Alle 12 in punto, dinanzi la chiesa di San Biagio, dodici bombe da cannone e un lungo

scampanio danno il via ufficiale ai festeggiamenti agatini.


Ci siamo. I giorni di Agata sono arrivati. Dal 3 febbraio la Patrona sarà una presenza viva nei luoghi che molti secoli fa videro il suo martirio: tornerà per i catanesi che la invocano e pregano con lei e anche per quelli che "approfittano" dei giorni di vacanza per la settimana bianca. Per quelli che dimenticheranno lavoro e famiglia per seguirla con il cuore nelle strade e per quelli che in questi giorni pensano solo al business, senza regole e senza devozione. Tornerà per i turisti venuti ad assistere alla terza festa nel mondo per impianto, grandezza e storia, e anche per le centinaia di poliziotti, medici, vigili e volontari che veglieranno sulle processioni perché tutto vada bene. E pure per i politici e gli amministratori e le autorità che seguiranno la festa compunti, sperando che non sia solo per fare vetrina elettorale.

 


 

E' una festa "trasversale" quella di Sant'Agata. E perciò difficile da organizzare e governare. Un cavallo a briglie sciolte che da qualche anno ormai si sta cercando di imbrigliare.
Dopo Capodanno, per Catania è già Sant'Agata. La "festa" s'insinua piano piano, mentre si spengono le luci delle feste di Natale. In Cattedrale si moltiplicano i riti "dedicati", spunta qualche "Viva Sant'Agata" vicino agli altarini, illuminato con le lampadinette di una volta, le vetrine si fanno piene di simboli e "ammiccamenti" alla festa, le candelore si mettono "in tiro", nella casa del fercolo si controlla che tutto sia lustro e in ordine, le buche spariscono per magia sulle strade del percorso della festa, mostre e iniziative dimostrano che Sant'Agata è anche cultura.

E i catanesi naturalmente "rallentano". Questioni da decidere? Appuntamenti da prendere? "Ormai…dopo Sant'Agata.. ", come si fa d'estate.
Poi arriva la veglia di "gala", a sira ‘o tri, un festino democratico che unisce per un "bentornato" ad Agata la gente che conta che si affolla nei saloni del Municipio e nella terrazza del Museo diocesano e quelli che stanno per strada. Fra cantate, fuochi, olivette di marzapane e qualche brivido di freddo.
Un festino che si chiude presto per non perdere il primo vero appuntamento con la Santa alla messa dell'Aurora, dove ogni anno - da secoli - il busto reliquiario viene prelevato dalla sua cameretta per essere portato in processione e ogni anno sembra la prima volta. E poi l'interminabile giro esterno con i suoi momenti "topici" della Calata della Marina, del colpo d'occhio di piazza dei Martiri, della suggestione del passaggio dalla Fiera e, in piazza Stesicoro, equidistante da tutti i luoghi del martirio della giovane Agata, l'impressione vera di ripercorrere con lei quei giorni lontani di sofferenza e di fede. E ancora la Salita dei Cappuccini, la tappa nella prima Cattedrale di Catania, Sant'Agata la Vetere e poi la Patrona abbraccerà per ore la Catania più antica e verace: via Plebiscito, via Garibaldi, il Fortino, dove la devozione si urla, quasi sempre fuori dalle chiese e può anche capitare che un grazie alla Santa venga scritto grosso per strada, a imbrattare un muro.

 


 

Qualche ora di riposo, quando c'è, prima del solenne pontificale del 5 febbraio, il giorno del martirio, quando alla protomartire catanese vengono a inchinarsi anche i prelati di Roma e quest'anno il cardinale di Napoli che vedrà se Sant'Agata ha nulla da invidiare a San Gennaro.
E poi si riparte con il giro interno: il fercolo e le candelore sfileranno in via Etnea fino a spingersi a quella che una volta era l'estrema periferia a nord della città, il Borgo. Qui sacro e profano si sono sempre miscelati, chi prega e chi addenta il panino con la carne di cavallo, l'attesa della santa ma anche dei maestosi fuochi che salutavano il suo arrivo: salutavano perché quest'anno i botti non ci saranno, in ossequio alle politiche di spending review e alle direttive delle forze dell'ordine.
E' notte quando si rifà in silenzio la strada al contrario fino ai Quattro canti. Fino alla Salita di Sangiuliano dove la fede torna a confondersi, questa volta con i muscoli. Quelli dei portatori e dei devoti nel cordone, pronti alla fatica dello scatto e quelli, metaforici ma non troppo, di chi vuole dettare legge e la salita di corsa vuole farla a tutti i costi. E' solo a giorno fatto che Agata riceve il "saluto dell'alba" dalle suorine di clausura del San Benedetto. A vista di una folla che si fa muta e di chi ha prenotato per tempo un costoso posto nei balconi di via Crociferi. E' già alto il sole del sei febbraio quando una folla stremata ma mai sazia riaccompagna Sant'Agata in Cattedrale per il rientro nella cameretta.
 

 

 

VENERDI' 03 FEBBRAIO

Ore 7,30 e 10 – Nella Basilica Cattedrale SS. Messe

Ore 12 – Processione per l’offerta della cera dalla Chiesa di S. Agata alla Fornace alla Basilica Cattedrale. Parteciperanno S. E. mons. Arcivescovo, i Capitoli delle Basiliche Cattedrale e Collegiata, il Clero, gli alunni del Seminario Arcivescovile, il Prefetto, il Sindaco con la giunta, il Presidente del Consiglio Comunale con i Consiglieri, il Magnifico Rettore, gli Ordini Equestri Pontifici, il Sovrano Militare Ordine di Malta, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, le Autorità militari nonché i Gonfaloni della Città, della Città metropolitana e dell’Ateneo seguiti dalle storiche berline del Senato e dai Cerei.

Riflessioni dettate dai coniugi Lazzaro e Litrico. In Cattedrale solenne “Te Deum”, composto e diretto dal M° mons. Nunzio Schilirò, eseguito dalla “Cappella Musicale delluomo”, all’organo il M° can. Giuseppe Maieli.

Ore 20 – Piazza Duomo – Inni in onore di Sant'Agata, concerto bandistico e tradizionale spettacolo piromusicale

Ore 21 – Teatro Ambasciatori – “Agata”, il musical - Spettacolo a cura di Artesia in collaborazione con Telethon (i proventi saranno devoluti in beneficenza)

 

 

 

 

Il solenne corteo per l'offerta della cera con la carrozza del Senato

Alle 20 le campane suoneranno a festa e subito dopo ci sarà l'avvio dello spettacolo dei fuochi scandito dalle musiche

 

La festa cittadina in onore della Santa Patrona entra oggi nelle sue fasi cruciali, con le manifestazioni rituali dell'offerta della cera e con lo spettacolo dei fuochi "da sira ‘o tri". Una tradizione che tutti i catanesei attendono con trepidazione. Ma andiano per ordine. Questa mattina nella basilica Cattedrale, dopo le Messe delle 7,30 e delle 10,30, alle 12 prenderà il via dalla chiesa S. Biagio in S. Agata alla Fornace (la Carcarella) la processione cittadina e arcidiocesana per l'offerta della cera a Sant'Agata.

Quest'anno l'ordine di precedenza subirà profonde modificazioni e semplificazioni. Ed ecco l'elenco dei gruppi e realtà ecclesiali, ecclesiastiche e laicali nonché civili, partecipanti con il proprio gonfalone: associazionismo laicale cittadino (gruppi e associazioni vari e di ispirazione cristiana che desiderano esprimere un atto di devozione a S. Agata); movimenti e associazioni ecclesiali (Consulta diocesana delle aggregazioni laicali); gruppi parrocchiali; Terzi Ordini; confraternite e consiglio confederazione; associazioni agatine; Azione cattolica italiana e presidenza diocesana; ministranti alla Croce e ai candelieri; ministranti; alunni del corso per i ministeri e il diaconato permanente "Sant'Euplio"; alunni del seminario arcivescovile; diaconi in camice stola rossa; presbiteri, canonici dei capitoli delle basiliche Collegiata e Cattedrale in abito corale; mons. arcivescovo con il piviale rosso assistito da due diaconi; cerimoniere arcivescovile con i ministranti alla mitria e al pastorale; Ordini Pontifici di S. Gregorio magno e S. Silvestro; membri degli Ordini equestri riconosciuti dalla Santa Sede (Sovrano Militare Ordine di Malta, Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), autorità civili e militari. Seguiranno le due storiche berline del Senato catanese e le 12 candelore delle categorie. Durante il tragitto mons. Gaetano Zito, vicario episcopale per la cultura, detterà delle riflessioni sul significato del sacro rito d'intercessione e di ringraziamento della città a S. Agata. In cattedrale canto solenne del Te Deum composto e diretto dal direttore mons. prof. Nunzio Schilirò ed eseguito dalla Cappella Musicale del Duomo, all'organo il m° can. Giuseppe Maieli. Come già da alcuni anni, per iniziativa del coordinatore provinciale preside Giuseppe Adernò, i Consigli comunali dei Ragazzi della provincia partecipano alla processione della cera. I ragazzi sindaci con la fascia tricolore, insieme ad una delegazione dei Consigli comunali dei ragazzi, sfileranno portando fiori e candele da offrire alla protomartire Agata.

 

 

Ed eccoci alla seconda parte della giornata. Alle 20 in punto, le campane della Cattedrale suoneranno improvvisamente a festa e un brevissimo attacco di un "gioco di fuoco", coloratissimo e fumogeno, segnerà il tradizionale avvio dell'attesa e spettacolare scenografia, sonora e visiva, della "sira ‘e tri". Subito dopo lo stimolante "anticipo" che ricorda a tanti l'ingresso, veloce ed allegro fino a metà degli anni Sessanta, dei "giovani cantanti" dei 4 "partiti" della città, sul palco allestito davanti al prospetto principale di palazzo dei Chierici, nella gremitissima piazza Duomo, la Corale "Giuseppe Tovini" accompagnata dal Corpo bandistico eseguirà la celebre e commovente "Cantata" a S. Agata, consistente in tre tempi: Inno, Preghiera e Cabaletta. Dopo l'immancabile e magico spettacolo pirotecnico sarà eseguito un concerto di musiche belliniane.

 

 

 

 


 

 

Se questo è l'impianto della festa, dettato dal cerimoniale cinquecentesco di don Alvaro Paternò che a Catania è ancora Bibbia, negli anni sulla festa si sono addensate storia e storie. Non tutte belle, non tutte edificanti. La città ha saputo rinunciare alla processione quando nel vicino Oriente si combatteva una guerra sanguinaria, ma ha festeggiato la Patrona appena due giorni dopo i gravi fatti di sangue

La Sicilia, 2.2.2013

 

 

 

 

 

il Presidente del Consiglio Comunale ed il Presidente del Consiglio Provinciale con i rispettivi Consiglieri, il Magnifico Rettore, gli Ordini Equestri Pontifici, il Sovrano Militare Ordine di Malta, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, le Autorità nonché i Gonfaloni della Città, della Provincia e dell’Ateneo seguiti dalle storiche berline del Senato e dai Cerei.

 

Il labaro, accompagnato dai Cavalieri tra due ali di folla, attraversando la via Etnea, via principale di Catania, unitamente ad altri Ordini Cavallereschi nazionali ed internazionali, precedeva S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Catania Mons. Salvatore Gristina, il Clero, il Prefetto della Città, il Sindaco, il Presidente della Provincia Regionale con le rispettive Giunte, il Magnifico Rettore dell’università di Catania, le Autorità, i Gonfaloni dei Comuni della Provincia, i Corpi Militari e dei Vigili del Fuoco; a chiudere il corteo le storiche berline (carrozze del 700) del Senato e le undici Candelore.
La presenza degli Ordini Cavallereschi e delle autorità Civili e Militari, oltre che per la simbolica consegna della cera alla Santa Patrona, è voluta dalla Chiesa cittadina affinché tutte le organizzazioni sopra menzionate, siano i primi a dare l’esempio di una devozione Cristiana e di servizio rivolto al prossimo e alla città.
Il Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta OSJ, forte rappresentazione, con i propri Cavalieri, di espressioni professionali, culturali, sociali, nell’ambito delle attività elitarie territoriali, con orgoglio abbraccia il messaggio della Chiesa e rappresenta nel concreto tale messaggio in seno ai suoi Cavalieri.

http://www.orderofmaltaosj.it/festa-di-santagata-catania-febbraio-2009/

 

 

 

 

 

 

 

AL 3 FEBBRAIO  LA GARA PODISTICA "SANT'AGATA

 

Coppa Sant’Agata, appuntamento 3 febbraio: sport, cultura e tradizione

Attesi oltre 200 atleti. Pettorale numero 1 a Luigi Spinali. Lo start alle 15.00 da via Vittorio Emanuele

 

Sport, cultura e tradizione: c’è tutto questo e tanto altro ancora nella seconda edizione della Coppa Sant’Agata – Trofeo Runcard, che andrà in scena venerdì 3 febbraio. Un fil-rouge che, dallo scorso anno, è tornato ad unire la manifestazione che si svolge nell’ambito delle festività della patrona di Catania e lo storico Trofeo Sant’Agata, la cui ultima edizione era andata in scena nel 2011.

Il secondo appuntamento con la ritrovata corsa agatina, è organizzata dall’Atletica Fortitudo Catania, con il patrocinio del Comune di Catania - Assessorato allo Sport, del Comitato per la Festa di Sant’Agata, del CONI Sicilia, la collaborazione tecnica della FIDAL - Comitato Provinciale di Catania e del G.G.G. Catania "Alfio Vittorio Pistritto".

Suggestivo il percorso: Via Sant'Agata, Via Pulvirenti, Via Leonardi, Via Birreria, passaggio su piazza teatro Massimo, Via teatro Massimo, Via Monsignor Ventimiglia; partenza e arrivo da Via Vittorio Emanuele (altezza civico 113 - Palazzo della Cultura). Dieci giri, ognuno da un chilometro, in una sorta di “torcida” che non mancherà di coinvolgere anche il pubblico presente. Grazie anche al servizio della Timing Data Service (web e app) sarà possibile inoltre, seguire i passaggi degli atleti, vivendo così la gara falcata dopo falcata.

“ Siamo felici, come ASD Atletica Fortitudo Catania – afferma il presidente dell’Atletica Fortitudo Catania, Salvatore Milotta - di organizzare e riportare sulle strade cittadine anche quest’anno, l’evento podistico della Coppa Sant’Agata. Una corsa oltre la corsa. Un gesto d’amore dei catanesi verso la santa patrona della nostra città”.

Fortitudo Catania che venerdì, tra l’altro, si presenterà in forze con in testa i suoi portacolori Carmelo Rapisarda, Patrizia Strazzeri e Lucia Signorello. Una manifestazione, che è storia e tradizione al tempo stesso come afferma Giuseppe Sciuto neo presidente del comitato provinciale della Fidal Catania: “ Il Trofeo Sant'Agata - sottolinea Sciuto - rappresenta per i catanesi la devozione alla Santuzza con protagonisti gli atleti che negli anni le hanno dedicato fatica e sudore; atleti star del mezzofondo mondiale”.

I protagonisti: saranno 211 gli atleti che prenderanno parte alla gara. La categoria più rappresentata è la SM45 con 33 atleti al via, seguita dalla SM40 (29) e dalla SM e SM 50 (24). Al femminile spicca la SF40 con 11 atlete. Poco più di 40 le società presenti: la più numerosa è l’Atletica Fortitudo Catania con 60 atleti iscritti, seguita dall’Atletica Sicilia (25), dalla Virtus Acireale e Sport Etna Outdoor con 13. Quattro gli atleti con Runcard. E’ naturalmente la provincia di Catania la più rappresentata con 175 atleti al via, a seguire la provincia di Siracusa con 15. Gli atleti meno giovani ai nastri di partenza sono Salvatore Irrera (75 anni) e Maria Rosaria Provenzano (61). I più giovani, Claudio Andrea Bucca (16 anni) e Clara Tasca (19). Proprio la giovane atleta gelese, in forza alla Catania 2000, è tra le favorite per la vittoria finale, insidiata dalla giapponese Mika Iwaguchi, da Patrizia Strazzeri e Liliana Scibetta. Al maschile prenota il “bis di Coppa” Luigi Spinali (fresco di vittoria nella Straragusa); per l’atleta originario di Augusta il pettorale numero 1. In gara anche Cosimo Azzolini, trionfatore alla Maratona di Ragusa di domenica scorsa, Antonino Recupero secondo alla Maratona di Messina e in tema di recenti vittorie Luca Stagno della Etna San Pietro Clarenza e Alessandro Vizzini della Monti Rossi Nicolosi, che hanno timbrato il cartellino alla Mezza e alla Shakespeare Run, che si sono disputate nella città dello Stretto. Il ritrovo concorrenti è a partire dalle ore 14 in via Vittorio Emanuele, accanto al Palazzo della Cultura. A dare il via alla gara, alle 15 in punto, sarà una coppia inedita formata dal presidente dell’Atletica Fortitudo Catania Salvatore Milotta e dall’ex attaccante del Catania calcio, il calatino Giuseppe Mascara.

http://www.cataniatoday.it/sport/coppa-sant-agata-appuntamento-3-febbraio-sport-cultura-e-tradizione.html

 

 

TORNA IL TROFEO S. AGATA DI PODISMO. UNA GARA CHE INFIAMMA I CATANESI

 

Il comitato festeggiamenti di Sant’Agata, in collaborazione con il Coni e con il comune di Catania, sta organizzando, in vista dei giorni di celebrazione, gare sportive di undici discipline diverse. Tra il 29 gennaio e il 3 febbraio si svolgeranno sfide di calcio, ciclismo, nuoto e tanti altri sport. La competizione che infiamma di più i cuori dei catanesi è però sicuramente la gara di podismo. La sua storia non lascia dubbi, la corsa della coppa Sant’Agata ha una tradizione pluridecennale che si è interrotta bruscamente nel 2011 dopo ben 48 edizioni. Qualche anno di assenza non ha però scalfito il mito del trofeo, ritornato finalmente nel 2016 e che anche quest’anno si inserirà all’interno del contesto delle festività agatine.

Abbiamo contattato il vice presidente del comitato siciliano Fidal, Davide Bandieramonte, il quale si è dimostrato molto disponibile. L’ex presidente del consiglio provinciale ci ha illustrato le modalità e le tempistiche dell’edizione 2017 del torneo Sant’Agata. «La gara di podismo si svolgerà venerdì 3 febbraio e avrà inizio alle ore 15.00. Si correrà, così come l’anno scorso, sulla distanza certificata di 10 km, cercando di ridare continuità alla tradizione di questa competizione. La partenza e l’arrivo saranno in via Vittorio Emanuele davanti al palazzo della cultura e al termine della corsa, all’interno del cortile del palazzo stesso, si terrà la premiazione di tutte le competizioni sportive. L’Atletica Fortitudo Catania, il cui presidente è Salvo Milotta, si sta occupando dell’organizzazione della gara».

 «Lo scorso anno – prosegue il dirigente siciliano – siamo riusciti a far tornare la coppa e speriamo che l’edizione di quest’anno sia una prosecuzione di quello che è iniziato l’anno scorso. Il nostro obiettivo adesso è cercare dei partner, anche privati, che ci permettano di far crescere l’evento. Tramite queste operazioni speriamo di tornare ad ospitare atleti di un certo calibro, così come è stato fino al 2011».

 In merito alle motivazioni che non hanno permesso lo svolgimento della competizione negli anni precedenti Bandieramonte non ha voluto puntare il dito su nessuno, ma ha ribadito che era sua volontà riportare l’evento in auge.

«La gara di corsa è stata fermata per mancanze economiche, l’anno scorso siamo però riusciti, grazie al lavoro di tutto il comitato, a dimostrare che anche senza fondi, con la buona volontà e con l’impegno tutto è possibile, anche la realizzazione di un evento di tale importanza».

 Nelle recenti elezioni del comitato siciliano Fidal, Davide Bandieramonte è stato eletto vice presidente; proprio per questo motivo abbiamo chiesto al neo dirigente regionale gli obiettivi del quadriennio appena iniziato. «Ci siamo insediati con buoni propositi, come quello di far cambiare rotta all’atletica siciliana. Stiamo lavorando ad una rivoluzione all’interno del movimento perché sono cambiate tante cose nel tempo e non si può pensare di avere la stessa impostazione di 10 anni fa. Proprio in virtù di questi cambiamenti c’è bisogno di trovare nuove idee e nuove tendenze. L’obiettivo è tornare a promuovere l’atletica a 360 gradi su tutto il territorio e ricreare basi solide per la ricerca di  nuovi talenti che siano in grado di primeggiare in campo sia nazionale che internazionale».

 di Luca Leonardi

http://www.ultimatv.it/2017/01/19/catania-il-trofeo-s-agata-di-podismo-una-gara-che-infiamma-i-catanesi/

19 gennaio 2017

 

 

Per il 2013 e 2014 non è stato ufficializzato lo svolgimento della gara. Si riporta, quindi, la storia della manifestazione fino al 2011.

Il Trofeo Sant'Agata è un trofeo podistico internazionale che si svolge a Catania ogni 3 febbraio, in occasione dei festeggiamenti per Sant'Agata.

LA STORIA DEL “SANT’AGATA” a cura di Michelangelo Granata

Una storia lunga quarantasette anni e appassionante quella del “Sant’Agata” e che ha toccato il mezzo secolo di vita.

L’idea del Trofeo “S. Agata” venne a Marco Mannisi, subito affiancato da Ignazio Marcoccio e Giuseppe Iuppa, presidente della Libertas Catania. La podistica, affacciatasi timidamente alla ribalta nel 1960, si è sempre disputata il 3 febbraio, il primo giorno dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona di Catania, tranne nel 1975, quando si gareggiò il 5 nel pieno della festa e nel 2010, anticipata alla domenica precedente la festa, il 31 gennaio. Mannisi s’ispirò al vecchio “Giro di Catania” che nel 1908 avviò a Catania l’attività podistica, intrapresa a Palermo un anno prima. Il pioniere fu il palermitano Giovanni Blanchet che vinse nel 1908 e nel 1909. La partenza e l’arrivo erano fissati in piazza Giovanni Verga, allora piazza dell’Esposizione. Il terzo giro podistico si corse nel 1925 con partenza dal piazzale della Villa Bellini. Un altro salto di 26 anni e si riparlò di una corsa solo nel 1951, in occasione del 17º centenario del martirio di Agata. La Santa catanese prima torturata - le furono lacerate le mammelle con lamine di ferro arroventate - poi, guarita miracolosamente da S. Pietro, condannata a morte appena quindicenne dal proconsole Quinziano mercoledì 5 febbraio del 251, stesa sopra la brace, rotolata su cocci di vetro e pezzi di ferro infuocati.

Il successo registrato nel 1951 - in piazza Duomo si affermò Egilberto Martufi, che vincerà il titolo italiano di maratona nel 1952 - diede il pungolo per far risorgere questa podistica quale “Coppa di S. Agata”. Così, in una breve cronaca dello sport, si leggeva sul quotidiano “La Sicilia” di Catania il 4 febbraio 1960: “Il giro podistico di Catania per l’assegnazione della 1a Coppa S. Agata, disputatosi ieri sera, è stato vinto con netto distacco da Tommaso Assi dell’Assicurazioni Generali Palermo”. Dal 1960 al 1965 la gara venne disputata in notturna, partendo da piazza Duomo e salendo per via Plebiscito attraverso i quartieri popolari, poi il percorso si allungava verso la Catania bene per ritornare in piazza Duomo, lasciando alle spalle la “Civita”, un altro quartiere caratteristico, decantato da poeti e attori. Il vincitore del 1960 Tommaso Assi di Trani fece il bis con le Fiamme Oro di Bari nel 1961, quando la corsa si trasformò da regionale in nazionale. Una vita breve quella di “Tom” Assi, si spegnerà improvvisamente nel 1983 a soli 48 anni, da valente allenatore federale di mezzofondo e fondo. Dopo la vittoria nel 1962 del messinese Stefano Bucolo che correva con la Falconi Novara, ecco nel 1963 il primo atleta di Catania trionfatore, l’azzurro Elio Sicari, un campioncino di razza con sei presenze in nazionale. Solo un altro catanese riuscirà in questi 46 anni nell’ardua impresa di vincere sulle strade di casa, Giuseppe Ardizzone nel 1972. Il piccolo maratoneta sardo Antonio Ambu, alfiere del fondo azzurro, dominò per un triennio (1964, 1965, 1967) e con sei partecipazioni, l’ultima nel 1970, divenne il beniamino dei catanesi.

Nel 1966 la settima edizione del Trofeo cambiò completamente fisionomia. Sbarcarono gli stranieri e si gareggiò nel centro storico il pomeriggio, su un circuito da ripetere cinque volte con partenza e arrivo in Corso Sicilia, passando per piazza Duomo. Lo scozzese Fergus Murray ebbe la meglio sul connazionale Bruce Tulloh e il caparbio Ambu che si prenderà la rivincita su Murray l’anno dopo in una competizione palpitante vissuta attimo per attimo dalla folla ormai protagonista. Nel 1967 il percorso venne fissato con partenza da Corso Sicilia, poi via Ventimiglia, via Antonino di Sangiuliano, la fascinosa via Etnea, chiamata “a strada ritta” e ritorno in Corso Sicilia, prima su sei giri e dal 1969 su sette per un totale di km 11,450. Il circuito si è dipanato con quest’ultimo cambiamento per ben 33 edizioni.

Nel 1968 la podistica non si disputò per il terremoto nel Belice, le altre tre interruzioni furono nel 1991 per la guerra nel Golfo Persico, nel 1993 per la mancata concessione dei contributi e nel 2007 in segno di lutto per l’uccisione dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta il 2 febbraio, la vigilia della gara, negli scontri scoppiati nella piazza Spedini tra le forze dell'ordine e gli ultras catanesi dopo la partita di calcio Catania-Palermo allo Stadio Massimino (Cibali).

Nel 1969 vinse il corridore croato Nedeljko “Nedo” Farcic e Alfredo Berra così scriveva in prima pagina sulla “Gazzetta dello Sport” il 4 febbraio di quell’anno: “Più corrida che mai la corsa della Patrona di Catania. Tutta la gara si è svolta sfidando la legge dell’impenetrabilità dei corpi, tanta era la calca in corso Sicilia, rigorosamente privo di transenne. I vigili urbani motociclisti sfrecciavano davanti agli atleti, così la gente si scansava. Neil Allen, inviato del “Times”, il quotidiano di Londra, si sbellicava dalle risate. «Fantastico - esclamava ogni momento - miracolo di Sant’Agata. Meraviglioso!». Nel 1970 s’impose l’inglese Mike Baxter con Ardizzone terzo sull’avellinese “Pippo” Cindolo e Franco Arese, l’attuale presidente della Fidal. Nel 1971 Arese stroncò un altro inglese, Mike Freary, tra due ali di folla che stringevano il tracciato sino quasi a chiuderlo come un budello per poi aprirsi d’incanto al passaggio dei corridori. Terzo Cindolo davanti al siepista Umberto Risi e al tunisino Mohamed Gammoudi, l’olimpionico di Città del Messico 1968 nei 5000 metri. Il 1971 sarà la stagione d’oro di Arese, il più eclettico dei nostri corridori, primatista italiano degli 800, 1000, 1500, miglio, 2000, 3000, 5000, 10.000 negli anni 1966-71 e campione europeo sui 1500 a Helsinki in agosto. Una vera apoteosi nel 1972 per Giuseppe Ardizzone, uno dei più grandi talenti che la Sicilia abbia avuto. Il catanese, 22 presenze in nazionale, è entrato nella “Hall of Fame” dei migliori atleti italiani di tutti i tempi. Ardizzone, proiettato in aria da mille mani, riuscì a sottrarsi al linciaggio affettuoso degli spettatori esultanti, rifugiandosi in un garage. Finito l’assedio, il C.T. Bruno Cacchi stanò la gazzella etnea e la portò via in una Cinquecento. Il tunisino Abdelkader Zaddem spadroneggiò per tre edizioni di seguito (1973, 1974, 1975) e colpì il cuore dei tifosi con il suo sorriso dai bianchi dentoni. Nel 1975 l’indimenticabile Luigi Zarcone - il campione di Villabate scomparso il 9 giugno 2001 prima di compiere 51 anni - tentò un disperato aggancio a Zaddem nel rettilineo finale e giunse secondo, battendo l’altro big Cindolo.

Nell’albo d’oro un altro personaggio caro ai catanesi, Franco Fava. L’atleta di Roccasecca nel 1976, reduce dalla “Corrida” di San Paolo in Brasile, dove si piazzò terzo, vinse la...corrida agatina a tempo di record (32’57”3) e da nuovo idolo ammaliò il pubblico con il suo spirito indomito. Stracciati dietro di lui il russo Nikolay Puklakov, Zaddem e Zarcone. Nel 1977 Fava, avviato verso la sua seconda affermazione, si fermò per un attacco di tachicardia e Ivan Parlui ebbe via libera, instaurando una nuova dittatura, quella sovietica, che sarebbe durata per otto edizioni di fila. Zarcone finì secondo, eterno piazzato sarà ancora terzo nel 1979, precedendo il “cuore matto” Fava e Zaddem. Le “furie rosse” impazzarano per le strade della città con Aleksandr Antipov (1978, 1979, 1980), Valeri Abramov (1981, 1982, 1983) e Viktor Chumakov (1984). Il primo, Aleksandras Antipovas il suo nome da lituano, fu una sorpresa nel 1978 ai danni del favorito, l’estone Enn Sellik e fissò al suo fantastico tris nel 1980 il primato della corsa (32’40”5). Purtroppo si apprenderà parecchi anni dopo che Antipovas, bronzo agli Europei di Praga 1978 nei 10.000, nella sua carriera aveva usato sostanze dopanti. Nel 1978 per la prima volta entrano in scena le donne al “Sant’Agata”, Margherita Gargano di Bagheria vinse in una gara indimenticabile sui tre giri (km 4,907) in 15’43”, contro i 15’48” della finlandese Tijnela Silika. Esaltante anche la tripletta del russo Abramov, nato a Ertsevo nell’Arkhangelsk, che giustiziò nel 1981 Antonio Erotavo, con Fava settimo, nel 1982 Venanzio Ortis e nel 1983 l’astro nascente Salvatore Antibo.

Nel 1984 la folla strabocchevole era tutta per Totò, ma l’allievo di Gaspare Polizzi venne beffato negli ultimi metri dal bielorusso Chumakov, anche se la spuntò su Abramov per il secondo posto. Nel 1985 il riscatto di Antibo che in coppia con il catanese Salvatore Nicosia infiammò un pubblico eccezionale, rompendo il lungo digiuno degli azzurri. L’atleta di Altofonte tagliò per primo il traguardo a braccia alzate, seguito a sette secondi da Nicosia, terzo Alex Hagelsteens. Al forte belga non sfuggì la vittoria nel 1986, ai posti d’onore l'inglese Tim Hutchings e Nicosia. Il britannico della contea di Somerset Jack Buckner, campione europeo a Stoccarda 1986 sui 5000, prevalse nel 1987 su Antonio Rapisarda di Belpasso, da due anni in Francia, un altro atleta della provincia etnea emigrato come Sicari, Amante, Ardizzone, Nicosia. Antibo nel suo triennio d’oro vinse alla grande (1988 e 1989), con la folla in delirio come ai tempi di Ambu, Arese, Ardizzone, Fava e fu secondo (1990), battuto dall’argentino Antonio Silio, fallendo il poker mai raggiunto da alcuno. Il palermitano più amato dai catanesi, medaglia d’argento ai Giochi di Seul 1988 sui 10.000, nel 1990 conquisterà due ori agli Europei di Spalato con la storica doppietta 5000/10.000 e sarà il n. 1 al mondo nell’autorevole “World Ranking” della rivista americana “Track & Field News” sulle due distanze. In questa classifica mondiale Antibo figura ancora tre volte tra i primi tre: secondo sui 10.000 nel 1988 e nel 1989, terzo sui 5000 nel 1991. Il ruandese Mathias Ntawulikura, di stanza a Siena, si affermò in due edizioni: nel 1992 con il nuovo record della corsa (32’29”5), terzo il mistrettese Vincenzo Modica, quarto Rapisarda; nel 1994 staccando Silio, ancora Modica e Francesco Bennici di Mazzarino.

 

 

 

ALBO d'ORO 
 

1960 Tommaso Assi 1961 Tommaso Assi 1962 Stefano Bucolo
1963 Elio Sicari 1964 Antonio Ambu 1965 Antonio Ambu
1966 Fergus Murray (Gran Bretagna) 1967 Antonio Ambu
1968 non disputato 1969 Nedeljko "Nedo" Farcic (Jugoslavia)
1970 Mike Baxter (Gran Bretagna) 1971 Franco Arese
1972 Giuseppe Ardizzone 1973 Abdelkader Zaddem (Tunisia)
1974 Abdelkader Zaddem 1975 Abdelkader Zaddem
1976 Franco Fava 1977 Ivan Parlui (Russia)
1978 Aleksandras Antipovas (Lituania) 1979 Aleksandras Antipovas
1980 Aleksandras Antipovas 1981 Valeriy Abramov (Russia)

1982 Valeriy Abramov 1983 Valeriy Abramov
1984 Viktor Chumakov (Bielorussia) 1985 Salvatore Antibo
1986 Alex Hagelsteens (Belgio) 1987 Jack Buckner (Gran Bretagna)
1988 Salvatore Antibo 1989 Salvatore Antibo
1990 Antonio Fabián Silio (Argentina) 1991 non disputato
1992 Mathias Ntawulikura (Ruanda) 1993 non disputato
1994 Mathias Ntawulikura 1995 Antonio Fabián Silio
1996 Worku Bikila (Etiopia) 1997 Hillary Korir (Kenya)
1998 Hillary Korir 1999 Paul Tergat (Kenya)
2000 David Chelule (Kenya) 2001 Paul Tergat
2002 Benson Barus (Kenya) 2003 Sergiy Lebid (Ucraina)
2004 Martin Lel (Kenya) 2005 Benson Barus (Kenya)
2006 Mubarak Hassan Shami (Qatar) 2007 non disputato
2008 Stefano Baldini 2009 Wilson Kiprop (Kenya)

2009 Wilson Kiprop (Kenya)

2010 Daniele Meucci

 

U FOCU DO TRI

 

PARTONO I FUOCHI, SI COMINCIA

Tanta confusione, tanta attesa. Ripagata da una grande meraviglia. Una festa alla quale i catanesi non vogliono rinunciare, nonostante i tempi di crisi, i divieti e le restrizioni varie.
E così ieri sera per il tradizionale appuntamento dei fuochi "d’a sira ’o tri" la confusione nelle strade è stata la palese dimostrazione di quanto questo momento resti importante nel cuore dei devoti.

Dal balcone principale di Palazzo degli Elefanti il sindaco Stancanelli e l’arcivescovo di Catania mons. Gristina hanno assistito allo spettacolo di giochi pirotecnici e agli effetti fotografici che hanno illuminato la facciata barocca della Cattedrale con immagini di sant’Agata in 3D.
In molti hanno cercato di poter vedere i fuochi dall’interno del palazzo: i più fortunati, invito alla mano, entrano per tutti gli altri non resta che la piazza. All’interno un via vai di gente alla ricerca dei posti migliori sui balconi nei piani in alto, mentre al primo piano quello dove c’è l’aula consiliare un ambiente più raccolto ed elegante.

 

Vaccalluzzo anticipa alcuni dettagli sullo spettacolo più atteso dai catanesi e dai turisti, i fuochi del tre sera a Piazza Duomo: "posso dire che l'inizio dell'evento avrà come tema il fuoco, poi ci sarà il classico spettacolo dei fuochi musicali".

Gli appuntamenti pirotecnici saranno quindi, oltre il tre febbraio sera nella centrale piazza Duomo, lo spettacolo a Villa Pacini, il 4 mattina per l'uscita del Fercolo i fuochi a Villa Pacini, continueranno i fuochi poi nella notte a piazza Palestro al "Fortino". Il giorno dopo, il 5 febbraio, l'uscita di Sant'Agata per poi proseguire con i  fuochi al Borgo nella notte, il rientro ed infine appuntamente, una settimana dopo, con l'ottava della festa di Sant'Agata.

 

 

 

 

https://www.facebook.com/franz.cannizzo

 

LE "CANTATE" DI SANT'AGATA E I VECCHI QUARTIERI DI CATANIA

Gli antichi quartieri di Catania erano quattro e di ciò abbiamo un ricordo nella tradizionale cerimonia delle "cantate" che si fanno per la festa di Sant'Agata in piazza Duomo la sera del 3 Febbraio (non lo sapevate?).I cantanti sono divisi in quattro "partiti" che si chiamano San Nicola, Santa Chiara, San Gaetano e Santa Nicolella,e rappresentano rispettivamente i quattro quartieri in cui era divisa la città di Catania,entro il perimetro delle mura cittadine,oggi grosso modo rappresentato dalla via Plebiscito.

I vecchi quartieri erano pertanto l'Antico Corso (San Nicola),Il Castello (Santa Chiara),la Civita (San Gaetano) e la Collegiata (Santa Nicolella,che non esiste e che fu creata dall'estrosità dei Catanesi).

 

 

by Salvo Puccio (2014)

 

 

IL VIDEO DEI FUOCHI A CURA DI SALVO PUCCIO

 

 

«Solitamente vediamo i fuochi dell’Ottava dal balcone centrale - raccontano Mario e Veronica - oggi non è proprio possibile, sicuramente scenderemo giù all’ingresso e magari riusciremo a vedere qualcosa».

Poi inizia la musica e la scenografia in un susseguirsi intenso di emozioni e immagini: proiezioni di fiamme illuminano la facciata della chiesa, seguono le figure fluttuanti di forme d’acqua, poi arrivano le onde del vento a colorare i muri e una grande "A" e infine maestosi e affascinanti, i fuochi d’artificio con i giochi piromusicali, realizzati dai fratelli Vaccalluzzo,

 

 

 


I fuochi esplodono alti sullo squarcio di cielo in piazza Duomo, in un sol colpo lo illuminano, solo per qualche secondo, per poi riapparire più belli, luminosi e colorati del precedente, cadenzando il ritmo del cuore di chi li ammira in un gioco di stelle argentee che cadono dal cielo e danzano a tempo di musica.

«Sapevamo che sarebbero stati come sempre meravigliosi, nonostante la crisi; lo spettacolo è stato di grande maestria e fascino» esclama Antonio che insieme ad Elda e ai piccoli Ottavio di quattro anni e Sveva di quasi otto ha trovato riparo vicino all’ingresso di Palazzo degli Elefanti.

 

 

I fuochi della sera del 3 febbraio fotografati dal porto di Catana (by F. Raciti)

 

«Non rinunciamo mai a venire ad assistere allo spettacolo, per noi è una tradizione - afferma Elda - nonostante la pioggia di oggi pomeriggio e il freddo. Certo il posto non è dei migliori ma siamo riusciti a vedere lo spettacolo».
Il piccolo Antonio è entusiasta, si tappa le orecchie e ride, Sveva rimane a bocca aperta per lo stupore. In fondo come tutti, grandi e piccini

LUCY GULLOTTA  (La Sicilia, 4.2.2012)

 

 

 

 

Gli applausi a volontari e pompieri. Numerosi i turisti giunti per la festa che armati di macchine fotografiche hanno voluto immortalare immagini, colori ed emozioni difficili da raccontare a parole

Cesare La Marca - La Sicilia, 4 Febbraio 2013

 

Il vento è freddo e il sole degli ultimi giorni seminascosto dietro un cielo velato di nuvole. Una città che non è più la stessa, smarrita e piegata dalla crisi e dall'emergenza lavoro, comincia a vivere in una dimensione diversa - meno distante da quella più autentica - anche la sua festa più attesa.

L'impressione più palpabile, tra i volti e le immagini della processione dell'offerta della cera, è che forse più che in passato Sant'Agata sia qui, tra le famiglie assillate dalle preoccupazioni che non arrivano alla fine del mese, tra i giovani smarriti che non intravedono nessun futuro, tra gli anziani che non comprendono più questi tempi schizofrenici e questa politica così lontana dalla realtà quotidiana. Qui più che nel folclore, che pure - nella giusta misura - è l'elemento che cementa la festa religiosa con la sua radice popolare, e soprattutto più che nelle passerelle della politica da misurare col termometro dell'applauso, quel momento in passato anche significativo che certo è nella tradizione della festa, ma che sembra essersi rotto come un giocattolo - al di là dei colori e delle appartenenze - col deteriorarsi della fiducia e con la distanza abissale che ormai divide cittadini e Palazzo, degli Elefanti e non solo. Così anche qualche applauso da misurare e su cui disquisire in chiave di gradimento - se c'è e se come c'è da sperare non è "a comando" - risuona quasi estraneo, se non gelido, quasi impalpabile per la folla assiepata sui marciapiedi di via Etnea e piazza Stesicoro.

 

Questa è l'impressione, così come risuonano invece autentici e spontanei gli applausi che scattano al passaggio dei Vigili del fuoco con il loro gonfalone, o dei volontari delle decine di associazioni che con il loro impegno quotidiano costruiscono ogni giorno una rete preziosa di assistenza e solidarietà. E' l'applauso rivolto alla città che resiste nonostante tutto e da cui ripartire, che lavora nel silenzio e lontano dai riflettori, a risuonare più alto e più vicino a Sant'Agata. Così come, tra i momenti più significativi, resta impresso l'omaggio, autenticamente popolare, dei portatori delle candelore ai disabili dell'associazione "Come Ginestre", che in piazza Stesicoro hanno ricevuto anche la benedizione dell'arcivescovo monsignor Gristina.

Per il sindaco, Raffaele Stancanelli, quello di ieri è stato un giorno del tutto particolare, quello seguente al salvataggio in extremis della città dal dissesto finanziario, oltre che dell'apertura della festa di Sant'Agata. Tra la folla i commenti s'intrecciano su quello che di buono e meno buono ha fatto, o che avrebbe potuto fare, così la festa vive il suo momento più "politico", con le diverse convizioni su meriti e colpe, responsabilità di oggi o di ieri.

Tant'è, forse Sant'Agata vuole e può sanare anche questo, essere vicina anche a chi ha il compito sempre più delicato e complesso di amministrare, così c'è anche qualche incoraggiamento per il primo cittadino, e per l'ex sindaco Enzo Bianco, uno dei suoi avversari alle Amministrative della prossima primavera. In corteo sfilano il coordinatore del Pdl Giuseppe Castiglione e il deputato regionale de "La Destra" Nello Musumeci, mescolato tra la folla un altro candidato sindaco, il parlamentare del Pd Giuseppe Berretta.

Grande interesse - anche da parte dei numerosi turisti armati di macchine fotografiche per portare a casa immagini ed emozioni difficili da raccontare - per il passaggio della Carrozza del Senato, che uscendo dal portone di Palazzo degli Elefanti dà ufficialmente il via ai festeggiamenti. Quest'anno sullo storico veicolo del senato catanese è stato "ospite" un ragazzino di Librino, che ha preso posto accanto al sindaco Raffaele Stancanelli, al presidente del Consiglio comunale Marco Consoli, al presidente del comitato dei festeggiamenti agatini Luigi Maina, e agli assessori Carmencita Santagati, Sergio Serafini e Rita Cinquegrana.

Nella carrozza più piccola hanno "viaggiato" il segretario generale del Comune Gaspare Nicotri, e gli assessori Santi Cascone, Carlo Pennisi, Sergio Parisi e Giuseppe Marletta. «Per un devoto come me - ha detto quest'ultimo, assessore ai Lavori pubblici - è un'esperienza che sarà difficile dimenticare, oltretutto la partecipazione quest'anno è stata anche maggiore, essendo l'apertura dei festeggiamenti capitata di domenica».