Le candelore, o cerei di Sant’Agata, sono grosse costruzioni in legno riccamente scolpite e dorate in superficie; fino ad un ventennio fa esse uscivano in processione a partire dal 2 febbraio. Alcuni storici ritengono che la festa della candelora sia stata istituita da papa Gelasio I nel 492, altri studiosi invece accennano a papa Sergio I, palermitano, il quale la istituì nel 687. In ogni caso la festa della candelora è la sostituzione di un rito sacro ad un rito pagano, simboleggiando la sua fiamma la “Luce del mondo”che squarcia le tenebre della notte.

Nel 1514 se ne contavano 22 la prima delle quali in processione era quella dei Confettieri adorna di “cosi zuccarati”; nel 1674 sappiamo fossero 28 , e dopo il terremoto del 1693 la processione dei cerei assunse tutte le caratteristiche di un’autentica festa barocca, tant’è che possiamo affermare che rappresentavano il barocco in movimento. Mentre agli inizi del ‘900 se ne contavano 15 ed esistevano pure quelle dei calzolai, carrettieri e dei muratori., oggi sono in totale 12 pesanti dai 400 ai 900 chili, portate a spalla, a seconda del peso, da 4, 8, 10 o 12 uomini.

Ciascuna di esse è legata ad una corporazione di arti e mestieri ad eccezione della prima, la più piccola, voluta dal vescovo Ventimiglia dopo l’eruzione lavica del 1776 che minacciò di invadere i paesi di Pedara e Nicolosi e dell’ultima quella del Circolo Cittadino di Sant’Agata fondato dal Beato Cardinale Dusmet.

 

 

 

COSI' IN PROCESSIONE, SECONDO L'ANZIANITA':

 

1 Cereo di Monsignor Ventimiglia

Apre la sfilata, ed è sempre la prima ad uscire. Questa piccola candelora non appartiene a categorie, da sempre è stato il comitato a curarne l'uscita in processione. Si tratta della più piccola e dal popolo viene meglio conosciuta come "a cannalora di Sant'Aita". Fu donata da Mons.Ventimiglia dopo l'eruzione lavica del 27 aprile 1766 che minacciava i paesi di Pedara e Nicolosi e in quella occasione, per volontà del vescovo e del senato, venne portata in processione la Sacra mammella di S.Agata. È tutta indorata e consta di tre ordini: una base, una parte intermedia e una parte superiore. 

Distrutta quasi totalmente dai bombardamenti del 1943 venne ricostruita nel 1952 su progetto del geometra Giacomo Tropea del Comune di Catania. E' stata restaurata nel 1985. Durante il congresso eucaristico del 1959 venne utilizzata come artistica base per la statua della Madonna di Fatima. Oggi è custodita nella chiesa di S. Placido ed è gestita dall’Associazione Sant’Agata in Cattedrale.

 

2 Cereo de Rinoti

E' la prima delle grandi ‘cannalore‘ in processione, essendo la più antica, ed è costruita in stile barocco. Intitolata “Primo Cereo”, difatti apre la processione dei grandi cerei.

Con quattro ordini fregiati in stile barocco e quattro caratteristiche aquile alla base, è da considerare un omaggio dei giardinieri e ortolani di S. Giuseppa la Rena.

Fino al 1692 la candelora  veniva smontata in più parti e conservata nella piccola chiesa parrocchiale. Attualmente si conserva in un locale appositamente costruito. E' stata ricostruita e completata tra il 1820 e il 1852 rispettivamente al tempo dei signori don Girolamo Messina e don Giuseppe Barbagallo, notabili della borgata. Giunge in città dopo la festa che viene organizzata nel rione, la mattina del 3 febbraio dopo un percorso di circa sei chilometri.  Nel secondo dopoguerra venne restaurata dal maestro indoratore Arancio e nel 1984 Ignazio Lo Faro.

Viene accompagnata dal rettore, dal comitato di quartiere e dalla banda del rione. E' tradizione che il 3 febbraio pomeriggio venga eletto, dopo un momento di fratellanza (un bicchierotto di buon vino tra amici e della buona musica), il rettore per l'anno successivo. E’portata in processione da gente della stessa borgata.

E' veramente uno spettacolo indimenticabile vedere avanzare questa candelora, tra gli alberi del boschetto della plaja in un contesto paesaggistico cosi diverso dalle altre che affrontano il traffico cittadino.

 

3 Cereo de Giaddineri (giardinieri, ortofloricoltori e fiorai).

Costruito in stile gotico veneziano, è sormontato da una corona ed è per questo motivo che è soprannominato la Regina delle cannalore; restaurata interamente nel 1983.

E' la più originale in stile gotico veneziano, consta di tre ordini: la base , il secondo ordine dove troviamo le artistiche statue dei santi, S. Euplio, S. Sesto, S. Quintiano, S. Pantaleo, S. Guglielmo, S. Fortunato, S. Attanasio, S. Stefano e S. Giuliano.

Nel terzo ordine al centro, S. Agata legata alla colonna con il seno tagliato circondata da otto angeli con simboli agatini. Al di sopra la caratteristica boccia a corona.

Negli anni '50, a seguito della controversia legale per motivi di precedenza che la categoria ebbe col comitato dei rinoti, non usci in processione fino al 1960.  D'allora, sottoposta ad alcuni restauri, partecipa alle processioni con regolarità.

Fino al 1917 si conservava accanto alla chiesa della Madonna delle Grazie a Cibali, poi a S. Agata la Vetere ed attualmente si conserva nella chiesa di S. Francesco all’Immacolata.

Negli anni '50 la categoria ebbe una causa con il comitato dei Rinoti per motivo di precedenza e per un lungo periodo, fino al 1960, non usci in processione.

 

4 Cereo de Pisciari (pescivendoli).

 

In stile rococò, detta anche “a Bersagliera”, si distingue per una corona floreale, pendente dagli altorilievi del secondo ordine, che conferisce una sensazione di movimento durante le evoluzioni dell’annacata. Al centro l'enorme cerone offerto dalla categoria alla Patrona.

E' stata restaurata nel 1986 mentre era rettore Salvatore Romeo. Ogni rettore cura annualmente lo stato della candelora, si interessa assieme ai collaboratori per la scelta dei portatori detti " a chiumma" per il complesso bandistico e per tutto ciò che è necessario alla festa.

Caratteristico il mazzetto di fiori freschi, oggi sostituito da fiori artificiali, che un tempo completava la candelora, che, al tempo dell’Arcivescovo Bentivoglio, veniva benedetto durante una manifestazione nel cuore della pescheria, la mattina del 3 febbraio.

In essa si ammirano i palcoscenici inneggianti al Martirio di Sant'Agata. Gli altarini sono cinti da una ghirlanda che dondola al procedere, rendendola così inconfondibile rispetto alle altre. La parte apicale, con corona a cimosa floreale artificiale, è cinta da tripudio di bandiere e gagliardetti ex-voto.

Sempre alla base  il nome del presidente della casa del pesce. Assieme ai festoni, segno dell'eternità, troviamo scolpiti dei pesci. Alla base vengono inserite due resistenti stanghe con al centro due trasversali per sollevarla da terra. Le stanghe vengono poste sulle robuste spalle dei portatori, lateramente a destra e a sinistra sono poste le " currie " delle grosse cinghie per bilanciare il peso e dare alle candelore quella grottesca e caratteristica andatura detta " annacata ".

Il centro della candelora è costituito da una sorta di piccoli palcoscenici che riproducono scene della " Passio Agathae" , cioè del martirio della Santa, come ad esempio l'interrogatorio dinanzi a Quinziano , lo stranno delle mammelle, la visita di San Pietro in Carcere, il martirio del fuoco.

Ai quattro angoli di questo ordine quattro preziosi angioletti che sorreggono nelle loro mani simboli agatini. Sotto la corona troviamo le statue di S Sebastiano, S. Giovanni Battista, S. Francesco di Paola preotettore della gente di mare, S. Pietro, S. Giuseppe, S. Paolo, S.Giorgio e S. Placido.

Caratteristico è il mazzetto di fiori freschi realizzato all'epoca dal fioraio Giovanni Milici che completa la candelora (oggi purtroppo di fiori artificiali). Questo mazzetto veniva benedetto durante una suggestiva manifestazione nel cuore della pescheria, la mattina del 3 febbraio dall' Arcivescovo Bentivoglio. la Bandiera tricolore fu dono del re Vittorio Emanuele III , in visita a Catania alla categoria. Caratteristica di questa candelora è la ghirlanda di fiori posta al di sopra della scenografia che oscilla al movimento del passo rendendola inconfondibile rispetto alla altre. Nel restauro l'antico cerone interno venne sostituito con uno in legno più leggero, quello antico si trova ora nella cappella della Madonna in Cattedrale.

Si conserva all'interno del mercato ittico.

 

5 Cereo de Fruttaiola (fruttivendoli).

 


Per la sua cadenza leggiadra ed aggraziata è denominata "la signurina".

Durante i lavori di restauro eseguiti 1959, è stata rinvenuta la data del 1888 forse di un precedente restauro avvenuto in quell'anno. Alla base di questa candelora sfolgorante di luci, figurano quattro artistici cigni.  Il fusto mostra scene del martirio, un trionfo di statue. Sotto la corona spicca la statua di S.Agata. Nel 1988 ebbe un nuovo restauro. E' conservata nella chiesa di S. Francesco all’Immacolata.

 

6 La candelora de Chiancheri (Macellai)

Detta comunemente dei "chiancheri", è quella che ancor oggi conserva il legame più vivo con la sua corporazioni di cui il patrono è S. Sebastiano.

Si distingue moltissimo per la sua forma dalle altre: è un'artistica torre che consta di quattro ordini alla base quattro artistici leoni (simili a quelli dei bettolieri) nel secondo ordine angeli e scenografie, nel terzo ordine dentro nicchie ornate da colonne corinzie quattro statue : S. Sebastiano al centro, S.Antonio di Padova, S. Isidoro Agricola, la Madonna del Carmine.

La scelta di quest'ultima è motivata in quanto il simulacro settecentesco di S. Sebastiano patrono della corporazione e confraternita dei macellai, durante la processione veniva un tempo portato presso il santuario della Madonna del Carmine, a piazza Carlo Alberto; come pure è da ricordare che all'interno della pesceria, teatro naturale per la manifestazione delle candelore, si trova la monumentale chiesa della Madonna del Carmine all'Indirizzo, la cui festa, da qualche anno viene preparata dai macellai. L'ultimo ordine è costituito da quattro angeli che trattengono nelle loro mani la corona.

La fattura di quest'ultima fa pensare che in una delle ristrutturazioni della candelora abbia collaborato Vincenzo Cuscunà o qualcuno dei suoi figli.

 Danneggiata dal bombardamento del 1943, venne restaurata nel 1947. Un nuovo restauro si ebbe nel 1972.

Si conserva presso i locali annessi alla chiesa di S. Sebastiano nei pressi del Castello Ursino.

 

7 Cereo de Pastari (produttori di pasta).

E' l’unico che ha conservato il settecentesco candelone centrale in cera, le altre candelore hanno un cereo in plastica. L’ultima candelora che effettuò il cambio fu quella dei fruttivendoli, il vecchio cereo è visibile nella cappella dell’addolorata nella parte destra della basilica cattedrale di Catania, vicino alla cappella di Sant’Agata, risale ai primi anni del settecento ed è costruito in stile barocco.

E' un enorme candeliere semplice e bello, in stile barocco. E' l'unico dei grandi cerei in cui mancano le scenografie. Consta di tre ordini. Al centro le antiche statue di S. Agata , S. Pietro, S. Euplio, S. Berillo, secondo la tradizione primo vescovo di Catania.

Su di esse spicca la scritta "cereo dei padroni pastai". Al di sotto della corona quattro grandiosi angeli con simboli agatini in mano. All'interno si trova anche il cerone originale.

Fu la prima candelora ad essere restaurata per interessamento del cavaliere Luigi Maina, capo del cerimoniale del Comune e membro del comitato agatino, nel 1970.

E' conservato all’interno della chiesa dedicata a S. Francesco all’Immacolata.

 

8 Cereo dei Pizzicagnoli (alimentaristi).

E' Riconoscibile per lo stile art nouveau o liberty.

Consta di quattro ordini e alla sua ristrutturazione collaborò lo scultore Vincenzo Cuscunà con i figli Rosario e Sebastiano, intorno al 1914. Venne indorata per la seconda volta nel 1946 dall'indoratore Andrea Lombardo. nel secondo ordine troviamo le scenografie dl martirio di fine fattura. Nel terzo ordine furono scolpiti nei quattro angoli eleganti testine di angeli, viene arricchita da otto angioletti svolazzanti. Al di sotto della corona troviamo le statue di quattro apostoli : Andrea, Pietro , Paolo e Giovanni.

 La base della candelora è costituita da quattro bellissime cariatidi.

Nuovi restauri sono avvenuti nel 1980 e 1996 ad opera, rispettivamente di Ignazio Lo Faro e Sabina Fisichella.

Per un lungo periodo dal dopoguerra agli anni sessanta veniva adornata con artistici mazzetti di fiori dalle forme più strane: una enorme corona o una grande stella. Dopo l'ultimo restauta è stato allungato il cerone interno, rimessa una boccia di vetro secondo l'uso originale.

 

9 Cereo dei Putiari (bettolieri).

E' il più alto di tutti. È il secondo più pesante dopo quello dei panificatori ed è portato da 10 persone; la quale esce in processione a cura del comitato delle feste agatine da quando, agli inizi degli anni ’60, la corporazione non si occupò più della manutenzione e dell’uscita della candelora.

Consta di tre ordini:alla base troviamo quattro artistici leoni e grifoni che sorreggono delle volute su cui poggiano quattro graziosi angeli ai lati; al di sotto della corona, molto originale per la sua forma una serie di ben 12 artistici piccoli simulacri di santi.

All'interno di piccoli palcoscenici sono rappresentati quattro dei più significativi momenti del Martirio. Nell'arco del tempo questa candelora ha subito profonde trasformazioni. La candelora venne ristrutturata nel 1913  da Vincenzo Cuscunà e figli, poi nel 1935 e nel 1982. Furono totalmente sostituiti due ordini, si scambiarono le scenografie. Furono aggiunte al di sopra di esse le statue di quatto apostoli : S Paolo, S. Giovanni ,S. Pietro e San Bartolomeo e la corona che viene sorretta da quattro angeli barocchi, furono sostituiti anche gli angeli centrali.

Nel dopoguerra ebbe un periodo di grade splendore durante le feste agatine grazie alla famiglia Bruno commercianti di vino, all'epoca rettori della candelora.

Esce a cura del comitato delle feste agatine, da quando agli inizi degli anni '60 la categoria come alcune altre non si occupa più della manutenzione e restauro e dell'uscita della candelora. Si conserva nella chiesa di S. Francesco all’Immacolata.

 

10 Cereo de Pannitteri (panificatori).

E' il più grande e pesante di tutti ed è trasportato da ben 12 portatori, portantini o vastasi. La prima sua costruzione risale al 1731 ad opera dell'intagliatore Santo Guarnaccia ed è costruito su di una base costituita da quattro statue di Atlanta. La parte successiva custodisce la raffigurazione "Vicende agatine" suggestive nei loro ampi incavi. 

Caratteristici nella parte finale erano due angeli che con una mano sorreggevano la corona e con l'altra una tuba. il terminale del cerone è con una grossa boccia a corona;

Negli anni venti una ulteriore trasformazione; della vecchia candelora si conservano gli otto grossi angeli e la base, nel terzo ordine sotto la corona furono aggiunte le seguenti statue dei santi: Metodio, Everio, Berillo, il beato Pietro Geremia.

Per la sua caratteristica andatura, è meglio conosciuta come "la mamma".  Fu quello più gravemente danneggiato tra le "cannalore" che durante il bombardamento dell'aprile del 1943 si trovavano in deposito nella "casa della Vara".  È stato ripristinato nel 1972 dall'indoratore Alfio Grasso. Oggi si conserva nella chiesa di S. Francesco all’Immacolata.

 

11 Cereo del Villaggio Sant’Agata.

 

E' la candelora più giovane ,voluta dal sig Salvatore Russo ed inaugurata nel 2010. a ricevuto il benestare dal comitato dei festeggiamenti per partecipare alle processioni dei tre giorni nel 2012 e il 3 febbraio 2012 ha fatto la sua prima uscita in occasione dell’offerta della cera.

Gia negli anni 80 venne costruita una piccola candelora che girava nel quartiere, ma si è voluta donare alla cittadinanza del villaggio Sant'Agata una candelora degna delle altre 11.

Il Cereo è stato progettato nel 2007; è stato scolpito dalla ditta Scirè di Emanuele Branchitta ed assemblata dal fratello Eliseo. È alto, con il mazzo di fiori che la sovrasta, quasi 4,90 metri, pesa circa 600 kg ed è portato da 8 persone. Alla base vi sono quattro basamenti con teste di leone, mentre le statue dei santi e le scene del martirio di Agata sono state realizzate dalla illustre ditta Ferdinand Stuflesse di Ortisei.

 

 

 

12 Cereo del Circolo Cittadino di Sant’Agata.

Realizzata nel 1874 e adornata nel 1996 con una statua del Beato Dusmet.

La copresenza di una statua raffigurante Sant’Agata ed una dell’Immacolata ricorda come i Catanesi, insieme a Sant’Agata, hanno sempre venerato la Vergine Immacolata compatrona della città. Si conserva presso la Basilica Collegiata sede del Circolo Cittadino Sant’Agata.

 Non appartiene a categorie, ma al Circolo Cittadino di S. Agata fondato nel 1874; La candelora venne realizzata alcuni anni dopo nel 1876, di stile composito, consta di quattro ordini. La base ricorda quella dei pescivendoli, su di essa quattro angeli che furono aggiunti intorno agli anni Venti; nel secondo ordine le scenografie; nel terzo quattro statue, della Santa Patrona, di S. Euplio, dell'Immacolata. Quattro volute a forma di piccoli grifoni sorreggono la corona.

La candelora nella parte finale fino alla festa del 1987 portava la tradizionale boccia di vetro; nel restauro del 1988,è stata sostituita con un mazzetto realizzato dal fioraio Samperi. Nel 1988 è stata restaurata.

 

ricostruzione resa possibile grazie alle informazioni tratte dal libro di Mons. Giovanni Lanzafame di Bartolo.

 

 

 

La festa di sant'Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle «candelore», enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando man­cava l'illuminazione elettrica, avevano la fun­zione di illuminare il passo ai partecipani alla processione. Sono portate a spalla da un nu­mero di portatori che, a seconda del peso del cero, può variare da 4 a 12 uomini.

I maestri orafi del Trecento avevano realizzato il Busto di sant'Agata, un capolavoro d'ar­te raffinato e prezioso. Ma il popolo, da sempre vicino alla patrona, ha voluto essere presente nella festa con creazioni proprie, opere di fat­tura artigianale che rappresentassero, inoltre, associazioni di varie categorie di lavoratori.

Ognuna delle il candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, es­sa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l'andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale.

 

 

Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all'inizio dell'Ottocento. È seguito da quello dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano. Il ter­zo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi di santi e piccoli pesci. Il suo passo incònfondibile ha fatto guadagnare alla candelora il soprannome di «bersagliera».

 

 

Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chia­mato la «signorina». Quello dei macellai è una torre a quattro ordini. La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie.

La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la «mamma». Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di sant'Agata che fu introdotta dal cardinale Dusmet. In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28.

 

   
   
 

 

   

 

 

 

Il «rinoto» per passione che tramanda la tradizione

Il legame che unisce Rosario Carmelo Parisi a Sant'Agata è forte, così come la sua fede. Si emoziona quando parla della «sua Santa». Quando ricorda come da bambino attendeva il suo passaggio in processione tra le vie. «Avevo appena quattro anni - ricorda l'uomo oggi sessantaduenne - e aspettavo il fercolo tra via Principe angolo via Plaia. Da bambino facevo il chierichetto a padre D'Arrigo e ogni volta che potevo correvo a vedere i cerei».

Un uomo attivo, un gran lavoratore. Ogni mattina già all'alba è sul posto di lavoro, la sua pasticceria, nei pressi dell'aeroporto. Niente sconti, sebbene adesso lo aiuti anche il figlio Giuseppe (nella foto insieme al padre). Eppure quest'uomo tutto di un pezzo quando parla di Sant'Agata si ammorbidisce e gli occhi cominciano a brillare. «Il mio è un amore profondo - confessa - al di là dei festeggiamenti ogni anno per me rivedere Sant'Agata è una grazia e una speranza».

Una grande passione, Parisi è stato anche uno dei 71 tesorieri della candelora dei Rinoti che si fregia del titolo di "primo cereo" ed apre la processione dei grandi cerei. Secondo gli storici questa candelora venne ricostruita per volere del massaro Girolamo Messina tra il 1820 e il 1852. «Questo cereo è stato realizzato dai grandi feudatari e noi lo custodiamo in un locale che è stato donato dal commendatore DiStefano conosciuto nel quartiere come don Turiddu "un dollaro". Sono stato tesoriere nel '86, un grande onore per me che di nascita non sono "rinoto"».

E' come una grande famiglia: gli otto portatori del cereo sono tutti del quartiere. Quando iniziano i festeggiamenti, dopo la processione dell'offerta della cera alla Cattedrale alla casa del fercolo di san Giuseppe La Rena i soci si riuniscono nella sede «per eleggere i due nuovi tesorieri per la festa dell'anno successivo. Tesorieri che sono tenuti a rispettare e tramandare le tradizioni. Quando parte il cereo in processione anche i bambini si affacciano ai balconi e a San Giuseppe La Rena è festa. Poi ci si sente come svuotati, sensazione che svanisce quando il cereo dopo l'ottava di Sant'Agata ritorna a "casa"».

L. G.

La Sicilia, 5.2.2015

 

 

 

E l'«annacata» si fa sulle note di Bob Sinclair
Sabato 04 Febbraio 2012

 

Segno dei tempi se le candelore, nell'incedere lungo le vie della città - preludendo ai festeggiamenti agatini veri e propri - adeguino il proprio ritmo alle hit del momento. Sarà un segno dei tempi e delle moderne "contaminazioni", se l'inconfondibile "annacata" degli storici cerei, non venga scandita soltanto da motivetti evergreen - come "Nel blu dipinto di blu", "L'alligalli" o "Come facette mammeta" - ma niente di meno che da Bob Sinclar.

 E in particolare dal tormentone del momento: "A far l'amore comincia tu", remixato dall'originale della Carrà. E, per analogia, anche da "Come bello far l'amore da Trieste in giù".
Ebbene sì. In effetti, il ritmo c'è, trattandosi di disco music, e la trovata, improvvisata da chissà quale o quali musicisti, fa sorridere e lascia interdetti nel contempo.
Del resto, perché «Come facette mammeta» sì e «A far l'amore comincia tu» no?, si potrebbe obiettare. I più e meno giovani non ci avranno neanche badato, assimilando la novità come cosa normale; gli anziani, forse, non ci avranno neanche prestato attenzione, non riconoscendo il pezzo.
Del resto, la Candelora, al di là degli ex-voto, è ormai simbolo di folklore puro. E dunque di tradizione. Di una tradizione che, però, segue anch'essa il corso dei tempi, arricchendosi di novità che vengono di volta in volta assorbite. (In questo caso è ancora presto per dire se si tratti o no di una meteora).
Il fatto è che Sant'Agata è un po' una festa in progress, rinnovata dagli stessi catanesi. Trent'anni fa non si era mai vista la fiumana di enormi ceri del 5. Oggi sono una tradizione consolidata e intoccabile.
Vent'anni fa non si sarebbe mai immaginato di assistere al canto delle monache alle dieci del mattino. Fino allo scorso anno l'"annacata" era scandita dalle hit di Edoardo Vianello. Oggi l'"annacata" è alla Bob Sinclar. E tra dieci anni chissà cosa accadrà.
Alessandra Belfiore (La Sicilia, 4.2.2012)

 

 

 

PROGRAMMA DELLE CANDELORE 2017

 

22 gennaio – domenica

Rinoti

9:00 – Presentazione del cereo al santuario S. Maria di Goretti, lato via Fontanarossa e lato Aeroporto

15:00 – Presentazione del cereo alle abitazione del Villaggio S. Maria Goretti.

 

22:00 – rientro del Cereo in sede

 

Panettieri

 

10.00 USCITA UFFICIALE DEL CEREO DALLA CHIESA IMMACOLATA CONCEZIONE IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER LE VIE VITTORIO EMANUELE CON ARRIVO PIAZZA DUOMO E OMAGGIO A SANT’AGATA

 

IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER GARIBALDI CON ARRIVO IN VIA PLEBISCITO PRESSO PANIFICIO FINOCCHIARO PIERO – ZONA CAPPUCCINI

 

I PRESCIVENDOLI

 

 

18:00 FESTEGGIAMENTI SERALI PRESSO PANIFICIO DI FINOCCHIARO PIERO

 

20:30 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER VIA PLEBISCITO CON DESTINAZIONE AUTORICAMBI GAM DI ORAZIO NICOLOSI DOVE SOSTERRÀ’ PER L’INTERA NOTTE

 

Pescivendoli

 

8.00 Uscita ufficiale dalla Chiesa Immacolata del Cereo Pescivendoli che percorrerà via Etnea per recarsi presso il ristorante “Le Tre Bocche” di Pippo Napoli “u straburutu” dove sosterà per tutta la notte.

 

23 gennaio – lunedì

 

Panettieri

 

18.00 FESTEGGIAMENTI PRESSO AUTORICAMBI GAM DI ORAZIO NICOLOSI

 

20.30 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PRESSO PIZZERIA KALISPERA VIA PLEBISCITO DOVE SOSTERRÀ’ PER L’INTERA NOTTE

 

Pescivendoli

 

16.00 il Cereo percorrerà via Ingegnere per arrivare in via Torino al n. 32/34 per i festeggiamenti in onore della Casa del Pesce / Pescheria gastronomica di Agatino Napoli. Sosta del Cereo per tutta la notte.

 

24 gennaio – martedì

 

Panettieri

 

18.00 FESTEGGIAMENTI PRESSO PIZZERIA KALISPERA VIA PLEBISCITO

 

20.30 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER VIA PLEBISCITO E VIA M. DELLE SALETTE CON ARRIVO PRESSO PLESSO CESARE BATTISTI DOVE SOSTERRÀ’ PER L’INTERA NOTTE

 

25 gennaio – mercoledì

 

Rinoti

 

08:00 Presentazione del Cereo alle aziende e all’I.C.S. “Livio Tempesta”, 5. Giuseppe La Rena, zona Palombaio

 

13:00 Festeggiamenti del Cereo e sosta presso il Centro Commerciale “Città Mercato”

 

18:00 Presentazione dei Cereo alle abitazioni di S. Giuseppe La Rena, zona Palombaio

 

22:00 Rientro dei Cereo in sede

 

LA CANDELORA PIU' BELLA

Panettieri

 

9.30 FESTEGGIAMENTI PRESSO PLESSO CESARE BATTISTI ORE 10.30 IL CEREO PROSEGUIRÀ PER LA VIA S. M. DELLE SALETTE

 

E VIA DELLA CONCORDIA CON ARRIVO PRESSO PLESSO VIA DELLA CONCORDIA PER FESTEGGIAMENTI AGATINJ

 

12.00 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ SU VIA DELLA CONCORDIA PER FESTEGGIAMENTI PRESSO PANIFICIO DOLCE ASIA DI LANZAFAME E ATTIVITÀ’ VICINE CON ARRIVO PRESSO SUPERMERCATO MAXISPESA

 

17.00 FESTEGGIAMENTI PRESSO SUERMERCATO MAXISPESA

 

20.00 IL CEREO PRESEGUIRA’ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO PRESSO IL RISTORANTE LA ROMANELLA VIA DI SANGIULIANO DOVE SOSTERRÀ’ PER L’INTERA NOTTE

 

Pescivendoli

 

8.00 il Cereo sarà trasportato nella zona centrale di Barriera, festeggiamenti presso i Commercianti e abitazioni della zona sud del quartiere. Durante la mattinata manifestazione del Cereo presso i plessi scolastici di via R. Quartararo e via F. Laurana. A seguire sosta in via G. Condorelli.

 

17.00 il Cereo percorrerà via G. Condorelli per continuare i festeggiamenti nella zona centrale di Barriera e via Passo Gravina. A conclusione dei festeggiamenti il Cereo Pescivendoli sosterà in via S. Guzzoni per tutta la notte.

 

26 gennaio – giovedì

 

Panettieri

 

20.00 FESTEGGIAMENTI PRESSO IL RISTORANTE LA ROMANELLA VIA DI SANGIULIANO CON SOSTA NOTTURNA

 

Pescivendoli

 

16.00 il Cereo percorrerà via S. Guzzoni per raggiungere la Parrocchia Santa Maria del Carmelo a Barriera, omaggio alla Comunità Parrocchiale, ai ragazzi del catechismo e ai bambini dell’Associazione “Lega Ibiscus” reparto di ematologia-oncologia pediatrica del Policlinico di Catania. Momento di preghiera e, a seguire, festeggiamenti in Piazza. Proseguimento del percorso con festeggiamenti per tutta via del Bosco. In serata arrivo al Rione Largo Barriera e festeggiamenti. Sosta per tutta la notte presso il rifornimento “Esso”.

 

27 gennaio – venerdì

 

Panettieri

 

10.00 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER LA VIA ETNEA PER FESTEGGIAMENTI ATTIVITÀ’ LOCALI

 

CON ARRIVO PRESSO PANIFICIO SALUMERIA DI GERBINO E PATRIZIA VIA CARONDA N. 2 DOVE SOSTERRÀ’ PER L’INTERA NOTTE

 

Pescivendoli

 

Alle ore 8.00 il Cereo Pescivendoli sara trasportato al MASS (Mercato Agroalimentare / Ittico) e sosta.

 

28 gennaio – sabato

 

foto ricordo del Cereo dei Panettieri

Rinoti

 

14:30 Presentazione del Cereo alle abitazioni di S. Giuseppe La Rena

 

20:00 Festeggiamenti in piazza con la partecipazione di autorità ecclesiastiche e cittadine. Spettacolo di cabaret e festosi fuochi d’artificio. Esposizione di fotografie e quadri “Accademia Cosmod’Art”

 

22:00 Rientro del Cereo in sede

 

Panettieri

 

10:00 FESTEGGIAMENTI PRESSO PANIFICIO SALUMERIA DI GERBINI L. PATRIZIA

 

12:00 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER VIA UMBERTO CON ARRIVO PRESSO BAR ETOILE D’OR VIA UMBERTO PER FESTEGGIAMENTI

 

13:00 IL CEREO PROSEGUIRÀ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO PRESSO PANIFICIO ALDEBARAN, VIA A. DE GASPERI, CON FESTEGGIAMENTI ALLE ORE 16.00

 

21:00 IL CEREO PROSEGUIRÀ PER LE VIE CIRCOSTANTI ARRIVANDO IN VIA DEL ROTOLO PER SOSTARE L’INTERA NOTTE AL CHIOSCO BELVEDERE

 

29 gennaio – domenica

 

Panettieri

 

20.00 FESTEGGIAMENTI PRESSO CHIOSCO BELVEDERE, PRESSO LA PANINERIA CRISTALDI, BABY PARK NETTUNO E ATTIVITÀ LOCALI DOVE SOSTERRÀ PER L’INTERA NOTTE

 

Pescivendoli

 

9.00 festeggiamenti in onore dei commercianti del mercato ittico. Ospiti Autorità Festeggiamenti Agatine, Gigi Arena con le sue Scuote di Ballo e Nino Marchi. Servizio navetta AMT con partenza da piazza Borsellino (ex piazza Alcalà) dalle ore 7.00 alle ore 10.30.

 

30 gennaio – lunedì

 

Panettieri

 

9:00 IL CEREO PROSEGUIRÀ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO PANIFICIO VIA DONIZZETTI CON FESTEGGIA MENTI AGATIN»

 

E PROSEGUIRÀ’ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO PRESSO PIAZZALE RAFFAELLO SANZIO

 

20:30 FESTEGGIAMENTI PRESSO PANINERIA DA ALFIO

 

22:00 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER LA VIA RAFFAELLO SANZIO E VIA V. GIUFFRIDA

 

CON ARRIVO PRESSO BOTTEGA ENOGASTRONOMICA CATANESE DOVE SOSTERRÀ’PER L’INTERA NOTTE

 

31 gennaio – martedì

 

Rinoti

 

15:00 Presentazione del Cereo alle aziende d. via Brucoli, via Melilli, via A. Berretta e via S. Giuseppe La Rena sino ai civico 185

 

20:00 Rientro dei Cereo in sede

 

Panettieri

 

11.30 FESTEGGIAMENTI AGATINI PRESSO BOTTEGA ENOGASTRONOMICA CATANESE

 

12.30 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO PRESSO BIONDI AIR SISTEM VIA V. EMANUELE ORLANDO

 

16.00 FESTEGGIAMENTI PRESSO AIR SISTEM

 

18.00 IL CEREO PROSEGUIRÀ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO PRESSO

 

CAFFETTERIA E RIV. TABACCHI N. 159 RIC. LOTTO SUPERENALOTTO VIA G. D’ANNUNZIO N. 82/84

 

20.30 FESTEGGIAMENTI AGATINI CAFFETTERIA E RIV. TABACCHI N. 159 DOVE SOSTERRÀ PER L’INTERA NOTTE

 

Pescivendoli

 

Alle ore 9.00 il Cereo Pescivendoli sarà trasportato in Corso Sicilia.

 

1 febbraio – mercoledì

 

Panettieri

 

9.00 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER LE VIE CIRCOSTANTI CON ARRIVO IN VIA PASSO GRAVINA

 

18 00 FESTEGGI AMENTI PRESSO PANIFICIO SFILZI VIA PASSOGRAVIN A j

 

22.00 IL CEREO PROSEGUIRÀ’ PER LE VIE CIRCOSTAIf^ PRESSO BAR ETO,^U^R

 

Pescivendoli

 

Festeggiamenti del Cereo in piazza Carlo Alberto in onore dei pescivendoli.

 

17.00 proseguimento per via Etnea con arrivo in piazza Duomo. Festeggia* menti in onore delle case del pesce di Catania. Sosta per tutta la notte a Porta Uzeda.

 

2 febbraio – giovedì

 

Panettieri

 

20:00 Festeggiamenti serali presso E’Toil d’Or in Via Dusmet

 

3 febbraio – venerdì

 

Rinoti

 

06:00 Partenza del Cereo da S. Giuseppe La Rena e arrivo in Piazza Stesicoro per aggregarsi alla processione per l’offerta della cera alla Santa Patrona

 

12 febbraio – domenica

 

Rinoti

 

17:00 Festeggiamenti dell’Ottava conia

 

processione dei Cerei e delle Reliquie di Sant’Agata