L'AGGIORNAMENTO DELLA PAGINA E' SOSPESO

PERCHE' FINO AL 7 SETTEMBRE ....... CI CREDO ANCORA!

 

 

INIZIO CAMPIONATO

l giorno del suo arrivo in rossazzurro ho levato il calice in alto in segno di festa. Ottimismo, più che moderato, generato dall’aver condotto in porto una salvezza nella vicina Messina, tra mille difficoltà dentro e (soprattutto) fuori dal campo, e ancor più dalla storia del miliardo rifiutato pur di vestire la maglia del suo amato Livorno. Storie autentiche, di un calcio romantico che fa sognare un nostalgico come me, illudendolo, talvolta, che forse c’è ancora qualcosa di incontaminato, di puro e genuino in uno sport inquinato dagli interessi economici.

Con la sua schiettezza, il suo non mandarle a dire e cultura del lavoro ha portato a Catania anche un curriculum di allenatore non proprio da veterano. Poco importa. Ai tempi (belli) della Serie A uno come Vincenzo Montella a parte una dozzina di panchine romaniste aveva lavorato solo coi giovani.

Già, la Serie A. Probabilmente, anche se non avremo mai la controprova, nell’esperienza catanese di Cristiano Lucarelli pesa come un macigno l’esser arrivato nel momento storico sbagliato. Al di là delle uscite focose davanti ai microfoni nei post-partita infuocati, con alcune dichiarazioni fuori luogo – vedi le sfide casalinghe con Cosenza, Juve Stabia o Trapani, tanto per citare i più rappresentativi –, e delle discutibili scelte tecnico-tattiche, come la perseverante riproposizione dell’amato 3-5-2 con Maks Barisic come ‘quinto’ di destra, ruolo chiave (insieme all’utilizzo di un esterno sinistro duttile, con maggior propensione difensiva rispetto allo sloveno, nella fattispecie Marchese e Porcino) di un atteggiamento tattico camaleontico che permetteva il passaggio in corsa al 4-3-3, sull’annata catanese di Lucarelli gravano anche i recentissimi dolci ricordi del tempo che fu e soprattutto il bisogno immediato di risalita di una piazza logorata oltremodo dalle umilianti ultime stagioni.

È inutile nasconderlo, un Catania così vincente come quello in questa stagione non lo si vedeva dai tempi della promozione in Serie A con Pasquale Marino: 70 punti in classifica, 10 vittorie in trasferta (nuovo record come tecnico), miglior attacco del girone insieme al capocannoniere del raggruppamento meridionale. Grandi numeri, infranti contro la traversa del portiere senese Pane, nettamente superiori ad altri Catania vincenti. Proprio così, perché analizzando la stagione 2017-18 il cammino del Catania di Cristiano Lucarelli è stato nettamente più esaltante anche rispetto a quello che conquistò (con merito) la promozione in B in quel di Taranto. A parte le gare contro ionici e Pescara, insieme ad alcune gare di campionato della gestione Pietro Vierchowod (il 3-0 sempre ai rossoblù o l’1-4 di Nocera Inferiore), quel Catania non faceva proprio impazzire…

Ci vuole onestà intellettuale. Probabilmente, una stagione come quella appena conclusa, se fosse arrivata nel periodo antecedente alla stagione 2005-06 sarebbe entrata prepotentemente nel cuore di tutti, tifosi ed addetti ai lavori, nessuno escluso. Ipotesi, quest’ultima, rafforzata dal ricordo di quanto lasciato in eredità da altri Catania non vincenti: vedi la squadra di Catania di Stefano Colantuono (stagione 2003-04) o ancor prima quello di Vincenzo Guerini nel 2000-01, per non parlare dei Catania senza gloria del 1977-78 e del 1978-79, a cui la B sfuggì per molto meno.

Proprio così. Insieme alla poca esperienza, sia come tecnico che soprattutto nella gestione dell'ambiente esterno, Cristiano Lucarelli ha pagato caramente il peso del momento storico sbagliato. Un’esigenza vitale di vittoria, una voglia di promozione a tutti i costi, a cui la piazza catanese non può più rinunciare. In bocca al lupo, Cristiano.

http://www.calciocatania.com/articoli/articoli.php?Cristiano-Lucarelli-il-peso-del-momento-storico-sbagliato-6890

 

 

 

 

 

 

 

 

foto Calcio Catania

 

 

HANNO LASCIATO CATANIA A GENNAIO

PRO VERCELLI INTER (fine prestito) PORDENONE ALESSANDRIA FUORI LISTA
         
         

 

 

 

 

LUCARELLI VANIGLI

ALFONSO

BARTALI

ONORATI

COLOMBINO

CONTICCHIO

LICCIARDELLO

SAMMARCO

SCUDERO

LIBRA

Allenatore

All. in 2°

Video Analyst

Prep. Atletico

Prep. Portieri

Riablitaz.. atletica

Collab. tecnico

Resp. Sanitario

Medico sociale

Medico sociale

Massaggiatore

 

CUTRONEO

FRANCO

LO MONACO

ARGURIO

MARINO

FAILLA

PASSANISI

FRANCHINA

SCALTRITI

ZIO PENNY

 

Fisioterapista

Presidente

Amm.re Delegato

Direttore sportivo

Direttore tecnico

Resp. Giovanili

Team Manager

Relazioni pubbliche

Ufficio stampa

Collaboratore

 

 

Medico Sociale:dottor Antonino Puglisi - Medico Ortopedico: dottor Arcangelo Russo - Medico Fisiatra: dottor Francesco Guagliardo

Fisioterapista:Andrea Calì - Osteopata:Angelo Fangano.

 

 

 

 

 

 

CATANIA FONDI

1-1

(Curiale)

CASERTANA CATANIA

1-0

CATANIA LECCE

3-0

(Biagianti, Marchese, Russotto)

V.VILLAFRANCA CATANIA

0-3

(Lodi (R),Diordjevic, Russotto)

CATANIA F. ANDRIA

1-0

(Lodi (R)

COSENZA CATANIA

0-1

(Mazzarani)

CATANIA MONOPOLI

1-0

(Curiale)

SIRACUSA CATANIA

0-1

(Mazzarani)

CATANIA S. LEONZIO

1-2

(Bogdan)

REGGINA CATANIA

2-1

(Curiale)

CATANIA BISCEGLIE

4-1

(Curiale, Curiale, Di Grazia, Russotto)

PAGANESE CATANIA

2-5

(Di Grazia, Ripa, Lodi, Lodi (R), Aya

CATANIA CATANZARO

1-0

(Caccetta)

J.STABIA CATANIA

0-1

(Mazzarani)

CATANIA AKRAGAS

2-0

(Di Grazia, Curiale)

 

TRAPANI CATANIA

2-0

CATANIA MATERA

1-1

(Curiale)

RENDE CATANIA

1-1

(Curiale, Ripa (R), Ripa)

 

 

 

FONDI CATANIA

1-3

(Fornito, Curiale, Ripa)

CATANIA CASERTANA

1-2

(Fornito)

LECCE CATANIA

1-1

(Lodi - R)

CATANIA V.VILLAFRANCA

1-0

(Tedeschi)

F.ANDRIA CATANIA

0-2

(Ripa, Mazzarani)

CATANIA COSENZA

2-2

(Barisic, Manneh)

MONOPOLI CATANIA

5-0

CATANIA SIRACUSA

1-0

(Curiale)

S. LEONZIO CATANIA

0-0

CATANIA REGGINA

2-1

(Curiale, Curiale)

BISCEGLIE CATANIA

1-1

(Barisic)

CATANIA PAGANESE

6-0

(Biagianti, Barisic, Barisic,

Mazzarani,Curiale, Bogdan, )

CATANZARO CATANIA

0-4

(Barisic, Curiale, Ripa, Porcino)

CATANIA J.STABIA

0-0

AKRAGAS CATANIA

1-3

(Lodi, Curiale, Mazzarani)

 

CATANIA TRAPANI

1-2

(Lodi (R)

 

MATERA CATANIA

2-1

(Russotto)

 

CATANIA RENDE

6-1

(Mazzarani, Russotto, Brodic,

Brodic, Rizzo, Di Grazia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROMOSSE  IN SERIE B

 

1° CLASSIFICATA GIRONE A

1° CLASSIFICATA GIRONE B

1° CLASSIFICATA GIRONE C

VINCITRICE PLAY-OFF
LIVORNO PADOVA LECCE COSENZA

 

 

 

 

 

P R I M A   F A S E

 

 

GIRONE C

 

1° TURNO - GARA UNICA (11.5.2018)

 

2° TURNO - GARA UNICA (15.5.2018)

COSENZA 2

5° classificata girone C

S. LEONZIO 1

10° classificata girone C

 

COSENZA 1

vincitrice 1° turno e migliore classificata

CASERTANA 1

vincitrice 1° turno e peggiore classificata

MONOPOLI 0

6° classificata girone C

FRANCAVILLA 1

9° classificata girone C

JUVE STABIA 4

la quarta classificata in campionato

FRANCAVILLA 3

l'altra vincitrice del 1° turno

CASERTANA 2

7° classificata  girone C

RENDE 1

8° classificata girone C

 

passano alla seconda fase nazionale: Cosenza e Juve Stabia

passano al 2° turno: Cosenza, Casertana e Francavilla

 

 

S E C O N D A   F A S E

 

 

PRIMO TURNO NAZIONALE

 

ANDATA (18.5.2018)

RITORNO (23.5.2018)

FERALPI SALO' 2

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

ALESSANDRIA 3

VINCITRICE COPPA ITALIA (testa di serie)

   

ALESSANDRIA 1

VINCITRICE COPPA ITALIA (testa di serie)

FERALPI SALO' 3

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

VITERBESE 1

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

PISA 1

3° CL. GIRONE A (testa di serie)

PISA 2

3° CL. GIRONE A (testa di serie)

VITERBESE 3

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

PIACENZA 2

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

SAMB.DETTESE 1

3° CL. GIRONE B (testa di serie)

SAMB.DETTESE 3

3° CL. GIRONE B (testa di serie)

PIACENZA 1

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

COSENZA 2

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

TRAPANI 1

3° CL. GIRONE C (testa di serie)

TRAPANI 0

3° CL. GIRONE C (testa di serie)

COSENZA 2

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

JUVE STABIA 0

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

REGGIANA 0

QUINTA TESTA DI SERIE (*)

REGGIANA 1

QUINTA TESTA DI SERIE (*)

JUVE STABIA 1

sorteggiata fra le 6 vincitrici della prima fase

passano il turno REGGIANA, COSENZA, VITERBESE, SAMBENEDETTESE E FERAPISALO'

 

 

 

SECONDO TURNO NAZIONALE

 

 

ANDATA    (30 maggio 2018 - ore 20.30)

 

GARA 1

REGGIANA

SIENA

2-1

GARA 3

VITERBESE

SUD TIROL

2-2

GARA 4

COSENZA

SAMB.DETTESE

2-1

 

 

GARA 2

1-1

 

 

Feralpi Salò (3-5-2) Livieri 7; Tandardini 6,5, Ranellucci 6, P. Marchi 6; Parodi 6,5, Magnino 6,5, Staiti 6 (dal 39' s.t.Voltan), Raffaello 6,5 (dal 31' s.t. Rocca s.v.), Martin 6; Ferretti 6, Guerra 5,5 (dal 18' s.t. M. Marchi). A disp. Arrighi, Capodaglio, Gamarra, Bagadur, Turano, Marchetti, Dettori, Loi, Ponce. All. Toscano 6,5.

Catania (3-5-2) Pisseri 6; Aya 6, Blondett 6, Bogdan 6; Barisic 5,5, Lodi 6,5 (dal 35' s.t. Bucolo s.v.), Biagianti 6, Rizzo 5,5 (dal 20' s.t. Mazzarani 6,5), Porcino 6; Russotto 6 (dal 24' s.t. Caccavallo 6), Curiale 6 (dal 20' s.t. Ripa 6,5). A disp. Martinez, Tedeschi, Semenzato, Brodic, Marchese, Manneh, Esposito, Di Grazia. All. Lucarelli 6,5.

Reti: Guerra al 45' p.t. Ripa al 30' s.t.

Note: spettatori 2800, con 359 presenze di tifosi di fede rossazzurra.  Angoli 2-8. Ammoniti Parodi, Magnino, Curiale, P. Marchi, Aya. 

 

SALO' - Pareggio in rimonta, ma quante occasioni sprecate. Il Catania impatta a Salò dopo aver beccato un rigore molto dubbio da Guerra. L'1-1 di Ripa è una consolazione dopo gli sprechi e i miracoli di Livieri, portiere del Salò.

L'impatto è stato furente. Lodi sfiora il gol in due occasioni, al secondo tentativo il portiere alza sopra la traversa, Russotto di controbalzo sopra la traversa.

Aya di testa non trova lo specchio. Ancora Lodi dalla distanza. Fanno cinque occasioni che il Catania crea ma spreca.

E, allora, la Feralpi avanza metro dopo metro e conquista il possesso palla fino a stazionare sulla trequarti avversaria.

Il gol dei lombardi arriva grazie a un rigore molto contestato dai rossazzurri e messo a segno da Guerra.

 Il contatto Bogdan-Magnino viene giudicato irregolare e a quel punto l'arbitro fischia il riposo.

Nella ripresa il Catania torna propositivo e sfiora (o si divora) i gol a ripetizione. Con Porcino a porta vuota, con Russotto, ma è bravo il portiere a respingere sul suo colpo di testa (cross di Barisic).

Il gol arriva da un subentrato, lanciato in mischia da Lucarelli: è quel Ciccio Ripa che con un pallonetto supera il portiere firmando il suo sesto gol fuori casa sulle sette marcature. Incide Mazzarani che mette in apnea la fase di non possesso avversaria.

Il Catania avrebbe potuto vincere, ma nel finale Ripa spreca il 2-1, ma ora tutto è rinviato alla sfida di domenica al Massimino.

www.lasicilia.it

 

 

 

RITORNO   (3 giugno 2018 - ore 20.30)

 

 

GARA 1

ROBUR SIENA

REGGIANA

2-1

GARA 3

SUD TIROL

VIERBESE

1-0

GARA 4

SAMB.ETTESE

COSENZA

0-2

 

 

GARA 2

2-0

 

CATANIA (3-5-2) Pisseri, Aya, Blondett, Bogdan, Barisic (dal 77′ Esposito), Porcino, Biagianti (dall’85 Bucolo), Rizzo, Lodi (dal 77′ Marchese), Curiale (dal 60′ Ripa), Russotto (dall’85’ Di Grazia) .A disposizione: Martinez, Semenzato, Tedeschi, Manneh, Mazzarani, Brodichttps://www.mimmorapisarda.it/altro/salo3.jpg, Caccavallo. All. Lucarelli

FERALPI SALO’ (3-5-2) Livieri, Bagadur, Ranellucci, P.Marchi, Tantardini (dal 66′ Rocca), Magnino (dall’84’ Dettori), Staiti (dal 78′ Capodaglio), Raffaello (dal 66′ Marchi), Parodi (dall’84’ Voltan), Guerra, Ferretti. A disposizione: Spezia, Turano, Legatti, Marchetti, Ponce, Loi. All. Toscano

Arbitro: Amabile di Vicenza (Marinenza, Mazzei)

Gol: Barisic al 59′; Russotto al 72′

Amhttps://www.mimmorapisarda.it/altro/salo4.jpgmonizioni: P.Marchi (F), Porcino (C); Ranellucci (F)

NOTE – Allontanato l’allenatore della Feralpisalò Domenico Toscano

Il Catania approda alle semifinali dei play off, imponendosi per 2-0 sulla Feralpisalò nella gara di ritorno dopo l’uno a uno dell’andata. Primo tempo senza sussulti con Ferretti prima e Russotto poi che di testa cercavano di impensierire i portieri avversari, ma in entrambi i casi la mira non era perfetta. Unico episodio degno di nota l’ingresso in area di Ferretti con il giocatore che cadeva dopo un presunto contatto con Blondett. Per il direttore di gara non si trattava di rigore, decisione che faceva andare su tutte le furie Toscano, fino all’espulsione e all’allontanamento dal rettangolo di gioco. La rete del vantaggio per gli etnei arrivava ad inizio ripresa, con Lodi bravissimo a trovare con la coda dell’occhio Maks Barisic che nell’uno contro uno con Livieri si dimostrava freddo e preciso. Il raddoppio si materializzava con un pizzico di fortuna vista la conclusione di Russotto deviata nettamente nella propria porta da Bagadur. Passaggo del turno e grande entusiasmo del Massimino. Adesso sul cammino degli etnei si presenta l’ostacolo Siena che nell’altro quarto di finale si è imposto, non senza polemiche, sulla Reggiana.

 

 

F I N A L   F O U R

 

SEMIFINALI

 

GARA B

SUD TIROL

andata   6 GIU 2018   1 - 0

COSENZA

COSENZA

ritorno  10 GIU 2018   2 - 0

SUD TIROL

GARA A

andata

stadio Artemio Franchi

6 GIU 2018

ore 20.45 - Diretta TV Raisport ch. 58

1 - 0

SIENA (4-3-3) Pane 6,5; Rondanini 6,5, Sbraga 6, Panariello 6, Iapichino 6; Cristiani 6 (dal 45' p.t. Bulevardi), Gerli 6,5, Vassallo 6 (dal 31' s.t. Damian); Neglia 6,5 (dal 31' s.t. Solini), Santini 6 (dal 15' s.t. Guberti 6), Marotta 8. A disp. Rossi, Cristanto, Dossena, Emmausso, Guerri, Mahrous, Cleur, Brumat. All. Mignani 6.

CATANIA (3-5-2) Pisseri 5; Aya 6, Tedeschi 6, Bogdan 6; Esposito 6 (dal 15' s.t. Curiale 5,5), Rizzo 6,5 (dal 31' s.t. Lodi), Biagianti 7, Mazzarani 6 (dal 38' s.t. Caccavallo), Porcino 6 (dal 31' s.t. Manneh); Russotto 5, Ripa 5,5 (dal 15' s.t. Barisic 6). A disp. Martinez, Semenzato, Brodic, Marchese, Blondett, Bucolo, Di Grazia. All. Lucarelli 6.

Arbitro Robilotta di Sala Consilina (Macaddino di Pesaro, Vono di Soverato).

Rete Al 25' s.t. Marotta.

Note: spettatori circa 4.500. Ammoniti Cristiani, Barisic. Angoli 6-2 Recupero 2' e 4'

 

DISTRUGGERE IL SIENA E ANDARE A PESCARA.

Non è andata come poteva, come sarebbe stato meglio andasse. Il Catania perde l’andata della semifinale contro il Siena. Una papera di Pisseri, alla quale segue il colpo di testa di Marotta, valgono il successo per i padroni di casa. C’è delusione tra i tifosi rossazzurri che hanno seguito la squadra all’Artemio Franchi: «Ci sentiamo derubati, ma al ritorno ribalteremo il risultato», racconta a MondoCatania Andrea, che da non residente in Sicilia ha potuto essere presente stante il divieto di trasferta.

Erano circa 150 i cuori di fede rossazzurra nel settore ospiti dello stadio di Siena. Molti dei quali, come Andrea, che da qualche anno abita e risiede a Bologna, avevano già partecipato alla prima uscita del Catania nei playoff, a Salò. «Anche in quell’occasione avevamo creato tanto ma concretizzato poco, però eravamo riusciti a pareggiare». Stavolta, nonostante gli sforzi dei calciatori non siano mancati, è arrivata la sconfitta. «Il Siena ha segnato su un nostro errore, ma se avessimo segnato nell’azione precedente al loro gol, la partita sarebbe cambiata».

Lo sbaglio di Mazzarani, che ha ricordato quello di “Bobo Vieri” contro la Corea ai mondiali, pesa come quelli di Russotto, di Barisic e infine – a tempo scaduto – di Curiale. «Davvero un peccato, perché ai calciatori c’è poco da rimproverare in quanto a impegno – aggiunge Andrea – È mancata però la profondità in attacco, oltre a un rigore netto su Russotto». Vibranti, sul contatto in area che ha coinvolto l’attaccante etneo, sono state le proteste dell’allenatore e della squadra. L’arbitro Robilotta, tuttavia, non ha ravvisato il fallo e ha fatto continuare la gara, terminata al 94esimo.

«Catania, fino alla fine», urlava il settore ospiti. La sconfitta arriva ma non piega le speranze dei tifosi, anzi. «A Catania li distruggiamo – mette in chiaro Andrea – Abbiamo battuto la FeralpiSalò che rispetto a questo Siena, almeno aveva un gioco». Fiducia, insomma, ce n’è tanta. Soprattutto nell’effetto del Massimino domenica sera, per la decisiva sfida di ritorno: «A Siena erano in 4mila sugli spalti, al Massimino saranno cinque volte di più». L’uso della terza persona lascia trapelare un po’ di rammarico. «Purtroppo non potremo esserci, costerebbe troppo. Passiamo il testimone ai nostri fratelli che abitano a Catania».

Dove i tifosi di Catania non sono potuti arrivare, sono arrivati quelli del Nord Italia. Chi da Bolzano, Bologna, Milano, Varese e non solo. «Abbiamo un gruppo Whatsapp nel quale ci organizziamo per seguire le trasferte». A Siena hanno organizzato anche una coreografia, dopo quella messa su a Salò. Una serie di strisce rossazzurre che hanno colorato il settore ospiti. «Abbiamo fatto un colletta per comprare il materiale. Anche questo – aggiunge Andrea – è un modo per dimostrare il nostro attaccamento alla maglia».

Mancavano invece i tifosi rossazzurri siciliani, per via del divieto di trasferta imposto dalle autorità. «Una presa in giro per tutta la città. Per quattro stupidi che hanno fatto quel che hanno fatto – commenta – è ingiusto penalizzare un’intera tifoseria. Anche a Siena abbiamo dato prova di civiltà. Siamo arrivati, abbiamo cantato i nostri cori e finita la partita siamo andati via». La speranza adesso, è che il Catania possa regalare ai suoi tifosi un’altra trasferta, la più importante, da vivere tutti insieme però. Andrea non vede l’ora: «Noi siamo già a Pescara, ma i nostri avversari non lo sanno».

http://www.mondocatania.com/wp/calcio-catania/distruggere-il-siena-e-andare-a-pescara-dal-nord-al-seguito-del-catania-159704

 

 

ritorno

stadio Angelo Massimino

10 GIU 2018 - ore 20.30

2 - 1

alla fine dei tempi regolari

LOTTERIA DEI CALCI DI RIGORE: Gerli (gol), Lodi (gol); Damian (gol), Curiale (gol); Bulevardi (sbaglia), Blondett (sbaglia); Sbraga (gol), Di Grazia (gol); Marotta (gol), Mazzarani (sbaglia)

 

CALCIO CATANIA vs ROBUR SIENA, Stadio “Angelo Massimino” – Catania

MARCATORI: 31′ Santini (S), 44′ Curiale (C), 66′ Lodi (C)

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya (1’pts Blondett), Tedeschi, Bogdan; Barišič (52′ Russotto, 80′ Manneh), Lodi, Biagianti (71′ Mazzarani), Rizzo, Porcino; Curiale, Caccavallo (52′ Di Grazia).

A disp. di Lucarelli: Martinez, Marchese, Semenzato, Esposito, Bucolo, Ripa, Brodić.

SIENA (4-3-1-2): Pane; Rondanini, Sbraga, Panariello, Iapichino; Vassallo (83′ Mahrous), Gerli, Bulevardi; Neglia (83′ Damian); Santini (73′ Guberti, 1′ pts Cleur), Marotta.

A disp. di Mignani: Rossi, Crisanto, D’Ambrosio, Brumat, Dossena, Solini, Emmausso, Guerri. All: Mignani

ARBITRO: Lorenzo Maggioni (Lecco)

ASSISTENTI: Fabrizio Lombardo (Sesto San Giovanni) e Gamal Mokhtar (Lecco). Quarto Ufficiale Matteo Marchetti (Ostia Lido)

NOTE: 0′ di recupero secondo tempo supplementare; 1′ di recupero primo tempo supplementare; 4′ di recupero secondo tempo; 0′ di recupero primo tempo; presenti sugli spalti oltre 19.000 spettatori.

AMMONITI: Biagianti (C; 15′), Santini (S; 31′), Caccavallo (C; 40′), Vassallo (S; 58′), Bogdan (C; 63′), Bulevardi (S; 63′), Gerli (S; 64′), Rondanini (S; 65′), Iapichino (S; 70′)

ESPULSI: Iapichino (S; doppio giallo 78′), Rondanini (S; doppio giallo 115′)

 «Si è sempre detto che i rigori sono una lotteria. Oggi ne abbiamo avuto la prova. È stata premiata la squadra che nell’arco dei 180′ minuti ha giocato meno bene e creato poco. Questa sera è stata lo specchio di tutto l’anno, fatto da episodi ed arbitraggi che non ci hanno sorriso. Non abbiamo mai rubato nulla. Ai calci di rigore serve anche un po’ di culo e in questa situazione i rigori hanno premiato la squadra che ha avuto più culo».

«In superiorità numerica avremmo dovuto sfruttare meglio la situazione. Riguardo alla scelta dei rigoristi, ne avevamo quattro a disposizione e ce ne mancava uno. Facendo un giro di consultazioni, l’unico che era disponibile e determinato era Blondett. Se l’è sentita ed è andato a calciare».

«Finisce oggi la stagione. Il mio futuro? Ho un contratto biennale e io sono a disposizione della società. Noi siamo professionisti, ma sta al club decidere il nostro futuro. A me le sfide  piacciono ma noi siamo in attesa della loro valutazione e mi faranno sapere».

 

Difficile dire, per i tifosi del Catania, quando questa partita sia cominciata. Per alcuni almeno due ore prima del fischio d’inizio, quando sono stati aperti i cancelli del Massimino. Per altri lo scorso mercoledì sera, quando l’arbitro ha decretato l’ingiusta sconfitta per 1-0 sul campo del Siena. Per altri ancora, l’attesa di questa gara dura da tre anni almeno, da quando è stato tolto loro il sorriso del di credere in qualcosa di vero, l’entusiasmo di combattere per qualcosa di importante e il candore di una fede mai sporcata dagli scandali.

 C’è la coda per entrare allo stadio. Ai seggi elettorali, aperti fino alle 23, no. Un’ora e mezza prima della partita, sulle tribune del Massimino ci sono già il doppio dei tifosi presenti allo stadio di Siena durante la partita d’andata. E quando entrano in campo i giocatori del Siena, per la consueta ricognizione, vengono subissati da una bordata di fischi e improperi a volume altissimo. Un solo coro, un solo grido, un imperativo accoglie i giocatori del Catania: «Vincere, devi vincere».

 I 18mila del Massimino hanno riempito “a tappo” tutti i settori. Solo la tribuna A presenta qualche spazio vuoto. Gli altri sono tutti sold out, la curva Nord già da venerdì. All’ingresso in campo delle squadre, tutti i presenti compongono con gli smartphone una una coreografia luminosa che punteggia di torce bianche gli spalti. Il colpo d’occhio è, come al solito, da categoria superiore ma solo a gara iniziata terminano le code ai tornelli. E il Massimino è pieno ancor più di prima. Il solo spicchio vuoto è quello destinato agli ospiti, negato sia a loro che ai tifosi del Catania.

 «Saremo sempre qui a sostenere te», scrive la Nord nello striscione che espone sulla vetrata. E il sostegno è incessante e tonante. Tuttavia la partita non si mette per nulla secondo le attese. Al Catania servono due gol per andare a Pescara, ma è il Siena a trovare più volte la porta e, al 30esimo, passa in vantaggio. Santini, l’autore del gol, esulta irridendo il pubblico che per risposta lancia verso di lui cartacce e improperi. L’urlo di rivalsa viene strozzato due minuti dopo, quando viene annullato per fuorigioco il gol di Curiale. Ma esplode a 2′ dalla fine del primo tempo, quando l’attaccante segna di testa al rete del pareggio che riaccende la speranza di qualificazione.

 Al Catania serve un altro gol per portare la sfida ai supplementari. Il Massimino diventa una bolgia infernale. Rimpiendosi nuovamente della speranza mai persa, ma tenuta su a fatica. Molto di più infernale però lo diventa il centrocampo, al fischio dell’intervallo. Le due panchine arrivano allo scontro e un giocatore del Siena finisce per terra. Il pubblico rossazzurro fischia, immaginando si tratti di una trappola del Siena. L’arbitro non prende alcun provvedimento. Alla ripresa le due formazioni si ripresentano con gli stessi titolari.

 La curva Nord continua a spingere. La curva Sud si astiene, come accaduto nelle sfide interne seguenti agli arresti occorsi durante la trasferta di Matera. Seguono boati, uno dopo l’altro. La concessione del calcio di rigore, la trasformazione firmata Lodi, il cartellino rosso a Iapichino. Ma quello più atteso non arriva. Neanche all’espulsione di Rondanini. A restare impresso, nei timpani, nei cuori, nell’anima dei tifosi è il rumore del pallone calciato da Lodi, che schiaccia la traversa a 6′ dalla fine dei supplementari. Lo stesso rumore che fa l’ultimo e decisivo rigore, calciato da Mazzarani, che spedisce in finale il Siena.

 Sugli spalti c’è chi scappa via. C’è chi piange. C’è chi non piange perché ha un bambino da consolare. C’è chi applaude e chi rimprovera sia la squadra che chi la applaude. «Pulvirenti, vendi il Catania». Questo è l’ultimo coro della stagione della curva Nord. Poi più nulla. Il Catania resta in C. Resta il silenzio di uno stadio pieno. Resta l’amarezza di un popolo intero.

 http://www.mondocatania.com/wp/calcio-catania/pulvirenti-vendi-il-catania-lultimo-coro-della-nord-dopo-leliminazione-160041

 

 

 

Io sono un privilegiato, professionalmente, per tre motivi: ho un lavoro; il mio lavoro mi piace, anzi è una vera passione; svolgo il mio lavoro nella mia città, immerso negli affetti più cari, umani e paesaggistici.

Questo privilegio comporta un’esposizione emotiva estrema, così a qualcuno sembra addirittura che io a tratti confonda la mia vita con la mia funzione professionale.

E questo qualcuno ha ragione.

Perciò stanotte, com’è ovvio, sono triste, adirato con la sorte ed umanamente scosso.

Il tempo non finisce stanotte, però.

Arriverà, un giorno, la nostra riscossa.

Dite che non ce la fate più ad aspettare, fratelli ed amici? Siete proprio grandi... chi dice di non farcela in realtà vuole soltanto una mano tesa, un abbraccio, un incoraggiamento per risolversi a provarci ancora: state cercando qualcuno che vi dica “passerà”.

Allora io, con la morte sportiva nel cuore ma con la voglia di essere sempre utile a chi condivide l’amore per il Calcio Catania, vi dico che passerà e che ci proveremo ancora.

E che non perdo la speranza: saremo felici come meritiamo, un giorno torneremo in B ed un altro giorno torneremo in A.

Se qualcuno vuol dirmi che sono un illuso, si accomodi: mi hanno detto di peggio.

Mi permetto solo di ricordarvi che c’è una grande differenza tra illusione e speranza, e che quest’ultima è per gli uomini con le palle e costa cara, in termini di sacrifici, sforzi, lavoro, silenzi e soprattutto pazienza.

Io, la mia speranza, la “acquisto” così.

La pazienza non è mai stata il mio forte e non lo sarà mai ma per fortuna, invecchiando, ho recuperato un minimo.

Non piango, Catania. Sono smarrito, arrabbiato, triste ma non piango. E lo sai, perché non piango? Perché giocherai ancora.

Ti amo, Catania.

 Angelo Scaltriti

FINALE

Pescara - 16 GIU 2018

ROBUR SIENA - 1  COSENZA  - 3 PROMOSSA NELLA SERIE B 2018-19:  COSENZA

 

R

 

HANNO LASCIATO IL CATANIA A FINE STAGIONE

 

Martínez

all'ATLETICO MADRID Finisce una stagione piena di grande emozioni, col dolore di non aver raggiunto il nostro obiettivo finale. Sono orgoglioso di tutti i miei compagni, dal primo al ultimo. Sono consapevole di aver fatto poche partite ed e una cosa che mi dispiace tanto, non aver contribuito in campo quello che avrei voluto, pero credo anche di aver datto il mio massimo giorno dopo giorno per questa squadra e per questa citta. Ho avuto il piacere di vivere questa esperienza e imparare dei ognuno dei miei compagni, molti di loro sono diventati amici che mi porterò per una vita, ed il calcio e bello anche per questo. Grazie al Calcio Catania, a la città e le sue meravigliose persone per averme acolto sempre col sorriso sempre. Qua avrete sempre un tifoso in più e uno Spagnolo-Catanese. Adios Catania de mi Corazon, vi auguro meglio“.

Tedeschi alla PRO VERCELLI
Russotto

alla SAMBENEDETTESE "Non so da dove cominciare allora lo faccio chiedendo scusa...scusa per un obbiettivo che purtroppo non è arrivato..scusate se spesso ho avuto atteggiamenti non corretti portati da un istinto che ha prevalso spesso e volentieri sulla razionalità...da un istinto che avrebbe voluto regalare ad un' intera città e tifoseria tante soddisfazioni...ma che purtroppo non sono riuscito a regalarvi...non so che ricordo avrete un giorno di me ma so quello che avrò io...ho passato momenti unici che porterò per sempre nel mio cuore...ho avuto L onore di combattere per questi colori e il privilegio di sentirmi uno di voi...in questa città ho trovato la donna della mia vita e soprattutto qui è nato mio figlio ciò significa che nel mio piccolo mi sento un po’ catanese anche io...ci sono cose che vanno oltre uno sport oltre una vittoria o una sconfitta e io porterò tutto questo insieme di emozioni nel mio cuore...mi dispiace che questo rapporto si sia interrotto così ma d'altronde questo è il calcio...grazie alla società..grazie a tutti i ragazzi che con me in questi anni hanno condiviso un sogno e provato a raggiungere un obiettivo...grazie a tutte le meravigliose persone che lavorano in questa società e lo fanno con amore e passione ogni giorno..grazie a chi lavora dietro le quinte e assicurano a questa società sempre la massima professionalità...grazie alle tante persone che ho conosciuto in questa città e con il tempo sono diventati amici e compagni di tante giornate...grazie a chi mi ha sostenuto anche a chi mi ha criticato perché so che dietro quelle critiche c’è semplicemente un cuore che batte per questi colori e che vorrebbe vedere la loro squadra vincere in ogni campo...grazie Catania...grazie da chi vi porterà sempre nel cuore...un grandissimo in bocca al lupo ai ragazzi che arriveranno e proprio come ho provato a fare io faranno il massimo per regalarvi tante gioie...ciao Catania bedda..."

Rossetti

alla SICULA LEONZIO

 

Bogdan

al LIVORNO Mi avete fatto sentire uno di voi dal primo giorno e ho dato tutto me stesso quotidianamente per raggiungere l'obiettivo prefissato! Siamo andati vicini a raggiungere un sogno comune. Volevamo vincere e portare il Catania in B! Non vi dimenticherò mai, vi voglio bene e spero un giorno di riabbracciarci.  Eternamente grazie a tutti e sempre forza Catania!. Mbare Luka“

Diordjevic

al POTENZA Oggi saluto il calcio Catania. Dopo due anni lascio questa città, una città meravigliosa dove mi sono trovato benissimo e dove ho conosciuto tanti amici che porterò per sempre nella vita mia. Mi avete fatto sentire uno di voi dal primo giorno e ho sempre dato il massimo anche questi 6 mesi che sono stato fuori. Il mio amore per te non può essere rovinato da una sola persona! Grazie a tutti di cuore. Da oggi avete un tifoso Serbo per sempre, Catania torna dove meriti! Grazie ancora…

Mazzarani

alla SALERNITANA

 

Porcino

al LIVORNO “Non è mai facile scrivere le parole giuste per salutarsi e far capire le emozioni provate, soprattutto se si parla di questi 6 mesi dove ho conosciuto persone stupende che mi hanno aiutato sin dal primo momento e mi hanno fatto sentire come se fossi a casa. Ringrazio tutti i miei compagni, lo staff, i dirigenti, gli amici di torre del grifo e tutti i tifosi. Con l’augurio che Catania possa tornare presto nelle categorie che gli competono. Grazie”

Semenzato al PORDENONE Ripa alla SICULA LENZIO? Pozzebon alla SICULA LENZIO? Caccavallo al COSENZA

 

Primo atto della stagione sportiva, 2018/19. Sottil non ha bisogno di presentazioni. Ha fatto grandi cose col Catania ed è figlio di questa terra. Lo accogliamo con grande piacere e grandi speranze. È un’annata particolare, in cui come non ci siamo nascosti lo scorso anno non ci nascondiamo adesso. L’anno scorso ho specificato che avevamo diversi problemi non tecnici. Che combattevamo il campionato dei numeri, dei conti e quello sul campo. Eravamo impegnatissimi sul campionato dei conti. Lo scorso anno abbiamo detto che volevamo vincere. Quest’anno, anche se può sembrare un obbligo, noi quest’anno dobbiamo vincere. Abbiamo tutto per poterlo fare e per portare in porto questo salto di categoria abbiamo scelto Sottil, uno dei nostri. Sottil ha firmato un contratto di tre anni perché con lui abbiamo un progetto a lunga scadenza. Sarà annata dura ma avremo i mezzi per confrontarci con tutti. Ci stiamo muovendo da diverso tempo per definire l’organico della prossima stagione. Non escluso che nel giro di pochi giorni arrivino diverse novità. Diversi affari sono imbastiti».

 «Noi già da diverso tempo stiamo lavorando sulla rosa. Aspettiamo solo di concretizzare il lavoro fatto per tempo e in anticipo. Almeno 3-4 cosette potrebbero diventare certezze nei prossimi giorni. Tra giocatori che non hanno reso al massimo, alcuni che rischiamo di cedere perché il mercato mette nelle condizioni di cedere – e noi quando possiamo vendere un giocatore, lo vendiamo – Una sola volta non l’ho fatto, con Lopez, e ho perso 8mln di euro. Deve essere bravura della società rimpiazzarlo. Tra cessioni, prestiti e scadenze avremo tanto da fare in uscita».

 «Il ritiro inizia a Torre del Grifo, il 13 luglio. Faremo visite mediche, varie attività e il lunedì si inizia il lavoro vero e proprio. Avevamo pensato ad andare fuori ma meglio non cambiare la strada vecchia per la nuova».

 «L’anno scorso il Catania aveva la rosa migliore della C, con 24 titolari. Abbiamo fatto 70 punti, e fatto un campionato eccezionale. L’abbiamo perso perché è stato incapace di gestire gli episodi e sono sempre di più gli episodi che influenzano la partita. Quest’anno dobbiamo gestire i calciatori e gli episodi da squadra vincente e non titubante».

 «Abbiamo un’ossatura di squadra importante che andremo a irrobustire».

 «Il gesto del Giappone ai mondiali è da libro cuore. Hanno grande propensione al sacrificio. Morimoto aveva una soglia del dolore altissima. Ha continuato a lavorare anche dopo essersi rotto il legamento in allenamento. Ce ne siamo accorti dopo. Sarebbe curioso vedere i tifosi di Roma e Napoli pulire il loro stadio. Il problema nasce quando viene equivocata la legge. Ci sono tante, troppe postille che prestano il fianco a situazioni come quelle del Foggia, del Chievo, del Cesena. Una volta c’era il falso in bilancio, per il quale era prevista la radiazione ma certamente la retrocessione automatica. Sono nati tanti accorgimenti che permettono agli avvocati di trasformare un falso in bilancio in 15 punti da scontare nel prossimo campionato. È un campionato falsato a priori. Hanno trovato l’escamotage che io non condivido. Nel caso del Chievo, un accertamento così evidente è palese. Il problema vero è inventarsi tanti organi di controllo che poi, ci si chiede, che facevano? Cosa fa la Co.vi.sco oltre a stare col bilancino sulle squadre di C, cosa faceva? 23 milioni di euro di trasferimenti hanno fatto. E non uno. A nessuno è venuto il dubbio che fossero operazioni finanziarie per mettere il bilancio a posto. Chi viene scoperto è giusto che paghi. Il caso del Foggia è diverso ma è sempre un falso in bilancio. Alcune somme sono state pagate in altro modo. Io sono sempre dire: sbagli, è giusto che paghi».

 «Ancora oggi dico. Il Catania è stato retrocesso per illecito, che poi illecito di cosa? Ancora oggi deve essere definito. È stato condannato per un omicidio senza cadavere. Quali sono le società che avrebbero goduto dell’illecito? Perché non hanno pagato? Intanto ha pagato solo il Catania e non solo l’episodio in sé. Ha pagato tutti gli strascichi. Ricordo, a quel tempo, ci fu una dichiarazione giustizialista del presidente della serie B. Alla fine il Catania ha pagato per una cosa non ancora definita. Il tentativo non c’è stato. C’è stata un’imperizia del presidente, che ha dato dei soldi a un tizio che poi non ha fatto niente. Il Cesena sembra abbia un bilancio sotto di 70 milioni. L’occhio in questi casi non va chiuso».

 http://www.mondocatania.com/wp/calcio-catania/plm-dobbiamo-vincere-il-campionato-via-russotto-marchese-e-bogdan-160401

 

 

 

 

E ALL'IMPROVVISO, L'INASPETTATA FELICITA'

IL NOVARA FA LARGO ANCHE AL CATANIA (Corriere dello Sport)

Fa festa anche il Catania con il Novara che di fatto fa largo in Serie B agli etnei dell’Ad Pietro Lo Monaco. Non solo, dunque, mancate iscrizioni, fallimenti, aule di tribunali affollate e cortei di tifosi. Nella calda estate calcistica italiana, per quanto visto fino a questo momento, c’è anche chi scongela lo spumante. Godono, infatti, Novara e Catania, aspettando l’ufficialità dell’ammissione in serie cadetta che arriverà direttamente dal Commissario Fabbricini. Per la verità, la Lega Serie B anche nell’ultima Assemblea ha continuato a chiedere il bloccato dei ripescaggi, mentre la Corte d’Appello Federale è stata arbitro di una delicata partita che non smetterà di far discutere. L’udienza di ieri sul “caso“ Novara ha aiutato a fare chiarezza sulla questione, bocciando il ricorso della Figc e spalancando, di fatto, le porte della cadetteria a piemontesi ed etnei.

STORIA INFINITA. Gli azzurri avevano recentemente vinto un ricorso al Tribunale Nazionale Federale contro una delibera della Federcalcio che prevedeva l’esclusione dalla graduatoria dei ripescaggi delle società sanzionate per inadempienze amministrative e contabili negli anni passati. Il Novara si è garantita la possibilità di partecipare al prossimo campionato cadetto, trascinandosi dietro, anzi davanti, il Catania. Alla Corte d’Appello Federale s’erano rivolte anche Ternana e Pro Vercelli, che, una volta invalidata la delibera della Figc, sono state scavalcate nella graduatoria proprio dai piemontesi e dagli etnei, altro club penalizzato negli anni precedenti e che ha quindi potuto beneficiare degli effetti dovuti all’invalidamento della norma. In questo momento, dunque, Catania e Novara sono in B con il Siena (che ha perso la finale play off di C lo scorso anno contro il Cosenza) pronto occupare l’ultima casella qualora l’Avellino venisse bocciato anche al Tar dopo l’esclusione dal torneo cadetto a causa della contestata fidejussione rumena senza rating.

 

CATANIA - In una Catania ancora sonnolenta per aver festeggiato fino a notte inoltrata, lui mattiniero per natura e anche per il suo innato spirito imprenditoriale, alle 8 è già in pieno movimento come se fossero già le 10. Nino Pulvirenti, il presidente degli 8 campionati di fila dei rossazzurri in Serie A, ci rivolge uno di quei suoi sorrisi ironici e scacciapensieri. «Cosa è accaduto di tanto importante - dice subito il patron della società etnea - per una simile levataccia. Non è che c’è di mezzo il Catania?...». Lo fissiamo negli occhi e il patron adesso ride liberamente ma non vorrebbe aggiungere altro forse perché ormai si è abituato ai lunghi silenzi e a restare - ma solo ufficialmente - dietro le quinte perché Pulvirenti il Catania non lo ha mai lasciato, anzi forse è meglio dire abbandonato neanche dopo quella “tempesta” di tre anni fa. E così appena gli è stato permesso, ha seguito gli allenamenti della squadra quasi tutti i giorni.

 Si fa serio a questo punto il proprietario del Catania Calcio che virtualmente ha riconquistato la Serie B e il suo sorriso si trasforma in una espressione eloquente, nel suo volto sono ben visibili i segni lasciati da una sofferenza forse non ancora del tutto superata e del resto non potrebbe essere altrimenti. Insistiamo quel po’ che basta ed ecco che Nino Pulvirenti parla a cuore aperto. Come è giusto che sia: «Spero che la sentenza di martedì rappresenti la fine del disagio che ho provato in questi anni dopo quello che era accaduto, ma quanti mi conoscono e quei pochi che mi sono rimasti vicino in certi momenti veramente amari, sanno bene che io non mi sono mai tirato indietro assumendomi tutte le mie responsabilità. Sì, si sta male a restare lontano da uno stadio in cui si sono vissuti momenti gloriosi, ma il Catania è sempre rimasto dentro di me e credo di averlo dimostrato».

 Vuole dire che non sono mancati i momenti di totale scoraggiamento?

 «Esattamente. Ci sono nella vita situazioni in cui si può reagire nella maniera sbagliata, ma mi sono fatto forza e in questo mi ha probabilmente aiutato il mio carattere che porta a sdrammatizzare e intravede un filo di positività quando tutto appare oscuro. Si deve sempre ripartire».

 Ma martedì sera quando è arrivata la lieta notizia da Roma cosa ha provato?

 «Una grande emozione difficile da spiegare, sa quando la gola si serra per la felicità e viene la pelle d’oca, qualcosa di simile, non mi faccia commuovere adesso».

 La sua storia, o meglio quella del Catania conferma che c’è sempre uno spiraglio che si apre nell'oscurità....

 «Non abbiamo mai mollato e soprattutto non abbiamo perso la testa quando... lasciamo perdere».

 C’è stato un risanamento societario con Lo Monaco e Franco protagonisti. Dietro però c’è stato sempre lei, compreso quell'ultimo pagamento di un milione e 200 mila euro tra i 700 mila euro a fondo perduto e la doppia fideiussione. Un altro atto d’amore. Probabilmente non avrà dormito per qualche notte....

 «Non fa nulla, a me interessa solo che il Catania torni lì dove doveva restare tre anni fa. Sa, io preferisco aspettare che il nostro ripescaggio sia ufficializzato, non si sa mai.... Nella vita non si finisce mai d’imparare. Voglio vedere il calendario, la prima partita e via di seguito. Poi entrerò magari nei dettagli di quel che ho passato e ci sarà tanto da dire o forse meglio ci sarà solo da guardare avanti».

 Il patron del Catania si ferma qui anche perché il cellulare continua a vibrare sul tavolo e la sua giornata sarà sicuramente più lunga delle altre. Ed è lui stesso ad anticiparci che in serata sarebbe tornato dopo 4 anni allo stadio Massimino, un altro momento di grande emozione. Un’esperienza già provata, lui il presidente di quel Catania che per anni ha fatto tremare gli squadroni è tornato appunto ieri sera al Massimino accolto in Tribuna A da un lungo applauso che si commenta da solo. Vorrei dirle bentornato Pulvirenti, ma pensandoci bene non è possibile. Perché il patron rossazzurro è al timone del Catania ormai da 14 lunghi anni. Un capitano vero non abbandona mai la nave che sta affondando.

 

 

 

 

CATANIA E IL RIPESCAGGIO

4 AGOSTO 2018

 

Week-end di tregua dopo una settimana ad alta tensione. Di tutto e di più è accaduto nel mondo del calcio italiano. Da una parte c'è il calciomercato con l'arrivo del super top player Ronaldo, dall'altra i problemi ormai patologici del sistema con ricorsi e controricorsi. Non si capisce davvero più nulla. E anche fare ordine sulle notizie e indiscrezioni diventa complicato.

Al momento il Catania è una squadra iscritta a due campionati: serie B e serie C. In pratica è nel limbo calcistico anche se mercoledì, alla notizia del ricorso respinto da parte della Corte Federale d'Appello, si è innescata una festa spontanea, quasi a voler esorcizzare tre anni di inferno nella terza serie, più che a voler festeggiare la promozione nella serie cadetta che non si può ancora certificare ufficialmente e non certo per mancanza della società rossazzurra.

Anzi, con uno sforzo non indifferente, l'attuale proprietà ha predisposto, con dispendio di denaro (700mila euro a fondo perduto equivalgono a quasi metà stagione in Serie C) la domanda di ripescaggio in Serie B.

Manca, però, l'ufficialità del ritorno in serie cadetta e, lo ribadiamo, non per colpa del Catania o del Novara, ma per uno scontro frontale, che va oltre i ripescaggi, tra Lega B e Figc. Il classico scontro tra poteri forti (in realtà non tanto in questo periodo) che ha fatto slittare la presentazione dei calendari di B e C

La Lega B, con sorprendente ignoranza (voluta?) delle norme ha ribadito il blocco dei ripescaggi a 20 squadre: votato all'unanimità il 10 luglio, ribadito il 30 luglio dall'assemblea, confermato ancora una volta dal consiglio direttivo il 3 agosto. La linea è quella della fermezza anche a dispetto delle regole. Regolamento alla mano, il taglio della serie cadetta non regge e la Federazione lo ha ribadito. Ci sono due aspetti che fanno dormire sogni (relativamente) tranquilli alle squadre in lotta per il ripescaggio: l'articolo 50 delle Noif (le norme organizzative interne della Figc) e pure i casi di giurisprudenza (il Collegio di Garanzia del Coni nel 2014).

E adesso cosa succede?

Si va per le lunghe anche perché sono in atto altri ricorsi, tre per l'esattezza riguardano la Serie B

1 - CESENA  La società romagnola non si è iscritta al campionato di Serie B e ripartirà dai Dilettanti. C'è però ancora una coda che potrebbe cambiare la griglia dei ripescaggi e togliere un posto (in questo caso sarebbe la Robur Siena ad essere tagliata fuori). Giovedì 9 agosto la Corte Federale d'Appello discute il ricorso dell'Entella sul caso delle plusvalenze fittizie. La società ligure chiede che la pena si afflittiva, cioè ricada nella stagione 2017-2018, facendo così cambiare la classifica: Cesena all'ultimo posto, retrocesso e non escluso dalla Serie B, la Virtus Entella riammessa, in virtu dello scorrimento della graduatoria.

Riammissione e ripescaggio, infatti, sono due cose diverse: nel primo caso si rende necessaria l'applicazione dello scorrimento automatico della classifica, nel secondo caso, invece, indicare ripescare una squadra. I criteri per il ripescaggio sono individuati dalla Figc con meccanismi discrezionali nella loro individuazione, ma vincolati nell'applicazione (i criteri in questo caso sono tre, classifica dell'ultimo campionato, tradizione sportiva e spettatori nell'ultimo quinquennio). Attenzione, dunque, alla classica confusione metodologica.

2 - AVELLINO Martedì 31 agosto, il Collegio di Garanzia del Coni ha sbarrato la porta alla società irpina. Per la giustizia sportiva l'Avellino è escluso dal campionato di Serie B e non potrà essere ripescato al posto di un'altra squadra (Catania, Novara e Siena in questo caso sono tranquilli). Entro lunedì si saprà l'esito del ricorso presentato al Tar del Lazio (può arrivare una sospensiva, ma nel merito i tempi saranno molto più lunghi). l'Avellino può solo sperare di essere inserito in sovrannumero, dunque si andrebbe a una Serie B a 23 squadre.

3 - TERNANA&CO Il ricorso che riguarda più da vicino il Catania è quello che verosimilmente sarà discusso entro venerdì 10 agosto al Collegio di Garanzia del Coni. Nemmeno su questo ci può essere la certezza dal momento che ancora le motivazioni non sono state depositate (entro 7 giorni dal deposito si può fare ricorso). Sicura la Ternana, ma anche Pro Vercelli, Siena e probabilmente anche la Figc, faranno ricorso. Il Collegio di Garanzia, però, interviene principalmente su questioni di illegittimità. Ipotizzare che, dopo due vittorie in primo e secondo grado, tutto possa essere ribaltato è, allo stato attuale, difficilissimo.

L'iter dei ripescaggi, dunque, è al momento fermo dal momento che la Lega B non ha trasmesso la documentazione presentate dalle sei società entro il 27 luglio. La Figc, però, ha ribadito con fermezza che la Serie B sarà a 22 squadre e il Catania, nei primi tre posti per il ripescaggio, a meno di un clamoroso (e quasi improbabile) ribaltone al Collegio di Garanzia del Coni, può stare sereno.

La Serie B già festeggiata da tifosi e squadra non è in discussione. In dubbio, ancora una volta, è la credibilità del calcio italiano, sempre più ostaggio dei cavilli giudiziari.

Entro Ferragosto tutto dovrebbe essere definito. Non è escluso, però, uno slittamento di una settimana anche dell’inizio del campionato di Serie B (per quello di C è quasi sicuro).

Andrea Carlino

 

 

Questa maledetta attesa per l'ufficialità della serie B ci sta distruggendo l’anima.

A Catania è così ad ogni estate e sospetto che ci sia un accordo fra Organi sportivi e la Stampa nazionale per far vendere più giornali. Ogni mattina al bar, fra un boccone di minnulata ca brioscia e il telo da mare sotto braccio, ormai siamo abituati a rovinarci l'estate nel bene e nel male, a causa delle vicende che riguardano il Calcio Catania. Che siano promozioni, retrocessioni, radiazioni e notizie su probabili acquisti.

Mai come in agosto sfogliamo così assiduamente il nostro quotidiano La Sicilia. Sì, va bè, la lettura delle prime pagine sono quasi un dovere per la nostra coscienza di cittadini: i migranti (mischini!), gli sbarchi, la politica, la TAV, la FLAT (cosi fitusi, ni luvanu 80 euri!), la quota 100 e la modifica della legge di Elsa Fornero (grandissima tappinara!), lette velocemente perchè la brama di arrivare a ciò che si vuol veramente sapere è davvero tanta. Poi le altre pagine dedicate allo spettacolo, l'ambiente, la cronaca nazionale (chi nicchi e nacchi lo speciale di 4 pagine dal titolo Economia Ragusana? avaia!), tutte saltate in minuto per arrivare, finalmente, all'agognato tesoro: "comu finiu co Catania?"

Arrivati a quella pagina, LO SPORT, la granita si squaglia e il telo da mare cade per terra: abbiamo appena appreso (forse, chissà domani) la sorte della nostra squadra di calcio, da sempre maltrattata e odiata dagli organi federali, quindi quanti punti di penalizzazione (ma l'annu ca veni unni iucamu?) per certi treni, i ricorsi, gli avvocati, la carta bollata e i nostri politici sempre assenti . Oppure le news se l'attaccante in arrivo ha finalmente trovato l'accordo per giocare con noi, dopo un tira e molla scritto e centellinato quotidianamente goccia a goccia sulla nostra curiosità, come il mastro fa con l'alambicco per distillare la grappa. Che poi sono notizie presenti anche sui social, infatti non facciamo altro che rileggere le notizie del giorno prima. Però ci piace leggerle anche sulla carta stampata, siamo fatti così.

A proposito di tira e molla, ricordo l'arrivo a Catania dell'attaccante della Reggiana Giampietro Spagnolo, ambito da mezza Italia per la sua straordinaria potenza. Costava parecchio ed era un pallino del nostro Presidente Massimino che voleva regalarcelo a tutti i costi. Passammo almeno due estati a parlare di lui nei bar: "arriva, non arriva, in settimana sapremo del braccio di ferro fra le sue società, nella trattativa si è inserito il Bari terzo incomodo...". Alla fine del secondo anno, finalmente, arrivò a Catania ma a condizione di ingaggiare anche il libero Roberto Benincasa, che poi si confermò un valido difensore nella pronta risalita in serie B del 1975. Di famiglia borghese di Siena, Roberto si era fidanzato a Catania e..... con Catania: abitava a Picanello e si iscrisse in Economia e commercio per laurearsi poco dopo. Diventammo amici e ogni tanto, a noi ragazzotti, con la sua Fiat 500 ci portava allo stadio per l'allenamento. Quando entravamo al parcheggio del vecchio Cibali, tante erano le risate quando i tifosi ci guardavano da fuori i finestrini "cu jè chiddu d'arreri, Malaman? Chi dici, jè Biondi... non viri ca ch'avi i baffi?". ah ah !

Chi si rici do Catania?" sì, ogni anno è uno stress. Poi, sazi di rossazzurro, dopo aver formulato tutte le formazioni possibili (4-3-3, 4-2-3-1, 3-5-2) e detto peste e corna dell'ultimo allenatore, passiamo all'altra parte del quotidiano: la cronaca cittadina, per apprendere gli ultimi acquisti della Questura pubblicati con tanto di foto e relativo, esilarante, pecco (il soprannome).

E' stato e sarà sempre così nella nostra bollente, smaniosa e sempre uguale estate sportiva. In un preciso momento della mattinata, durante la lettura de La Sicilia, da "talìa a cu accattanu!...." si passa immediatamente a "talia a cu attaccanu!...."

(M.R.)

 

 

IL CATANIA E IL RIPESCAGGIO

Lo Monaco: "Siamo alla follia pura, qui scoppia la rivoluzione"

Di tutto e di più riserva l'estate del calcio italiano. Giovedì, alle 13.30, il tweet del giornalista de La Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, fa scoppiare il panico: "Clamoroso, la Serie B riparte con 19 squadre". Tutti si aspettavano il comunicato con la graduatoria dei ripescaggi e i relativi dispositivi che ufficializzano la B per Catania, Novara e Siena e invece... E invece è successo quello che fino a mercoledì sera sembra impossiible.

La Gazzetta dello Sport, in edicola, ricostruisce con dovizia di particolari quanto accaduto nelle ultime ore. Secondo quanto raccolto il commissario della Figc, Roberto Fabbricini, fino a qualche giorno fa sarebbe stato fermo nella sua decisione: "La Serie B è a 22 squadre, devono passare sul mio cadavere". Parole forti confermate anche dal comunicato del 3 agosto. Niente mutamento del format da 22 a 20 squadre anche alla luce dell'articolo 50 delle Noif.

Nelle ultime ore, però, la posizione di Fabbricini sarebbe cambiata, diventando possibilista: su sollecitazione del Coni (tutto da accertare) che avrebbe trovato uno spiraglio giuridico tra le pieghe delle Noif (e bisogna capire quale perché le regole sembrano chiarissime e invalicabili), il commissario ha riaperto la questione.

Tutte le 19 squadre di Serie B hanno fatto arrivare in federazione delle lettere in cui si chiedeva il blocco del ripescaggio. Già Cellino e Lotito si erano esposto pubblicamente su questo e Balata, commissario della Lega B, aveva più volte espresso il concetto: da più anni le squadre della serie cadetta chiedono un "dimagrimento" per questioni di contenimento dei costi e per dividersi una maggiore quota dei ricavi.

Quando sembrava imminente il comunicato stampa con l'adozione della B a 19 squadre, ecco l'intoppo.

Secondo La Gazzetta dello Sport, a Fabbricini sono arrivate le lamentele di Lega Pro (il tweet di Gravina ironico e polemico ne è la prova) e dell'Aic (tanti calciatori rischiano il posto di lavoro). Il cambio di format da certo è diventato probabile. Il comunicato ufficiale potrebbe uscire in mattinata, al massimo nel pomeriggio.

Ma attenzione: cambiare idea significherebbe sconfessare la linea finora sostenuta dal commissario e correre il rischio di nuovi ricorsi con la probabilità, assolutamente non remota, di perdere.

E le cinque società coinvolte? (Catania, Novara, Siena, Ternana, Pro Vercelli). Non staranno sicuramente a guardare e hanno promosso battaglia: al Collegio di Garanzia del Coni e anche al Tar del Lazio. Anche la Virtus Entella promette "guerra". Il rischio, però, è che i tempi si allunghino e non si arrivi in tempo. C'è un precedente che conforta le squadre coinvolte e risale al 2014 quando il Coni decise che la Figc dovesse ripristinare l'organico a 22 squadre.

Il rischio, addirittura, è che le sei ricorrenti possano ottenere lo stesso responso: il risultato sarebbe la B a 25 squadre. Semplicemente folle.

Oggi 10 agosto, alle 15.00, a Roma, conferenza stampa congiunta delle sei squadre coinvolte. Probabile che si chiederà la pubblicazione immediata della graduatoria dei ripescaggi e, come già ventilato nelle ultime ore, battaglia legale con richiesta anche di risarcimento danni

L'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, è durissimo: "Siamo alla follia pura, è incredibile. Qui scoppia la rivoluzione. Stanno cambiando le regole del campionato. Abbiamo il diritto di giocare la Serie B. Catania non può essere ancora penalizzata, il nostro mercato è bloccato e non sappiamo ancora in quale categoria giocheremo".

 

 

"QUI SALTA TUTTO"

 

Le parole dell'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco (FOTO fonte La Sicilia), a TuttoSport: "Serie B a 19 squadre? Non hanno idea di cosa accadrà. Qui salta tutto. Un minuto dopo i calendari, il Catania preparerà le carte per il ricorso e chiederemo al Tar il blocco dei campionati. Asse Malagò-Lotito per fare la B a 19 squadre"

 “La Figc e la stessa Lega Serie A non hanno idea di cosa li attenda. Stanno violando pesantemente le regole: non possono essere cambiate in corsa quando tutti sanno benissimo che, per modificare il format del campionato, è necessario il pronunciamento del consiglio federale con almeno un anno d’anticipo. Il consiglio federale non c’è, perché la federazione è commissariata. Il commissario Fabbricini dovrebbe imporre il rispetto delle norme, invece…".

 "Un minuto dopo la compilazione dei calendari, il Catania preparerà le carte per fare ogni ricorso possibile e immaginabile, anche al Tar a cui chiederemo il blocco del campionato. Poi c’è la questione del risarcimento danni: noi, per iscriverci sia alla C che alla B abbiamo sosttoscritto fideiussioni di 3,5 milioni, abbiamo 5mila abbonati, abbiamo speso ingenti per allestire una rosa all’altezza della B, sicuri di avere i titoli per essere ripescati. Se non lo fossimo, subiremmo un danno enorme e sapremmo a chi presentare il conto".

 "Vogliamo dirla tutta? Tutta questa baraonda è nata dall’asse Coni-Lotito, cioè Malagò-Lotito. Quest’ultimo si crede il padrone del calcio ed è convinto di fare ciò che gli pare. Il guaio è che, se nessuno lo ferma a cominciare dal Coni, Lotito va avanti. E la B va a sbattere contro un muro. Occhio, perché qui salta tutto”.

 

 

 

 

Se oggi siamo ritornati in serie B, lo dobbiamo anche ai requisiti previsti dai regolamenti per sperare nel ripescaggio. Il Catania, grazie al suo blasone, al numero di spettatori nell'ultimo anno (fra i primi in Italia) e al punteggio ottenuto in classifica (70 punti), è arrivato primo nella classifica delle ripescabili.

Quindi, un grande GRAZIE va a tutti i campioni che hanno scritto la storia del calcio rossazzurro; ai tifosi che hanno riempito il Massimino anche nei momenti di maggiore scoramento, senza mai abbandonare la squadra e, infine, a quei calciatori della passata stagione, oggi andati via, che hanno contribuito a raggiungere i settanta punti: grazie anche a Russotto, Mazzarani, Tedeschi, Porcino, Ripa, Semenzato, Caccavallo, Bogdan, Marchese, Martinez.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la serie C del Catania dopo il disastro

2015-16  2016-17  2017-18

 

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