


U Cuzzularu durante la raccolta delle telline alla Playa
di Catania. Piatto prelibato della gastronomia catanese.
Le Telline, che in dialetto catanese
vengono chiamate “ ‘i cuozzoli dda Plaja”, necessitano di estate, mare calmo e
cald o,
per raggiungere la giusta
maturità e raccoglierle così ben piene.
Plaja è termine spagnolo che indica la spiaggia di sabbia chiara, finissima.
Per antonomasia la Plaja, a Catania,
è il litorale sabbioso che si estende a sud della città per oltre 3 km. Qui,
facendo il bagno, basta affondare la mano tra la sabbia del sublitorale e si
trovano questi bivalvi, saporitissimi che si possono consumare in tanti modi,
anche crudi. Un modo per praparli è la ricetta degli Spaghetti con le Telline.
Ingredienti per 2 persone: 300 gr di
telline, olio EVO, tre-quattro cucchiai, 3 spicchi d’aglio, 140 gr di spaghetti,
pepe nero macinato al momento, un cucchiaio di prezzemolo tritato minutamente
(facoltativo), salsa di pomodoro fresco due cucchiai.
In una padella di grosse dimensioni
scaldare l’olio con l’aglio vestito e schiacciato, aggiungere le telline appena
sciacquate e far cuocere finché si aprono (pochi minuti).
Aggiungere il cucchiaio di
prezzemolo (s'è gradito) e saltarvi la pasta precedentemente portata a ¾ di
cottura, aiutandosi con poca acqua della cottura della pasta.
Comporre il piatto aggiungendo sulla
pasta un cucchiaio di salsa di pomodoro fresco (se gradita), una macinatina di
pepe nero e, sopra, le telline che sono rimaste in padella.
Finiti gli spaghetti ogni tellina va
prelevata con le mani, rigorosamente, e portata alla bocca per gustare il
mollusco che è ancora attaccato ad una delle valve.

Dopo più di 30 anni sempre al top a Catania e provincia!!
Premetto di essere molto critico!! raramente lascio 5 stelle , ma
avevo dimenticato cosa erano i sapori ed a distanza di anni, ho
nuovamente mangiato la migliore schiacciata che abbia mai gustato.
Ancor a prima di entrare senti l'odore di buono,di sapori antichi e
genuini ormai persi che ti mettono buonumore. Ti senti a casa.
Indiscussa qualità della materia prima con personale accogliete e
davvero gentilissimo. Dovete assolutamente andarci, non farlo
sarebbe un sacrilegio!! Non cambiate mai.
Andateci!!
Consigliati da un’amica catanese, andiamo a cena in questa
friggitoria, dove veniamo accolti da dei mega pentoloni pieni di
strutto pronto per friggere! Arancini, le Siciliane, le crespelle e
per finire le ravioline di ricotta! Una delizia! Condito con tanti
sorrisi e cortesia della famiglia che gestisce il locale. Andateci.
Punto! Per assaporare i gusti locali e la sana e speciale ospitalità
catanese. Unica pecca: uscirete impuzzolentati dagli odori della
frittura, ma ne sarà valsa la pena!
Tradizione ed eccellenza
Un punto di riferimento della gastronomia catanese da generazioni!
Frittura eccellente: crispelle di ricotta e acciuga preparate sul
momento con amore ed eleganza, croccanti arancini, fragranti pizze
alla siciliana, e per dessert croccanti e profumate raviole di
ricotta e crispelle di riso al miele. Ma non solo frittura: le
scacciate con materie prime stagionali di eccellente qualità sono
personalizzabili ed anche di piccole dimensioni . Inoltre le
scacciate prendono spesso il volo per raggiungere i catanesi nel
mondo visto che mantengono la loro fragranza anche dopo un lungo
viaggio. Personale sempre gentile, sorridente e attento. |
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Sarebbe infinito l'elenco delle ricette a base
di pesce. Soprattutto di alici nostrane che a Catania preparano in
tutte le maniere: in tortiera,
al forno, fritte, marinate, arrosto. Grandi intenditori
sulla freschezza ittica (non li può fregare nessuno!) e ghiotti di quello che
viene pescato
nel loro golfo, i Catanesi non rinunciano a questo
prezioso alimento per nessuna ragione al mondo. In trasferta preferiscono
mangiare altro, perchè il "pesce" si mangia a casa! Non è per vantarmi, ma in
molti hanno verificato la differenza. Sembra che Azeglio Campi lo facesse
arrivare a Roma per via aerea, in giornata. Solo fresco. Qui non lo conosciamo
surgelato o "forestiero". Questo è uno dei motivi per cui il vero Catanese si
rifiuta di acquistarlo ai Supermercati. Chi si avvicina a quei banconi o ha
fretta, o solo di passaggio a Catania, o per pura passione per platesse
dell'Atlantico, gamberoni dell'oceano Indiano e calamari vietnamiti. Oppure, se
è proprio deve essere catanese....... non è Marca Liotru! |
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Alessandro Ingiulla, chef 29enne originario di Santa Maria di
Licodia e responsabile del ristorante Sàpìo, nel 2018 ha ricevuto la prima
stella Michelin, riconfermata anche nel 2021. Una soddisfazione condivisa con la
compagna e maître di sala, Roberta Cozzetto, e con il resto del suo staff. Siamo
andati a conoscerlo per cercare di carpire qualche segreto della sua cucina
https://www.cataniatoday.it


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SOLO LA STORIA. IL LOCALE E' CHIUSO
DEFINITIVAMENTE.
Nonna Vincenza è di un paesino in provincia di Enna,
Agira. Qui, sin dall’età di sei anni, aiuta zia Provvidenza, suora laica e
dolciera del paese, nella produzione artigianale della tipica pasticceria
tradizionale siciliana destinata ai matrimoni. Era infatti usanza per i
nubendi andare a prenotare prima i dolci da Sr Provvidenza per poi pensare a
tutto il resto.
Così Vincenza, giorno dopo giorno, impara i segreti della
zia e si appassiona al punto da aprire, molti anni più tardi, la sua
pasticceria: I dolci di Nonna Vincenza. Ma andiamo con ordine. Dopo
l’infanzia passata ad Agira, si innamora del capo coro della chiesa del
paese, Giuseppe, lo sposa, mette su famiglia e, sempre con lui, si
trasferisce a Catania. Una volta arrivata nella città barocca, la sua
passione per i dolci non svanisce: lei vorrebbe aprire una pasticceria ma il
marito, con la passione per la musica, non è poi molto d’accordo. La cosa
non ferma Vincenza che comincia a preparare dolci per i parenti e gli amici,
nel frattempo i sette figli crescono e la convincono a concretizzare il suo
sogno. Arriviamo così al 5 febbraio 1997, festa di Sant’Agata, la più
importante festa religiosa di Catania. È in questo giorno che viene
inaugurata la sede storica della pasticceria a gestione familiare,
caratterizzata da uno stile elegante, raffinato, e che sta espandendosi in
Italia e prossimamente all’estero.
Dal 1997 a oggi la pasticceria di Vincenza ne ha fatta di
strada, anche grazie alla lungimiranza dei tre figli coinvolti a tempo pieno
negli affari dell’azienda. Alessandro si occupa della produzione, Salvo
dell’aspetto commerciale e Paolo Pistone, il primogenito, è colui che sceglie le
materie prime. “Il tutto è coadiuvato da mamma Vincenza che, nonostante i suoi
ottantatré anni, ci consiglia e ci sostiene”. Paolo parla a nome di tutti i
fratelli. “È soprattutto grazie a lei che oggi abbiamo dieci punti vendita tra
Catania, Roma e Bologna ed è sempre grazie alla sua capacità di appassionarsi e
di appassionare che continueremo a diffondere le tradizioni siciliane in Italia
e tra un po’ anche all’estero”. La prossima apertura è prevista agli inizi di
dicembre nella Strada Maggiore, centro di Bologna, e tra non molto apriranno
negozi a Londra, in zona Oxford Street, e a New York: “Ci stiamo già muovendo e
siamo andati a vedere un po’ di location papabili. I negozi saranno a Manhattan
mentre il laboratorio sarà in periferia. In questo caso il caseificio si farà in
loco perché il latte di qualità lo si può procurare ma per quanto riguarda la
ricotta, questa, necessita di tecniche e procedure particolari”. Tale scelta
strategica, portare il loro know how siciliano a New York utilizzando le materie
prime del luogo (lì dove è impossibile trasportarle da Catania), è applicabile a
tutte le città e sembra vincente dal punto di vista della qualità dei prodotti.
“È innegabile che la ricotta fatta al momento, con la sapienza dei casari
siciliani, sia migliore di una ricotta, proveniente sì dalla Sicilia, ma che ha
dovuto subire ore e ore di volo”.
Se da una parte c’è questo slancio verso l’estero, dall’altra
Paolo e i suoi fratelli stanno puntando molto sul loro territorio. “Stiamo
investendo molto sull’agricoltura: abbiamo undici ettari di mandorleto ad Avola
e un pistacchieto di cinque ettari a Bronte. Sempre a Bronte, abbiamo gli
aranceti e vogliamo istallare delle arnie per il miele (che ora comprano a
Zafferana Etnea e a Sortino), tra le coltivazioni. L’obiettivo? L’auto
approvvigionamento, anche se per ora la produzione non è sufficiente”. Oltre
alle coltivazioni, Paolo, vorrebbe aprire un caseificio anche a Catania. Per ora
la ricotta arriva dal caseificio Fioretta e dal consorzio Ragusa Latte. Questa
viene poi trasportata a Roma e a Bologna dentro dei furgoni di loro proprietà,
rispettando la catena del freddo a 4° C.
Oltre alla ricotta, vengono trasportati tutti i loro
prodotti: pasticceria secca alle mandorle, ai pistacchi, al mandarino,
all’arancia; infasciatelli, buccellati, nocatole, olive di sant’Agata, pesto di
pistacchi, creme in barattolo. E ancora cassatine e cassatelle, pasta di
mandorla, dalla frutta martorana ai pasticcini aromatizzati al limone, al
mandarino, al caffè o al pistacchio. Non solo dolci ma anche i rosoli della
Nonna, al limone, alla cannella, all’alloro, ai fichi d’india, al latte, al
finocchietto… Ogni giorno arriva tutto dalla Sicilia, insieme al resto della
materia prima per la produzione fresca che, nella maggior parte dei punti
vendita, avviene nel laboratorio per garantire la qualità dei prodotti. E negli
altri punti vendita, quelli che il laboratorio non ce l’hanno, come vi
organizzate? “In questi casi facciamo arrivare i cannoli già pronti: all’interno
della cialda c’è uno strato di cioccolato per evitare che si inzuppi la cialda
stessa. Lo sappiamo che non è il massimo ma secondo noi è il male minore. Tra
l’altro quando nell’aeroporto di Catania proponevamo i due tipi di cannoli,
quelli classici e quelli con copertura di cioccolato, vincevano i secondi”.
E a proposito di aeroporti, ci sono due punti vendita in
quello di Catania (agli arrivi e alle partenze), uno nell’aeroporto di Bologna
e, ultimo in ordine di apertura, in quello di Roma Ciampino.
Ma cosa li ha spinti ad aprire dei negozi in luoghi così
spiccatamente non luoghi? “Dopo l’apertura nella piazza della chiesa barocca di
san Placido a Catania ci siamo resi conto che i nostri prodotti sono apprezzati
sia dagli italiani che dagli stranieri. Nonostante oggi la percentuale di
vendite agli italiani sia del 60%, contro il 40 di quelle destinate agli
stranieri, queste ultime stanno aumentando moltissimo. Così abbiamo pensato di
aprire negli aeroporti, dove si possono intercettare anche molti stranieri.
L’investimento sta dando i suoi frutti, basti pensare che il punto vendita
dell’aeroporto di Catania è il nostro maggior store a livello di fatturato”.
È ovvio dunque che la famiglia Pistone abbia dovuto investire
molto ma è altrettanto evidente che le cose stiano girando bene sia a livello
economico (dato che dalla loro parte c’è anche un’economia di scala che permette
di trattare sul costo delle materie prime) sia a livello di immagine. Sì, perché
nei loro punti vendita viene proposta la tradizione siciliana, quella giusta,
quella vera, che non ha nulla a che fare con i cannoli ingialliti che si vedono
in molti bar e pasticcerie. “Per mantenere qualità e artigianalità ci deve
essere prima di tutto una selezione spietata delle materie prime. Poi un
controllo costante su tutti i prodotti che escono dal magazzino centrale di
Catania e infine bisogna avvalersi di personale preparato: tutte le persone che
lavorano nei nostri store sono formate. Ciascuno di loro sa come riconoscere una
ricotta buona. Così, anche se ci dovesse essere un intoppo durante il trasporto,
tutti sono in grado di accorgersene. Il segreto è assaggiare. E loro lo devono
fare sempre, perché ci sono ingredienti che all’olfatto sembrano buoni e poi, al
gusto, si rivelano difettosi. Per esempio, se il miele surriscaldato ha un
retrogusto di fumo, non va bene”. E un cliente che prima di comprare, e dunque
assaggiare, deve giudicare attraverso la vista, come fa a riconoscere un buon
cannolo? “Diffidate dai colori sgargianti: no ai pistacchi verde fluo o ai
canditi arancione fosforescente. A proposito di canditi, io li eviterei perché
coprono il sapore delicato della ricotta che deve essere bianca. Il color
giallino è intollerabile. Poi tra cialda e ricotta non ci deve essere spazio, se
c’è, i cannoli hanno più di un giorno”. E così, oltre ad aver scoperto una bella
storia imprenditoriale tutta italiana, abbiamo anche il tutorial per riconoscere
il cannolo impeccabile…
www.dolcinonnavincenza.it
a cura di Annalisa Zordan
https://www.gamberorosso.it/notizie/articoli-food/i-dolci-di-nonna-vincenza-tutta-la-storia-da-catania-a-new-york/
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E A POCHE CENTINAIA DI METRI.........



Catania si prepara alla movida estiva: ecco
le regole dei "caffè concerto"
La Giunta municipale di Catania ha approvato la delibera con
cui viene varata la nuova stagione dei Caffé concerto, che quest'anno prenderà
il via il 30 maggio per concludersi il primo di novembre
La Giunta municipale di Catania ha approvato la delibera con
cui viene varata la nuova stagione dei Caffé concerto, che quest'anno prenderà
il via il 30 maggio per concludersi il primo di novembre. Le domande saranno
esaminate da un Tavolo tecnico composto da rappresentanti delle direzioni
Attività produttive, Ecologia, Cultura e Polizia Municipale.
Rispetto allo scorso anno ci sono alcune novità riguardanti i
criteri di amplificazione, gli orari della cessazione della musica, della
chiusura dei locali e l'esclusione di un tratto della via dei Crociferi da
piazza San Francesco d'Assisi a via Antonino di Sangiuliano, perché sottoposta a
tutela storica e monumentale, viene esclusa dall'area dei Caffé concerto.
L'orario della concessione di suolo pubblico è stato
stabilito dalle 20 alle 2 del mattino. Dall'amplificazione, realizzata con un
unico impianto, sono esclusi gli strumenti a percussione. Inoltre i locali
dovranno rispettare il limite di decibel previsto dalla normativa: 65 dalle 20
alle 22 e 55 dalle 22 alle 0,30, quando la musica dovrà cessare del tutto. Nelle
aree Ztl dovrà essere garantito il passaggio di mezzi di soccorso e di vigilanza
lasciando liberi almeno tre metri di carreggiata e l'accesso dei residenti alle
proprie abitazioni e ai garage. Gli arredi dovranno essere amovibili e rimossi
al termine dell'orario di concessione e sulle aree non potranno essere collocati
banchi frigoriferi o altre attrezzature.
Le sanzioni per coloro i quali non rispetteranno questi
parametri sono state inasprite rispetto allo scorso anno: alla seconda
violazione nel biennio, infatti, sarà considerata decaduta la concessione di
suolo pubblico. E per coloro i quali, decaduta la concessione, dovessero
continuare, ci potrebbe essere la sanzione accessoria della revoca della
licenza.

"La delibera - ha sottolineato il sindaco di Catania Enzo
Bianco - vuole contemperare le esigenze degli esercenti con quelli dei
residenti. Siamo pronti a controllare con estrema attenzione attraverso squadre
dotate di apposite apparecchiature che i parametri sulle emissioni sonore siano
rispettati e non ammetteremo furbizie o forzature.
I Caffé concerto devono
ritrovare il loro spirito originario, quello che fece balzare la movida catanese
all'attenzione dell'intero Paese". "Questa iniziativa - ha aggiunto l'assessore
alle Attività produttive Angela Mazzola - si inserisce in quell'opera di
riqualificazione dell'intero centro storico condiviso da residenti ed esercenti.
Questi ultimi potranno utilizzare lo stesso modulo con cui si chiede la
concessione di suolo pubblico per richiedere anche la possibilità di effettuare
esibizioni musicali all’aperto".

La pasticceria catanese
Fra i dolci più tipici e tradizionali il primo posto va al cannolo di
ricotta,
composto
da una cialda croccante ripiena di crema di ricotta e decorato con scaglie
di cioccolato e granella di pistacchio, farcito rigorosamente al momento
della degustazione. Altrettanto famose sono la cassata e le più piccole
cassatelle, i minuzzi ‘i Sant’ Aita , sempre a base di ricotta, nonché la
Frutta Martorana. Quest’ ultima è una specialità a base di farina di
mandorle e zucchero, caratteristica perché riproduce perfettamente frutta,
ortaggi e pesce. In occasione della tradizionale festa di Sant’ Agata, la
patrona di Catania, si preparano le olivette di Sant’ Agata, squisiti
dolcetti di pasta di mandorla verde a forma di olive, da cui prendono il
nome.
E ancora possiamo citare le paste di mandorla, di
nocciola e di pistacchio. Le gelaterie a Catania sono particolarmente
rinomate per gli squisiti gelati artigianali,
prodotti nei più svariati gusti, e i cosiddetti pezzi
duri, spesso decantati dagli scrittori siciliani come un trionfo della gola.
Un’ altra specialità tipica di Catania sono i biscotti
della monaca, biscotti secchi a forma di “S” aromatizzati con semi di
finocchio, chiamati così perché verso la fine dell’8oo una monaca di casa
cominciò a confezionarli e a venderli.
ex Provincia Regionale di
Catania.




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