1) Furlan 22) Martinez 34) Coriolano

20) Pinto 21) Biondi 26) Calapai 2) Noce 28) Esposito
5) Silvestri 15) Marchese 13) Saporetti 3) Mbende

 

27) Biagianti 10) Curcio GEN 8) Di Molfetta 18) Rizzo 29) Manneh
4) Vicente GEN 6) Welbeck 24) Rossitto 16) Salandria GEN Dall'Oglio

17) Barisic 32) Mazzarani 7) Capanni GEN 9) Beleck GEN 11) Curiale

 

HANNO LASCIATO CATANIA A GENNAIO

Bucolo (S.Leonzio) Llama (Gymnasia) Sarno (Triestina) Catania (S.Leonzio) Lodi (Triestina) Rossetti (Messina)
Fornito (Rende) Di Piazza (Catanzaro) Distefano (Lazio) Pietro Lo Monaco

 

 

 

 

D. Franco G. Di Natale G. Branchina A. Passanisi E. Carboni S. Libra M. Dottore A. Scudero A. Aloisio
Presidente Amm. Delegato Pubbliche relazioni Team Manager All. Berretti Massaggiatore Resp. medico Medico sociale Fisioterapista

 

 

 

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LA SQUADRA AL GIRONE DI ANDATA

 

 

 

 

 

Gestione CAMPLONE
Camplone Tacchi Onesti Lalinga I.F. Alfonso
Allenatore Vice Allenatore Prep. Portieri Prep. Atletico Video Analyst

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Gestione LUCARELLI
Lucarelli Vanigli Conticchio Onorati Bella Lalinga Alfonso
Allenatore Vice Allenatore Coll. Tecnico Prep. Portieri Prep. Atletico Prep. Atletico Video Analyst

 

 

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

Ha parlato Pietro Lo Monaco, attualmente direttore generale del Catania. Queste le sue parole: "Tre anni e mezzo fa sono tornato per una scelta di cuore. Era un paziente morto che abbiamo tenuto in piedi. Se non interviene una proprietà che in qualche modo sia in grado di portare avanti il piano di risanamento diventa complicato. Peccato, è una realtà del Sud che ha una struttura per categorie superiori. E purtroppo deve affrontare un momento di difficoltà. Il calcio ha un senso soltanto in Serie A, in C ci rimetti tanto denaro. Se non trovi gente che ha voglia di investire diventa complicato. La C ha gli stessi obblighi della Serie A con la paga di un soldato semplice. In Sicilia mancano investitori, qualche anno fa c’erano tre squadre in Serie A. È difficile mantenere in piedi una macchina che ha solo obblighi".

 

 

la Lega Pro ha disposto di rinviare,

a data da destinarsi,

tutte le gare in programma

dal 10 marzo 2020 al 3 aprile 2020.

 

 

 

 

 

 

 

Nel blu di...Pinto di blu... 

Max Licari – calciocatania.com 30.6.2020

 

Solo da ammirare

Difficile. Difficile anche solo pensare di poter disquisire di calcio in situazioni simili a quella in cui vive il Catania. Tutti noi sappiamo che la partita più importante non si gioca di certo sul terreno di gioco, ma nelle aule dei tribunali. E, giusto nel giorno del primo turno dei playoff, la "Partita delle Partite" ha vissuto una brusca battuta d’arresto, per certi versi inaspettata. Eravamo un po’ tutti sicuri della pubblicazione (alla buon’ora!) dell’ormai celebre bando che avvierà la procedura competitiva di vendita della società rossazzurra… e, invece, forse se ne parlerà addirittura il 2 o il 3 luglio, quando i tempi saranno ristrettissimi (ricordiamo che l’iscrizione al campionato è fissata al 5 di agosto). Evidentemente vi è qualcosa che non quadra e i tifosi, giustamente, vengono proiettati in una sorta di incubo collettivo dal quale si fatica a risvegliarsi. Eppure, la gara giocata al “Massimino” contro la vivace Virtus Francavilla, in qualche modo, ci riconcilia con il calcio, quello vero, quello fatto di sacrificio e di sudore. I ragazzi capitanati da Lucarelli, privi degli ormai evaporati Di Molfetta, Esposito, Marchese e Rizzo, sul campo dimostrano di essere uomini veri, riuscendo nel’impresa di recuperare due reti di svantaggio ai pugliesi. Impresa quasi disperata, ma riuscita in pieno in virtù di valori che a Catania da anni avevamo dimenticato. Lo stesso tecnico livornese, a fine partita, ha confessato che molti dei giocatori poi protagonisti della gara avevano sciolto le riserve in merito alla stessa partecipazione al match poche ore prima del fischio d’inizio, giacché di stipendi, per adesso non si vede nemmeno l’ombra. Ciò ingigantisce ancor più la statura morale di questo allenatore e di questi ragazzi, per i quali si può provare solo ammirazione sincera. Hanno lottato e vinto solo per la maglia, per la gente di Catania, non lesinando fatica e ardore. Non sappiamo se riusciranno a proseguire la corsa (il prossimo incontro si giocherà probabilmente a Terni, con un solo risultato a disposizione, a meno che gli umbri non si suicidino al “Liberati” contro il modesto Avellino di Capuano oppure sempre al “Massimino”, ma contro un avversario ben più robusto dei volenterosi virtusini di Trocini, il Catanzaro di mister Auteri), ma già la loro battaglia di credibilità con la piazza di Catania l’hanno vinta.

La coerenza del “4-2-3-1

Avevamo immaginato che Lucarelli non volesse abbandonare la strada maestra che prima dello stop dovuto al Coronavirus aveva condotto il Catania a risultati importanti e così è stato. Il trainer etneo ha impostato la squadra sulla solita difesa (con il solo Martinez al posto di Furlan), il consueto duo di mediani davanti al reparto arretrato e un trio di trequartisti composto da un paio di giovani di gamba come Biondi e Capanni sulle ali e il più esperto Curcio a supporto dell’unica punta Curiale. L’inizio del match sembrava non dare ragione a tale strategia, poiché gli ospiti mostravano più verve atletica e organizzazione (in specie a centrocampo, con Zenuni, Di Cosmo e Mastropietro a dettare legge), colpendo i rossazzurri due volte nei primi 20’ con Perez e Vazquez. Una doppia mazzata che avrebbe accoppato un toro, ma che non ha scoraggiato i padroni di casa, bravi ad accorciare le distanze con un tap-in di Biondi al 25’, rimettendo in piedi il match. Il Catania, seppur in maniera talora farraginosa, ha sempre mostrato grinta e determinazione a voler ribaltare il risultato, tanto che il rigore trasformato da Curcio al 56’ non può essere considerato sorprendente. A un avversario mai domo e incline alla ripartenza con lanci in verticale, grazie ai due ottimi attaccanti, ideali nel 3-5-2, il Catania ha, in specie nella ripresa, ribattuto con le percussioni di Biondi e Capanni (il migliore in campo) sulle corsie alterali, nonché la solidità di Salandria e Vicente in mezzo al campo. Ancora indietro di condizione sono apparsi i difensori centrali (in ritardo sulle segnature avversarie), mentre addirittura straripante è risultato nel finale Pinto, autore al 91’ di uno dei gol più belli mai visti a Catania, una serpentina alla Baggio che ha portato il laterale mancino ex parmense a battere da distanza ravvicinata Poluzzi, per il meritato 3-2. Meritato perché i rossazzurri avevano clamorosamente fallito il gol almeno in tre circostanze con Curiale (più dinamico del solito, ma ancora impreciso), Biondi e Curcio, prima della girandola di sostituzioni da parte di entrambi gli allenatori che, nel convulso finale giocato dai pugliesi in inferiorità numerica per la sciocca espulsione di Vazquez, ha prodotto un gioco assai confusionario e nervoso, come normale che sia alla prima gara dopo mesi di inattività. Alla fine, una bella partita per pochi intimi (la mancanza sugli spalti dei tifosi, unica componente essenziale del calcio, si fa sentire, eccome…), giocata in un terreno di gioco tutto sommato accettabile e condita anche dall’imprevisto di un black-out di circa 10 minuti per un calo di tensione che l’ha resa ancora più “particolare”. L’abbraccio collettivo a fine gara ci fa comprendere, se ce ne fosse ulteriore necessità, quanto “enorme” sia il lavoro di Lucarelli in questi “foschi” giorni di fine ciclo. Perché una sola cosa è chiara a tutti: un’era si è conclusa ed è vitale ricominciarne un’altra, con la stessa matricola. E con tempi minimi a disposizione... Let’s go, Liotru, let’s go!

 

CATANIA (4-2-3-1): Martinez; Calapai, Mbende, Silvestri, Pinto; Salandria, Vicente (dal 25′ st Welbeck); Biondi (dal 31′ st Mazzarani), Curcio, Capanni (dal 25′ Barisic); Curiale (dal 31′ st Beleck). A disp.: Furlan, Noce, Pino, Saporetti, Panebianco, Welbeck, Biagianti, Dall’Oglio, Mazzarani, Manneh, Barisic, Beleck. All.: Cristiano Lucarelli

 

VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Poluzzi; Delvino, Marino (dal 23′ st Castorani), Caporale; Di Cosmo (dal 37′ st Setola), Risolo (dal 17′ st Marozzi), Zenuini, Mastropietro (dal 37′ st Ekuban), Nunzella (dal 23′ Gallo); Perez, Vazquez. A disp.: Costa, Sparandeo, Sarcinella, Pambianchi, Castorani, Setola, Gallo, Ekuban, Marozzi. All.: Trocini

 

 

VOI METTETECI CUORE E CORAGGIO, I SOLDI LI TROVIAMO NOI!

 

Questi ragazzi hanno fatto qualcosa che resterà nel nostro ricordo. Hanno dato forma a quello che gridiamo da sempre sugli spalti: “Onorate la nostra maglia”.

La maggior parte di loro è giovanissima. Non prendono lo stipendio da mesi, chi dormiva a Torre del Grifo ha dovuto cercarsi un alloggio. Corrono il rischio di non potersi giocare il prossimo turno dei playoff perché non ci sono i soldi per mandarli in trasferta.

NON LO MERITANO. E NON PERMETTEREMO CHE ACCADA!

Lanciamo una raccolta fondi per consentire ai nostri ragazzi di coltivare il loro e il nostro sogno, per trovare i fondi necessari a concludere la stagione, coprendo le spese. Sottoscriviamo una quota minima di 5 euro (chi vuole può mettere di più), come se stessimo pagando il biglietto al Massimino. Venite a staccare un biglietto, a tutti gli effetti: un biglietto di sostegno alla squadra. Nelle prossime ore vi diremo tutti i dettagli per aderire.

Invitiamo tutti a partecipare, dal Sindaco, agli assessori, consiglieri comunali, agli imprenditori, ai tifosi e a tutti i cittadini.

Saremo NOI ad accompagnarli fino in campo. Perché, come abbiamo sempre detto, il Catania SIAMO NOI. Riscaldatevi, tocca a noi entrare!

Giovedì 2 luglio e venerdì 3 luglio, dalle 17 alle 22, ci sarà il banchetto dietro il chiosco di piazza Dante per l’acquisto dei biglietti (cifra simbolica 5 euro, chi vuole può contribuire maggiormente). Gli unici autorizzati a ricevere i soldi a piazza Dante sono Michele Spampinato e Pietro Russo.

Ci stiamo attrezzando per attivare una post pay evolution (ricaricabile anche da conto corrente bancario), per dare la possibilità a tutti coloro che vivono fuori di poter contribuire. È la soluzione più veloce.

IMPORTANTISSIMO: SOLO LE MODALITÁ COMUNICATE ATTRAVERSO QUESTA PAGINA SONO QUELLE VERE DELLA RACCOLTA. NON CONSEGNATE SOLDI A CHI VE LI CHIEDE AL DI FUORI DELLE INDICAZIONI CHE VI DAREMO.

Vi comunicheremo l’ammontare della somma ricavata, che consegneremo direttamente a mister Lucarelli e alla squadra.

Ps: domani rispettate il distanziamento fisico e indossate la mascherina.

pagina FB di Attilio Scuderi

 

 

 

GRAZIE IN E..TERNI

Max Licari

 

Bisogna vincere la partita più importante

Un gol, due pali e mezzo, un clamoroso rigore negato dal mediocre direttore di gara Marcenaro di Genova, un dominio del gioco netto nei confronti di un avversario senza capo né coda, mal assemblato e ancor peggio allenato. Questo il succo della commovente prestazione del Catania al “Liberati”, dal quale avrebbe strameritato di venir fuori con una vittoria e la qualificazione al turno successivo dei playoff. Purtroppo, il Dio del Calcio, fin troppo malevolo negli ultimi anni con i rossazzurri, ha voluto premiare i rossoverdi di casa che, nell’unica vera palla gol creata a una decina di minuti dal termine della partita, strappano un pareggio che consente loro la continuazione nel barrage a eliminazione diretta. Tuttavia, due cose nettamente ci dice questo match:

1) questi ragazzi e questo allenatore meritano onore e rispetto, nonché, in discreta parte, la conferma (con quattro-cinque ritocchi di valore questa è una squadra che può tranquillamente lottare per la promozione dalla C in B);

2) La miracolata Ternana che esulta a fine partita come se avesse vinto la Champions League, dopo aver trascorso i quindici minuti finali praticamente a terra con quasi tutti gli effettivi a contorcersi in evoluzioni cabarettistiche da torneo UISP, ha le stesse probabilità di vincere i playoff quanto lo scrivente di passare una notte d’amore con Jennifer Aniston.

La realtà è che doveva andare come è andata. Quando gestisci una società di calcio come è stato gestito il Calcio Catania negli ultimi cinque anni, poi nemmeno la fortuna ti assiste, secondo la ben nota Legge di Murphy. La squadra è stata commovente, ha dato tutto e ha meritato il plauso dei tifosi catanesi. Ha lottato fino all’ultimo minuto, andando a un passo da un autentico miracolo. Certo, se al posto di Barisic il Catania avesse avuto “nonno” Vantaggiato, probabilmente la gara si sarebbe chiusa sul 2-0, come da meriti acquisiti sul campo, ma quello è un altro discorso, un vecchio discorso che, a nostro parere, si inscrive nell’unica “pecca” dello splendido “secondo Lucarelli” in chiave rossazzurra: l’autolesionismo nel voler mettere sempre in campo un elemento che avrebbe dovuto da tempo chiudere la sua avventura a Catania. Ma fa lo stesso. Chi sa di calcio capisce quanto grande sarebbe stata l’impresa di vincere contro una squadra che nella ripresa ti mette in campo gente come Furlan (che cambia il volto della propria compagine), Ferrante, Paghera o Vantaggiato… Basti fare il confronto con i subentrati in maglia etnea per avere contezza della differenza di organico. Eppure, il Catania avrebbe meritato molto più della Ternana di andare avanti, grazie a organizzazione di gioco, spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia. Adesso, un grazie sincero e tutti uniti e compatti in direzione della vittoria nella partita più importante, quella che si concluderà il 23 luglio alle ore 11. Lì si dovrà vincere e si vincerà. Un’era si è chiusa definitivamente e un’altra ne comincerà. Nuova eppur antica, nel solco della nostra storia, targata 11700. Solo quello conta. Solo quello.

Una gara praticamente perfetta, conclusa con una beffa atroce

Nulla ha sbagliato Lucarelli nell’impostazione di questa gara, quasi niente i giocatori che la hanno interpretata al meglio. Riconferma in blocco del modulo e degli undici che avevano sconfitto la Virtus Francavilla, atteggiamento propositivo fin dal primo minuto, avendo a disposizione un solo risultato. Benissimo le coppie sugli esterni (Calapai-Capanni e Pinto-Biondi), tosti Salandria e Vicente in mezzo e molto bravo Curcio a far da raccordo con il volenteroso (ma come sempre inconcludente) Curiale. I padroni di casa, soprattutto in mediana (male Palumbo e Verna), non si sono quasi mai raccapezzati, mal supportati da un attacco fumoso (il solo Marilungo, talora, riusciva a produrre qualche strappo interessante), andando in grande difficoltà. Dopo un paio di buone occasioni con Curiale e Calapai, il clamoroso palo di Biondi al 34’ faceva da preludio al meritatissimo vantaggio siglato dallo stesso “catanesino volante” al 43’: splendido cross di Pinto, Mbende da due passi impegnava Iannarilli, tap-in vincente del numero 21 rossazzurro, alla sua seconda rete in questi playoff. Nella ripresa, il Catania non arretrava il baricentro, giocando sempre a viso aperto (clamoroso il rigore negato agli ospiti al 52’ a seguito di un chiarissimo fallo di mani in area di un giocatore ternano), anche grazie alla freschezza messa in campo da Lucarelli a partire dal 60’ (Manneh e Barisic per Curiale e Capanni). Al 76’ come già accennato, Barisic, servito da Curcio, ha avuto la palla per chiudere i conti: primo tiro da due passi ciabattato, sulla ribattuta, “scavetto” su Iannarilli che si stampa sul palo. Non sfortuna, purtroppo, ma imperizia. E chiudiamola qui. Si sapeva, comunque, che la panchina rossoverde fosse molto munita e l’unica cosa che Gallo potesse fare era mettere in campo, come mossa della disperazione, tutta la qualità a disposizione. E proprio i due subentrati più qualitativi, Furlan (il migliore dei suoi) e Ferrante, al minuto 80 lo hanno premiato al di là dei suoi meriti, mandando la Ternana al turno successivo, nell’unica vera occasione nitida creata in 90’. Nella fattispecie, è il subentrato Biagianti a non riuscire a stoppare il cross del fantasista e il pur bravo Pinto a perdersi l’attaccante di casa, abile a insaccare in tuffo di testa a due passi da Martinez. Una beffa atroce, suggellata dai classici teatrini da terza serie andati in scena nel finale e mal gestiti dall’arbitro. Nulla di nuovo sotto il sole della Serie C. Una Serie C dalla quale si avrà l’obbligo di riemergere a partire dal prossimo anno. Con una società nuova, dall’anima antica e il cuore targato 11700. Let’s go, Liotru, let’s go!

http://www.calciocatania.com/articoli/articoli.php?8421&fbclid=IwAR1UuTYgulkdQnrTfctLIS-afDmkNJdyPy8GveETYI9h7WLw6Txq1qTjWN0

 

TERNANA (4-3-2-1): Iannarilli; Parodi, Diakité, Bergamelli, Mammarella; Verna (78′ Vantaggiato), Palumbo (57′ Paghera), Salzano; Defendi (61′ Furlan), Partipilo (60′ Ferrante); Marilungo (78′ Nesta).

CATANIA (4-2-3-1): Martinez; Calapai, Mbende, Silvestri, Pinto; Salandria (80′ Mazzarani), Vicente (68′ Welbeck); Capanni (60′ Manneh), Curcio, Biondi (67′ Biagianti); Curiale (60′ Barisic).

 

 

 

 

 

 Immagine correlataTorre del Grifo Village

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

rotating soccer ball

 

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