, che invece è sana passione, agonismo e voglia di affermare i valori della leale competizione. Mi auguro che presto vengano individuati i colpevoli per contribuire ad allontanare ogni forma di violenza dal calcio e dallo sport in genere. A Pietro Lo Monaco e alla società del calcio Catania un forte abbraccio mio personale e dell’intera amministrazione comunale”.

L’Amministratore Delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco affida al sito ufficiale dichiarazioni e riflessioni, riferite all’intimidazione inscenata da ignoti allo stadio “Angelo Massimino” ed oggetto di indagini della Digos e di un’inchiesta della Procura di Catania: “Il rispetto delle indagini in corso ed in generale del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, nelle quali ripongo massima fiducia, esclude l’opportunità di un commento approfondito sul fatto. Vorrei però ribadire che la città di Catania e la passione sincera manifestata dai catanesi per la società Calcio Catania, sentimento sempre dimostrato con una corretta e costante partecipazione, non meritano di essere offuscati da questi gesti. Catania è ben altro: l’immagine di Catania, che ci rende orgogliosi, va difesa da certi individui, spinti esclusivamente dal desiderio di ritagliarsi quel minimo spazio da protagonisti che altrimenti non avrebbero mai. Questi soggetti non si rendono conto che non sono, e non saranno mai, tifosi del Catania. Manifesto il mio pensiero, quindi, proprio per tutelare il buon nome del nostro club, della città e di chi ama il calcio”.

 Il presidente della Lega Calcio Francesco Ghirelli in una lettera scritta all’Ad del calcio Catania Pietro Lo Monaco ha scritto: “L’atto ignobile di cui sei stato bersaglio , si qualifica da solo: un atto delinquenziale che mi auguro le forze dell’ordine preposte possano colpire, assicurando alle patrie galere chi lo abbia compiuto. So che tu sei forte e non arretrerai di un centimetro, anzi sarai ancora più combattivo. Io, la Lega Pro ti siamo vicini e pronti a schierarci con te. Dicci pure cosa possiamo fare più e meglio. Una parola ai delinquenti autori dell’ignobile e vigliacco gesto: Pietro ama il Catania, si spende per riportare il club lassù ove merita stare; voi non siete tifosi di una maglia tra le più gloriose del calcio italiano, voi siete feccia che rovina il lavoro serio, il tifo vero, l’amore forte. Caro Pietro, ti sono vicino con affetto e stima, Francesco”.

http://cataniapubblica.tv/una-testa-di-maiale-per-lo-monaco-il-direttore-catania-e-ben-altro/?fbclid=IwAR128uGxtc9KRizQ-Ko-2ulxSrSBRFL-WiClHYjNSRFaLfmwamTArykkO_c

 

 

 

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Esposito (dal 40′ Silvestri), Baraye (dal 53′ Scaglia); Rizzo, Biagianti (dal 73′ Lodi); Barisic (dal 73′ Brodic), Marotta, Vassallo (dal 53′ Manneh); Curiale. A disposizione: Pulidori, Calapai, Lovric, Bucolo, Angiulli, Mujkic.

 VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Nordi; Pino, Monaco (dal 73′ Lugo Martinez), Sirri; Albertini, Folorunsho (dall’84’ Cason), Vrdoljak, Pastore, Caporale; Partipilo, Sarao (dall’89’ Sparacello). A disposizione: Turrin, Tarolli, Tchetchoua, Mastropietro, Vukmanic, Anastasi.

 Ammoniti: Marotta, Biagianti, Rizzo (C), Vrdoljak, Sarao, Caporale, Nordi (V). espulso: Partipilo (V). reti: Lodi al 90′ su rig.

 

 

 

Sicula Leonzio (4-3-3): Polverino; De Rossi, Laezza, Aquilanti, Squillace; Esposito, Marano, D’Angelo; Gomez (dal 56′ Sainz-Maza), Ripa, Gammone (dall’86’ Russo). A disposizione: La Cagnina; Talarico, Brunetti, Ferrini, Laezza, Giunta, Cozza, Palermo, De Felice, Vitale. Allenatore: V. Torrente.

Catania (4-2-3-1): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Scaglia (dal 71′ Ciancio); Bucolo (dal 63′ Rizzo), Biagianti (dal 63′ Lodi); Manneh, Angiulli (dal 71′ Curiale), Brodic (dal 46′ Barisic); Marotta. A disposizione: Pulidori; Lovric, Baraye, Vassallo, Mujkic, Esposito. Allenatore: A. Sottil.

Ammoniti: Esposito (S), Rizzo (C) Espulsi: nessuno Note: angoli 6-5; recupero 2′- 4′

 

 

Sono deluso dall’andamento attuale del nostro campionato.

L’ad del Catania, Pietro Lo Monaco, al termine dei lavori odierni dell’assemblea di Lega Pro, svoltasi a Firenze, analizza il momento delicato dei rossazzurri. Ecco quanto evidenziato da lasiciliaweb.it:Risultati immagini per lo monaco

 “Sono deluso dall’andamento attuale del nostro campionato. Siamo andati inspiegabilmente in crisi: la stessa squadra che dieci giorni fa contro il Sassuolo faceva cose importanti, si è arenata. Voglio sperare e pensare che sia un momento perché noi abbiamo costruito una squadra importante e non ci piace vanificare le nostre aspettative. La nostra gente, i nostri tifosi, ci stanno naturalmente vicini. A Catania la squadra fa parte del vissuto del catanese e quindi non mollare di una virgola è un dovere che abbiamo nei confronti di questa gente. Non dobbiamo lasciare nulla di intentato fino alla fine. Il nostro obiettivo deve essere il salto di categoria, sarebbe veramente molto spiacevole mancarlo”.

 “Io penso che al momento il format futuro della Serie B debba essere a 22 squadre. Che poi a beneficiare del ritorno a 22 debba essere la Lega Pro è indubbio perché questa estate è stato perpetrato un danno pazzesco alle società di serie C. Il danno è andato oltre la diatriba dei due mesi di ‘tira e molla’ a cui abbiamo assistito, portando un grave nocumento anche al calcio italiano. Il danno prosegue ancora oggi perchè le società interessate tuttora non riescono a ritrovare un equilibrio normale. Abbiamo sicuramente compromesso la possibilità di andare subito in B, ma abbiamo compromesso anche il campionato attuale”.

 

 

 

Catania (4-3-3): Pisseri; Ciancio, Aya, Silvestri, Baraye; Rizzo, Lodi, Angiulli; Manneh, Marotta, Curiale. A disposizione: Pulidori; Calapai, Lovric, Esposito, Scaglia, Bucolo, Biagianti, Llama, Barisic, Brodic, Vassallo. Allenatore: A. Sottil.

Cavese (4-3-3): Vono; Palomeque, Bruno, Manetta, Inzoudine; Lia, Migliorini, Favasuli; Rosafio, Sciamanna, Fella. A disposizione: De Brasi; Silvestri, Licata, Tumbarello, Mincione, Buda, Logoluso, Bettini, Zmimer, Flores Heatley, Dibari, De Rosa. Allenatore: G. Modica.

Marcatori: 36′ Manneh, 70′ Lodi (rig), 72′ Marotta, 83′ Manneh, 87′ Calapai Ammoniti: Angiulli (Cat), Manetta , Espulsi: Vono - Sostituzioni: 25′ fuori Baraye (infortunato), dentro Calapai; 61′ fuori Angiulli/Curiale, dentro Bucolo/Vassallo; 84′ fuori Lodi/Manneh, dentro Scaglia/Brodic

 

 

 

 

SASSUOLO-CATANIA 2-1

14' Matri (S), 41' Brodic (C), 81' Locatelli (S)

SASSUOLO (4-3-3): Pegolo; Magnani, Lemos, Peluso (65' Lirola), Dell'Orco; Locatelli, Magnanelli, Djuricic (65' Di Francesco); Brignola, Matri, Trotta. Allenatore: De Zerbi

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri; Calapai, Silvestri, Esposito, Baraye; Bucolo, Angiulli; Brodic, Rizzo (59' Biagianti), Barisic (67' Manneh); Curiale (76' Marotta). Allenatore: Sottil

 

Risultati immagini per sassuolo catania

Nel quarto turno di Coppa Italia la squadra di De Zerbi soffre contro il Catania (squadra che gioca in Serie C), ma alla fine riesce a vincere 2-1 con reti di Matri e Locatelli. I siciliani colpiscono due legni e segnano un gol con Brodic. Gli emiliani si qualificano per gli ottavi di finale: sfideranno il Napoli domenica 13 gennaio al San Paolo

Il Sassuolo batte a fatica il Catania 2-1 e si regala gli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Napoli. Nonostante la differenza di categoria (i siciliani giocano in Serie C) la partita è sempre stata in equilibrio, con la squadra di Sottil che ha colpito anche due legni. Alla prima occasione il Sassuolo passa in vantaggio al 14': grave errore di Silvestri, Matri gli ruba il pallone e solo davanti a Pisseri non sbaglia. Immediata la replica del Catania, che al 17' colpisce il palo con Baraye. Il Sassuolo potrebbe raddoppiare al 26', sempre con Matri: sull'apertura di Brignola, l'attaccante scatta verso la porta, ma colpisce il palo sull'uscita di Pisseri. Al 40' il meritato pareggio del Catania: iniziativa solitaria di Brodic, che entra in area e batte Pegolo con un destro a giro. Nella ripresa prosegue l'equilibrio. Al 60' altra occasione per il Catania. La formazione rossazzurra nRisultati immagini per coppa italia tim logoon è fortunata, quando di testa Brodic, sul cross di Calapai, colpisce la traversa. Sulla ribattuta si salva il Sassuolo. De Zerbi effettua alcuni cambi per dare maggiore consistenza alla manovra offensiva. A nove minuti dalla fine la rete decisiva di Locatelli: Matri stoppa un lancio dalle retrovie, evita un avversario e calcia a colpo sicuro. Sulla deviazione di Pisseri irrompe Locatelli, che praticamente a porta vuota riporta avanti i padroni di casa, segnando il gol del 2-1.

 

PECCI: “Poche squadre di B superiori al Catania. Mi ha impressionato Manneh, giocando così farà strada”

 “Occasione sprecata per il Catania che ha avuto il merito di restare in partita fino a una manciata di minuti dal termine. Peccato, perchè le seconde linee del Sassuolo hanno un pò deluso. Il Catania è squadra organizzata, con ragazzi ben stretti a centrocampo. Peccato per quel primo gol neroverde su infortunio del difensore, ma può capitare. Si poteva fare meglio sul secondo, nato da un lancio da trenta metri. Il Catania non mi è dispiaciuto, in B quest’anno non ne ho viste molte di squadre superiori a quella rossoazzurra. La differenza, però, la fanno i particolari. In C si sbaglia qualcosa in più, e alla fine ci scappa quell’1-0 o quel 2-1 come nel caso del Sassuolo che ti fa tornare a casa a mani vuote. Brodic ha fatto un bel gol ma io sono rimasto impressionato da Manneh. Ha personalità, se gioca sempre così farà strada. Non va snaturato, nel calcio non servono giocatori ‘tutti uguali'”.

 

 

 

RIETI (4-3-2-1): Costa; Delli Carri, Gualtieri (83′ Criscuolo), Gigli, Dabo; Diarra, Konate, Maistro (75′ Tommasone); Vasileiou (71′ Xavi Venancio), Cericola (83′ Todorov); Gondo. A disp. di Cheu: Chastre, Papangelis, Kean, Di Domenicantonio, Pepe, Migliaccio, Demosthenous.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri (45′ Esposito), Ciancio; Biagianti, Lodi, G.Rizzo (64′ Angiulli); Manneh (76′ Brodic), Curiale (64′ Llama), Marotta. A disp. di Sottil: Pulidori, Lovric, Scaglia, A. Rizzo, Mujkic, Vassallo.

ARBITRO: Davide Miele (Torino) - NOTE: 4′ di recupero secondo tempo; Silvestri costretto ad abbandonare il terreno di gioco, causa infortunio; 1′ di recupero primo tempo; gol annullato al 38’pt per un presunto fallo commesso da Curiale. AMMONITI: Gondo, Aya, Esposito, Xavi Venancio, Pisseri

 

 

 

 

 

 

 

GLI ACQUISTI A GENNAIO

 

 

 

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai (39’st Lovric), Aya, Esposito, Ciancio; G. Rizzo (31’st Angiulli), Lodi, Biagianti (38’st Bucolo); Manneh, Curiale (24’st Vassallo), Marotta. A disp. di Sottil: Pulidori, Scaglia, A. Rizzo, Mujkic, Brodic, Llama.

MONOPOLI (3-5-2): Pissardo; Ferrara (30’st Bei), De Franco, Mercadante; Fabris (21’st Rota), Zampa, Scoppa, Sounas (30’st Berard), Donnarumma; Gerardi, Mendicino (35’st Mangni). A disp. di Scienza: Saloni, Gallitelli, Gatti, Mangione, Pierfederici, Maimone, Paolucci, Mavretic.

NOTE: 5′ di recupero secondo tempo; 1′ di recupero primo tempo

 

 

Dalla B negata al rilancio col 4-3-3. Il 2018 del Catania finisce con tre vittorie

Tre vittorie per sperare in un riavvicinamento alla vetta certamente complicato ma possibile, considerato il valore dell’organico del Catania. Il 2018 dei rossazzurri si chiude con la convincente vittoria ottenuta contro il forte Monopoli, che fa seguito alle due ottenute contro Cavese e Rieti. Un tris di successi che ha tutta l’aria della svolta per la formazione di Andrea Sottil. Almeno questo è quello che si augurano tutti gli sportivi catanesi, al termine di un 2018 che non è andato come da programma.

 L'inizio nel caos ripescaggio

La stagione del Catania è iniziata come tutti sanno. Dopo la mancata promozione sul campo, i risvolti del mancato ripescaggio in serie B hanno certamente condizionato il rendimento di Biagianti e compagni. Prova ne è il fatto che tutte le compagini coinvolte nella vicenda hanno incontrato, chi prima chi dopo, delle difficoltà sul piano fisico. Anche la testa dei rossazzurri, condannati a vincere il campionato, ne ha probabilmente risentito. Le vittorie in serie della Juve Stabia, e qualche battuta d’arresto di troppo accusata dalla compagine di Sottil, non hanno fatto altro che acuire l’impazienza della tifoseria rossazzurra. Comprensibile, poiché hanno visto la vetta allontanarsi sempre più e dopo aver accarezzato, in estate, il sogno della B. Sia ben chiaro: tutto ciò non può rappresentare un alibi per il Catania. La squadra era stata presentata come competitiva pure per il campionato cadetto, quindi, in teoria, capace di ovviare anche alle difficoltà incontrate.

 Inizio stagione incoraggiante ma poi balbettante

Eppure, i risultati conseguiti nelle primissime partite erano stati incoraggianti. La vittoria all’esordio, a Rende, quelle nette su Vibonese e Trapani. Vittorie che facevano presagire un torneo con i rossazzurri protagonisti indiscussi, anche se la qualità del gioco espresso lasciava a desiderare. Presto, però, sono iniziati i problemi: i continui cambi di modulo, le prime sconfitte, gli equivoci tattici. Lodi meglio da trequartista o come centrocampista? Quali giocatori schierare sugli esterni? Probabilmente, in quelle settimane Sottil si è lasciato sfuggire la situazione di mano, continuando a insistere su un sistema di gioco a lui caro, il 4-2-3-1, ma che forse era indigesto alla squadra e non adatto alle caratteristiche dei singoli. E poi l’annoso problema degli esterni di attacco. I vari Barisic, Vassallo, lo stesso Manneh, non hanno mantenuto le aspettative o comunque non sono adatti al modulo su cui era stata progettata la stagione.

 La svolta è arrivata... in attesa del mercato

Quale poteva essere la via di uscita per ritrovare la strada? Il 4-3-3, il vestito più adatto all’organico del Catania, quello capace di mascherare le lacune, che ci sono e vanno colmate nel mercato di gennaio. Con questo modulo i rossazzurri hanno centrato tre vittorie di fila, accorciando la distanza che li separa dalla Juve Stabia. Ne hanno beneficiato parecchi interpreti, a cominciare da Lodi. Il numero dieci può giocare di nuovo nella posizione di regista arretrato, quella che più predilige, quella in cui rende al meglio. Ne ha beneficiato Manneh, che ha la possibilità di stringere verso il centro e avere più soluzioni a disposizione, mentre prima era costretto a giocare largo e affrontare l’avversario sullo stretto. Non il massimo per uno con le sue caratteristiche. Lo stesso si può dire per Angiulli, rivitalizzato nel ruolo di mezzala sinistra. Semplici accorgimenti, che hanno ridato un senso logico a una compagine migliorabile, certo, ma che forte lo è già. Forse si poteva fare prima, ma il tempo ancora c’è. A patto di non perderne altro.

Fabio Di Stefano

http://www.mondocatania.com/wp/calcio-catania-notizie/dalla-b-negata-al-rilancio-col-4-3-3-il-2018-del-catania-finisce-con-tre-vittorie-167642

 

 

 

SIRACUSA (4-2-3-1): Crispino; Gio. Fricano, Bruno, Turati, Di Sabatino; Palermo, Ott Vale (73′ Mustacciolo); Parisi (72′ Bertolo), Rizzo (66′ Cognigni), Tiscione (72′ De Col); Catania (86′ Vazquez). A disp. di Raciti: D’Alessandro, Boncaldo, Talamo, Gia. Fricano, Genovese, Russini, Lombardo.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Esposito (45′ Silvestri), Scaglia (64′ Baraye); Carriero (59′ Angiulli), Lodi, Biagianti (81′ Brodic); Manneh (59′ Di Piazza), Curiale, Marotta. A disp. di Sottil: Pulidori, Ciancio, Lovric, Rizzo, Bucolo, Mujkic, Vassallo.

NOTE: 5′ di recupero s.t.; 2.767 spettatori presenti al “De Simone” AMMONITI: Esposito, Curiale, Ott Vale

 

 

 

 

 

 

 

Catania (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Sillvestri, Baraye; Biagianti, Lodi (78′ Angiulli), Carriero (57′ Bucolo); Manneh (88′ Esposito), Curiale, Di Piazza (57′ Barisic). A disp: Pulidori, Lovric, Marchese, Scaglia, Sarno, Brodic, Vassallo. All: Sottil.

Rende (3-4-3): Savelloni; Germinio, Minelli, Sabato; Viteritti (90′ Laaribi), Franco, Bonetto (57′ Cipolla), Zivkov, Borello (57′ Negro); Vivacqua, Rossini. A disp: Borsellini, Palermo, Calvanese, Sanzone, Maddaloni, Brignoli, Blaze, Giannotti. All: Modesto.

Arbitro: Riccardo Annaloro della sezione di Collegno (Perrotti – Severino). Marcatori: 21′ Di Piazza Ammoniti: Carriero, Baraye; Germinio, Minelli.

 

 

 

FUORI DALL'INUTILE COPPA ITALIA DI SERIE C

CATANIA CATANZARO 1 - 2

 

CATANIA (4-3-3) Pulidori 4; Aya 6, Lovric 6, Silvestri 6, Marchese 7; Bucolo 6,5 (dal 26' s.t. Carriero 6), Lodi 6, Angiulli 6; Sarno 6 (20' s.t. Barisic 5,5), Curiale 6 (20' s.t. Di Piazza 6), Brodic 5 (dal 31' s.t. Manneh s.v.). (Fabiani, Calapai, Bonaccorsi, Escu, Baraye, Biagianti, Mujkic). All. Sottil 6.

CATANZARO (3-4-3) Elezaj 4,5; Riggio 5,5, Signorini 5,5, Pambianchi 5,5 (dal 20' s.t. Favalli 6); Posocco 6 (dal 20' s.t. Statella 6), Eklu 6,5 (dal 39' s.t. Maita s.v.), De Risio 7, Nicoletti 7; Giannone 5,5 (dal 31' s.t. Iuliano s.v.), Ciccone 5.5, D'Ursi 5,5 (dal 20' s.t. Bianchimano 7). (Furlan, Mittica, Lame, Nikolopoulos, Fischnaller). All. Auteri 6,5.

ARBITRO Carella di Bari 4 (Biava di Vercelli, Lattanzi di Milano). RETI al 42' p.t. Eklu (CZ), al 7' s.t. Curiale (CT), al 29' s.t. Bianchimano.

NOTE spettatori 2 mila circa; ammoniti Signorini, Statella; angoli 2-3; recupero 0 e 5

 

 

 

 

Marchese reintegrato, un posto per uno tra Ciancio e Llama. La sessione invernale del calciomercato 2019 si è ufficialmente conclusa alle ore 20 di giovedì 31 gennaio. Il Catania ha concluso la propria campagna di rafforzamento con nove movimenti totali (5 in entrata, 4 in uscita)nel pieno rispetto delle rigide direttive imposte dalla Lega di Serie C. Attualmente, in organico figurano 15 over, uno in più rispetto a quanto previsto dal regolamento. L'ad Lo Monaco ha chiarito in conferenza stampa che il Catania presenterà una lista composta da 13 over, incluso Marchese, che dopo la brillante prova di coppa col Catanzaro è stato reintegrato in prima squadra. Restano fuori, per il momento, Llama e Ciancio, infortunati. Più avanti si valuterà chi inserire tra i due, che al momento fanno 'compagnia' all'altro fuori rosa Andrea Di Grazia. Per il ragazzo di San Giovanni Galermo, classe 1996, il posto per un improbabile reintegro ci sarebbe... Infatti, vi è ancora uno slot libero, sui sei disponibili, tra quelli riservati ai classe '96 e '97. Casella che, con molta probabilità, potrebbe essere occupata dall’ex portiere del Monopoli Lorenzo Bardini, attualmente svincolato (in quanto tale, può essere tesserato anche dopo la chiusura della sessione di mercato). 
Acquisti
Carriero, C (prestito, Parma); Di Piazza, A (definitivo, Cosenza); Sarno, A (definitivo, Padova); Valeau, D (prestito, Roma); Liguori, A (definitivo, S.N. Notaresco).

Cessioni
A.Rizzo, C (rescissione, poi Avellino); Vassallo, C (fine prestito, Bologna, poi Renate); Scaglia, C (fine prestito, Parma, poi Carrarese); Barisic, A (prestito, Padova).
 

 

Vibonese (4-3-2-1): Mengoni; Finizio, Camilleri, Malberti, Tito; Prezioso, Obodo, Scaccabarozzi; Taurino (32′ Allegretti), Melillo (75′ Maciucca); Bubas. A disp.: Zaccagno, Rezzi, Franchino, Donnarumma, Collodel, Ciotti, Altobello, Filogamo, Cani. All: Orlandi.

Catania (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Baraye; Angiulli (57′ Lodi), Biagianti, Bucolo (70′ Brodic); Manneh, Curiale, Di Piazza (57′ Carriero). A disp.: Pulidori, Esposito, Lovric, Marchese, Sarno, Liguori. All: Sottil

Arbitro: Paolo Bitonti della sezione di Bologna.Marcatori: Ammoniti: Baraye.

 

Questa volta il pareggio ottenuto dai rossazzurri in casa della Vibonese, frutto di una prestazione fiacca e poco convincente, non ha laRisultati immagini per lo monaco catania incazzatosciato indifferente l’A.d del Catania Pietro Lo Monaco.

La brutta prestazione, arriva dopo una sconfitta in coppa contro il Catanzaro, una vittoria poco convincente contro il Rende per 1-0 e un’antipatica ed evitabilissima sconfitta rimediata a Siracusa. Se non consideriamo il 3-0 assegnato a tavolino alla squadra di Sottil, il bottino del 2019 è decisamente scarno per una squadra che dovrebbe lottare per la promozione diretta.

Mancano sopratutto i punti in trasferta: 1 punto in due partite, contro avversari di certo non impossibili.

Per Lo Monaco, che ha da poco concluso un buon mercato, tutto questo è inaccettabile, nonostante nelle ultime interviste abbia dichiarato che la posizione di Sottil non è ancora a rischio.

Alla ripresa degli allenamenti, il direttore si è chiuso negli spogliatoi con la squadra, con l’intento di rimproverare duramente i ragazzi per la prestazione opaca e priva di spessore vista a Vibo Valentia.

 

Catania (4-3-1-2): Pisseri; Calapai (86′ Esposito), Aya, Silvestri, Baraye; Carriero (66′ Angiulli) Biagianti, Bucolo; Lodi (86′ Brodic); Di Piazza (77′ Manneh), Marotta (66′ Curiale) A disp. Pulidori, Lovric, Marchese, Di grazia, Liguori. All. Sottil

Casertana (4-3-3): Adamonis; Blondett (88′ Gonzalez), Rainone, Pascali, Meola; De Marco, Vacca, Santoro; Padovan, Castaldo, Mancino. A disp. Zivkovic, Lorenzini, D’angelo, Romano, Cigliano. All. Esposito

ARBITRO: D’Ascanio di Ancona (Montanari-Teodori) MARCATORI: 50′ Carriero, 61′ Marotta, 80′ Curiale Ammoniti: 86′ Blondett (CAS)

 

 

 

 

L’ha decisa una meravigliosa rovesciata di Tulli, all’undicesimo della ripresa, la sfida valida per la lotta al secondo posto tra Trapani e Catania. Gara equilibrata, ben giocata da entrambe le squadre e che, alla fine di quattro minuti di recupero, ha visto trionfare i padroni di casa. Sull’altro campo caldo, pareggio tra Juve Stabia e Catanzaro, col Trapani dunque che si candida prepotentemente al ruolo principale di avversario diretto delle vespe

Trapani (4-3-3): Dini; Costa Ferreira, Scognamillo, Pagliarulo, Da Silva; Aloi (86′ Toscano), Taugourdeau, Corapi; Ferretti (71′ Nzola), Evacuo, Fedato (13′ Tulli). A disposizione: Cavalli, Ferrara, Mulè, Lomolino, Franco, Tolomello, Girasole, Dambros, Mastaj. Allenatore: Italiano.

Catania (4-3-1-2): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Baraye; Biagianti (80′ Brodic), Bucolo (65′ Angiulli), Carriero (63′ Manneh); Lodi; Di Piazza (68′ Curiale), Marotta. A disposizione: Pulidori, Marchese, Bonaccorsi, Valeau, Esposito, Mujkic. Allenatore: Sottil.

Arbitro: Marchetti della sezione di Ostia Lido. Marcatori: Tulli 55′ Ammoniti: Marotta

 

 

 

Catania (4-3-3): Pisseri; Calapai (Esposito 85′), Aya, Silvestri, Baraye; Biagianti, Lodi, Angiulli (Carriero 70′); Manneh, Curiale (Brodic 70′), Marotta (Di Piazza 56’). A disp: Pulidori, Lovric, Marchese, Valeau, Bucolo, Rizzo, Liguori. All: Sottil.

Paganese (3-5-2): Santopadre; Piana (Tazza 80’), Dellafiore, Acampora; Carotenuto (Nacci 90′), Capece, Navas (Della Morte 80’), Gaeta, Perri; Di Renzo (Cappiello 74′), Parigi. A disp: Galli, Gargiulo, Della Corte, Sapone, Gori. All: De Sanzo.

Arbitro: Davide Curti della sezione di Milano (Cataldo – Ceccon). Marcatori: 6′ Capece; 8′ Biagianti; 57’ Lodi

Ammoniti: Brodic; Capece. Note: recuperi 1′ e 3′

 

 

 

Lo Monaco: "Curve fischiano pretendendo vittorie con 3-4 gol di scarto, non capisco questo gusto sadico nel voler distruggere. Possiamo fare meglio, ma nostro è torneo competitivo. Sottil? Non si cambia allenatore a ogni soffio di vento. Nessuno si è fatto avanti per rilevare la società" Ieri le dure critiche dell’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, nei confronti dei tifosi delle curve, oggi la replica dei sostenitori rossazzurri attraverso i tanto vituperati social. 

Alle parole del dirigente del club etneo, che ha parlato di “gioco al massacro”, “gusto sadico nel voler distruggere” e “tifosi che fischiano dopo mezz’ora perché vogliono vincere con 3-4 gol di scarto tutte le partite”, fa seguito la replica del tifo organizzato via Facebook, attraverso una pagina vicina proprio ai sostenitori della curva nord. Ecco, di seguito, il post di replica.

“Chi siamo noi, per cantare “Noi siamo il calcio Catania”?

Noi siamo gli amici di Fabrizio. Noi siamo quelli che ogni volta che passiamo da Roseto Capo Spulico ci fermiamo per deporre un mazzo di fiori e recitare una preghiera. Noi siamo quelli che eravamo in Chiesa, il 4 marzo del 1996, per i funerali del Cavaliere. Noi siamo quelli di Lipari. Noi siamo quelli di Gangi. Noi siamo quelli di Ascoli, in 4000. Noi siamo quelli in corteo in via La Farina, a Messina. Noi siamo quelli in corteo con le macchine, alla circonvallazione di Palermo. Noi siamo quelli che hanno pianto, il 31 luglio del 1993. Noi siamo quelli che ogni anno rinnovano il murales di piazza Dante. Noi siamo quelli che facciamo vite così diverse, l’uno dall’altro, ma in nome del Catania siamo tutti la stessa cosa. Noi siamo quelli che ci abbracciamo dopo un gol, senza nemmeno conoscerci. Noi non abbiamo bisogno di conoscerci, perché ci riconosciamo. Noi siamo depositari della fede che ci hanno tramandato i nostri padri, e che trasmetteremo ai nostri figli. Noi siamo quella sciarpa di lana cucita a mano dalla nonna. Noi siamo un popolo. Noi siamo una fede. Noi siamo una passione. Noi siamo un ideale. Che non lasceremo morire. Noi non siamo i proprietari del Catania. Ma ciascuno di noi, e tutti insieme, siamo i padroni di quello che significa esserne tifosi.

E lei chi è, direttore?”.

  

VITERBESE (3-5-1-1): Valentini; Rinaldi, Atanasov, Sini; De Giorgi (91' Coda), Damiani (91' Palermo), Tsonev (63' Cenciarelli), Baldassin, Mignanelli; Vandeputte (73' Bismark); Polidori (73' Zerbin). A disp.: Thiam, Sparandeo, Milillo, Artioli, Coppola, Pacilli, Molinaro. All. Calabro.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Aya, Silvestri, Esposito (41' Carriero), Baraye; Biagianti (74' Angiulli), Lodi, Rizzo (46' Sarno); Manneh (62' Brodic), Di Piazza (62' Curiale), Marotta. A disp.: Pulidori, Lovric, Marchese, Valeau, Bucolo, Liguori. All. Sottil.

ARBITRO: Camplone di Pescara (Carpi-Gentileschi). MARCATORI: 4' Polidori,  45' rig. Polidori  NOTE: ammoniti Silvestri, Aya, Vandeputte, Polidori

 

 

 

Catania, esonerato Sottil

 

Andrea Sottil non sarà più l’allenatoRisultati immagini per catania sottilre del Catania, la decisione è stata già presa. La sconfitta di Viterbo, la sesta stagionale che porta a -11 il distacco dalla vetta, è costata la panchina al tecnico di Venaria Reale, a cui viene imputata soprattutto la mancanza di identità della squadra, irriconoscibile nei suoi interpreti più importanti.

 Anche il patron della Viterbese ieri è rimasto negativamente colpito dalla prestazione collettiva del Catania, non capacitandosi del perché una formazione di tale livello si esprimesse così male. La dirigenza rossazzurra ha quindi deciso di cambiare guida tecnica, con l’obiettivo di ricostruire, mentalmente e tatticamente, una squadra in grado di arrivare ai playoff con convinzione e competitività.

Alessandro Vagliasindi

http://www.masport.it/catania-sottil-e-finita-gautieri-in-pole-potrebbe-arrivare-il-portiere-bardini/

 

Dopo l’esonero, Andrea Sottil ai microfoni di TuttoC.com spiega cosa non è andato bene a Catania: “Mi dispiace molto non aver potuto completare il percorso iniziato ad agosto, in un mese che sembra ormai lontano e che é Risultati immagini per catania novellino lo monacostato intenso: le situazioni extra campo ormai note a tutti, ci hanno lasciato fermi per 75 giorni, e questo ha influito. Ci sono anche squadre come Ternana e Novara, rose stellari, che hanno palesemente risentito di questo fatto. Non deve poi essere un alibi, questo è ovvio, ma é anche vero che il nostro campionato è iniziato con il dover subito rincorrere una Juve Stabia che sin dall’inizio ha avuto un cammino impressionante, e giocare poi 11 gare in un mese è stato tosto.

 Ma lascio la squadra con un potenziale terzo posto, e con 10 match ancora da disputare, 30 punti possibili: non siamo stati a guardare, il ruolino di marcia interno parla di 2.75 punti a partita. Avevo la seconda miglior difesa e 20 gol di differenza reti, probabilmente però quello che ha penalizzato è stato il percorso lontano dal “Massimino”, dove effettivamente siamo stati altalenanti, anche se i numeri dicono che siamo sempre in corsa, in linea con gli obiettivi societari. Io ho poi le mie responsabilità, ma niente potevo su qualche errore individuale di troppo, come accaduto in partite come quelle contro Trapani, Siracusa, Bisceglie e l’ultima di Viterbo: leggo che arriverà un nuovo portiere, non me ne voglia Pisseri, che ha sempre giocato, ma questa era una situazione che avevo evidenziato ad agosto, forse non sbagliavo. Ho messo anima e corpo in questo progetto, vivo anche in Sicilia, e sono convinto che ne saremmo usciti bene: a ogni modo accetto la scelta della società e auguro ogni bene al Catania”.

 

Il Calcio Catania comunica di aver affidato l’incarico di allenatore della prima squadra al signor Walter Novellino, nato a Montemarano (Avellino) il 4 giugno 1953. Il nuovo tecnico rossazzurro dirigerà oggi, alle 15.00, il primo allenamento settimanale. Walter Novellino ed il collaboratore tecnico Simone Tomassoli saranno presentati ufficialmente ai giornalisti ed agli operatori dell’informazione mercoledì 27 febbraio alle 12.00, in Sala Congressi, a Torre del Grifo Village.

 

 

IL NUOVO STAFF TECNICO

 

 

 

Comunicato congiunto curva Sud e curva Nord.

 

Le curve sono cultura, tradizione ed appartenenza di un popolo, amore per la propria terra e per la maglia tramandato di generazione in generazione. Passione che vive in ogni angolo della città, si respira per le sue vie, la senti negli odori, nei sapori, la vedi negli usi e nei costumi.

Le curve sono il tempio degli ultras. Dietro questa parola c’è ben oltre il semplice significato derivante dal latino “Oltre”, “al di là“.

Dietro questa parola, troppe volte discriminata e demonizzata, c’è una scelta di vita: amare e sostenere incondizionatamente la squadra del cuore anche a costo di sacrificare la propria vita. Ed è questo che noi facciamo da sempre e continueremo a fare per sempre, di padre in figlio.

Ci piacerebbe farlo in silenzio, senza “rubare la scena a nessuno”, restando dietro le luci della ribalta continuando a fare quello che più ci piace: custodire la nostra fede per il Catania e per Catania, ma amare qualcosa o qualcuno non ti deve togliere la capacità di pensiero, non può e non deve renderti incapace di intendere e di volere…come a “qualcuno” piacerebbe!

Gli ultras vanno “oltre” e vedono “al di là”. E quando le cose non vanno bene alzano la voce per ricordare ai naviganti che se per loro il Catania è un lavoro, per noi è la nostra ragione di vita,e devono essere attenti e rispettosi! Alziamo la voce anche di fronte l’ennesima vittoria rubata sul filo di lana dopo un’altra prestazione indecente; e non lo facciamo, come “qualcuno” vuole fare credere, nei confronti della maglia. Alziamo la voce verso chi la indossa e la denigra; verso chi, da dietro un microfono e una telecamera, lancia proclami trionfalistici puntualmente disattesi ogni anno per poi spostare l’attenzione diffamando l’unica cosa sana di questo calcio malato: le curve! È giusto mettere in chiaro le cose: NOI SIAMO IL CALCIO CATANIA. Per noi non è un lavoro, non ci siamo perche i risultati ci sorridono, non seguiamo la squadra in relazione alla categoria, non siamo dipendenti del calcio catania. Lo facciamo perche sentiamo di farlo, perche vogliamo farlo, perché è giusto farlo, perché non avrebbe senso la nostra vita se non lo facessimo!

A gran voce chiediamo RISPETTO, perché ciò che noi siamo e che facciamo è una nostra scelta e il tempo che togliamo a famiglia, lavoro, amici e hobbies, lo “investiamo” in qualcosa che è parte di noi, e non vogliamo né allori né riconoscimenti in merito. Ma il rispetto sì, lo pretendiamo, specialmente da “soggetti” che il calcio lo vivono come un lavoro, con un budget e uno stipendio, che oggi si trovano qui, domani altrove, senza pensare piu di tanto al cambio di casacca,(Palermo e Messina docet), ma garantendo solo gli interessi personali e della società con cui hanno un contratto. Per voi è un mestiere, per noi una fede.

Continuate a fare il vostro lavoro, che noi continuiamo a vivere la nostra fede. A queste condizioni in questo clima ostile e denigratorio non abbiamo più intenzione di stare con le mani in mano. Abbiamo le palle piene di parole piene di boria e rancore. Le due curve oggetto di “attenzioni” discutibili hanno deciso di compattarsi e reagire alle roboanti dichiarazioni in conferenza stampa, facendo fronte comune.

Di comune accordo SUD e NORD comunicano che per le gare interne contro Potenza e Juve Stabia non entreranno. Questa decisione è una presa di posizione forte, sofferta ma necessaria per dare un segnale a chi si crede superiore a tutto, a chi si crede in diritto di poter “insegnare” come e con quali modalità, tifare per il NOSTRO Catania. Nostro, sì! Perché noi Ultras noi tifosi, tutti, siamo i custodi della tradizione, della memoria, dell’identità rossazzurra. E questo non si calcola in base ai pacchetti azionari come crede qualcuno. Per reagire a questo signore che si crede un “ultras”, a chi crede di poter fare a meno della spinta prorompente delle curve, a chi nei gradoni vede solamente un’alcova di teppisti senza amore patrio, sbagliato! Nelle curve risiede il vero cuore pulsante e trainante del tifo rossazzurro. La fiumana d’amore per questi colori parte proprio dalle curve, ma evidentemente qualcuno preferisce sparare a zero su di esse.

Per questo staremo fuori, radunandoci assieme Nord e Sud, stando a guardare chi e come si sostituirà ad esse. Gli ultras, i tifosi, sono realmente i “custodi” supremi dell’amore per il CATANIA.

Quindi invitiamo caldamente tutti i componenti della NORD e della SUD, qualsiasi tifoso sentitosi denigrato da quelle dichiarazioni, a lasciare vuoti i gradoni e a radunarsi in piazza Roma domenica alle ore 12:00 per dare dimostrazione forte e decisa sulla vera identità del tifo catanese e prendere le distanze da un surrogato fasullo che ad essa si vuole sostituire”.

 

Curva Sud e Curva Nord

Alla cortese attenzione del dottor Davide Franco, presidente del Catania Calcio spa.

E per conoscenza al’avvocato Giuseppe Gitto e all’avvocato Linda Reitano, componenti del consiglio di amministrazione del Catania Calcio spa.

 

Egregio dottor Franco, egregi avvocati Gitto e Reitano,

nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Catania, Walter Novellino - a lui i nostri migliori auguri di buon lavoro - l’amministratore delegato del Catania, sig. Pietro Lo Monaco ha per l’ennesima volta attaccato frontalmente e con toni di sfida quella parte di tifoseria del Catania che frequenta e si riconosce nelle curve, quella fetta di sostenitori che, senza offesa per nessuno, è la maggioranza della parte attiva della tifoseria del Catania - sono i dati della campagna abbonamento a dimostrarlo - additandola come responsabile dell'insoddisfacente stagione che il Catania sta finora conducendo. Fin qui non ci sarebbe nulla di male né di nuovo: fa parte del modo di essere e di operare del sig. Lo Monaco quello di individuare sempre e comunque un nemico responsabile dei momenti di difficoltà - partendo ovviamente dal presupposto che non vi sia mai, e in nessun modo, alcuna forma di sua responsabilità - spesso coincidente con la tifoseria del Catania: o meglio, con quella parte della tifoseria che si permette di discutere il suo modo di operare, essendo il sig. Lo Monaco refrattario alla stessa idea che qualcuno possa discuterne scelte e metodi, per lui equivalenti a dogmi. Non staremo a fare qui l’elenco delle volte che il sig. Lo Monaco ha condotto questa operazione, tentando di realizzare una delle più miopi e deleterie operazioni che un dirigente sportivo - anzi: il vertice dell’amministrazione di una squadra di calcio - potrebbe fare: quella di dividere la tifoseria tra buoni e cattivi, filosocietari e nemici della società, mettendo - o cercando di farlo - i tifosi gli uni contro gli altri. Abbiamo troppo rispetto per la vostra intelligenza e preparazione per dovervi sottolineare come, nei momenti di difficoltà, andrebbe piuttosto ricercata l'unità di tutte le componenti, abbassando i toni, smorzando le polemiche. Ricordando che i tifosi acquistano un biglietto per andare allo stadio e sono liberi di poter fischiare se le cose non vanno bene. Un'affermazione di buon senso, talmente scontata che non andrebbe nemmeno discussa, se non fosse che al Catania le cose vanno diversamente: anche i fischi sono un atto di lesa maestà che scatena nel signor Lo Monaco un profluvio di dichiarazioni ad alzo zero. Ma ripetiamo, anche a questo siamo abituati.

Ci sono però state due cose dette dal sign. Lo Monaco sulle quali non possiamo tacere, e che sottoponiamo alla Vostra attenzione perché anche voi - rappresentando la proprietà del Catania Calcio - non potete tacere.

La prima è che il sig. Lo Monaco ha dichiarato di essere il salvatore della patria (del Catania), di dare lavoro e da mangiare a duecento famiglie, insomma di essere colui il quale ha in mano le sorti della nostra squadra. Per caso Lo Monaco ha acquistato il Catania e noi non ce ne siamo accorti? Perché il proprietario del Catania - che noi, come sapete, disistimiamo profondamente - potrebbe a buon motivo dire che dà da mangiare a duecento famiglie e ha in mano il destino del Catania. Un dipendente del Catania - tale è il signor Lo Monaco - può arrogarsene il diritto?

La seconda - molto più grave - è aver dichiarato - il signor Lo Monaco - che lui ha le spalle larghe e qualunque cosa succeda è pronto. Dottor Franco, può chiedere al suo dipendente cosa intendesse dire? A cosa allude? Perché se allude al fatto che la tifoseria, le curve, potrebbero rendersi responsabili di qualcosa nei suoi confronti, si tratta di un'illazione gravissima, triste, squallida, e le chiediamo di intervenire presso il suo dipendente perché la ritiri. Se il Catania Calcio intende lasciare campo libero a un personaggio che nel momento più difficile cerca di spaccare la tifoseria, di riscaldare gli animi, di esasperare i toni piuttosto che calmarli, dipingendosi come il padrone del vapore che non deve rendere conto a nessuno - e nemmeno alla proprietà - voi siete liberi di farlo.

Noi non lo consentiamo. E fino a quando il sig. Lo Monaco non verrà dalla proprietà invitato a moderare termini, toni e accuse, le due curve gli faranno la cortesia di non entrare più allo stadio. Non sia mai che di fronte a qualche fischio per un primo tempo deludente, possa uscire dalla sua bocca qualche altra castroneria.

Cordialità.

 

I gruppi Organizzati

Curva Nord e Curva Sud

 

 

 

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Carriero, Aya, Silvestri, Baraye; Biagianti, Lodi, Rizzo; Manneh (89' Liguori), Curiale (62' Marotta), Angiulli (46' Di Piazza). A disp.: Bardini, Marchese, Lovric, Valeau, Bucolo, Llama, Brodic. All. Novellino.

POTENZA (3-5-2): Breza; Sales, Emerson, Giosa; Coccia, Guaita (80' Piccinni), Ricci (68' Dettori), Matera (82' Coppola), Sepe; Franca (82' Genchi), Lescano (68' Bacio Terracino). A disp.: Mazzoleni, Panico, Di Somma, Di Modugno, Longo, Murano. All. Raffaele.

ARBITRO: Miele di Torino (Rabotti). MARCATORI: 36' Giosa, 75' Di Piazza NOTE: ammoniti Curiale, Ricci, Rizzo, Sales, Carriero, Breza. Espulso al 77' Carriero per doppia ammonizione.

 

 

CATANZARO (3-4-3): Furlan; Riggio, Signorini (Dall’82’ Eklu), Celiento; Statella (Dal 62′ Favalli), Maita, Iuliano (Dal 62′ De Risio), D’Ursi; Kanoute, Bianchimano (Dal 62′ Fischnaller), Casoli. A disposizione: Elezaj, Ciccone, Pambianchi, Nicoletti, Giannone, Favalli, Eklu, De Risio, Lame, Fischnaller, Mittica, Possocco. All. Gaetano Auteri, in panchina Cassia.

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Marchese (Dal 90’+1′ Lovric), Silvestri, Aya; Baraye, Biagianti, Rizzo, Calapai; Lodi (Dall’85’ Bucolo); Di Piazza (Dal 73′ Manneh), Marotta. A disposizione: Bardini, Lovric, Angiulli, Liguori, Brodic, Llama, Manneh, Bucolo, Valeau. All. Walter Novellino.

MARCATORI: 2′ D’Ursi (CTZ), 43′ Marotta (CT), 55′ Di Piazza (CT) AMMONITI: 27′ Silvestri (CT), 33′ Signorini (CTZ), 33′ Rizzo (CT), 65′ Kanoute (CTZ), 89′ Pisseri (CT).

ARBITRI: Ivan Robilotta (Sala Consilina), Leonardo De Palma (Foggia), Lucia Abruzzese (Foggia).

 

 

 

 

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Marchese (57' Manneh); Calapai, Biagianti, Lodi (82' Valeau), Bucolo (72' Carriero), Baraye; Di Piazza (72' Sarno), Marotta. A disp.: Bardini, Lovric, Angiulli, Bucolo, Llama, Brodic, Curiale, Liguori, Mujkic. All. Novellino.

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani; Schiavi, Mezavilla, Troest, Germoni; Carlini, Mastalli, Calò (80' Di Roberto); Canotto, Paponi, Torromino (57' Elia). A disp.: Venditti, Esposito, Marzorati, Dumancic, Vitiello, Castellano, Viola, Vicente, Melara. All. Caserta.

ARBITRO: Sozza di Seregno (Saccenti-Trinchieri) MARCATORI: 11' Lodi NOTE: ammoniti Marchese, Biagianti, Aya, Paponi, Vicente

 

 

CATANIA – Capolista per un giorno. Il Catania infligge allo Stabia il primo ko della stagione spinto da 15 mila spettatori che hanno inciso sul match. In campo i rossazzurri sono stati perfetti. Come a Catanzaro. Hanno sofferto quando c'era da soffrire, hanno contrastato con lucidità portando a casa un successo prezioso in chiave play off.

Al primo affondo il Catania sblocca il match. Di Piazza da sinistra spedisce in corridoio Marotta. Il centravanti entra in area e viene atterrato da Marzorati. Dal dischetto Lodi spiazza il portiere dei campani. Lo Stabia avanza, ma trova il muro rossazzurro. Nella ripartenza, il Catania crea i presupposti per il bis. Cross di Marchese da sinistra, Marotta non ha lo spazio per schiacciare in rete e la palla finisce alta.

A 10' dal riposo la capolista sfiora il pareggio con Canotto che tira addosso a Pisseri, bravo a chiudere lo specchio. Ottimo il suggerimento di Calò, innescato da Melara.

Nella ripresa le emozioni aumentano a dismisura. Marotta ha due occasioni ma non raddoppia, Bucolo cerca il primo palo, il portiere in qualche modo devia. Sottoporta Canotto colpisce di testa alto. Intanto Novellino passa al 4-3-3 togliendo un immenso Marchese applaudito da tutto lo stadio, un giusto riconoscimento per la prestazione e per la serietà di questo ragazzo innamorato del Catania.

Caserta risponde con il 3-5-2 puro senza Melara ma con El Ouazni. La partita resta incerta, con lo Stabia che attacca, ma i rossazzurri non soffrono sempre, anzi ripartono cercando il bis che non arriva nonostante i tentativi sottoporta alimentati da un Manneh scatenato. Finisce con l'apoteosi del pubblico e la felicità di un Catania che torna a insidiare il vertice della classifica, complice anche il ko del Trapani contro la Virtus Francavilla- Protagonisti con merito. Novellino raccoglie il secondo trionfo di fila, il primo al Massimino.

 

Ghirelli: “I 15mila spettatori di Catania segnale importante per la categoria”

Come riportato da Tuttoc.com anche il presidente Francesco Ghirelli, massimo esponente della lega di C, ha sottolineato il grande afflusso di gente che quest’oggi si è riversata al “Massimino” per la partitissima contro la Juve Stabia. Ecco le sue parole:

 “La cornice al calcio del campionato Serie C, che è passione e abnegazione è oggi rappresentata dalla sfida tra Catania e Juve Stabia. Sugli spalti del ”Massimino” si sono registrati oltre 15 mila tifosi. Sono numeri che testimoniano oltre all’attaccamento alla maglia, al senso di identità e alla qualità del campionato che la direzione è quella giusta anche con le iniziative che portiamo avanti con le stesse società per riportare le famiglie negli stadi”.

 

 

 

Lo Monaco: “B? Ci siamo anche noi. Mi batterò per far aprire la trasferta a Reggio. Caserta ha detto m…”

18 Marzo 2019 Alessandro Vagliasindi

 

Intervenuto nel corso della trasmissione televisiva Corner, l’A.d. del Catania Pietro Lo Monaco ha analizzato il momento della squadra rossazzurra, alla luce dell’importante successo sulla capolista Juve Stabia. Questi i passaggi salienti dell’intervento di Lo Monaco.

“Sembrerò anche un pochino controcorrente ma la nostra gente è quella, la nostra gente c’è sempre stata. La nostra gente è quella di ieri, accanto alla squadra. La gente di Catania sente la squadra come in pochissimi altri posti in Italia. Il buon lavoro di Novellino ha dato serenità a tutta la squadra, levando quella cappa che era scesa sulla testa dei nostri giocatori. A noi in certi momenti è mancato il nostro approccio. La gente è venuta al campo decisa, convinta di sostenere la squadra in tutti i 90 minuti a prescindere da quella che sarebbe stato l’andamento della partita. Si è tornati ad un clima di serenità dopo qualche episodio del recente passato che onestamente non avevo capito, come per esempio i fischi nel momento in cui Lodi stava per calciare un rigore decisivo.

Se, come ieri, riusciremo a mantenere la compattezza tra tute le componenti il nostro cammino potrà diventare più agevole, ma non è scritto da nessuna parte che il Catania vinca, solo perché si chiama Catania.

Per quanto riguarda la trasferta di Reggio Calabria, oggi ho partecipato ad una riunione con i Questori, nel corso delle quale mi è stato detto che è loro intenzione vietare la trasferta ai tifosi senza tessera, perché a loro dire la nostra è una delle tifoserie più violente d’Italia. Ho chiesto spiegazioni, e circostanziarmi gli episodi in cui ciò sarebbe avvenuto, contestando questa loro determinazione, ed evidenziando che da tempo si è intrapresa una politica di eliminazione dei divieti sulle trasferte, con uno sdoganamento dalla tessera del tifoso.

Non accetto assolutamente che la nostra tifoseria subisca limitazioni per la trasferta di Reggio, perché  averla al seguito per noi è un fatto molto importante. Mi batterò in ogni sede affinché possa essere una trasferta libera, ed ho già chiesto un intervento al Presidente della Lega Ghirelli, a cui ho manifestato tutto il mio disappunto. I tifosi hanno diritto ad andare in trasferta, noi abbiamo diritto ad  averli al nostro fianco”.

“La chiarificazione tra Pulvirenti ed i tifosi delle Curve è stato un fatto sicuramente significativo. Pulvirenti ha fatto pubblicamente autocritica, riconoscendo i gravi errori commessi, che hanno fatto perdere alla nostra gente prima la serie A e poi la serie B, ed esposto il club in una pesantissima situazione debitoria.

La proprietà si è messa con il cuore in mano, assumendosi tutte le sue responsabilità. Bisogna dare atto che questa proprietà si è rimboccata le maniche, per salvare la matricola del Calcio Catania 1946”.

“Se mi dovessi mettere a fare polemica con la Juve Stabia perchè non era rigore, o per le minchiate che ha detto Caserta, io dovrei stare a fare discussioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Penso che quando si perde purtroppo si deve avere quella serenità per accettare le sconfitte. Ieri la Juve Stabia ha perso meritatamente, perché oltre il rigore abbiamo legittimato il risultato con tante occasioni, soprattutto con Marotta.

Faccio i complimenti alla Juve Stabia, perché è senza dubbio la squadra rivelazione del campionato, ed ha sin qui meritato il primato. Ma è chiaro che finché noi abbiamo un grammo di forza noi ci dobbiamo provare. Abbiamo 6 punti di ritardo, ma dobbiamo giocare ogni domenica come se fosse l’ultima partita. A cominciare da Reggio, contro una squadra forte. E’ proprio questo è il periodo della stagione in cui si decide il torneo“. Intanto, in vista del recupero Catania-Viterbese di mercoledì 3 Aprile, pare non ci siano margini di variazione dell’orario di inizio della partita, fissato alle ore 14.30, per esigenze logistiche della formazione laziale, legate all’organizzazione del rientro in sede. Per la squadra di Novellino oggi giornata di riposo. Alla ripresa degli allenamenti da verificare le condizioni di Marco Biagianti, vittima di una contrattura al polpaccio nel corso del riscaldamento della gara con la Juve Stabia. Poco prima dell’ingresso in campo delle squadre, in via cautelativa lo staff tecnico del Catania aveva fatto riscaldare a Carriero e Llama, ma Biagianti ha poi dato la sua disponibilità disputando l’intera partita.

 

Alessandro Vagliasindi

 

 

Dopo un inverno di disgrazie, sfiga, ingiustizie da diventare quasi atei, oggi Dio si è finalmente ricordato di noi dopo aver capito che quel pubblico non può appartenere alla serie C. Così si è messo al tavolo e, prendendo dal suo cassetto solo matite dai colori rossi e azzurri, ha cominciato a disegnare sulle nuvole un progetto divino che rimarrà per sempre nella storia del Catania. Eccolo:

- Catania Juve Stabia 1-0 (meritatamente, e così la finiamo con questo loro primato europeo di squadra imbattuta, soprattutto grazie a gol e rigori ottenuti dopo il 90°)

- Il Catanzaro perde a Rieti

- Il Trapani perde a Francavilla.

Adesso sì che, con quel po po di calendario che abbiamo noi e loro, ci divertiremo e…. CI CREDEREMO!

(M.R.)

 

 

REGGINA (4-3-1-2) Confente; Kirwan, Conson, Gasparetto, Seminara (73' Solini); Marino (69' Salandria), De Falco, Zibert (75' Franchini); Bellomo (75' Tulissi); Doumbia, Strambelli. a disposizione: Vidovsek, Farroni, Sandomenico, Ciavattini, Pogliano, Tassi, Redolfi, Martiniello. Allenatore: Drago

CATANIA (3-5-2) - Pisseri; Silvestri, Aya, Marchese (65' Marchese); Calapai, Rizzo, Lodi (65' Carriero), Bucolo, Baraye (49' Sarno); Di Piazza (65' Llama), Marotta (58' Curiale). a disposizione: Bardin, Lovric, Angiulli, Liguori, Brodic, , Esposito. Allenatore: Novellino

arbitro: Zufferli di Udine; assistenti: Sartori – Lenarduzzi - ammoniti: De Falco (R), Rizzo, Baraye, Silvestri (C) espulsi: all'88' rosso diretto a Curiale (C) note, corner: 4-4. Paganti: 6131. Quota: 30462,40 euro. Abbonati: 2904, quota abbonati: 22421,45 euro. Spettatori totali: 9035. Incasso totale: 52883,85 euro

 

 

 

 

31 MARZO. IL CATANIA RIPOSA.

 

 

 

 

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Marchese (80' Llama); Calapai, Carriero (56' Rizzo), Lodi, Angiulli (37' Sarno), Valeau (46' Manneh); Di Piazza, Marotta (56' Brodic). A disp.: Bardini, Esposito, Lovric, Baraye, Bucolo, Liguori, Mujkic. All. Novellino.

VITERBESE (3-4-2-1): Forte; Atanasov, Coda, Rinaldi; De Giorgi (73' Sparandeo), Damiani, Palermo, Mignanelli; Vandeputte (59' Molinaro), Tsonev; Bismark (59' Pacilli, 90' Milillo). A disp.: Thiam, Bertollini, Cenciarelli, Del Prete, Artioli, Coppola, Zerbin, Polidori. All. Calabro.

ARBITRO: Paterna di Teramo (Biava-Fantino). MARCATORI: 31' Tsonev NOTE: ammoniti Silvestri, Atanasov, Marotta, De Giorgi, Bismark, Rizzo, Tsonev, Forte. Espulso al 91' Coda.

 

 

 

CATANIA (4-2-3-1): Bardini; Calapai, Aya, Esposito, Marchese (55' Valeau); Lodi, Rizzo (51' Bucolo); Manneh (76' Liguori), Sarno (46' Di Piazza), Llama (55' Pecorino); Brodic. A disp.: Pisseri, Lovric, Carriero, Mujkic. All. Novellino.

BISCEGLIE (4-5-1): Cerofolini; Longo, Markic, Maccarrone, Mastrilli; Triarico, Parlati (72' Starita), Risolo, Giacomarro (86' Bangu), Giron; Cuppone. A disp.: Vassallo, Iacazzi, Camporeale, Calandra, Dellino, Bottalico, Djolou, Scalzone, Cuomo, Jovanovic. All. Vanoli.

ARBITRO: Gariglio di Pinerolo (Vitali-Salvalaglio) MARCATORI: 32' Longo, 82' Di Piazza, 81' Esposito NOTE: ammoniti Giacomarro, Rizzo, Esposito, Llama, Markic, Liguori.

 

 

 

 

V. FRANCAVILLA (3-5-2): Nordi; Pino, Tiritiello, Caporale; Albertini, Folorunsho, Gigliotti (87' Mastropietro), Zenuni, Nunzella; Partipilo, Sarao. A disp.: Saloni, De Luca, Marino, Sirri, Pastore, Vrdoljak, Monaco, Tchetchoua, Puntoriere, Cavaliere, Corado. All. Trocini.

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Silvestri, Esposito; Calapai, Bucolo, Lodi, Llama (75' Rizzo), Marchese; Curiale (56' Di Piazza), Brodic (66' Sarno). A disp.: Bardini, Valeau, Lovric, Carriero, Manneh, Marotta, Liguori, Pecorino. All. Novellino.

ARBITRO: Marcenaro di Genova (Catucci-Gualtieri). MARCATORI: 94' Sarao NOTE: ammoniti Silvestri, Lodi, Gigliotti, Sarao, Rizzo

 

 

 

 

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Esposito, Marchese (37′ s.t. Valeau); Biagianti (27′ s.t. Bucolo), Lodi, Llama (27′ s.t. Carriero); Sarno, Marotta (37′ s.t. Curiale), Manneh (14′ s.t. Di Piazza) A Disp. Bardini, Lovric, Rizzo, Liguori, Distefano, Pecorino, Brodic. All. Walter Novellino

SICULA LEONZIO (4-3-3): Polverino; De Rossi, Laezza, Ferrini, Squillace; D’Angelo (43′ s.t. Cozza), Megelaitis (38′ s.t. Vitale), Marano (20 s.t. D’Amico); Dubickas (20 s.t. Russo), Miracoli, Gammone (1′ s.t. Gomez). A Disp. Pane, Talarico, Petta, Aquilanti, Milesi, Esposito, Rossetti. All. Vincenzo Torrente

 ARBITRO: Riccardo Annaloro di Collegno (Avalos-Catamo) MARCATORI: Rig. Lodi AMMONITI: Marotta (CAT); Squillace (LEO)

 

 

CAVESE (4-3-3): De Brasi; Bruno (46' Palomeque), Manetta, Bacchetti, Filippini (71' Nunziante); Favasuli (87' De Rosa), Migliorini, Tumbarello; Rosafio, Sainz-Maza, Fella (71' Magrassi). A disp.: Bisogno, Ferrara, Buda, Pugliese, Logoluso, Castagna, Flores, Agate. All. Modica.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Esposito, Marchese; Biagianti, Lodi (63' Carriero), Bucolo; Sarno (86' Manneh), Di Piazza (77' Rizzo), Llama (46' Marotta). A disp.: Bardini, Lovric, Silvestri, Valeau, Brodic, Curiale, Liguori, Mujkic, Pecorino. All. Novellino.

ARBITRO: Gualtieri di Asti (Salama-Fontemurato). MARCATORI: 8' Bucolo, 50' Sarno, 71' Magrassi, 92' rig. De Rosa NOTE: ammoniti Favasuli, Palomeque, Carriero, Rizzo

 

 

 

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Esposito, Marchese (55' Brodic); Biagianti (70' Bucolo), Lodi, Llama (62' Valeau); Sarno, Curiale (55' Marotta), Manneh (70' Di Piazza). A disp.: Bardini, Lovric, Carriero, Distefano, Liguori, Mujkic, Pecorino. All. Novellino.

RIETI (3-5-1-1): Marcone; Mattia, Scardala (46' Gigli), Delli Carri (46' Zanchi); Brumat (81' Gualtieri), Carpani, Garofalo, Marchi, De Vito; Tommasone (46' Maistro); Cernigoi (66' Svidercoschi). A disp.: Costa, Criscuolo, Palma, Xavi, Tiraferri, Corinti, Cericola. All. Capuano.

ARBITRO: Carrione di Castellammare di Stabia (Bahri-Niedda). MARCATORI: 22' Lodi, 32' Cernigoi  NOTE: ammoniti Delli Carri, Biagianti, Llama, Esposito

 

Quarto. Come prevedibile, a questo punto. Perso da qualche settimana il treno per i primi due posti, il Catania deve rinunciare anche alla terza piazza.

Lo sprint va al Catanzaro, che regola un Trapani in versione rimaneggiata con un folle 6-3: sotto 1-3 dopo dieci minuti, i giallorossi ribaltano il risultato con tre gol in 5′ prima dell’intervallo e poi dilagano.

Pazzie da ultima di giornata di campionato che comunque non incidono sui destini del Catania, ancora una volta carente di suo.

Compromessa la corsa al terzo posto con i punti buttati via nel recupero con Francavilla e Cavese, gli etnei non riescono a battere il Rieti, già salvo, chiudendo mestamente la stagione regolare tra i fischi del pubblico, che nel corso della ripresa aveva ironicamente accompagnato la manovra dei padroni di casa con i classici “olè” a ogni tocco e cori come “vinceremo il tricolor” prima di passare alla contestazione diretta nei confronti di squadra e dirigenza.

Segnali inquietanti in vista dei play off, che vedranno la formazione di Novellino entrare in scena il 15 maggio, nel secondo turno della fase del girone, in gara secca al Massimino contro la peggiore classificata delle vincenti degli scontri del primo turno (Potenza-Rende, Francavilla-Casertana, Reggina-Monopoli).

Gli etnei avranno a disposizione due risultati su tre (basterà il pari al 90′ per andare avanti, non sono previsti supplementari), ma al di là dell’avversario quel che preoccupa sono gli affanni di una squadra che per arrivare in fondo e superare dunque non un turno ma pure i tre successivi (tutti con andata e ritorno) non può certo farsi bastare i mediocri standard di rendimento attuali.

Anche contro il Rieti, in una partita in cui già la sola differenza di stimoli avrebbe dovuto interpretare un ruolo decisivo, il Catania offre l’immagine di una squadra disunita, confusa, lenta.

Novellino conferma il 4-3-3 riportando Llama in mediana e preferendo come centravanti Curiale a Marotta e Di Piazza. Il Rieti di Eziolino Capuano, imperniato sul tradizionale 3-5-2, dal canto suo non ha motivo di difendersi oltremodo e gioca a viso aperto, con l’unico obiettivo di fare bella figura.

Missione compiuta, complice un avversario che non riesce neppure a capitalizzare il vantaggio ottenuto su rigore, fischiato per un tocco di mano di Scardala su tiro di Llama e trasformato da Lodi.

Pericolosi anche sullo 0-0 con due conclusioni di Garofalo e Cernigoi neutralizzate da Pisseri, gli ospiti pareggiano in fretta con un altro penalty, stavolta assegnato per un’uscita incerta di Pisseri su De Vito e trasformato da Cernigoi, e crescono col passare di minuti facendo valere la propria superiorità sul piano dinamico.

Una traversa colpita dal nuovo entrato Maistro e un gol malamente fallito sotto porta da Carpani testimoniano i problemi degli uomini di Novellino, che inserisce Marotta e Brodic per Curiale e Marchese passando al 4-2-3-1 con Llama spedito a fare il terzino.

Scelta infelice: l’argentino è palesemente a disagio, spende presto l’ammonizione per tappare uno dei troppi buchi che si aprono a sinistra e viene infine rilevato da Valeau. Il tecnico degli etnei butta nella mischia anche Bucolo e Di Piazza e vede l’ex leccese divorarsi il vantaggio con colpo di testa spedito a lato da due passi su sponda di Marotta.

Una punizione di Lodi respinta da Marcone è l’ultimo squillo, insufficiente per schiodare il risultato dal pari. Finisce 1-1, risultato che fa male più al morale che alla classifica. Una vittoria, alla luce di quanto successo a Catanzaro, non avrebbe cambiato nulla ai fini del piazzamento, ma avrebbe quanto meno consentito un approccio ai play off meno negativo.

La sostanza, in ogni caso, non cambia: per fare strada negli spareggi promozione servirà tutto un Catania molto, molto diverso.

Alberto Cigalini

http://sport.lasiciliaweb.it/2019/05/05/catania-quarto-senza-nobilta/

 

PROMOSSE  IN SERIE B

1° VINCITRICE - gir. A 1° VINCITRICE - gir. B  1° VINCITRICE - gir. C VINCITRICE SEM. PLAY-OFF VINCITRICE SEM. PLAY-OFF
PORDENONE ENTELLA JUVE STABIA    

 

 

COLPO DI SCENA:  Novellino lascia il Catania, in panchina torna Sottil.

 

In mattinata l'allenatore campano ha rassegnato le dimissioni, amareggiato non solo per il pareggio (1-1) ottenuto in casa con il Rieti. La squadra non rispondeva alle sollecitazioni da tempo. Sul campo si è notato più volte, anche il cammino recente è stato caratterizzato più da sconfitte evitabili che da imprese.

E, allora, la società – che da tempo sta in silenzio valutando ogni atteggiamento – ha deciso di richiamare Andrea Sottil che aveva cominciato la stagione, era stato esonerato ed era, dunque, a libro paga. A breve l'ufficialità, domani Sottil dirigerà il primo allenamento in vista degli spareggi.

I tifosi sono inviperiti, continuano a chiedere la testa dell'ad Lo Monaco per le scelte operate sul mercato.

Giocatori bravi singolarmente, ma senza mordente. Sottil riuscirà a riannodare il filo e presentare un Catania che possa lottare alla pari con le grandi della C?

 

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Ai microfoni di “Terzo Tempo”, su Radio Bianconera (qui le dichiarazioni integrali), l’ex allenatore del Catania Walter Novellino ha rilasciato tra le altre cose qualche dichiarazione sull’addio ai rossazzurri:

 “L’esonero mi ha stupito perché ho lasciato la squadra al quarto posto, come migliore quarta dei tre gironi, ma preferisco fargli fare tutto serenamente, perché si tratta di una squadra e una società che meritano di più della Serie B. Preferisco evitare al momento, ma resta il mio stupore.

 Io ho sempre allenato in A e B, vincendo, ho scelto di allenare in C perché Catania è una piazza che non si può rifiutare, e perché credevo e credo fortemente che può salire.  Ci sarà stata qualche incomprensione con qualche persona, non sono un ice-man; quando si parla chiaramente a qualcuno può dar fastidio. Io comunque sono sereno perché ho dato tutto, la gente se lo merita e tutta la città merita la A”.

 

 

 

 

 

2° TURNO DI GIRONE

Catania (4-3-1-2): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Marchese; Bucolo (Carriero 73′), Biagianti, Rizzo (Angiulli 85′); Sarno (Llama 73′); Marotta (Manneh 84′), Di Piazza (Curiale 74′). A disp: Bardini, Lovric, Baraye, Valeau, Lodi, Liguori, Brodic. All: Sottil A.

Reggina (3-5-2): Confente; Conson, Gasparetto, Solini; Salandria, Zibert (Marino 62′), De Falco, Strambelli (Ungaro 62′), Procopio (Baclet 45′); Bellomo (Tulissi 71′), Doumbia (Martiniello 71′). A disp: Farroni, Vidovsek, Ciavattini, Redolfi, Pogliano, Seminara, Sandomenico. All: Cevoli R.

Arbitro: Giovanni Ayroldi Marcatori: 16′ Sarno; 18′ Salandria; 36′ aut. Gasparetto; 57′ Di Piazza; 80′ Marotta Ammoniti: Sarno, Curiale; Strambelli, De Falco, Tulissi

 

QUARTI DI FINALE (andata)

POTENZA (3-4-2-1): Ioime; Sales, Emerson, Sepe; Coppola (89' Di Somma), Dettori, Matera (46' Genchi), Panico; Guaita (89' Bacio Terracino), Ricci (46' Longo); Lescano (67' França). A disp.: Mazzoleni, Breza, Giosa, Matino, Piccinni, Coccia, Di Modugno. All. Raffaele.

CATANIA (4-3-1-2): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Marchese (57' Baraye); Bucolo (57' Lodi), Rizzo, Biagianti; Sarno (65' Brodic); Di Piazza (57' Esposito), Marotta (78' Curiale). A disp.: Bardini, Manneh, Lovric, Valeau, Angiulli, Carriero, Llama. All. Sottil.

 ARBITRO: Meraviglia di Pistoia (Garzelli-Pappagallo); IV ufficiale Meleleo di Casarano. MARCATORI: 9' Di Piazza, 92' França  NOTE: ammoniti Calapai, Sales

 

QUARTI DI FINALE (ritorno)

Catania (4-3-1-2): Pisseri 6; Calapai 6.5, Aya 5.5, Silvestri 5.5, Marchese 5 (1′ st Baraye 5.5); Carriero 5.5 (1′ st Lodi 6), Biagianti 6 (22′ st Manneh 6), Rizzo 6; Sarno 6.5 (39′ st Esposito sv); Marotta 5.5 (18′ st Curiale 6.5), Di Piazza 7. In panchina Bardini, Lovric, Valeau, Bucolo, Angiulli, Llama, Brodic. Allenatore: Sottil 6.5

Potenza (3-4-3): Ioime 6.5; Sales 5.5, Emerson 6.5, Sepe 6; Guaita 5 (30′ st Longo 6), Coppola 5.5, Dettori 6, Panico 6 (12′ st Di Somma 5); Genchi 5.5 (1′ st Bacio Terracino 5.5), Lescano 6.5 (30′ st Franca 6), Ricci 6.5 (18′ st Matera 6). In panchina Breza, Matino, Giosa, Di Modugno, Coccia, Piccinni. Allenatore: Raffaele 6.5

Arbitro: Camplone di Pescara 5.5 Reti: 13′ st Lescano; 34′ st Di Piazza.

 

 

 

SEMIFINALE (andata)

 

CATANIA (4-3-1-2): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Marchese (1’st Baraye); Rizzo (17’st Llama), Biagianti (33’st Brodic), Bucolo (1’st Lodi); Sarno; Di Piazza, Marotta (18’st Manneh). A disp. di Cristaldi (Sottil squalificato): Bardini, Lovric, Esposito, Valeau, Angiulli, Carriero, Brodic, Pecorino.

TRAPANI (4-3-3): Dini; Costa Ferreira, Taugourdeau, Scognamillo, Ramos; Corapi, Toscano, Aloi (38’st Scrugli); Ferretti (32’st Fedato), Nzola (27’st Evacuo), Tulli. A disp. di Italiano: Ferrara, Cavalli, Garufo, Mulè, Joao Da Silva, Lomolino, Franco, D’Angelo, Girasole.

ARBITRO: Ivan Robilotta (Sala Consilina) Assistenti: Giuseppe Mansi (Nocera Inferiore) e Antonio Severino (Campobasso) Quarto uomo: Mario Vigile (Cosenza)

 

 

SEMIFINALE (ritorno)

TRAPANI (4-3-3): Dini; Costa Ferreira, Scognamillo (78′ Da Silva), Taugordeau, Ramos (78′ Franco); Aloi, Toscano, Corapi; Ferretti (63′ Fedato), Nzola, Tulli (73′ Evacuo).A disp. di Italiano: Ferrara, Cavalli, Mulè, Scrugli, Lomolino, Garufo, D’Angelo, Girasole.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Aya, Silvestri (45′ Calapai), Esposito, Baraye; Rizzo (45′ Biagianti), Lodi, Llama; Sarno (65′ Brodic), Di Piazza (67′ Curiale), Manneh (45′ Marotta). A disp. di Sottil: Bardini, Lovric, Marchese, Valeau, Bucolo, Carriero, Angiulli.

ARBITRO: Simone Sozza (Seregno) Assistenti: Alessandro Pacifico (Taranto) e Marco Trinchieri (Milano) Quarto uomo: Andrea Zingarelli (Siena)  

NOTE: 6′ di recupero s.t.; 2′ di recupero p.t. AMMONITI: Silvestri, Aloi, Dini  

ESPULSI: Esposito, Biagianti (somma di gialli), Calapai

 

 

 

Trapani-Catania 1-1: sogno falciato, ripartire subito con idee chiare

di Salvatore Giovanni Emanuele

 

Ancora un altro anno in C

Vista dalla cima del Monte Erice la città di Trapani appare come una falce dai contorni nitidi e…taglienti. Una falce, affilata, che nella prima domenica di giugno ha tranciato di netto le speranze di qualificazione alla finale play-off del Catania, condannandolo di conseguenza alla quinta stagione di fila nell’inferno della Serie C, così come non accadeva dalla gestione Attaguile a cavallo fra gli anni ottanta e novanta. Nonostante non abbia mai perso in questi play-off, una vittoria (sulla Reggina) e quattro pareggi (doppia ‘X’ con Potenza e Trapani), l’1 a 1 del “Provinciale”, firmato dalle reti di Taugordeau e Curiale, sancisce l’eliminazione del Catania di Andrea Sottil e la meritata qualificazione dei granata di Vincenzo Italiano, ‘forti’ di una classifica migliore rispetto agli etnei ereditata nella regular season.

È finita così, con Ciccio Lodi – capocannoniere stagionale, oggi con la fascia di capitano al braccio – che crolla disperato sulla trequarti etnea dopo aver sottratto l’ultimo pallone dai piedi di Fedato, pronto a rilanciare un’ultima disperata azione che non ci sarà mai. La stagione 2018-19, iniziata con l’illusione di un possibile ripescaggio in B e vissuta arrancando con pochi picchi e tanti bassi, è finita così come era terminata quella precedente: in semifinale. Ieri Robur Siena, oggi Trapani: stesso risultato. Stesso destino, l’eliminazione, anche se il dolore patito nella passata stagione, quando furono i rigori a negare l’accesso in finale ai ragazzi di Lucarelli, fu più straziante rispetto a quello provato in queste ore nelle quali l’illusione, l’ennesima, che aveva cancellato un annata balorda (conclusa al quarto posto, a 12 punti dalla Juve Stabia prima!) è svanita come neve sciolta al sole. Dopo aver fallito nella stagione regolare, non vincendo un campionato dalla cifra tecnica modesta – nel quale hanno primeggiato due squadre, Stabia e Trapani, costruite con dietro gravi problemi societari – si è fallito anche nei play-off. Un fallimento, proprio così, perché quando in estate sbandieri ai quattro venti che “l’anno scorso volevamo vincere e quest’anno dobbiamo vincere” non esistono altri aggettivi per descrivere una squadra che, Coppa Italia e qualche altra prestazione episodica a parte (vedi la gara di Catanzaro o il 4 a 1 sulla Reggina), non ha mai convinto. Mai. Anche questa sera, nella gara che valeva l’accesso alla finalissima, il Catania, in quel di Trapani, ha fallito ancora, lasciando l’iniziativa agli avversari per più di un’ora. Un avversario, ammirato e incensato nella gara di andata, che questa sera è parso tutt’altro che trascendentale. Tosto sì, sicuramente più compatto sia come identità di squadra e sia come idea di calcio, ma sicuramente non imbattibile, al quale è stato regalato un tempo (il primo) per via delle iniziali scelte tecniche di mister Sottil che si sono rivelate fallimentari. Fallimentare, così come la tenuta nervoso di una squadra che nella ripresa ha raccolto tre cartellini rossi con Esposito, Biagianti e Calapai, chiudendo la contesa in tripla inferiorità numerica contro un avversario, il Trapani, che non ha saputo approfittare di tanta grazia. Fallimentare, così come la gestione di questa annata balorda, da archiviare al più presto, prima che il sole illumini ancora quella ferita procurata da quella falce tagliente.

Un tempo regalato, una ripresa giocata parzialmente

Riavvolgere e sintetizzare il nastro della partita, vista a singhiozzi attraverso il pessimo servizio fornito da Eleven Sports - incappata nell’ennesima serataccia piena di problemi tecnici -, è un esercizio crudele ma che, in questa sede, va fatto. La lettura della distinta fornisce subito elementi di discussione, con mister Sottil che abbandona il 4-3-1-2 visto nelle precedenti quattro gare play-off ritornando al caro e vecchio 4-3-3, completando il tutto con una mini rivoluzione tecnico-tattica: Aya esterno basso di destra, al posto di Calapai, con Esposito, Silvestri centrali e Baraye; Rizzo, Lodi e Llama in mezzo, con l’esclusione di capitan Biagianti; Sarno, Di Piazza e Manneh in avanti. Mosse che dopo un buon avvio, nel quale si segnala l’unico tiro in porta del centravanti di Partinico (tuttavia propiziato da un fallo di mano dello stesso ex Lecce), si rivelano improduttive alla luce di un primo tempo nel quale è il Trapani, come da copione, a controllare gioco ed avversario, rischiando poco e nulla, trovando il vantaggio al 26’ con un piazzato di Taugordeau sul quale Pisseri è colpevolmente poco reattivo. Vantaggio di uno a zero condotto senza affanni nel tunnel degli spogliatoi, dal quale, in avvio di ripresa, non son più rientrati fra gli ospiti le sagome di Silvestri, Rizzo e Manneh, rispettivamente sostituiti da Calapai, Biagianti e Marotta. Triplo cambio, inteso come bocciatura del 4-3-3 iniziale e riproposizione del 4-3-1-2, quest’ultimo modulo prediletto del Sottil-bis. Tuttavia, i benefici dei cambi mossi dal tecnico di Venaria Reale, hanno trovato il primo intoppo già dopo 9 minuti, quando lo scadente arbitro Sozza – autore di una direzione di gara poco equa, con diverse ombre e scelte discutibili (vedi il mancato 'rosso' sullo 0 a 0 a Scognamillo per una gomitata a Llama) – ha mandato anzitempo sotto la doccia Esposito, reo di aver dato una manata in faccia a Costa Ferreira. Catania sotto di un gol e di un uomo, peggio di così? Nel momento decisivo mister Sottil ha nuovamente rimescolato le carte, inserendo Brodic e Curiale per i deludenti Di Piazza e, soprattutto, Sarno, cogliendo i frutti dopo pochi minuti dalla semina: gol di testa dell’ex trapanese e discorso qualificazione nuovamente aperto. L’illusione di una stoica rimonta, alla Italia di Sacchi ad USA ’94 tanto per intenderci (vedi le vittorie in 10 con Norvegia e Nigeria), è andata a schiantarsi nei venticinque minuti finali “da Serie C”, vissuti fra mille interruzioni figlie di improvvisi crolli a terra dei giocatori granata e delle espulsioni di Biagianti, all’86’, e di Calapai, al 90’. Triplice fischio, Trapani avanti e Catania a casa.

Sottil, non è solo colpa sua…

Questa sera, e non solo questa sera, mister Sottil ha delle colpe, ma mandare al patibolo il tecnico non sarebbe intellettualmente onesto. Un sarto imbastisce un abito in base alla stoffa che ha a disposizione. Può apportare delle modifiche, degli accorgimenti di fortuna, ma se la qualità della stoffa non soddisfa il modello ideato che colpa ha il sarto? Una riflessione, quest’ultima, che va oltre queste cinque gare play-off e che si estende anche alla prima gestione sottiliana, quella nella regular season tanto per intenderci. Una prima parte di stagione, impostata sul 4-2-3-1, senza esterni alti capaci di fare la differenza (Barisic e Vassallo si sono rivelati un doppio fallimento), senza quel trequartista dinamico (Pasquale Maiorino, tanto per fare un nome a caso) indispensabile nell’idea di gioco del tecnico piemontese e senza una vera mezzala d’inserimento. Errori di costruzione estivi ai quali non si è posto rimedio nel mercato invernale, quando sono arrivati calciatori doppioni (Carriero) o tenuti in naftalina per nella prima parte di stagione (Sarno e lo stesso ex Casertana), con Di Piazza che si è rivelato l’unico acquisto di gennaio ad incidere in più di un’occasione.

Passione dei tifosi: patrimonio da non disperdere

Il due giugno è distante già tre ore. Il nuovo giorno, intenso come nuovo inizio, è già qui, con un bagaglio di dubbi che convergono tutti nella stessa domanda: da dove ripartire? La risposta è immediata: dai tifosi, dalla loro sana passione. Una passione infinita, anche se altrettanto non si può dire per la pazienza. Gli errori dirigenziali commessi in questa stagione non possono passare inosservati. Il rischio, il più grande dei rischi che si possa correre, è che questa passione (un patrimonio dal valore inestimabile) possa disperdersi, logorata e mortificata da annate sciagurate e balorde come quella che si è conclusa qualche ora fa a Trapani. L’attacco ai tifosi per giustificare fallimenti altrui – così come è avvenuto nel pre-gara di Viterbo – è uno dei tanti errori da non ripetere in futuro, assolutamente. Una ferita aperta che fa ancora male.

RICOSTRUZIONE

Il futuro è già oggi. Il campionato di Serie C edizione 2019-20 appare già ben più complicato rispetto a quello trascorso, con Avellino, Bari, Foggia, Catanzaro, l’ambiziosa Reggina e forse anche la Salernitana, pronte a contendere al Catania la promozione diretta. Un Catania che sicuramente avrà bisogno di un restyling in ogni reparto. Affrontare un nuovo campionato con un organico non consono alle caratteristiche della categoria, con giocatori over 35 e privi di corsa, sarebbe un nuovo fallimento che va scongiurato a tutti i costi. Idee chiare, chiarissime, così come quella progettualità dei tempi d’oro che nelle ultime annate è venuta meno, perché se questa dirigenza vuole andare avanti a Catania non può più fallire.

 http://calciocatania.com/articoli/articoli.php?Trapani-Catania-1-1-sogno-falciato-ripartire-subito-con-idee-chiare-7654

 

 

 

 

 

Un grande assente dei “veterani” etnei elogiati dal mister è Marco Biagianti. Il Capitano del Catania, qualche giorno dopo, ha risposto tramite il suo account Instagram a Novellino spiegando il suo punto di vista.

 “Chi mi conosce sa bene che non amo fare questo tipo di cose, ma vista la cattiveria con cui si sta scrivendo e viste le cose dette in maniera poco chiara è giusto che io difenda la mia persona e soprattutto la mia posizione.

Con Mr. Novellino ho avuto un buonissimo rapporto nei mesi in cui è stato ad allenare la squadra, ci stimavamo, ci confrontavamo spesso ma soprattutto ci rispettavamo.

 Come ho detto anche a lui a seguito di questo spiacevole episodio (per me), sarebbe stato più giusto evitare di fare questo genere di interviste che insinuano dubbi, non portano a nulla e lasciano solo strascichi negativi; o si fanno i nomi oppure meglio tacere (e sarebbe stata sicuramente la miglior cosa).

Voglio ricordare che sono il Capitano di questa squadra, uno che combatte per questa maglia da 11 stagioni ed ama questa Città come pochi, che cerca di aiutare i compagni dal primo all’ultimo e che ha sempre instaurato buoni rapporti con ogni allenatore, per un fine comune, il bene della mia squadra. Basta una mezza intervista sbagliata per mettere in dubbio tutto?! Pensate prima di parlare.

Che sia chiaro, non potrei mai essere il male del Catania!!!!!”

 

 

 

 

Deluso e amereggiato. Andrea Sottil, da oggi ex allenatore del Catania, ha voluto chiarire ai microfoni di Unica Sport alcuni punti della vicenda che ha portato al suo nuovo esonero dal club etneo

“Ho letto del mio esonero e mi viene da sorridere perché dalla partita di Trapani non ho sentito nessun dirigente del Calcio Catania. Un mese intero senza avere nessun contatto né con l’amministratore delegato Lo Monaco, né con il direttore sportivo Argurio. Ero in attesa di una loro chiamata per decidere quando incontrarci per confrontarci non solo sulla stagione appena terminata, ma anche per capire quale sarebbe stato il mio futuro. É stata un’attesa vana visto che ho letto del mio esonero, ripeto letto".

"Rispetto le scelte societarie, ma ritengo non corretto il modo in cui si è deciso di mettere in atto questa decisione. Comprendo che l’ad Lo Monaco in questo momento della stagione abbia tanti impegni e, forse, non abbia avuto il tempo per farmi una chiamata per spiegarmi i motivi di questa scelta. Ma almeno dal DS Argurio, con cui nel corso della stagione c’è stato un rapporto calcisticamente più intimo, mi sarei aspettato una chiamata. Una semplice chiamata anche in forma amichevole. Nulla. Evidentemente questo mondo continua ad essere senza regole e valori”.L'immagine può contenere: 1 persona, sta praticando uno sport, stadio e spazio all'aperto

Sottil, dunque, incassa a malincuore il secondo esonero in pochi mesi. Una separazione che fa male, come detto, per tempi e modo in cui è arrivata. “Mi dispiace molto, ha proseguito Sottil, perché ero e sono molto attaccato a Catania e al Catania. Ero felice di allenare il club rossazzurro e ho sempre dato il massimo. I numeri parlano chiaro. Alla guida del Catania ha avuto una media punti di 1,90 nettamente superiore a Novellino che è stata di 1,40. Forse se fossi rimasto a guidare la squadra sino al termine del campionato saremmo arrivati secondi. Questa è solo un’ipotesi. Di concreto c’è, invece, che al mio ritorno ho trovato una squadra fisicamente e moralmente distrutta. Nonostante questo io e il mio staff ci siamo rimessi al lavoro riuscendo, sebbene vi fossero tante difficoltà, a disputare degli ottimi play off che abbiamo concluso senza aver mai perso. Rammaricato? Certo ed anche molto. Lo sono perché mi sarebbe piaciuto avere un’altra chance e di averla con una squadra più adatta alla mia idea di calcio. Non ho nulla da rimproverare ai miei calciatori che hanno dato il massimo, ma un dato di fatto visto che non mi è stata data la possibilità di costruire una squadra che potesse mettere in atto il mio calcio.

Ora si sta parlando di una rivoluzione totale a livello tattico con l’innesto di dieci o dodici nuovi giocatori nei ruoli cardine e anche in questo caso non posso che sorridere. Molti di questi nomi, infatti, sono gli stessi da me richiesti la scorsa stagione. Ripeto non mi è stata data la possibilità concreta di lavorare come avrei voluto per riportare il Catania in serie B che non è la categoria nella quale dovrebbe giocare. Questo club deve stare in serie A soprattutto per i suoi tifosi che sono da sempre eccezionali e che ci hanno sostenuto con la massima passione nel corso dei play off. Ripeto mi dispiace non essere più l’allenatore del Catania. Nonostante questo ringrazio la società e faccio un sincero in bocca al lupo al club etneo per la prossima stagione che mi auguro possa regalare quelle gioie e soddisfazioni ai suoi sostenitori”

 

 

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