Beatles Gear - All The Fab Four’s Instruments, From Stage To Studio - Andy Babiuk
(Backbeat Books, 256 pagg., $ 29,95/£19,95)

Esaustivo e maniacale. Tanto da poter essere definito la ‘bibbia’, il libro definitivo, per sapere tutto il possibile su ogni singolo strumento suonato dai Beatles, sulle tecniche di registrazione in uso allora, sugli amplificatori e i microfoni impiegati, dai primi stentati inizi nel 1956 fino alla fine avvenuta nel 1969. E anche una serie varia di curiosità che lo rendono utile non solo ad esperti e maniaci dei Fab4 e dei loro strumenti, ma anche ai semplici fan o ai curiosi della storia del rock. Scritto da Andy Babiuk, chitarrista dei Chesterfield Kings, Beatles Gear racconta come nasceva il suono dei quattro musicisti, fornendo una attenta e precisa documentazione, descrive l’evoluzione musicale e il perché dei vari cambi di strumenti fatta dai Beatles, oltre a fornire una storia ‘sociale’ di quegli anni. Il tutto scritto con uno stile accattivante capace di far entrare nel clima dell’epoca e narrando sotto una diversa angolazione la storia di un gruppo che ha rivoluzionato la musica e la società.

Se il patito scoprirà quale fu la prima chitarra usata da John Lennon, una Gallotone Champion, strumento economico fabbricato in Sud Africa e venduta in Gran Bretagna a 6 sterline di allora, circa 120 euro, le variazioni apportate da John, Paul e George ai loro strumenti e quelle studiate per gli amplificatori usati, i mitici Vox dalla potenza per allora pazzesca di 50 watt, il batterista, invece, soddisferà ogni sua curiosità su Ringo e sul perché e per quale insieme di coincidenze e circostanze fu proprio una Ludwig a diventare la batteria del gruppo. Interessante anche l’aspetto storico. Infatti, viene spiegato come un embargo, la misura protezionistica decretata dal Regno Unito alla fine della Seconda guerra mondiale a favore delle proprie industrie e di quelle europee, su diversi generi elettronici e musicali provenienti dagli Usa abbia generato una autarchia musicale che ha dato frutti insperati.

Il libro riesce, inoltre, in una impresa non facile. Dare una migliore percezione di un’epoca attraverso la storia minuta e di fatti che potrebbero apparire insignificanti. Senza dimenticare le curiosità, come ad esempio quelle riguardanti il film A Hard Day’s Night e il suono originato dalla Rickenbacker 360-12, la dodici corde usata da George Harrison: quell’accoppiata cambiò la vita di Roger McGuinn che decise così di diventare una rock star. A cui va aggiunta un’altra indiscrezione in cui viene chiamato in causa Pete Townshend: le parti ritmiche, definite "chord machine" di I Can’t Explain, hit degli Who nel 1965 pagano un tributo proprio allo strumento usato da George Harrison.

Fabio Schiavo

 

Gli amplificatori Vox erano già all inizio degli anni 60 apprezzatissimi in Europa come simbolo del sound degli Shadows. Nel 1963 i Beatles diedero alla ditta inglese una gloria mondiale immediata, che presto venne estesa alle chitarre finora ampiamente ignorate. Sommersa dalla domanda, la Vox cominciò nel 1964 ad ordinare delle chitarre alla Eko, prima solo i manici e ben presto strumenti completi.

Tra il 1966 e il 1967 i Beatles incominciarono a sostituire gli amplificatori Vox (T 60, AC 30, AC 50, AC 100) con i Fender (Showman, Bassman 100, Twin Reverb, Deluxe).

1961-1963 (Cavern)

1964

1965 1966

 

 

Ciclicamente lo stile beatlesiano torna di moda: oggi dopo più di 30 anni dallo scioglimento ci sono gruppi che ancora si ispirano al quartetto di Liverpool. Il risultato però appare a volte privo di quelle qualità - genio compositivo, ironia, naturalezza - che contraddistinguevano le loro canzoni. Non bastano una Epiphone, una Rickenbacker, un basso Hofner, una Ludwig, o i Vox... Quando i Beatles andarono in Germania per la prima volta si portarono dietro le prime chitarre elettriche che avevano acquistato: John suonava una Hofner 126/B, George una cecoslovacca Neoton Grazioso poi ribattezzata Futurama Resonet, Paul una Rosetti Solid 7, Stuart un basso Hofner President. Ma le cose cambiarono in fretta, e cominciarono a cambiare proprio ad Amburgo. In questo articolo cercheremo di ripercorrere, in breve, la storia dei Beatles attraverso la descrizione delle chitarre e dei bassi principali che furono impiegati dal gruppo tra 1961 e il 1970.

Prima però di entrare nel dettaglio di ogni singolo strumento spendiamo due parole su quello che è stato il sound dei Fab Four. Sarebbe infatti molto riduttivo identificare questo stile di comporre ed interpretare le canzoni, così sfaccettato, pieno di sfumature ed in continuo cambiamento ed evoluzione, con l'uso di un tipo particolare di chitarra o di amplificatore. Certamente i suoni presenti e squillanti della Gretsch Duo Jet, quelli caldi della Gretsch Country Gentleman e del basso Hofner, e quelli inconfondibili della Rickenbacker 12 corde hanno contribuito notevolmente, ma - ovviamente - non sono stati determinanti per la nascita di uno stile. Il sound beatlesiano inizia a prendere corpo nelle cantine fumose di Liverpool e nei locali di strip-tease di Amburgo dove i Beatles per mesi e mesi dal 1960 al 1962 suonavano i successi dei loro idoli dell'adolescenza.

Nel 1961 Stuart Sutcliffe, primo bassista dei Beatles, abbandonò definitivamente il gruppo e Paul, già chitarrista ritmico, assunse questo nuovo ruolo dopo il rifiuto di John e George. Poco prima del secondo viaggio ad Amburgo (o ad Amburgo stessa, secondo altre fonti) Paul comprò il suo nuovo basso a forma di violino. Si tratta di uno strumento hollowbody, finitura marrone, a scala scorta, con due pickup, uno vicino alla tastiera e l'altro in posizione centrale, tra il ponte e la tastiera stessa. Nel 1963 Paul prese una nuova versione del 500/1 che era fondamentalmente uguale alla precedente ma con il pickup centrale spostato al ponte.

Infine nella primavera del 1964 la Selmer, casa distributrice in Inghilterra della Hofner, diede a McCartney un altro modello con le parti dorate.

L'Hofner 500/1 fu il basso principale di Paul dal 1961 al 1965, e successivamente lo alternò al basso Rickenbacker. Questo particolare strumento, insieme alla 325 e alle due prime Gretsch di George, fu uno dei simboli del look dei Beatles nei turbolenti ed entusiasmanti anni della beatlemania. Lennon ed Harrison comprarono due chitarre J160E uguali nell'estate del 1962, giusto in tempo per la registrazione del primo singolo Love Me Do. La J160E è una chitarra acustica dalla caratteristica forma round-shouldered (spalla arrotondata), con un pickup single-coil posizionato alla fine della tastiera, due manopole di controllo sulla cassa, top laminato, fondo e fasce in mogano, tastiera in palissandro, intarsi a trapezio, finitura sunburst.

Fu la chitarra acustica principale di John e George per molti anni, sia nei concerti che in sala d'incisione, dove veniva registrata, a seconda dei casi, direttamente col pickup, con il microfono, o con entrambi. Per sperimentare nuove sonorità spesso fu spostato il pickup dalla posizione originaria, portandolo tra la buca e il ponte. La J160E rimase la chitarra acustica più usata da Lennon per tutta la sua carriera da Beatle ed anche oltre. I Beatles facevano un grande uso di chitarre acustiche.

Oltre alla già citata J160E Harrison, dal 1965 in poi, suonò diverse Gibson. Eccone un'elenco con alcune note sintetiche.

ES 345: molto simile alla 335 ma con i segnaposizione a doppio parallelogramma, con un controllo di toni a sei vie (Varitone) e con un circuito stereo. George usò questa chitarra nel filmato promozionale di Ticket To Ride e nelle session di Rubber Soul.

SG Standard: usata nel 1966 per la realizzazione del singolo Rain/Paperback Writer e dell'album Revolver. È una Gibson stile diavoletto, pre-1966, finitura cherry, parti nichelate, due pickup humbucking e leva Gibson tipo Vibrola.

Les Paul: nell'agosto del 1968 Harrison ricevette in regalo questa Les Paul, chiamata Lucy, da Eric Clapton che l'aveva usata per il lavoro solistico di While My Guitar Gently Weeps. George la suonò in Cry Baby Cry e Sexy Sadie, e nella maggior parte delle tracce di Abbey Road. Lucy fu poi rubata e finì in Messico, ma Harrison riuscì alla fine a rintracciarla e a riscattarla scambiandola con un'altra Les Paul J200: mentre Lennon rimaneva fedele alla sua J160E, George usò quasi sempre questa acustica Jumbo dalle session di White Album in poi.

George cominciò ad usare la Gretsch 6122 Country Gentleman nell'estate del 1963 per la registrazione di She Loves You e dell'album With The Beatles. Fu anche la principale chitarra negli spettacoli fino al 1964; la si può vedere infatti nei filmati degli storici concerti della Royal Commande Performance a Londra e del Washington Coliseum nella prima tournée americana. 

Le Country Gentleman sono caratterizzate da due magneti Gretsch Filter Tron, leva del vibrato Bigsby B-6, zero fret, segnaposizioni ad unghietta, doppio stoppato per i bassi e gli acuti, doppia spalla mancante. Il modello di Harrison, detto anche "King George" e prodotto nel 1962-63, è caratterizzato dal colore marrone molto scuro, dalle meccaniche Grover Imperial Treesteps, dai feltrini rossi degli switch degli stoppati. Nel 1965 questo strumento ebbe una tragica fine: legata al portabagagli di una macchina cadde fuori e si spaccò senza nessuna possibilità di riparazione.

George ha suonato la Gretsh Tenessean 6119 in studio nel 1964 e 1965, ed è stata la chitarra principale nel tour mondiale del 1965 che toccò anche l'Italia. Tutto l'album Beatles For Sale è suonato con la Tennessean. La si può ascoltare distintamente nel solo e negli abbellimenti di I'm A Loser e Words Of Love, in Honey Don't e I Don't Want To Spoil The Party in stile Perkins. La Tennessean, modello meno lussuoso e rifinito rispetto alla Country Gentleman (nessuna delle sue parti è dorata) monta due pickup Gretsch Hi-Lo Thron, leva Bigsby, segnaposizione ad unghietta, binding semplice solo sul top, finitura rosso ciliegia, zero fret, battipenna argentato, effe dipinte in nero con bordino bianco, una spalla mancante. Anche Lennon durante le session di Revolver ha usato una Gretsch mod. Nashville.

Durante il primo viaggio ad Amburgo nel 1960 John Lennon vide Toots Thielemans, chitarrista del gruppo jazz di George Shearing, suonare una Rickenbacker. Immediatamente si entusiasmò sia per il suono sia per il look di questa chitarra e subito ne acquistò una. Era un modello 325 formato 3/4, finitura naturale, con quattro manopole di controllo e tre pickup; modello molto raro, solo otto ne furono prodotte nel 1958 e di queste solo tre arrivarono in Germania. Non tenendo molto all'originalità delle parti John presto apportò delle modifiche allo strumento, prima sostituendo la leva del vibrato Kauffman con una leva Bigsby, poi cambiando le manopole stile tv, ed infine facendola riverniciare in nero nel 1963 dalla fabbrica londinese di strumenti di Jim Burns. Nel 1964, durante la settimana della seconda apparizione americana all'Ed Sullivan Show, la Rickenbacker mandò a John a Miami un secondo modello di 325, caratterizzato dal vibrato tipo Ac'cent, da una quinta manopola di miscelazione, dal battipenna bianco a due 'piani' e da un corpo e una paletta più piccoli.

I Beatles fecero largo uso di chitarre Rickenbacker tanto da diventarne veri e propri sponsor, ricevendone in omaggio vari modelli e prototipi direttamente da F.C.Hall, presidente della Rickenbacker. Lennon utilizzò, a parte la mitica 325 Capri, le riedizioni 325 a 6 e 12 corde.

Harrison acquistò una 420 durante un suo soggiorno in Ohio nel 63 e di seguito ricevette in omaggio (da Hall e da una radio locale) due 360-12. Seguendo l'esempio, Brian Jones dei Rolling Stones, Jim McGuinn dei Byrds e tanti altri, se ne procurarono una.

La 320, piccola chitarra con diapason 3/4 che ha fatto la storia. Una sfida per chi ha le dita non abbastanza affusolate per farne entrare tre nello stesso tasto! A parte l'assenza dell'unità vibrato Ac'cent (grazie per la correzione, Claudio), questa chitarra riproduce quella fornita dal CEO della Rickenbacker, J.C.Hall, alla vigilia dell'Ed Sullivan Show di Miami e destinata a dare il cambio alla 325 Capri.

Nel febbraio 1964 durante la settimana della prima apparizione dei Beatles all'Ed Sullivan Show a New York, il signor Hall, presidente della Rickenbacker, organizzò un incontro con i Fab Four. In una suite del Savoy Hotel fu allestita una esposizione dei nuovi prodotti, inclusi una 12 corde e un basso mancino. Il signor Thielemans, rappresentante delle vendite, era lì ad incontrare il gruppo quando i Beatles, tranne George, arrivarono per provare i nuovi strumenti l'8 febbraio. Il primo Beatle a provare la 12 corde fu John Lennon; George infatti aveva l'influenza ed era isolato in una stanza al Plaza Hotel.

Volendo far comunque vedere a George le chitarre, il personale della Rickenbacker impacchettò l'essenziale e lo portò nella sua stanza al Plaza. George suonò la 12 corde seduto sul letto, mentre parlava al telefono con gli ascoltatori di una radio di Minneapolis. Secondo la leggenda più tardi quel giorno una persona della stazione radio comprò la chitarra dal signor Hall e la diede ad Harrison come regalo per l'intervista. George ha usato la Rickenbacker 12 corde per le riprese del film A Hard Day's Night, in buona parte del relativo album, in quasi tutti gli spettacoli dal 1964 al 1966 come seconda chitarra e saltuariamente in registrazione in vari album. Il sound inconfondibile di questa chitarra, usata sia nei soli sia nelle ritmiche, caratterizza molte splendide canzoni, conferendo loro una particolare atmosfera agrodolce.

Esempi tipici sono l'accordo iniziale ed il solo (doppiato dal pianoforte) di A Hard Day's Night, I Should Have Known Better, If I Fell, la prorompente Any Time At All, l'arpeggio di You Can't Do That, If I Needed Someone. La 360/12 De Luxe di George, secondo esemplare in assoluto costruito dalla casa americana, è una hollowbody del dicembre 1963 e fu la prima 12 ad avere le coppie di corde montate al contrario, cioè con la corda dell'ottava alta in basso. La finitura è rossa sfumata, detta Fireglo, col binding sia sul top sia sul fondo, la buca sonora a virgola, gli intarsi segnaposizione a triangolo, una cordiera piatta, un battipenna di plastica bianca a due piani, quattro manopole per i toni e i volumi ed una quinta più piccola per la miscelazione dei due pickup chrome bar. Successivamente Harrison ebbe una seconda 360 dodici corde, sempre Fireglo, ma New Style, con il binding solo dalla parte del fondo e gli spigoli del top arrotondati, usata sia in studio che nei concerti del 1965 e del 1966. Guardando il film A Hard Day's Night Jim McGuinn rimase talmente affascinato da questo particolare strumento che ne fece poi l'emblema del sound dei Byrds. Saltuariamente nel '63 George ha suonato anche una Rickenbacker mod. 425 con un solo pickup.

 

Paul McCartney provò per la prima volta questo nuovo basso a New York nel febbraio del 1964, ma non lo prese in considerazione, preferendo il più leggero Hofner. Successivamente, durante la settimana degli spettacoli all'Hollywood Bowl, il presidente della Rickenbacker ripropose a Paul lo strumento, e così McCartney fu il terzo Beatle ad usare un prodotto Rickenbacker. Il 4001S di Paul, costruito nel gennaio 1964, ha i segna posizione a pallino, il manico è parte integrante della cassa (neck-through-body), monta un pickup chrome bar alla tastiera ed un pickup horseshoe (a ferro di cavallo) al ponte. Senza il binding sul corpo e sul manico, la finitura originale era rosso sfumato tipo Fireglo. Nel 1967, durante il periodo di Magical Mystery Tour Paul dipinse il basso in stile psichedelico, per poi riportarlo definitivamente a colore naturale. McCartney cominciò ad usare in studio questo strumento già nell'autunno del 1965, in alcune registrazioni di Rubber Soul, come Nowhere Man e Think For Yourself. In concomitanza col passaggio dall'Hofner al Rickenbacker il suono ed il fraseggio del basso nei dischi dei Beatles cambiò da uno stile più tradizionale ad uno stile nuovo, quasi sperimentale, melodico-ritmico, che caratterizzò Paul come un grandissimo innovatore nell'uso di questo strumento. Rain, Paperback Writer, Taxman, Penny Lane, I'm The Walrus e soprattutto With A Little Help From My Friends, Getting Better, Fixing A Hole sono tuttora dei veri e propri modelli di gusto, sintesi e creatività.

Il primo Beatle ad usare questa chitarra, suonando il solo nella coda di Ticket To Ride, è stato Paul McCartney. Fondamentalmente la Epiphone Casino è una Gibson ES 330, monta due pickup P90, ha la cassa vuota, sedici tasti fuori dal corpo, scala 24 e 3/4. Successivamente anche George e John, impressionati da questo strumento, ne presero una. La Casino di Paul aveva la paletta stile Gibson e la leva Bigsby con l'abbassacorde; in quella di Lennon la paletta era stile Epiphone e la cordiera a trapezio stile Gibson, mentre quella di George montava in più la leva Bigsby. Tutte e tre originariamente erano sunburst. John e George usarono la Casino Revolution come chitarra principale negli spettacoli del 1966. Per John divenne negli anni successivi la sua chitarra elettrica preferita fino allo scioglimento del gruppo nel 1970 ed oltre. Anche George la usò saltuariamente in registrazione, alternandola ad altre, e in filmati promozionali. Paul in studio la usò spesso, come ad esempio nell'assolo di Taxman. Le due Epiphone di John e George successivamente furono sverniciate e portate a color legno naturale.

Paul ad esempio dal 1965 usava una Epiphone Texan, modello simile alla Gibson J-50, e quasi interi album avevano un accompagnamento acustico, come Beatles For Sale. Ancora oggi è un gran piacere riascoltare la tipica pennata fluida di John: I'll Be Back, No Reply, I'm A Loser, Help! e Norwegian Wood ne sono solo alcuni esempi.

Nel febbraio del 1968 i Beatles andarono in India dal Maharishi Mahesh Yogi per un corso di meditazione. John e Paul portarono con sé due Martin D28, con le quali composero molto del materiale che fece poi parte del White Album. Questa permanenza in India, oltre ad essere una fonte di ispirazione, permise specialmente a John di apprendere, aiutato dal suo compagno di avventura Donovan, la tecnica del finger-picking. Così sono nate alcune delle più intense canzoni del White Album, come Dear Prudence, Happiness Is A Warm Gun e Julia.

Nel 1965 durante la registrazione di Help! e soprattutto di Rubber Soul, i Beatles cominciarono a sperimentare nuove chitarre. John e George presero due Stratocaster color Sonic Blue, pre-CBS, con il tremolo e il manico in palissandro. George usò questa Fender probabilmente per il solo di You're Going To Lose That Girl e sicuramente per quello di Nowhere Man (grande esempio questo dell'eleganza e della semplicità dello stile di Harrison) e nelle parti soliste di Fixing A Hole. Anche la Strato di Harrison nel 1967 fu decorata con disegni psichedelici, e ancora oggi George la usa per lo slide. Per la registrazione di Sgt. Pepper's Paul usò, oltre alla Epiphone, una Fender Esquire, col manico in palissandro, con la quale eseguì il solo di Good Morning, Good Morning. Nel 1968 John e George ebbero dalla Fender due prototipi di Telecaster Rosewood (chitarra tutta di palissandro prodotta solo per tre anni), un basso Jazz sunburst e un basso a sei corde, chiamato Bass VI.

Questi due bassi furono usati da George in Back In The USSR (il Jazz), Hey Jude (il Bass VI), Birthday, Honey Pie e in alcune session di Abbey Road; da John in Rocky Raccoon, Back In The USSR (dove vengono usati due bassi) e nella versione filmata di Let It Be. Generalmente nelle Get Back Sessions quando Paul suonava il piano, John o George suonavano uno dei due Fender Bass. La Telecaster Rosewood fu la chitarra principale per George nelle Get Back Sessions del 1969. 

 

Session

John Lennon

Paul McCartney

George Harrison

Please Please Me

Rickenbacker 325

Hofner 500/1

Gretsch Duo Jet

Gibson J160E

 

Gibson J160E

With The Beatles

Rickenbacker 325

Hofner 500/1

Gretsch Country Gentleman

Gibson J160E

 

Gibson J160E

 

 

Jose Ramirez

A Hard Day's Night

Rickenbacker 325

Hofner 500/1

Rickenbacker 360/12

Gibson J160E

 

Gibson J160E

 

 

Jose Ramirez

 

 

Gretsch Country Gentleman

Beatles For Sale

Rickenbacker 325

Hofner 500/1

Gretsch Country Gentleman

Gibson J160E

 

Gretsch Tennessian

Rickenbacker 325/12

 

Gibson J160E

 

 

Rickenbacker 360/12 (or Vox Mandoguitar)

Help!

Rickenbacker 325

Hofner 500/1

Gretsch Tennessian

Gibson J160E

Epiphone Casino

Gibson J160E

Framus 12 strings

Epiphone Texane

Gretsch Country Gentleman

 

 

Rickenbacker 360/12

 

 

Gibson ES345

 

 

(Rickenbacker 325)

Rubber Soul

Rickenbacker 325

Rickenbacker 4001

Epiphone Casino

Gibson J160E

Hofner 500/1

Fender Stratocaster

Epiphone Casino

Epiphone Texane

Rickenbacker 360/12

Fender Stratocaster

 

Gibson J160E

 

 

Gibson ES345

 

 

Framus 12 strings

 

 

Sitar

Revolver

Epiphone Casino

Rickenbacker 4001

Epiphone Casino

Gibson J160E

Epiphone Casino

Gibson SG

Fender Stratocaster

Epiphone Texane

Fender Stratocaster

(Gretsch Hollow Body)

Hofner 500/1

Gibson J160E

 

 

(Burns Nu Sonic Bass)

 

 

Sitar, tambura etc

Sgt. Pappers Lonely
Hearts Club Band

Epiphone Casino

Rickenbacker 4001

Fender Stratocaster

Gibson J160E

Fender Telecaster

Epiphone Casino

 

 

Gibson J160E

 

 

Gretsch Tennesian

 

 

Rickenbacker 360/12

 

 

Sitar, Swaramandal, Tambura etc

Magical Mystery Tour

Epiphone Casino

Rickenbacker 4001

Fender Stratocaster

Gibson J160E

 

Epiphone Casino

Martin D28

 

Gibson J160E

(Vox Custom)

 

Sitar

The Beatles
(White Album)
,
Yellow Submarine

Epiphone Casino

Rickenbacker 4001

Fender Stratocaster

Gibson J160E

Fender Telecaster

Gibson Les Paul

Martin D28

Martin D28

Gibson SG

Fender Bass VI

Epiphone Casino

Gibson J200

Fender Jazz Bass

Fender Jazz Base

Gibson J160E

Gibson J200

 

Fender Bass VI

Let It Be
(Get Back)

Epiphone Casino

Hofner 500/1

Fender Telecaster

Gibson J160E

Martin D28

Gibson Les Paul

Martin D28

(Rickenbacker 4001)

Fender Bass VI

Fender Bass VI

 

Gibson J200

Hawaiian Steel

 

 

Gibson J200

 

 

Abbey Road

Epiphone Casino

Rickenbacker 4001

Gibson Les Paul

Gibson J160E

Fender Jazz Bass

Fender Telecaster

Martin D28

Epiphone Casino

Gibson J200

Fender Bass VI

Martin D28

Fender Jazz Bass

Gibson J200

 

 

Quando entrò a far parte dei Beatles, Ringo usava una Premier. Ma, nel giugno '63 entrò in possesso di un completo set di batteria Ludwig, il mod.  L9024LMOQ, che ne fece uso dal vivo fino all'estate del 1966 per l'ultimo tour ed in studio almeno fino al 1967.

 

il leggendario pianoforte bianco che John Lennon usò

durante le registrazioni di Imagine

 

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